BIOLOGIA E GENETICA
• ESSERI VIVENTI
Sono caratterizzati da una complessità ben definita. All’interno di ogni specie vivente esistono delle istruzioni che determinano
come si svilupperà un determinato organismo vivente.
Hanno necessità di portare a termine determinate reazione chimiche che hanno bisogno di essere catalizzate, questa funzione è
svolta degli enzimi. Queste reazioni chimiche permettono di acquisire materia allo scopo di accrescersi e riprodursi. Hanno quindi
anche la capacità di riprodursi, avviene così la duplicazione del materiale genetico. Gli organismi possono evolversi, ovvero
acquisire nuove caratteristiche e adattarsi all’ambiente che cambia.
Possiamo classificarli in:
• Procarioti (materiale genetico sparso nella cellula)
• Eucarioti (racchiudono il materiale genetico nel nucleo)
• Unicellulari
• Pluricellulari
• Autotrofi (possono acquisire energia e materia da
materiale inorganico)
• Eterotrofi (organismi che consumano materiale organico e
ossigeno liberando CO , H O ed energia)
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Tutti gli esseri viventi sono derivati da un unico antenato comune.
Gli organismi poi si sono evoluti e diversificati. La prima distinzione
avviene fra BATTERI e ARCHEOBATTERI (da cui si sono generati gli
eucarioti).
Grosso modo la costituzione chimica di una cellula è per il 70% costituita da H O, mentre per il 30% è costituita da
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macromolecole (lipidi 2%, acidi nucleici 7%, proteine 15%, carboidrati 2%) (26%) e ioni (4%).
L’acqua è una molecola importantissima:
• È una molecola dipolare, ha una carica negativa parziale sull’ossigeno e una carica positiva
parziale sull’idrogeno.
• È in grado di solvatare sia molecole polari che non. L’unica molecola non solubile in acqua è il
lipide.
• È in grado di costituire legami a idrogeno che sono più o meno presenti a seconda della
temperatura.
Struttura base costituita da composti del carbonio: alcoli, aldeidi, chetoni, acidi carbossilici, esteri
MACROMOLECOLE: carboidrati, lipidi, acidi nucleici, proteine
CARBOIDRATI
Idrati del carbonio, polialcoli contenenti un gruppo aldeidico o chetonico. Si suddividono in:
• MONOSACCARIDI: non possono generare per idrolisi composti a peso molecole inferiore, sono i carboidrati più semplici. I
carboidrati a più di 4 atomi di carbonio si osservano più frequentemente in forme ad anello chiuso, formate da 4/5 atomi di
carbonio e da un atomo di ossigeno.
Si differenziano per il gruppo funzionale, per la lunghezza (n. di carboni) e per la stereoisomeria.
Gruppo aldeidico ALDOSI
Gruppo chetonico CHETOSI
Il carbonio è CHIRALE, cioè legato a quattro atomi o gruppi atomici diversi. Il carbonio chirale dà origine ad una
STEREOISOMERIA (identica concatenazione, ma diversa disposizione spaziale) e quindi a due enantiomeri: uno L e uno D. Per
capire di quale enantiomero si tratta bisogna guardare il gruppo OH del carbonio chirale più lontano dal gruppo aldeidico o
chetonico.
Che cosa accade se vengono immersi in soluzione? Avviene una reazione tra il gruppo aldeidico o chetonico e il gruppo idrossile
che porta il monosaccaride ad assumere una forma ciclica. È una reazione all’equilibrio.
I monosaccaridi possono legarsi fra loro attraverso un LEGAME GLICOSIDICO che, quando si forma, libera acqua.
• DISACCARIDI
Unione di due monosaccaridi, i più diffusi e importanti sono quattro:
• MALTOSIO = α-D-glucosio + α-D-glucosio legame glicosidico α14
• LATTOSIO = β-D-galattosio + D-glucosio legame glicosidico β14
• SACCAROSIO = α-D-glucosio +β-D-fruttosio legame glicosidico α, β12
• CELLOBIOSO = α-D-glucosio + α-D-glucosio legame glicosidico β14
• OLIGOSACCARIDI
• POLISACCARIDI: sono costituiti da diverse decine o centinaia di unità monosaccaride unite fra loro da legami glicosidici
ed hanno quindi pesi molecolari molto elevati
• CELLULOSA, polimero di α-D-glucosio legame glicosidico β14
• GLICOGENO, dato dall’amilosio (catena lineare α14) e dall’amilopectina (dà i punti di ramificazione circa ogni 8-12
α16).
• AMIDO, catena lineare α14 e catena ramificata α16 ogni 24-30
I carboidrati assumono funzione energetica, di struttura e di riserva.
ACIDI GRASSI E LIPIDI
Sostanze solubili in solventi organici come cloroformio, etere, metanolo, etc.
Acidi carbossilici a catena lunga
• Funzione di riserva
• Funzione strutturale
• Trasmissione dello stimolo nervoso
• Precursori di vitamine
• Precursori di ormoni e molecole segnale
• Funzioni di isolante termico
Si dividono in:
• SAPONIFICABILI: fanno reazione di idrolisi. Possono essere:
• Semplici: per idrolisi danno alcol + acido grasso si ottengono dal GLICEROLO e sono monogliceridi (1 coda di acido
grasso), digliceridi (due code si acidi grassi) o trigliceridi (tre code di acidi grassi).
• Complessi: per idrolisi liberano alcol + acido grasso + fosfato o saccaride.
• Fosfolipidi: si formano a partire dalla molecola di glicerolo alla quale vengono aggiunte due code di acidi
grassi (idrofobiche) e un gruppo fosfato legato ad una ammina (idrofila) che forma la testa. Sono i costituenti
della membrana plasmatica doppio strato, si dispongono con le teste verso l’interno e l’esterno della cellula
e con le code le une verso le altre. Questi vengono chiamati GLICEROFOSFOLIPIDI (fosfogliceridi) perché la
base è la molecola di glicerolo, ma esistono anche gli SFINGOFOSFOLIPIDI fatti con la sfingosina.
• Glicolipidi: si formano sempre a partire dalla molecola di glicerolo alla quale viene aggiunta una sola coda di
acido grasso, un amminoalcol e un monosaccaride GLICOGLICEROLIPIDI. Come per i fosfolipidi, anche i
glicolipidi possono essere costituiti dalla sfingosina GLICOSFINGOLIPIDI. Anch’essi fanno parte della
membrana, ma come recettori.
Gli ACIDI GRASSI sono gli acidi carbossilici a più di tre atomi di carbonio, possono essere saturi (C :0 → lo zero significa che non ci
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sono doppi legami) o insaturi (C :1 → un doppio legame in posizione nove) a seconda della presenza o meno di doppi legami. I
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doppi legami danno fluidità alla molecola.
• NON SAPONIFICABILI: non fanno reazione di idrolisi. Gli STEROIDI sono derivati da idrocarburi tetraciclici il più comune è
il COLESTEROLO: si trova nelle membrane plasmatiche perciò ha un acido grasso al suo interno. La membrana, dove c’è il
colesterolo, è più fluida.
Sono sostanze ANFIPATICHE, cioè sostanze sia idrofile che idrofobiche.
• TRIGLICERIDI= I trigliceridi sono lipidi semplici, rappresentano i principali lipidi di deposito sia negli organismi animali
che in quelli vegetali.
• FOSFOGLICERIDI: fosfolipidi derivati dal glicerolo, nel quale due gruppi alcolici sono esterificati da acidi grassi, mentre il
terzo gruppo alcolico è esterificato da acido fosforico
• SFINFOLIPIDI: fosfolipidi derivati dalla reazione della sfingosina con un acido grasso, per formare
un’ammide tra il gruppo carbossilico dell’acido e il gruppo amminico della sfingosina.
• GLICOLIPIDI: i lipidi possono essere modificati dall’aggiunta di carboidrati. I più comuni sono i
cerebrosidi ed i gangliosidi • STEROIDI: sono composti caratterizzati dal fatto di presentare un
complesso scheletro carbonioso ciclico ad anelli condensati.
Il principale di questi composti è il colesterolo. Esso è un importante
costituente delle membrane, in quanto si inserisce nella porzione
apolare del doppio strato lipidico, interferendo con l’impaccamento
delle cose dei lipidi, contribuendo ad aumentare la fluidità delle
membrane, soprattutto alle basse temperature. Il colesterolo è il
precursore di altri steroidi di grande importanza, come gli ormoni
steroidei. Questi comprendono gli ormoni sessuali e gli ormoni della
corteccia surrenale.
ACIDI NUCLEICI
Gli acidi nucleici sono formati dall’unione di più NUCLEOTIDI. Un nucleotide è costituito da: uno zucchero (ribosio o
deossiribosio), una base azotata e tre gruppi fosfato.
Sono rappresentati da:
ACIDO RIBONUCLEICO (RNA)
ACIDO DESOSSIRIBONUCEICO (DNA)
ZUCCHERI BASI AZOTATE
I nucleotidi oltre ad essere i monomeri che costituiscono gli acidi nucleici, svolgono anche un ruolo centrale negli scambi di energia
all’interno delle cellule, altri svolgono funzioni di regolazione, altri sono coinvolti nel funzionamento degli enzimi responsabili delle
reazioni di ossidoriduzione biologica, altri infine intervengono in diversi processi di utilizzazione degli zuccheri all’interno delle
cellule.
La base azotata legata allo zucchero costituisce un nucleoside, il nucleoside legato al fosfato forma il nucleotide. Per formare acidi
nucleici si legano tra loro con un legame FOSFODIESTEREO 5’-3’.
Il DNA formato dall’unione a doppia elica di due catene di nucleotidi, costituisce i cromosomi, strutture depositarie
dell’informazione genetica all’interno del nucleo delle cellule. L’informazione viene trasportata da una generazione all’altra.
- Esso è presente in tutte le cellule in grado di riprodursi
- la sua quantità è costante in tutte le cellule di un dato organismo,
- presenta una struttura chimica che gli consente di contenere una quantità praticamente infinita di informazione,
- possiede una struttura che gli consente di essere duplicato con facilità
Le due eliche sono rivolte in direzioni opposte, ovvero là dove una presenta l’estremità 5’, l’altra presenta l’estremità 3’: si dice
che hanno andamento antiparallelo
Ogni RNA è caratterizzato da una propria sequenza nucleotidica, che è specificata dalla sequenza nucleotidica del segmento di
DNA che costituisce il gene per quel particolare RNA. Il processo di passaggio di informazione da DNA a RNA viene indicato con il
termine trascrizione. L’RNA è costituito da una sola catena polinucleotidica
- RNA ribosomiale (rRNA): sintesi delle proteine
- RNA transfer (tRNA): trasporta amminoacidi per la sintesi delle proteine
- RNA messaggero (mRNA): copia le informazioni genetiche del DNA per la sintesi delle proteine
- piccole classi di RNA che servono per processi regolatori all’interno della cellula
PROTEINE
Le proteine sono polimeri di amminoacidi, legati da un legame peptidico. La sequenza di amminoacidi è la struttura primaria di
una proteina.
Gli amminoacidi sono molecole a base di carbonio con un gruppo carbossilico (COOH), un gruppo amminico (NH ) e un gruppo R.
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Il carbonio è quindi chirale e avviene la stereoisomeria. Per differenziare i due enantiomeri si guarda il gruppo amminico da che
parte è rispetto al carbonio. Gli amminoacidi della serie L sono quelli più diffusi in natura.
Gli amminoacidi in totale sono 20 e si suddividono in quattro classi a seconda del gruppo R:
• Polari: radicale contiene gruppi funzionali polari ed è quindi solubile in acqua
• Apolari: il radicale ha caratteristiche apolari ed è quindi insolubile in acqua
• Carichi positivamente
• Carichi negativamente
Sono ANFOTERI, cioè si comportano sia da acido che da base: in soluzione acida si comporta da base accettando H+ e assumendo
carica positiva, in soluzione basica si comporta da acido cedendo H+ e assumendo carica negativa.
IONE DIPOLARE/ zwitterione avviene una reazione intramolecolare tra il gruppo carbossilico e il gruppo amminico: il primo si
comporta da acido cedendo un protone che viene accettato dal gruppo amminico (base). Il PUNTO ISOELETTRICO è il valore di pH
per il quale l’amminoacido assume la forma di ione dipolare e la carica totale è zero.
Le proteine possono essere divise in
• Proteine fibrose: di forma molto allungata
• Proteine globulari: di forma più o meno rotondeggiante
Le proteine possono avere
• STRUTTURA PRIMARIA: rappresentata dalla sequenza degli amminoacidi lungo la catena polipeptidica
• STRUTTURA SECONDARIA: la catena polipeptidica assume una disposizione nello spazio regolare e ripetitiva, stabilizzata
da legami a idrogeno tra il gruppo -NH- di un legame peptidico e il gruppo -CO- di un altro
• α-elica: la catena si attorciglia su sé stessa e rimane nella forma grazie ai legami a idrogeno.
• β-foglietto: diversi segmenti di catena polipeptidica, questa volta distesa, si dispongono parallelamente gli uni agli
altri
• STRUTTURA TERZIARIA: consiste nel mondo in cui la catena si raggomitola per dare origine alla proteina nativa
• STRUTTURA QUATERNARIA: si osserva solo nelle proteine costituite da più di una catena polipeptidica e descrive il modo
con cui le singole catene già raggomitolate nella propria struttura terziaria si associano a formare la struttura completa.
Funzione:
• Enzimatica: catalizzano reazioni
• Strutturale: es cheratina
• Trasporto: es. emoglobina
• Movimento: es actina, miosina
• Immunità: es anticorpi
• Comunicazione: es ormoni
DENATURAZIONE = la proteina perde la sua funzionalità biologica, i legami responsabili della struttura primaria, secondaria e
terziaria si rompono a causa di alte temperature, pH e solventi organici. Può essere reversibile o irreversibile.
CELLULE
unità fondamentale degli esseri viventi.
Cellule procariote: più semplice dell’eucariote. Contiene enzimi, ribosomi, DNA e RNA liberi nel citoplasma circondato da una
membrana, a sua volta circondata da una parete cellulare (non sempre). Sulla membrana sono presenti pili o flagelli strutture
proteiche per il movimento e l’ancoraggio.
Cellule eucariote: protoplasma circondato da una membrana plasmatica al cui interno è presente del materiale genetico diviso
dal citoplasma tramite una seconda membrana.
Nella cellula eucariote sono presenti diversi organelli:
• Reticolo endoplasmico (RE): sistema di membrane ripiegate la cui superficie può essere ricoperta o meno da ribosomi:
RE rugoso e RE liscio. Le sue funzioni sono:
• Sintesi lipidica (REL)
• Sintesi proteica (RER)
• Riserva di ioni Ca 2+
• Detossificazione
Il RER e il REL non sono presenti con le stesse quantità in tutte le cellule: ad esempio il REL è abbondante nelle cellule delle
ghiandole endocrine.
• Apparato di Golgi: sistema di cisterne piatte e lisce. La sua funzione è lo smistamento delle proteine che arrivano dal RER.
Le vescicole lipidiche con le proteine al loro interno arrivano sulla parete cis dell’apparato di Golgi, liberano le proteine
che entrano nella zona centrale dove vengono modificate ed infine escono racchiuse in vescicole dalla parete trans. Le
vescicole viaggiano grazie ai microtubuli e vanno all’interno o all’esterno della cellula.
• Mitocondri: costituita da una doppia membrana
• Esternaè liscia e permeabile, perché ci sono i pori.
• Internaè fatta da invaginazione ed è impermeabile, contiene la matrice mitocondriale=enzimi e DNA
mitocondriale. Si pensa che i mitocondri fossero antichi batteri che furono inglobati da una
cellula eucariotica ancestrale perché, insieme ai cloroplasti, sono gli unici
organuli ad avere del materiale genetico. La funzione dei mitocondri è la
produzione di energia attraverso la respirazione ossidativa: ci sono diversi
complessi di proteine immersi nella matrice mitocondriale che formano una
catena di trasporto di elettroni, ottenuti dall’ossidazione dei nutrienti, che
consuma una molecola di ossigeno che è l’accettore finale degli elettroni. La
catena permette alla cellula di pompare protoni H+ all’esterno della matrice
mitocondriale, questi protoni creano una forza protonmotrice che viene
sfruttata dal complesso ATP per produrre ATP.
• Cloroplasti: due membrane ripiegate su sé stesse. Hanno la
funzione di produrre energia negli organismi vegetali. Cattura
energia luminosa attraverso il pigmento della clorofilla e la
convertono in energia chimica producendo ossigeno, che per loro è
un elemento di scarto.
• Lisosomi: sono circondati da una membrana, al loro interno mantengono un pH acido pari a 5 tramite una pompa che fa
entrare protoni H , contiene degli enzimi. È definita la “discarica” della cellula perché il suo compito è quello di degradare
+
le molecole, agenti esterni o organuli che non funzionano più e recuperare i costituenti che libera in cellula.
• Perossisomi: vescicole che contengono enzimi e si occupano di degradare gli acidi grassi e i composti tossici. Hanno una
membrana singola.
• Inclusioni: accumuli citoplasmatici di sostanze di secrezione e di rifiuto del metabolismo.
CITOSCHELETRO: è una struttura proteica che fa da scheletro alla cellula (il
citoplasma è molle non sta in piedi da solo). È costituito da tre filamenti
diversi:
• Microfilamenti: polimeri di actina globulare che si organizzano in
strutture a forma di elica. Hanno un’estremità positiva, dove continuano ad
aggiungersi monomeri di actina, e un’estremità negativa, dove vengono tolti
i monomeri le due attività sono in equilibrio il filamento rimane invariato.
Ha funzione di sostegno e movimento.
• Filamenti intermedi: proteine che si attorcigliano e formano dei
bastoncini che si uniscono a formare dei filamenti più o meno elastici,
dipende dalla proteina che li forma. Sono i più stabili, hanno infatti funzione di sostegno, e i meno solubili.
• Microtubuli: tubi cavi formati da tubulina α e β, due polipeptidi globulari, che polimerizzano
in 13 protofilamenti lineari. Il microtubulo è polare, con un’estremità positiva (in crescita
veloce) e una negativa (in crescita lenta). Servono per il trasport
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