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GIOCHI SPORTIVI : MODULO 1 → Origine dei giochi sportivi XIX secolo

In generale lo sport dell'era moderna ha origine in Inghilterra nel XIX, laddove è dilagato il

fenomeno della industrializzazione, del parlamento e della democrazia.. La Gran Bretagna per

prima ha inteso lo sport come un attività educativa. Da qui lo sport si è sviluppato nel resto

del mondo cambiandone per sempre la mentalità e i principi. Possono distinguersi subito due

categorie : una categoria di giochi già diffusi precedentemente modificata in base ad un

adeguamento, come per esempio il calcio e il baseball. Dall'altra una categoria che racchiude dei

giochi completamente “inventati” dal nulla, come il basket e la pallavolo. Iniziamo a parlare

della prima categoria.

Come nascono i giochi sportivi? All'interno del Paese si crearono delle condizioni per la

progressiva diminuzione della tensione tra i ceti e si sviluppò una nuova sensibilità circa l'uso

della violenza; nacque una nuova classe di uomini benestanti e conseguentemente dei “club”,

ovvero dei gruppi di soci che potevano disporre di un campo da gioco idoneo al Football o al

cricket. La partecipazione a un club divenne motivo di distinzione sociale, ciascun club definiva

una propria entità sociale, all'interno della quale potevano rientrare anche i più umili.

Fino agli inizi dell'Ottocento le istituzioni erano di due tipi : giornaliera o in convitto. Quelle in

convitto prevedevano la presenza nelle stanze da parte degli alunni e la partecipazione alle

lezioni. Queste vennero definite più avanti “public” schools ma non perché fossero sostenute

economicamente dallo stato, ma perché ricoprivano una formazione globale di tipo pubblico per

le persone che vi partecipavano. Queste scuole permettevano ai giovani, anche di ceto medio, di

potersi formare sotto una nuova educazione signorile. É proprio all'interno di queste scuole che

inizia a prendere spazio l'attività fisica e lo sport in generale; gli sport più praticati erano il

cricket, il rugby e il football, questi avevano un affluenza di classi diverse tra di loro :

rispettivamente alte, medie e basse. La partecipazione scolastica porta alla diffusione di

massa : i giochi sportivi di squadra sono per tutti.

Cambia prospettiva dell'idea di gioco e di sport : la precedente prospettiva focalizzata

sull'addestramento militare prevedeva lo sport utile per la nazione, per la comunità, per

l'istituzione e infine utile per sé (divertimento); la nuova prospettiva dello sport è invece

focalizzata sull'utilità per sé, per l'istituzione, per la comunità e infine per la nazione. La

nuova prospettiva prevede l'uniformità delle regole, la misurazione dei tempi, assegnazione di

punteggi e organizzazione temporale autonoma. Fino al 1845 ogni college giocava la propria

versione del football : dribbling game e running game, questo dipendeva dalle disponibilità e

dallo spazio dei campi di gioco all'interno delle strutture. In questo periodo all'interno della

Rugby School operò un personaggio che rimarrà famoso per le doti sportive ma anche educative

generali, ovvero Thomas Harnold, il quale dal 1828 al 1842 è Rettore del college di Rugby e

rappresenta l'iniziatore dei metodi moderni di “self-government” scolastici. Nel 1845-1846 vi è

la prima pubblicazione delle regole di gioco del college di Rugby : “Le leggi del Football

giocato presso la Rugby School”. Solo a Londra erano presenti almeno 20 club differenti. Lo

sviluppo del Rugby è stato reso possibile dalla politica educativa di Harnold di intendere lo sport

come il gioco della vita, lo sport preparava le persone da un punto di vista sociale, educativo, di

comportamento, di regole. Solo il più forte riesce a vincere.

Il 26 Ottobre del 1863 a Londra si riuniscono i rappresentanti di 12 clubs e fondano la

FOOTBALL ASSOCIATION, che inizialmente rappresentava l'unione del rugby e del calcio.

Successivamente l'8 dicembre dello stesso anno tutti i tentativi di armonizzare i due insieme

principali di regole fallisce e nasce la biforcazione tra calcio e rugby. Ovvero da una parte c'era

chi prediligeva il dribbling game (football association), e dall'altra il running game (rugby

union). Il calcio prese sempre più spazio e il suo sviluppo fu rapido ed esteso a tutti (questo

perché comprendeva al suo interno la classe lavoratrice, che finalmente vide approdare il leisure

time anche nella loro vita, ovvero il piacere del passatempo libero, il sabato libero e un tenore di

vita più elevato). Sempre nel 1863, il campo misurava 127x 91,43 metri, la durata ed il numero

dei giocatori veniva deciso dai capitani. Nel 1870 vennero introdotte bandierine, traversa e

arbitri. Nel 1872 fu fissata per la prima volta la misura del pallone.

Nasce il professionismo sportivo : Il professionismo primordiale era inteso come differenza dal

dilettantismo, i professionisti divennero i lavoratori e i dilettanti erano rappresentati dai ceti

medio alti; il professionismo nel calcio fu possibile grazie alla classe dei lavoratori che ne faceva

parte. Iniziarono ad organizzare partite regolate da un calendario, i campi di gioco accoglienti

con spalti grandi, aumentano partite tra le diverse città, pubblico che paga il biglietto, sabato

pomeriggio libero, si sviluppa anche il fenomeno delle scommesse e dei campionati di categoria

(differenziazione per livelli). Inoltre i giocatori iniziavano ad essere retribuiti, poiché facendo

parte della classe dei lavoratori, stavano perdendo del tempo per potersi guadagnare da vivere.

Quindi subentra l'idea che più un giocatore è forte e fa vincere il proprio club e più viene

retribuito.

Il football approda nel resto dell'Europa; in Italia inizialmente approda a Napoli, Genova,

Palermo e Livorno. Nel Nord America lo sport diventa subito fenomeno di massa,

spettacolarizzazione ed è legato ai risultati, si distingue rapidamente dall'Inghilterra, infatti non si

praticava né calcio né rugby ma erano conosciuti sport come Lacrosse, Football americano,

baseball.

Chi era James Naismith (1861-1939)? Tutta la storia della vita di James... fino a che non arriva

a Springfield e si iscrive alla School of Cristian Workers (progetto che faceva parte dell' YMCA);

qui conosce Luther Gulick, personaggio che lo spinse a inventare un nuovo sport per i giochi

invernali per gli allievi della scuola. Il 21 Dicembre 1891 Naismith presenta la sua nuova

creatura, il Basketball. Il 15 Gennaio 1892 Naismith pubblica le regole del nuovo gioco.

Successivamente parte per recarsi a Denver ed iscriversi alla Gross Medical School, con una

moglie ed una figlia. I problemi si aggravano quando la moglie, durante la sua seconda

gravidanza, perde completamente l'udito a causa del tifo. Nel 1897 nasce la secondogenita e poco

dopo James si laurea a pieni voti in medicina. Si trasferiscono a Lawrence con un incarica di

Athletic Director e un contratto garantito e il dottor James inizia la sua nuova carriera. Nel

frattempo froma una squadra di basket e allena fino al 1912; inaugura corsi di educazione

sessuale, igiene infantile ed entra a far parte della Massoneria. A 54 anni divenne cappellano e

venne spedito con le truppe americane a combattere i ribelli; poi il grande balzo verso l'Europa

sconvolta dalla prima guerra mondiale. Alle Olimpiadi del 1904 il basketball non viene ancora

riconosciuto come sport ufficiale, ma a Berlino nel 1936 vi è la comparsa ufficiale nel

programma. Tornato a Lawrence dopo le Olimpiadi, la moglie muore di attacco cardiaco. James

si risposa con una donna più giovane di lui, ma poco dopo il 28 novembre del 1939 morirà di

emorragia cerebrale.

I principi che spinsero James a inventare il nuovo gioco furono che il gioco doveva svolgersi

dentro la palestra, c'era bisogno della palla e si doveva trovare un modo per fare avanzare i

giocatori senza calci, né pugni, ovvero passandosi la palla tra di loro. L'obiettivo del gioco era

fondato su un principio orizzontale e non più verticale, questo tiro a parabola avrebbe

permesso meno vetri rotti e meno forza applicata ma più precisione da parte dei giocatori,

l'obiettivo era dunque quello di far canestro all'interno di due ceste poste alle estremità della

palestra, inizialmente vennero usate delle vere e proprie ceste per la verdura e vennero poste a 3

metri e 5 di altezza (misura rimasta in vigore fino ai nostri giorni). Il nuovo gioco, denominato

ufficialmente Basketball, divenne in poco tempo interesse internazionale, i canestri si evolvono

giorno dopo giorno : un anello di ferro e una rete di corda chiusa in fondo. Nel 1894 viene

inventata una nuova palla studiata appositamente per il basket. Il palleggio all'inizio non era

previsto nelle 13 regole di Naismith ma divenne ben presto una necessità per sfuggire ai

marcamenti più aggressivi. Le regole mutavano di anno in anno, di partita in partita fino a che

non venne richiesto di uniformare una volta per tutte il regolamento di questo sport. Anche il

basket femminile prese piede, modificato in alcune regole, chiamato Basquette e solo molto più

tardi (circa 30 anni dopo) uniformato al basket maschile.

A Venezia nel 1919 vi è il primo campionato nazionale; nel 1921 nasce la Federazione

Italiana Basket-ball; 1925 prende il nome di Federazione palla al cesto; 1931 nome

definitivo Federazione pallacanestro.

William George Morgan incontra Naismith nel 1892 mentre studiava presso lo Springfield

college; secondo YMCA (associazione dei giovani cristiani, fondata a Londra, a cui William

prese parte nel 1893) l'uomo è un'unità (nel suo corpo, nella sua mente e nella sua anima), si

segue la legge della simmetria e il principio secondo cui la struttura è fatta dalla funzione.

Morgan trovava il basket troppo “rozzo”, aveva bisogno di un attività meno strenua, inizialmente

chiama il gioco “Mintonette” e crea un nuovo pallone. Nel 1895 fa la comparsa negli USA un

gioco proveniente dall'India, Minton, molto simile a quello di Morgan, al quale proposero

di cambiare nome in “volley ball”, nome più appropriato; aggiudicato il nuovo nome, vengono

istituite le prime regole nel 1896. Elwood Brown diffonde il volley in tutta l'Asia, dal 1900 al

1917. Il 31 Marzo 1946 a Bologna nasce la Federazione Italiana Pallavolo (FIPAV); nel 1947

si riuniscono invece 15 paesi rappresentanti e danno vita alla FIVB, federazione internazionale

volleyball. Nel 1948 a Roma viene organizzato il primo campionato europeo, vince la

Cecoslovacchia. Dal 1964 diventa disciplina Olimpica.

MODULO 2 → Classificazione dei Giochi Sportivi

Dal Monte (1969) divide tutte le attività sportive in sei gruppi :

1- Attività di potenza : impegno di forza, impulsivo e propulsivo con una durata circa di 10''.

2- Attività di destrezza : Con rilevante impegno muscolare, a scopo posturale o con poco

impegno muscolare.

3- Attività ad impegno prevalentemente anaerobico : durata da 20''-40''.

4- Attività ad impegno aerobico anaerobico massivo : durata da 40'' a 4'-5'.

5- Attività di tipo prevalentemente aerobico : durata superiore a 4'-5'.

6- Attività ad impegno aerobico e anaerobico alternato.

Gli sport per disabili secondo la FISD si possono classificare in 3 tipologie :

1- attività con l'utilizzo di un mezzo o di un supporto

2- attività deambulante (in stazione eretta autonoma)

3- attività natatorie

Harre e Farvel (1972) dividono gli sport in 4 gruppi :

1- sport di forza e\o velocità; qui la capacità tecnica sta nella brevità e intensità massimale

dell'utilizzo della forza. (Sport di forza, Sport di forza rapida e Sport di rapidità; per esempio

sollevamento pesi, slanci, salti, corsa o ciclismo).

2- sport di resistenza; ha il compito di economizzare il dispendio energetico. (Sport di

resistenza a carattere ciclico, per esempio marcia, corsa, pattinaggio, canoa, nuoto; Sport di

precisione come tiro a segno, golf, bocce).

3- sport di qualità; qui la tecnica è l'oggetto stesso della valutazione. (Ginnastica artistica,

ritmica, tuffi, nuoto sincronizzato..).

4- sport di situazione; la variabilità delle attività di movimento rende complessa e articolata la

tecnica. Questi si dividono in Giochi sportivi (calcio, basket, rugby, pallavolo), Sport di

combattimento (lotta, pugilato, scherma), Sport a rapido adattamento ambientale (Sci alpino,

canoa, motocross, bob, slittino).

Ovviamente uno sport in cui è presente la tecnica e l'ambiente esterno sarà molto più difficile da

allenare poiché il gesto tecnico deve essere relativo al tipo di ambiente presente in quel

momento, ovvero il gesto muta a seconda della situazione. Per questo motivo gli sport di

situazione sono stati definiti sport “open-skills” perché non si ricerca la ripetizione del gesto

(closed-skills) ma la variazione di un ampia gamma di movimenti. In questi sport è importante il

più possibile confondere l'avversario utilizzando delle finte, in modo che l'attacco possa battere

la difesa. É importante combinare le diverse tecniche (forza, forza rapida e precisione) con

l'aggiunta della variazione situazionale.

Quali sono i presupposti della valutazione delle tecniche sportive? U allenatore deve avere un

analisi e una discussione verbale con l'atleta e deve far uso dei recettori : visivo, uditivo,

propriocettivo. Dopo l'analisi vi è una rielaborazione personale dell'allenatore grazie a una sua

cultura e a un suo vissuto motorio. Da qui si genera un modello teorico che deve confrontarsi

con il modello razionale attuale che spesso subisce degli adattamenti a causa degli attrezzi, del

materiale, dell'atleta. Giunti alla modifica, si ha la codifica verbale per correzione ed il

perfezionamento, ovvero l'interazione con il vissuto motorio, con le capacità motorie e le

caratteristiche psicologiche dell'atleta. Ne è conseguente un miglioramento e un

perfezionamento della tecnica sportiva. L'analisi più usata è quella visiva; le analisi qualitative

sono quelle che non possono quantificare le informazioni appena viste, per esempio con la

presenza di strumenti. Al contrario, le analisi quantitative sono quelle che utilizzano il

cronometro per quantificare le informazioni. Entrambi i metodi hanno dei limiti ed è difficile dire

quale dei due sia più efficace, tutto dipende dallo scopo per il quale è utilizzato. L'analisi

qualitativa viene utilizzata principalmente nella pratica di campo, permette di scorgere aspetti

molto complessi in brevissimo tempo; l'analisi quantitativa è più precisa ed obiettiva ma

richiede costi più elevati e non utilizzabili in tutte le situazioni, inoltre spesso i risultati vanno

compresi ed interpretati dall'allenatore e questo processo richiedo più tempo e non offre una

risposta rapida sul campo per l'atleta. La codifica finale dell'allenatore deve risultare ovviamente

di facile comprensione e sopratutto utile per l'atleta.

Concentriamoci dunque sui giochi sportivi :

I GIOCHI SPORTIVI possono essere individuali, di coppia o di squadra e devono avere

delle principali caratteristiche, ovvero l'esistenza di un “oggetto” con cui si gioca (palla, disco,

bastoni), possedere un sistema dinamico con capacità di autoregolamentazione. Devono avere

una limitazione nella durata di gioco (o di tempo o di punteggio). Deve essere presente una

logica interna del gioco, che si basa su 4 aspetti fondamentali : opposizione degli avversari,

cooperazione con i compagni della squadra, attacco e difesa; e di un nucleo di norme.

Esecuzione di azioni di gioco individuali e collettivo specifiche attraverso relazioni di

collaborazioni. Presenza di un pensiero tattico (decision making) e di strategie di gioco.

Modalità di scoring (obbiettivi e caratteristiche richieste del gioco, abilità richieste ai giocatori

per effettuare uno score); Diritti e Doveri dei giocatori finalizzati alla Libertà d'azione del

giocatore stesso; Modalità di impegno fisico.

Definizione di Gioco sportivo : “auto organizzazione di un gruppo che si confronta con un altro

gruppo mosso da interessi antagonisti”

Definizione di Squadra : “Può essere considerata come un microcosmo sociale, complesso,

dinamico, con una funzionalità generale ed una funzionalità specifica”.

La Partita prende il nome di “rapporto di forza”; la Squadra prende il nome di “rete di

competenza”;

il gioco passa dal concetto di continuity a quello di breaking, ovvero il movimento della palla

affinché si mantenga un vantaggio. Il breaking temporaneo si ha quando l'attacco interrompe

l'azione continua di gioco ma finalizzando l'azione allo score successivamente; mentre il

breaking finale è la perdita del possesso palla dell'attacco che diventa difesa. Sia nell'attacco, sia

nella difesa ci sono entrambi gli aspetti, offensivi e difensivi.

La strategia (predefinita) fa riferimento a tutti quei piani organizzati prima della partita al fine di

organizzare l'attività della squadra; al contrario la tattica (in corso d'opera) coinvolge tutte le

operazioni di orientamento eseguite volontariamente dai giocatori durante il gioco, al fine di

adattare i continui cambiamenti di gioco alle loro azioni spontanee. Il sistema di gioco è la

forma generale e le posizioni offensive e difensive coordinate dei giocatori di una squadra.

L'occupazione del campo di gioco avviene secondo i criteri di separazione, di condivisione e di

occupazione alternata; l'assegnazione della vittoria avviene secondo i criteri di raggiungimento

di un punteggio stabilito oppure dello score migliore in un tempo prestabilito, stessi criteri si

usano per la durata della gara. I giochi con reti e muri (che si dividono in : giochi in cui si può

far fare un rimbalzo o anche c

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-EDF/02 Metodi e didattiche delle attività sportive

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher davide.casam di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Giochi sportivi e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Roma "Foro Italico" o del prof Tessitore Antonio.
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