Che materia stai cercando?

Riassunti di Teoria e metodo dei mass media

Sono qui contenuti i riassunti per l'esame di Teoria e Metodo dei Mass Media (Triennio), basati su appunti personali e studio autonomo dei testi indicati dal docente Andrea Balzola:

• Dispense digitali a cura del docente;
• "L'arte fuori di sé. Un manifesto per l'età post-tecnologica" di A. Balzola e P. Rosa, Feltrinelli 2011.

Esame di Teoria e metodo dei mass media docente Prof. A. Balzola

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

3 La comunicazione

Cominciamo con una semplice premessa: quando parliamo, dobbiamo sapere cosa

stiamo dicendo. Partiamo dunque dall'etimologia dei termini del titolo del corso.

1

"Mass media", in italiano, si traduce con "mezzi di comunicazione di massa".

comunitas

• Comunic-azione = azione in comune (dal latino , "mettere in comune",

"condividere").

• Massa = (dal latino "pasta per fare il pane"). La traduzione può suonare bizzarra,

ma i punti in comune con l'impasto sono molteplici. Entrambi sono infatti:

informi

o omogenei

o composti da tanti elementi

o malleabili

o

Comunicazione e linguaggio

Claude Shannon e Warren Weaver, in ambito matematico, hanno elaborato nel 1949

una teoria della comunicazione basata sugli esperimenti di trasmissione elettrica di

informazioni. Lo schema prevede:

fonte → codifica → canale → decodifica → destinazione

Il linguista Roman Jakobson ha individuato sei elementi fondamentali per far sì che

avvenga uno scambio comunicativo:

1. Mittente = colui che invia;

2. Destinatario = colui che riceve;

3. Messaggio = l'oggetto dell'invio;

4. Contesto = l'insieme delle circostanze in cui è inserito l’evento comunicativo;

5. Codice = comune a mittente e destinatario;

6. Canale = connessione fisica e psicologica fra mittente e destinatario, che consenta

loro di stabilire e mantenere la comunicazione.

Ogni mezzo di comunicazione ha una sua funzionalità specifica, che tende a

privilegiare uno o più di questi elementi. Ai sei fattori della comunicazione verbale

corrispondono infatti sei funzioni del linguaggio:

ELEMENTO DELLA FUNZIONE ESEMPIO

COMUNICAZIONE

Mittente Emotiva Autobiografia/autoritratto

Destinatario Persuasiva Pubblicità/propaganda

Messaggio Poetica/estetica Espressioni artistiche

Contesto Referenziale Giornalismo

Teoria della

Codice Metalinguistica comunicazione

Canale Di contatto o fàtica Assistenza tecnica

Disciplina che si occupa dell'origine e dell'evoluzione delle parole.

1 4

Modelli di comunicazione

Dopo i modelli di Jakobson sono stati ideate delle integrazioni.

• Modello interattivo

Sottolinea il processo di trasformazione del messaggio nel passaggio da mittente

a destinatario;

• Modello dialogico

Ruolo fondamentale del contesto e del destinatario, che determinano o

condizionano il carattere della comunicazione (familiare, commerciale,

professionale, sentimentale…);

• Modello di autocomunicazione

Comunicazione fra sé e sé (ad es. un diario);

• Pragmatica della comunicazione

Elaborato da Paul Watzlawick, che considera qualunque comportamento – incluso

il silenzio – con un valore comunicativo. Più nello specifico, la pragmatica si occupa

di come il contesto influisca sull'interpretazione dei significati.

• Modello cibernetico

Importanza del feedback mittente-ambiente-destinatario, in un sistema circolare:

i dati in uscita rientrano nel sistema modificati dall’ambiente comunicativo.

Tipologie di comunicazione

• Comunicazione competitiva

Lo scopo è quello di dimostrare la propria maggiore capacità di persuasione,

misurandosi con l’avversario (idea gerarchica delle relazioni).

• Comunicazione promozionale e propagandistica

La finalità è l’enfatizzazione delle qualità del prodotto che si vuole vendere, o del

candidato che si vuole al governo.

• Comunicazione conflittuale

Qui entra fortemente in gioco l’aspetto emozionale. Lo scopo non è più di

misurarsi con l’altro, ma bensì annientarlo o convertirlo. Chi usa questo tipo di

comunicazione tende a frequentare esclusivamente persone della stessa

opinione, e non è in grado di relazionarsi con il “diverso”.

• Comunicazione educativa

Vi sono importanti differenze etimologiche tra questi termini, che cambiano

radicalmente il tipo di comunicazione in atto:

❖ indottrinare = “insegnamento persuasivo”

❖ insegnare = “imprimere segni nella mente”

❖ istruire = “costruire” educere

❖ educare = dal latino , “condurre estraendo le potenzialità già inscritte

naturalmente nel soggetto”

Infatti, le teorie pedagogiche più recenti tendono a privilegiare il termine “educare”,

che sottolinea maggiormente l’aspetto dell’ascolto da parte del docente.

L’educatore deve essere umile, non deve credere di essere in possesso di un

maggior numero di strumenti rispetto all’allievo. Il suo ruolo deve quindi potenziare

le singole personalità degli studenti, senza necessariamente imporre

un’informazione uniformata.

• Comunicazione non violenta

Ideata da Marshall Rosenberg, si fonda sull’ascolto dei nostri bisogni e degli altri,

riuscendo poi a metterli in relazione. Il processo e i componenti della

comunicazione non violenta sono:

1. osservazione degli altri senza pregiudizi;

2. sentimenti che mi produce l’osservazione degli altri;

5 3. bisogni personali;

4. richieste specifiche che ci danno benessere;

5. reciprocità da parte degli altri rispetto a quanto detto.

Nel nostro stile di vita pratichiamo fin da piccoli molte forme di comunicazione

violenta: feriamo gli altri, li giudichiamo, li paragoniamo (auto-inducendo

sentimenti di competizione, invidia, emulazione)…

Quando qualcuno ci comunica qualcosa in modo negativo, tendiamo ad investire

le nostre energie nell’autodifesa o nel contrattacco, precludendoci l’opportunità

di comprendere i bisogni che stanno dietro a quel tipo di comunicazione.

Spesso nella nostra società rivelare i propri bisogni fa paura, perché è giudicato

un segno di debolezza. Lo sviluppo di una responsabilità emotiva ha tre stadi:

1. Schiavitù emotiva

ci crediamo responsabili dei sentimenti altrui;

2. Scontrosità

rifiutiamo di ammettere che ci importa di quello che gli altri sentono;

3. Liberazione emotiva

accettiamo la responsabilità dei nostri sentimenti ma non di quelli altrui,

essendo consapevoli che non possiamo soddisfare i nostri bisogni a spese

degli altri.

• Comunicazione informativa

Il processo di immagazzinamento delle informazioni subisce una serie di filtri

(teoria della distorsione involontaria della notizia), pur essendo nella natura della

notizia la sua assoluta neutralità e trasparenza. Il processo è infatti il seguente:

1. Gli inviati o, più comunemente, le agenzie giornalistiche intervengono sul

posto e raccolgono le testimonianze;

2. I dati vengono inviati alle agenzie di stampa internazionali (come l’ANSA) che

le inseriscono sul mercato;

3. Le testate giornalistiche attingono alle notizie, che vengono nuovamente

filtrate dalle redazioni.

4. Le notizie vengono poi selezionate in base a:

❖ Importanza della notizia, basata su

- livello gerarchico dei soggetti coinvolti

- impatto sulla nazione

- quantità di persone coinvolte

- rilevanza in funzione degli sviluppi futuri

❖ Interesse del pubblico, ovvero

- gente comune in situazioni straordinarie o viceversa

- rovesciamenti di ruoli

- storie commoventi

- storie di eroismo / fuori dal comune

- scandalo

Come se non bastasse, spesso le notizie non vengono trasmesse poiché non

dispongono di alcuni requisiti (disponibilità di materiale, brevità, novità, ideologia

favorevole all’editore del giornale…).

I giornali inoltre puntano sempre alla concorrenza con le altre testate (emulandola

o attraverso la competizione), e sono piuttosto resistenti ad eventuali innovazioni

nel trattamento della notizia.

Paraverbale, verbale e non verbale

La teoria dei cinque minuti dimostra quanto sia potente l'impatto iniziale di una

nuova relazione. Se i primi cinque minuti lasciano un'impressione favorevole, le

relazioni future saranno orientate positivamente nel 50% dei casi; l'impressione è

sfavorevole, saranno improntate negativamente nel 90% dei casi.

È quindi molto importante conoscere e saper gestire la nostra maniera di relazionarci

agli altri, che avviene nei seguenti modi. 6

1. Comunicazione paraverbale

• ritmo, volume e tono del linguaggio;

• accento e qualità della voce;

• pause e silenzi;

• condizioni ambientali;

• contesto sociale.

2. Comunicazione verbale

Essa si struttura attraverso le regole grammaticali, sintattiche e semantiche.

Rispetto alla comunicazione non verbale è perlopiù intenzionale, convenzionale,

idonea a veicolare concetti e tendenzialmente meno ambigua.

3. Comunicazione non verbale

Essendo in gran parte inconsapevole, fornisce informazioni sul soggetto che la

esprime. A differenza di quella verbale, ha grande efficacia nelle relazioni.

• Postura;

• Gesti;

❖ emblematici (come il segnale “ok”)

❖ illustratori (a commentare il linguaggio verbale)

❖ regolatori (a sincronizzare gli interventi)

❖ indicatori (di stati d’animo)

❖ adattatori (a regolare la propria posizione rispetto agli altri)

❖ motori (ripetuti ritmicamente)

• Mimica (intenzionale o no);

• Prossemica (gestione dello spazio e delle distanze);

• Aptica (contatto fisico).

È inoltre bene ricordare che è sempre meglio sintetizzare i concetti, poiché su 100 che

abbiamo intenzione di dire:

• ne diremo solo 70;

• l'ascoltatore ne sentirà solo 50;

• capendone solo 20;

• ricordandone solo 10.

7 Comunicazione pre-linguaggio

Il silenzio

Il silenzio è complementare al suono; in musica, ogni brano esiste per la compresenza

di pause e note. Analogamente, vuoto e pieno sono due forme necessarie l'una

all'altra, in arte come nella vita quotidiana. Tuttavia, il silenzio ha una funzione

comunicativa che la parola non ha.

L’ascolto è un’attività apparentemente passiva; se è vero che si tratta principalmente

di ricevere informazioni e input, questi vanno poi elaborati. L’attenzione è una pratica

attiva: siamo ricettivi, e dunque non subiamo passivamente quello che accade.

Tipologie di ascolto Livelli di sguardo

Indizio e allarme videre

dal latino , "percepire con

Vedere gli occhi"

istinto animale)

( wardon

dal germanico , "sguardo

Segni sonori da decifrare Guardare della sentinella"

observare

dal latino , "guardare

Osservare

Soggettività con attenzione”

(l'ascolto è selettivo e dipende da con-templum

dal latino , "spazio

fattori esterni e interni) Contemplare celeste delimitato"

Noi, come cultura, propendiamo a "riempire il vuoto" in molti ambiti della nostra vita:

inventiamo strumenti sempre più perfetti che dovrebbero liberarci dagli impegni, e

paradossalmente abbiamo sempre meno tempo libero. Siamo sempre più reperibili:

il dispositivo che doveva liberarci dal tempo ci ha incatenati ad esso.

John Cage fu un musicista, teorico e filosofo che affermò che tutto può essere suono.

Analogamente a Duchamp, che riteneva che tutto può essere arte se viene

riconosciuto come tale, Cage sottolineò come anche un rumore possa essere musica.

Questa riflessione, anticipata da Rùssolo con il rumorismo, evidenzia come tutto sia

potenzialmente atto creativo.

Opera fondamentale di Cage (definita da egli stesso la sua composizione più

4' 33''

importante) fu , un brano in cui si sedette al pianoforte per 273'' senza suonare

nulla. La scelta della durata del brano ha una spiegazione filosofica: -273° C

equivalgono allo zero assoluto. Lo scopo era di invitare all'ascolto del mondo e a

scoprire come, in realtà, non esista il silenzio.

Ad oggi in arte si fa spesso uso della camera anecoica, dove viene artificialmente

riprodotto il "silenzio assoluto", in cui è possibile sentire solo i suoni acuti e gravi

dell’apparato cardiocircolatorio e nervoso.

La voce

Se ascoltiamo un canto privo di linguaggio ne traiamo comunque delle sensazioni.

Questa pratica è ampiamente utilizzata dagli sciamani di alcune culture tribali.

La voce è il suono prodotto nella laringe dalla vibrazione delle corde vocali. Il timbro

è influenzato dalle loro caratteristiche e dalla conformazione fisica in generale.

La voce segna la discontinuità rispetto al mondo animale e apre il cammino

dell’uomo verso lo sviluppo del linguaggio verbale. Gli animali comunicano, ma il loro

linguaggio non è strutturato come una lingua. Tuttavia, alcune specie animali

8

possiedono alcuni aspetti del linguaggio in comune con gli uomini (ad es. i delfini si

chiamano per nome).

L’Homo Sapiens apparve circa 200.000 anni fa in Africa Orientale. Il passaggio ad una

lingua strutturata si realizzò insieme ad alcuni cambiamenti biologici nel cervello. È’

stato ipotizzato che un gene potrebbe aver subito una mutazione, permettendo agli

esseri umani di comunicare. Le prove suggeriscono che questo cambiamento ebbe

luogo dai 100.000 ai 50.000 anni fa.

Il gesto

Il linguaggio umano parlato si sviluppò partendo dai gesti usati per la semplice

comunicazione. Due tipi di prove sostengono questa teoria:

1. Il linguaggio dei gesti e quello vocale dipendono da sistemi neurali simili;

2. I primati usano i gesti per una forma primitiva di comunicazione, ed alcuni

ricordano quelli umani (come la "posizione di richiesta", con le mani aperte in fuori).

Sono tre le teorie più accreditate dalla glottogonia sulle possibili cause del

2

passaggio allo strumento vocale:

1. I primi esseri umani cominciarono ad utilizzare sempre più strumenti, che

tenevano loro le mani occupate, senza poterle usare per gesticolare;

2. La necessità di comunicare senza contatto visivo, anche a distanza;

3. Il bisogno di cooperare effettivamente con gli altri per sopravvivere. Un comando

dato da un leader di “respingere lupi” avrebbe creato un gruppo di lavoro e una

risposta più potente e coordinata.

Il segno

Il segno è l’unità di base della comunicazione. Secondo Charles Peirce vi sono tre

tipologie di segni:

• Icona = simile all’oggetto rappresentato (disegno o fotografia di un soggetto);

• Indice = rimanda a un oggetto presente o vicino (segnaletica);

• Simbolo = collegamento arbitrario e convenzionale tra forma e contenuto (croce,

svastica, bandiera / lingua alfabetica).

Secondo Ferdinand De Saussure, la lingua è un sistema di segni. Si tratta infatti di un

sistema convenzionale e arbitrario, socialmente condiviso, composto da regole

(grammatica) e unità verbali (dizionario). Vi sono poi due livelli di significato di un

segno:

• Denotazione = significato principale, generale (es. il sole, astro maggiore e centrale

del nostro sistema planetario);

• Connotazione = significato profondo, simbolico, emotivo (es: il sole come divinità,

luce, calore, speranza…).

Scienza che studia l'origine del linguaggio.

2

9 I mass media

Nel corso del tempo, l'uomo ha sviluppato molteplici forme di comunicazione di

massa. Il primo mass media della storia lo potremmo riconoscere nelle pitture

rupestri, composte da impronte di mani che ad oggi sono state identificate, quasi

tutte, come femminili (il fatto è piuttosto singolare, poiché se consideriamo la storia

recente i casi di donne-artiste sono decisamente inferiori a quelli degli uomini).

I genetisti hanno dimostrato che le attuali popolazioni di pigmei e boscimani sono

dirette discendenti di quella piccola popolazione che tra 70.000 e 100.000 anni fa

colonizzò i territori fuori del continente africano. Pur vivendo in aree dell’Africa assai

diverse, essi condividono infatti lo stesso linguaggio musicale (probabilmente lo

stesso cantato dai nostri antenati poco prima dell’uscita dell’Africa), che potrebbe

essere uno degli elementi di un’ipotetica cultura di base della popolazione

ancestrale, da cui sono derivate tutte le culture successive.

L’evoluzione delle forme di comunicazione

CULTURA PREISTORICA

Invenzione Età Descrizione

Pitture rupestri e Paleolitico Le attività sono principalmente di

prima forma di caccia e raccolta.

40.000 – 6000 a.C.

linguaggio Il passaggio all'agricoltura,

all'allevamento e alla vita in

Neolitico villaggio introduce nuove

Oggetti in argilla raffigurazioni (fenomeni

6000 - 3000 a.C. atmosferici, stagioni…) e i primi

utensili in argilla decorati.

TRASMISSIONE ORALE

Strumento Cultura Descrizione

In questa fase, i professionisti della

comunicazione sono i poeti. Oggi il

loro ruolo nella società è diventato

quasi nullo, ma un tempo erano i

depositari della cultura. La poesia

presenta una struttura che dà

musicalità al testo, rendendo le

parole semplici e piacevoli da

Poesia Antica Grecia ricordare. L’arte ha sempre svolto

anche una funzione pedagogica

(canti e poesie greche, affreschi

medievali…).

aèdo

L’ era colui che cantava

l'epica, ma creava anche versi

rapsòdo

propri, mentre il era un

recitatore professionista. 10

COMUNICAZIONE MANOSCRITTA

Invenzione Cultura Descrizione

Sumeri

Scrittura L’origine dei segni cuneiformi è il

cuneiforme pittogramma stilizzato.

3500 a.C Realizzata dagli scribi con penne

Egizi

Scrittura di giunco, inchiostro nero o rosso

geroglifica 3000 a.C su rotoli di papiro.

Da questo periodo abbiamo

Cinesi

Alfabeto cinese numerosi esempi di scrittura su

XVII sec. a.C. ossa e gusci di tartaruga.

Introduzione Greci Grazie alla scrittura si sviluppa il

delle vocali e pensiero filosofico e scientifico.

VIII sec. a.C.

dell’alfabeto Romani

Alfabeto latino //

III sec. a.C.

Copia Ad opera dei frati amanuensi,

Medioevo

manoscritta impreziosita dalle miniature.

ξύλον γράφω

Dal greco , "legno" e

"scrivere”.

La tecnica è di origine Incisione di immagini o testi su

cinese (VIII secolo d.C.), tavolette di legno (matrici),

Xilografia ma si sviluppò con successivamente inchiostrate e

l’invenzione della carta, in riprodotte su carta o su tessuto

Europa, dal XIV secolo. mediante stampa con rullo o

torchio.

1450, ad opera dell’orafo Procedimento di riproduzione a

Calcografia fiorentino Maso stampa mediante matrici su rame.

Finiguerra

COMUNICAZIONE TIPOGRAFICA

Tecnica Data di invenzione Descrizione

Comportò la creazione dei font,

delle prime biblioteche pubbliche e

la diffusione delle religioni (Riforma

protestante).

Stampa a In Asia appare dal 1041. Con la stampa a caratteri mobili vi

caratteri mobili In Europa venne fu una progressiva diffusione dei

(Tecnica introdotta nel 1456 da saperi (nel ‘700 nacque il sistema

tipografica) Johannes Gutenberg. scolastico moderno nell’Impero

Prussiano, e tra il 1751 e il 1780

venne pubblicata l’Enciclopedia di

D’Alembert e Diderot).

11 ETÀ MODERNA lìthos

Dal greco , "pietra" e

gràphein , "scrivere".

Utilizza un particolare tipo di

pietra, levigata e disegnata con

Inventata nel 1796 dal

Litografia una matita grassa, che trattiene

tedesco Alois Senefelder

(Tecnica nelle parti non disegnate un sottile

e diffusasi all’inizio del

meccanica) velo d’acqua. Passando l’inchiostro

1800. sulla pietra esso è respinto dalle

parti inumidite e trattenuto dalle

parti grasse, riprodotte sulla carta

con il torchio.

I fenici e i giapponesi seri

Dal latino , “seta” e dal greco

sono considerati i primi graphein

Serigrafia .

inventori della serigrafia.

In Europa è adottata

(Tecnica Utilizza come matrice un tessuto di

durante la Prima guerra

permeografica) poliestere teso su un riquadro in

mondiale per stampare legno o metallo.

bandiere e stemmi.

La prima camera Dal greco “scrittura con la luce”.

obscura è del Il tempo d'esposizione della prima

Fotografia Rinascimento. Il primo ad fotografia fu di 8 ore, e sembra che

applicarla in ambito il sole illumini gli edifici sia da

fotografico fu Joseph destra che da sinistra.

Nicéphore Niépce (1816). Histoire de monsieur

Nasce con

Jabot

Fumetto 1833 dello svizzero Rodolphe

Töpffer.

TELECOMUNICAZIONE

Tecnica Data di invenzione Descrizione

Telegrafo 1837 Invenzione di Samuel Morse.

1871 Antonio Meucci –

Telefono //

1876 Graham Bell Primo strumento per registrare e

riprodurre il suono (Edison era

Ideato da Thomas Edison

Fonografo parzialmente sordo; i sono 1033

nel 1877 brevetti a suo nome, tra cui il

kinétographe del 1891).

La data convenzionale di

nascita è il 1895, ad opera

dei fratelli Lumière, ma Dal greco “scrittura del

Cinematografia loro stessi la riconobbero movimento”.

come un’invenzione

collettiva.


PAGINE

21

PESO

795.42 KB

AUTORE

Wakiwa

PUBBLICATO

9 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in pedagogia e didattica dell'arte
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Wakiwa di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teoria e metodo dei mass media e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Accademia di Belle Arti di Torino - Accademia Albertina o del prof Balzola Andrea.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Corso di laurea in pedagogia e didattica dell'arte

Riassunti di Linguaggi e Tecniche dell'Audiovisivo
Appunto