Riassunto esame “Cultural Studies”, libro consigliato
“Il soggetto e la differenza STUART HALL”
Nell'introduzione Miguel Mellino si sofferma maggiormente su alcuni cenni biografici e sul
pensiero di Stuart Hall. Stuart Hall nasce nel 1932 a Kingston,Giamaica. Nei primi anni
Cinquanta emigra in Gran Bretagna per portare avanti i suoi studi universitari. Studente e
attivista a Oxford, Hall fa parte in questi anni dei circoli politici e culturali da cui emergerà
la Nuova Sinistra britannica. Insieme a Raymond Williams,Edward Thompson, Cherles
Taylor e Perry Anderson è uno dei principali ispiratori della prima fase di sviluppo di tale
formazione politico-ideologica. Nel 1959 diviene il primo direttore della “New Left
Review”,la rivista del movimento. Vi resta direttore fino al 1961 quando si trasferisce al
Chealse College della University of London per insegnare Film,Media and Popular culture.
Nel 1964 inizia a collaborare con il “Centre for Contemporary Cultural Studies” (CCCS)
dell'Università di Birmingham,fondato quello stesso anno da Hoggart. Quattro anni più
tardi dopo la partenza di Hoggart per un incarico all'Unesco, Hall assume la direzione del
CCCS. Restò alla guida della CCCS per 11 anni: il centro conobbe uno sviluppo
spettacolare,gettando le basi sulla cultura popolare britannica,sulle sottoculture e le mode
giovanili,cui mass-media,sulle arti visive,sul razzismo e sull'etnicità. Nel 1979 e fino al
1997 Hall diventa professore di Sociologia della Open University. Ma prima di soffermarci
su Hall e i suoi lavori, facciamo un passo indietro.
Quali sono le origini e lo sviluppo dei C.S.? Qual è l'oggetto di studio dei C.S.?
E' difficile riassumere in poche righe il contributo dato dai Cultural Studies
all'interpretazione delle culture del secondo 900. Possiamo dire comunque che i C.S
hanno come oggetto ogni discorso sulla cultura: ogni forma di C.S è quindi destinata a
diventare oggetto di se stessa. Si tratta quindi di una disciplina che non ha un oggetto
specifico ma che si serve di altre discipline con cui condivide alcune caratteristiche come
per esempio:
– l'inter- e transdisciplinarietà: non si tratta tanto di ricorrere a due o più discipline
che si pensano come autonome e compatte,con confini ben definiti,ma di
trasferire realmente i metodi di ogni disciplina. Gli oggetti della cultura sono
polisemici e attraversati da una molteplicità di significati: essi sono molto
complessi e la loro complessità trascende sempre i limit delle singole discipline.
Lo scopo quindi è quello di INTERPRETARE GLI OGGETTI DELLA CULTURA
ATTRAVERSO I METODI DI MOLTE DISCIPLINE CONTEMPORANEAMENTE in
modo che una ricerca cominciata in un ambito emigri spontaneamente in un
ambito diverso mettendo in risalto significati che normalmente non si prendono in
consiferazione.
– L'inter- e trans-testualità: un carattere che accomuna gli approcci confluiti nei C.S
va rintracciato nella definizione di testo e la funzione che tale testo svolte nei con-
testi che lo comprendono,lo attivano e lo esaltano. (il testo è importante per il
rapporto con il contesto. Il testo quindi ha una funzione nella vita sociale. Stuart
Hall per esempio in Codificazione/ Decodificazione del1996 spiega come il testo sia
importante non per se stesso ma per la sua capacità di innervarsi nella vita sociale.
Secondo Hall l'emittente codifica un messaggio seguendo delle precise regole
linguistiche mentre io destinatario ha il compito di decodificare questo messaggio.
Nel momento in cui il destinatario decodifica il messaggio esso “produce
effetti”,cioè: condiziona,diverte,istruisce,convince dando luogo a conseguenze
emotive,ideologiche,comportamentali molto complesse. Solo così può avvenire una
circolazione del prodotto. Con inter- trans-testualità si intende quindi il confronto tra
testi diversi di una stessa cultura o tra culture differenti.
– L'inter- culturalità: sin dall'inizio (e quindi dalla nascita del CCCS DI Birmingham)
gli studi culturali si sono occupati della polisemia degli oggetti studiati e quindi
anche la capacità di un gruppo sociale di modificare significati e significanti. Capita
cioè che un testo, un'icona ,una rappresentazione culturale siano fruite in maniera
differente da persone diverse. Queste persone quindi possono trovare significati
diversi in uno stesso oggetto culturale. Questo può capitare sia in maniera
ENDOGENA e cioè da classe a classe ma all'interno dello stesso paese e dunque
all'interno di una stessa identità nazionale, ma anche in maniera ESOGENA e
quindi tra culture diverse. (2. il concetto di cultura)
Non deve cercare quindi negli studi culturali quello che sarebbe contradditorio rispetto alle
premesse: un unico metodo, un unico bacino di fonti e un'unità stilistica.
Con il termine “Cultural Studies” ci si riferisce esplicitamente agli studi culturali anglo-
americani. Implicitamente invece vi si ricollega l'idea di un'origine britannica che sfocia a
partire dagli anni 80 nel “successo” americano. Pure essendo un progetto omogeneo
bisogna comunque sottolineare le discordanze temporali e le fratture intervenute nella sua
evoluzione. In una prima fase i cultural studies sono accumunati, per rigore individuale e
metodologico,a una particolare modalità dell'indagine letteraria. Ma dal momento in cui si
è venuta a creare l'idea di Stato Nazionale,durante il XIX secolo,l'insegnamento della
lingua inglese e delle letteratura,gli English Studies, sono stati considerati la prima istanza
di mediazione di una cultura nazionale. (si ha quindi l'insegnamente della lingua inglese e
della letteratura e si viene a creare una certa cultura nazionale). La cultura aveva trovato
quindi nella letteratura e nella lingua uno strumento di educazione morale,uno strumento
colonizzatore e civilizzatore. In tal senso fu fatto riferimento ai lavori del critico della
cultura Matthew Arnold (in particolare a “Culture and Anarchy” a alla tradizione della
“culture and civilization” da lui fondata). Per Arnold la cultura è “la cosa migliore che sia
mai stata detta e pensata al mondo” e quindi proprio per questo motivo la cultura è adatta
alla guida della morale al fine di allontanare l'anarchia e assicurare l'odine sociale. Lo
studio delle opere letterarie divenne in tal senso, ricerca di volori e verità universalemtne
validi. La cultura fu presentata a scolari e studenti come prodotto di menti straordinarie e
quindi proprio per questo motivo bisognava onorare questi artisti attraverso lo studio delle
loro opere e la comprensione delle loro idee e sul loro esempio era possibile sviluppare il
proprio carattere. La tradizione arnoldiana trovò voce nelle teorie di critica letteraria di
Leavis e nella rivista “Scrutiny”. L'influenza americana,molto più evidente dopo la prima
guerra mondiale, fu considerata una minaccia al canone classico ,la cui difesa divenne
obiettivo primario dell'istruzione. Alla cultura di massa venne opposta l'immagine di una
cultura inglese del passato,originaria e coerente,ormai perduta ma accessibile attraverso
lo studio della letteratura. Leavis applicò inoltre per la prima volta l'uso di TECNICHE
DELL'ANALISI LETTERARIA (CLOSE READING,cioè una lettura interpretativa del testo
che presume la conoscenza di altri testi e ne dimostra il valore estetico). I manifesti di
Leavis si mossero contro questa cultura di massa ed esortavano ad opporsi se possibile
gia nelle scuole ai suoi influssi dannosi. La scuola di Leavis goistificò comunque la
necessità di un confronto con la cultura popolare e offrì con la rivista “Scrutiny” dall'inizio
degli anno 30 fino agli anni 50, uno spazio alla discussione riguardante le forme della
cultura popolare. QUALI SONO LE ORGINI DEI CS? Gli sviluppi sociali della Gran
Bretagna,intervenuti dopo la Seconda Guerra Mondiale cambiarono radicalmente i
presupposti sociali del sisema educativo. La programmazione di borse di studio, integrata
da un ampio movimento d'istruzione per adulti,resero possibile ad un certo numero di
persone della tradizionale classe operaia l'accesso a un livello di istruzione superiore.
Molti di coloro che in seguito sarebbero stati i padri fondatori dei CS provenivano
dall'ambiente dell'istruzione per adulti. Essi introdussero nella discussione le loro
esperienze personali insieme a forme e pratiche culturali emarginate e disprezzate. Tra
questi ricordiamo per esempio Richard Hoggart. Hoggart proveniva dall'ambiente operaio
del Nord dell'Inghilterra e per molto tempo lavorò nell'ambito dell'istruzione per adulti.
Opera principale di Hoggart è “The Uses of Literacy” in cui egli cerca di descrivere la
cultura del lavoro (vissuta in prima persona) nell'Inghilterra nel periodo tra le due guerre.
Egli cerca di mettere in risalto il quotidiano considerandolo seriamente e interpretandolo: si
da valore quindi ai rituali della vita,al tempo libero ma anche al lavoro. E' proprio dal lavoro
e quindi dall'esperienza personale che parte l'analisi di Hoggart: il “vissuto” (“lived
experience”come punto di partenza per l'analisi scientifica. All'analisi della cultura operaia
del periodo delle due guerre,Hoggart contrappone la cultura di massa del dopoguerra che
aveva perso i valori tradizionali di comunità e solidarietà. Come possiamo notare Hoggart
manetenne una posizione critica, tipica degli studi letterari del tempo. Allo stesso tempo
egli cambia l'oggetto degli English Studies allargando il campo di indangine ben oltre la
letteratura e aggiungendo due ambiti che facevano parte della triade culturale “alta”,ovvero
la musica e l'arte. “The Uses of Literacy” diede a Hoggart una posizione privilegiata
nell'ambito del discorso riguardante la cultura di massa e il ruolo dei mass-media tanto che
nel 1964 si assiste alla fondazione del Birmingham Centre for Contemporary Cultural
Studies (CCCS), diretto da Hoggart fino al 1968, un'istituzione che influenzò in maniera
sostanziale ogni sviluppo dei Cultural Studies britannici. La fondazione di quest'istituzione
si profila come reazione al tipo di insegnamento letterario dominante negli English Studies
e si pone come scopo l'interdisciplinarietà. Fu il CCCS a sperimentare dai primi anni 60 il
passaggio dallo studio della letteratura allo studio di culture in cui trovano posto le nuove
forme di acculturazione giovanile,classe operaia, nuovi media,nuove identità sessuali e
razziali. Vediamo brevemente i cambiamenti del CCCS:
– Hoggart (dirige il CCCS dal 1964 al 1968): secondo lui i Cultural Studies condotti
presso il CCCS dovevano RIUNIRE IN SE' COMPONENTI STORICHE
LETTERARIE E SOCIOLOGICHE. In un primo momento il CCCS era limitato
solamente alla ricerca e alla formazione post-laurea. Il personale era ridottissimoe
fu dato massimo rilievo a progetti di lavoro condotti dagli studenti e alle
pubblicazioni; la formazione ebbe luogo entro piccoli gruppi di studio riuniti intorno
a un tema. In questo primo periodo si agisce con un chiaro intento socio-politico e il
fulcro delle richerche man mano fu spostato consapevolmente verso la CULTURA
PROLETARIA (del quotidiano): ciascun individuo andava preso sul serio allo stesso
modo sia come produttore sia come consumatore della cultura e la ricerca doveva
servirsi sia di forme di cultura popolare sia della cultura “alta”. Questa impostazione
rispecchiava la radicale posizione assunta rispetto al marxismo e alla New Left.
Non è possibile comprendere il significato del CCCS senza far riferimento alla New
Left ( Nuova Sinistra) è un termine utilizzato per indicare i movimenti della sinistra
radicale che si afferma in Inghilterra negli anni 50. Questi movimenti differivano
dalla sinistra tradizionale ed erano orientati sulle tematiche del lavoro prendendo la
difesa quindi delle minoranze. La “New Left” cercò di correggere gli errori dei vecchi
movimenti di sinistra (Old Left) nel dopoguerra. La piena occupazione e lo Stato
Sociale diedero al socialismo nuovi obiettivi come: l'antirazzismo, l'anti-
imperialismo, il disarmo nuclere e l'eliminazione dei privilegi culturali. Le questioni
culturali trovarono libero sfogo nella “New Left Rewiew” ( tra cui tra i primi redattori
troviamo Hall): furono discussi, già alla fine degli anni 50,molti aspetti della cultura
operaia e fu evidenziato il suo valore autonomo contro forme di “cultura alta”.
All'interesse di Hoggart per la cultura del quotidiano della classe operaia fu presto
sovrapposto un interesse per la cultura popolare moderna e per i mass-media.
( Ad appoggiare Hoggart troviamo Raymond Williams e Edward Thompson.
Williams fu,come Hoggart, impegnato nell'istruzione per adulti. Williams fu
considerato un simpatizzante della sinistra,anche se si dichiarò marxista nel 1977.
Sono due le opere principali di Williams. La prima, “Culture and society” (1958) in
cui egli analizza il concetto di “culture” a partire dalla Rivoluzione Industriale: In
quest'opera definisce la cultura come “a whole way of life” ovvero come
interpretazione delle nostre esperienze comuni. W. Intende fondare una cultura
operaia,collettiva,fondata su valori di solidarietà che si contrapponga alla cultura
individualista borghese. Nella seconda opera “The Long Revolution”,Williams
definisce la cultura come modo di vivere che si esprime attraverso le
istituzioni e il comportamento del quotidiano. Questa definizione dimostra già
una certa disponibilità all'analisi sociale: l'analisi della cultura diventa analisi del
sociale. I vari elementi di una cultura vengono messi in rapporto tra loro e
interpretati come valori di un determinato gruppo,classe o società. Per Williams
inoltre era necessario porre in relazione la letteratura con la storia: i testi letterari
non dovevano essere considerati come fonti di realtà sociale. Il metodo principale
di Williams era quello del close reading,differenziando in tal modo gli sutdi letterari
dalla storia.
Thompson invece a differenza di Hoggart e Williams, proveniva da una famiglia
borghese. Dichiarò la sua adesione al marxismo. La sua attività di insegnante
all'interno della formazione di adulti comprendeva la letteratura e la soria sociale. Il
suo scopo era quello di trasmettere al suo pubblico il senso della propria identità e
quindi una coscienza di classe. Le idee di Thompson culminarono nel suo studio
teorico intitolato “The Making of the English Working Class” (1963) in cui pone
l'accento sulla cultura,sull'esperienza soggettiva e sulla resistenza. Definì la cultura
come conflitto esistente tra gli stili di vita (whole way of struggle) dando voce alle
storie della gente comune.
– Stuart Hall (dirige il CCCS dal 1968 al 1979): con Hall la componente politica
delle ricerche del CCCS si evidenziò in modo particolare e giunse a una svolta
teorica. L'influenza del pensiero filosofico europeo (in particolare i lavori di
Althusser) portò al centro dell'attenzione il rapporto tra ideologia e media. Hall
introdusse il CCCS alla complessità della filosofia post-strutturalista francese.
Proprio lo strutturalismo (N.B. Lo strutturalismo considera l'opera presa in esame (e
quindi un testo letterario,un quadro,un film) come un insieme organico
scomponibile in elementi e unità,il cui valore funzionale è dato dall'insieme dei
rapporti fra ogni singolo elemento) offriva alle ricerche interdisciplinari l'accesso a
forme culturali eterogenee. Le analisi strutturali servivano a portare alla luce la
componente ideologica che stava alla base delle forme culturali. I CS condotti
presso il centro ottennero una struttura sia teorica che metodologica: l'apertura nei
confronti di teorie (assenti nella prima fase) e metodi rimase una caratteristica
dominante che permise di prendere in esame i cambiamenti culturali senza
abbandonare però le tematiche che erano state già proposte da Hoggart tra cui la
classe operaia. Fu dato quindi grande rilievo alla LIVED EXPRERIENCE. Si
introdusse anche l'ANALISI TESTUALE. Come reazione agli studi della
subculture che privilegiavano il punto di vista maschile,alla fine degli anni 70
trovarono accesso nel CCCS le teorie femministe e lavori sui razzismi. La
critica femminista contribuì a sviluppare un nuovo campo d'indagine dei CS
nell'ambito della costruzione dell'identità,della soggettività e della sessualità. Negli
anni 70,inoltre,il CCCS cercò di definire un “progetto gramsciano”: si trattava di
affrontare i problemi che Gramsci registrava sotto la categoria di “nazional
popolare”.
– Richard Johnson (dirige il CCCS a partire dal 1979): si assiste alla riduzione del
ruolo dell'analisi testuale a vantaggio della storia e della cultura del quotidiano. (Info
prese dal paragrafo: 2. panorama storico)
Ma cosa succede negli anni 80 e 90?
Come abbiamo potuto vedere negli anni 70 il centro di interesse dei CS erano le indagini
sociologiche sulla cultura del lavoro e successivamente anche i fenomeni giovanili e
subculturali,il cui studio coinvolgeva sia l'ambito universitario che extra-accademico. Dopo
questa prima ondata,negli anni 80 e 90, i CS hanno trovato tri i media già esistenti una
collocazione che li pone tra discussione teorica,arte e cultura popolare. I CS non vanno
intesi come una disciplina scientifica specifica poiché la loro strategia di ricerca si attiene a
un ampio numero di discipline.
A partire dagli anni 80 i CS iniziano a diffindersi negli Stati Uniti prendendo piede in tutte le
istituzioni accademiche. Vi è però una differenza sostanziale tra i CS britannici e
statunitensi:
– CS BRITANNICI: esistono chiaramente fondatori, testi di base e luog
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