La geografia economica secondo Ernesto Massi e Umberto Toschi
Come affermato da Ernesto Massi nel 1979, la geografia economica è una scienza di analisi nello studio dei microspazi, ma persegue la sintesi nello studio dei microspazi. Se, infatti, la geografia economica secondo il pensiero di Umberto Toschi è la scienza che ha per oggetto i fenomeni economici in quanto differenziati e distribuiti sulla superficie terrestre e in quanto si coordinano nell'insieme del mondo economico e negli insiemi spaziali parziali onde esso risulta articolato assumono rilievo, sia nella dimensione quantitativa che qualitativa, la distribuzione dei bisogni, quella delle risorse e il tramite spaziale, naturalmente riferiti alle varie scale, dalla globale alla locale e viceversa.
Definizione e metodi di indagine
Nella definizione di geografia economica si presentano i due principali metodi di indagine i quali non si escludono tra loro ma, anzi, interagiscono. Essi sono il:
- Metodo induttivo: è l'osservazione dei fenomeni, della loro distribuzione e delle loro dinamiche evolutive per giungere alla formulazione di ipotesi generali.
- Metodo deduttivo: è il metodo che si fonda su ipotesi generali e, verificandole nella loro reale manifestazione, perviene all'individuazione dei fenomeni.
Evoluzione storica della geografia economica
Se volessimo fare una divisione dal punto di vista storico prendendo in considerazione l'ultimo secolo e mezzo, possiamo evidenziare alcuni periodi che vanno sotto i seguenti nomi:
- Determinismo: è la teoria che attribuisce predominanza assoluta ai fattori fisico-naturali. Esso si afferma nel 19esimo secolo. Ne consegue che insediamenti, attività economiche e interrelazioni tra ambiente e uomo sarebbero esclusivamente regolate da determinanti di ordine ecologico.
- Possibilismo: si afferma nei primi decenni del 20 secolo dal geografo francese Paul Vidal de la Blanche e si fonda sulla convinzione che l'ambiente fornisce una serie di opportunità che però saranno tradotte in effettive soltanto dall'azione dell'uomo, il quale sarà influenzato dalla propria cultura, dalla propria preparazione anche di ordine tecnico nella volontà di approfittarne e valorizzarle.
- Volontarismo: è il periodo che occupa buona parte del 20 secolo dove vi è un cambiamento radicale visto che è definito come la teoria che riconosce la predominanza assoluta dell'azione umana.
Modelli e teorie nella geografia economica
Il modello di Von Thunen per lo studio della distribuzione ottimale delle attività agricole, il modello di Weber per la localizzazione industriale, il modello di Christaller per lo studio della città, con le loro successive modificazioni a opera di geografi sia europei che extraeuropei, ma soprattutto di matrice anglosassone, saranno i fondamenti per l'affermazione di un metodo quantitativo ovvero l'utilizzazione di modelli spaziali per l'interpretazione geografica.
Con l'analisi delle conseguenze derivanti dal deterioramento dell'ambiente naturale, causato da forme di inquinamento legate allo sfruttamento intensivo delle risorse e alle polarizzazioni territoriali, il volontarismo sarà sostituito dall'affermazione dei principi di base della teoria generale dei sistemi (di Ludwig Von Bertalanffy). Essa si fonda sul concetto di ecosistema e cioè su un'interpretazione sistemica delle varie parti che compongono il mondo dove sistema sta a indicare un complesso di strutture interagenti tra di loro mosse da uno stesso processo. In questa teoria, al principio di causa effetto proprio delle indagini che mantenevano distinte le fasi di analisi e sintesi si sostituisce quello di feedback secondo il quale il mutamento di qualsiasi elemento del sistema va a ripercuotersi su tutti gli altri, con dimensioni, senso e intensità diversi, provocando quindi una serie di reazioni e retroazioni di cui a sua volta esso diventerà l'elemento di destinazione.
Il concetto di "luogo" in geografia economica
Un termine molto utilizzato in geografia economica è luogo. Esso implicitamente indica una dimensione piccola di porzione di superficie terrestre tanto che al massimo si estende come riferimento a aree vaste di una città. Il luogo costituisce l'unità elementare di una regione che è individuata nel percorso del pensiero geografico come un insieme di luoghi contigui. Spesso si fa riferimento al luogo, ad esempio per indicare la posizione, sia in termini assoluti (coordinate geografiche) che in termini relativi (uno o più punti di riferimento).
Terminologia derivata da "luogo"
Tra i termini derivati da "luogo" vi sono:
- Localizzazione: è il processo con il quale si colloca qualcosa su un punto della superficie terrestre. Esso non fa riferimento solo all'uomo nella sua azione di posizionamento ma anche all'attività dell'uomo stesso.
- Localismo: come messo in evidenza da Ferdinando Milone è il riconoscimento e la valorizzazione di specificità locali.
Il luogo, inoltre, può essere considerato come l'unità elementare per due concetti ulteriormente fondamentali:
- Spazio: è una entità illimitata e indefinita
- Territorio: è uno degli elementi essenziali per l'esistenza di uno stato. È il complesso di rapporti orizzontali e verticali presenti nei diversi luoghi. Viene definita anche come un'area nella quale uno stato è in grado di esercitare la propria sovranità con tutte le implicazioni sulle forme di riconoscimento interno o internazionale di tale potere.
Concetti correlati
Altri concetti importanti sono:
- Paradigma città-campagna: è il complesso tra aree urbane e aree rurali
- Paradigma città-regione: è il complesso dei rapporti che si instaurano tra centri urbani
- Sistema territoriale: è una unità territoriale complessa. Dobbiamo inoltre sottolineare che esso, essendo un sistema aperto in un contesto di ecosistema, si evolve nel tempo anche nelle dimensioni oltre che nei caratteri.
- Regione: è un sistema spaziale composto da elementi fisici e umani interconnessi tra loro che sono mossi da un processo e condotti spontaneamente o volontariamente verso un traguardo.
- Regionalizzazione: è il processo che conduce all'individualità della regione. Più nello specifico si fa riferimento al modo con cui si organizzano effettivamente su un determinato territorio i flussi di beni e di persone, nonché le reti strutturali e insediative in un rapporto di reciproca interazione con gli ecosistemi naturali.
Classificazione delle regioni
Grazie a questi processi abbiamo la possibilità di classificare le regioni nei seguenti modi:
- Regione naturale: è il risultato di processi di regionalizzazione scanditi dalle condizioni naturali, integrati poi con le implicazioni storiche e con la ripartizione amministrativa, fino a proporre un complesso mosaico di regioni storico-naturali. Essa si è diffusa fino ai primi decenni del 20 secolo.
- Regione omogenea: ha per fondamento il possibilismo vidaliano, prende le mosse da quella naturale ma ne discosta per alcune particolarità. Sono omogenee le tipologie di flussi, delle reti e dei sistemi insediativi. Il carattere prevalente è quello della staticità nell'organizzazione delle attività umane, quindi della frequenza di flussi di beni e persone e dell'informazione e comunicazione tra i gruppi dalla quale consegue una forte staticità dei processi di diffusione spaziale dell'innovazione.
- Regione funzionale: ha per fondamento la regionalizzazione basata sull'idea di volontarismo e costituisce una costruzione nella quale l'interazione città-città surclassa completamente quella di città-campagna, la quale non scompare, ma assume un ruolo complementare nella migliore delle ipotesi.
- Regione sistemica: segna una fase di evoluzione della regione funzionale legata all'evoluzione dei processi reali. In tal senso ha giocato un ruolo importante la terziarizzazione che ha ulteriormente enfatizzato il rapporto città-città aggiungendo ai flussi di beni servizi e persone, crescenti flussi di informazione e contribuendo così non poco alla diffusione spaziale delle innovazioni sia in campo tecnologico sia in quello delle strategie di impresa.
Caratteristiche delle regioni omogenee
Dalle regioni omogenee emergono due caratteri fondamentali:
- Genere di vita: è l'insieme delle pratiche economiche e sociali e dei comportamenti territoriali che tendono a rimanere immutati nel tempo.
- Paesaggio: è l'insieme delle fattezze visibili e sensibili che caratterizzano i luoghi.
Studio della regione funzionale
Per lo studio della regione funzionale sono fondamentali due concetti:
- Gravitazione: è la base dei fenomeni di polarizzazione, anche se non si identifica pienamente con questa. Essa tende a spiegare in forma più compiuta i fenomeni di interazione fra più centri, dei quali uno è costituito dal polo.
- Polarizzazione: si è affermata col graduale spostamento di interesse da parte dei geografi e degli economisti verso lo studio dell'articolazione spaziale dei processi economici. Nella regione polarizzata si individuano quei poli che esercitano una forza di attrazione maggiore degli altri e sui quali gravitano una serie di processi socio-economici provenienti appunto dalle cosiddette aree di gravitazione.
La territorializzazione è il processo di trasformazione e di identificazione delle strutture economiche e sociali che rafforzano la coesione. Tuttavia bisogna ricordare che vi sono anche percorsi inversi, definiti di deterritorializzazione che è il processo di indebolimento dei rapporti di coesione.
La geografia, come aveva già osservato Paul Robin Krugman, entra a pieno titolo negli elementi costitutivi della capacità competitiva di un paese e i diversi territori possono presentare gradi diversi di competitività e vulnerabilità:
- Competitività: è la capacità di aumentare il livello gerarchico della scala mondiale
- Vulnerabilità: sono i diversi livelli di rischio (tecnologico, organizzativo e territoriale) che deprimono le capacità competitive di un paese.
Sviluppo del settore agricolo
Sviluppo del settore agricolo: è il soggetto che agisce in sinergia di vario segno con altri soggetti nell'organizzazione dello spazio economico e nella consapevolezza della necessità di soluzione di talune emergenze.
DOP (di origine controllata) = è un marchio attribuito agli alimenti le cui caratteristiche qualitative sono dipendenti dal territorio in cui sono prodotti.
IGP (Indicazione geografica protetta) = è un marchio di origine attribuito ai prodotti agricoli e alimentari di qualità, la cui produzione e trasformazione avviene in un'area geografica determinata.
Connessioni tra agricoltura e territorio
Nelle connessioni tra agricoltura e territorio è di fondamentale importanza chiarire che esiste un presupposto generale di riferimento che si fonda sul passaggio da un'organizzazione più propriamente detta dello spazio agricolo a un'organizzazione del territorio sul quale l'agricoltura interagisce con gli altri settori economici.
Più nello specifico lo spazio agricolo è definito come un'estensione di luoghi, un ambito attraversato da flussi materiali e immateriali dove è prevalente l'uso agricolo del suolo. Il territorio invece è il complesso di rapporti orizzontali e verticali presenti nei diversi luoghi. L'organizzazione del territorio è indotta da una molteplicità di cause di cui una componente è l'uso agricolo del suolo tanto più che il settore agricolo storicamente è stato il primo a manifestarsi e comunque ha segnato per lungo tempo lo stesso paesaggio.
Non stupisce dunque che nello studio dell'organizzazione dello spazio agricolo si sia passati dall'affermazione della preminenza dei condizionamenti naturali e dello spontaneismo secondo le potenzialità produttive dei suoli propri del determinismo ambientale alla centralità del paradigma città-campagna del possibilismo vidaliano, allorché, sia il concetto di paesaggio che quello di genere di vita trovano i loro fondamenti nell'uso agricolo dei suoli con misure importanti da parte dell'uomo che trovavano nella diffusione delle bonifiche una delle forma più ripetitive di intervento.
Durante la stagione del volontarismo con la crescita e l'affermarsi dell'urbanizzazione e dell'industrializzazione si è prodotto un progressivo rarefarsi del peso del settore agricolo che pure caratterizza non poche delle economie degli stessi paesi sviluppati. Il passaggio alla visione sistematica dell'organizzazione del territorio pone di nuovo l'accento sulle forti interconnessioni con l'ecosistema naturale ma le formalizzazioni sono ancora in itinere dovendo comunque tenere presente che la logica economica ha puntato lungamente e decisamente sul valore di scambio dei suoli al fine dell'interpretazione delle forme concrete di organizzazione del territorio.
Combinazioni alimentari e sopravvivenza
Per far fronte all'obiettivo minimo di garantire la sopravvivenza, le attività agricole si basano sullo sfruttamento di risorse in modo da produrre la quantità di cibo sufficiente alle richieste di alimentazione degli individui ripetute per l'intero arco di vita. Poiché ogni singolo individuo per poter sopravvivere, se possibile senza malattie, deve poter contare su una combinazione di principi alimentari, resta inteso che è su tali combinazioni che si deve organizzare non solo la produzione ma anche la distribuzione. Anzi, si può affermare che sia stata la disponibilità di beni prodotti dal settore primario ad aver consentito alla popolazione mondiale di aumentare in maniera numerosa.
Fattori condizionanti l'attività agricola
Umberto Torni nel 1959 individuava i fattori condizionanti l'attività agricola dividendoli in esterni e interni. Tra i primi annoverava quelli che, a suo parere, agivano all'esterno del processo produttivo e facevano parte delle risorse naturali (ambiente atmosferico, suolo, condizione biosferiche). Quelli interni invece erano quelli influenzati dall'attività dell'uomo e delle comunità (conquista delle terre, irrigazione, strumenti di lavoro del suolo, fattore organizzativo rappresentato dai sistemi di produzione e dai sistemi di conduzione).
Non molto diversa era l'interpretazione di Paterson che individuava due famiglie di condizionamento: i fattori naturali e le remore socio-economiche. I primi fanno riferimento al condizionamento alle attività agricole operato dagli elementi fisico-naturali. Tra di essi annoverava i condizionamenti dovuti alla temperatura, all'umidità, al rilievo e al suolo. I secondi invece riguardano il condizionamento operato dall'uomo e dalle comunità umane nell'organizzazione sociale e produttiva. Tra di esse vi sono l'ignoranza e i pregiudizi, la struttura della proprietà fondiaria, la mancanza di organizzazione e la mancanza di capitali.
Modello di Von Thunen
Modello di Von Thunen: viene utilizzato per interpretare le forme di utilizzo del suolo agricolo. Esso però costituisce già un'evoluzione rispetto ad un'agricoltura tradizionale. Il modello infatti è costituito sulla base delle ipotesi di un'agricoltura già trasformata, indirizzandosi prevalentemente verso il mercato. Esso si è sviluppato tra il 19 e 20 secolo ed ha alcune ipotesi di partenza restrittive rispetto alla realtà e fondate su scelte economicamente razionali da parte dei coltivatori di uno spazio indifferenziato. Tale ipotesi sono:
- Esistenza di uno stato isolato, dominato da una grande città con funzioni di unico mercato verso cui gli agricoltori indirizzano i prodotti agricoli.
- Tale città si trova in una pianura indifferenziata dove non esistono difformità di fertilità dei suoli e dove gli spostamenti sono facili e uniformi in tutte le direzioni.
- Gli agricoltori hanno quale atteggiamento razionale la massimizzazione del profitto e quindi adattano le loro scelte produttive alle esigenze del mercato (città).
Con tali ipotesi, i coltivatori procederanno nelle loro scelte sulla base della massimizzazione della rendita assicurata appunto dalla vendita dei prodotti agricoli nell'unica città. Tale rendita è assicurata dal prezzo di beni sul mercato diminuiti del costo di ottenimento e del costo di trasporto. Ne consegue che la rendita aumenterà con il diminuire della distanza tra luogo di produzione e luogo di mercato e diminuirà nel caso contrario. Esso è esplicitato nella formula adattata da Edgar Dunn:
RP= R (p-c) - Rdt
Dove:
- RP= rendita di posizione per unità di superficie
- R= resa unitaria
- p= prezzo di mercato per unità di prodotto
- C= costo di produzione per unità di prodotto
- d= distanza dal mercato
- t= tariffa di trasporto per unità di distanza
Il modello di Von Thunen può essere rappresentato sugli assi cartesiani dove sulle ascisse abbiamo la distanza dal mercato e sulle ordinate la rendita di posizione. Nel caso in cui venissero indicati anche i tipi di coltura della città esso si rappresentava con cerchi concentrici (dal centro verso l'esterno divisi in: economia libera, boschi, colture avvicendate, colture estensive, colture con terzo a maggese, pastorizia). Nel caso in cui di due città vicine si modificherebbe con due cerchi concentrici tangenti in un punto.
Come ogni cosa però, anche questo modello nel corso degli anni ha subito delle critiche. In particolare, è stato criticato l'inserimento della produzione di legname nella seconda fascia partendo dalla città, dimenticando però gli usi e i prezzi di tale bene nel periodo in cui non è
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