Biologia
1. Uno sguardo sulla vita
Le cellule staminali sono cellule non specializzate che possono dividersi, ad esempio le
cellule pluripotenti, che danno origine a tutti i tipi di tessuto. gli scienziati hanno scoperto
come indurre il loro differenziamento per riprogrammare il genoma.
I temi della biologia sono:
Interazioni tra sistemi biologici e la loro struttura e funzionamento
informazioni trasmesse all’interno degli organismi
Vita che dipende da energia
Evoluzione e processo tramite cui le popolazione combacino nel tempo
1.2 le caratteristiche della vita
Le caratteristiche della vita sono:
Organizzazione
Crescita e sviluppo
Metabolismo che si autoregola
Riproduzione
Adattamento ai cambiamenti ambientali
Rispondere agli stimoli
Gli organismi sono composti da cellule generate dalla divisione di cellule preesistenti
(teoria cellulare). Gli organismi possono essere monocellulari o pluricellulari; le cellule
possono essere procariotiche (batteri e archeobatteri) o eucariotiche. Ogni cellula è
circondata da una membrana plasmatica, ha un’informazione genetica (DNA o RNA) e ha
delle strutture per svolgere delle funzioni (organuli).
Gli organismi crescono e si sviluppano. Con crescita biologica si intente l’aumento del
numero o delle dimensioni delle cellule e la crescita di un organismo può essere uniforme
o secondo delle proporzioni che cambiano. Lo sviluppo comprende tutti i cambiamenti che
avvengono durante la vita di un organismo.
Negli organismi viventi avvengono reazioni chimiche e trasformazioni energetiche, che
devono essere regolate per mantenere l’omeostasi. L’insieme delle attività chimiche è
chiamato metabolismo.
Gli organismi derivano da altri preesistenti tramite la riproduzione, che può essere
asessuata o sessuata (variabilità genetica).
Le popolazioni si evolvono e si adattano. Gli adattamenti sono caratteri ereditari che
migliorano le capacità di sopravvivere e possono essere strutturali, fisiologici o
comportamentali.
Gli organismi rispondono a stimoli che possono essere fisici o chimici e esterni o interni. La
risposta è il movimento, diverso dalla locomozione, ad esempio con flagelli, ciglia o
muscoli.
1.3 livelli di organizzazione biologica
La gerarchia è composta da livelli e ogni livello ha le sue proprietà emergenti, cioè
caratteristiche non presenti ai livelli inferiori.
1.4 la trasmissione delle informazioni
Nel 1953 Watson e Crick scoprono la struttura del DNA. È una molecola formata da due
catene di atomi avvolta a doppia elica ed è composta da quattro tipi di nucleotidi. La
sequenza di tre nucleotidi formano un gene, che è un codice che indentifica per una
proteina.
1.5 l’energia della vita
Il Sole fornisce la maggior parte dell’energia, il cui scambio è richiesto per i processi vitali.
Un ecosistema autosufficiente è formato da un ambiente fisico con:
Produttori autotrofi (piante, alghe e alcuni batteri) che ricavano le risposte da
materie prime. Ad esempio la fotosintesi usa l’energia solare, mentre la respirazione
cellulare usa l’energia ricavata dalla rottura dei legami chimici.
Consumatori eterotrofi che dipendono dai produttori e possono essere primari (si
nutrono direttamente dei produttori) o secondari (si nutrono dei primari).
Decompositori eterotrofi (funghi e batteri) che si nutrono di materia organica non
vivente.
1.6 l’evoluzione: il concetto di base unificante della
biologia
L’evoluzione è il processo con cui le popolazioni cambiano nel tempo e consiste nel
passaggio di geni da una generazione all’altra generando differenze.
La sistematica studia la diversità tra gli organismi e le loro correlazioni evolutive e la
tassonomia è la scienza della nomenclatura e della classificazione (dominio, regno,
phylum, subphylum, classe, ordine, famiglia, genere, specie).
La specie è un gruppo di organismi con struttura, funzione e comportamento simili; è
formata da popolazioni che contribuiscono a un pool genico (geni) che deriva da un
antenato comune. Le specie sono unite a formare un genere; il genere e le specie seguono
la nomenclatura binomiale di Linneo e hanno un epiteto specifico.
I regni sono piante, animali e funghi, mentre i domini sono bacteria, archea e eukarya.
Un clade è un gruppo di organismi con un antenato comune.
La teoria dell’evoluzione di Darwin dice che:
I membri di una specie sono diversi
Ci sono più organismi di quelli in grado di sopravvivere, perciò lottano per le risorse
limitate
Gli organismi che hanno caratteristiche più vantaggiose per ottenere le risorse
sopravvivono più facilmente e generano una prole con le stesse caratteristiche,
l’ambiente seleziona gli organismi più adatti.
Le caratteristiche sono date da evoluzioni casuali (cambiamenti fisici o chimici del
DNA) che vengono ereditate
Tutto questo processo è chiamato selezione naturale.
1.7 il procedimento scientifico
Il procedimento scientifico è investigativo e dinamico, diverso dal metodo scientifico che è
ordinato.
Il ragionamento può essere:
Deduttivo, si inizia con informazioni (premesse) per arrivare a una conclusione; si
scoprono le relazioni
Induttivo, si parte da un’osservazione e si cerca il principio generale; si organizza in
categorie
L’ipotesi è la spiegazione possibile di fenomeni su cui gli scienziati possono fare delle
previsioni, cioè conseguenze logiche e deduttive. Le ipotesi devono essere coerenti e
analizzabili, sia che i risultati siano negativi che positivi, e devono essere riproducibili dai
risultati tramite degli esperimenti. Le ipotesi posso no derivare dai modelli.
La teoria scientifica è la spiegazione integrata di più ipotesi. La biologia dei sistemi o
integrativa è la branca della biologia che si basa sulle informazioni dall’approccio
riduzionistico.
Il gruppo sperimentale è diverso dal gruppo di controllo solo per la variabile che si
analizza.
2. atomi e molecole: la base chimica della vita
L’idrogeno (H) e l’elio (He) son nati con il big bang, tutti gli altri elementi sono stati formati
dai processi presenti nelle stelle.
Il biochimico studia le interazioni tra atomi e molecole. Il biologo molecolare studia come
le proteine interagiscono con il DNA (espressione genica). Il biologo evoluzionista studia le
relazioni evolutive comparando il DNA. L’ecologo studia come l’energia si trasferisce negli
organismi. Il botanico studia i composti delle piante. Il fotochimico cerca fonti di agenti
terapeutici.
2.1 elementi e atomi
Gli elementi sono sostanze che non possono essere scisse e sono rappresentati da un
simbolo chimico. C, O, H e N formano il 96% della massa degli organismi; P, K Mg, Ca, I e
Cu compongono l’altro 4%.
L’atomo è la più piccola porzione di un elemento che mantiene le sue proprietà chimiche,
è formato da particelle subatomiche (elettroni, protoni e neutroni). Dal numero di protoni si
ricava il numero atomico; il numero di massa è la somma del numero di protoni e neutroni.
−24
Le masse sono espresse in unità di massa atomica (uma) o dalton. 1uma=1,7 × 10 g
Gli isotopi sono atomi con lo stesso numero atomico e diverso numero di massa, quindi
cambia il numero di neutroni. Ad esempio prozio, deuterio e trizio sono i tre isotopi
dell’idrogeno con rispettivamente, zero, uno e due neutroni (unici isotopi ad avere un
nome proprio). Alcuni isotopi sono instabili e decadono diventando radioisotopi che
14 C
emettono radiazioni. Un esempio è il decadimento del : la decomposizione di un
6
neutrone porta alla formazione di un protone e un elettrone veloce viene emesso come
14 N
particella β: il risultato è un atomo stabile di . La radioattività viene rivelata con un
7
autoradiografia. Gli isotopi sono metabolizzati nello stesso modo degli atomi normali negli
organismi.
Gli elettroni si muovono in regioni di spazio chiamate orbitali, cioè nubi elettroniche sono
aree in cui è più probabile che ci siano gli elettroni (si vede dalla densità). Ogni orbitale
contiene due elettroni due elettroni e determina l’energia dell’elettrone. Gli elettroni posti
in orbitali con energia simile formano un guscio elettronico; quelli più lontani dal nucleo
hanno un’energia maggiore, necessaria appunto per allontanarsi, perché elettroni e nucleo
hanno cariche opposte. Il guscio di valenza ospita gli elettroni dell’ultimo guscio e gli
elettroni di valenza determinano il comportamento chimico. Gli elettroni possono spostarsi
da un orbitale all’altro ricevendo o rilasciando energia.
2.3 le reazioni chimiche
Il guscio di valenza è completo con otto elettroni e se non è completo l’atomo cede,
condivide e acquista elettroni. Il guscio di valenza degli isotopi di uno stesso elemento
sono uguali.
Atomi diversi si combinano a formare composti chimici, che consistono di atomi di due o
più elementi differenti combinati in rapporti fissi. Gli atomi che si combinano chimicamente
vanno a formare le molecole.
Le formule possono essere:
Chimiche e descrivere la composizione chimica
Semplici o empiriche e descrivono i rapporti minimi tra gli atomi
Molecolari e descrivono i rapporti reali tra atomi
Di struttura e descrivono il tipo e il numero di atomi e i loro legami
La mole è la quantità di un elemento o di un composto la cui massa in grammi è uguale
23
alla massa atomica. Contiene sempre lo stesso numero di unità, cioè che è il
6,02× 10
numero di Avogadro. +
A B↔ C+ D
Un equazione chimica è formata da , dove A e B sono i reagenti e C e D i
prodotti. La doppia freccia (una sopra e una sotto in direzioni opposte) indica un equilibrio
dinamico, possibile se la velocità di reazione è uguale in entrambe le direzioni.
2.3 i legami chimici
Gli atomi sono tenuti insieme dai legami chimici e l’energia di legame è l’energia
necessaria per rompere un legame.
LEGAME COVALENTE
Prevede la condivisione degli elettroni e può essere semplice, doppio o triplo se viene
condivisa rispettivamente una, due o tre coppie di elettroni. Gli atomi condividono elettroni
e formano molecole chiamate composti equivalenti, rappresentati da formule di strutture
di Lewis.
Una molecola con due atomi ha una forma lineare, se ne ha di più la sua geometria è
diversa; la forma geometrica fa sì che si abbia la distanza giusta tra gli atomi per
controblanciare la repulsione dei doppietti elettronici. Quando due atomi si legano si può
avere che si arrangino gli orbitali del guscio di valenza, portando all’ibridazione degli
orbitali.
L’elettronegatività è la misura dell’attrazione di un atomo verso gli elettroni condivisi nei
legami chimici. Se è uguale gli elettroni sono condivisi in modo equo, formando un legame
covalente apolare; se è diversa gli elettroni sono attratti dal nucleo dell’atomo più
elettronegativo, formando un legame covalente polare. Quest’ultimo ha due poli, uno con
parziale carica positiva e l’altro con carica parziale negativa.
LEGAME IONICO
Uno ione è una particella con unità di carica elettrica. Se accetta elettroni è chiamato
anione (negativo), mentre se li perde si chiama protone (positivo). Lo ione può essere
composto da più atomi e venire quindi chiamato ione poliatomico.
Un legame ionico si forma per l’attrazione elettrostatica tra ioni di segno opposto. Quello
che si forma è un composto ionico, non una molecola, ed è solitamente solido a
temperatura ambiente, questo perché i legami ionici sono forti. In acqua il composto ionico
si scioglie perché è polare come l’acqua (simile scioglie simile).
LEGAME A IDROGENO
È un interazione debole tra molecole, non tra atomi. Un H legato a O o N accumula una
carica positiva perché il suo elettrone è più vicino agli altri atomi più elettronegativi. L’H
positivo formerà legami con altri atomi di altri composti che hanno parziali cariche
negative. I legami a idrogeno hanno lunghezza e orientamento preciso.
INTERAZIONI DI VAN DER WAALS
Molecole apolari (elettricamente neutre) possono sviluppare regioni con deboli cariche, che
si sviluppano per il movimento egli elettroni; una regione con eccesso temporaneo di
elettroni ha carica negativa, mentre regioni con difetto di elettroni hanno carica negativa.
Molecole vicine possono interagire mediante regioni con carica opposta e formare forze
attrattive deboli tra distanze piccole.
2.4 le reazioni redox
È il trasferimento di elettroni tra una sostanza e un’altra in una reazione chimica.
L’ossidazione è la perdita di elettroni, mentre la riduzione è l’acquisto di elettroni;
avvengono contemporaneamente (ossidante e riducente).
2.5 l’acqua
Le molecole di H O sono polari e può fare legami a idrogeno con altre quattro molecole
2
d’acqua vicine. Questo fa sì che abbia proprietà coesive e adesive (si attacca ad altre
sostanze con cariche). Questo porta a un azione capillare e alla tensione superficiale,
infatti grazie alla coesione le molecole d’acqua hanno maggiore attrazione le une con le
altre che con le molecole d’aria.
Le sostanze idrofiliche sono composti polari che interagiscono con l’acqua, al contrario
delle sostanze idrofobiche che sono apolari.
FORME DELL’ACQUA
L’acqua può presentarsi sotto forma di gas (vapore acqueo), di liquido o di solido cristallino
(ghiaccio).
Con l’aumento della temperatura aumenta l’energia cinetica e termica delle particelle.
L’energia fornita è usata per rompere i legami a idrogeno, solo una parte è usata per
aumentare il movimento delle paricelle e quindi la temperatura.
Il calore di vaporizzazione è l’energia termica necessaria per far passare un grammo di
sostanza dallo stato liquido allo stato di vapore ed è espresso in calorie (1 cal = 4,184 j). Il
calore di vaporizzazione dell’acqua è alto a causa dei legami a idrogeno; le molecole in
rapido movimento tendono ad abbandonare la fase liquida e a trasformarsi in vapore
acqueo, portando con sé l’energia termica e abbassando quindi la temperatura
(raffreddamento per evaporazione). Anche il suo calore specifico (energia necessaria per
innalzare la temperatura) è elevato, sempre a causa dei legami a idrogeno. Questi tengono
anche le molecole alla massima distanza nel ghiaccio, facendo sì che sia meno denso
dell’acqua allo stato liquido.
2.6 acidi e basi
L’ H O tende a dissocarsi in OH e H ; quest’ultimo non sta da solo .a è attratto da una
- +
2
molecola di H O diventando H O . Le loro concentrazioni sono uguali, quindi l’acqua è una
+
2 3
soluzione neutra.
Un acido è una sostanza che in soluzione si dissocia producendo H e anioni (donatore di
+
protoni). Una base è una sostanza che in soluzione si dissocia a formare OH e cationi
-
(accettore di protoni). Il grado di acidità è espresso con il pH, che va da zero a sette negli
+¿
¿
H
¿
acidi e da sette a quattordici nelle basi; si calcola con ( logaritmo negativo in
¿
−log ¿
10
base dieci della concentrazione di H ).
+
Un tampone è una sostanza che si oppone alla variazione del pH ed è molto utile per
mantenere l’omeostasi. Un tampone può essere formato da acido debole e base forte o da
un acido forte e base debole. Ad esempio la CO è uno scarto del metabolismo dei
2
vertebrati; questa con H O forma l’acido carbonilico H CO , che è un acido debole che si
2 2 3
-
O
dissocia in H e nello ione bicarbonato HC .
+ 3
I sali sono composti da un acido e una base che reagendo vanno a formare apponto il sale
più acqua. In acqua i sali conducono carica elettrica, sono quindi elettroliti.
3 la chimica della vita: i composti organici
Gli atomi di C uniti con legami covalenti ad altri C o con H, O, N, P e S sono chiamati
composti organici, che si possono sintetizzare da composti inorganici. Il carbonio ha
quattro elettroni di valenza, quindi più fare quattro legami covalenti non complanari, cioè
con angoli di 109,5°. I legami possono essere singoli e quindi avere rotazione libera oppure
essere doppi o tripli che non hanno rotazione libera e quindi non sono flessibili. I composti
formati da C e H sono chiamati idrocarburi.
Gli isomeri sono composti con la stessa formula molecolare, ma con strutture e proprietà
diverse. Possono essere strutturali, cioè che cambia la disposizione covalente degli atomi
di catena o di gruppo funzionale; oppure possono essere geometrici dove cambia la
disposizione spaziale dei gruppi (isomeri cis o trans). Gli enantiomeri sono due isomeri che
sono l’uno l’immagine dell’altro e quindi non sono sovrapponibili; hanno proprietà uguali,
ma le cellule sono in grado di distinguere tra i due isomeri, uno solo dei quali è presente
negli organismi. Negli enantiomeri se il carbonio è legato a quattro gruppi diversi, questo
viene chiamato chirale.
GRUPPI FUNZIONALI
Gli idrocarburi non hanno regioni cariche, sono quindi idrofobici.
I gruppi funzionali determinano proprietà e tipi di reazione:
Gruppo metilico R-CH
3
Gruppo ossidrilico R-OH è polare perché l’ossigeno è più elettronegativo e attira gli
elettroni assumendo una carica negativa
Gruppo carbonilico R=O è idrofilico
Gruppo aldeidico R-COH
Gruppo chetonico R-CO-R
Gruppo carbossilico R-COOH dove gli
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