ECONOMIA E
MERCATO DELL’ARTE
Appunti di Lucrezia Cusato
A.A. 2017/2018
Corso del Prof. Vittorio Falletti
PREMESSA
Sono qui contenuti i riassunti per l'esame di Economia e Mercato dell’Arte, basati su
appunti personali e studio autonomo dei testi indicati dal docente Vittorio Falletti.
Bibliografia obbligatoria:
• Dispense fornite dal docente;
• Guida al mercato dell'arte moderna e contemporanea , Chiara Zampetti Egidi;
• I musei
, Vittorio falletti, Il Mulino, Universale paperbacks. (le parti più importanti
sono dal capitolo 4 in avanti, ma è da fare tutto il libro)
Altri approfondimenti:
• Adam Smith https://www.youtube.com/watch?v=QzGEUSKTDTw
• John Keynes https://www.youtube.com/watch?v=Ri3zJaefBFE
• F for Fake di Orson Welles https://www.youtube.com/watch?v=gIVgUjj6RxU
• Basquiat di Julian Schnabel https://www.youtube.com/watch?v=e2yBMBRh1nA
1
P L’
1 14
REMESSA ECONOMIA DELLA CULTURA
Esternalità positive 14
PARTE PRIMA Il morbo di Baumol 14
Le basi dell'economia I 15
MERCATI
T 1 Andamento economico
ERMINOLOGIA E DEFINIZIONI ECONOMICHE 15
Geografia 15
I protagonisti 1
La domanda 1
L’offerta 1 I 16
L PREZZO
Il prezzo di equilibrio 2 La valutazione dell’opera 16
Il guadagno 2 Elementi determinanti 17
Il mercato 2 Il valore dell’artista 17
Concorrenza perfetta 2
Monopolio 3
Concorrenza monopolistica 3 L' 18
ARTISTA
Oligopolio 4 Caratteristiche del percorso artistico 18
Altre definizioni 4 Formazione e convalida 18
Branding 19
B ’ Scandalizzare
4 19
REVE STORIA DELL ECONOMIA Nuove tendenze 19
L’economia è una scienza esatta? 4 Il guadagno 19
La pre-economia 5
Adam Smith e la nascita dell’economia 5 I 20
PROTAGONISTI
La rivoluzione industriale 5
La teoria del valore-lavoro 6 Il mercante d'arte 20
La divisione del lavoro 6 I collezionisti 20
La “mano invisibile” 6 I critici-curatori 21
La rendita differenziale e lo spettro I consulenti d'arte 21
malthusiano 7 Ruolo e competenze 21
Karl Marx: economista classico “eretico” 8 I servizi di Art Advisory nelle banche 22
La scuola Neoclassica o Marginalista 8 Le gallerie 22
La crisi del ’29 e l’intervento dello Stato 9 Le fiere 22
John Keynes e la teoria generale 9
La domanda genera l’offerta 10 Le case d'asta 22
Expectations 10 Il mercato delle aste 22
Il moltiplicatore keynesiano 11 Il catalogo 23
La figura del disoccupato 11 L’asta 23
Cosa ne fu delle teorie keynesiane? 11 Fondazioni bancarie 23
PARTE SECONDA L' 24
INVESTIMENTO
Il mercato dell'arte Gli Art Fund 24
I vantaggi 24
I 13
NTRODUZIONE Gli svantaggi 24
Il Situazionismo e la natura dell’arte 13 L’art exchange 25
Un mercato chiuso 13 La rendita 25
Il falso nell’arte 13 I 25
NTERNET 2
PARTE
PRIMA
Le basi
dell’economia
TERMINOLOGIA E DEFINIZIONI ECONOMICHE
I protagonisti
Sul mercato operano principalmente due soggetti:
1. le famiglie, che forniscono alle imprese le risorse necessarie alla produzione,
ricevendone in cambio un reddito;
2. le imprese, che forniscono beni di consumo ricevendo in cambio dalle famiglie un
1
pagamento, che costituirà poi i redditi erogati.
Questi due protagonisti vivono quindi l’uno grazie all’altro, attraverso un rapporto di
scambio che si regola in base alla domanda e all’offerta.
La domanda quantità di beni che un consumatore è disposto
La domanda viene definita come la
ed è in grado di acquistare . La domanda aggregata è la somma delle domande dei
singoli consumatori. se il prezzo di un bene aumenta, la quantità
Legge generale della domanda =
domandata diminuisce, e viceversa.
Tuttavia, non tutti i beni seguono questa legge: i beni di lusso, infatti, non hanno
bisogno di scendere di prezzo. Chi può permettersi un bene di lusso spesso vuole
spendere il più possibile, per cui è possibile che incrementando il prezzo salga anche
la domanda. Altri casi che non rientrano nella legge generale della domanda sono i
beni indispensabili (farmaci, droghe che danno dipendenza...).
grado di reazione della quantità a seguito di una
Elasticità della domanda = misura il
variazione di prezzo
. Si parla di bene a domanda anelastica o rigida se la quantità
diminuisce in maniera moderata (come per quelli non rientrano nella legge generale
della domanda), e di bene a domanda elastica se diminuisce in maniera sensibile.
i consumatori acquistano maggiori quantità di un bene in
Effetto sostituzione =
presenza di prezzi più bassi, e viceversa
.
Comunemente, la funzione con cui viene indicata la domanda è Qx = f (Px), ovvero la
quantità acquistata del prodotto è in funzione del suo prezzo. Tuttavia, esistono
molte altre variabili che condizionano l'acquisto di un bene (il prezzo dei beni di altri
marchi ma con le stesse caratteristiche, il reddito, i gusti del consumatore…).
A volte capita che i supermercati vendano un determinato bene al prezzo di costo
per indurre l'acquirente al cosiddetto "acquisto d'impulso". Si cerca quindi di attirare
il più gente possibile con un prezzo molto conveniente, sperando che nel frattempo
vengano acquistati altri prodotti (di cui probabilmente è stato aumentato il prezzo).
L’offerta quantità di beni che un produttore è disposto ed è in
L’offerta viene definita come la
grado di produrre . L’offerta aggregata è la somma delle offerte dei singoli
consumatori. vengono offerte quantità maggiori di un bene in
Legge generale dell’offerta =
presenza di prezzi maggiori, e viceversa .
Questo perché per ottenere nuovi prodotti devono lavorare più operai e macchinari,
ed un maggiore investimento di tempo richiede anche una spesa maggiore.
I beni di consumo di dividono in merci (ovvero beni materiali, che possono essere durevoli o no
1
durevoli) e servizi (ovvero beni immateriali con un valore economico). Si differenziano dai beni di
investimento, ovvero quelli acquistati dalle imprese.
1
Il prezzo di equilibrio
Il prezzo di equilibrio è quello in cui offerta e domanda si trovano in accordo. Le forze
del mercato tendono spontaneamente al prezzo di equilibrio.
In caso di carenza di beni, la domanda spinge i prezzi verso l’alto, facendo aumentare
la produttività. Viceversa, se c’è una grande disponibilità di beni, i prezzi scendono
per ridimensionare l’attività produttiva.
Il guadagno
differenza tra ricavi totali e costi totali
Profitto = (Rt – Ct).
Nel caso in cui si venda soltanto un prodotto, la formula sarà Rt = P x Q (Ricavo Totale
= Prodotto x Quantità)
É
Reddito = composto da più fattori, tra cui stipendio, rendita in affitti, investimenti...
Patrimonio = Quantità di denaro posseduta.
La pratica di fissare prezzi diversi per lo stesso bene a
Discriminazione di prezzo =
seconda delle circostanze (quantità acquistata, caratteristiche del cliente…).
Differenza tra il prezzo che il consumatore è disposto a
Rendita del consumatore =
pagare per l'acquisto di un bene e il prezzo effettivamente pagato .
Se ad esempio si è disposti a spendere 50€ per un oggetto e lo si acquista a 30€, i
20€ rimanenti sono la rendita del consumatore. La discriminazione del prezzo mira
ad erodere la rendita del consumatore.
Il mercato
luogo, non necessariamente fisico, dove avvengono le transazioni
Il mercato è il
(ovvero gli scambi commerciali). Alcuni economisti hanno individuato diverse
tipologie di mercati, di cui andremo ad analizzare le principali.
Concorrenza perfetta
Si tratta di una forma di mercato piuttosto utopistica. I suoi teorici fanno parte della
scuola "neoliberista", che si attiene esclusivamente alle teorie di Smith. Le condizioni
necessarie per poter realizzare la concorrenza perfetta sono:
• Presenza di tanti venditori e tanti compratori
Insieme costituiscono il mercato stesso, ma nessuno singolarmente può
influenzare il prezzo dei prodotti.
• Assenza di barriere all'entrata
Significa perfetta libertà di entrata per i nuovi venditori. Non vi devono essere
limiti di alcun tipo: legali, conoscitivi (know-how)...
• Piccole quantità acquistate e vendute (imprese "atomistiche")
Nel momento in cui un bene venisse esaurito, se vi fosse anche solo un’azienda
con dei prodotti in esubero la domanda si rivolgerà esclusivamente lì.
• Omogeneità del prodotto
I venditori offrono un bene/servizio identico sia a livello merceologico sia per
qualsiasi altra possibile caratteristica associata alla vendita.
• Trasparenza di mercato o informazione perfetta
Ogni compratore conosce i prezzi praticati da tutti i venditori. 2
In questo contesto, domanda e offerta aggregata hanno andamenti opposti; il loro
punto di incontro è il prezzo di equilibrio. Questi potrebbe variare se, ad esempio, un
imprenditore ideasse un metodo di produzione che consenta di abbassare i prezzi,
ma nel giro di poco tempo si modificherebbero anche gli altri. Tuttavia, basterà
variare in maniera infinitesimale il prezzo e la quantità di prodotto venduto crollerà:
l'elasticità di mercato in questo sistema è vicina all’infinito.
La concorrenza dipende quindi da una serie di fattori minori, come la bravura del
venditore e il prezzo che ha pagato per vendere il suo prodotto.
Questa forma di mercato avvantaggia il consumatore, poiché egli ha sempre il
prodotto al prezzo più basso disponibile. All’opposto, gli imprenditori che non sono
in grado di sostenere i ritmi del mercato ne vengono immediatamente esclusi.
Monopolio
Le condizioni necessarie per poter realizzare una situazione di monopolio sono:
• Un solo venditore e tanti acquirenti;
• Forti barriere all'entrata
Queste possono essere legali (l’ingresso nel mercato è impedito per legge) o
naturali (il monopolista dispone in modo esclusivo di risorse del paesaggio).
Il monopolista ha sempre il coltello dalla parte del manico: essendovi solo un
venditore che possiede quel bene, se il compratore non è d'accordo con il prezzo
imposto non può acquistarlo altrove. Ovviamente, il monopolista può imporre o la
quantità o il prezzo, ma non entrambi.
Se il monopolio è dello Stato, tendenzialmente, lo scopo non dovrebbe essere quello
di mettere in difficoltà il consumatore, ma di agevolarlo. Il monopolista privato,
invece, fa soltanto il suo interesse.
Questa forma di mercato è la peggiore per il consumatore e la migliore per
l'imprenditore.
Concorrenza monopolistica
Si tratta di una forma simile alla concorrenza perfetta, ma con un tentativo di
avvicinamento alla realtà, attraverso la differenziazione dei prodotti .
2
L'elemento monopolistico risiede nel possedere una specifica tipologia del prodotto:
nel caso di una biro, ad esempio, ci sarà chi le fa rosa, chi azzurre, chi nere... In questo
modo, se avviene un leggero aumento del prezzo di vendita, la quantità venduta non
crolla a zero: è probabile che vi siano dei clienti affezionati a quella particolare
variazione per prodotto, cosa che invece non può avvenire per la concorrenza
perfetta.
Creazione di differenze, reali o immaginarie, in prodotti simili. Con differenze immaginarie si intende,
2
attraverso delle modifiche reali minime, far credere che vi siano delle sostanziali differenze fittizie.
3
Oligopolio
Questa è la forma di mercato più diffusa: pochi brand che vendono lo stesso
prodotto, ma con prezzi e caratteristiche diverse.
Il limite dell'oligopolio è che non è una forma di mercato prevedibile, a differenza delle
altre tre. Gli oligopolisti, infatti, hanno due possibilità: o competono tra loro per
ottenere maggiore potere di mercato, oppure fanno un accordo collusivo
trust
(comunemente chiamato "cartello” o " "), ovvero creano una sorta di monopolio
stabilendo gli stessi prezzi (ovviamente, molto alti) per i prodotti venduti. Il primo caso
avvantaggia il consumatore, mentre il secondo lo sfavorisce.
Esistono anche dei trust dichiarati, che tuttavia non possono essere sanzionati per
motivazioni politiche: è il caso dell'OPEC, in cui i membri sono sceicchi che rivestono
cariche politiche. Non potendo multare un governo, si ritrovano in una situazione di
enorme vantaggio. Altre definizioni
Econometria = branca dell’economia che sfrutta strumenti di tipo statistico con
finalità economiche.
Valore intrinseco = il valore dei materiali di cui è composto un bene.
capacità di un bene di trasformarsi, in tempi rapidi e senza perdite, in
Liquidità =
denaro.
Una banconota ha il grado di liquidità massimo, poiché si tratta di denaro. Un
qualsiasi oggetto usato messo in vendita, invece, ha un grado di liquidità più basso,
poiché il suo valore sarà svalutato rispetto al suo prezzo d’acquisto. Un bene che ha
un alto grado di liquidità è l’oro.
BREVE STORIA DELL’ECONOMIA
L’economia è una scienza esatta?
hard sciences”
Le cosiddette scienze dure (in inglese “ ) sono quelle comunemente
classificate come “esatte” e che consentono esperimenti ripetibili.
Tuttavia, epistemologi come Popper e Kuhn hanno messo in dubbio l'effettiva
3
precisione delle scienze esatte; dopotutto, ogni giorno viene fatta una scoperta
nuova in campo scientifico, e quanto veniva precedentemente detto diventa falso o
obsoleto. È’ inoltre bene ricordare che “scientifico” non significa “sicuramente vero”,
ma "frutto di un metodo rigoroso".
Kuhn ha invece introdotto il concetto di paradigma, ovvero di convinzione. Quando
una comunità scientifica si identifica in un paradigma, frutto di numerosi studi, esso
diventa difficile da estirpare; basti pensare a Copernico e a quanto ha dovuto subire
per aver diffuso la teoria eliocentrica.
Le scienze umane si distinguono dalle quelle dure proprio per l'impossibilità di
effettuare esperimenti ripetibili, essendo gli esseri umani troppo eterogenei. Pertanto,
l'economia non rientra affatto nelle scienze dure, poiché non è possibile replicare le
stesse modalità ottenendo sempre gli stessi risultati. Essa si occupa infatti di studiare
in che modo gli esseri umani organizzano le attività di produzione, consumo e
scambio dei beni, i problemi che ne derivano e il modo di affrontarli.
L’epistemologia è quella branca della filosofia che si occupa di analizzare l'evoluzione delle scienze, i
3
loro limiti e le loro possibilità. 4
La pre-economia
Sarebbe logico ritenere che l'economia sia una disciplina molto antica, o che
addirittura sia sempre esistita, poiché le transazioni economiche (seppure con valute
e modalità differenti) vengono attuate da sempre. Tuttavia, l’economia nasce soltanto
nel 1776, quando viene pubblicata dallo scozzese Adam Smith l’opera "Indagine sulla
natura e sulle cause della ricchezza delle nazioni", comunemente abbreviato con "La
ricchezza delle nazioni".
Quando i cambiamenti economici impiegano secoli per realizzarsi, “fare come si è
sempre fatto” è una regola infallibile e non si rivela necessaria una disciplina per gli
scambi commerciali. Altro fattore che non consentiva lo sviluppo di una vera e
propria scienza economica risiedeva nell’imprevedibilità dei dati: una buona o una
cattiva annata dipende soprattutto dagli agenti atmosferici (la pioggia contro la
siccità, il freddo che non si porti via troppe vite…).
Prima che l’economia venisse sistematizzata da Smith, vi sono state due scuole che
possiamo considerare prescientifiche:
1. La scuola mercantilistica, sviluppatasi in Inghilterra intorno al 1600. All'epoca il
sistema monetario era basato sull'oro, pertanto quando si esportavano merci si
importava oro, e viceversa. L'Inghilterra ed altre potenze coloniali importavano
materie prime a basso costo, esportando i prodotti elaborati a prezzi vertiginosi.
La scuola mercantilistica riteneva che la ricchezza delle nazioni risiedesse nella
quantità di oro posseduto e considerava di conseguenza le importazioni come
svantaggiose.
Chiaramente si tratta di una spiegazione semplicistica; basti pensare alla Cina,
seconda al mondo per il PIL ma con scarse riserve auree, a differenza dell’Italia
4
(durante la crisi del 2008, infatti, si era pensato di venderne una parte, ma questa
scelta poteva far percepire all'estero quanto fosse drastica la situazione,
rendendo poco appetibile l'investimento nel nostro paese).
2. Nel 1750 nacque in Francia la scuola fisiocratica (dal greco "potere della terra"), la
quale riteneva che la ricchezza delle nazioni risiedesse nello sviluppo del settore
agricolo. François Quesnay fu uno dei maggiori esponenti.
Per poter spiegare il motivo di questa tesi è bene fare una digressione per chiarire
alcuni termini economici:
▪ input. In italiano vengono indicati come “fattori della produzione”, e sono:
❖ capitale (finanziario o fisico, come ad esempio attrezzature e impianti);
❖ terra (risorse naturali);
❖ forza-lavoro.
▪ output. Sono i prodotti risultanti dai fattori della produzione.
In agricoltura le sementi costituiscono gli input, che dopo essere state seminate
generano più semi di quanti se ne sono piantati. Differentemente, il lavoro del
falegname produce output inferiori agli input, poiché un ciocco di legno lavorat
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