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Storia economica

Sistema economico preindustriale

Nell'economia odierna ci sono elementi derivati e legati al sistema economico del passato. Più andiamo indietro nel tempo più le società sono diverse dalla nostra sotto ogni punto di vista, non solo economico, e le fonti sono meno attendibili.

Domanda e offerta

Ogni sistema economico può essere analizzato da due punti di vista:

  • Domanda e offerta
  • Produzione e consumo

Domanda

La demografia è una variabile centrale, gli uomini hanno bisogni e desideri, per cui alimentano la domanda. Cina, India e Asia minore erano zone più avanzate dell'Europa. In Europa le città erano concentrate principalmente nelle Fiandre (Belgio e Paesi Bassi) e nell'Italia centro-settentrionale, che erano anche le aree più avanzate economicamente. Le aree più popolate, allo stesso modo, erano le Fiandre, Italia, Moravia (attuale Repubblica Ceca orientale) e la zona dei Pirenei (attuale Spagna-Francia). Fino alla fine del 18o secolo la popolazione europea era scarsa, esistevano poche città con più di 10mila abitanti.

La demografia dipendeva da alcune variabili principali:

  • Tasso di natalità: migliore alimentazione, igiene, celibato, utilizzo di anticoncezionali
  • Tasso di mortalità: guerre, carestie, epidemie
  • Flussi migratori

Fino alla fine del 18o secolo il tasso di mortalità era maggiore del tasso di natalità. Il tasso di mortalità può essere:

  • Ordinario: prevalente negli anni privi di eventi calamitosi come guerre, carestie ed epidemie
  • Catastrofico: legato agli eventi calamitosi, in questi momenti il tasso di mortalità era molto più alto della media (esempio: peste nera del 1358).

Bisogni e desideri

I bisogni sono fondamentali, mentre i desideri no. Entrambi dipendono da:

  • Totale e struttura della popolazione
  • Fattori geofisici
  • Fattori socio-culturali

Bisogni e desideri alimentano la domanda, ma non costituiscono la domanda effettiva, cioè ciò che li trasforma in domanda effettiva è il potere d'acquisto. Struttura e livello della domanda dipendono da:

  1. Reddito
  2. Distribuzione del reddito
  3. Livello e struttura dei prezzi
  4. Fattori socio-culturali

Reddito

Viene speso non solo per sé (esempio per la famiglia). Il reddito della popolazione attiva (chi lavora) soddisfa anche i bisogni della popolazione passiva (chi non lavora), quindi il reddito influisce sulla domanda. Il reddito si procura:

  • Partecipando all'attività economica produttiva: svolgendo lavoro intellettuale, lavoro manuale, lavoro organizzato, assunzione del rischio d'impresa, fornendo capitale o risorse naturali
  • Trasferimento di reddito: attraverso il circuito della carità

Tipologie di reddito

  • Salario: era la tipologia prevalente nel passato, perché la gente viveva del proprio lavoro manuale. Il salario è definito dal rapporto tra il salario nominale e il livello dei prezzi e definisce il potere d'acquisto. In età preindustriale era molto basso, consentiva un tenore di vita molto basso, sfiorando addirittura il sostentamento. Il salario reale era basso per via della scarsità e bassa produttività dei fattori e un uso non sempre efficiente delle risorse disponibili, per cui i prezzi erano molto alti.
  • Profitto e interesse
  • Rendita

Distribuzione di reddito e ricchezza

Il reddito rappresenta il flusso, mentre la ricchezza lo stock. Concentrazione di reddito e ricchezza variano notevolmente, la distribuzione è sempre stata fortemente ineguale. C'era un enorme contrasto tra la miseria estrema della massa e l'opulenza della minoranza. Nei paesi poveri e in quelli in via di sviluppo (esempio: India) la differenza è maggiore. L'Olanda era il Paese più economicamente avanzato a fine ‘600. Nell'Inghilterra del 1688 i nobili (4% della popolazione) possedevano il 23% del reddito totale, mentre i salariati (62% della popolazione) possedevano il 21% del reddito totale. La conseguenza principale di questa diseguale distribuzione del reddito era una gran massa di mendicanti, anche perché la scarsità della domanda portava a scarse possibilità di lavoro. I mendicanti erano fuori dal ciclo economico, ma erano inseriti nel circuito della carità (trasferimento volontario di reddito mediante l'istituto della carità). La carità è un tratto caratteristico delle società preindustriali, tutti effettuavano la carità, anche chi aveva poco, nonostante questo non si attivava un processo di redistribuzione del reddito. La Chiesa era un'istituzione non solo religiosa, ma anche economica, era un elemento importante del sistema economico e donava molto.

Trasferimento del reddito

  • Trasferimento volontario: carità, donazione, dote, gioco
  • Trasferimento coatto: imposizione fiscale, saccheggio, bottini di guerra, riscatto di prigionieri, ladrocinio

Carità e donazione

La donazione è diversa dalla carità, si tratta di una donazione a fondo perduto, non c'è la volontà di generosità, ma per esempio ingraziarsi le simpatie di qualcuno. Più si va indietro nel tempo, più il dono è importante ed è caratteristico delle società.

Dote

La dote è la quota di ricchezza data dal padre alla primogenita prima del matrimonio.

Gioco

Nel gioco si scommettevano soldi. Dote e gioco non hanno una relazione con l'attività produttiva, ma molte attività manifatturiere esistevano grazie ai soldi vinti al gioco o sulla base della dote della moglie.

Imposizione fiscale

Aveva uno scarsissimo peso, non esistevano gli strumenti tecnici e tecnologici adatti per rilevare il reddito di tutta la popolazione, inoltre i ricchi erano esenti dal pagamento delle tasse.

Saccheggio, bottini di guerra, riscatto, ladrocinio

Hanno più importanza più si va indietro nel tempo. Il dono e il ladrocinio erano le due principali forme di trasferimento del reddito.

Mercato

Oggi il mercato ha un ruolo preponderante come forma di scambio, ma è un elemento molto recente. Il mercato diventa importante con il fiorire delle città (1100/1200) ma è diventato preponderante solo verso il 1800. Prima di allora era assente perché il ladrocinio e il dono erano economicamente più convenienti.

Tipi di domanda

La domanda effettiva può essere distinta in:

  • Di beni di consumo
  • Di servizi
  • Di beni capitali

Ciascuna di queste voci può essere suddivisa in:

  • Domanda interna privata
  • Domanda interna pubblica
  • Domanda estera
  • Domanda della Chiesa

Domanda privata

  • Alimentazione
  • Vestiario
  • Abitazione
  • Beni di sussistenza: prodotti con elasticità <1 secondo la legge di Engel (la percentuale della spesa sul totale della spesa aumenta se il reddito diminuisce e viceversa).

Spesa per alimentazione

Negli anni normali rappresentava il 70/80% della spesa per le famiglie povere, il 25% spettava solo al pane, alla base della loro dieta estremamente povera. Per le famiglie benestanti rappresentava il 35/50% della spesa e per i ricchi solamente il 25%. Nei tempi di carestie e pestilenze il reddito non bastava nemmeno per l’alimentazione.

Cause di questa perenne instabilità:

  • Inelasticità della domanda
  • Agricoltura poco produttiva
  • Fattori esogeni

Conseguenze:

  • Variabilità dei prezzi (estrema volatilità)
  • Valore simbolico del cibo (bene estremamente importante)

Vestiario

Gli abiti passavano negli assi ereditari perché erano beni estremamente preziosi. Si parla di economia circolare: il vestito veniva passato dai genitori ai figli, successivamente ai domestici e poi ai figli dei domestici. I vestiti avevano un alto valore simbolico come il cibo. Gli abiti venivano ostentati, per cui vengono emanate le leggi suntuarie (leggi sul lusso) per evitare eccessi di consumi (comprando i vestiti si immobilizzava la ricchezza, che veniva sottratta al sistema economico) e per non marcare troppo le differenze tra ricchi e poveri. La spesa per il vestiario costituiva il 10/30% della spesa totale.

Domanda privata di servizi

I poveri non facevano parte di questa domanda. Ricchi e benestanti avevano ancora il 25/35% del proprio reddito da spendere per servizi domestici (1/2%), sanità, servizi notarili, servizi religiosi, divertimento… Il consumo dei ricchi non era molto vario, le possibilità di scelta erano molto limitate perché le condizioni tecnologiche non offrivano al consumatore una grande varietà di beni. Per questo motivo le classi più abbienti avevano una capacità di risparmio.

Domanda privata di beni capitali

Il risparmio è la differenza tra il reddito e la spesa in beni di consumo e servizi. Il risparmio può diventare un investimento in beni capitali (macchine e attrezzi) importanti perché alimentano il processo produttivo. Il risparmio dipende dal livello di reddito, la distribuzione del reddito e da fattori psicologici come la propensione al risparmio o alla spesa e da fattori socio-culturali.

Y = C + S

  • Y: reddito
  • C: consumi
  • S: risparmi

Se S = I (investimenti) allora il ciclo economico viene alimentato. In età preindustriale istituzioni come le banche non esistevano, la popolazione tesaurizzava i risparmi perché non c'era possibilità di investirli, mancavano le istituzioni che mettevano in contatto chi aveva capitali con chi ne aveva bisogno. Questo era un elemento di fragilità del sistema perché bassi livelli di risparmio significa bassi livelli di investimento.

Domanda pubblica

Il livello e la struttura della domanda pubblica dipendono da:

  • Reddito del potere pubblico
  • Bisogni del potere pubblico
  • Struttura e andamento dei prezzi

(Nelle monarchie assolute il pubblico coincideva con il monarca). Il credito pubblico veniva incamerato dallo Stato attraverso:

  • Imposizione fiscale (trasferimento coatto)
  • Debito pubblico (a volte coatto)
  • Sfruttamento patrimonio demaniale (concessioni per l'utilizzo di una risorsa)
  • Signoraggio (tassa pagata per battere moneta): esistevano zecche private che trasformavano beni come lingotti d'oro in monete ed era previsto il pagamento di una tassa (signoraggio)

Tassazione

  • Diretta: colpisce la ricchezza, il patrimonio
  • Indiretta: era quella prevalente, colpisce la ricchezza quando viene trasferita, generando un effetto perverso: chi detiene meno ricchezza viene penalizzato di più perché vengono penalizzati i consumi

Debito pubblico

È un'invenzione dei comuni italiani del 1300, erano prestiti che i cittadini facevano allo Stato in cambio di un interesse, erano importanti per via della mancanza di liquidità.

Signoraggio

M = P + (C + S)

  • M: moneta coniata
  • P: prezzo (moneta consegnata a chi ha portato il metallo)
  • C: costi di produzione
  • S: signoraggio (imposte fiscali per il servizio di monetazione)

Bisogni del potere pubblico

  • Guerre e difesa: esercito, fortificazioni, la spesa era rilevante
  • Amministrazione: polizia, giustizia, sanità
  • Vita di corte
  • Festività e cerimonie, monumenti, architettura

Le festività avevano scopi pratici, come tenere tranquilla la popolazione, ed esprimevano simbolicamente una comunanza di sentimenti tra l'autorità (potere centrale) e la popolazione.

Composizione e incidenza della spesa pubblica

  • Beni di consumo: essenzialmente scorte di beni alimentari, portavano a una stabilità politica perché in caso di carestie la popolazione veniva rifornita con queste scorte
  • Beni capitali: costruzioni militari e civili, cannoni e navi da guerra, investimenti produttivi (bonifiche e canali), infrastrutture (poco o niente)
  • Spese di guerra: spese altissime

L'incidenza variava da realtà a realtà ma le spese di guerra erano sempre le maggiori.

Domanda estera

  • Beni e servizi (esportazioni e importazioni)
  • Trasferimenti gratuiti di ricchezza
  • Movimento di capitali e metalli preziosi

Domanda della Chiesa

  • Il reddito della Chiesa deriva in parte dall’amministrazione del suo patrimonio e in parte da trasferimenti di ricchezza a suo favore, volontari (donazioni e carità) e coatti (decime)
  • Vitto, vestiario e alimentazione (unità ecclesiastiche più povere)
  • Vescovi, cardinali, monasteri, oltre a vestiario e alimentazione anche servizi di ogni tipo, incluse opere d’arte
  • Papato stessa domanda di una corte principesca

Lezione 2

Fattori produttivi

I fattori produttivi (input) sono indispensabili per la produzione (output). Gli economisti classici e neoclassici individuano tre fattori produttivi principali: la terra, il lavoro, il capitale. I fattori produttivi rispecchiavano la divisione della società dell'epoca: proprietari fondiari, ceto medio (capitalisti) e massa dei lavoratori. A ciascuno corrisponde un flusso di reddito. L'organizzazione era un elemento centrale.

Il lavoro

Tutta la popolazione consumava, ma non tutti lavoravano. La popolazione poteva essere:

  • Attiva: chi lavora
  • Dipendente: giovani e disoccupati (prevalentemente in età 0-14 anni dato che la pensione non esisteva)

La composizione per metà della popolazione dipendeva da: tasso di natalità, tasso di mortalità, flussi migratori. La popolazione dipendente, nelle società preindustriali, era costituita prevalentemente dai giovani (7-8 anni), mentre nelle società industriali dai vecchi. Gli anziani e i giovani avevano una bassa produttività al lavoro e si faceva largo uso anche del lavoro femminile, soprattutto nel settore tessile, anche se molte lavoravano come badanti. Si iniziava a lavorare molto presto e non si finiva mai. Oggi la popolazione attiva può mantenere i giovani (si lavorava dai 16 anni) e gli anziani (pensione) perché la produttività è aumentata di molto (il 5% della popolazione è impiegata nel settore agricolo e ognuno sfama altre 100 persone).

Distribuzione della popolazione attiva

  • Agricoltura: 65/90%. Le economie europee sono variegate ci sono aree avanzate (65% della popolazione nel settore agricolo) e aree estremamente arretrate (90% della popolazione nel settore agricolo). La produttività agricola era molto bassa (7/8 contadini mantenevano altre tre persone), inoltre la popolazione attiva rurale non coincideva con gli addetti all'agricoltura perché alcuni si occupavano di altro, erano artigiani o commercianti.
  • Settore tessile (abbigliamento)
  • Costruzioni
  • Manifattura e servizi: avevano redditi bassi e potevano acquistare solo beni di sussistenza. I servizi più diffusi erano domestici, religiosi e professionali.

Le stime sulla quantità di lavoro sono probabilmente sopravvalutate infatti dobbiamo considerare solamente il lavoro effettivo (esempio: nel settore delle costruzioni quando pioveva e faceva freddo la gente non lavorava). Abbiamo poche informazioni su:

  • Qualità del lavoro: condizioni fisiche e psicologiche dei lavoratori
  • Grado di istruzione e preparazione tecnica: indice sulla produttività del lavoro il livello del capitale umano

Oggi ci sono diverse classi sociali, si può salire e scendere la scala sociale, ciò è uno stimolo all'esercizio dell'attività economica, mentre nelle società preindustriali si poteva fare solo marginalmente.

Capitale umano

L'istruzione e la formazione hanno un costo diretto (pagamento) e indiretto (tempo tolto ad altre attività). L'apprendistato e le corporazioni permettevano di trasferire conoscenza da una generazione ad un’altra. Il sistema corporativo viene considerato un freno per via della sua rigidità (I prodotti dovevano essere fatti come lo statuto diceva).

Capitale fisico

È costituito dai beni economici reali che l'uomo utilizza nell'esercizio dell'attività economica. Può essere:

  • Riproducibile
    • Fisso: beni economici usati ripetutamente in più cicli produttivi (esempio: macchinario)
    • Circolante: beni economici usati in un unico ciclo produttivo (esempio: materie prime)
  • Non riproducibile

Capitale fisso

Permette di avviare l'attività economica, è aumentato con la rivoluzione industriale, soprattutto nel settore secondario. Si sviluppano istituti come le banche miste che erogano capitale fisso. La distribuzione del capitale fisso dipende da:

  • Fattori tecnologici ed economici
  • Gusti (opere d’arte) e scale di valori (azioni, titoli di Stato)

Impiego del capitale fisso

Prima dell'anno 1000:

  • Era trascurabile
  • Distribuito in maniera ineguale tra le varie attività economiche

Dopo l'anno 1000:

  • Mulini a vento e acqua: contesti manifatturieri
  • Cascinali e grange (azienda agricola): agricoltura
  • Edifici
  • Attrezzi migliorati e nuovi (come gli attrezzi in ferro, prima il ferro era usato solo per la produzione bellica)
  • Canali d’irrigazione
  • Bestiame: costituisce sia capitale fisso (per trainare macchine agricole), sia capitale circolante (pelle e cuoio), sia bene di consumo (cibo).

Bestiame

Rilevante in tutti i settori: agricolo, manifatturiero, industrie di trasformazione.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/12 Storia economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher filippo.pelizza di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Brescia o del prof Paris Ivan.
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