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Prof. Michele Rasola

RIABILITAZIONE VETERINARIA:

“Non esiste miglior esercizio riabilitativo al fine di camminare che camminare”

Chi si occupa di riabilitazione, come figura ausiliaria al veterinario, può fare la differenza tra il camminare ed il non

camminare di un cane. Là dove la medicina chirurgica alza le mani perché l’intervento è riuscito, ma il cane ancora

non cammina, interviene questa figura. Ogni gruppo funzionale del corpo dell’animale si specializza in base al lavoro

che svolge,ovvero se per 2 mesi non ci alziamo dal letto i muscoli vanno in atrofia (adattamento a quello che il corpo

non fa più), stessa cosa per i cani, più i muscoli si adattano e più il recupero dovrà essere lungo.

Molto importanti per svolgere questo mestiere sono la preparazione tecnica, l’anatomia, le tecniche strumentali, le

tecniche manuali,l’allenamento (incremento del lavoro) e l’adattamento (aumento del tono e della massa

muscolare).

Come nasce la riabilitazione?

L’ idea nasce attorno al 1990 quando più figure, [come il medico veterinario e gli specialisti (neurologi,ortopedici,

internisti ecc.. ), il fisioterapista umano, l’assistente ed in tecnico veterinario, gli esperti in comportamento (etologi),

gli educatori, i nutrizionisti ed i chiropratici ], si sono sedute a tavolino per tracciare le linee guida della riabilitazione

veterinaria. Il medico veterinario e gli specialisti per fare ciò hanno riportato metodologie umane come modello

animale, trovando proficuo affidare al tecnico veterinario ed al fisio-riabilitatore le cure post chirurgiche, per far si

che la riuscita del loro intervento sia proporzionale alle cure post chirurgiche che l’animale riceverà dopo. Questa

cosa è avvenuta negli Usa dove appunto c’è stato uno sviluppo enorme negli ultimi 25 anni proprio perché sono

aumentate le aspettative dei proprietari, esse sono state il movente per dare vita a tecniche veterinarie sofisticate

che hanno portato a più studi e più conferenze. Per esempio per quanto riguarda le aspettative dei proprietari se

prima un pastore abruzzese per le montagne si faceva male poteva curarsi da solo riportando anche una leggere

zoppia a cui “non si faceva caso”, mentre negli usa i proprietari erano già attenti e propensi a volere sempre

chirurgie più avanzate che richiedono un percorso post-chirurgico più avanzato.

Si sono formate associazioni di tecnici in tutto il mondo, in particolar modo in Australia, Canada e Stati Uniti

(Australia, Canada, Finlandia , Germania, Olanda, Nuova Zelanda, Sud Africa, Svezia, Inghilterra, Usa).

Tendenze future :

 Letterature scientifiche riconosciute

 Uso riabilitazione per velocizzare il recupero post chirurgico : ortopedico e neurologico

 

Wellness, medicina preventiva, sviluppo muscolare Aumento del wellness, ovvero del benessere del

cane e di tutto ciò che gli gira intorno

 

Capacità cardiorespiratorie Aumento di richiesta di capacità cardiorespiratorie magari per cani da ricerca,

per cani che lavorano nelle forze dell’ordine

 Sviluppo chirurgie complesse

 

Attività conservativa di patologie degenerative Laddove una patologia cronica non prevede una

guarigione si può rallentare la frequenza con cui degenera facendo riabilitazione. In relazione alla frequenza

riusciamo a ritardare sia le manifestazioni cliniche di pazienti neurologici ed ortopedici di 3/5 volte. Per es:

mielopatia degenerativa ( malattia degenerativa del sistema nervoso) per cui il cane perde

progressivamente il controllo fino a non deambulare per poi creare scompensi sulla capacità

cardiorespiratoria con conseguente morte. Noi con la riabilitazione possiamo ritardare di 3/5 volte la

degenerazione.

 

Aspettativa di vita dei pet …. Artrosi Vivendo troppo con l’uomo i cani stanno incominciando ad avere le

nostre stesse patologie. Fino a pochi anni fa per es non si vedevano cani con diabete, ora con le nostre

abitudini si. La degenerazione del tessuto cartilagineo, porta a rigidità prima articolare e poi muscolare, fino

all’immobilità totale, questo su un cane di 45kg può essere sentenza di morte si ha una connessione

diretta tra il cane di grossa taglia e l’artrosi: l80% dei cani con artrosi sopra i 45kg subisce l’eutanasia di lì ad

un anno.

Per poter lavorare in questo campo è importante avere delle linee guida: Ci sono competenze differenti tra il tecnico

veterinario ed il veterinario, di conseguenza alcune mansioni che svolge il veterinario come vaccinare, fare diagnosi,

prescrivere farmaci, fare delle chirurgie ecc. il tecnico non può svolgerle. E’ importante però che ci sia una

collaborazione fra le due figure , e che ognuno abbia delle linee guida e non esca dal proprio raggio d’azione.

Per definizione la riabilitazione veterinaria è:

 Il trattamento di patologie o traumi grazie all’uso di forze di origine naturale, come il freddo, il caldo, il

massaggio, l’acqua, l’esercizio terapeutico , la luce , l’elettricità e le forze meccaniche

Dott.ssa Ann H. Downer 1975

 Utilizzo di tecniche fisioterapiche non invasive (per esempio le onde d’urto, dove è necessaria la sedazione

dell’animale ), al fine di aiutare il paziente animale a trovare le condizioni fisiche ottimali, in seguito a eventi

patologici o traumatici, promovendo la guarigione e accorciando i tempi della degenza.

Gli OBIETTIVI della riabilitazione sono i seguenti:

 

Riduzione dolore E’ il primo obiettivo che dobbiamo tenere in considerazione!

L’edema spesso va a localizzarsi sempre in estremità

 Promuovere riassorbimento dell’ edema distali in relazione alla forza di gravità, per esempio se si

ha avuto un forte trama all’anca e si sta in piedi per 6/7

ore l’edema tenderà a scendere e ci ritroveremo un

 Stimolare circolazione sanguigna e linfatica piede gonfio, in questo caso sapere dove si trovano i

linfonodi e drenare con la manualità l’edema è un

nostro obiettivo.

 

Sfruttare la plasticità del sistema nervoso Se il sistema nervoso subisce un danno noi dobbiamo essere in

grado di dare stimoli giusti al fine di farlo recuperare. Per esempio in fisioterapia umana se si ha un problema

neurologico riguardante un arto si usa lavorare insieme mente e corpo: si chiede al paziente per esempio di

toccarsi il naso laddove c’è una monoplegia ovvero non c’è nessun movimento, il fisioterapista chiede

appunto al paziente di fare questo movimento ed intanto lo accompagna e glielo fa fare. Quindi la

stimolazione che arriva dall’alto trova un corrispettivo del movimento che deve fare.

 

Migliorare il trofismo muscolare Spesso alcuni cani come il levriero o il pit sono dotati geneticamente di

buona muscolatura, ma siccome le patologie che andiamo a trattare vanno a nuocere sulla capacità di

movimento portando ad una riduzione di esso si ha come esito la riduzione del trofismo muscolare che va

compensato nell’attesa che il cane si riprenda.

 

Mantenere una buona escursione articolare Per es se ho un’escursione articolare del gomito limitata a

90° non potrò avere una massa da culturista sul bicipite perché la fibra non può accorciarsi e lavorare bene,

quindi compiere tutto il movimento d’escursione articolare significherebbe far lavorare il muscolo in pieno

delle sue capacità elastiche di flesso e d’estensione.

Chi può eseguire la riabilitazione?

 Il Medico Veterinario

 Può essere eseguita anche da personale non veterinario, (tecnici vet.) specializzati in riabilitazione

animale, fisioterapisti umani formati in anatomia e fisiologia animale, ma il loro operato dovrebbe

essere eseguito sotto supervisione del veterinario referente.

Cosa può fare il tecnico veterinario?

 Massaggi terapeutici e manipolazioni

 

Stretching E’ una delle pratiche più importanti, è raro non farlo in una seduta.

 Stimolazioni con laser low-level (non chirurgici)

 Elettrostimolazione

 Campi magnetici

 Ultrasuoni

 Idroterapia

 

Esercizi terapeutici Se do gli esercizi giusti, do gli stimoli giusti

 Applicazioni di caldo e freddo (con cui possiamo risolvere la maggior parte dei casi clinici)

Come devo operare? In un equipe esiste il paziente, il veterinario, lo specialista,il

proprietario ed il fisiatra; il referente è la figura che ci invia il

paziente. Se per esempio un cane viene portato dal veterinario

per un problema articolare, si chiamerà uno specialista

(ortopedico) che lo opererà e per avere delle cure post-

chirurgiche adeguate chiamerà il fisiatra in questo caso il

referente del fisiatra è lo specialista! Noi come fisiatri dobbiamo

tenere aggiornati però sia il veterinario che lo specialista. Il

proprietario non va mai sottovalutato nell’equipe riabilitativa,

anzi, va coinvolto nelle sedute visto che ha il cane sotto controllo

molto tempo, possiamo coinvolgerlo magari chiedendogli di fare

delle manualità del “poco e spesso” che permetterebbero di

arrivare prima al risultato.

Andando un po’ più sul tecnico: Esiste un trauma(cane investito, un morso,uno

schiacciamento) o una patologia (patologie

neurologiche, paziente epilettico). C’è una valutazione

del veterinario che riceve il paziente che lo manda da

uno specialista oppure opta per una chirurgia o un

trattamento conservativo. Il veterinario richiede una

valutazione fisio-riabilitativa dove viene fatto un piano

riabilitativo o protocollo che poi verrà comunque

comunicato allo specialista ed al medico veterinario.

Successivamente faccio una valutazione del

trattamento in itinere, ovvero faccio qualche seduta e

vedo se sto ottenendo i risultati che voglio, dopo di che

faccio una valutazione di fine trattamento che verrà

fatta vedere al medico veterinario ed allo specialista.

FORMA FUNZIONE

Nella valutazione i fattori da considerare sono:

 

Dati anamnestici Bisogna fare sia un’anamnesi recente, che remota

 

Tempistica della guarigione dei tessuti I tessuti hanno diversi tempi di guarigione tra di loro, per esempio

una lesione muscolare come uno strappo non avrà la stessa tempistica di guarigione di uno stiramento o di

una contrattura muscolare. I tessuti che andiamo a lavorare fornendo stimoli sono: tessuto muscolare/ il

tessuto nervoso (esempio dello sciare, se do gli stimoli frequentemente so come si fa) /il tessuto osseo.

Parlando di tessuto osseo se facciamo la sezione di un osso, al suo interno troveremo le trabecole che sono i

“tralicci” più stimolo diamo più le trabecole si formano, meno stimolo diamo più le trabecole si adattano

al nuovo stimolo, ovvero quello di non fornire peso, l’osso di conseguenza senza tralicci perde la sua capacità

di subire la forza peso, Un esempio pratico riguarda l’osteoporosi, che infatti è il deterioramento delle

trabecole, per questo non sappiamo se quando una persona anziana cade sia caduta e si sia rotta il femore o

sia caduta perché si è rotta il femore. L’osso che prima immaginavamo statico quindi soddisfa il bisogno per

cui è stato creato, ovvero quello di sorreggere la forza peso e si adatta di conseguenza mediante gli stimoli.

(reagisce a stimoli esterni il femore reagisce alla forza peso)

 Forza muscolare

 

Mobilità articolare Il lavoro che fanno l’articolazione e la cartilagine è quello di ammortizzare e dissipare

la forza peso e togliere l’attrito. Senza l’articolazione l’organo si andrebbe a consumare grazie all’attrito fra i

due capi ossei.

 Altre patologie correlate Per esempio se abbiamo un paziente che ha artrosi e dovrebbe fare idroterapia,

ma ha anche una patologia cardiaca dobbiamo tener conto di come svolgere le nostre sedute

 

Peso, nutrizione e capacità cardiorespiratoria Il peso è uno dei fattori importanti su cui possiamo giocare

d’anticipo, ovvero se per esempio mi arriva un cane normopeso che per qualche problema non può

camminare io devo tener conto che se quell’animale continuerebbe a mangiare la stessa quantità di cibo

potrebbe aumentare di peso visto che non muovendosi non ha dispendio calorico, devo quindi regolare

l’assunzione di cibo di quel cane facendogli fare un piano ben specifico da un veterinario specializzato nella

dieta.

 

Coinvolgimento del proprietario, carattere animale Il proprietario conosce bene il cane e ci può dare delle

dritte per rendere la seduta ludica e più veloce ( per esempio un cane che ama la pallina)

 Di cosa abbiamo bisogno per il recupero funzionale

 

Obiettivi da perseguire e preventivo Al termine degli obiettivi va fatto un preventivo

Quando definiamo un obiettivo esso dev’essere qualcosa di concreto, definito nel tempo (frammentazione di piccoli

step in diverse sedute per riportarlo a camminare) e dev’essere raggiungibile.

Generalmente la prima valutazione riabilitativa porta via un ora, in quest’ora si deve:

 Capire dove è il danno

 Vedere diagnosi e referti

 Capire quali limitazioni funzionali sono correlate al danno Un cane neurologico potrebbe avere dei ritardi

nei movimenti, dobbiamo chiederci cosa è capace di fare e fino a che punto?

 

Valutare eventuali nuovi disagi dettati da compensazioni del danno Le compensazioni sono frutto di

stimoli sbagliati. Per esempio un cane che comincia a camminare lateralmente, se lo fa spesso si specializza a

camminare in questo modo sbagliato. Una compensazione può esser sfavorevole alla riabilitazione.

 Considerare disponibilità proprietario

 Considerare carattere del cane

 Valutare mezzi, tecniche ed esperienza a nostra disposizione per stabilire un programma riabilitativo

(frequenza/durata sessioni).

 Proporre al proprietario un preventivo riabilitativo volto al raggiungimento dell’obiettivo.

C’è bisogno di tanta preparazione e aggiornamento, ma anche di tanta esperienza.

Facciamo un esempio pratico:

 Maremmano femmina 55kg sterilizzata 3 anni

 Patologia: cclr dx traumatica il 3/10/15

 Chirurgia: tplo il 7/10/2015

 Ad oggi 14/10 non poggia l’arto dx

 Cane buono ma morde per dolore

 Edema arto posteriore dx ditalmente

 Rx post chirurgica

Come approcciamo questo tipo di referto per poter risolvere questo caso?

(Con il portale VETPEDIA, ovvero l’enciclopedia veterinaria possiamo trovare la spiegazione dell’acronimo della

patologia) CCLR: rottura del legamento crociato craniale. Dopo 4 giorni questo cane ha fatto un TPLO:

osteotomia del livellamento del piatto tibiale. MASSAGGI:

Esso è la manipolazione dei tessuti molli del corpo, ed è usato per la terapia e la valutazione di essi tramite

determinate tecniche manuali. I tessuti versatili (osseo, tendineo, cartilagineo, muscolare) che sono oggetto

della riabilitazione li possiamo sia trattare che valutare con un mezzo, le mani che diventano un nostro organo di

senso molto importante al fine di valutare per esempio una differenza di una simmetria in un animale, oppure

vediamo alla palpazione un gomito gonfio quindi edematoso contro un gomito normale.

Le caratteristiche più importanti del massaggio:

 Evoca rilassamento e sintonia con l’animale:

 E’ il primo approccio con l’animale (devo conquistare il paziente per renderlo collaborativo)

 Esso è uno scambio di energia tra due figure, in questo caso tra il tecnico fisio riabilitatore e

l’animale, queste due figure entrano in sintonia.

 Durante il contatto c’è una comunicazione: l’animale ha un attitudine specifica a leggere la

prossemica, ovvero leggere la gestualità ed i segni del corpo, quindi avverte dalla postura lo

stato d’animo dell’operatore. Bisogna fare attenzione al nostro stato d’animo, perché avvicinarsi

al cane con uno stato d’animo non adeguato può essere anche pericoloso.

 Stimola il sistema linfatico :

 Il massaggio può e deve stimolare il drenaggio linfatico. L’edema, essendo del liquido

interstiziale che crea delle aderenze e delle infiammazioni, impedisce un fisiologico movimento

dei tessuti, quindi un edema troppo vistoso può limitare l’escursione articolare e fare male un

massaggio in questo senso è una manualità che si usa per andare a drenare ( drenare significa

veicolare il liquido nella direzione giusta) il liquido verso il linfonodo di competenza. Ogni volta

che si forma un edema esso tende a scendere per via della forza di gravità, per esempio se

abbiamo un cane con un edema al bacino e quest’ultimo sta in piedi può andare a finire nelle

estremità distali creando grossi rigonfiamenti.

 Stimola il sistema circolatorio:

 Con un massaggio possiamo andare a stimolare la circolazione, ovvero andare ad aumentare

l’afflusso di nutrienti in una regione. Il massaggio va a stimolare il reclutamento di vasi collaterali

 facendo delle pressioni lungo la cute noi in quel preciso punto andiamo ad aumentare la

pressione creando anche nei vasi circostanti un aumento di pressione sanguigna che deve

sfociare da qualche parte, l’oggetto bersaglio saranno appunto le diramazioni collaterali. Quindi

va a stimolare l’afflusso di sangue in quelle regioni dove non arriva molto bene.

 Sarà

Riduce il dolore: sempre il primo obiettivo da perseguire in ogni caso clinico

 Rimozione dei mediatori dell’infiammazione

 

Promuove la guarigione dei tessuti I tessuti per andare a rigenerarsi quando hanno subito un

danno hanno bisogno dell’angiogenesi.

 

Stimola i tessuti nervosi Il massaggio proprio per il contatto con la pelle va a stimolare

direttamente tutto l’apparato somatosensoriale, quindi ci sono delle

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Scienze agrarie e veterinarie VET/03 Patologia generale e anatomia patologica veterinaria

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sabrina98s di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Riabilitazione veterinaria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Teramo o del prof Rasola Michele.
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