G.F. Campobasso, Manuale di diritto commerciale
A cura di Mario Campobasso, UTET, Torino, 2017, VII edizione, pag. 1 – 67; pag. 111 – 369.
Indice
- Pag. 1 Introduzione
- Pag. 3 Capitolo 1: L'imprenditore
- Il sistema legislativo
- Nozione generale di imprenditore
- Imprese e professioni intellettuali
- Pag. 6 Capitolo 2: L'impresa
- L'imprenditore agricolo e l'imprenditore non commerciale
- Piccolo imprenditore e impresa familiare
- Impresa collettiva e impresa pubblica
- Pag. 14 Capitolo 3: Esercizio dell'attività di impresa
- Imputazione dell'attività di impresa
- Inizio e fine attività di impresa
- Capacità e impresa
- Pag. 17 Capitolo 4: Lo statuto dell'imprenditore commerciale
- Pubblicità legale
- Scritture contabili
- Rappresentanza commerciale
- Pag. 21 Capitolo 5: Nozione di azienda. Organizzazione e avviamento
- Vendita di azienda e divieto di concorrenza
- Usufrutto e affitto di azienda
- Pag. 24 Capitolo 10: Le società
- La nozione di società
- Tipi di società
- Pag. 29 Capitolo 11: Società semplice e società in nome collettivo
- Costituzione società
- Conferimenti
- Patrimonio sociale e capitale sociale
- Partecipazione ad utili e perdite
- Responsabilità dei soci per le obbligazioni sociali
- Responsabilità della società e responsabilità dei soci
- Amministrazione società
- Soci amministratori e soci non amministratori
- Modificazioni atto costitutivo
- Scioglimento del singolo rapporto sociale
- Liquidazione
- Pag. 37 Capitolo 12: Società in accomandita semplice
- Nozioni e caratteri distintivi
- Costituzione società
- Soci accomandatari e amministrazione società
- Trasferimento della partecipazione sociale
- Scioglimento della società
- Società in accomandita irregolare
- Pag. 29 Capitolo 13: Società per azioni
- Caratteri essenziali
- Costituzione
- Società per azioni unipersonale. Patrimoni destinati
- Conferimenti
- Pag. 47 Capitolo 14: Le azioni
- Nozioni e caratteri
- Azioni e capitale sociale
- Categorie speciali di azioni
- Circolazione azioni
- Operazioni della società sulle azioni proprie
- Pag. 53 Capitolo 15: Le partecipazioni rilevanti, i gruppi di società
- Partecipazioni rilevanti
- I gruppi di società
- Pag. 57 Capitolo 16: L'assemblea
- I modelli organizzativi
- Assemblea ordinaria
- Assemblea straordinaria
- Rappresentanza in assemblea
- Deliberazioni assembleari invalide
- Pag. 63 Capitolo 17: Amministrazione. Controlli
- Gli amministratori
- Il collegio sindacale
- La revisione legale dei conti
- Sistemi alternativi
- I controlli esterni
- Pag. 74 Capitolo 18: Il bilancio
- Bilancio di esercizio
- Struttura del bilancio
- Criteri di valutazione
- Pag. 79 Capitolo 19: Modificazioni dello statuto
- Diritto di recesso
- Modificazioni capitale sociale
- Aumento reale di capitale sociale
- Riduzione del capitale sociale
- Pag. 83 Capitolo 20: Le obbligazioni
- Nozioni e tipologie
- Limiti all'emissione di obbligazioni
- Procedimento di emissione
- Obbligazioni convertibili in azioni
- Organizzazione obbligazionisti
- Pag. 86 Capitolo 21: Scioglimento società per azioni
- Società in stato di liquidazione
- Procedimento di liquidazione
- Pag. 88 Capitolo 22: Società in accomandita per azioni
- Caratteri distintivi
- Disciplina
- Pag. 89 Capitolo 23: Società a responsabilità limitata
- Caratteri distintivi
- Costituzione società
- Conferimenti
- Trasferimento quote sociali
- Organi sociali e decisioni dei soci
- Amministrazione e controlli
- Altri aspetti della disciplina
- Srl semplificate
- Pag. 94 Capitolo 24: Le società cooperative
- Sistema legislativo
- Società con scopo mutualistico
- Società con scopo mutualistico a scopo lucrativo
- Cooperative a mutualità prevalente
- Caratteri strutturali
- Costituzione della società
- Conferimenti. Responsabilità dei soci.
- Quote. Azioni.
- Organi sociali. Assemblee
- Vigilanza governativa
- Bilancio, utili, ristorni.
- Scioglimento società
- Mutue assicuratrici
- Pag. 100 Capitolo 25: Trasformazione, fusione, scissione
- Trasformazione omogenea
- Trasformazione eterogenea
- Fusione
- Scissione
Programma corso
Imprenditore
- Caratteristiche e requisiti generali. Imprenditore e professionista intellettuale.
- Le categorie di imprenditori: imprenditore commerciale; imprenditore agricolo; piccolo imprenditore nel cod. civ. e nella L.F.; impresa collettiva; impresa pubblica.
- Tipi particolari di impresa: impresa artigiana; impresa familiare; impresa sociale.
- Attività di impresa di associazioni e fondazioni.
- Inizio e fine dell'impresa.
- Gli statuti degli imprenditori. Il registro delle imprese. Le scritture dell'imprenditore.
- L'imputazione dell'attività di impresa. Gli ausiliari dell'imprenditore.
- L'azienda e la sua circolazione. Il ricambio generazionale nell'impresa.
Società
- Profili generali: la nozione di società; i tipi societari; società e comunione.
- Le società di persone: società semplice, società in nome collettivo, società in accomandita semplice, società irregolare, società di fatto.
- Le società di capitali: cenni generali. I patti parasociali. A) La società per azioni. B) La società in accomandita per azioni. C) La società a responsabilità limitata. D) Lo scioglimento e la liquidazione delle società di capitali. E) I gruppi, i patrimoni destinati. F) Le società cooperative. G) Le operazioni straordinarie.
Diritto commerciale
Introduzione
Gli articoli 41 e 42 della Costituzione riconoscono la proprietà privata e la libertà di iniziativa economica nel nostro Paese. Per questo si dice che è un paese con un modello di sviluppo economico basato sull'economia di mercato. Questo modello infatti presuppone:
- Libertà dei privati di dedicarsi a produzione e distribuzione di ciò che è necessario per soddisfare i bisogni materiali della collettività e svolgere attività di impresa
- Libertà di competizione economica sulla logica del massimo guadagno
Queste libertà sono comunque relative in quanto strumentali alla realizzazione del benessere collettivo e che restano nell'ambito del diritto privato fintanto che non si tocca la sfera pubblica.
Poiché il fenomeno imprenditoriale sta alla base dello sviluppo economico, è necessaria una legislazione economica non solo di diritto pubblico ma anche di diritto privato. Il diritto privato è disciplinato dal codice civile del 1942 e da numerose leggi speciali successive che riguardano sia i rapporti economici che l'attività di impresa. La norma stimola la dinamica degli scambi e la propensione al credito che sono fattori essenziali per operare sul mercato.
Inoltre, gli imprenditori sono soggetti ad un particolare statuto professionale in parte omogeneo e in parte articolato in base all'oggetto e alla dimensione dell'impresa. Lo statuto è fonte di obblighi e diritti per rendere razionale ed efficiente il funzionamento delle imprese.
Quindi cosa è il diritto commerciale?
Il diritto commerciale si occupa di tutti gli istituti giuridici presenti in Italia. L'espressione diritto commerciale è convenzionale infatti è tutta la parte del diritto che si occupa delle imprese e può esser visto come il diritto privato delle imprese ovvero la parte del diritto privato che ha per oggetto e regola l'attività e gli atti dell'impresa. L'espressione diritto commerciale è puramente convenzionale e legata al passato in quanto oggi le imprese giuridicamente commerciali non sono solo quelle dedite al commercio ma tutte le imprese ad eccezione delle agricole (si deduce dall'art. 2195 c.c.). Infatti tale denominazione è da attribuire al fatto che in passato vi era un vero e proprio codice a parte per il diritto commerciale.
Evoluzione storica del diritto commerciale
Innanzitutto il diritto commerciale si è sempre distinto, ancora oggi, per tre caratteristiche:
- È un diritto speciale poiché è costituito da norme diverse rispetto a quelle dei consociati fondato su principi differenti
- Diritto tendente all'uniformità internazionale
- Diritto in continua evoluzione
I rapporti commerciali sono sempre esistiti ma una prima traccia di norme sul commercio si ha solo verso la fine del medioevo con la nascita dei comuni dove i commerciali e gli artigiani per tutelarsi danno vita a corporazioni di arti e mestieri. È in questo contesto che nasce il diritto commerciale con la nascita di un diritto diverso da quello romano e canonico, ovvero quello comune. Quindi nasce il ceto mercantile con le proprie leggi e i propri istituti per la risoluzione di controversie. Allora le regole si trasformano in statuti delle corporazioni finché non diventa un vero e proprio diritto professionale dei mercanti. Iniziano a nascere i primi contratti di assicurazione e cambio e il fallimento. Tutto ciò è un diritto speciale in quanto basato su norme e principi diversi da quelli comuni. Inoltre inizia a diffondersi diventando un diritto internazionale uniforme. Con le scoperte geografiche del ‘400 e ‘500 il diritto dei mercanti si espande e si afferma sempre più la politica interventista così il diritto commerciale diventa statale e nazionale. In questo contesto nascono le società per azioni e di riflesso le borse valori.
A seguito della rivoluzione francese nell'800 nasce lo stato liberale dove si afferma il principio di libertà di iniziativa nel campo economico e su questo modello nascono le prime codificazioni dell'Italia unita. In questo modo nasce il codice di commercio ma con la rivoluzione industriale diventano sempre più rilevanti le industrie e le banche nel settore economico quindi il diritto commerciale si amplia. Quindi diventa commerciante chiunque operi abitualmente nel campo della produzione o distribuzione. Ma la materia in tema dei singoli atti negoziali ora è articolata in due codici differenti infatti esistono le obbligazioni civili e quelle commerciali ma al codice di commercio sono attribuiti la maggior parte degli atti di commercio quindi la disciplina è sbilanciata. Infine con la riforma legislativa del 1942 questa duplicazione del codice scompare e i due si fondono in un unico codice che è il codice civile ad oggi in vigore.
A questo punto l'unificazione dei codici porta a:
- La scomparsa degli atti di commercio e le attività commerciali si riorganizzano intorno alla figura dell'imprenditore commerciale che sostituisce il commerciante e nascono le imprese
- Viene introdotta una definizione unitaria di imprenditore che ricomprende ogni forma di impresa anche agricola
- L'unificazione del diritto delle obbligazioni e dei contratti
Questo non vuol dire che l'evoluzione del diritto commerciale si è conclusa. Anzi nel 1948 con la caduta del regime fascista cambia il quadro politico – istituzionale e nascono nuovi diritti da tutelare. Inoltre negli anni '90 c'è stata un'inversione di rotta da nazionalizzazione dell'economia a privatizzazione dell'economia e lo sviluppo delle grandi imprese. Quindi il diritto delle imprese è stato più volte modificato e verrà modificato nel tempo. Ad esempio:
- Il diritto degli atti di impresa sebbene non sia mutato radicalmente è stato arricchito infatti sono stati introdotti i contratti di leasing, factoring e franchising
- L'unificazione dei mercati sta portando sempre più verso un'uniformità sovranazionale del diritto commerciale.
Capitolo 1: L'imprenditore
Il sistema legislativo
Nel nostro sistema giuridico la disciplina economica ruota attorno alla figura dell'imprenditore che viene definita in modo generale all'articolo 2082 del codice "è imprenditore chi esercita professionalmente un'attività economica organizzata al fine della produzione o scambio di beni o servizi" ma la disciplina non è identica per tutti i tipi di imprenditore infatti i tipi di impresa e imprenditore si distinguono sulla base di tre criteri:
- Oggetto: infatti esistono due categorie di imprenditori: l'imprenditore agricolo (art. 2135) e imprenditore commerciale (Art. 2195). La dicitura imprenditore commerciale non è del tutto corretta in quanto verrebbe spontaneo chiedersi se esiste una terza categoria tra le due.
- Dimensione: piccolo imprenditore (Art. 2083) e medio – grande. Anche in questo caso la grande impresa non ha una sua definizione vera e propria se non nelle leggi fallimentari.
- Natura del soggetto che esercita l'impresa: individuale o impresa [società o pubblica]
In ogni caso tutti gli imprenditori sono soggetti ad uno statuto ovvero lo statuto generale dell'imprenditore che contiene:
- Parte della disciplina dell'azienda (2555 – 2562)
- Segni distintivi (2563 – 2574)
- Concorrenza e consorzi (artt. 2595 – 2620 e legge 287/1990)
Inoltre chiunque sia considerato imprenditore commerciale non piccolo è soggetto ad un ulteriore statuto che è quello tipico dell'imprenditore commerciale che comporta:
- Iscrizione al registro delle imprese
- Con effetti di pubblicità legale
- Rappresentanza commerciale
- Scritture contabili
- Fallimento
Il fatto invece di essere piccolo imprenditore o agricolo comporta alcune differenze ma permane l'obbligo all'iscrizione al registro delle imprese sebbene non possa fallire. Si può notare come il sistema del 1942 non sia particolarmente chiaro ma ciò che è certo è che non si può essere imprenditore commerciale senza essere comunque imprenditore.
Nozione generale di imprenditore
Abbiamo visto come l'articolo 2082 definisca l'imprenditore in senso generale in quanto è essenziale che vi sia una chiara distinzione tra imprenditore e lavoratore autonomo. Per questa ragione vengono fissati dei requisiti minimi. Dall'articolo 2082 ricaviamo che:
- L'impresa è attività quindi implica una serie coordinata di atti che presenta una ripetizione nel tempo. Quindi è un concetto dinamico diverso dal godimento di un bene
- Caratterizzata da uno specifico scopo (produzione o scambio di beni o servizi)
- E da specifiche modalità di svolgimento (organizzazione, economicità e professionalità)
In realtà si discute sul fatto che possa essere necessario:
- La liceità dell'attività svolta
- L'intento dell'imprenditore di ricavare profitto
- La destinazione al mercato di beni o servizi prodotti.
In ogni caso l'articolo 2082 è soggetto a due interpretazioni differenti la produzione deve essere destinata al mercato?
- Interpretazione letterale della norma: a seconda che io legga la particella "o" come e o meno ottengo due interpretazioni diverse dello stesso articolo. Infatti se la leggo come un e allora devo per forza scambiare ciò che sto producendo per esser considerato imprenditore altrimenti posso produrre e non scambiare o scambiare e non produrre ma continuare ad esser imprenditore. Prevalentemente si ritiene valida la particella disgiuntiva quindi la sola distribuzione basta a considerare un soggetto imprenditore.
- Altra interpretazione: per esser imprenditore bisogna avere certe caratteristiche quindi in questo caso si fa un ragionamento al contrario in cui nel momento in cui esiste professionalità e organizzazione ci si considera imprenditori. Inoltre se l'attività è complessa non c'è dubbio sul concetto di imprenditore. Quindi in questa seconda interpretazione il discorso del mercato non viene neppure considerato ma conta il tipo di struttura che si crea.
Chi svolge un'attività illecita è considerato imprenditore?
Innanzitutto bisogna distinguere ciò che è illecito da ciò che è illegale:
- Illegale: è un'attività illegale una qualunque attività nella quale sono necessarie autorizzazioni che non sono state concesse.
- Illecita: è una qualunque attività contraria alla legge, all'ordine pubblico e al buon costume. La conseguenza di un negozio illecito è la nullità del negozio se io prendo in locazione un capannone per la produzione di alcol abusiva allora tutti i negozi contratti sono nulli?
In generale tutte le norme che attribuiscono all'imprenditore obblighi restano validi ma tutte le altre norme che riguardano i vantaggi dell'imprenditore non restano valide altrimenti la legge tutelerebbe l'illecito. Quindi il banchiere che svolge attività illegale (senza permessi) e poi scappa è responsabile di bancarotta.
Ritornando alle qualificazioni dell'imprenditore:
- Attività produttiva: come già detto l'impresa è attività, ovvero una serie di atti, finalizzata alla produzione o allo scambio di beni o servizi. È considerata tale anche l'attività di scambio che incrementa l'utilità dei beni senza che sia rilevante la natura dei beni tranne nel caso di professioni intellettuali. Così come è irrilevante se l'attività costituisce o meno il godimento dei beni preesistenti.
Anche se bisogna distingue...
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Riassunto esame Diritto commerciale, Prof. Santoni Giuseppe, libro consigliato Manuale di Diritto commerciale (VIII…
-
Riassunto esame Diritto commerciale , Prof. Carbonara Umberto, libro consigliato Manuale di diritto commerciale VII…
-
Riassunto esame Diritto commerciale, prof. Righini, libro consigliato Manuale di Diritto commerciale, Campobasso
-
Riassunto esame Diritto commerciale, Prof. Corvese Ciro Gennaro, libro consigliato CAMPOBASSO, Manuale di Diritto c…