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impegno distrettuale di forza muscolare

* Sport in cui l'impegno percentuale delle masse muscolari è scarso e l'impegno distrettuale di forza è

notevole Nuoto pattinaggio atletica ciclismo canottaggio

3) durata superiore ai quattro minuti, gli sport compresi sono caratterizzati da un impegno muscolare prolungato

quindi le fonti energetiche sono principalmente aerobiche. Atletica leggera, ciclismo nuoto pattinaggio sci

canottaggio

4) si alternano fasi subaerobiche, anaerobiche, aerobiche e di riposo. Basket pallavolo pugilato

5) attività in cui deve verificarsi lo spostamento di massa l'imposizione dalle stesse di grandi accelerazioni. Le

fonti energetiche in queste discipline si esauriscono in qualche secondo, sono di tipo anaerobico alattacido.

Sollevamento pesi atletica bob

6) risulta permanente l'impegno neurosensoriale, si distinguono in:

* Impegno rilevante = pattinaggio

* Impegno a scopo posturale = equitazione

* Impegno modesto= tiro a segno

CAPITOLO 6

La valutazione funzionale medico sportiva

La valutazione funzionale è una branca della medicina dello sport che ha come scopo quello di valutare le

attitudini e le capacità di un soggetto alla pratica di discipline sportive differenti ed anche creare il bilancio dei

sistemi di allenamento adatti al miglioramento prestazionale.

Il medico sportivo a due metodi valutativi:

* Metodi generici: esplorano una funzione non specifica dello sport preso in considerazione, ha un valore

di validità sportiva

* Metodi specifici: esplorano dal punto di vista fisiologico, biomeccanico, biochimico, il gesto atletico della

disciplina praticata, attraverso la riproduzione dello stesso nel modo più fedele possibile

Le fonti energetiche del lavoro muscolare sono rappresentate da sistemi biochimici classificabili in:

Ossidativi e anossidativi

La valutazione della qualità anaerobica

Le qualità anaerobiche dell'atleta sono quelle che consentono alti livelli di produzione di energia per breve

tempo. Dobbiamo distinguere:

* Valutazione della massima potenza anaerobica alattacida

* Valutazione della capacità anaerobica lattacida

La massima potenza anaerobica alattacida si intende il massimo lavoro che il soggetto può espletare utilizzando

come energia a ATP e creatinfosfato che si esauriscono in pochi secondi.

La capacità anaerobica lattacida risulta il massimo lavoro effettuabile in 40/60 secondi usando come fonti

energetiche quelle glicolitiche anaerobiche con formazione di acido lattico.

I testi più diffusi per la massima potenza sono:

* Test di Margaria: scala

* Jump test

* Wingate test: cicloergometro

Mentre per la capacità anaerobica lattacida:

* Ergo jump: 60 secondi

* Wingate test 60 secondi 7

* Metodo cruento: analisi del sangue

Valutazioni capacità aerobiche

È importante la valutazione della capacità di mantenere un'elevata potenza per lungo tempo in modo da

compiere un lavoro congruo. Il limite che viene dato al protrarsi di una prestazione prolungata e la formazione di

acido lattico, quindi la massima potenza esprimibile per lungo tempo è correlata alla soglia anaerobica, quindi

l'effetto prodotto da quel dispendio energetico che determina una concentrazione di 3/5,5 m/moli L di acido

lattico. Al di sotto di questo valore se il lavoro è costante la latticidemia non si innalza e non c'è accumulo di

acido lattico. Il metodo specifico è quella del prelievo sanguigno venoso, ma vengono preferiti metodi indiretti

come il test di CONCONI:

* Corsa in campo con l'incremento di velocità, l'incremento è tenuto almeno per 200 m, con un rapporto

tra velocità media di frequenza cardiaca si avrà un diagramma cartesiano con velocità di chilometri orari

sulle ascisse e frequenza cardiaca in battiti al minuto sulle ordinate

Parlando di capacità aerobiche si distinguono due parametri:

* Massima potenza aerobica: Massimo consumo di ossigeno

* Capacità aerobica: massima capacità di lavoro aerobico che un soggetto può espletare in un'unità di

tempo. Si può misurare con metodi indiretti che mettono in relazione consumo di ossigeno e frequenza

cardiaca attraverso delle tabelle, metodi diretti come spirometria

Valutazione della forza muscolare

La valutazione isometrica della forza muscolare è un parametro fondamentale per una valutazione della

prestazione muscolare. Per una valutazione della forza muscolare vengono testati gruppi muscolari che indicano

la forza globale del soggetto esaminato:

* Muscoli che abbassano la spalla secondo Bethe

* Muscoli flessori delle dita delle mani

* Muscoli estensori del tronco

* Muscoli estensori della gamba

Insieme forniscono l'indice globale dinamometrico.

Valutazione della mobilità articolare

È un parametro che si può rilevare attraverso strumenti oppure con test di flessibilità. I testi più utile ricordare

sono:

* Mobilità coxo-femorale (da seduto): contro il muro gambe distese eseguire una divaricazione delle

gambe fino al raggiungimento del limite massimo e misurare con il cronometro l'angolo massimo

* Mobilità del rachide in flessione avanti: con tavoletta centimetrata positiva e negativa, da seduti gambe

tese flettere il busto in avanti con presa palmare sulla panchetta centimetrata

* Mobilità scapolo omerale dalla stazione eretta: con un bastone eseguire il volta braccia restringendo la

presa gradualmente

Valutazione della reattività e della coordinazione neuromuscolare

La misura della velocità del tempo di reazione e di coordinazione del movimento, sono parametri fondamentali

nella valutazione funzionale degli atleti. Si usano apparati per la determinazione dei riflessi ottici ed acustici, che

con un tanga invia un segnale luminoso o acustico che vengono annullati dal soggetto nel minor tempo

possibile. L'unica pecca dei test è la mancanza della tensione emotiva della gara.

Valutazione della funzionalità respiratoria

Viene effettuata attraverso la spirometria che consente l'apprezzamento dei volumi respiratori statici e dinamici. I

volumi statici più importanti sono: 8

* Capacità vitale: corrisponde alla statura in metri elevata al cubo nei maschi, nelle femmine x0,9

* Volume residuo: aria che rimane nei polmoni dopo una espirazione forzata

Dopo la maturità la capacità vitale tende a diminuire e il volume residuo ad aumentare. I volumi dinamici

importanti:

* Volume espiratorio massimo al secondo: quantità d'aria emessa nel primo secondo di una espirazione

forzata

* Massima ventilazione volontaria: massima quantità di aria mobilizzabile in un minuto

Nel soggetto allenato viene a decrescere la frequenza degli atti respiratori quindi un minor ritmo di ventilazione e

un risparmio energetico per la ventilazione.

CAPITOLO 7

Allenamento

Concetti base

L’allenamento rappresenta quindi lo stimolo biologico che consente al nostro organismo di adattarsi ad una

situazione di impegno massivo. L'adattamento è quel complesso di relazioni organiche sintetiche non specifiche,

che avvengono per l'esposizione dell'organismo ad uno stress prolungato.

Definizione di allenamento

Ad lenam: acquisire fiato

Angelo mosso: è una istruzione incosciente del sistema nervoso che insegna a contrarre i muscoli nella giusta

misura per sciupare meno energia

Allenatore inglese: l'allenamento è un mezzo per dar fiato, frenare il cuore, togliere grasso e acqua superflua

Michele Mitolo: è la fase di resistenza alla sindrome di adattamento di Selye

Kraft e Arnhein: è un processo sistemico di ripetizioni progressive quantità di lavoro che coinvolge processi di

apprendimento e di acclimatazione

Enciclopedia della tecnica e della scienza: è una serie di modificazioni progressive di tutti gli apparati coinvolti

in attività muscolare

Enciclopedia americana: è il sistematico sviluppo e mantenimento della potenza e della salute del corpo

Potendo: è l'acquisto di un'abitudine che sostituisce poco a poco il midollo spinale al cervello e il movimento

riflesso al volontario

La cava: è identificato nella ripetizione periodica di un determinato esercizio fisico per aumentare il rendimento e

perfezionare l'esecuzione, evitando l'insorgere della fatica

Silvy: è identificato in una ripetizione regolare, progressiva e sistematica, di una data attività fisica o psichica

con l'intervento di funzioni superiori per ottenere il massimo rendimento con il minimo sforzo

Per noi: è quel processo organizzato per innalzare la soglia dei valori limitanti la prestazione

L’efficacia dell'allenamento è subordinata al corretto alternarsi tra esercitazioni e fasi di recupero che identificano

l'entità del carico di lavoro.

Modificazioni indotte dall'allenamento

Fattore muscolare

I muscoli sottoposti a carichi di lavoro subiscono modificazioni che provocano aumento di volume, potenza,

resistenza quindi una maggiore capacità lavorativa. Le modificazioni anatomiche del muscolo sono:

* Ipertrofia

* Perdita di acqua e grasso

* Capillarizzazione

La più importante è la capillarizzazione cioè consiste nell'apertura di tutti i capillari muscolari. Questo permette al

muscolo di lavorare in aerobiosi a livelli di prestazioni che richiedono nel muscolo non allenato l'intervento dei

9

meccanismi anaerobici. Quando un muscolo compie un lavoro ogni singola fibra muscolare si contrae con un

meccanismo isotonico od isometrico, questo porta ad ipertrofia del muscolo che si ingrossa per un aumento

volumetrico delle fibre ipotrofiche. La forza massima muscolo può esprimere è data dalle caratteristiche

muscolari e dalla quantità di singole unità motorie che il sistema nervoso riesce a reclutare

contemporaneamente. Uno degli effetti dell'allenamento è quello di aumentare il numero di unità motorie da

reclutare oltre a quello di aumentare contrattilità, tono, resistenza, potenza.

Fattore cardiocircolatorio

Un cuore allenato ha necessità di ricevere una maggiore quantità di sangue per provvedere al fabbisogno

metabolico dei tessuti e dei muscoli. Un cuore da sport è caratterizzato da un'ipertrofia del muscolo cardiaco.

Dal punto di vista funzionale sia un aumento della portata cardiaca (aumento di sangue espulso dal ventricoli in

un minuto), aumento della gittata sistolica, in modo tale da avere un prolungamento della fase di ristoro e un

vantaggio durante lo sforzo muscolare, cioè raggiungere carichi di lavoro più elevati con frequenza cardiaca

minore.

Fattore respiratorio

Durante l'allenamento diminuisce la frequenza respiratoria e aumenta l'ampiezza degli atti respiratori, quindi si

avrà un'apertura di tutti gli alveoli polmonari aumentando così la capacità vitale. Un fenomeno importante è dato

dalla bradipnea, cioè una riduzione della frequenza e del tempo di ripristino, tutto ciò porta vantaggi:

* Aumento del tempo di apnea volontaria

* Maggiore assorbimento di ossigeno con una riduzione del debito di ossigeno.

Il secondo fiato è caratteristico dei soggetti allenati in gergo spezzare il fiato

Fattore ematico

L’adattamento principale è l'incremento della capacità respiratoria del sangue, quindi un aumento di ossigeno

nei globuli rossi. La temperatura del sangue del soggetto allenato aumenta proporzionalmente dipendendo

dall'intensità e dalla durata del lavoro. I leucociti aumentano rapidamente in seguito ad ogni esercizio fisico, il

midollo osseo con l'allenamento è più attivo con un aumento produzione cellulare. La latticidemia subisce un

incremento durante il lavoro, la massima capacità lattacida aumenta e varia con il grado di allenamento.

Fattore metabolico

Il metabolismo è influenzato dal processo dell'allenamento, ad esempio favorisce il transito gastrico intestinale,

nel fegato sia una attivata funzione biligenetica e glicogenetica.

Fattore emuntorio

Diminuisce la quantità di urina per l'alta sudorazione. L’emuntorio cutaneo ha una funzione detossificante e

termoregolatrice.

Fattore nervoso

L’adattamento è basato sul senso muscolare o sensibilità profonda o sensibilità propriocettiva. Quindi

l'esecuzione via via più precisa e rapida di una determinata sequenza dei movimenti. L'esecuzione di un

determinato movimento è fondato su di un preciso ideogramma motorio a carico del sistema nervoso centrale e

con l'allenamento si ha un netto miglioramento della capacità di controllo dei muscoli con una migliore possibilità

coordinativa e minor spreco energetico. Dopo una fase di tipo corticale sia l'automatismo sull'esecuzione di un

movimento e l'ultima fase è la facilitazione con una rapida risposta volontaria ad uno stimolo, quindi riduzione

del tempo di reazione. 10

Metodologia dell'allenamento

Lavoro continuo

Consiste in esercitazioni fondamentali per il miglioramento della capacità di resistenza e potenza aerobica. Ci

sono quattro metodi:

* Corsa continua a velocità costante su lunga distanza (resistenza aerobica)

* Corsa continua a velocità media (resistenza aerobica)

* Corsa continua a velocità elevata (potenza aerobica)

* Corsa continua a velocità crescente (resistenza e potenza aerobica)

L'intensità e la durata dell'allenamento, determinano un miglioramento della capacità o della potenza del sistema

aerobico.

Lavoro interrotto da pause

Il lavoro è intervallato da pause più o meno lunghe, che permettono o meno il recupero completo sia dal punto di

vista energetico che nervoso. Nell'interval training l'intervallo serve per pagare in prevalenza il debito alattacido

accumulato durante lo sforzo.

Circuit training

Serve per allenare la forza muscolare dei distretti interessati dalle varie stazioni. Il numero di ripetizioni e

l'intensità del lavoro determinano il tipo di forza sollecitata

Esercitazioni con sovraccarico

L’utilizzo di appesantimenti consente una maggiore precisione di intervento oltre ad una più facile

determinazione dei carichi utilizzati. In base alla modalità esecutiva delle esercitazioni è possibile ottenere

l'aumento delle capacità di forza massima, potenza e resistenza al lavoro di forza.

Sovrallenamento

Il sovrallenamento può essere paragonato alla fase di esaurimento della sindrome di adattamento di Selye, con

una serie di esposizioni a stress psicofisico troppo forti e da tempi di riposo molto brevi. Il sovrallenamento è un

processo di disadattamento complesso che coinvolge condiziona e altera la capacità psicofisica dell'atleta con

segni più o meno evidenti.

Definizioni di sovrallenamento:

* Stato di semi fatica

* Sovraccarico

* Stato di incompleto riposo recupero

* Stato di premalattia

* Surmenage

* Over training od overload

È importante riuscire a riconoscere i sintomi per poter agire in tempo.

Sintomatologia

* Peso: inizia a calare con difficoltà di assimilazione di sostanze nutritive

* Polso: normalmente bradicardico ma poi aumenta

* Pressione: diminuzione della pressione

* Prestazione: insufficiente per tutto l'insieme dei fattori

CAPITOLO 8 11

La medicina dello sport in età evolutiva

Concetti generali

Le conseguenze negative derivate dalla scarsa attività fisica dovuta alle tecnologie portano ad una mancanza di

movimento cioè la malattia ipocinetica. I medici attribuiscono le cause a:

* Diminuzione delle occasioni per fare moto

* Ridotta attività ludica

* Esiguo numero di ore di educazione fisica

* Ridotta attività motoria dell'uomo moderno

Importanza dell'antropometria nell'educazione fisica e nello sport

Esiste un binomio tra l'individuo in fase di accrescimento e gesti ginnici gradualmente appresi ed eseguiti. Quindi

la conoscenza della quantità di lavoro richiesto da un dato insieme di movimenti insieme alla conoscenza della

modalità di esecuzione, diventa un elemento indispensabile ma non sufficiente senza la perfetta conoscenza

dello sviluppo durante l'età evolutiva. Il medico dello sport può indirizzare gli atleti verso lo sport che saprà

sfruttare al meglio le sue caratteristiche fisiche.

Influenza dello sport sui ragazzi

L’attività fisica è necessaria per aiutare il normale accrescimento dell'apparato scheletrico e muscolare e deve

essere considerata stimolante per lo sviluppo del cuore, polmoni e altri organi interni. Ci sono dei rischi solo

quando l'attività è intensa e prolungata:

* Le prestazioni fisiche e di stress psichici che si richiedono durante le gare possono alterare in modo

negativo accrescimento e sviluppo

* Ripetuti sforzi possono causare dei microtraumi che alterano il normale accrescimento

* Un trauma un colpo violento può essere fatale o causare un danno irreversibile all'accrescimento

dell'individuo.

Danni

Roowe, Fait, Johnson

Roowe: studiò un gruppo di ragazzi selezionati per competizioni atletiche interscolastiche confrontandoli con un

secondo gruppo che seguivano un buon programma di ginnastica solo in ambito scolastico, notò che i

selezionati ebbero un minore incremento di statura e peso e capacità respiratoria rispetto all'altro gruppo di

ragazzi

Fait: anche lui da un confronto dedusse che i ragazzi che non parteciparono a competizioni erano più alti

Johnson: ha seguito ricerche sull'attività competitiva ed ha concluso che l'attività motoria a livello competitivo

non migliora le attitudini individuali, il rendimento e la statura.

Gli esercizi fisici devono contribuire ad uno sviluppo armonico e a mantenere bello e sano il corpo.

Fatica mentale e sport

Al fine di alleviare la fatica mentale dei ragazzi a scuola le ore di lezione vengono intercalate da qualche ora di

sport, così facendo si commette un grande errore secondo De Toni, perché la fatica fisica non costituisce un

riposo per la fatica mentale anzi si aggiunge ad essa. Lo sport favorisce lo sfogo catartico delle cariche

aggressive del ragazzo allenandolo a sfruttare tale energia in maniera vantaggiosa per la sua economia psichica

e ad osservare i diritti altrui.

Accrescimento e sviluppo

Non c'è motivo di credere che le esigenze degli sport competitivi influiscano negativamente sulla crescita fisica

del giovane atleta, il problema sta nello stabilire entro quali limiti deve svolgersi nell'esercizio fisico e quanto lo

sforzo fisico eccessivo possa influire sull'organismo in fase di crescita. In generale non è danneggiato

dall'esercizio pesante. 12

Effetti psicologici ed emotivi

Giocando allo sport il ragazzo impara inconsciamente a poter poi gareggiare nella vita, il ragazzo si applicherà al

massimo e si immedesimerà nel personaggio che vuole rappresentare. Alcuni studi dimostrano che lo stato di

tensione dei ragazzi non era causato dal gioco.

Influenza dello sport sullo sviluppo psicologico dell'età evolutiva

Il comportamento del bambino è la conseguenza delle tendenze ideologiche e delle forze esterne che sono

rappresentate da influenze familiari ed ambientali, le cause delle turbe psicologiche in un bambino al di sotto dei

cinque anni sono imputabili all'ambiente. Con l'età scolare il bambino tende ad identificarsi con i genitori dello

stesso sesso proiettandolo nel suo stile di vita. Nell'adolescenza si passa da una situazione di dipendenza alla

conquista dell'indipendenza e dell'autodeterminazione, qui il giovane è costretto a compiere degli adattamenti

che non soddisfino e che siano accettabili dalla comunità. L'adolescente si sviluppa nel modo migliore quando

ha trovato una sicurezza fondamentale del nucleo familiare senza sensazione di sottomissione. Lo sport

contiene gli stessi elementi familiari scolastici ma si differenzia, il sentimento affettivo viene compensato

nell'ambito della famiglia sportiva. Lo sport favorisce lo sfogo catartico delle cariche aggressive del ragazzo sia

quelle legate alla sua essenza umana sia quelle provocate dalla durezza dei doveri familiari e scolastici e lo

allena per sfruttare tale energia in maniera vantaggiosa. Lo sport ha un valore psicopedagogico di grande

importanza, non solo educa alla volontà, alla disciplina, all'autocontrollo, al coraggio è un vero mezzo di

educazione naturale.

Influenza dello sport sulle ragazze

La ragazza atleta accetta la sua femminilità e si sente femminile al 100% e pratica con entusiasmo lo sport per

temprare il proprio fisico per diventare robusta sana e bella. Altre invece sono più virili, si identificano con modelli

maschili a cui cercano di equipararsi.

Accrescimento fisico

La ragazza risponde fisiologicamente all' allenamento fisico nello stesso modo del ragazzo. Grazie a studi

approfonditi si è dedotto che lo sforzo fisiologico imposto in ragazze giovani che partecipano a programmi

sportivi ben sorvegliati non è fisiologicamente dannoso.

Effetti psicologici ed emotivi

La donna che si dedica intensamente allo sport è spinta dalla persistenza nella sua personalità sana di un

nucleo determinante sulla condotta dovuta ad un complesso di Diana, che rasenta il rifiuto della femminilità. Si

può dire che lo sport è praticato dalla donna più per un bisogno psicologico che per una libera scelta.

Menarca e partecipazione agli sport durante il periodo mestruale

Con il menarca inizia la pubertà, si manifestano mutamenti fisici e psichici che a volte coinvolgono tutta la vita

comportamentale della ragazza. Con le prove dinamometriche si è dimostrato che la forza muscolare della

donna decresce rapidamente nei giorni precedenti il ciclo.

Aspetto mascolino

Le ragazze che praticano sport pesanti possono presentare segni di mascolinizzazione, la pratica dello sport

non determina la mascolinizzazione

Maternità 13

La gravidanza di ragazze atlete viene condotta con una percentuale minore di complicazioni rispetto a quelle

che non avevano praticato alcuna attività fisica sportiva. Molti autorevoli studiosi credono che la muscolatura

dell'addome e del pavimento pelvico della donna atleta è meglio predisposto per affrontare problemi del parto

rispetto alla donna non atleta.

CAPITOLO 9

L’attività sportiva nella donna

Introduzione

All’inizio le donne non potevano partecipare ad attività sportive perché ritenuta un'attività poco femminile e

militante. Attualmente il numero di donne che svolgono allenamenti anche intensi è aumentato.

Differenze antropometriche, funzionali ed ormonali

Altezza: 8/12 centimetri più basso dell'uomo

Peso:10/15 chili in meno rispetto all'uomo

L’apparato scheletrico presenta una lordosi della colonna vertebrale più accentuata e un bacino di diametro

maggiore più idoneo per gravidanza. L'apparato capsulo legamentoso è più elastico per facilitare il parto. La

percentuale di grasso del peso corporeo totale è del 20 30% superiore a quella dell'uomo che è il 10%. La forza

muscolare risulta inferiore del 20% rispetto a quella dell'uomo. Le dimensioni del cuore di una donna sedentaria

sono inferiori del 15% rispetto all'uomo non atleta. Il volume di sangue circolante è generalmente inferiore nella

donna.

Differenze tra uomo e donna nella prestazione sportiva

L’atleta maschio è favorito degli sport di potenza e in quelli di resistenza anche se in misura minore. Mentre negli

sport di destrezza i due sessi si equivalgono.

CAPITOLO 10

Principi di alimentazione

Il processo alimentare è il mezzo di cui ci si serve per rifornirsi delle sostanze necessarie alla nutrizione. La

nutrizione assieme alla disposizione psicofisica è l'elemento basilare di ogni prestazione lavorativa e sportiva.

Gli scopi dell'alimentazione:

* Fornire all'organismo il materiale necessario per la costruzione e il mantenimento di tessuti

* Fornire all'organismo l'energia necessaria per la sua attività vitale

* Mantenere costante la temperatura del corpo

* Stabilire un corretto bilancio organico tra energia introdotta ed energia utilizzata nell'organismo

La prima uscita è la crescita corporea la seconda è l'energia persa per la vita vegetativa o metabolismo basale.

Il calore si trasforma il lavoro o viceversa, il calore viene disperso per il lavoro ma viene usato solo una piccola

quantità. Il lavoro può essere interno o esterno, interno come attività muscolare che non agisce su oggetti

esterni, esterno come la contrazione muscolare volta allo spostamento di oggetti esterni.

L'alimentazione dello sportivo

Per stabilire il fabbisogno calorico totale dei vari periodi dell'attività sportiva è necessario tener conto delle

abitudini alimentari del soggetto, una dieta scorretta può alterare le prestazioni agonistiche. Tradizionalmente la

alimentazione standard è composta da:

* Glicidi: 55%

* Lipidi: 30%

* Protidi: 15%

Devono rispettare alcuni rapporti:

* Calorie da zuccheri raffinati/calorie totali <1/10 14

* Protidi animali / protidi vegetali > 1

* Lipidi animali/ lipidi vegetali < 3/5

* Lipidi vegetali/ lipidi totali > 3/5

Una dieta di 3500 kcal deve apportare

* 480 g di glicidi 1980 kcal

* 115 g di lipidi 1035 kcal

* 135 g di protidi 540 kcal

L'alimentazione nelle varie discipline sportive

In base all'attività sportiva fatta il piano alimentare cambia:

* In sport in cui è richiesta forza: proteine 22% grassi 36% zuccheri 42%

* Forza e rapidità: proteine 18% grassi 30% zuccheri 52%

* Resistenza e forza: proteine 17% grassi 27% zuccheri 56%

* Resistenza: proteine 15% grassi 25% zuccheri 60%

Sport di resistenza (corsa, maratona, marcia)

Caratterizzati da una lunga durata, resistenza uguale capacità dell'organismo di resistere alle sollecitazioni

esterne ed opporsi alla resistenza e al movimento. Maggiore è l'intensità e la durata dello sforzo, maggiori

riserve di glicogeno verranno utilizzate per ottenere energia. Il glicogeno consumato per primo è quello che

risiede nei muscoli, poi si utilizza quello presente nel fegato ma con un corretto allenamento l'organismo impara

a metabolizzare i grassi risparmiando glicogeno. Gli atleti devono consumare alimenti ricchi di zucchero (patate,

riso) e non troppi grassi e molte proteine. Anche alimenti ricchi di idrati di carbonio e di potassio.

Sport di lotta (taekwondo, karate)

Richiedono potenza, velocità, forza e resistenza, l'energia viene attinta dall'organismo attraverso la

decomposizione anaerobica glicogeno muscolare. L'alimentazione deve essere ricca di proteine.

Sport di equipe

Hanno una ricorrenza ciclica del movimento ad intervalli più o meno, regolari, quindi la quota proteica dev'essere

abbondante, i grassi meno del 28% e abbondante alimenti ricchi di idrati di carbonio.

Sport di potenza di velocità

Richiedono una sintesi di forza e rapidità. Se la resistenza è maggiore sarà più importante fattore di forza, se la

resistenza è minore sarà più importante fattore rapidità.

Alimentazione: proteine 18% idrati di carbonio 52% grassi 27%

Sport di forza

L’obiettivo primario è di potenziare la massima capacità di forza dell'organismo con conseguente aumento della

massa muscolare. Elevato consumo di proteine animali, grassi proporzionati alle proteine e il 42% di idrati di

carbonio.

L'alimentazione durante l'allenamento

La dieta del periodo di dipende dallo sport prescelto. L'alimentazione dell'atleta è quantitativamente sufficiente

quando superata la fase iniziale periodo di allenamento il peso corporeo si mantiene costante.

L'alimentazione pre-gara 15

L'atleta in vista della gara subisce un vero e proprio stress, che sollecita tutto l'organismo. Occorre rispettare

conoscere la legge delle tre ore e delle otto ore.

Tre ore: cioè l'ultimo pasto deve essere consumato almeno 3 ore prima della prova 8 ore di il tempo necessario

affinché un alimento dopo la digestione venga utilizzato a fini energetici.

Per gli spuntini ci serviremo di alimenti ricchi di mucillagini, ricchi di glucidi e poveri di lipidi. L'apporto idrico

elevato permetterà una eliminazione più rapida delle tossine della fatica.

L'alimentazione in gara

* Reidratare con bevanda temperatura ambiente

* Rifornire di zuccheri

* Reintegrare il patrimonio di sale

* Alcalinizzazione

* Apportare potassio senza esagerare

L’alimentazione durante le fasi di recupero e durante il periodo post competitivo

La dieta dopo la gara serve alla ripresa plastica ed energetica, per ristabilire il bilancio idrico e ristabilire il

bilancio idroelettrico. Sono utili somministrazione di vitamina B6(metabolizza i protidi) e B12(antitossico). Utile

mangiare latte, formaggi, insalata di frutta secca.

Dieta computerizzata

Il vantaggio è l'elaborazione di una dieta personalizzata attraverso l'inserimento dei dati del soggetto nel

computer.

CAPITOLO 11

Elementi di igiene

Igiene e attività sportiva: cenni generali

Lo stato di salute è considerato come stato di benessere fisico e mentale nell'ambiente di vita e di lavoro.

L'igiene è importante come disciplina medico sociale con il fine di conservare e accrescere lo status psicofisico

degli individui. L'efficienza motoria è un fattore di salute perché:

* Accrescere i poteri di difesa dell'organismo

* Aumenta la forza muscolare e il coordinamento neuromuscolare

* Aumenta l'energia sviluppata dal muscolo

* Potenzia la funzione respiratoria

* Consente un rapido ritorno alle condizioni di base

* Migliora il sincronismo funzionale tra organi e apparati

* Migliora le facoltà volitive ed il comportamento neuropsichico

Condizioni ambientali e l'attività sportiva

Il comportamento degli atleti può essere influenzato da temperatura, ventilazione, umidità, altitudine

Impianti all'aperto

Fattori da considerare quando l'attività sportiva è svolta all'aperto:

* Caratteri costruttivi degli impianti

* Orientamento e ubicazione

* Condizioni climatiche della zona

* Terreno: terra battuta, erba, sintetico

Impianti al coperto 16

Le pareti potranno essere realizzate in muratura o con pannelli opachi. Il pavimento ricalca quella degli impianti

esterni. Il soffitto resistente all'umidità e con rivestimento fonoassorbente l'illuminazione dovrà essere

omogenea, il ricambio dell'aria è di ostacolo all'inquinamento chimico batteriologico.

Le piscine

Profonde 1 m e mezzo e 2 m dipende dall'impiego, anche la lunghezza variabile dal 25 ai 33 m. La temperatura

26°, acqua potabile e depurata ciclicamente

Effetti delle temperatura ambientali dei fattori meteorologici

Quando le condizioni ambientali impediscono un'adeguata dispersione del calore corporeo si verifica il colpo di

calore con cefalea, malessere per evitarlo bisogna diminuire l'attività fisica nelle ore più calde e idratarsi. Infatti

l'uomo è più schermato dalle basse temperature per via degli indumenti, però la prolungata azione del freddo

può portare ad affezioni renali e respiratorie.

Note di igiene personale

Tutti gli accorgimenti:

* Abitudini di vita: riposo e regolarità di sonno

* Alimentazione: dieta bilanciata in base all'attività sportiva svolta

* Calzature: comode e che non ha alteri la struttura anatomica del piede

* Igiene del vestiario

* Pulizia del corpo

* Attività sessuale

CAPITOLO 12

Elementi di psicologia

Introduzione

La psicologia dello sport è la scienza che studia il comportamento dell'uomo che fa attività sportiva e tutto ciò

che lo riguarda durante lo svolgimento delle attività. Ha l'obiettivo di raggiungere confini e i limiti del potenziale

umano.

Lo stato della psicologia dello sport nel mondo ed in Italia

1965 nasce a Pasqua in occasione del primo congresso internazionale a Roma dove viene fondata la società

internazionale di psicologia dello sport.

1970 giornale internazionale di psicologia dello sport

1974 associazione italiana di psicologia dello sport che ha deliberato alcuni statuti:

* Di introspezione, cioè interrogarsi sull'essere e sul divenire e a progettare fattualità e modalità di

intervento

* Analisi dei punti fondamentali quello diagnostico clinico e quello culturale

All’inizio si cercava di tracciare il profilo psicologico dell'atleta ideale per ogni sport e si cercava sempre più

metodi innovativi e strumenti di indagine passando a:

* Colloqui più o meno informali

* Tecniche di rilassamento

* Psicoterapia vera e propria

La fase culturale si realizza con tre strumenti:

* Congressi convegni

* Corsi didattici

* Pubblicazioni

Le aree di applicazione della psicologia dello sport 17

3 aree:

* Ricerca (1)

* Didattica (2)

* Intervento (3)

1) si configurano non solo la personalità e gli atteggiamenti degli atleti come campi di indagine ma anche tutti i

meccanismi psichico neuro fisiologici

2) insegnare è conoscere e conoscere è formare. La psicologia dello sport ha come obiettivo quello di inserire la

figura dello psicologo che aiuti nella ricerca della performance l'atleta

3) riguardo la performance cioè con l'esecuzione di un gesto, movimento.

La preparazione mentale

È uno stile di allenamento, uno strumento di crescita e di autoconsapevolezza con effetti benefici sia sulla

prestazione che nella vita di tutti i giorni.

L'ansia

È un'esperienza emotiva complessa particolarmente incidente del vissuto dell'atleta, è un sentimento penoso di

attesa di un pericolo imminente

Ansia patologica: si manifesta nella forma pre agonistica o durante la gara

Ansia fisiologica: quella a cui l'atleta deve attingere per raggiungere dei risultati, è quella che avverte quando si

stava oltrepassando un limite.

La soglia d'ansia è diversa per ognuno cioè che ognuno ha alla propria capacità di tolleranza e anche le risposte

a questa ansia sono soggettive. Per tutti invece la risposta è mediata, quindi attivato dal sistema

neurovegetativo che controlla organi e visceri attraverso il sistema ortosimpatico ed il sistema parasimpatico.

L'ansia si può dire che interessa al cuore ma viene gestita dalla testa.

Le motivazioni

L’achievement (bisogno di successo) è il tratto dominante del carattere di un individuo, è la base di una

motivazione portata all'estremo

Motivazioni primarie: indispensabili per fare attività fisica sono il gioco, agonismo, adventure demand

Il piacere deriva dalla sensazione di fitness e di benessere. Il gioco è un bisogno innato che si concretizza nello

sport. L'agonismo è l'espressione della naturale aggressività cioè il bisogno di confrontarsi. L’adventure demand

è la spinta biologica che porta l'uomo a conoscere tutto ciò che lo circonda. La perdita di motivazione determina

il fenomeno di drop-out cioè un fenomeno di distacco e mancanza di interesse.

L'attenzione

Due parametri per l'attenzione:

* Ampiezza: cioè ampia o ristretta a seconda di quanto campo entri nella percezione visiva dell'atleta

* Direzione: cioè o verso l'interno o verso l'esterno

Le tecniche di rilassamento

Per controllare l'ansia eccessiva bisogna prendere metodiche di attivazione o disattivazione, questo favorisce:

* Smorzamento emotivo

* Decontrazione di muscoli precisi

* Autoconsapevolezza dello schema corporeo

* Rappresentazione ideomotoria

Training autogeno 18

È un metodo di auto distensione da concentrazione psichica, che consente di modificare situazioni psichiche e

somatiche, consiste in una serie di esercizi di concentrazione psichica passiva. Il preciso e costante allenamento

porta a modificazioni sempre più valide e precise. Questo permette di realizzare un miglior controllo del corpo

con un miglior controllo del tono muscolare inducendo una diminuzione della tensione emotiva.

Rilassamento progressivo di Jacobson

È una tecnica di auto distensione esclusivamente somatica. Il soggetto sperimenta progressivamente uno stato

di tensione e di contrazione muscolare dei vari distretti seguito da una distensione e decontrazione.

Biofeedback

Informazione biologica di ritorno, una macchina con elettrodi invia continuamente informazioni visive o acustiche

Allenamento ideo motorio

È la capacità di rappresentarsi un movimento, un gesto riproducendolo mentalmente, senza che stia avvenendo

nella realtà. Ogni soggetto può riprodurre la sequenza e i benefici in modo autonomo e individuale.

Psicopatologia dello sport

In un atleta manifestazioni psicologiche, psicopatologiche si possono verificare di conseguenza a due fattori:

* Fattori indipendenti dall'attività sportiva

* Fattori strettamente connessi alla specifica situazione sportiva, qui si riconoscono: sindromi da paura

dell'insuccesso, sindromi la paura del successo, sociopatie da sport

Sindromi da paura dell'insuccesso

Sono sostenute dalla preoccupazione di non essere all'altezza delle aspettative, in queste si riconoscono ansia

pre agonistica e la sindrome del campione

Ansia pre agonistica: disturbi del sonno, inappetenza, poliuria, tendenza all'isolamento, irritabilità

Sindrome del campione: cioè che il campione non riesce più ad essere come prima e si trova ad avere

eccessive responsabilità, insicurezza, isolamento affettivo, intolleranza, eccessiva ansia ed eccessiva

aggressività.

Sindromi da paura del successo

Le più frequenti sono la depressione da successo e l'inibizione al successo e recentemente la sindrome di

Giacobbe.

Depressione da successo: l'atleta non potendosi rallegrare per il successo deve autopunirsi rivolgendo contro se

stesso quella aggressività che è stata all'origine della sua vittoria, vissuta però con senso di colpa.

Inibizione al successo: interessa atleti e presentano solitamente un rendimento superiore in allenamento mentre

in gara non rendono secondo il proprio potenziale.

Sindrome di Giacobbe: consiste in un problema di riconoscimento di ruolo. Problemi frequenti nella sindrome

isolamento sociale ed affettivo, sensi di colpa, risentimento, razionalizzazione.

Sociopatia da sport

Doping e burn-out

Doping: un atleta è spinto da: desiderio di affermazione, tendenza alla dipendenza, necessità di imitazione-

identificazione

Burn-out: soggetti in improvvisa ritirata psicologica dal lavoro in risposta ad un eccessivo stress o

insoddisfazione

CAPITOLO 13

L’attività sportiva nei portatori di handicap 19

Lo sport e i disabili

18 novembre 1990: federazione italiana sport disabili a Pescara dalla fusione di:

* FSSI: 1927 insieme al CISS

* FICS 1980

* FIS: 1981 ANSPI + FISM

Le para olimpiadi

I primi giochi per paraplegici si svolsero a Stoke Mandeville nel 1948, solo nel 1956 vennero riconosciuti dal

CIO. Nel 1960 la prima para olimpiade estiva, che si svolsero con la stessa frequenza delle Olimpiadi.

La riabilitazione

Il disabile è una persona affetta da handicap più o meno grave, non è malato è un soggetto che presenta gli esiti

della malattia che si possono migliorare con fisioterapia, terapia e sport. Nell'attività motoria il disabile riconosce

se stesso con i propri limiti, irrobustisce i muscoli, affida la coordinazione, la rapidità, la resistenza. Lo sport

agonistico abitua disabile a sviluppare il desiderio di vincere e ad essere autosufficiente con una maggiore

autostima. La sport terapia non si limita solo al rafforzamento ed al miglioramento dell'apparato locomotore e

respiratorio ma anche un aumento del flusso sanguigno arterioso e del reflusso venoso.

Tutto ciò si può ottenere attraverso quattro momenti:

* Attività formativa di base, ludica, polivalente

* Azione intesa a guidare il disabile sviluppare le proprie qualità in relazione allo sport praticato

* Utilizzazione delle qualità psicofisiche conseguite e delle abilità tecniche attraverso l'attività sportiva

* Avvio all'attività agonistica attraverso l'impegno crescente

La pratica sportiva ed il disabile la scelta dello sport

È difficile conciliare scientificamente quale sport far praticare ad un portatore di handicap. Per esempio:

* Amputati arto superiore: nuoto, tuffi, pallavolo, pallacanestro in carrozzina

* Tetraplegici: pallacanestro in carrozzina

* Non vedenti: atletica, judo, lotta, ciclismo

* Cerebroleso: calcio bowling

* Psichico: atletica. Nuoto

* Sordomuti: tutti gli sport

Le barriere architettoniche

Dare la possibilità di praticare sport pure anche essere spettatori vuol dire abbattere le barriere, anche adattare

gli impianti sportivi con ascensori e rampe e anche scritte in braille, per non dimenticare i mezzi di trasporto

anch'essi idonei. In Italia nel 1967 si iniziò a programmare l'abbattimento delle barriere architettoniche.

Le visite di idoneità agonistica sportiva per i disabili

Ogni anno i portatori di handicap devono sottoporsi al controllo dell'identità specifica allo sport che intendono

svolgere. Infatti si dividono le attività sportive in:

* Attività ad impegno lieve moderato (A)

* Attività ad impegno elevato (B)

Per Praticare le attività sportive A:

* Visita medica

* Elettrocardiogramma a riposo

* Esame delle urine 20

Per praticare le attività sportive B:

* Visita medica

* Elettrocardiogramma a riposo

* Arti superiori ergometro a manovella

* Arti inferiori step test

* Spirometria

* Esame delle urine

* Raggi ai segmenti scheletrici

Per gli amputati: raggi X agli segmenti scheletrici rimanenti

Per gli psichici: controllo psichiatrico, raggi X collo in iperestensione, visita ortopedica

Le classificazioni internazionali

Le persone disabili che praticano sport vengono divise in categorie in funzione del loro specifico handicap. Gli

organismi internazionali che hanno codificato le classificazioni di disabili per gli sport agonistici sono:

* ISMGWSF: atleti con lesioni midollari

* ISOD: amputati

* CP-ISRA: lesioni cerebrali

* SPECIAL OLYMPICS: ritardo mentale

* IBSA: non vedenti

* ICC

L'assistenza medico sportiva ai disabili

Il medico sportivo deve consigliare lo sport più confacente all'individuo, deve seguire sempre costantemente gli

atleti durante gli allenamenti o le gare.

CAPITOLO 14

Il doping

La parola doping fu usata per la prima volta nel Nord America per indicare una mistura di oppio e tabacco. La

prima prova scientifica del doping è stato ottenuto in Austria nel 1910. In Italia la federazione medico sportiva

italiana raccolse nel 1949 una casistica relativa a casi sospetti o accertati doping. Nel 1959 nacque la ANEP cioè

la associazione nazionale di educazione fisica che formò una commissione per discutere del doping. Il CIO ha

suddiviso le sostanze dopanti in quattro gruppi:

* Sostanze stimolanti del sistema psicomotorio

* Sostanze simpaticomimetiche

* Sostanze stimolanti il sistema nervoso centrale

* Agenti narcotici e forti analgesici

Così facendo non era plausibile alcuna scusa per l'uso di sostanze dopanti. Altre sostanze hanno preso parte

alla lista dei dopanti come:

* Ormoni anabolizzanti

* Diuretici

* Betabloccanti

* Sostanze alcoliche

* Blood doping

Definizioni di doping 21

* È da considerare doping l'assunzione di sostanze dirette ad aumentare artificiosamente le prestazioni in

gara del concorrente pregiudicandone la moralità, integrità fisica e psichica (FMSI 1962)

* Qualsiasi sostanza un metodo psichico e farmaceutico capace di produrre un aumento della capacità di

lavoro, deve essere considerato doping (KARPOVIC)

* Il doping consiste nell'uso di mezzi idonei ad aumentare l'efficacia di un organismo sia durante

l'allenamento che più spesso durante le gare (FOA)

* Il doping è un procedimento sleale di stimolazione usato dalla atleta (DEMOLE)

* Il doping è l'impiego di sostanze eccitanti o ergo genetiche, non alimentari che servono ad aumentare

artificialmente il rendimento durante le gare (LA CAVA)

* Doping è l'uso da parte di un atleta o la distribuzione ad esso di determinate sostanze che possono

avere l'effetto di stimolare artificialmente condizioni fisiche o psichiche dell'atleta, aumentando di

conseguenza la sua prestazione, il doping è rigorosamente vietato (IAAF)

* Si intende ogni tentativo di aumentare in modo non fisiologico il limite di uno sportivo mediante l'impiego

di una sostanza, doping da parte dello sportivo o la somministrazione da parte di un medico (1977)

Le sostanze e i metodi doping

La definizione del doping della commissione medica del CIO consta di due punti:

* Divieto di somministrazione di sostanze appartenenti alle selezionate classi di agenti farmacologici

* Impiego di vari metodi doping

Classi di sostanze doping(1)

* Stimolanti (A)

* Narcotici (B)

* Agenti anabolizzanti(C)

* Diuretici (D)

* Ormoni peptidici e glicoproteici affini(E)

Metodi doping(2)

* Doping con emotrasfusioni (A)

* Manipolazione farmacologica, chimica, fisica(B)

Classi di sostanze soggette a determinate restrizioni d'uso(3)

* Alcol (A)

* Marijuana (B)

* Anestetici locali (C)

* Corticosteroidi (D)

* Betabloccanti (E)

1) A) stimolanti

Sono sostanze che incrementano il livello di vigilanza riducendo la stanchezza:

* Amine simpaticomimetiche: efedrina, pseudo efedrina. Se assunte in modo elevato incremento del

flusso sanguigno e produce una sollecitazione mentale.

* Beta 2 agonisti: somministrazione orale o ematica vietata, potente effetto stimolante ad esempio usate

per l'asma e consentiti solo per quei fini.

B) analgesici narcotici

Come la morfina, possono provocare dipendenza, alcuni esempi sono metadone, morfina, petidina. Possono

provocare depressione respiratoria

C) agenti anabolizzanti

Troviamo:

* Steroidi anabolizzanti androgeni (SAA): testosterone può provocare tumori e anche sintomi di natura

psichiatrica 22

* Beta 2 agonisti: potente effetto anabolizzante

D) diuretici

A volte usati in maniera illecita:

* Perdere peso velocemente

* Ridurre la concentrazione di farmaci diluendoli nelle urine

Essi sono acetazolamide, cloritalidone, mannitolo

E) ormoni peptidici e affini

* Gonadotropina corionica(HCG): fa produrre steroidi androgeni endogeni

* Corticotropina(ACTH): aumenta tassi di corticosteroidi endogeni

* Ormone della crescita(HGH): somatotropina

* Eritropoietina(EPO): induce alterazioni simili al doping con emotrasfusioni

2) A) doping con emotrasfusioni

Consiste nella somministrazione di sangue o globuli rossi. Può provocare ittero e allergia varia.

Il CIO ha proposto:

* Punizione per uso deliberato di una sostanza vietata, tre anni per la prima infrazione e squalifica a vita

per la seconda

* Punizione per uso dovuto scarsa attenzione di una sostanza vietata, tre mesi la prima, due anni la

seconda, a vita la terza.

CAPITOLO 15

Apparato cardiocircolatorio ed attività sportiva

Effetti dell'allenamento fisico sull'apparato cardiocircolatorio sano

Alcuni autori non accettavano l'ipotesi secondo la quale il cuore può aumentare le proprie dimissioni sia cavitarie

e parietali, fisiologicamente, solo in seguito ad allenamento fisico per quanto intenso e protratto. Oggi grazie alle

nuove tecnologie in particolare l'ecocardiografia sono state delineate definitivamente le caratteristiche

anatomiche funzionali, non patologiche, del cosiddetto cuore d'atleta.

Differenti modalità di impegno cardiocircolatorio nei vari sport

Tutti i gesti atletici sono caratterizzati in modo peculiare dal tipo di contrazioni muscolari necessarie per

effettuarli e dai gruppi muscolari utilizzati nell'atto specifico. In base alle caratteristiche tecniche metaboliche

fisiologiche delle varie attività sportive, sono state proposte delle classificazioni degli sport. Per questa

classificazione di Dal Monte sono state prese in considerazione le caratteristiche di impegno metabolico e

biomeccanico delle singole discipline sportive:

* Attività con impegno prevalentemente aerobico

* Attività con impegno prevalentemente anaerobico

* Attività di potenza

* Attività con impegno aerobico anaerobico massivo

* Attività all'impegno aerobico anaerobico alternato

* Attività di destrezza

Adattamenti cardiocircolatori negli sport di resistenza

A carico del cuore del soggetto allenato a sforzi aerobici è possibile rilevare sia modificazioni volumetriche che

modificazione del controllo neurovegetativo che si manifesta con una bradicardia molto marcata a riposo. La

frequenza cardiaca sotto sforzo sia del soggetto allenato che in quello sedentario aumenta in modo

23

proporzionale all'entità del carico. In sostanza la bradicardia risulterebbe uno stimolo efficace al realizzarsi

dell'aumento di volume del cuore per marcato ingrandimento delle cavità cardiache caratteristico degli atleti

aerobici. La tecnica d'esame con la quale sono state studiate con maggiore accuratezza le caratteristiche del

cuore d'atleta è l'eco. L'aumento volumetrico dell'organo è correlato all'intensità ed alla durata dell'allenamento.

Con l'eco durante il lavoro fisico si è rilevato che le dimensioni della cavità ventricolare sinistra rimangono nel

atleta superiori a quelle del segretario. Anche l'apparato vascolare si adatta alle condizioni imposte dal lavoro di

resistenza.

Adattamenti cardiocircolatori negli sport di potenza

L’atleta utilizzo l'energia prodotta dalla scissione di ATP e creatin-fosfato se lo sforzo non dura più di 10 secondi,

se supera i 45 secondi allora utilizza glicogeno con produzione di acido lattico. Il cuore quindi affronta un

aumento del regime pressorio arterioso legato all'incremento delle resistenze periferiche.

Considerazioni conclusive

Il cuore si adatta con una ipertrofia di tipo differente al sovraccarico impostogli da allenamento fisico in relazione

alle richieste metaboliche indotte dall'esercizio ed alle conseguenti condizioni emodinamiche. L'ipertrofia

eccentrica caratteristica degli atleti dell'esistenza è legata allo stress telediastolico determinato dalla necessità di

aumentare il volume ventricolare per accogliere il sangue. Questo determina un allungamento delle fibre

miocardiche con replicazione dei sarcomeri in serie. L'ipertrofia concentrica è determinata dalla replicazione in

parallelo dei sarcomeri con un conseguente aumento di spessore delle fibre miocardiche.

Patologia cardiovascolare e sport

Le aritmie dello sportivo

Le aritmie sono essere distinte in:

* Aritmie ipocinetiche (AIPO)

* Aritmie ipercinetiche (AIPER)

Le AIPO sono frequenti negli atleti praticanti sport di resistenza, esiste la possibilità che sono del tipo blocco

atrio ventricolare rappresentino un sintomo iniziale di patologia ancora non manifestata sul piano clinico.

Le AIPER non rappresentano manifestazione di adattamenti cardiocircolatori all'attività fisica. Ai fini dell'idoneità

agonistica la valutazione prognostica dell'AIPER è complessa e deve tenere conto di fattori generali inerenti

l'atleta e la sua attività sportiva.

In definitiva non dovrebbe essere concessa l'idoneità agonistica negli sport pericolosi o con elevato impegno

cardiocircolatorio ai soggetti affetti da tachiaritmie sopra ventricolari a frequenza elevata.

La sindrome di WOLLF-PARKINSON- WHITE

È caratterizzata dalla presenza nel cuore di vie accessorie che permettono il passaggio dell'impulso elettrico in

parallelo con le normali vie di conduzione. L'identificazione dei soggetti a rischio è legata alla valutazione del

periodo refrattario delle vie anomale attraverso uno studio eletto fisiologico. L'idoneità può essere concessa solo

ai soggetti affetti dalla sindrome che:

* Siano asintomatici

* Non risultino affetti da patologie cardiache concomitanti

* Non abbiano mai presentato eventi aritmici

Le anomalie della ripolarizzazione ventricolare (ARV)

Sono costituite da alterazioni del tratto ST rilevate con elettrocardiogramma che possono indicare ischemia

miocardica. Attualmente si ritiene che non esista una relazione causale diretta tra allenamento ed ARV ma che

le ARV siano legate ad una anomalia della risposta dei recettori adrenergici allo stimolo catecolaminergico.

Molto utile per la diagnosi anche se costosa risulta La scintigrafia miocardica da sforzo.

24

La sindrome del prolasso della valvola mitrale (PVM)

È un'alterazione del meccanismo di chiusura dei lembi valvolari, essi sporgono durante la sistole in atrio sinistro

realizzando una insufficienza valvolare di rilevante gravità clinica. La sindrome è collegata a varie affezioni

cardiache anche di natura congenita come il difetto inter atriale. La sindrome è varia dal punto di vista clinico

presentando un ampio spettro semiologico variante dalla completa asintomaticità ad un insieme di sintomi.

L'idoneità a questi soggetti è data se non presentano delle aritmie pericolose sotto sforzo.

La cardiomiopatia ipertrofica (CMI)

È una patologia del cuore all'origine familiare, associata alla morte improvvisa. La diagnosi non è semplice

perché presenta un ampio spettro clinico vario e mutevole caratterizzato da sincopi, aritmie ventricolari ma

senza sintomi cardiocircolatori. Una CMI si deve sospettare in atleti con:

* Familiarità positiva

* Anamnesi positiva per cardiopalmo, sincopi e malori

* Soffio sistolico

* Elettrocardiogramma con ipertrofia ventricolare sinistra

Segni ecocardiografici molto importanti sono la presenza di un'ampia cavità ventricolare sinistra e di un aumento

dello spessore settale in fase sistolica >30%.

CAPITOLO 16

Il sistema endocrino

Introduzione

Non esiste attività fisica in cui non si realizzi un coinvolgimento del sistema neuroendocrino. Il coinvolgimento

del sistema endocrino nell'esercizio fisico è rappresentato da effetti immediati in rapporto con il gesto atletico.

L'esercizio fisico svolto cronicamente può quindi condurre a modificazioni del pattern secretivo basale di un

determinato ormone, oppure può indurre modificazioni della risposta ormonale allo stesso esercizio fisico acuto.

Fattori psicologici

Le caratteristiche della risposta adrenomidollare ad un esercizio appaiono amplificate dallo stress psicologico

correlato al momento competitivo. Ad esempio cortisolo plasmatico e quello salivare aumentano durante

l'allenamento.

Ritmi circadiani

Nel valutare la risposta ormonale all'esercizio fisico è necessario considerare le caratteristiche secretive basali

circadiane dell'ormone analizzato. Ad esempio il cortisolo subisce un incremento dopo l'esercizio fisico e

l'incremento è ridotto durante le ore serali.

Ciclo mestruale

Esistono differenze nella risposta ormonale ad un esercizio in relazione alla fase del ciclo mestruale in cui si

trovano i soggetti di sesso femminile.

Temperatura corporea

Anche la temperatura influisce sulla risposta ormonale allo stress fisico. Ad esempio se un esercizio è condotto

in modo tale da mantenere la temperatura corporea bassa allora l'incremento delle catecolamine è presente ma

ridotto. Quindi l'aumento di temperatura è uno dei principali fattori capaci di condizionare la risposta ormonale.

Risposte ormonali indotte dall'esercizio fisico 25

L’ormone somatotropo è l'unico che non agisce su uno specifico organo bersaglio, infatti è più efficace quando

agisce in collaborazione con altri sistemi ormonali. Effetti anabolici del GH:

* Accrescimento osseo

* Accelerata sintesi proteica

* Sviluppo delle masse muscolari

L’aumento del livello di GH nel plasma indica un mancato utilizzo di esso da parte delle cellule adenoipofisarie.

L'allenamento può modificare la risposta del GH ad un esercizio fisico acuto infatti nei soggetti allenati i livelli di

GH sanno bassi e nella norma. Si ipotizza che il ruolo del GH durante l'esercizio fisico sia prevalentemente

metabolico.

Asse ipotalamo-ipotesi-surrene

Lunghi periodi di severo esercizio fisico possono indurre la comparsa di una ipertrofia surrenalica bilaterale. La

risposta funzionale della corteccia surrenalica dopo l'esercizio fisico è valutabile attraverso il dosaggio del

cortisolo, dell'aldosterone, l'attività surrenalica è controllata dalla secrezione dell'adrenocorticotropina ipofisaria

(ACTH) che dipende dall'ormone corticotropo ipofisario (CRH). In base al tipo di esercizio fisico avremo la

risposta del cortisolo cioè con esercizi a ridotte intensità avremo una caduta di cortisolo circolante, mentre

esercizi con intensità maggiore comportano un incremento dei livelli cortisolemici, conseguente all'aumento dei

livelli dell'ACTH ipofisario. L'esercizio acuto induce un incremento dei livelli di aldosterone plasmatico associati

ad una elevazione dei livelli di renina.

Effetto dell'allenamento

Il cortisolo sembra subire un minore incremento nei soggetti allenati in termini di intensità assoluta di esercizio.

Ad esempio nei maratoneti la cortisolemia subisce incrementi proporzionale al grado di fitness degli atleti. In uno

studio eseguito su differenti gruppi di soggetti per le caratteristiche dello Stato di allenamento, è stato osservato

un elevazione della concentrazione del cortisolo e dell'ACTH nelle ore serali nei soggetti altamente allenati, in

rapporto a quelli meno allenati. Quindi l'adattamento ad un'attività di tipo aerobico si associa ad una riduzione

della risposta surrenalica ad un esercizio acuto. È stato dimostrato che lo stress prolungato può indurre una

riduzione dei recettori dei glicocorticoidi nell'ippocampo e nella vita, questa diminuzione è dovuta ad un

adattamento indotto dalla iperglicocorticoidemia associata allo stress.

Peptidi oppioidi

Sono una classe di sostanze largamente coinvolte in numerose situazioni stressanti sono sintetizzate a livello

diencefalo-ipofisario e la loro secrezione aumenta risposta vari stimoli come l'esercizio fisico in particolare.

L'allenamento può modificare la risposta dei peptidi Oppioidi all'esercizio fisico. Si ipotizza la possibilità di un

potenziamento della risposta dopo l'allenamento. È stato inoltre evidenziato che durante un esercizio prolungato

che modifica non solo l'entità della secrezione di beta-endorfine ma anche il loro metabolismo. Il vero ruolo degli

oppioidi endogeni nell'esercizio fisico non è stato ancora definito, verosimilmente modulano la risposta

endocrino-comportamentale dell'esercizio stesso in senso positivo.

Prolattina (PRL)

Il suo rilascio è da parte delle cellule lattotrope ipofisarie, che sono tonicamente inibite da ipotalamo e da

strutture sovra ipotalamiche. La PRL è inibita dalla dopamina mentre il TRH stimola la produzione di prolattina.

Ci sono anche altri neurotrasmettitori che stimolano la produzione di PRL da parte dell'ipofisi e sono:

* Serotonina

* Peptidi Oppioidi

* GABA 26

Lo stress è una situazione in cui i livelli di PRL aumentano ma anche una situazione di stress chirurgico,

esercizio fisico. La PRL dopo allenamento aumenta solo in soggetti allenati. Le sue funzioni durante l'esercizio

fisico non sono chiare, ma costituisce sicuramente un marker periferico nell'attività del neurotrasmettitori del

sistema nervoso centrale e quindi dei sistemi di controllo della secrezione prolattinica.

Asse ipotalamo-ipofisi-tiroide

Questo asse è quello maggiormente coinvolto nel controllo dell'equilibrio metabolico e del mantenimento dello

omeostasi fisiologica.

Effetti dell'esercizio acuto

Metivier e Gauthier hanno evidenziato un aumento di tiroxina in soggetti maschi sottoposti esercizio fisico acuto.

L'incremento delle concentrazioni degli ormoni tiroidei è correlato alle variazioni esistenti tra sintesi e increzione

di ciascun ormone dosato.

Effetti dell'allenamento

L’attività fisica protratta è in grado d'influenzare la biosintesi e il turn-over periferico degli ormoni tiroidei, ed è

associata ad un incremento dei livelli plasmatici degli stessi ormoni tiroidei senza creare segni o sintomi di

ipertiroidismo.

Apparato riproduttivo (asse ipotalamo-ipofisi-gonadi femminili(ovaie))

L'espansione dell'attività sportiva nel mondo femminile ha portato ad alcune problematiche interessanti il ciclo

mestruale delle atlete come ad esempio oligomenorrea (alterazione frequenza ciclo), amenorrea (assenza di

ciclo). Alcuni studi hanno dimostrato che la comparsa di disturbi del ciclo si realizza quando il peso è inferiore ai

54 kg. Alcuni ricercatori hanno evidenziato una maggiore frequenza di ritardi del menarca in donne praticanti

sport agonistici. Esistono numerosi fattori implicati nella genesi dei disturbi:

* Età giovanile

* Disfunzioni mestruali

* Intensità dell'attività fisica

* Stress

* Peso corporeo

* Alimentazione

Effetti dell'esercizio acuto

La risposta delle gonadotropine ad un esercizio fisico appare controversa, c'è una discordanza di dati che è da

mettere in relazione alla caratteristica pulsatile della secrezione gonadotropina LH. Invece il comportamento

degli androgeni è notevolmente condizionato dalla porta surrenalica.

Effetti dell'allenamento

Per le gonadotropine in condizioni basali si rileva una discordanza come per l'effetto dell'esercizio acuto. La

risposta dell'estradiolo e del progesterone in atlete allenate è simile, a quello di donne non allenate, cioè

l'estradiolo plasmatico è ridotto in atlete amenorreiche. Nelle atlete le alterazioni ovariche osservate non

sembrano essere correlate ad alterazioni del quadro androgenico e ad esempio Le modificazioni o sospensioni

dell'allenamento porta ad una normalizzazione del quadro clinico.

Asse ipotalamo-ipofisi-gonadi maschili(testicoli)

Nel maschio non esistono segni clinici evidenti di un coinvolgimento funzionale di tale sistema.

Effetti dell'esercizio acuto 27

Anche qui c'è discordanza di dati, si ha una riduzione di pulsatilità della tropina LH dopo un esercizio fisico

acuto. Il testosterone subisce modificazioni dipendenti dall'esercizio effettuato cioè aumenta dopo esercizi acuti

di breve durata e si riduce dopo un'attività fisica di più lungo impegno.

Effetti dell'allenamento

È probabile che negli atleti maschi possa esistere un meccanismo centrale di adattamento per determinare una

risposta secretivo corretta allo stress fisico e necessario per la protezione del sistema riproduttivo. La relazione

tra esercizio fisico e l'apparato riproduttivo appaiono complesse perché non si può standardizzare la risposta

ormonale diencefalo-gonadica.

Catecolamine

Il primo meccanismo che si instaura in risposta ad uno stimolo stressante in una fase definita autonoma è

l'attivazione della midollare surrenale e del lobo posteriore dell'ipofisi, in questa fase avviene la liberazione di

catecolamine. La sintesi e la secrezione delle catecolamine si realizza in più luoghi insieme nell'organismo infatti

sono importanti neurotrasmettitori e neuromodulatori del sistema nervoso centrale. Le catecolamine possono

subire modificazioni dei livelli plasmatici e del sistema nervoso centrale già in fase pre-esercizio. Il dosaggio

delle catecolamine plasmatiche rappresenta il metodo più semplice per valutare le modificazione del sistema

adrenergico. Sia adrenalina che noradrenalina presentano un aumento della loro concentrazione in rapporto

all'esecuzione di un esercizio fisico.

Insulina

Il glicogeno muscolare rappresenta la fonte energetica del muscolo nei primi minuti di attività. Successivamente

si utilizza glucosio circolante, acidi grassi liberi, aminoacidi e corpi chetonici. La relazione tra l'insulina esercizio

fisico risultano complicate in quelle situazioni di deficit funzionale insulinico(diabete). L'azione dell'insulina è

legata all'attività del glucagone, perché durante l'esercizio fisico prolungato il glucagone aumenta quando il

glucosio cala. Dopo un esercizio prolungato i livelli di insulinemia risultano ridotti, in condizioni di allenamento la

sensibilità muscolare all'insulina risulta aumentata.

Esercizio e diabete mellito di tipo1(IDDM)

Durante la pratica sportiva possono realizzarsi diverse situazioni:

* I livelli i sovietici plasmatici garantiscono un adeguato compenso metabolico

* I livelli insulinici sono eccessivi per le necessità metaboliche

* I livelli insoliti risultano al di sotto delle esigenze dell'atleta

È stato osservato che l'attività fisica può comportare una riduzione del fabbisogno insulinico, quindi la possibilità

di sfruttare l'esercizio quale fattore favorente il controllo metabolico è legato alla dieta, terapia e il monitoraggio

del lavoro svolto.

Esercizio e diabete mellito di tipo 2(NIDDM)

L’esercizio fisico in questi pazienti può svolgere azioni metaboliche che possono condurre ad un miglioramento

del controllo della malattia. L'attività fisica favorisce l'utilizzo di glucosio riducendo il quantitativo di zuccheri che

appesantiscono il pancreas.

Significato biologico delle risposte ormonali allo stress fisico

In generale la reazione ormonale osservata si realizza per varie finalità adattative, sia che si tratti di stress acuti

sia in caso di adattamenti al training. La prima fase di risposta allo stress è quella autonoma ed è caratterizzata

28

dall'attivazione del sistema simpatico ed adrenomidollare. Un importante aspetto della risposta neuro-endocrina

allo stress da sport è l'attivazione del sistema oppioide. La termo regolazione è uno dei problemi maggiori nel

corso di numerose attività fisiche, le endorfine riducono la temperatura corporea favorendo la termo dispersione.

La maggior parte degli ormoni coinvolti nell'esercizio fisico sono coinvolti nel controllo della mobilizzazione di

substrati energetici e nel attivazione di processi metabolici necessari per un adattamento. Anche il metabolismo

idrosalino è sotto il controllo over statico del sistema endocrino durante l'esercizio fisico. Il sistema endocrino è

coinvolto a tutti i livelli nel corso dell'esercizio fisico. Il problema maggiore consiste nel standardizzare delle

indagini dovute alle differenze esistenti tra esercizi e metodiche di rilievo e analisi.

CAPITOLO 17

L’apparato respiratorio

Premessa

Le alterazioni funzionali acute e croniche dell'apparato respiratorio alterando il fondamentale processo

dell'ematosi, possono rappresentare una serie di imitazione allo svolgimento della pratica sportiva.

Basi fisiologiche della respirazione

L’apparato respiratorio mantiene costante il rifornimento di ossigeno ai tessuti e di eliminare la CO2 prodotta. I

due momenti della respirazione, cioè ventilazione e diffusione, possono essere inficiati da patologie negative. Il

terzo momento consiste nel trasporto e nella cessione del ossigeno ai tessuti. Le tre fasi sono indipendenti.

Regolazione della ventilazione a riposo e in corso di attività fisica

La ventilazione viene regolata attraverso due meccanismi:

* Il ritmo automatico attraverso i centri nervosi situati nel midollo allungato

* Regola la ventilazione con stimoli nervosi e chimici

La ventilazione durante l'attività fisica aumenta in base all'intensità dell'attività. Lo stimolo all'aumento della

ventilazione aumenta in base alla maggior richiesto di ossigeno ed è di natura neurologica e di natura chimica.

Parametri della ventilazione

Parametri ottenibili dalla spirometria:

* Volume corrente: volume gassoso ventilato in ogni inspirazione ed espirazione

* Spazio morto anatomico: volume d'aria tra bocca e bronchi

* Spazio morto fisiologico: alveoli ipo ventilati

* Rapporto V/Q: ventilazione e perfusione

* Aria di riserva espiratoria: volume d'aria espulsa con l'espirazione massima

* Aria di riserva o complementare: volume d'aria introdotta con una inspirazione massima

* Capacità vitale: somma dei volumi di riserva più volume corrente

* Aria residua: non espulsa dal polmone

Meccanica respiratoria e misura di flusso

Gli alveoli sono il 95% del volume dei polmoni e sono a stretto contatto con una fitta rete capillare. Il polmone è

una struttura elastica che tende a ritrarsi e grazie al gradiente di pressione che si crea ritmicamente con i

movimenti inspiratori riesce ad immagazzinare o a far uscire aria. Per valutare le capacità elastiche del polmone

si misura con il FEV (volume espiratorio forzato nell'unità di tempo), misurato durante la determinazione della

capacità vitale forzata.

Modificazioni indotte dall'esercizio sull'apparato respiratorio

29

L’aumento della ventilazione può arrivare a 25 volte il valore di riposo aumentando il volume corrente e la

frequenza respiratoria, con l'allenamento diminuisce lo spazio morto fisiologico con un miglioramento

dell'utilizzazione dell'ossigeno. Nel atleta si riscontrano un aumento della capacità vitale, del FEV e della

massima ventilazione volontaria.

Patologia polmonare ed attività sportiva

TBC

Può essere influenzata negativamente dall'attività fisica agonistica, lo stress prodotto agirebbe su un focolaio

preesistente originando un pousses infiammatorio.

Lesioni pleuriche

Almeno devono passare due mesi perché si riprenda l'attività fisica per evitare una ripresa di essudazione.

Asma bronchiale

Definizione

L’asma bronchiale è una malattia multifattoriale, con un susseguirsi di crisi di dispnea, scatenate da agenti o la

esercizio fisico, insieme a segni clinici di ostruzione bronchiale.

Diagnosi

Molto importanti sono i precedenti familiari e personali, abitudini alimentari. Sì dovranno eseguire esami su

allergeni stagionali e perenni. Si possono eseguire test di provocazione specifica in un ambiente ospedaliero.

La cosiddetta asma da sforzo o da esercizio

In alcuni casi è proprio l'esercizio fisico a provocare la crisi asmatica ma ciò non sembra un motivo sufficiente

per evitare lo sport a chi soffre d'asma.

Asma da esercizio

Dati sperimentali-strumentali

L’asma da sforzo varia a seconda dell'esercizio svolto coloro che risultano sospetti di asma andrebbero

sottoposti al test da sforzo di 6/8 minuti 70/80% di intensità, per stabilire il grado di broncospasmo si usa la

spirografia

Asma da esercizio

Eziopatogenesi

La ipotesi più accreditata è legata al raffreddamento della mucosa e il grado di ostruzione indotto dall'esercizio è

legata all'calore perso lungo le vie aeree, il broncospasmo migliora con l'inalazione di aria riscaldata a

temperatura corporea e satura di vapore acqueo. I mastociti vengono stimolate dal freddo.

Terapia

Somministrazione di sodio-cromoglicato, anche in beta-2-agonisti.

Misure collaterali

È utile osservare un periodo di riscaldamento prima dell'attività sportiva, decisamente da evitare le attività in

condizioni meteorologiche avverse.

Conclusioni 30

La pratica sportiva è possibile anche ai soggetti asmatici anche se non si manifesta un mutamento della loro

attività bronchiale.

CAPITOLO 18

Cenni di fisiopatologia su: apparato oculistico, apparato otorino, apparato urogenitale, apparato cutaneo

Introduzione

La pratica sportiva necessita anche di una banda informazione visiva diversamente sollecitata a seconda del

tipo di sport. Il rilascio di una idoneità che autorizza a praticare una disciplina sportiva spetta ad un medico

specialista in medicina dello sport, è opportuno quindi che l'atleta si avvalga sia di un oculista e di un medico

sportivo.

Patologia oculare in relazione allo sport

Le manifestazioni cliniche dell'apparato visivo possono interessare tutti i segmenti del bulbo oculare, è possibile

che si sia un interessamento lieve o grave.

Patologia dell'orbita

Il pugilato è lo sport più pericoloso per l'orbita oculare, molto frequenti sono anche le ferite dell'arcata

sopracciliare e palpebrale, pericolose perché possono provocare una iperostosi. Le cicatrici delle code

sopracciliari alterano il viso del pugile insieme a delle deformazioni morfologiche delle ossa del naso formano la

cosiddetta maschera da pugile. Una grande importanza clinica è rivestita dalle fatture delle pareti orbitarie e

dalla paralisi del muscolo obliquo superiore, queste patologie fortunatamente hanno una frequenza minore.

Patologia delle palpebre, della congiuntiva o delle vie lacrimali

Le manifestazioni sono di natura traumatica e consistono in:

* Edema

* Ematomi

* Enfisema

* Frattura dell'etmoide

Le palpebre possono essere sede di ferite che possono ledere i muscoli elevatore delle palpebre portando ad

una ptosi. Un'altra infiammazione delle palpebre è dovuta ai raggi UV che interessa maggiormente gli sciatori è

caratterizzata da fotofobia, iperemia congiuntivale, secrezioni catarrali, la terapia si basa su colliri ed

antistaminici. Troviamo anche congiuntivite da piscina, che interessa nuotatori e tuffatori, si tratta di una

congiuntivite follicolare ad esordio acuto, il quadro è costituito da scarsa secrezione mucosa, iperemia

congiuntivale, iperplasia follicolare, adenopatia satellite, come terapia antibiotici. Emorragie congiuntivale e sotto

congiuntivali si possono verificare per traumi diretti o indiretti. Le alterazioni delle vie lacrimali in relazione alla

pratica sportiva sono rare, mentre i traumi del sacco lacrimale sono causati da corpi taglienti.

Patologia del bulbo oculare

Le patologie della cornea sono soprattutto traumatiche:

* Ferite, tagli

* Colpi negli sport da contatto

Si procederà con medicazioni locali con pomate antibiotiche. In alcuni casi di ferite perforanti si procede prima al

rilevamento dell'oggetto estraneo pori al ricovero e rimozione dell'oggetto per via chirurgica. Di solito si

distinguono traumi:

* Contusioni

* Perforanti 31


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ciocchi

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze motorie, sportive e della salute
SSD:
Università: Carlo Bo - Uniurb
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ciocchi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Medicina dello sport e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Carlo Bo - Uniurb o del prof Bartolucci Cesare.

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