Medicina dello sport: capitolo 1
La medicina dello sport attraverso i tempi
Le antiche civiltà ci hanno tramandato i margini congiunti di atleti e riti medici, già si esprimeva il binomio salute e sport. Nel 400 d.C. Icco ed Ippocrate nei loro scritti affrontarono già le regole della dieta e le regole di vivere degli atleti. Girolamo Mercuriale scrive il primo trattato di medicina sportiva in sei libri e suddivide la ginnastica in:
- Bellica
- Terapeutica
- Spettacolare
Nel 1859 in Italia, con la legge Casati, si sancisce l'obbligo della ginnastica nelle scuole. La nascita ufficiale della medicina dello sport dal punto di vista scientifico è del 1910 con un trattato in due volumi di autori multipli che analizzano i problemi medici applicati ai vari sport. Il primo congresso di medicina dello sport fu a Parigi nel 1915 convegni di fisiologia dell'esercizio fisico e chinesioterapia. Alle Olimpiadi di Amsterdam nel 1928 vennero raccolti in un volume dati antropomorfici clinici, fisiologici, radiologici, elettrocardiografici, degli atleti.
Capitolo 2
Definizione e compiti della medicina dello sport
La medicina dello sport è una branca autonoma della medicina che si interessa di persone che svolgono attività ginnico-sportive. È medicina preventiva, sociale e pubblica. Essa si articola in due aspetti:
- Medicina dello sport formativo: preventiva e sociale, pubblico interesse, massa
- Medicina dello sport agonistico: fisiologia e patologia dell'atleta, d'élite
La medicina dello sport è una confluenza di materie che portano dalla fisiologia applicata al raggiungimento dell'aspetto clinico, terapeutico e riabilitativo.
Concerto di medicina dello sport 1972: "l'applicazione dell'arte e della scienza medica, dal punto di vista preventivo e terapeutico, alla pratica dello sport e delle attività fisiche al fine di sfruttare le possibilità che offre lo sport di mantenimento o di miglioramento dello stato di salute ed evitare eventuali danni".
Con lo sviluppo delle tecnologie l'uomo ha perso qualcosa, infatti siamo di fronte ad un processo precoce invecchiamento cioè: se le macchine artificiali esistono per funzionare, quelle naturali, compreso il nostro corpo, devono funzionare per esistere.
Finalità preventive e sociali
La medicina dello sport oggi è in grado, attraverso esami attitudinali e valutazioni clinico-strumentali periodiche, di garantire una idonea selezione ed un obiettivo riscontro nelle possibilità di ognuno di sopportare senza danno una giusta dose di attività fisica.
- Visita di valutazione medico-sportiva: per selezione iniziale
- Idoneità generica: che accerti lo stato di salute del soggetto, per attività non agonistiche
- Idoneità specifica: per chi intende praticare attività agonistiche
- Cardiologico
- Ortopedico
- Attitudinario
- Validità: cioè integrità psicofisica allo svolgimento di prestazioni sportive su un piano generico
- Attitudine: cioè disposizione individuale somatica o psicosomatica spontanea congenita o ereditaria che grazie dei processi di maturazione e apprendimento si manifesta con un rendimento in un'attività pratica semplice o complessa
- Capacità: specifica attitudine alla quale si aggiunge una speciale preparazione
- Abilità: quando vengono conseguiti risultati agonistici di importanza rilevante
- Destrezza: insieme coordinato e armonico di movimenti che permette l'esecuzione precisa di una grande quantità di lavoro con una quantità modesta di sforzo
- Controllo periodico medico igienico dell'individuo durante l'allenamento e nello stato di condizione
- Studio patogenetico delle lesioni tipiche da sport
- Riabilitazione dell'infortunato sportivo
Per ricercare eventuali patologie sul soggetto esaminato viene valutato sotto tre aspetti:
La risultante finale di idoneità sarà una valutazione su una serie di concetti:
Ha lo scopo di riconoscere l'eventuale passaggio dallo stato fisiologico a quello patologico.
Con la tecnica sportiva e con gli attrezzi al fine della prevenzione dello studio di mezzi di protezione.
Diventa imperativo per i professionisti e per i loro club di appartenenza. Qui si riconosce l'importanza sociale dello sport.
Capitolo 3
La tutela sanitaria delle attività sportive in Italia
Il rapporto dello sport con la salute può essere considerato da un duplice punto di vista:
- Utilità di attività fisico-ricreativa per il potenziamento e mantenimento dello stato di salute
- Tutela della salute di coloro che praticano agonisticamente attività sportive
La prima legge sugli accertamenti obbligatori di idoneità alle attività sportive in Italia aveva due grossi difetti:
- Nessuna copertura finanziaria
- La tutela si limitava a pochi sport ad alto rischio
Nel 1971 fu promulgata la legge 1099 dal titolo "Tutela sanitaria delle attività sportive", stabilisce:
- Accertamenti obbligatori
- Divieto dell'uso di sostanze nocive
- Prelievo di campioni di sostanze biologiche
- Idoneità specifica controlli preventivi e periodici
- Gli accertamenti sono riassunti nella tabella Ab e B e negli allegati
Capitolo 4
Organizzazione medico-sportiva nel mondo e in Italia
1922, commissione medico-sportiva dell'unione confederale per esercizi fisici.
1925, federazione medica tedesca per esercizi fisici.
1929, società francese per l'educazione fisica sportiva.
1928 associazione medico-sportiva internazionale il suo statuto prevede seguenti scopi:
- Promuovere la ricerca scientifica in biologia, psicologia, sociologia dei loro rapporti con lo sport
- Sviluppare lo studio dei problemi medici inerenti all'educazione fisica e allo sport, in collaborazione con le varie organizzazioni sportive
- Organizzare congressi di medicina sportiva contemporanei allo svolgimento dei giochi olimpici
1933, nome cambiato in Federation Internationale de Medicine Sportive (FIMS), composta da:
- Associazioni nazionali: consiglio dei delegati
- Assemblea plenaria
Il lavoro di ricerca è affidato a due commissioni:
- Commissione scientifica: esperti di tutto il mondo
- Commissione inter federale: rappresentanti delle varie federazioni sportive internazionali
L'organo ufficiale della FIMS è il "Journal of Sport's Medicine".
In Italia:
- 1925: ossatura della federazione medico-sportiva italiana
- 1929: associazione medica di cultura fisica, successivamente istituita dal coni federazione italiana medici degli sportivi
- 1940: sciolta la federazione venne istituita e trasformata in servizio medico dal coni
- 1945: ricostituita la FMSI come organo del coni
- 1951: primo corso ufficiale di medicina dello sport
- 1952: corsi per massaggiatori sportivi
Capitolo 5
La classificazione fisiologica delle attività sportive
La classificazione più in uso oggi è quella Dal Monte:
- Attività all'impegno prevalentemente anaerobico (1)
- Attività all'impegno aerobico anaerobico massivo (2)
- Attività all'impegno prevalentemente aerobico (3)
- Attività ad impegno aerobico anaerobico alternato (4)
- Attività di potenza (5)
- Attività di destrezza (6)
1) Sono caratterizzate da un impegno della durata da 20 secondi a 45 secondi, il meccanismo di produzione energetica è anaerobico. Gli sport di tipo anaerobico sono quelli che impegnano maggiormente l'apparato locomotore, aumentando una percentuale elevata o media delle masse muscolari corporee. Atletica, pattinaggio, ciclismo.
2) La durata è tra i 40 secondi e quattro minuti, questi sport impiegano sia l'apparato cardiorespiratorio sia quello locomotore, necessitando di una notevole capacità sia aerobica che anaerobica. Da un punto di vista biomeccanico questi sport sono estremamente diversi tra loro:
- Sport in cui viene impegnata una elevata percentuale dei muscoli con basso impegno distrettuale e di forza muscolare
- Sport in cui viene impegnata una media percentuale della massa muscolare corporea e con medio impegno distrettuale di forza muscolare
- Sport in cui l'impegno percentuale delle masse muscolari è scarso e l'impegno distrettuale di forza è notevole. Nuoto, pattinaggio, atletica, ciclismo, canottaggio.
3) Durata superiore ai quattro minuti, gli sport compresi sono caratterizzati da un impegno muscolare prolungato quindi le fonti energetiche sono principalmente aerobiche. Atletica leggera, ciclismo, nuoto, pattinaggio, sci, canottaggio.
4) Si alternano fasi subaerobiche, anaerobiche, aerobiche e di riposo. Basket, pallavolo, pugilato.
5) Attività in cui deve verificarsi lo spostamento di massa l'imposizione dalle stesse di grandi accelerazioni. Le fonti energetiche in queste discipline si esauriscono in qualche secondo, sono di tipo anaerobico alattacido. Sollevamento pesi, atletica, bob.
6) Risulta permanente l'impegno neurosensoriale, si distinguono in:
- Impegno rilevante = pattinaggio
- Impegno a scopo posturale = equitazione
- Impegno modesto = tiro a segno
Capitolo 6
La valutazione funzionale medico-sportiva
La valutazione funzionale è una branca della medicina dello sport che ha come scopo quello di valutare le attitudini e le capacità di un soggetto alla pratica di discipline sportive differenti ed anche creare il bilancio dei sistemi di allenamento adatti al miglioramento prestazionale.
Il medico sportivo ha due metodi valutativi:
- Metodi generici: esplorano una funzione non specifica dello sport preso in considerazione, ha un valore di validità sportiva
- Metodi specifici: esplorano dal punto di vista fisiologico, biomeccanico, biochimico, il gesto atletico della disciplina praticata, attraverso la riproduzione dello stesso nel modo più fedele possibile
Le fonti energetiche del lavoro muscolare
Le fonti energetiche del lavoro muscolare sono rappresentate da sistemi biochimici classificabili in ossidativi e anossidativi.
La valutazione della qualità anaerobica
Le qualità anaerobiche dell'atleta sono quelle che consentono alti livelli di produzione di energia per breve tempo. Dobbiamo distinguere:
- Valutazione della massima potenza anaerobica alattacida
- Valutazione della capacità anaerobica lattacida
La massima potenza anaerobica alattacida si intende il massimo lavoro che il soggetto può espletare utilizzando come energia l'ATP e creatinfosfato che si esauriscono in pochi secondi.
La capacità anaerobica lattacida risulta il massimo lavoro effettuabile in 40/60 secondi usando come fonti energetiche quelle glicolitiche anaerobiche con formazione di acido lattico.
I test più diffusi per la massima potenza sono:
- Test di Margaria: scala
- Jump test
- Wingate test: cicloergometro
Mentre per la capacità anaerobica lattacida:
- Ergo jump: 60 secondi
- Wingate test: 60 secondi
- Metodo cruento: analisi del sangue
Valutazioni capacità aerobiche
È importante la valutazione della capacità di mantenere un'elevata potenza per lungo tempo in modo da compiere un lavoro congruo. Il limite che viene dato al protrarsi di una prestazione prolungata è la formazione di acido lattico, quindi la massima potenza esprimibile per lungo tempo è correlata alla soglia anaerobica, quindi l'effetto prodotto da quel dispendio energetico che determina una concentrazione di 3/5,5 m/moli L di acido lattico. Al di sotto di questo valore se il lavoro è costante la latticidemia non si innalza e non c'è accumulo di acido lattico. Il metodo specifico è quello del prelievo sanguigno venoso, ma vengono preferiti metodi indiretti come il test di Conconi:
- Corsa in campo con l'incremento di velocità, l'incremento è tenuto almeno per 200 m, con un rapporto tra velocità media di frequenza cardiaca si avrà un diagramma cartesiano con velocità di chilometri orari sulle ascisse e frequenza cardiaca in battiti al minuto sulle ordinate
Parlando di capacità aerobiche si distinguono due parametri:
- Massima potenza aerobica: massimo consumo di ossigeno
- Capacità aerobica: massima capacità di lavoro aerobico che un soggetto può espletare in un'unità di tempo. Si può misurare con metodi indiretti che mettono in relazione consumo di ossigeno e frequenza cardiaca attraverso delle tabelle, metodi diretti come spirometria
Valutazione della forza muscolare
La valutazione isometrica della forza muscolare è un parametro fondamentale per una valutazione della prestazione muscolare. Per una valutazione della forza muscolare vengono testati gruppi muscolari che indicano la forza globale del soggetto esaminato:
- Muscoli che abbassano la spalla secondo Bethe
- Muscoli flessori delle dita delle mani
- Muscoli estensori del tronco
- Muscoli estensori della gamba
Insieme forniscono l'indice globale dinamometrico.
Valutazione della mobilità articolare
È un parametro che si può rilevare attraverso strumenti oppure con test di flessibilità. I test più utili da ricordare sono:
- Mobilità coxo-femorale (da seduto): contro il muro gambe distese eseguire una divaricazione delle gambe fino al raggiungimento del limite massimo e misurare con il cronometro l'angolo massimo
- Mobilità del rachide in flessione avanti: con tavoletta centimetrata positiva e negativa, da seduti gambe tese flettere il busto in avanti con presa palmare sulla panchetta centimetrata
- Mobilità scapolo-omerale dalla stazione eretta: con un bastone eseguire il volta braccia restringendo la presa gradualmente
Valutazione della reattività e della coordinazione neuromuscolare
La misura della velocità del tempo di reazione e di coordinazione del movimento, sono parametri fondamentali nella valutazione funzionale degli atleti. Si usano apparati per la determinazione dei riflessi ottici ed acustici, che con un tanga invia un segnale luminoso o acustico che vengono annullati dal soggetto nel minor tempo possibile. L'unica pecca dei test è la mancanza della tensione emotiva della gara.
Valutazione della funzionalità respiratoria
Viene effettuata attraverso la spirometria che consente l'apprezzamento dei volumi respiratori statici e dinamici. I volumi statici più importanti sono:
- Capacità vitale: corrisponde alla statura in metri elevata al cubo nei maschi, nelle femmine x0,9
- Volume residuo: aria che rimane nei polmoni dopo una espirazione forzata
Dopo la maturità la capacità vitale tende a diminuire e il volume residuo ad aumentare. I volumi dinamici importanti:
- Volume espiratorio massimo al secondo: quantità d'aria emessa nel primo secondo di una espirazione forzata
- Massima ventilazione volontaria: massima quantità di aria mobilizzabile in un minuto
Nel soggetto allenato viene a decrescere la frequenza degli atti respiratori quindi un minor ritmo di ventilazione e un risparmio energetico per la ventilazione.
Capitolo 7
Allenamento: concetti base
L'allenamento rappresenta quindi lo stimolo biologico che consente al nostro organismo di adattarsi ad una situazione di impegno massivo. L'adattamento è quel complesso di relazioni organiche sintetiche non specifiche, che avvengono per l'esposizione dell'organismo ad uno stress prolungato.
Definizione di allenamento
Ad lenam: acquisire fiato. Angelo Mosso: è una istruzione incosciente del sistema nervoso che insegna a contrarre i muscoli nella giusta misura per sciupare meno energia. Allenatore inglese: l'allenamento è un mezzo per dar fiato, frenare il cuore, togliere grasso e acqua superflua. Michele Mitolo: è la fase di resistenza alla sindrome di adattamento di Selye. Kraft e Arnhein: è un processo sistemico di ripetizioni progressive quantità di lavoro che coinvolge processi di apprendimento e di acclimatazione. Enciclopedia della tecnica e della scienza: è una serie di modificazioni progressive di tutti gli apparati coinvolti in attività muscolare. Enciclopedia americana: è il sistematico sviluppo e mantenimento della potenza e della salute del corpo. Potendo: è l'acquisto di un'abitudine che sostituisce poco a poco il midollo spinale al cervello e il movimento riflesso al volontario. La cava: è identificato nella ripetizione periodica di un determinato esercizio fisico per aumentare il rendimento e perfezionare l'esecuzione, evitando l'insorgere della fatica. Silvy: è identificato in una ripetizione regolare, progressiva e sistematica, di una data attività fisica o psichica con l'intervento di funzioni superiori per ottenere il massimo rendimento con il minimo sforzo. Per noi: è quel processo organizzato per innalzare la soglia dei valori limitanti la prestazione.
L'efficacia dell'allenamento è subordinata al corretto alternarsi tra esercitazioni e fasi di recupero che identificano l'entità del carico di lavoro.
Modificazioni indotte dall'allenamento
Fattore muscolare
I muscoli sottoposti a carichi di lavoro subiscono modificazioni che provocano aumento di volume, potenza, resistenza quindi una maggiore capacità lavorativa. Le modificazioni anatomiche del muscolo sono:
- Ipertrofia
- Perdita di acqua e grasso
- Capillarizzazione
La più importante è la capillarizzazione cioè consiste nell'apertura di tutti i capillari muscolari. Questo permette al muscolo di lavorare in aerobiosi a livelli di prestazioni che richiedono nel muscolo non allenato l'intervento dei meccanismi anaerobici. Quando un muscolo compie un lavoro ogni singola fibra muscolare si contrae con un meccanismo isotonico od isometrico, questo porta ad ipertrofia del muscolo che si ingrossa per un aumento volumetrico delle fibre ipotrofiche. La forza massima che un muscolo può esprimere è data dalle caratteristiche muscolari.
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