Introduzione all'economia
L'economia non è un mero studio della moneta ma affronta anche i seguenti temi:
- La produzione di beni e servizi
- Il consumo di beni e servizi
Il problema economico fondamentale è la scarsità. A livello mondiale è possibile produrre solo una determinata quantità di beni e servizi perché la quantità delle risorse è limitata e vengono usate tecnologie con produttività finita. Tali risorse (ovvero fattori di produzione) sono di tre tipi:
- Risorse umane (lavoro → la forza lavoro è limitata nel numero e nelle abilità)
- Risorse naturali (terra e materie prime)
- Risorse derivate (capitale → la produttività del capitale è limitata dallo stato della tecnologia)
Mentre i desideri umani sono infiniti, le risorse disponibili per soddisfare questi desideri sono limitate, ed ecco la ragione della scarsità.
L'economia studia le persone al lavoro impegnate a produrre quanto gli altri desiderano; studia le persone che comprano e consumano beni e servizi, come le istituzioni influenzano le decisioni delle persone; studia tutto ciò che riguarda il processo di soddisfazione dei bisogni materiali dell'uomo.
L'offerta è limitata perché collegata alle risorse. Dato il problema della scarsità, la domanda potenziale supera l'offerta potenziale. Bisogna quindi rendere domanda ed offerta compatibili.
L'economia si divide in:
- Macroeconomia: si occupa del sistema economico nel suo complesso, anche di domanda aggregata (spesa totale realizzata in economia) e di offerta aggregata (produzione totale di beni e servizi in economia).
- Microeconomia: agenti individuali che operano nel sistema economico. Studia la domanda e l'offerta di particolari beni, servizi e risorse.
Macroeconomia
Studia la determinazione della produzione nazionale e la sua crescita nel tempo. Si occupa di recessione, disoccupazione, inflazione, equilibrio delle transazioni internazionali. Le difficoltà macroeconomiche sono legate all'equilibrio tra domanda ed offerta aggregata. Se la domanda aggregata è troppo alta rispetto all'offerta aggregata, ne consegue inflazione e disavanzi commerciali (l'inflazione è l'aumento generale del livello dei prezzi; i disavanzi della bilancia commerciale sono dovuti all'eccesso delle importazioni sulle esportazioni). Se la domanda aggregata è troppo bassa rispetto all'offerta aggregata, si ottiene disoccupazione e recessione (la recessione è una riduzione della produzione, quindi una crescita negativa → non si vende, si ha merce invenduta, i venditori non chiedono forniture, diminuisce la produzione).
La politica macroeconomica del governo cerca di influire sulle condizioni per raggiungere l'equilibrio tra domanda aggregata ed offerta aggregata; è la "politica della domanda" se cerca di influenzare il livello di spesa nell'economia e quindi quello di produzione/prezzi/occupazione. Invece, è la "politica dell'offerta" se influenza il livello di produzione, cercando di aumentare incentivi di lavoratori ed imprenditori.
Microeconomia
Ogni società deve effettuare tre scelte:
- Quali beni e servizi vanno prodotti e in quale quantità
- Come devono essere prodotti i beni
- Per chi devono essere prodotti i beni
Ogni scelta porta al sacrificio delle alternative: il sacrificio della migliore alternativa disponibile è detto "costo-opportunità".
La scelta razionale: si confrontano i costi e i benefici di un'attività. Una decisione razionale comporta la scelta tra le alternative disponibili, di quella che da il maggior beneficio rispetto al costo. Le scelte razionali comportano il confronto tra costi marginali e benefici marginali (cioè relativi ad un'attività leggermente superiore o inferiore a un dato livello; tali costi e benefici devono essere distinti da quelli totali di un'attività).
La microeconomia non studia solo le scelte, ma anche le loro conseguenze.
La frontiera delle possibilità produttive
Grazie a tale grafico, possiamo illustrare i concetti microeconomici di scelta e costo-opportunità. La frontiera è una curva decrescente che illustra che per produrre un numero maggiore di unità di un bene serve una minore produzione dell'altro bene. Viene anche illustrato il concetto di costo-opportunità crescente: per produrre una quantità ulteriore di un bene bisogna sacrificare un maggiore ammontare di un altro bene. Può accadere che una società produce di meno entrambi i beni rispetto a quanto potrebbe. Questo può succedere quando vengono usate alcune risorse oppure perché non vengono usati i metodi di produzione più efficienti (o per entrambi questi motivi). Lo scopo è di produrre la quantità massima possibile (se col tempo aumentano le risorse, aumenta la produzione, ad es. con gli investimenti in strumenti, ecc).
Il flusso circolare del reddito
Consumatori e produttori sono legati da una relazione reciproca di domanda e offerta. Innanzitutto, i consumatori domandano e le imprese offrono (si hanno scambi). In un'economia monetaria (diversamente dall'economia di baratto), le imprese scambiano beni e servizi contro moneta: la moneta passa dalle famiglie alle imprese mediante la spesa per i consumi, mentre beni e servizi passano dalle imprese alle famiglie. Il mercato è l'interazione tra acquirenti e venditori attraverso un predeterminato insieme di regole basate sul diritto di proprietà e lo scambio volontario. Le imprese e le famiglie si incontrano sul mercato dei fattori della produzione (input): in questo caso le imprese domandano l'uso dei fattori produttivi detenuti dalle famiglie - lavoro, terra e capitale. Le famiglie forniscono tali fattori in cambio di moneta (salari).
Si origina, così, un flusso circolare del reddito: le famiglie ottengono redditi dalle imprese e le imprese ottengono profitti grazie alle famiglie → la moneta circola.
I sistemi economici
Per economia totalmente pianificata o centralizzata, si intende un'economia dove tutte le decisioni economiche sono prese dallo stato. La libera economia di mercato, invece, indica un'economia priva di ogni intervento pubblico diretto nelle attività economiche. Tutte le decisioni economiche sono prese dal settore privato (famiglie e imprese). Nella pratica, le economie sono un compromesso tra quelle pianificate e quelle di mercato: a distinguere i diversi sistemi economici è il grado di intervento pubblico nell'economia.
L'economia pianificata
Si realizza in un sistema economico socialista o comunista, dove terra e capitale sono di proprietà collettiva. Essa pianifica l'allocazione delle risorse tra consumo attuale ed investimento per il futuro, sacrificando parte del consumo attuale a favore degli investimenti per favorire il tasso di crescita dell'economia. A livello microeconomico, il governo pianifica l'output di ciascuna industria, le tecniche usate, il lavoro e le risorse necessarie alla produzione. L'analisi input-output mostra, per ogni industria, le fonti di tutti i suoi input e la destinazione del suo output; con essa lo stato tenta di far coincidere input e output di ogni industria in modo tale che la domanda pianificata per ogni prodotto sia pari all'offerta pianificata. Lo stato, inoltre, pianifica la distribuzione dell'output tra i consumatori in base ai suoi obiettivi.
Nei casi storici di sistemi economici pianificati, lo stato aveva una visione globale dell'economia e dirigeva le risorse nazionali in base a specifici obiettivi del paese; inoltre, un'attenta allocazione del lavoro in base alle esigenze produttive e alle abilità dei lavoratori, permetteva di evitare alti tassi di disoccupazione. Il reddito nazionale poteva essere distribuito in modo equo o in base a specifici bisogni. Tuttavia, un'economia pianificata poteva raggiungere i propri obiettivi solo a costi sociali ed economici rilevanti per vari motivi: più l'economia è estesa ed articolata, più impegnativo è il compito di raccogliere ed usare le informazioni necessarie alla pianificazione (i piani complessi sono costosi da amministrare); senza un sistema di prezzi (o con prezzi imposti dallo stato) la pianificazione può portare ad uso inefficiente delle risorse; difficilmente si identificano incentivi appropriati per i lavoratori (servirebbe un alto numero di addetti al controllo di qualità); il controllo pubblico sull'allocazione delle risorse comporta una grande riduzione della libertà individuale (i lavoratori non possono scegliere dove lavorare e i consumatori cosa comprare); lo stato deve imporre piani anche se impopolari; se la produzione è pianificata ma i consumatori sono liberi di spendere i loro redditi monetari come vogliono, possono verificarsi problemi nel caso del desiderio di cambiamento (es. voglia di acquistare maggiori quantità di un bene).
L'economia di mercato
Si verifica in un sistema capitalistico, dove terra e capitale sono di proprietà privata. Le imprese mirano a massimizzare il proprio profitto, mentre i consumatori cercano di trarre maggiore soddisfazione possibile dai loro acquisti e i lavoratori di aumentare il proprio salario. Gli individui sono liberi di scegliere cosa e quanto comprare, dove lavorare, mentre le imprese sono libere di scegliere cosa vendere e che tecnologie usare.
Riguardo il meccanismo dei prezzi, essi aumentano in situazioni di scarsità e diminuiscono in situazioni di abbondanza. Se i consumatori vogliono una maggiore quantità di un bene, la domanda supera l'offerta e la scarsità che ne deriva produrrà un aumento del prezzo; tale aumento, però, scoraggerà all'acquisto ed i prezzi aumenteranno fino all'eliminazione della scarsità. Se i consumatori chiedono meno dell'offerta (quindi l'offerta eccede la domanda) si avrà un surplus che porterà ad un calo dei prezzi; in tal modo i produttori ridurranno la produzione e i consumatori compreranno di più riducendo il surplus. Invece, se la domanda è uguale all'offerta, si raggiunge un prezzo di equilibrio.
Nel caso di scarsità, aumenta il salario perché le imprese competono per assicurarsi il lavoratore capace di produrre il bene richiesto maggiormente; nel caso di surplus, il salario scende. Quando offerta e domanda si eguagliano, si raggiunge un salario di equilibrio. Un aumento della domanda è segnalato dall'aumento del prezzo; esso è un incentivo per le imprese a produrre una quantità maggiore del bene (aumenta l'offerta). L'aumento del prezzo indica che i consumatori vogliono destinare a tale bene più risorse rispetto ad altri. Un calo della domanda è segnalato da una diminuzione del prezzo; le imprese reagiscono riducendo la produzione del bene perché poco conveniente (l'offerta diminuisce). La variazione dell'offerta si verifica come un aumento (segnalato dalla riduzione del prezzo → i consumatori ne comprano di più e quindi aumenta la quantità richiesta del bene) o come riduzione (segnalato da un incremento del prezzo → i consumatori comprano meno quantità del bene e quindi diminuisce la quantità domandata). L'aumento del prezzo incoraggia le imprese a produrre di più.
L'interdipendenza dei mercati
Un aumento della domanda di un bene ne fa aumentare il prezzo e quindi produrlo diventerà più redditizio. Le imprese aumenteranno quindi l'offerta, ma per farlo occorrono input maggiori → aumenta la domanda di input, facendone aumentare il prezzo. I fornitori dell'input, a loro volta, aumenteranno l'offerta.
I mercati dei beni influenzano i mercati dei fattori (e viceversa). Ad esempio, l'aumento dell'offerta di materie prime ne riduce il prezzo, facendo così diminuire il costo di produzione delle imprese che usano tali materie prime e facendo aumentare così l'offerta del prodotto finito. Ne deriva un eccesso di offerta che sfocerà nel calo del prezzo che a sua volta farà aumentare la domanda dei consumatori. Invece, l'aumento del prezzo di un bene, incentiva i consumatori a chiederne un bene alternativo, facendone aumentare il prezzo e quindi portando le imprese a produrre beni alternativi.
Interesse individuale ed interesse collettivo sono in armonia, e spesso questo è considerato il vantaggio dell'economia di mercato (→ concetto ripreso nella teoria della mano invisibile di Adam Smith).
Mercati concorrenziali
Vi sono molte imprese in competizione tra loro; produttori e consumatori sono troppo piccoli per influenzare il prezzo di mercato con le proprie decisioni (agendo da price takers), creando una situazione di concorrenza perfetta. In questo tipo di mercati, i consumatori accettano i prezzi così come sono dati, mentre i produttori non sono in grado di aumentare i prezzi a causa della forte competizione.
Parte Prima: Microeconomia
Capitolo 1
1.1. La legge della domanda
Quando il prezzo di un bene aumenta, la quantità di domanda diminuisce: è la legge della domanda. Tale legge prevede varie fasi:
- Gli individui si sentono poveri, il potere d'acquisto del loro reddito diminuisce e quindi vengono riconsiderate le loro decisioni di domanda (effetto reddito).
- Gli individui scelgono di sostituire il bene costoso con qualcosa di più economico (effetto di sostituzione).
Invece, quando il prezzo diminuisce, la quantità domandata aumenta. L'ampiezza dell'effetto reddito dipende dalla quota di reddito che il consumatore destina all'acquisto del bene.
1.2. Curva di domanda
La funzione di domanda può essere rappresentata graficamente da una curva di domanda.
1.3. Determinanti della domanda
Il prezzo non è il solo elemento a determinare la quantità domandata di un bene. Altri fattori importanti sono:
- Il gusto: più un oggetto è desiderabile agli occhi dei consumatori e maggiore sarà la sua domanda.
- Numero e prezzo dei beni sostituti (beni alternativi): es. l'acquisto di caffè aumenta se il tè costa molto (il tè è un bene sostituto).
- Numero e prezzo dei beni complementari: sono beni che si consumano insieme, come automobili e benzina.
- Reddito: al crescere del reddito personale, aumenta la domanda di molti beni detti normali.
- Distribuzione del reddito: se a livello nazionale ci fosse una redistribuzione del reddito dagli individui poveri a quelli ricchi, aumenterebbe la domanda di beni di lusso (se i poveri, invece, diventassero sempre più poveri, aumenterebbe la domanda di beni inferiori).
- Aspettative di variazioni future dei prezzi: se le persone pensano che il prezzo di un bene aumenterà, ne domandano di più nel presente.
1.4. Variazione della domanda
L'effetto di una variazione del prezzo viene illustrata da uno spostamento lungo la curva di domanda. Quando, poi, cambia una delle altre determinanti della domanda, l'intera curva si sposta. Per distinguere tra spostamenti della curva e movimenti lungo la curva, si parla di variazione della funzione di domanda e di variazione della quantità domandata.
2.2.1. Offerta e prezzo
Offerta e prezzo sono in relazione tra loro. Quando il prezzo di un bene aumenta, aumenta anche la quantità offerta. In particolare:
- Quando le imprese aumentano la loro offerta, da un certo livello di produzione in poi, i costi cresceranno sempre più velocemente. Solo se cresce il prezzo varrà la pena di aumentare la produzione, incorrendo in maggiori costi.
- Maggiore è il prezzo di un bene, data la quantità venduta, tanto più redditizia sarà la sua produzione.
- Col passare del tempo, se il prezzo di un bene rimane alto, nuovi produttori saranno indotti ad entrare nel mercato per iniziare la produzione, facendo aumentare l'offerta totale.
2.2. Curva di offerta
La funzione di offerta esprime la quantità che i produttori sono disposti ad offrire per qualunque dato prezzo. Tale funzione, graficamente, è la curva di offerta.
2.3. Determinanti dell'offerta
L'offerta è determinata da:
- I costi di produzione: maggiori sono i costi di produzione, minore sarà il guadagno. I costi variano per la variazione del prezzo degli input (es. aumento dei salari), per il cambiamento della tecnologia ed i cambiamenti organizzativi, ma anche per le politiche industriali di governo (es. i costi diminuiscono in caso di sussidi).
- La redditività di prodotti alternativi (sostituti nella produzione): se i prodotti sostituti diventano più redditizi, i produttori ridurranno la produzione del bene a loro favore.
- La redditività dei prodotti congiunti: la produzione di un bene a volte porta alla produzione di un altro bene (es. la raffinazione del petrolio con ottenimento di benzina, gasolio e altro combustibile).
- Natura, shock stocastici ed altri inconvenienti.
- Gli obiettivi dei produttori.
- Aspettative di variazioni future dei prezzi: i produttori riducono l'offerta per aumentare le scorte e vendere il prodotto a maggior prezzo in futuro.
- Il numero dei fornitori.
2.4. Variazione dell'offerta
Uno spostamento lungo la curva di offerta è detta variazione della quantità offerta, mentre uno spostamento della curva di offerta è detto variazione della funzione di offerta.
3.1. Prezzo di equilibrio
Il prezzo in corrispondenza del quale la domanda uguaglia l'offerta è detto "prezzo di equilibrio"; invece quando l'offerta soddisfa la domanda si dice che il mercato è in equilibrio.
3.2. Equilibrio grafico
L'equilibrio, graficamente, è il punto di intersezione tra le curve di domanda e di offerta.
3.3. Variazione dell'equilibrio
Il prezzo di equilibrio resta invariato se le curve di domanda e di offerta restano invariate; se una delle due curve si sposta, si raggiunge un nuovo equilibrio.
Variazione della domanda
Se un segmento del reddito dei consumatori spostasse la curva di domanda in una nuova posizione (da D1 a D2) in corrispondenza del...
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Riassunto Completo per l'esame di Economia Politica