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Riabilitazione veterinaria

Introduzione

[Esame 4 dicembre 18 / 15 gennaio 19. Corso interattivo. Libro di testo: Canine Rehabilitation and Physical therapy di Mills e Levine]

Lezione 1 - 9/10/18

Questa categoria professionale riesce a risolvere dei casi là dove il metodo veterinario ha terminato il suo lavoro e quindi possiamo fare la differenza. Ciò dipende naturalmente dalla nostra preparazione, dalla nostra capacità di risolvere problemi e dalla capacità di collaborare con il veterinario per far sì che il caso venga risolto. Si riescono a far fronte a problemi motori che altrimenti andrebbero contro a movimenti compensatori lontani da quelli fisiologici e che allontanano l’animale, quindi anche dal benessere. Importante conoscere l’anatomia così da capire come agire sulla problematica vigente.

Cenni di storia

È importante conoscere la storia della riabilitazione per la relazione soprattutto con proprietario e colleghi per far fronte al mondo del lavoro. L’idea nasce intorno al '90 da protocolli umani adattati agli animali. Naturalmente tra animale e uomo la biomeccanica cambia ed è quindi importante ricordare che c’è stato uno sviluppo enorme negli USA negli ultimi 25/30 anni dovuto all’aumento delle aspettative dei proprietari riguardo a determinate patologie invalidanti per l’attività motoria dell’animale. Sono cambiate le tecniche veterinarie che sono diventate sempre più sofisticate, sono aumentati di pari passo con le tecniche, inoltre, studi e conferenze tra professionisti che hanno appunto determinato tecniche differenti. Come nasce? Medico veterinario e specialisti (neurologi, ortopedici, internisti...), assistente veterinario e tecnico veterinario, esperti del comportamento ed educatori, nutrizionista e chiropratici devono tutti collaborare per il benessere dell’animale in qualsiasi condizione.

Associazioni mondiali

  • Australia
  • Canada
  • Finlandia
  • Germania
  • Olanda
  • Nuova Zelanda
  • Sud Africa
  • Svezia
  • Inghilterra
  • USA

Tendenze future

  • Aumento delle letterature scientifiche riconosciute e aumento della casistica;
  • Aumento dell’uso della riabilitazione per velocizzare il recupero post chirurgico: ortopedico e neurologico. Ciò significa che gli oneri a carico del proprietario, non solo finanziari, ma anche a livello di tempistiche e recupero dell’animale, saranno ridotti drasticamente;
  • Aumento della wellness, della medicina preventiva e dello sviluppo muscolare;
  • Aumentare le capacità cardiorespiratorie. Ci sono cani che lavorano (agility, forze dell'ordine, cani da guida per ciechi...) e che se si trovano inabili anche temporaneamente creano forte disagio;
  • Aumento dello sviluppo di chirurgie più complesse;
  • Presenza di patologie degenerative come l’artrosi, patologie dunque che non possono migliorare ma che si cercano di mantenere il più possibile funzionali in un lasso di tempo più lungo;
  • Aumento dell’aspettativa di vita dei pet;
  • Aumento di richiesta sul mercato.

Elementi di equilibrio precari per collaborare con il veterinario: basta sbagliare un elemento per compromettere la carriera così come un qualsiasi laureato in TBA che sbaglia per compromettere tutti la collettività. Fa molto più rumore una persona che fa un errore, piuttosto di 10 che fanno bene. In questo campo noi NON ABBIAMO COMPETENZE MEDICHE quindi non si possono fare diagnosi, non si possono prescrivere medicinali e quindi non si possono fare supposizioni perché non è il nostro campo. Importante che la patologia sia diagnosticata dal medico veterinario per poter poi fare il nostro “dovere”. Non si tratta di FISIOTERAPIA perché la terapia è una pratica medica, quindi è sbagliassimo. Ci occupiamo di RIABILITAZIONE. La riabilitazione è fare una valutazione riabilitativa quando il medico veterinario non dà linee guida anche se in pratica dovrebbe essere lui a dirti quello che si deve fare. Avere le conoscenze è importante per comunicare meglio con il medico veterinario e con il medico fisiatra che mi dice come, dove e cosa devo fare. È il medico veterinario che ci deve dire cosa deve fare, non si possono prendere iniziative.

Riabilitazione veterinaria

È il trattamento di patologie o traumi mediante uso di forze di origine naturale come freddo, caldo, l’acqua, l’esercizio terapeutico, la luce e le forze meccaniche. L’utilizzo di tecniche fisioterapiche non invasive al fine di aiutare il paziente a trovare le condizioni fisiche ottimali, in seguito a eventi patologici o traumatici, promuovendo la guarigione e accorciando i tempi di degenza.

Obbiettivi

  • Il primo è la riduzione del dolore, è importante capire qual è la zona algida;
  • Occorre promuovere il riassorbimento dell’edema;
  • Bisogna stimolare la circolazione sanguigna e linfatica;
  • Si deve sfruttare la plasticità del sistema nervoso;
  • Bisogna migliorare un buon trofismo muscolare;
  • Occorre mantenere una buona escursione articolare;

Le manipolazioni si vanno ad attuare su:

  • Tessuto nervoso
  • Tessuto muscolare
  • Tessuto osseo
  • Tessuto cartilagineo
  • Tessuto tendineo e legamentoso

Chi può eseguire la riabilitazione

  • Medico veterinario
  • Può essere eseguita da personale non veterinario specializzati in riabilitazione animale, fisioterapisti umani formati in anatomia e fisiologia animale, ma il loro operato dovrebbe essere eseguito sotto supervisione del veterinario referente. Per sotto supervisione si intende che il veterinario indica cosa si deve fare oppure dire al veterinario come si intende operare e dargli feedback non solo ad inizio percorso, ma anche a metà percorso e a fine percorso.

Cosa può fare il tecnico veterinario

  • Massaggi e manipolazioni
  • Stretching
  • Stimolazioni con laser low-level (non chirurgici)
  • Elettrostimolazione
  • Campi magnetici
  • Ultrasuoni
  • Idroterapia
  • Esercizi terapeutici
  • Applicazioni di caldo e freddo
  • NO PRESCRIVERE FARMACI E FARE DIAGNOSI

Come si deve operare

Il riabilitatore si trova in una spirale di personaggi che intervengono e il riabilitatore deve saper relazionarsi con le varie personalità e come gestirle.

PROPRIETARIO→MEDICO VETERINARIO→SPECIALISTA→RIABILITATORE il quale deve comunicare con il medico veterinario che è colui che segue il paziente e la comunicazione con lui è fondamentale.

Valutazione e i fattori da considerare

  • Dati anamnestici;
  • Tempistica della guarigione dei tessuti;
  • Valutare la forza muscolare (dog gate analysis)→ metro e goniometro sono gli strumenti più utilizzati;
  • Mobilità articolare;
  • Altre patologie correlate;
  • Peso, nutrizione e capacità cardiorespiratoria;
  • Coinvolgimento del proprietario e carattere dell’animale;
  • Di cosa abbiamo bisogno per il recupero funzionale;
  • Obiettivi da perseguire e preventivo.

Importante capire qual è e dov’è l’obiettivo anche se non è sempre così facile e questo viene con l’esperienza nel lavoro. Dal momento che lavoro con gli stimoli ed ogni organismo risponde in maniera differente sarò in grado di definire in maniera migliore il tempo di recupero ricevuto dall’organismo. L’obiettivo deve essere dunque DEFINITO in base al feedback NEL TEMPO, anche se lavorando con gli stimoli può essere meno definito perché basato sulla risposta, CONCRETO e RAGGIUNGIBILE.

Non si fanno VISITE

(le fa il medico)→ VALUTAZIONE RIABILITATIVA

Prima valutazione è di circa 1 ora e si basa su:

  • Capire dove è il danno e quindi vedere diagnosi e referti;
  • Capire quali limitazioni funzionali sono correlate al danno;
  • Valutare eventuali nuovi disagi dettati da compensazioni (per una disfunzione l’animale ha un atteggiamento non fisiologico che compensa il danno) dal danno altrimenti si assumono posizioni antalgiche;
  • Considerare la disponibilità del proprietario (tempo, denaro...);
  • Considerare il carattere del cane;
  • Valutare mezzi, tecniche ed esperienze a nostra disposizione;
  • Stabilire un programma riabilitativo (frequenza, durata e sessioni);
  • Proporre al proprietario un preventivo riabilitativo volto al raggiungimento dell’obiettivo.

Esempi

  • Maremmano femmina 55 kg sterilizzata di 3 anni
  • Patologia: cclr dx traumatica il 3/10/18
  • Chirurgia: tplo il 7/10/18
  • Ad oggi 14/10/18 non poggia l’arto dx
  • Cane buono ma morde per dolore
  • Edema arto p.dx
  • Rx post chirurgica

[Cclr: rottura del legamento crociato craniale; Tplo: osteotomia livellante del plateau tibiale]

Il legamento crociato craniale evita che il ginocchio slitti verso l’avanti. Il veterinario fa il test del cassetto se il ginocchio slitta in avanti probabilmente il legamento è rotto. Quando si riscontra la rottura si attua un'operazione a livello della tibia. È un discorso biomeccanico angolare. La tibia viene rotta e il plateau tibiale viene livellato così che il ginocchio non slitti più in avanti. In un certo senso la biomeccanica viene ristabilita anche se l’animale ha bisogno di riabilitazione perché non si trova più in una condizione fisiologica [propriocezione: è quella parte del sistema nervoso che orienta il corpo nello spazio. Anche se la biomeccanica è stata ristabilita la propriocezione è variata come è variata anche la biomeccanica quindi il cane deve essere in un certo senso rieducato.]. Spesso colpisce cani grandi e spesso avviene ad entrambe le ginocchia perché il cane che ha un problema ad un ginocchio spesso sovraccarica l’altro.

Massaggi

Il massaggio evoca il rilassamento e sintonia con l’animale e anche il suo coinvolgimento. Come gli umani hanno la chimica ce l’hanno pure i cani e quindi bisogna creare chimica con il cane e occorre avere un atteggiamento congruo e rispettare una sequenza di rito nella sua conoscenza. Questi passaggi servono per non compiere errori difficilmente riparabili. Importante non toccare subito il cane nel punto dolente perché bisogna rispettare l’avvicinamento. Occorre coinvolgere l’animale e il massaggio è un’esperienza univoca tra animale e padrone, perché quando io rilasso il cane si rilassa anche il padrone e viceversa. Il massaggio è implicato nel sistema nervoso perché il sistema sensitivo (tattile, termica e pressoria) ha la via preferenziale a livello nervoso rispetto al dolore e quindi aiuta a ridurlo. Vengono naturalmente coinvolti anche il sistema linfatico, il sistema circolatorio e il dolore che l’animale prova.

Lezione 2 - 16/10/18

Come collocare il massaggio e come spezzare la spirale negativa che si genera quando sorge il dolore. Aumentando il dolore, che è una condizione che l’organismo mette in atto per far sì che non si creino ulteriori danni all’organismo stesso, nel circolo le conseguenze sono l’aumento dello spasmo muscolare perché a livello locale c’è una contrazione e quindi un blocco muscolare più o meno forte che va a gravare sulle condizioni di efferenze nocicettive. Una condizione di muscolatura contratta è una condizione in cui il muscolo presenta un blocco non solo delle fibre elastiche actina e miosina, ma anche della circolazione. Un piccolo spasmo va a bloccare la circolazione sanguigna che irrora il muscolo il che implica un apporto minore di nutrienti e un mancato drenaggio sanguigno di cataboliti. Il blocco della circolazione porta dunque all’aumento della soglia e al ristagno di rifiuti nelle cellule e questo crea ulteriormente uno stimolo chimico e algico delle efferenze nocicettive. Avremo dunque un accumulo di tossine più o meno alto in base all’entità dello spasmo, ci sarà un ristagno anche a livello venoso con aumento dell’edema, la possibilità che con il tempo questa situazione porti alla formazione di aderenze che sono un ulteriore impedimento al movimento e quindi un ulteriore impedimento alla circolazione e quindi un ulteriore incremento di tossine e di conseguenza di spasmo può andare a generare delle contratture. Le aderenze, dunque, che sono frutto di una condizione protratta fase infiammatoria potrebbero causare anch’esse con l’avanzare del tempo contratture con le rispettive conseguenze. Parte da un dolorino, diventa uno spasmo, diminuisce la circolazione, aumentano le tossine, aumenta l’edema e con il protrarsi del tempo e se la situazione cronicizza c’è la possibilità di aderenze che portano l’insorgenza di contratture. Si passa dunque da una fase di spasmo ad una di contratture.

L’obbiettivo del massaggio è quello di spezzare la spirale negativa del dolore. Innanzitutto evoca il rilassamento perché comporta il passaggio di energia tra il massaggiatore e l’animale. È anche importante perché influenza il massaggio sia positivamente che negativamente poiché l’animale, oltre alla capacità di percepire i feromoni, è anche capace di interpretare la prossemica. Il massaggio può allentare il drenaggio linfatico e di un edema. L’obbiettivo del massaggio drenante è quello di rimuovere il liquido attraverso la circolazione linfatica che ha come stazione di controllo i linfonodi. Il massaggio drenante va a far confluire l’edema e i fluidi interstiziali verso il linfonodo più vicino ed è quindi importante la conoscenza dell’anatomia. A livello circolatorio se si applica una frizione sulla cute dopo poco la cute diverrà rossa e quindi c’è un effetto circolatorio così come a livello interstiziale con particolari manipolazioni riusciamo a creare turbolenze capaci di aumentare lo scambio di nutrienti e cataboliti. A livello muscolare riduce la spasticità e l’espandibilità dei tessuti. Immaginiamo un tessuto contratto come un panno congelato che mano a mano che viene manipolato inizia ad essere più morbido. Ci sono condizioni come shock, febbre, infezioni, neoplasie e malattie della cute che sono controindicazioni della massoterapie. Ovviamente malattie della cute comporta il trattare un tessuto che ha già problematiche, situazioni di shock, febbre e neoplasie comporterebbe il veicolare particelle e cellule mutate o malate in tutto l’organismo. In fase acuta di contrattura può non essere estremamente utile e facile andare a lavorare direttamente con le mani. Alcune teorie consigliano di non trattare direttamente una contrattura perché comunque ci troviamo a trattare una zona algida, ma è meglio trattare delicatamente i margini perimetrali della zona per ammorbidire la zona e ristabilire la circolazione così da circoscrivere e ridurre la zona contratta. Per ritrovare il margine della zona dolente si utilizza la palpazione che vedremo dopo. Altra tecnica potrebbe essere quella di scaldare la zona con un impacco caldo per favorire la vascolarizzazione e dopo di che passare al massaggio però su un paziente canino non si dovrebbe fare per il punto di vista etologico e soprattutto è controindicato dal punto di vista del dolore.

Video

Una sessione riabilitativa come una valutazione etologica si potrebbe aprire con un massaggio a senso benefico e di accarezzamento. Si può fare anche durante per valutare asimmetrie e se ci sono zone edematose, calde... che ci danno indicazioni delle problematiche. Viene fatto sotto forma di accarezzamento, ma con la tecnica si possono andare a toccare zone che sappiamo già essere dolenti poiché, proprio come le persone, ci sono trigger point dove nel 90% degli individui si riscontra tensione e dolore. Importante la posizione dell’operatore e la presenza del cuscino che evoca rilassamento anche se non tutti lo vogliono. Lo sbadiglio durante la seduta è conseguenza di una possibile zona dove il particolare soggetto è infastidito. Se il cane è mordace, agitato o difficile si deve cercare il modo per interagire con lui. Si userà sicuramente la museruola per la nostra cautela, ma è inoltre da considerare la tutela del cane e quindi cercare un approccio giusto. Importantissimo il primo approccio con il cane. Sicuramente sarà un approccio multidisciplinare quello più efficace in certi casi.

Tecniche dei massaggi

  • Effleurage: Accarezzamento più o meno profondo longitudinale o circolare; lento circolare e ritmico evoca rilassamento. Utilizzato per iniziare e finire un massaggio ed è un buon metodo per valutare i tessuti. Spesso utilizzato per iniziare il massaggio e per arti con edema ed inoltre per valutare aree da trattare. Serve anche per incrementare il flusso del sangue e per il drenaggio linfatico. È inoltre utilizzato per migliorare la mobilità dei tessuti e per la rimozione di tossine. La direzione è disto-prossimale con utilizzo di media pressione;
  • Frizioni: Movimenti rapidi e su piccola superficie volti a scaldare la zona;
  • Petrissage: Movimento applicato con compressioni profonde dei muscoli, impastamento e scuotimento. Ha un effetto stimolante, antalgico, provoca aumento di estendibilità dei tessuti, vascolarizzazione e rimozione di tossine.
  • Stroking: Accarezzare dal collo alla coda fino alle zampe con pressione media.
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Scienze agrarie e veterinarie VET/02 Fisiologia veterinaria

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher SofiaSe di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Riabilitazione veterinaria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Teramo o del prof Rasola Michele.
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