Geografia umana: un approccio visuale
Introduzione alla geografia umana
Capitolo 1
Geografia: geo + graphia, scrittura della Terra. La geografia fisica studia gli ambienti e le componenti naturali mentre la geografia umana studia come le popolazioni, le culture e le economie, con le loro manifestazioni materiali, si diversificano nello spazio terrestre, in variazione al variare delle condizioni ambientali e storiche. La prima utilizza i metodi delle scienze naturali mentre la seconda si rifà alle scienze sociali. Da sempre i geografi rivolgono la propria attenzione alla relazione ambiente-società e si occupano di tematiche come il rischio ambientale o le conseguenze sociali del cambiamento climatico.
1.1 Natura e cultura
Natura: tutto ciò che è estraneo alla storia e alla creatività umana. Cultura: costruzione sociale fatta di pratiche e credenze condivise che si modifica nel tempo e funziona come un sistema dinamico complesso, plasmato dalle persone che ne vengono a loro volta plasmate. Nel pensiero occidentale vi è una tradizione che considera natura e cultura separate e contrapposte tra loro (dualismo tra natura e cultura).
Nell'età moderna si è affermata l'idea - ormai superata – che la cultura fosse ciò che permette all'uomo di porsi al di sopra della natura, dominarla e trasformarla secondo i propri fini. Oggi si va affermando una corrente di pensiero che rifiuta il dualismo tra cultura e natura a causa dei gravi problemi che nascono dalla contrapposizione tra i due concetti. Infatti si tende a pensare che l'uomo faccia pienamente parte della natura e che quindi la sua azione debba far i conti con certe leggi fondamentali della natura stessa.
Di seguito saranno citati i diversi approcci attraverso i quali i geografi hanno teorizzato i rapporti tra società umane e ambienti naturali.
Il determinismo ambientale: consiste nel far derivare direttamente dall'ambiente le differenze sia fisiche che culturali degli esseri umani. Già gli antichi Greci ipotizzarono che le diversità tra i popoli dipendessero da fattori climatici e fisico-geografici. Inoltre, tra la fine del XIX secolo e l'inizio del secolo scorso, le teorie del determinismo ambientale, sotto l'influenza del geografo Ratzel, ebbero una grande diffusione tra i geografi per poi essere abbandonate poiché non era dimostrabile scientificamente la relazione di causa-effetto. I fattori ambientali identici non necessariamente danno luogo a pratiche culturali o comportamenti umani simili e infine era sospettato di essere un'ideologia travestita da teoria scientifica per giustificare il colonialismo, cioè il dominio dei principali paesi occidentali su gran parte dell'Africa e dell'Asia.
Il possibilismo: possibilismo geografico ritiene che ogni ambiente naturale offra una gamma di alternative e che in uno stesso ambiente naturale società e culture possano modellarsi in modi diversi a seconda delle loro scelte, basate sulle conoscenze e sulle capacità tecniche di cui dispongono. In altri termini, le collettività possono usare la propria creatività per reagire alle costrizioni di un particolare ambiente naturale e i possibilisti non rifiutano completamente l'idea di un condizionamento da parte dell'ambiente naturale, ma allo stesso tempo non pensano che esso sia la principale forza che plasma le società e le culture.
La terra modificata dall'azione umana: nel tempo l'azione umana ha modificato i paesaggi naturali in paesaggi culturali. Nei due secoli scorsi si è formata una visione della natura come costruzione sociale che riconosce che l'uomo modifica l'ambiente naturale a partire dall'idea che si fa della natura e di come andrebbe trasformata.
La terra come sistema dinamico integrato e complesso:
- La terra funziona come un sistema costituito da diverse componenti naturali e culturali, che interagiscono con modalità non riconducibili a rapporti lineari di causa-effetto e quindi poco prevedibili;
- La terra è soggetta a continui cambiamenti, che derivano sia da ambienti naturali, sia dall'azione umana;
- Il sistema culturale umano è un sottosistema di quello naturale terrestre: può modificarlo in modo durevole solo obbedendo ad alcune leggi naturali che non può modificare a suo piacere, come ad esempio quelle del clima.
1.2 Paesaggi culturali e regioni
Paesaggio geografico: il paesaggio fa da mediatore tra la realtà visibile e la sua percezione, tra l'estetico e il razionale, tra il sentire-agire individuale e quello collettivo. Inoltre le espressioni della cultura leggibili nel paesaggio sono indizi riguardanti i valori delle popolazioni, le loro identità e le loro culture.
Analisi regionale: va oltre la semplice osservazione della superficie per indagare i fattori che determinano le diversità dei territori e suggeriscono la loro suddivisione in regioni.
Tipi di regioni: le regioni sono una costruzione mentale, una forma di classificazione dei luoghi per raggruppamenti contigui che si basa su fatti esistenti.
- Regione formale: area definita in base a una o più caratteristiche fisiche o culturali omogenee nella regione e non in quella confinante.
- Regione funzionale: area in cui i luoghi sono connessi tra loro da relazioni più intense di quelle che questi stessi luoghi intrattengono con l'esterno. Sono tali le ecoregioni, regioni che corrispondono a un ecosistema, regioni funzionali urbane, distretti economici e regioni istituzionali.
- Regioni percepite: sono quelle individuate in base a criteri soggettivi e quindi derivano dal senso di identità e attaccamento di un gruppo di persone a un determinato territorio.
1.3 Luogo
Luogo: località contraddistinta da specifiche caratteristiche fisiche, culturali e sociali. Ciascun luogo può essere identificato tramite la sua ubicazione assoluta o posizione geometrica misurata per mezzo della sua altitudine, longitudine e latitudine sul globo terrestre, oppure con riferimento al suo sito e alla sua situazione detta anche posizione geografica.
Sito: caratteristiche fisiche di un luogo.
Posizione geografica: la posizione che un luogo occupa in un contesto regionale più ampio con riferimento alla rete delle comunicazioni e alle possibili relazioni del luogo con tale contesto.
Senso del luogo: attaccamento emozionale che le persone sviluppano nei confronti di determinate località (identità collettiva).
1.4 Spazio
Spazio: estensione della superficie terrestre di dimensioni non definite.
- Spazio assoluto: entità geometrica le cui dimensioni possono essere misurate con precisione.
- Spazio relativo: spazio le cui proprietà variano a seconda dei "contenuti", cioè dei fenomeni che vi si svolgono. Un tipo di spazio relativo è lo spazio relazionale, spazio definito dalle interazioni umane, dalle percezioni o dalle relazioni tra gli eventi. Esso è mutevole in quanto definito dalle contingenze, cioè dal fatto che il risultato delle interazioni umane varia a seconda delle persone e degli oggetti che vengono coinvolti.
Spazio geografico: spazio relativo e relazionale, poiché le sue proprietà dipendono dalle relazioni e dalle interazioni che sussistono tra gli oggetti e i soggetti. Ogni geografia è la costruzione mentale di uno spazio relazionale non arbitraria poiché risponde all'esigenza sociale di conoscere la posizione di certi oggetti e soggetti e le relazioni che li legano tra loro. Dire che la geografia descrive gli spazi terrestri significa dire che essa si occupa potenzialmente di tutte le possibili relazioni che intercorrono tra tutto ciò che è localizzato sulla superficie terrestre. Adottare una prospettiva spaziale significa prestare attenzione alle differenze tra un luogo e un altro nelle dinamiche della società e nei rapporti tra ambiente e società. La variazione spaziale e la correlazione spaziale sono basati sullo studio della distribuzione spaziale dei fenomeni.
Distribuzione spaziale: disposizione dei fenomeni sulla superficie terrestre.
Variazione spaziale: cambiamenti della distribuzione di un fenomeno da un luogo all'altro.
Correlazione spaziale: il grado in cui due o più fenomeni condividono una stessa distribuzione e variazione spaziale.
1.5 La diffusione spaziale
Movimento di persone, idee, mode ecc. da un luogo all'altro con tempi e modalità differenti a seconda del fenomeno considerato. I geografi identificano 4 tipi diversi di diffusione:
- Per rilocalizzazione (migrazioni);
- Per contagio: un fenomeno si diffonde tra persone che vengono a contatto tra loro;
- Gerarchica: avviene dall'alto verso il basso, secondo una successione ordinata per rango;
- Per stimolo: si verifica quando la diffusione di un fenomeno contribuisce a generare una nuova idea. Influenza in modo decisivo la produzione e la commercializzazione dei beni: l'idea alla base di un prodotto di successo spesso stimola nuove modalità di applicazione dello stesso principio.
1.6 Interazione spaziale e globalizzazione
Globalizzazione: si ha quando certi fenomeni naturali (es. circolazione atmosferica) o umani, come le reti di infrastrutture, o come le comunicazioni virtuali, coprono l'intero globo terrestre, permettendo a tutti i luoghi della Terra di interagire tra loro. In senso più ristretto, è il dominio che le relazioni di mercato a scala mondiale hanno su tutte le altre attività ed espressioni sociali e culturali. La globalizzazione è il risultato dell'interazione spaziale insieme delle relazioni che si sviluppano reciprocamente tra soggetti che occupano luoghi e regioni sia vicine, sia lontane tra loro, come risultato del movimento di persone, beni ed informazioni.
Si parla di globalizzazione solo negli ultimi decenni, cioè dopo che informatica, telecomunicazioni e connessioni aeree intercontinentali hanno permesso una circolazione di merci, persone, denaro e informazioni in tutto il pianeta. La forza trainante di tale unificazione mondiale è stata l'economia capitalistica di mercato, che ha favorito un processo analogo per quanto riguarda la cultura, le relazioni internazionali e la capacità delle grandi potenze di intervenire militarmente in ogni parte del globo. Molto parziale è invece la globalizzazione del mercato del lavoro, che riguarda solo poche categorie qualificate, mentre i lavoratori non qualificati dei paesi poveri che cercando di raggiungere i paesi ricchi per trovare lavoro o vengono respinti o diventano "clandestini". Ancora assente è la globalizzazione amministrativa, specie per quanto riguarda i diritti umani.
L'interazione spaziale è influenzata da tre fattori:
- La complementarietà: si verifica quando un luogo o una regione trovano altrove una risposta alla propria esigenza di beni e servizi, creando un'interazione spaziale che si sviluppa su distanze più o meno lunghe. Crea le basi per il commercio, e oltre che con il mercato si può avere complementarietà anche con la cooperazione. È frutto della variazione spaziale, la quale si lega a sua volta alla disponibilità di risorse naturali o a condizioni economiche;
- La trasferibilità: è inversamente proporzionale al costo per lo spostamento di un bene. Tra i beni hanno un alto livello di trasferibilità quelli di valore elevato, al contrario beni di poco valore e voluminosi hanno una bassa trasferibilità. La trasferibilità è influenzata dall'attrito della distanza, il modo in cui la distanza può ostacolare gli spostamenti da un luogo a un altro o l'interazione tra luoghi diversi;
- Opportunità alternativa: l'esistenza di un luogo che, a parità di costi di trasferimento, possa offrire un bene richiesto a condizioni più vantaggiose. Le opportunità alternative rendono evidente l'importanza dell'accessibilità, facilità di accesso a un luogo.
L'interazione si riduce con la distanza: l'interazione fra i soggetti è influenzata dalla distanza tra di essi. È massima nelle aree centrali delle grandi città e decresce con la densità demografica man mano che ci si allontana da esse.
Comprensione spazio-temporale: le innovazioni tecnologiche nei trasporti e nelle comunicazioni hanno ridotto l'attrito della distanza, facendo sembrare i luoghi più vicini l'uno all'altro, in termini di tempo e di spazio. Questo processo, che il geografo D. Harvey ha chiamato comprensione spazio-temporale, mette in luce l'importanza della distanza relativa. Infatti la globalizzazione non modifica la distanza assoluta tra i luoghi, ma può cambiare la loro accessibilità e renderli più interagenti tra loro. Inoltre la globalizzazione può ridurre l'attrito della distanza, cambiando la nostra percezione delle distanza relative e facendo sembrare luoghi distanti più vicini.
1.7 Territorio
Territorio: spazio delle interazioni tra soggetti, correlato con l'insieme delle interazioni tra gli stessi soggetti e l'ambiente esterno. Si concretizzano nello spazio geografico umanizzato e nelle varietà dei suoi paesaggi. È lo spazio delle interazioni tra gli esseri viventi. Lo spazio relazionale della geografia umana è fatto di relazioni intersoggettive territorializzate. Fenomeni che sembrano puramente culturali, sociali o politici, se studiati nella loro distribuzione geografica si rivelano legati ai rapporti di territorialità che le popolazioni locali intrattengono con le condizioni materiali e immateriali proprie dei loro ambienti di vita.
1.8 Scala cartografica e scala geografica
Scala: applicata allo spazio, è ciò che ci permette di rappresentare la Terra, o una sua parte, in una dimensione ridotta.
Scala cartografica: esprime il rapporto tra le distanze sulla carta e le distanze reali sulla superficie terrestre. I geografi distinguono tra carte a grande scala e carte a piccola scala.
Scala geografica: livello di analisi utilizzato per un determinato studio o progetto. Scala geografica variabile: può estendersi da un livello circoscritto a un livello più ampio.
1.9 Gli strumenti della geografia
Tecniche: prodotto delle nostre conoscenze e capacità operative.
Strumenti: attrezzi che utilizziamo per migliorare alcune nostre procedure e metodologie.
1.10 Le carte geografiche
Carte geografiche: sono rappresentazioni della Terra o di sue parti in dimensioni ridotte. Esse sono anche dette simboliche perché i diversi oggetti sono rappresentati da simboli. Infine sono approssimate sia perché è impossibile rappresentare esattamente in piano la superficie curva della Terra, sia perché tra tutti gli oggetti presenti su di essa vengono riprodotti solo alcuni che, a seconda degli scopi a cui è destinata la carta, vengono ritenuti più importanti.
Le carte geografiche hanno una legenda, spiegazione dei simboli usati e una scala che indica di quanto è stata ridotta la superficie rappresentata. La maggiore difficoltà nella costruzione delle carte sta nel rappresentare in piano una superficie curva deformandola il meno possibile. A tal scopo si ricorre a trasformazioni geometriche, dette proiezioni cartografiche. Quelle che mantengono le proporzioni tra le distanze si dicono equidistanti (carte stradali), quelle che mantengono le proporzioni tra le aree sono dette equivalenti (carte politiche ed economiche). Possono mantenere esatti gli angoli tra meridiani e paralleli, e in questo caso sono dette isogone (carte nautiche). I mappamondi o i planisferi rappresentano il mondo intero. Sono carte geografiche quelle che rappresentano un continente o un paese. Per rappresentare molto dettagliatamente una porzione di territorio più limitata si usano le carte topografiche. Infine una carta con una scala inferiore ai 10.000 si chiama mappa.
1.11 Il telerilevamento
Telerilevamento: si ha quando si acquisisce informazioni relative a qualcosa che si trova ad una certa distanza. I geografi lo usano con strumenti capaci di rilevare alcuni fenomeni relativi alla superficie terrestre e raccogliere informazioni su di essi, attraverso sensori ed altri strumenti posti lontano dal soggetto studiato. Le prime applicazioni del telerilevamento riguardavano lo studio delle condizioni dell'ambiente naturale, nel settore della meteorologia e successivamente si utilizzò anche per fenomeni come estensioni delle aree urbane o la localizzazione delle fuoriuscite di petrolio.
La geografia culturale e la globalizzazione
Capitolo 2
2.1 La globalizzazione oggi
La globalizzazione contemporanea ha iniziato a manifestarsi negli anni '60 del secolo scorso, diffondendosi con rapidità a partire dagli anni '80 e '90. La globalizzazione contemporanea implica sia un'espansione orizzontale (da luogo a luogo), attraverso veloci flussi di beni, persone e idee che connettono tutti i luoghi della Terra, sia un'espansione verticale (dai soggetti locali alle grandi organizzazioni mondiali) che rende stabili questi legami, radicandoli nei vari luoghi.
La globalizzazione è stata favorita da cinque fattori:
- La ricerca di mercati su scala globale, conseguente all'affermazione del capitalismo (sistema economico e sociale in cui il capitale produttivo è detenuto da privati, che lo utilizzano per ottenere profitti dalla vendita dei beni e servizi prodotti da lavoratori dipendenti, per poi reinvestirli in attività produttive o finanziarie al fine di accrescere il capitale stesso). Questo comprende anche l'individuazione dei luoghi nei quali le materie prime possono essere acquisite a minor costo e i beni possono essere prodotti e distribuiti con maggiori profitti;
- Le innovazioni tecnologiche a tal scopo più efficaci;
- La riduzione dei costi e dei tempi di trasporti e delle comunicazioni;
- Un aumento dei flussi di capitale finanziario (Capitale: insieme dei mezzi di produzione che, combinandosi con il lavoro salariato, permettono la produzione di beni e servizi. Esso comprende il denaro (capitale finanziario)), come risultato del commercio, degli investimenti internazionali e della speculazione.
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