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Responsabilità amministrativa

Corte dei conti

La Corte dei conti è una magistratura di controllo e si pronuncia sulla responsabilità amministrativa. La giurisdizione della Corte dei conti è stata istituita con una legge del 1862, scaturita da un’intuizione di Cavour, che voleva affidare il controllo dei conti pubblici a un soggetto indipendente.

Struttura e giurisdizione

La struttura della Corte riflette la sua indipendenza. Oggi è presente in tutto il territorio nazionale, con sezioni di primo grado a livello regionale, situate nei capoluoghi di regione, e una procura contabile regionale che giudica in primo grado. L'azione proposta nei confronti dei pubblici dipendenti è portata avanti da un procuratore regionale. A Roma (e in Sicilia) ci sono sezioni d'appello.

Esistono tre sezioni di secondo grado. Secondo l'articolo 103 della Costituzione, la Corte dei conti ha giurisdizione in materie di contabilità pubblica e altre specificate dalla legge. Questa giurisdizione sull'attività amministrativa è già presente in numerose norme precedenti e successive alla Costituzione. La norma di riferimento sostanziale è la legge n. 20/1994.

Responsabilità personale

L'articolo 1 stabilisce che la responsabilità dei soggetti è personale e limitata ai fatti e alle omissioni commessi con dolo o colpa grave. La struttura e la conformazione della responsabilità amministrativa indicano innanzitutto i soggetti a cui è rivolta la giurisdizione contabile. L’autore di tale responsabilità è un dipendente pubblico legato alla pubblica amministrazione (PA) o soggetti che, pur non essendo integrati nella PA, sono a essa legati da un rapporto di servizio. Ad esempio, liberi professionisti nominati consulenti tecnici.

Danno erariale

Il tema centrale è il danno erariale, che è l'oggetto della giurisdizione stessa. Si ritiene che sia stato commesso il danno erariale quando un pubblico dipendente o un soggetto legato alla PA causa un danno alla propria o a un'altra amministrazione pubblica nell'esercizio delle sue funzioni.

Tipi di danno erariale

Ci sono molteplici casi, ad esempio, un conducente di autovettura pubblica che provoca un incidente per colpa grave. Vi è un’azione per il risarcimento del danno. È necessario distinguere ulteriormente il danno erariale:

  • Danno diretto alla pubblica amministrazione: Economicamente valutabile e diretto, come nel caso di un medico che danneggia un’apparecchiatura sofisticata per negligenza.
  • Danno indiretto: Secondo l'articolo 28, la PA deve mantenere indenni i danni causati dai dipendenti pubblici. Spesso il danno è procurato a un terzo, che chiede alla PA stessa un risarcimento, liquidato in via transattiva o in un processo civile.

Responsabilità medica

Quando l’amministrazione paga e risarcisce il soggetto danneggiato, deve agire nei confronti del proprio dipendente responsabile della condotta. Ad esempio, in caso di responsabilità medica per errore diagnostico o chirurgico, la procura contabile agisce contro il medico che ha causato il danno.

Condotta e elemento psicologico

La condotta, che può essere commissiva o omissiva, deve essere valutata dal giudice contabile. Oltre alla condotta, l’aspetto più caratterizzante della responsabilità amministrativa è l’elemento psicologico, dato dal dolo o dalla colpa grave (art. 1 l. 1994). Non è sufficiente una sola condotta che abbia causato un danno alla PA; è necessario che sia connotata da dolo o colpa grave.

Quando il pubblico ministero contabile contesta il danno erariale, deve dimostrare che la condotta è caratterizzata da uno di questi due elementi. Il dolo è il concetto classico derivante anche dall’articolo 43 del codice penale. Un tipico caso di condotta dolosa è quello di un reato commesso nell’esercizio delle funzioni pubbliche, come la corruzione.

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SSD
Scienze giuridiche IUS/10 Diritto amministrativo

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher athena61 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Amministrativo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Dugato Marco.
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