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Riassunto esame Economia Politica, prof. Screpanti, libro consigliato Elementi di Economia, Sloman

Riassunto per l'esame di Economia Politica, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Elementi di Economia, Sloman. I concetti trattati sono: le definizioni dei termini più comuni in ambito economico (produzione, consumo, scarsità dei mezzi, domanda e offerta), la macroeconomia e la microeconomia,... Vedi di più

Esame di Economia politica docente Prof. E. Screpanti

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ESTRATTO DOCUMENTO

Scelte e costo-opportunità

Qualsiasi scelta comporta il sacrificio delle altre alternative possibili. Il sacrificio della migliore

alternativa disponibile prende il nome di costo-opportunità.

Scelte razionali

Si tratta semplicemente di confrontare i costi e i benefici di una data attività.

Costi e benefici marginali

Le scelte razionali comportano il confronto di costi marginali e benefici marginali, distinti dai costi

e benefici totali di un’attività

Conseguenze sociali delle scelte

La microeconomia non studia soltanto le scelte ma anche le loro conseguenze.

RIEPILOGO

Il problema economico fondamentale è la scarsità. Si pone quindi il problema di allocare nel

modo più efficiente possibile le risorse

L’economia si divide in macro economia e microeconomia la prima studia i problemi

economici nel loro complesso la seconda si occupa del comportamento dei singoli e del

problema del cosa, come e per chi produrre

Confronto tra costi e benefici permette di effettuare scelte razionali

La frontiera delle possibilità economiche mostra le possibili combinazioni di beni che paese

può produrre in un dato periodo utilizzando al massimo le proprie risorse se la produzione è

sulla curva.

Il flusso circolare del reddito costituisce un diagramma che descrive le relazioni principali

tra famiglie e imprese di una stessa economia.

3

MERCATI DOMANDA E OFFERTA

Tutte le economie devono affrontare il problema della scarsità. Si differenziano però dal modo

adottato per risolverlo, una differenza fondamentale tra le diverse economie è il grado di controllo

pubblico sull’attività economica.

L’ECONOMIA TOTALMENTE PIANIFICATA (decide lo stato)

L’ECONOMIA DI MERCATO (non c’e’ intervento pubblico)

ECONOMIA PIANIFICATA

Sistema economico socialista o comunista (terra e capitale di proprietà collettiva) lo stato pianifica

l’allocazione delle risorse a tre livelli

1. Pianifica l’allocazione delle risorse tra consumo attuale e investimento per il futuro

(sacrificando parte delle risorse destinate al consumo a favore di investimenti per il futuro)

2. Livello microeconomico il governo pianifica l’output di ciascuna industria, tecniche usate,

lavoro, risorse necessarie alla produzione (analisi input output in modo da far coincidere la

domanda pianificata all’offerta pianificata.

3. Lo stato pianifica la distribuzione dell’output tra i consumatori.

Pro e contro delle economie pianificate.

Nei casi storici dei sistemi con economie pianificate lo stato aveva una visione globale

dell’economia e poteva dirigere le risorse nazionali in base agli specifici obbiettivi del paese,

dirigere ingenti risorse verso gli investimenti generava elevati tassi di crescita, evitava elevati tassi

di disoccupazione e il reddito globale veniva distribuito più equamente.

Purtroppo questi obbiettivi potevano essere raggiunti solo con elevati costi sociali ed economici per

le seguenti ragioni.

Piani troppo complicati per la grande articolazione dell’economia, costosi e che richiedono

una burocrazia mastodontica.

Uso inefficiente delle risorse in assenza di un sistema dei prezzi (fissati dallo stato)

Difficoltà ad incentivare la produzione senza compromettere la qualità

Riduzione della libertà individuale

Imposizione di piani impopolari

Produzione pianificata e libertà di spesa possono causare problemi di eccesso o scarsità di

offerta.

ECONOMIA DI MERCATO

Libere scelte individuali

L’economia di mercato si realizza in un sistema capitalistico dove terra e capitale sono di proprietà

privata. In cui le imprese cercheranno di massimizzare i loro guadagni e i singoli cittadini

cercheranno di utilizzare i propri redditi nel modo migliore e di massimizzare i loro salari.

Il meccanismo dei prezzi.

Funziona in questo modo, i prezzi aumentano in situazioni di scarsità diminuiscono in situazioni di

abbondanza. 4

Se la domanda eccede l’offerta la scarsità che ne deriva causerà un aumento del prezzo che agirà

quale incentivo alle imprese per una maggiore produzione del bene e scoraggerà i consumatori ad

aumentare ulteriormente le richieste.

Se l’offerta eccederà la domanda ne deriverà surplus e quindi calo del prezzo disincentivo per i

produttori e incentivo per i consumatori. L’effetto di variazione delle domanda e dell’offerta.

L’interdipendenza dei mercati. All’aumentare della richiesta di un dato bene ne aumenterà anche

la produzione ne deriva che anche i mercati collegati e le imprese interessate alla produzione di

input si troveranno in una situazione di aumento della richiesta a loro volta aumenteranno i prezzi i

mercati dei beni influenzano dunque i mercati dei fattori.

LA DOMANDA

Legge della domanda Quando il prezzo di un bene aumenta la quantità domandata diminuisce.

In seguito ad un aumento del prezzo gli individui si sentiranno più poveri, il potere

d’acquisto del loro reddito, il cosiddetto reddito reale è diminuito (effetto di reddito)

Poiché quel bene risulta più costoso decideranno di sostituirlo con un altro (effetto di

sostituzione

Analogamente quando il prezzo di un bene diminuisce la quantità domandata di solito aumenta.

L’ampiezza dell’effetto di reddito dipende in larga parte dalla quota di reddito che il consumatore

destina all’acquisto del bene. L’ampiezza dell’effetto di sostituzione dipende dalla quantità e dal

grado di sostituibilità dei beni sostituti.

Quantità domandata quantità che i consumatori sono disposti a, e in grado di, acquistare a un dato

prezzo in un dato periodo di tempo

La curva di domanda RAPPRESENTAZIONE GRAFICA DELLA FUNZIONE DI DOMANDA

può riferirsi a singoli o alla domanda di mercato (la somma della domanda dei singoli)

prezzo

140

120

100

80 prezzo

60

40

20

0 0 200 400 600 800

Figura 1 esempio di curva di domanda

Il prezzo però non è il solo elemento che determina la quantità domandata di un bene

Altri fattori sono

Gusti 5

Numero e prezzo dei beni sostituti

Numero e prezzo dei beni complementari

Reddito (crescita di richiesta all’aumento del reddito per i beni normali e diminuzione della

richiesta per i beni detti inferiori)

Distribuzione del reddito

Aspettative di variazione dei prezzi in futuro

Spostamenti della curva o movimenti lungo la curva si distinguono rispettivamente variazione della

funzione di domanda e variazione della quantità domandata.

L’OFFERTA

Quando il prezzo aumenta aumenterà anche la quantità offerta tale relazione è fondata su tre

elementi:

Quando le imprese aumentano la loro offerta da un certo livello di produzione in poi i costi

cresceranno sempre più rapidamente.

Quanto maggiore è il prezzo di un bene tanto più redditizia sarà la sua produzione

Se il prezzo di un bene rimane alto per molto tempo nuovi produttori saranno indotti ad

entrare nel mercato per iniziare la produzione facendo aumentare l’offerta totale.

La curva di offerta rappresentazione grafica della curva di offerta segue le caratteristiche dalla

curva di domanda prezzo

140

120

100

80

60

40

20

0 0 100 200 300 400 500 600 700 800

prezzo

Figura 2 curva di offerta

Come per la domanda anche l’offerta è determinata anche da altri fattori quali:

I costi di produzione

La variazione del prezzo degli input

Il cambiamento della tecnologia

I cambiamenti organizzativi

Le politiche industriali del governo

La redditività dei prodotti alternativi

La redditività dei prodotti congiunti 6

Natura, shock stocastici e altri eventi imprevedibili

Gli obbiettivi dei produttori (massimizzazione dei profitti o delle vendite)

Aspettative di variazioni future dei prezzi.

Gli spostamenti della curva chiamati variazione della funzione di offerta si hanno quando varia una

delle determinanti l’offerta

Gli spostamenti lungo la curva detti variazioni della quantità offerta si ha se c’è una variazione di

prezzo.

LA DETERMINAZIONE DEL PREZZO

Solo un prezzo come si è visto è sostenibile il c.d. prezzo di equilibrio ossia quando l’offerta

eguaglia la domanda determinando il c.d. mercato di equilibrio.

Sovrapponendo la curva di domanda di un dato bene e la curva di offerta si troverà un punto di

intersezione tra le due, questo punto si dice punto di equilibrio

Ad una variazione della quantità domandata o della quantità offerta ci saranno degli spostamenti

delle curve che determineranno un nuovo punto di equilibrio.

ECONOMIA DI MERCATO

Il fatto che un economia di mercato funzioni autonomamente è uno dei suoi maggiori vantaggi in

quanto non necessita di una burocrazia complicata, la concorrenza tra le imprese mantiene bassi i

prezzi e incentiva l’efficienze sia dei produttori sia dei lavoratori che vorranno massimizzare i loro

profitti.

Tuttavia le imprese non raggiungono la massima efficienza nell’allocazione delle risorse scarse e i

governi reputano spesso necessario intervenire in fase correttiva.

Problemi dell’economia di mercato sono:

Spesso la concorrenza e limitata (lobby e poche grandi imprese che dominano il mercato)

La prassi di alcune imprese possono essere socialmente indesiderabili

Un economia di mercato può generare instabilità macroeconomiche.

Obiezione morale (egoismo, avidità, materialismo)

Per queste ragioni non esistendo un tipo di economia perfetto si ricorre all’economia mista sia nei

sistemi in cui prevale l’economia di mercato sia in quelli in cui prevale l’economia pianificata

Nelle economie miste il governo può influire su:

Prezzi relativi dei beni e degli input (imposte o sussidi)

Redditi relativi

La struttura della produzione e del consumo attraverso leggi oppure attraverso la fornitura

diretta di alcuni beni e servizi.

ECONOMIA E SCELTA RAZIONALE

Il comportamento del consumatore è descritto della scelta tra le alternative possibili ciò tra le

dotazioni di cui è in grado di disporre a seconda dei piani di acquisto che realizza.

Interpretazione positiva o descrittiva – teoria come una descrizione di ciò che farebbe un

consumatore perfettamente razionale preoccupato solo delle conseguenze delle proprie azioni.

7

Interpretazione normativa o prescrittiva – alternativa: le conclusioni alla quali arriva la teoria

del consumatore ci dicono come si dovrebbero comportare, un consumatore che abbia come unico

obbiettivo la massimizzazione della soddisfazione derivante dalle conseguenze delle sue azioni.

L’INSIEME DELLE ALTERNATIVE POSSIBILI ED IL VINCOLO DI BILANCIO

Punto fondamentale decidere quali e quanti beni produrre, le possibilità del consumatore sono

abitualmente dette paniere (alternative di consumo)

Esistono vincoli fisici dovuti alla quantità che è possibile produrre e vincoli economici, il

consumatore potrà consumare solo quanto già possiede o è in grado di acquistare dato quanto già

possiede, cioè dato il suo reddito (vincolo di bilancio)

x

b retta di bilancio, i punti sulla retta o al di

e sotto di essa sono utilizzabili dal consumatore

n i punti al di sopra non sono raggiungibili

e

2 Bene 1

Le alternative possibili si trovano al di sotto della retta di bilancio o su di essa movimenti della

curva indicano un aumento del reddito se la curva si sposta totalmente verso l’alto mentre variazioni

dei prezzi di uno dei due beni sono indicati da uno spostamento sulla sola asse delle x o delle y

Una volta descritto l’insieme delle alternative possibili dobbiamo capire come egli scelga tra le

alternative.per rappresentare in modo adeguato la scelta possibile del consumatore i panieri

disponibili devono avere determinate caratteristiche quali

Completezza il consumatore deve ordinare le possibili alternative. Ogni paniere deve in

qualche modo essere preferito all’altro

Transitività il consumatore deve essere in grado di considerare un alternativa tanto buona

quanto un altra e così via

Monotonicità se due panieri contengono una quantità uguale di alcuni beni e diversa di altri

il consumatore sceglierà sempre quello con quantità maggiore

Saggio marginale di sostituzione

La curva di indifferenza ci dice quale quantità di un bene compensa la rinuncia ad un’unità

all’altro, nel caso di beni detti perfetti sostituti una quantità di un bene (elevata) sarà in grado di

sostituire completamente l’altro, ci sono poi i beni c.d. perfetti complementi nel caso di questi

ultimi il consumatore trae beneficio dall’acquisto di in bene solo se ha a disposizione una quantità

data dell’altro.

L’ottimo del consumatore il punto di ottimo del consumatore si troverà sulla retta di bilancio, mai

al di sotto di essa e sul punto che interseca la curva di indifferenza più lontana (che ha in comune

con la retta di bilancio un solo punto.

Se ci sono variazioni di reddito e i prezzi rimangono costanti ci saranno spostamenti del solo

vincolo di bilancio sarà quindi possibile raggiungere curve di indifferenza più lontane e quindi ci

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sarà (per i beni c.d. normali) un aumento della quantità domandata (per i beni c.d. inferiori una

diminuzione)

Rappresentando in graficamente l’espansione del reddito (curva di Engel) –al variare del reddito del

bene x a fronte di prezzi costanti la quantità domandata aumenterà – (la curva di Engel sarà

crescente per i beni normali decrescente per quelli inferiori)

Variazioni di prezzo di un dato bene

Si avrà effetto di reddito e effetto di sostituzione

1. ALL’AUMENTARE DEL PREZZO DI UN BENE IL REDDITO REALE SI RIDUCE

2. IL CONSUMATORE COMPENSERÀ CON L’ACQUISTO DI UN ALTRO BENE

DOMANDA DI MERCATO DOMANDA INVERSA E SURPLUS DEI CONSUMATORI

La domanda individuale ci dice per ciascun prezzo di un determinato bene quale sarà la quantità

domandata da parte di ciascun consumatore, la domanda di mercato sintetizza le informazioni

contenute in più domande individuali indicando quale sia la somma delle quantità domandate da

tutti i consumatori per ciascun livello del prezzo del bene considerato.

La funzione di domanda inversa ci dice qual’è il prezzo che deve prevalere sul mercato perché si

venduta una certa quantità del bene in oggetto.

La nozione di surplus dei consumatori infine ci dice qual’è il prezzo che deve prevalere perché ci

sia una certa domanda del bene il surplus dei consumatori sarà dunque calcolato come l’area che sta

sotto la curva di domanda inversa ed è delimitata dalla curva di domanda stessa e dal prezzo di

mercato

Il surplus dei consumatori è un importante strumento per valutare il benessere dei consumatori per

la partecipazione al mercato per un dato prezzo. 9

ELASTICITÀ E AGGIUSTAMENTO DEI MERCATI

Elasticità sensibilità della domanda ad un aumento del prezzo.

Elasticità della domanda rispetto al prezzo Variazione della domanda in termini

percentuali dovuta ad una variazione percentuale unitaria del prezzo

Nel caso di una curva meno elastica si verifica un aumento relativamente elevato del prezzo ed un

calo modesto della quantità domandata, nel caso di una curva più elastica si verifica solo un

moderato incremento del prezzo ma un calo drastico della quantità domandata

prezzo

140

120

100

80 prezzo

60

40

20

0 0 200 400 600 800

nell’esempio la curva blu è più elastica mentre quella rossa e’ meno elastica (un esempio di

variazione in cui il bene avrà una curva poco elastica sono le variazioni del prezzo della benzina)

l’unico modo per misurare l’elasticità della domanda è una misura percentuale in quanto quantità e

prezzo sono misurati con unità di misura diverse e inoltre:

risolve il problema della scelta tra unità di misura

rappresenta l’unico modo sensato per decidere quanto è grande una variazione di prezzo

le curve di domanda sono sempre inclinate negativamente (+ prezzo – domanda e viceversa) per cui

dividendo un valore positivo con uno negativo otterremo sempre un valore negativo però per

individuare l’elasticità dobbiamo considerare il valore assoluto (-3 = variazione del 3%)

ELASTICA (elasticità maggiore di 1)

ANELASTICA (0 o meno di 1)

ELASTICITÀ UNITARIA (quantità e prezzo variano nella stessa proporzione)

Determinanti dell’elasticità della domanda

1. numero e quantità dei beni sostituti e loro grado di sostituibilità

2. quota di reddito spesa nel bene

3. L’orizzonte temporale (maggiore è il lasso di tempo maggiore sarà l’elasticità)

10

L’elasticità della domanda e spesa totale

La spesa totale per l’acquisto di un bene è semplicemente data da prezzo per quantità acquistata.

ELASTICITÀ DELL’OFFERTA RISPETTO AL PREZZO

Al variare del prezzo ci sarà non solo una variazione della quantità domandata ma anche della

quantità offerta. (elasticità dell’offerta rispetto al prezzo).

L’effetto su prezzo e quantità di uno spostamento della curva di domanda dipenderà dall’elasticità

della funzione di offerta rispetto al prezzo (maggiore elasticità = maggiore quantità offerta

all’aumentare del prezzo)

Aumento del prezzo del 10% aumento della quantità del 25% = elasticità dell’offerta rispetto al

prezzo 25 % (q) / 10% (p) = 2,5 (elasticità).

Determinanti dell’elasticità dell’offerta

Ampiezza dell’aumento dei costi in seguito all’incremento della produzione: minore è il costo

marginale più le imprese saranno incentivate a produrre.

Orizzonte temporale

1. Brevissimo periodo: difficilmente le imprese riusciranno ad aumentare la produzione subito

per l’aumento dell’offerta ricorreranno alle scorte disponibili.

2. Breve periodo: dopo un certo periodo alcuni input potranno essere aumentati (es. materie

prime) altri rimarranno fissi (es. macchinari) aumento della quantità solo in una data misura.

3. Lungo periodo: tutti gli input potranno essere aumentati e altre imprese potranno entrare sul

mercato.

I MERCATI E L’AGGIUSTAMENTO NEL TEMPO

Maggiore è il lasso di tempo considerato maggiore sarà l’elasticità della domanda e dell’offerta.

La speculazione: in una situazione di domanda e di offerta instabili i prezzi cambiano

continuamente a volte salgono a volte scendono. La variabilità dei prezzi condizionerà il

comportamento degli acquirenti e dei venditori. Un aspettativa di aumento dei prezzi indurrà le

persone a comprare subito un aspettativa di riduzione dei prezzi le indurrà a posticipare i loro

acquisti. Analogamente una prospettiva di riduzione dei prezzi indurrà a vendere subito mentre un

aspettativa di aumento dei prezzi le indurrà ad attendere. Questo comportamento è chiamato

speculazione.

Speculazione stabilizzante: la speculazione avrà effetti stabilizzanti sulle fluttuazioni quando i

venditori/compratori sono convinti che la variazione di prezzo sia solo temporanea. (es. prodotti

agricoli – vendite in stagione e fuori stagione)

Speculazione destabilizzante: la speculazione tenderà ad avere effetti destabilizzanti quando

venditori / compratori credono che ad una variazione del prezzo ne seguirà un altra dello stesso

segno.

Le scorte come modo per ridurre l’incertezza. Un modo per ridurre l’incertezza è un accorta

politica delle scorte si pone però il problema del costo della detenzione di scorte.

11

MERTCATI CON PREZZI CONTROLLATI

Al prezzo di equilibrio non ci sarà ne eccesso di domanda ne eccesso di offerta, il prezzo di

equilibrio però potrebbe non essere desiderabile lo stato quindi potrebbe fissare un prezzo.

Lo staso fissa un prezzo minimo (elevato) lo stato fissa un prezzo al di sotto del quale non si potrà

scendere per varie ragioni:

Per proteggere i redditi dei produttori

Per creare surplus in previsioni di scarsità future

Nel caso dei salari, per proteggere i redditi dei lavoratori

Lo stato fissa un prezzo massimo (basso) Lo stato in tempi di carestia può fissare un prezzo

massimo, ad esempio di beni essenziali per permettere a tutti di acquistarli. In questo modo però

potrebbero verificarsi i seguenti problemi.

Allocazione non controllata può generare code o liste gestite dalle imprese.

Le imprese potrebbero favorire alcuni clienti

Uno dei problemi principali generati da un prezzo massimo più basso rispetto al prezzo di equilibri

è che incoraggia la formazione del MERCATO NERO in cui a prezzi molto più alti si possono

acquistare i prodotti razionati nel mercato legale 12

PRODUZIONE COSTI RICAVI E PROFITTI

Costi di breve periodo

Il minimo costo che bisogna sostenere per produrre un certo livello di output dipenderà dalla

quantità di input usati e dal prezzo che l’impresa deve pagare per acquistarli.

Variazioni della produzione nel breve e nel lungo periodo

Esistono fattori di produzione fissi e variabili un fattore fisso è un input che non può essere variato

nel periodo di tempo considerato un fattore variabile può invece variare entro il tempo considerato

la differenza tra questi due fattori ci consente di distinguere il breve dal lungo periodo.

Nel breve periodo solo alcuni fattori sono variabili ed almeno un fattore di produzione è fisso la

produzione può essere variata solo usando più fattori variabili.

Nel lungo periodo tutti i fattori di produzione sono variabili

La durata del breve periodo non è quindi fissa ma divergerà tra impresa e impresa.

La funzione di produzione relazione tecnica che lega tra loro input e output, si indica con

q = q (x¹, x², x³) dove q è appunto l’output e gli x rappresentano i fattori produttivi

La legge della produttività marginale decrescente nel breve periodo la produzione è soggetta a

tale legge che dice “quando quantità crescenti di un fattore variabile sono combinate con quantità

date di un fattore fisso, a un certo punto ogni unità aggiuntiva del fattore variabile produrrà un

minore output addizionale dell’unità precedente.

Funzione di produzione nel lungo periodo considerando il lungo periodo in cui tutti i fattori sono

variabili è possibile calcolare la quantità dei due fattori che faranno in modo di produrre una data

quantità di output (sistema degli isoquanti) all’aumentare o diminuire di un fattore bisognerà

diminuire o aumentare l’altro per arrivare allo stesso livello di produzione.

Costi e input i costi di produzione di un azienda dipendono ovviamente dalla quantità di input

utilizzati, Più precisamente dipendono da:

dalla produttività dei fattori, tanto maggiore è tale produttività tanto minore è la quantità di

input necessaria per la produzione quindi minori costi

dal prezzo dei fattori maggiore è il loro prezzo maggiori saranno i costi di produzione.

Nel breve periodo i costi sostenuti per acquistare i fattori fissi non variano con l’output prodotto

(rendita della terra – costo della fabbrica)

Il costo totale dei fattori variabili varia con l’output prodotto (costo materie prime)

Costo totale è dunque la somma tra costo fisso e costo variabile.

Costo medio e costo marginale

Se produrre 100 unità di un bene costa 2000 euro il costo medio sarà 20 euro per unità (2000/100)

il costo marginale è l’incremento di costo che si sostiene per produrre un’unità in più, non ci sono

costi marginali fissi, poiché, non ci sono costi fissi aggiuntivi quando aumenta la produzione.

Costi di lungo periodo

La produzione nel lungo periodo: la scala di produzione.

Nel lungo periodo tutti i fattori di produzione sono variabili possiamo quindi distinguere tre

situazioni possibili: 13

• RENDIMENTI COSTANTI DI SCALA. Dato un aumento percentuale di tutti gli input

produce un aumento percentuale uguale degli output.

• RENDIMENTI CRESCENTI DI SCALA. Dato un aumento percentuale degli input produce

in aumento più che proporzionale degli output.

• RENDIMENTI DECRESCENTI DI SCALA. Dato un aumento percentuale degli input

produce un aumento meno che proporzionale degli output.

se i costi medi di produzione diminuiscono all’aumentare

Un impresa gode di economie di scala

della quantità prodotta si avranno quindi rendimenti crescenti di scala. Come si arriva a ciò

1. specializzazione e divisione del lavoro. Riducono l’addestramento e rendono i

lavoratori più efficienti.

2. indivisibilità. Alcuni fattori di produzione (es. i macchinari) non variano

all’aumentare della produzione anzi se sono grandi si avrà un ottimizzazione.

3. principio del contenitore. Qualsiasi bene capitale che contenga qualcosa sarà tanto

meno costoso quanto maggiore è la sua dimensione.

4. maggiore efficienza dei macchinari grandi.

5. prodotti congiunti. La produzione di larga scala potrebbe generare prodotti di scarto

in quantità sufficiente alla produzione di prodotti congiunti.

6. produzione a stadi successivi grandi industri potranno eseguire diversi stadi della

produzione al loro interno.

Quando le imprese superano una data dimensione i costi unitari potrebbero però anche aumentare:

1. problemi gestionali (complessità)

2. scarsa motivazione sul lavoro (catene di montaggio)

3. relazioni tra lavoratori e datori di lavoro (difficoltà, scioperi ecc.)

4. la produzione a catena se bloccata in un qualche punto può destabilizzare l’intera azienda.

Le dimensioni dell’industria potrebbero generare anche economie esterne di scala in cui un impresa

qualunque sia la sua dimensione beneficia della dimensione dell’intera industria oppure

diseconomie di scala (scarsità) nel lungo periodo tutti i costi sono variabili, le curve di costo medio

I costi medi di lungo periodo

di lungo periodo possono avere forme diverse a secondo che l’impresa presenti economie di scala

(curva decrescente) diseconomie di scala (curva crescente) oppure nessuna delle due, costi costanti,

(curva orizzontale).

Si ipotizza che all’aumentare della produzione le aziende abbiano un periodo di economia di scala

passato tale periodo tutte le economie saranno sfruttate e ci sarà un periodo in cui la curva diventerà

una retta orizzontale successivamente l’impresa diventerà talmente grande che inizieranno a

manifestarsi diseconomie di scala.

Le curve di costo di lungo periodo in pratica le imprese spesso godono di economie di scala.

Alcune presentano curve sempre decrescenti altre presentano economie di scala fino ad un certo

livello poi si assestano su rendimenti costanti di scala, non ci sono tuttavia dati sufficiente per

giustificare l’esistenza di diseconomie di scala di tipo tecnico ma le diseconomie di scala dovute a

problemi gestionali non sono da escludere.

Ripartizione temporale più precisa

1. brevissimo periodo tutti i fattori sono costanti la produzione è fissa.

2. breve periodo almeno un fattore è fisso 14

3. lungo periodo tutti i fattori sono variabili

4. lunghissimo periodo tutti i fattori sono variabili e la loro qualità e la loro produttività può

essere variata. RICAVI

Il profitto totale è dato dalla differenza tra i ricavi totali e i costi totali.

Ricavo totale è dato dalle entrate che un impresa ottiene in un dato periodo di tempo in seguito alla

vendita di una data quantità di prodotto

Ricavo medio è l’ammontare che l’impresa ottiene per una unità venduta

Ricavo marginale è l’incremento di ricavo ottenuta dalla vendita di un’unità aggiuntiva in un dato

periodo di tempo.

I ricavi dell’impresa quando il prezzo è dato:

Se un impresa è molto piccola dovrà accettare rispetto alle dimensioni del mercato dovrà accettare il

prezzo come un dato a tale prezzo essa sarà in grado di vendere quanto più output è in grado di

produrre.

Nel caso di curva di domanda orizzontale il ricavo marginale sarà uguale al ricavo medio.

Ricavo totale. Il prezzo è costante all’aumentare della quantità il ricavo totale aumenterà a un tasso

costante.

I ricavi dell’impresa quando il prezzo è influenzato dal suo prodotto:

Le tre funzioni di ricavo avranno forme diverse quando il prezzo varia al variare dell’output

dell’impresa.

Se un impresa ha una quota di mercato relativamente grande fronteggerà una domanda di mercato

decrescente. Ciò significa che se l’impresa intende vendere di più deve accettare una riduzione del

prezzo, deve accettare una riduzione della quantità venduta.

Ricavo medio uguaglia il prezzo nel caso in cui quest’ultimo debba essere ridotto

Ricavo medio.

per incrementare le vendite anche il ricavo medio diminuirà all’aumentare dell’output.

Ricavo marginale. Quando un impresa ha una curva di domanda decrescente, il ricavo marginale

sarà inferiore al ricavo medio, e potrà anche essere negativo (perché il prezzo va ridotto non solo

sulle unità aggiuntive che si spera di vendere, ma su tutte le unità di prodotto che l’impresa avrebbe

comunque venduto a un prezzo superiore ed è quindi in relazione anche con l’elasticità della

domanda)

Ricavo totale il ricavo totale è dato dal prezzo per la quantità ma a differenza delle imprese price

takers la curva RT non è retta ma è una curva che sarà dapprima crescente e poi decrescente.

IL PROFITTO

Il profitto totale è uguale al ricavo total meno il costo totale, per definizione i profitti di un impresa

saranno massimizzati quando vi è la massima differenza tra il ricavo totale e il costo totale. Un altro

modo per individuare il punto di profitto massimo consiste nel trovare la produzione per la quale il

ricavo marginale sia uguale al costo marginale. Una volta identificata questa produzione il livello di

profitto massimo si può identificare calcolando il profitto medio e moltiplicandolo poi per la

quantità prodotta. 15

Il profitto normale è il livello di profitto minimo per il quale risulta conveniente continuare a

mantenere il capitale investito in un’impresa esso viene considerato come parte dei costi

dell’azienda.

Nel breve periodo un azienda chiude se non è in grado di coprire i suoi costi variabili, nel lungo

periodo chiude se non è in grado di coprire tutti i costi.

FORME DI MERCATO

IL GRADO DI CONCORRENZA

Distinguiamo le forme di mercato in base al grado di concorrenza

1. CONCORRENZA PERFETTA

2. CONCORRENZA MONOPOLISTICA

3. OLIGOPOLIO

4. MONOPOLIO

Nella concorrenza perfetta ci sono un numero elevato di imprese che competono tra loro e ciascun

impresa e così piccola rispetto alle dimensioni dell’industria da non avere alcun potere di prezzo.

Nel monopolio c’è una sola impresa e non subisce alcuna concorrenza, situazioni intermedie sono

quelle della concorrenza monopolistica e dell’oligopolio.

Per distinguere le forme di mercato bisogna sapere:

• Il grado di libertà con cui nuovo imprese possono entrare nell’industria

• La natura del prodotto

• Il grado di controllo sul prezzo da parte delle imprese

Concorrenza perfetta.

Modello:

• Esiste un numero elevato di imprese nell’industria

• Tutte le imprese producono un prodotto identico (gli acquirenti non distinguono tra marche)

• Acquirenti e venditori hanno una conoscenza perfetta del mercato

• Esiste una completa libertà di entrata e di uscita nell’industria da parte di nuove imprese.

(solo nel lungo periodo)

PREZZO

Il prezzo è determinato dall’intersezione tra domanda e offerta di mercato, essendo le imprese price

taker a tale prezzo potranno vendere quanto desiderano.

Quantità

L’impresa massimizza il profitto quando il costo marginale eguaglia il ricavo marginale, poichè il

prezzo non è influenzato dall’output dell’impresa il ricavo marginale è uguale al prezzo.

Profitto.

Se la curva di costo medio risulta al di sotto della curva di ricavo medio l’impresa otterrà extra

profitti giustificabili solo nel breve periodo (nel lungo entreranno altre imprese)

16

L’equilibrio di lungo periodo dell’impresa

C’è impossibilità di raggiungere extra profitti nel lungo periodo perché altre imprese in presenza di

tali extra profitti entreranno nell’industria.

Le economie di scala sono incompatibili con la concorrenza perfetta in quanto se un’imprese riesce

a diventare così grande da sfruttare economie di scala sarà in grado di praticare prezzi inferiori e

quindi costringerà le più piccole ad uscire dal mercato, la c.perfetta è un bene per i consumatori, si,

le imprese producono al costo medio minimo e ottengono solo profitti normali e quindi il prezzo

ottenuto sarà il più basso possibili inoltre incoraggia le imprese a investire in tecnologia

(sopravvivono solo le migliori)

IL MONOPOLIO

BARRIERE ALL’ENTRATA

• Economie di scala. Se il costo medio di un produttore si abbassa all’aumentare dell’offerta è

possibile che non più di un produttore possa restare sul mercato specialmente in mercati di

dimensioni ridotte.

• Differenziazione del prodotto e fedeltà alla marca. Il prodotto è chiaramente diverso da

quelli esistenti (es. Gilette-polaroid)

• Costi inferiori per un impresa esistente. Sviluppo di conoscenze e tecnologie che la

favoriscono.

Altri esempi.

• Proprietà di fattori di produzione (de eers)

• “ delle reti di vendita

• Protezione legale (brevetti, dazi, licenze, diritti d’autore)

Prezzo ed output di equilibrio.

La domanda in monopolio tende ad essere meno elastica ad ogni livello di prezzo in quanto i

consumatori non hanno alternative, il monopolista è in grado di influenzare il prezzo

Il profitto tenderà ad essere tanto maggiore quanto minore è l’elasticità della curva di domanda

l’elasticità effettiva è dipenderà dal grado di sostituibilità del prodotto.

CONCORRENZA POTENZIALE –concorrenza potenziale o potenziale monopolio? La teoria

dei mercati contenibili.

Se un monopolio è protetto da elevate barriere all’entrata sarà in grado di ottenere extra-profitti

anche nel lungo periodo senza temere concorrenza.

Se un altro soggetto avesse la possibilità di acquistare l’impresa del monopolista, questa si

comporterebbe in maniera più simile a un impresa concorrenziale.

Mercati perfettamente contenibili un mercato è perfettamente contenibile quando i costi di entrata

e uscita da parte di potenziali rivali con la stessa tecnologia del monopolista sono nulli, l’entrata

può avvenire molto rapidamente. Quando si presenta l’occasione di ottenere extra-profitti nuove

imprese entreranno sul mercato, la sola minaccia assicura che l’impresa operante manterrà bassi i

prezzi e produrrà nel modo più efficiente.

Mercati contenibili e monopoli naturali (per il caso visto sopra) sembra incongruente ma il

problema sta nelle economie di scala e nelle dimensioni del mercato, per operare con una scala

minima efficiente l’impresa monopolista deve avere una dimensione sufficientemente grande

rispetto al mercato da non poter lasciare spazio a nuove imprese.

17

importanza dell’uscita senza costi. Per creare una nuova impresa sono necessari spese ingenti di

impianti e macchinari, il capitale impegnato diventa un costo fisso.

Costi di uscita

Il capitale investito non può essere trasferito ad altri usi costi fissi irrecuperabili

Scoraggia ad entrare

(troppo rischio)

il capitale investito può essere destinato ad altri usi Costi di uscita nulli (molto bassi)

incoraggia ad entrare

il benessere sociale in casi di mercati contenibile aumenta, tanto più il mercato è contenibile tanto

più le imprese saranno costrette ad operare in condizioni simili a quelle della concorrenza perfetta.

CONCORRENZA MONOPOLISTICA

Posizione intermedia propria della maggior parte dei mercati.

Modello si basa sulle seguenti ipotesi (Chamberlin) .

• Numero elevato di imprese, quota piccola di mercato ognuna, non c’è interazione strategica

tra di esse.

• Libertà di entrata nell’industria.

• Ciascuna impresa produce un prodotto differenziato rispetto ai concorrenti, può aumentare il

prezzo senza perdere tutta la domanda.

Equilibrio dell’impresa

Analogo alla concorrenza perfetta l’impresa otterrà extra profitti solo nel breve periodo, nel lungo

altre imprese entreranno nell’impresa fino all’ottenimento dei soli profitti normali.

Concorrenza non di prezzo

L’impresa in concorrenza monopolistica dovrà anche decidere su altre variabili quali la varietà del

prodotto o la pubblicità la Concorrenza non di prezzo ha due caratteristiche principali

Sviluppo del prodotto (si deve vendere facilmente ed essere ben differenziato e assente di sostituti)

Pubblicità persuadere all’acquisto

Di difficile previsione i maggiori costi dovuti allo sviluppo e alla pubblicità.

18

OLIGOPOLIO

Esistono diversi tipi di oligopolio distinti da due caratteristiche fondamentali.

Indipendenza strategica tra le imprese. Sono strategicamente indipendenti il profitto di

ciascuna impresa dipenderà non solo dalle

proprie scelte ma anche da quelle altrui

nessuna impresa può permettersi di ignorare le

azioni e reazioni delle altra

barriere all’entrata in oligopolio ci sono ma variano da industria a

industria.

Concorrenza e collusione.

Gli oligopolisti possono essere mossi da due esigenze contrastanti.

1. da un lato voler eliminare l’interdipendenza strategica con le rivali colludendo

comportandosi di conseguenza congiuntamente come un monopolista.

2. dall’altro ciascun oligopolista concorrerà per raggiungere maggiore potere di mercato

politiche incompatibili, tanto maggiore è la concorrenza tanto minori saranno i profitti totali

dell’industria.

Collusione.

Le imprese colludono e si accordano sui prezzi riducendo il grado di incertezza nell’industria (es.

OPEC) riducendo il rischio di una guerra dei prezzi e di una drastica riduzione del profitto

dell’intera industria.noti come CARTELLI le imprese potranno competere solo con concorrenza

non di prezzo per ottenere più quote di mercato.

In molti paesi sono illegali, sono considerati metodi per aumentare i profitti delle imprese a danno

dei consumatori.

Collusione tacita.

Si ha quando le imprese fissano lo stesso prezzo del leader (leadership di prezzo) oppure fissano lo

stesso prezzo di un impresa che ritengono più affidabile, e può variare nel tempo (leadership di

prezzo dell’impresa barometro).

Fattori che favoriscono la collusione

• ci sono poche imprese e si conoscono a vicenda

• non ci sono segreti riguardo a costi e tecniche di produzione.

• Le imprese hanno tecniche e costi medi simili.

• Le imprese producono beni simili

• C’è un impresa dominante

• Ci sono barriere all’entrata

• Il mercato è stabile

• Non ci sono leggi contrarie alle pratiche collusive.

19

Anche in presenza di un accordo le imprese saranno tentate di “tradire” per ottenere maggiore

profitti ma dovrà chiedersi quanto sarà possibile ottenere senza innescare una reazione e quale sarà

la possibile fine di una guerra di prezzo.

Anche in assenza di un accordo i prezzi in oligopolio potrebbero restare stabili, questo perché le

imprese si trovano ad affrontare una curva di domanda c.d. a gomito in cui un aumento del prezzo

provocherà un grande calo delle vendite perché le altre imprese non lo seguiranno mentre una

diminuzione del prezzo non produrrà un grande aumento delle vendite perché le altre imprese

faranno altrettanto.

DISCRIMINAZIONI DI PREZZO.

Ne esistono di tre tipi

1. discriminazione di primo grado : perfetta. Per ogni unità venduta viene applicato il prezzo

che il consumatore e disposto a pagare (l’impresa si appropria del surplus del consumatore)

2. discriminazione di secondo grado : prezzi diversi per quantitativo acquistato.

3. discriminazione di terzo grado : gli acquirenti possono essere divisi per caratteristica

esogenea osservabile.

Due condizioni

1. l’impresa deve essere in grado di fissare il prezzo

2. che acquista a un prezzo inferiore non deve essere in grado di rivendere a un prezzo

più elevato ad altri. 20

FALLIMENTI DEL MERCATO E

INTERVENTO PUBBLICO

Obbiettivi principali : efficienza sociale, equità

Equità l’idea che lo stato abbia il dovere di redistribuire il reddito dai ricchi ai poveri attraverso il

sistema fiscale e i trasferimenti pubblici.

Efficienza sociale se i benefici marginali sociali di produrre qualsiasi bene eccedono i

corrispondenti costi marginali sociali allora è socialmente efficiente produrre quel bene in quantità

maggiore, se i benefici marginali sono uguali il livello di produzione e socialmente ottimale.

Esternalità e beni pubblici.

Esternalità = effetti collaterali su terzi dovuti alla produzione di un bene. Positive o negative.

Possono essere esternalità di consumo o di produzione sia positive che negative.

ESTERNALITÀ NEGATIVE = nelle economie di mercato non si riesce ad esempio ad impedire

che le risorse naturali vengano utilizzate e inquinate.

ESTERNALITÀ POSITIVE = ad es. formazione professionale, sviluppo, ricerca.

Nel caso di esternalità positive la quantità prodotta e consumata sarà troppo passa rispetto all’ottimo

sociale, nel caso di esternalità negative la quantità prodotta e consumata sarà troppo alta.

BENI PUBBLICI (hanno la caratteristica della non rivalità, possono essere utilizzati da tutti)

I beni pubblici hanno benefici marginali sociali di gran lunga superiori ai corrispondenti benefici

privati, questa loro caratteristica li rende socialmente desiderabili ma non profittevoli dal punto di

vista privato.

Altra caratteristica la non escludibilità fa si che gli individui abbiano comunque dei vantaggi

indipendentemente dal loro contributo o meno alla realizzazione dell’opera (c.d. free-rider)

Quando i beni hanno queste caratteristiche il libero mercato non li produce e spetta quindi allo stato

o privati sussidiati le produrranno, tutti i beni prodotti dal settore pubblico rientrano in questa

categoria ma possono essere anche forniti da privati. (es. ospedali e istruzione)

PERDITA DI BENESSERE SOCIALE DOVUTA AL MONOPOLIO.

Per analizzare la perdita di benessere associata al monopolio usiamo i concetti di surplus del

consumatore dato dal beneficio complessivo derivante dal consumo di un dato bene al netto della

speso totale e il surplus del produttore dato dal profitto; i profitti di monopolio sono maggiori dei

profitti di concorrenza perfetta mentre il surplus netto del consumatore sarà molto minore. Il

benessere sociale in monopolio è inferiore rispetto al caso della concorrenza perfetta. La

monopolizzazione dell’industria causa una perdita di benessere perché il guadagno del produttore è

inferiore alla perdita del consumatore. 21

ALTRI FALLIMENTI DEL MERCATO.

Ignoranza e incertezza dovuti a errori di calcolo o previsioni sbagliate dell’andamento del mercato.

Immobilità dei fattori produttivi dovuti a reazioni tardive dell’andamento del mercato o problemi

gestionali.

Protezione degli interessi individuali.

Non sempre gli individui prendono personalmente le decisioni legate al lavoro spesso si affidano

alla professionalità di altri, in alcuni casi lo stato prende decisioni economiche per proteggere

coloro che dipendono da decisioni altrui.

Problema principale-agente si presenta quando un individuo deve assolutamente affidarsi ad un

altro per un dato lavoro. C’è il problema dell’informazione asimmetrica delle parti in quanto

l’agente grazie alle sue conoscenze può perseguire i suoi interessi privati.

Cosa fare per ovviare al problema?

• Il principale deve avere qualche strumento di controllo.

• L’agente deve essere incentivato ad agire per il bene dell’impresa.

Decisioni economiche inappropriate.

Lo stato potrebbe intervenire qualora ritenesse che gli individui debbano essere protetti dagli esiti

indesiderati delle proprie decisioni economiche, quando c’è basso consumo di prodotti o servizi da

cui trarrebbero benefici sussidiando la produzione o viceversa dichiarando illegali o tassando

prodotti che potrebbero arrecare danno alla salute.

Non è obbiettivo dell’economia formulare giudizi sull’importanza relativa dei diversi obbiettivi

sociali, tali obbiettivi devono essere identificati in modo chiaro dalle autorità politiche e devono

essere quantificati in modo da determinarne l’impatto delle diverse politiche economiche.

INTERVENTO PUBBLICO TASSE E SUSSIDI

Lo strumento di politica preferito da molti economisti è costituito da tasse e sussidi.

Per correggere le esternalità lo stato dovrebbe imporre una tassa uguale alla differenza tra costo

marginale sociale e costo marginale privato (noto come tassa di Pigou)

Per correggere il monopolio, se l’aspetto del monopolio che lo stato intende correggere sono gli

extra profitti allora può imporre una tassa in somma fissa che provoca un aumento dei costi fissi e

non influisce sulla quantità prodotta.

Vantaggi di tasse e sussidi. Vengono prediletti perché sono compatibili con un economia di

mercato e costringono le imprese a internalizzare i costi sociali delle proprie attività, inoltre sono

flessibili e rapidamente aggiustabili, hanno inoltre il pregio di indurre comportamenti desiderabili

nel lungo periodo.

Svantaggi di tasse e sussidi.

Impossibilità di imporre tasse e sussidi diversi è impossibile imporre a ciascuna impresa un aliquota

specifica

Difficoltà di determinare tasse e sussidi (è ad es. impossibile fissare in modo equo la tassa

sull’inquinamento)

Leggi che vietano o che regolamentano situazioni o comportamenti non desiderabili

VANTAGGI

• Solitamente semplici di facile comprensione e facili da amministrare

22

• Se si ritiene che il pericolo di un dato comportamento sia troppo elevato è più sicuro vietarlo

che ricorrere alla tassazione.

• Si può ricorrere a un piano di emergenza

• Le leggi possono vietare la vendita di prodotti non sicuri

SVANTAGGI

Le restrizioni tendono ad essere un arma debole senza un meccanismo efficace di controllo al

contrario nel caso di tasse tanto maggiore sarà l’incentivo a trovare rimedi alla diminuzione del

costo sociale per ridurre la tasse da pagare.

Istituzioni preposte alla regolamentazione

Per regolare alcuni settori si può ricorrere all’istituzioni di organi preposti (ad es. autorità per

l’energia elettrica o antitrust) che hanno il vantaggio di applicare il caso per caso con la soluzione

più appropriata ma hanno lo svantaggio che le indagini possono essere lunghe e costose, pochi casi

esaminati.

ALTRE FORME DI INTERVENTO PUBBLICO

Quando il fallimento del mercato è dovuto ad un asimmetria di informazioni lo stato può effettuare

direttamente la fornitura di servizi o di beni per correggere tale distorsione.

Per approvare la fornitura di un nuovo bene pubblico dovrà esserci una seria analisi costi benefici e

venire approvati solo se i benefici sono superiori ai costi sociali.

Inoltre in altri casi lo stato potrebbe decidere di fornire dei beni che non sono beni pubblici puri per

giustizia sociale, forti esternalità positive o nel caso di ignoranza o di individui dipendenti da

decisioni altrui.

Effetti negativi dell’intervento pubblico.

Eccessi di domanda o di offerta intervenendo fissando i prezzi a livelli diversi da quello di

equilibrio.

Scarsa informazione lo stato non conosce tutti i costi e i benefici delle sue politiche

Burocrazia e inefficienza troppi costi amministrativi.

Mancanza di incentivi di mercato l’intervento pubblico diminuisce la forza di mercato.

Variazioni di politica pubblica possono danneggiare l’economia se troppo frequenti.

Assenza di libertà individuale

Vantaggi del libero mercato

Aggiustamenti automatici senza burocrazia

Vantaggi dinamici del capitalismo possibilità di elevati profitti incoraggia a investire in tecnologie.

Anche in presenza di monopolio o oligopolio le imprese possono comportarsi in modo simile ai

modelli di concorrenza se elevati profitti faranno in modo che nuove imprese si affaccino sul

mercato o alla minaccia di concorrenza dall’estero.

23

MACROECONOMIA

Crescita economica

Il governo cerca di raggiungere un alto tasso di crescita economica nel lungo periodo in modo che

non sia soli un fenomeno temporaneo.

Disoccupazione

I governi cercano anche di assicurare che il tasso di disoccupazione sia il più basso possibile, la

disoccupazione rappresenta uno spreco di risorse umane e i sussidi di disoccupazione costituiscono

un costo rilevante.

Inflazione

Con inflazione si intende un aumento generale dei prezzi nell’economia. Mantenere l’inflazione

bassa e stabile, perché in un contesto di questo tipo sarà più facile per gli operatori prendere una

decisione.

Bilancia dei pagamenti

La bilancia dei pagamenti di un paese registra tutte le transazioni avvenute in un dato periodo tra i

residenti e il resto del mondo. Le attività includono le entrate ottenute da altri paesi :

esportazioni,investimenti, interessi o dividendi. Le passività includono tutti i pagamenti effettuati ad

altri paesi: importazioni, investimenti diretti all’estero, interessi e dividenti pagati a non residenti.

Le passività danno luogo all’uscita di valuta estera. Se un paese spende più valuta estera di quanta

non ne riceva Deficit della bilancia dei pagamenti la disponibilità di valuta

Estera si è ridotta soluzione prendere in prestito dall’estero

Oppure attingendo alle scorte.

Diminuzione del tasso di cambio, il tasso di cambio

E il “prezzo” al quale una moneta viene scambiata

Con un altra. Se non si fa nulla per correggere il

Disavanzo della bil.dei pag. il tasso di cambio varia

Sul mercato : tale deprezzamento rappresenta un problema

Perché fa aumentare il prezzo delle importazioni e può

Generare inflazione inoltre fluttuazioni continue causano

Incertezza.

lo stato può cercare di controllare alcune variabili per raggiungere gli obbiettivi di una crescita

economica alta e sostenibile, bassa disoccupazione, bassa inflazione ed equilibrio della bilancia dei

pagamenti.

IL FLUSSO CIRCOLARE DEL REDDITO

Il perseguimento di uno dei 4 obbiettivi identificati può compromettere il raggiungimento di almeno

1 degli altri è pertanto importante capire la relazione tra i 4 obbiettivi.

Un modo in cui gli obbiettivi sono legati tra loro è attraverso la loro relazione con la domanda

aggregata quest’ultima rappresenta la spesa totale per l’acquisto dei beni e servizi effettuata da un

economia in un dato periodo e si compone di : consumo delle famiglie, investimenti delle imprese,

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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Economia Politica, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Elementi di Economia, Sloman. I concetti trattati sono: le definizioni dei termini più comuni in ambito economico (produzione, consumo, scarsità dei mezzi, domanda e offerta), la macroeconomia e la microeconomia, la descrizione dei differenti mercati (economia pianificata, sistema economico socialista o comunista, economia di mercato), le determinanti dell’elasticità della domanda.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia
SSD:
Università: Siena - Unisi
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Exxodus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Siena - Unisi o del prof Screpanti Ernesto.

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