L'uomo della sabbia di Hoffmann
L'uomo della sabbia è un breve racconto di Hoffmann, narrato da un narratore estraneo alla vicenda a cui sono pervenute alcune lettere aventi come mittenti e destinatari Nataniele, Lotario e Clara.
Prima lettera: Nataniele a Lotario
Durante un periodo di lontananza dalla città natale e dalla madre a causa dei suoi studi, Nataniele scrive a Lotario, fratello della sua amata Clara. Nataniele è sconvolto da alcuni terribili presagi. In casa sua ha fatto irruzione un mercante italiano di barometri, il signor Coppola: subito Nataniele ha visto nell'uomo la somiglianza con l'odiato Coppelius e l'ha cacciato di casa, ma l'episodio lo getta ancora nello sconforto e nella preoccupazione.
Tramite un flashback, Nataniele spiega a Lotario chi sia Coppelius. Costui era un avvocato che frequentava la casa di famiglia quando Nataniele era un bambino; era un omaccione che incuteva timore nei bambini e che aveva occhietti malvagi e mani nodose e bitorzolute. Conscio del ribrezzo che instillava nei piccoli, godeva nel sottrarre loro anche i piaceri dati dal consumo di dolciumi e prelibatezze, toccando il cibo con le sue mani orrende.
"Immaginati un uomo alto, dalle spalle larghe, con una grossa testa informe, il viso terreo, le sopracciglia grigie e cespugliose, sotto le quali lampeggiano due occhi da gatto verdastri e pungenti e un naso grande e grosso cadente sopra il labbro superiore. La sua bocca si torce spesso in un sorriso malvagio; si vedono allora sulle guance due macchie scarlatte e uno strano sibilo gli passa attraverso i denti stretti. Coppelius compariva sempre con una giacca color cenere di taglio antiquato, il panciotto e i calzoni dello stesso colore, ma portava calze nere e le scarpe con piccole fibbie ornate di pietre. La piccola parrucca gli copriva a stento il cocuzzolo, i cernecchi gli stavano appiccicati sopra le grandi orecchie rosse e una larga reticella per i capelli saltava fuori dalla nuca, lasciando vedere il fermaglio d'argento che teneva fissata la cravatta pieghettata. Tutto il suo aspetto era stomachevole e odioso."
L'avvocato Coppelius arrivava solitamente dopo cena, facendo sprofondare nella tristezza la madre di Nataniele e chiudere nel silenzio il padre, solitamente bonario, allegro e affettuoso nei confronti dei figli, a cui raccontava favole e storie avventurose. La madre, in tali circostanze, portava a letto i figli, dicendo loro che se non si fossero addormentati subito sarebbero stati sorpresi dall'uomo della sabbia (chiamato così perché avrebbe gettato negli occhi dei bambini disobbedienti e restii a dormire della sabbia).
La governante di famiglia aveva alimentato le leggende riguardanti l'uomo della sabbia, arricchendole di particolari: l'uomo della sabbia avrebbe strappato gli occhi ai bambini indocili e li avrebbe portati sulla Luna per far sì che i suoi piccoli se ne cibassero. Nataniele, da bambino, era sempre stato colpito da queste storie e spesso dunque si era lasciato condurre a letto senza protestare, dal momento che spesso dopo essersi trovato a letto sentiva dei passi lenti e pesanti sulle scale. Colpito da questi racconti sull'uomo della sabbia, chiede spiegazioni alla madre, che sorridendo gli rivela che non esiste nessun uomo della sabbia: quando si è stanchi ci si gratta gli occhi come se ci avessero gettato della sabbia. Nataniele crede che la madre abbia voluto tranquillizzarlo ad ogni modo, rimanendo poco convinta lei stessa.
Il bambino inizia a identificare l'uomo della sabbia con Coppelius, che sottrae a lui e ai fratelli la presenza del padre ("un mostro orribile che, dove arrivava, portava con sé dolori e miserie, momentanei o perpetui").
Una sera però assiste ad una discussione tra i genitori: la madre è contrariata dal fatto che dopo cena debba arrivare Coppelius; curioso di scoprire cosa avvenga durante gli incontri tra Coppelius e il genitore, finge dunque di andare a dormire ma entra di soppiatto nello studio del padre e si nasconde dietro alla tendina di un mobile: vi si accuccia all'interno e aspetta.
Dopo poco Coppelius e il padre indossano delle tuniche nere e iniziano a maneggiare boccette, minerali e cristalli e Nataniele vede il volto del genitore trasfigurato e con le sembianze dell'odiato avvocato. Gli occhi del padre sembrano vitrei, illuminati da una fiamma azzurrognola e Nataniele, spaventato, caccia un urlo di terrore ed esce fuori dal suo nascondiglio. Coppelius afferra il bambino e sogghignando lo minaccia di buttargli tizzoni ardenti sugli occhi; il padre prega l'avvocato di usare clemenza sul figlio, che sviene dallo spavento e si risveglia giorni dopo tra le braccia dell'amorevole madre.
Non appena Nataniele si riprende, apprende con sgomento che la sera stessa tornerà Coppelius. La madre è furiosa con il marito, che le promette che l'avvocato farà loro visita per l'ultima volta. Nataniele è deciso ad evitare un ulteriore incontro con Coppelius e fila in camera sua; per la paura non riesce a prendere sonno e ad un certo punto ode un tonfo tremendo. Si precipita in corridoio e vede il padre stramazzato al suolo, con il volto nero, bruciato, e morto. Coppelius approfitta del momento di preoccupazione generale per abbandonare la città.
Per anni Nataniele ha...