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Comunicazione pubblica

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Tempo 90 minuti

Lezione 1 - 24/09/19

Ed Murrow: giornalista radiofonico durante la Seconda guerra mondiale, ha condotto inchieste televisive. Segue le inchieste sul senatore McCarthy, il principale animatore del pericolo rosso negli USA, isteria collettiva anticomunista basata sul principio di delazione. Si invitava chiunque a denunciare i sospetti comunisti. Murrow diventò famoso perché denunciò questa pratica del senatore.

Primi anni '60, Murrow divenne il direttore di un’agenzia americana, la United States Information Agency, che serviva per occuparsi della percezione che le opinioni pubbliche internazionali avevano del governo americano. La prima agenzia dei Public Plots.

Nel 1961, Kennedy appena eletto presidente, a livello internazionale il fallimentare attacco alla Baia dei Porci. Chiamarono Murrow per gestire a livello comunicativo il disastro. Lui rispose “Se mi vogliono a bordo in caso di atterraggio di emergenza, sarebbe stato meglio che mi avessero preso a bordo fin dall’inizio”.

La comunicazione è vista come un paracadute da utilizzare in caso di emergenza – management della crisi. Il problema fondamentale è che se la comunicazione può fare qualcosa per gestire una situazione critica, allora è necessario che la comunicazione venga inclusa nel processo decisionale fin dall’inizio.

Che cos’è la comunicazione pubblica?

Possono esserci due definizioni:

  • Si focalizza sull’oggetto della comunicazione
  • Si focalizza sugli attori della comunicazione: la comunicazione pubblica è la comunicazione che ha a che vedere con le istituzioni pubbliche. Secondo il prof è una definizione riduttiva.

È preferibile una definizione basata sull’oggetto della comunicazione:

  • Comunicazione pubblica come oggetto di interesse generale: Campo di comunicazione che ha a che vedere e che include tutte le attività comunicative che hanno come oggetto l’interesse generale, avvengono all’interno di uno spazio e sfera pubblica e riguardano attori non esclusivamente privati. Interesse generale, sfera pubblica, attori pubblici. Include anche la comunicazione politica, non solo pubbliche amministrazioni.

Si includono tre sottocampi:

  • Comunicazione delle istituzioni pubbliche
  • Comunicazione politica
  • Comunicazione di solidarietà sociale

Comunicazione delle istituzioni pubbliche

Chi comunica? Comunica la pubblica amministrazione
Cosa comunica? Pubblicizzazione dell’attività normativa. Comunicazione delle attività, funzioni e punto di vista della PA, i principi che stanno dietro alle attività. Come spende i soldi comuni, come impegna le risorse che ha a disposizione.
Quale canale? Tutti i canali a disposizione
A chi? Ai cittadini, alle organizzazioni, ai media. Deve comunicare a tutti gli stakeholders.
Con quali effetti? Garantire dei diritti (informazione e cittadinanza) costruire l’identità dell’ente, etc.

Comunicazione di solidarietà sociale

Viene associata al suo omologo in ambito commerciale, advertising,  pubblicità. Ha dei tratti in comune perché ne utilizza le stesse tecniche, gli stessi canali, gli stessi linguaggi per comunicare qualcosa e per avere un effetto sul proprio target. Nel caso dell’adv tradizionale è creare o modificare un comportamento di acquisto.

Nel caso di solidarietà sociale l’obiettivo è convincere qualcuno a modificare un atteggiamento o un comportamento che viene considerato un comportamento non in linea con l’interesse generale. Offre idee e valori cercando di avere un output di comportamenti a favore dell’interesse generale. (es: pubblicità progresso, campagne di prevenzione..)

Tipo di offerta: idee e valori
Carattere dell’offerta: carattere non controverso
Finalità: soluzione di problemi di interesse generale attraverso modificazione di atteggiamenti e comportamenti

La comunicazione di solidarietà sociale non la fanno solo le istituzioni pubbliche.

Comunicazione politica

Temi: interesse generale, carattere esplicitamente controverso
Attori: istituzioni private particolari come i partiti politici

La differenza è che questa comunicazione si pone come intrinsecamente controversa perché è competitiva, i temi sono controversi perché non c’è accordo.

Issue posizionali: i partiti e l’elettorato sono divisi c’è chi è a favore e chi è contrario
Issue performative: quale sia la strada migliore per arrivare ad un obiettivo, crescita economica o occupazione.

Siamo in un periodo di campagna permanente: vede saltato uno dei cardini dei sistemi di comunicazione in cui si distingueva il periodo di campagna elettorale dal periodo di non campagna. È l’utilizzo di tecniche tipiche della campagna\marketing elettorale fuori dal periodo elettorale per creare consenso alle operazioni del governo. Quando gli amministratori intendono l’attività di comunicazione associata alla comunicazione politica è sbagliato. I politici eletti hanno una sempre maggiore volontà di controllo sulla comunicazione pubblica delle amministrazioni. Questo è dannoso per le immagini delle istituzioni politiche. I cittadini gli pongono maggiore fiducia più l’istituzione è staccata dalla politica.

La campagna permanente è un problema nelle istituzioni pubbliche. Comunicazione politica e comunicazione istituzionale devono restare ambiti separati.

Lezione 2 - 26/09/19

Quali sono i principali elementi che caratterizzano i regimi democratici?

  • Partecipazione (il voto è l’espressione di partecipazione principale)
  • Libertà di espressione
  • Libertà di stampa/pensiero

Ho necessità di conoscere i partiti, l’organizzazione delle istituzioni e delle informazioni in merito a come e chi ha governato nel periodo precedente rispetto a come gli amministratori hanno amministrato. Se io non ho buone informazioni non posso esercitare a pieno il mio diritto di voto.

C’è un legame tra democrazia e informazione molto forte perché si può dire che affinché i regimi democratici funzionino al meglio è necessario che i cittadini abbiano una buona informazione che serve loro ad esercitare direttamente alcuni diritti di cittadinanza connessi con l’informazione, ma anche indirettamente per esercitare dei diritti politici, come il diritto di voto. L’informazione riguarda tutti i diritti universali di cittadinanza. Diritti civili, politici e sociali: queste tre famiglie di diritti direttamente o indirettamente sono collegate all’informazione.

Teoria democratica

La democrazia è una competizione tra élite che si contendono il consenso dei cittadini in un libero mercato delle idee. La democrazia è competizione per il consenso. Élite, soggetti organizzati, partiti che si contendono per ottenere il consenso dei cittadini in un mercato delle idee che deve essere libero.

I cittadini devono partecipare, se i cittadini partecipano (voto) hanno l’opportunità di far sentire la propria voce e possono informarsi adeguatamente su quello che fanno i governi in modo da poter poi votare in modo corretto, allora i governanti dovranno tener conto dei desideri e dei bisogni dei governati, altrimenti non saranno rieletti (perderanno nella competizione).

La questione dell’informazione in questo ambito è cruciale.

La democrazia secondo Schumpeter si caratterizza per:

  • Competizione pluralista tra gruppi di individui (possibilmente organizzati in partiti) per tutte le cariche governative
  • Partecipazione dei cittadini nella selezione dei governanti attraverso le elezioni libere, periodiche e consequenziali.
  • Le elezioni sono un meccanismo di retroazione (feedback) che assicura che i governanti debbano rendere conto delle loro scelte di fronte ai cittadini.
  • Diritti civili e politici: libertà di parola, pubblicazione, riunione e organizzazione, che sono condizioni necessarie per una competizione e una partecipazione libere e corrette.

Se l’informazione non è sana non può esserci una democrazia che funziona al meglio.

Stato e cittadini

La dimensione della popolazione diventa rilevante da un punto di vista storico, si può collegare la rilevanza della comunicazione nello spazio pubblico con la nascita del concetto introdotto da Habermas nel XVIII secolo, sfera pubblica: spazio democratico.

Nel momento in cui emerge un ceto borghese, mercantile che ha degli interessi privati di pubblica rilevanza (cioè commercio) si crea uno spazio intermedio tra la sfera privata e domestica (riguardano famiglia e individuo) e la sfera dello stato, uno spazio intermedio che coinvolgono soggetti privati che coinvolgono oggetti di pubblica rilevanza. Soggetti che non sono lo stato, discutono di oggetti di pubblica rilevanza. La sfera pubblica si riunisce nei caffè.

Può esercitarsi e riunirsi in quanto tale perché ha informazioni, che derivano dai media (giornali). Necessita di informazioni e ha lo scopo di esercitare pressioni sullo stato. È un embrione di quella che possiamo definire la sfera pubblica contemporanea. Informazione, uguaglianza, forza dell’argomentazione e della conversazione. È una visione semplicistica, molti autori hanno criticato questa idea perché è esclusivamente maschile, borghese e in quanto tale esclude le classi subalterne. In realtà esistono e sono esistite diverse sfere pubbliche anche in competizione tra loro.

La sfera pubblica emerge nel momento in cui lo stato finisce di essere caratterizzato solo da sudditi e regnanti. Quando emergono dei diritti e dei soggetti che ne sono portatori, allora emerge la necessità di uno spazio al cui interno, soggetti che non sono stato, discutono di questioni di pubblica rilevanza, si incontrano e si interfacciano con lo stato. Per questo c’è bisogno di informazione.

Nel momento in cui si amplia la sfera delle responsabilità e delle questioni di cui lo stato si occupa (Welfare state), servizi e relazioni con il cittadino, allora si amplia anche la necessità di informazione da parte dei cittadini, che deve sapere di quali diritti è portatore e in che modo lo stato si è attrezzata per rispondere a questi.

Ci sono nuove modalità di intervento dello stato nella vita delle persone. Nuove necessità di comunicazione sono determinate e così accade inevitabilmente una frammentazione della sfera pubblica.  Si disgrega la sfera pubblica unitaria come al pensava Habermas.

Diritti e democrazia

Tra gli elementi chiave della democrazia c’è la partecipazione. Devono essere garantiti diritti politici, civili e sociali. È fondamentale che tra questi diritti sia compreso e tutelato il pacchetto di diritti collegati all’informazione. Possono essere visti da tre punti di vista:

  • Diritto di informare
  • Diritto di essere informato
  • Diritto di informarsi

Nella Costituzione Italiana espressamente viene nominato uno di questi diritti: si parla di libertà di espressione (informare), gli altri due sono impliciti in altri passaggi, ma è espressamente tutelata la libertà di espressione. Non è banale perché è uno degli elementi che ha contribuito ad uno sviluppo tardivo della comunicazione istituzionale nel nostro paese. L’obbligo che le istituzioni avessero di informare i cittadini sul loro lavoro, è arrivato tardi (es: norme relative agli atti pubblici, arrivano negli anni '90).

Storicamente i diritti collegati all’informazione sono stati correlati alla libertà di espressione, questo per cause storiche che precedentemente avevano causato repressioni di questa libertà. È cruciale per la democrazia che ci sia libertà di informazione. I cittadini devono essere informati, devono ricevere informazioni senza che le chiedano. I cittadini devono richiedere informazioni. I diritti di cittadinanza e i diritti di informazioni sono così strettamente correlati. Le tecnologie digitali pongono opportunità e sfide rispetto all’informazione dei cittadini (concetto di open data).

Come è cambiata la cittadinanza?

Il concetto di cittadinanza non è stato uguale nel tempo. Tra gli elementi valoriali che caratterizzano la cittadinanza democratica, negli ultimi 10 anni, c’è stato uno spostamento dai valori materialistici (valori della sussistenza) a valori post-materialistici. [Inglehart 1997]

Oggi i valori che caratterizzano la cittadinanza sono post-materialistici: qualità della vita, qualità del contesto di vita, diritti civili e possibilità di svilupparli a pieno. Questo crea nuove necessità comunicative e relazionali tra stato e cittadini, all’interno della sfera pubblica. Se cambia la cittadinanza e cambiano gli elementi attorno a cui i cittadini si attivano, allora si espande il campo presso cui la pubblica amministrazione deve fornire informazione.

Il cittadino non è più un cittadino che partecipa perché ritiene di avere un dovere di partecipare. Oggi il cittadino ritiene che sia un dovere partecipare alla vita pubblica. Da dutiful citizen (referente) al self-actualizing citizen (autorealizzato, oggi) [Bennet 2008]. I cittadini si relazionano con le istituzioni se percepiscono di autorealizzare le proprie priorità, di essere coinvolti in un processo che contribuisce alla realizzazione di una sua priorità. Non si sente più il dovere di partecipazione, ma si partecipa perché si sente un principio di autorealizzazione. Il cittadino si relazione se ritiene che è importante e utile per lui o per la società con cui si relazione.

Difficilmente la comunicazione sarà assertiva, ma dovrà essere una comunicazione più relazionale. Il cittadino monitorante [Schudson 1998]. C’è scollamento tra un modello ideale e la realtà. Nella pratica i cittadini non sono molto interessati nella pratica delle istituzioni e delle PA. Spesso i cittadini non sono interessati e ritengono di non avere tempo durante la giornata per informarsi a riguardo. Il modello nel quale il cittadino dedica buona parte del suo tempo per informarsi alle attività delle istituzioni, e si costruisce un’idea della cosa pubblica e di come i governanti la stanno amministrando e in base a questo prende decisioni per le elezioni, è un modello che non è reale.

Chi è il cittadino monitorante? Non è quello che è costantemente informato. È colui che presta mediamente un basso livello di attenzione all’informazione, non nullo però. Ha un’idea generale di quelle che sono le issue rilevanti. È monitorante perché percepisce che nel flusso delle informazioni c’è qualcosa che gli interessa, si attiva aumentando il grado di attenzione e la disponibilità e quindi è alla ricerca di più informazioni rispetto a quelle che normalmente cerca.

Dal punto di vista delle PA avere chiaro che il cittadino medio è monitorante serve per trovare canali e informazioni per avere risposte alla discontinua richiesta di informazioni. Il cittadino in stand-by [Amna and Ekman 2014] va nella direzione di una forte disomogeneità. Non è un soggetto passivo. Oggi le istituzioni devono trovare delle modalità di info e comunicazione nei confronti dei cittadini che colmi la disomogeneità di richiesta da parte dei cittadini.

Democrazia senza fiducia?

Ci sono elementi che rendono problematica la relazione tra cittadini e democrazia. Crisi della fiducia nei “sistemi esperti”: differenziazione funzionale all’interno della società e l’importanza che gli esperti assumono nella gestione. È una crisi che è anche partita nella crisi degli attori situazionali politici (democrazia senza fiducia), oggi è una crisi che non riguarda solo gli attori politici, ma riguarda più in generale gli esperti (il sistema dei media).

Gli attori istituzionali non possono più dare per scontata l’attenzione da parte di tutti i cittadini, non si può dare per scontato che tutti i cittadini che vengono in contatto con quell’informazione la ritengano attendibile, importante e veritiera perché proviene da un’istituzione. Comunicare l’istituzione in un clima in cui non c’è fiducia nei sistemi esperti è difficile. C’è da costruire nuovi legami di fiducia che non possono essere considerati come scontati. (temi di interesse delle istituzioni pubbliche sono l’ambiente e la salute).

È anche una sfiducia nei confronti della rappresentanza: non sanno rappresentarmi. È l’idea di base di una mancanza di fiducia negli esperti e nella capacità di un sistema basato sulla rappresentanza di funzionare.

Campagna permanente: nel momento in cui gli amministratori usano tecniche tipiche del marketing sociale per creare consenso, il confine tra istituzione che comunica la propria attività e l’amministratore, governatore, usa queste tecniche come driver per creare consenso intorno a sé si crea una commistione difficile da comprendere per il cittadino.

Partecipazione civica: nei contesti di democrazia contemporanea riescono a risultare più affascinanti. La partecipazione si sposta da contesti nei quali il cittadino è coinvolto nella vita pubblica in relazione con le istituzioni, a contesti in cui il cittadino trova forme di relazione che si trovano al di fuori delle istituzioni. I cittadini non sono passivi, ma non ritengono di dover trovare nelle istituzioni i loro interlocutori.

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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lapiera di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Comunicazione pubblica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Valeriani Augusto.
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