Dall’atrio destro c’è la
valvola tricuspide. si
apre quando la
pressione a monte è
maggiore di quella a
valle, si chiude
invece quando il
flusso vorrebbe
tornare indietro (il
flusso retrogrado la
chiude). Questo non
coincide con il fatto Atri e ventricoli sono opposti,
che il gradiente perchè è come se guardassi
pressione diventi una persona davanti a me
negativo.
Analogamente a
sinistra abbiamo la Il sangue entra in atrio destro,
valvola mitrale tra poi va nel ventricolo destro,
atrio e ventricolo sx. viene espulso dall’arteria
Il ventricolo destro polmonare nella circolazione
comunica con le piccola (quella polmonare),
vene polmonari con sangue non ossigenato
la valvola polmonare, raggiunge i polmoni e diventa
la valvola aortica ossigenato. Attraverso le vene
invece permette la polmonari arriva ossigenato
comunicazione tra il nell’atri sinistro, poi nel
ventricolo sinistro e ventricolo sinistro. Grazie alla
l’aorta. Non ci sono compressione viene espulso in
valvole tra gli atri dx aorta e gira nel sistema
e sx e le vene. periferico
CICLO CARDIACO:
Fase di riempimento ventricolare: il ventricolo sx è vuoto (scarico, senza sangue) mentre il sangue in atrio sinistro è presente perché arrivato ossigenato dalle vene polmonari. La pressione
nell’atrio è alta mentre quella ventricolare è circa 10mmHG, Quando la pressione nell’atrio supera 10mmHG, la valvola mitrale si apre e per il gradiente di pressione va dall’atrio sx al ventricolo
sx (fase completamente PASSIVA, parte iniziale tra linee rosse e nere). Poi c’è una seconda fase di contrazione ATTIVA dell’atrio, qua il sangue raggiunge il ventricolo sx che si è ora riempito.
Ora inizia la contrazione ventricolare, cioè il ventricolo sx si contrae attivamente (dovuto all’attività elettrica del cuore) e genera un flusso retrogrado verso l’atrio che va a chiudere la valvola
mitrale. La pressione inizia a salire ma è più bassa di quella aortica che è di 70 mmHG (press a riposo) quindi la valvola aortica è ancora chiusa. C’è una compressione ISOVOLUMICA dato che
le valvole sono entrambe chiuse e quindi c’è un repentino aumento di pressione (linea nera che schizza in alto). Quando la press raggiunge 70mmHG la valvola aortica si apre e il sangue inizia
ad entrare in aorta. La pressione però continua ad aumentare perché la compressione continua ad avvenire, di conseguenza anche la pressione aortica aumenta dato che si sta riempendo di
sangue (linea azzurra aumenta), ma c’è comunque un gradiente di pressione che continua a buttare sangue in aorta dal ventricolo. Ad un certo punto la pressione aortica eguaglierà quella del
ventricolo (pressione mediana), quando la supera il sangue inizia a frenare (velocità positiva, ma accelerazione negativa). Ad un certo punto rallenta talmente tanto che la velocità diventa
negativa e solo adesso la valvola aortica si chiude (perché ho flusso negativo). Sia la valvola aortica che la mitrale sono chiuse, perché quest’ultima si apre quando la pressione atriale supera
quella ventricolare, che ora è più alta. Ho quindi una fare di dilatazione ISOVOLUMICA. Si abbassa quindi la pressione, che diventa talmente bassa che la ventricolare diventa più bassa di
quella atriale, e ora la valvola mitrale si riapre….
PARTE ELETTRICA:
la compressione del cuore avviene tramite una stimolazione elettrica. Le cellule cardiache (cardiomiociti) sono cellule eccitabili, che provocano un potenziale di azione: Potenziale transmembrana è il potenziale
che c’è tra interno ed esterno della membrana cellulare. Da chi è stimolata la cellula? Da un impulso. La caratteristica di questi miociti soddisfa la proprietà del tutto o niente, cioè che esiste una soglia sopra la
quale la cellula viene attivata e si crea un potenziale di azione nella cellula (indipendente dallo stimolo se è sopra la soglia, se rimane sotto soglia non c’è potenziale, per evitare stimoli caotici). C’è un periodo
refrattario, durante il quale, anche se l’impulso stimolante supera la soglia, la cellula non risponde. Quindi la cellula ha bisogno di un periodo di riposo dopo l’eccitazione, dopo il quale può tornare ad essere
eccitabile. Cosi avviene l’eccitazione della singola cellula. L’emigrazione di ioni (Sodio, Potassio e Calcio) crea correnti ioniche, la cui combinazione genera il potenziale d’azione.
Cosa succede tra una cellula e l’altra? Ci sono le cosiddette gap junction che hanno bassissima resistenza, in modo tale che il potenziale passi velocemente tra le cellule, e il segnale che viene dalla cellula i-
esima è lo stimolo per attivare la cellula i+1 esima, questo stimolo è sempre tale da essere sovrasoglia. Tutte le cellule vengono eccitate elettricamente prima che avvenga un battito cardiaco. La contrazione
deve essere armonica, così l’efficienza della pompa è maggiore. Il segnale si autoalimenta tra una
cellula e l’altra. Ma ce ne deve
essere una che fa iniziare il tutto.
Il tassello iniziale è il nodo
senoatriale che è capace di
autostimolarsi (pacemaker naturale
del cuore) che da il ritmo sinusale del
cuore ( cioè ritmo non alterato, di
circa 80 bm) quando arriva al nodo
atrioventricolare ha la funzione di
filtro per fare in modo che non ci
siano problemi. Ora il segnale entra
nella rete del purkinje, rete fatta
solamente da cellule di conduzione,
non si contraggono, in questo modo il
segnale viene portato su tutto
l’endocardio contemporaneamente.
Ora il segnale può entrare nel
miocardio (muscolo vero e proprio
dove ci sono i cardiomiociti), poi il
segnale raggiunge l’epicardio
(membrana esterna). la
propagazione nel miocardio è più
bassa (circa 80cm/s, per la possibilità
della contrazione).
E’ importante tener conto delle
fibre muscolari, i cardiomiociti
(portano segnale elettrico e si
contraggono) sono tutte una
difianco all’altra e cilindriche che
generano delle vere e proprie
fibre. La velocità di propagazione
lungo le fibre è maggiore delle
propagazioni perpendicolari,
questo è dovuto dalla forma
cilindrica dei cardiomiociti. Quindi
è importante conoscere la struttura
delle fibre, siccome è difficile
vedere le fibre perché si hanno
risoluzioni basse, si cerca di
ricostruire le fibre con algoritmi
basati su pde essi stessi, si
considerano laplaciani per
costruire le fibre e si risolvono
delle pde per l’attivazione elettrica.
L’unica cosa che si sa è l’angolo
con il quale le fibre si attaccano
all’endocardio e all’epicardio, la
soluzione delle equazioni trova
l’angolo che la fibra ha con l’asse
del miocardio (circa 70-80 gradi tra
endocardio ed epicardio).
MODELING THE SYSTEMIC AND PULMUNARY CIRCULATIONS
Christian Vergara
LABS - Dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica ”Giulio Natta” -
Politecnico di Milano
Advanced Numerical Methods for Coupled Problems with Application to Living Systems
QUANTITATIVE PHYSIOLOGY
The cardiovascular system
The cardiovascular system is a close circuit that
carries oxygenated blood to all the tissues
It is made by three compartments:
the heart, the systemic and pulmonary circulations,
and the microvasculature.
Systemic circulation: arteries carry the oxygenated
blood ejected by the left heart;
veins allow the non-oxygenated blood to returning
to the right heart.
Pulmonary circulation: non-oxygenated blood ejected
by the right heart flows in the pulmonary arteries
towards the lungs and goes back (oxygenated) to the
left heart through the pulmonary veins
Pulsatility and Reynolds numbers
Thanks to the heart contraction, the blood flow is pulsatile and pum-
ped into the two circulations by means of discrete pulses with pressure in
the ranges 70-130mmHg and 20-30mmHg for the systemic and pulmonary
2
'
networks, respectively (1 mmHg P a g/(cm s
133.3 = 1333 ))
Aorta Carotids Coronaries
Systolic phase: interval of acceleration and deceleration of blood flow
Diastolic phase: interval of almost constant or even negative flow
Di↵erently, peak flow rate in coronaries is reached during diastole
⇢ D U
f
Reynolds number: Re = (⇢ blood density, a
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