Che materia stai cercando?

Resilienza Appunti scolastici Premium

Appunti di Pedagogia generale sulla resilienza basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof.ssa Rossi Cassottana dell’università degli Studi di Genova - Unige, Facoltà di Lettere e filosofia, Corso di laurea in filosofia. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Pedagogia generale docente Prof. O. Rossi Cassottana

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

l’accettazione non è unilaterale, comporta che l’atro percepisca questo sentimento e risponda mettendo in atto le

sue risorse, vale a dire è alla base di una positiva relazione io – tu.

Per Vanistendael e Lecomte gli operatori che si trovano a lavorare con persone che abbiano subito traumi e che

stanno scoprendo e utilizzando a propria resilienza per ricostruire la vita è bene che tengano presenti alcune

variabili per sviluppare il processo di resilienza:

Individuare il problema, reperire le risorse dell’individuo e del suo ambiente

• Considerare una persona nella sua unità

• Pensare che l’individuo indirizza la propria vita e non è determinato dall’interno e dall’esterno

• Elaborare e integrare l’esperienza passata nel presente

• Valorizzare la spontaneità, l’umorismo e la consapevolezza di potenzialità e limiti

• Considerare il rischio di una sconfitta

• Non puntare solo al successo

• Coinvolgere la comunità a diversi livelli nel sostegno dei più deboli

Negli obbiettivi c’è la messa in rete di tutte le forze della comunità per favorire interventi innovatori,

sensibilizzare su una visione globale del problema, insistere sull’importanza del supporto psicologico, istituire corsi

di formazione a diversi livelli per tutte le agenzie interessate.

Ogni contesto può essere portatore di fattori di rischio come di fattori protettivi.

Le linee guida di un percorso di formazione sono relative allo sviluppo di conoscenze, competenze e modi d’essere,

la formazione di un processo complesso che comporta un coinvolgimento di tutta la persona che parte dalla sua

esperienza per affrontare in maniera diversa la realtà con la riflessione, l’elaborazione di quanto fatto e la

progettazione di nuove operatività e torna all’esperienza arricchita.

Parte pregnante della formazione è la narrazione di vissuti personali che portino a comprendere meglio le

situazioni presenti con una rivisitazione del passato. Nel raccontarsi ci sono tre momenti fondamentali:

Retrospezione: sguardo verso il passato

1. Interpretazione: lettura e attribuzione di un senso a ciò che è avvenuto

2. Creazione: racconto di una storia che assume una colorazione particolare dovuta alla soggettività, alla

3. accettazione di ciò che è stato, alla tenerezza per ciò che si era

La formazione è essenzialmente formazione – intervento perché mirata a elaborare cultura, a integrare pensieri,

emozioni, azioni, a produrre cambiamenti nei gruppi, nelle organizzazioni, nelle comunità.

L’adulto che apprende è attore di un percorso di crescita di cui è protagonista consapevole, partendo da questo

concetto di un adulto elabora un modello di apprendimento andragogico che si basa sui seguenti presupposti:

Il bisogno di conoscere: necessità di sapere quali vantaggi gli verranno dall’apprendimento di nuove

• competenze e come potrà applicarle nella vita professionale quotidiana

Il concetto di sé del discente: l’adulto si considera autonomo e responsabile, una situazione di

• apprendimento può far regredire a una dipendenza non gradita

Il ruolo dell’esperienze del discente: la considerazione e la valorizzazione dell’esperienza presente in ogni

• membro de gruppo di formazione porta a privilegiare tecniche esperienziali quali discussioni di gruppo,

esercizi di problem solving, role – playing

Disponibilità ad apprendere

• Orientamento verso l’apprendimento: l’adulto è interessato alla vita reale, all’applicazione di quanto

• apprende, all’assolvimento dei compiti in maniera ottimale, alla risoluzione dei problemi; i contenuti di un

corso è bene siano scelti per rispondere a questa esigenza.

Motivazione: le motivazioni più potenti nell’apprendimento sono quelle interne

Esempio di corso di formazione con operatori di case – famiglia sia per adolescenti, sia per donne maltrattare con i

loro figli; il corso aveva come obbiettivo portare i partecipanti a :

Acquistare conoscenze teoriche sulla resilienza

a) Riflettere sulla specificità del proprio ruolo come tutor della resilienza

b) Sviluppare competenze per favorire la costruzione di resilienza negli ospiti della casa famiglia

c)

I contenuti riguardavano:

Approcci di riferimento

a) Competenze relazionali e comunicative del tutor della resilienza

b) Costruzione della resilienza

c)

La psicologia umanistica individua nella relazione due tipologie:

Relazione strumentale: un individuo considera “l’altro da sé” come strumento per la realizzazione delle

1. proprie esigenze, l’atro è un “ruolo”, una “funzione”

Relazione dialogica: un individuo considera l’altro una persona vista per ciò che è, con una storia,

2. sentimenti ed emozioni, e con cui ci rapportiamo per ciò che noi siamo con storie, sentimenti ed emozioni

che ci appartengono.

Il messaggio – io che esprime un messaggio in prima persona comprende i seguenti passaggi:

Descrizione del comportamento

a) Descrizione delle conseguenze

b) Espressione dei sentimenti: si divide a sua volta in:

c) c . Espressione delle aspettative

1

c . Impegno reciproco

2

Il messaggio propositivo in prima persona evita generalizzazioni, evira svalutazioni ed etichetta menti sulla

globalità della persona, si centra sui fatti, evita gli errori di comunicazione.

Un’altra prospettiva è quella del Counseling proposta da Rogers: mette in evidenza come la qualità della relazione

interpersonale improntata a empatia, autenticità e accettazione sia la condizione che permette l’aiuto fondato

sull’ascolto attivo.

L’ascolto attivo consiste nell’integrazione di tre funzioni:

Ascoltare in maniera accogliente e partecipativa la persona che ha il problema

1. Rispecchiare i suoi sentimenti affiche possa riconoscerli e definirli

2. Riformulare le sue idee per riordinare e sistematizzare quanto viene detto in modo spesso confuso e

3. disorganico

L’autore individua poi tre fasi nella relazione d’aiuto:

Auto esplorazione: porta la persona a comprendere la situazione di partenza: capire se stessi con limiti e

1. potenzialità e se stessi in rapporto al contesto di vita, individuando possibili risorse e ostacoli

Auto comprensione: momento in cui l’individuo riesce a cogliere i suoi bisogni, desideri, obbiettivi, cioè

2. dove si colloca rispetto alla mete che vuole raggiungere

Azione costruttiva: la persona fa un progetto “ passa da dove si trova a dove vuole essere” individuando

3. obbiettivi specifici, tempi, spazi, modalità ed eventuali persone che possano sostenerlo praticamente nella

sua azione

Primo modulo: la resilienza

La teoria riguarda gli studi specifici sulla resilienza in particolare la psicologia di comunità, la psicologia

umanistica, la psicologia positiva. L’esperenziale riguarda la narrazione dei propri vissuti ricercando la resilienza

nella propria vita. Scoprirsi resilienti e/o ascoltare i racconti degli altri aumenta l’autostima e favorisce il

rafforzamento o l’istaurarsi della coesione nel gruppo che se coeso e accogliente diventa supportivo e allontana il

rischio di burnout.

Secondo modulo: il tutor della resilienza:

le sue competenze dovranno essere a livello comucativo – relazionale: il ragazzo problematico ha bisogno di essere

accettato, sostenuto e non giudicato.

Terzo modulo: la comunicazione efficace:

si inizia con un brainstorming: che cosa intendente voi per comunicazione?

E’ affrontato prima di affrontare una tematica, permette di costruire il concetto globale del gruppo relativo

all’argomento per poi confrontarlo con le teorie.

Quarto modulo: le fasi della resilienza:

Sono quattro fasi individuate da Nancy Palmer:

Resilienza caotica: tendente alla sopravvivenza, senza alcuna osservanza delle regole

1. Resilienza rigeneratrice: inizia il riconoscimento di competenze personali e ambientali e si sviluppano

2. competenze

Resilienza adattiva: i comportamenti sono socialmente accertabili con qualche raro episodio di

3. inadeguatezza

Resilienza fiorente: sbocciano gli aspetti positivi della personalità e il processo evolutivo ha il suo culmine

4.

Quinto modulo: la casita:

si prende come spunto la casita per riflettere su quanto i vari elementi presentati nello strumento di studio francese

siano stati importanti per la resilienza personale

Sesto modulo: attitudini e umorismo:

si avviamo riflessioni e condivisione di esperienze, ci si sofferma sulle competenze personali, sulle attitudini, su

tutto ciò che possa favorire il sorgere o il consolidarsi dell’autostima, si dedica spazio anche all’umorismo, nel suo

aspetto più creativo.

CAPITOLO III: Educare a vincere le diff icolt à

La famiglia è un contesto prezioso per sviluppare nei ragazzi fattori protettivi che permettono di affrontare le

difficoltà. La stessa situazione può essere vissuta in modo diverso da due persone a seconda della propria storia,

dell’attribuzione di senso, del sostegno esterno che si riceve. Le persone sere sono quelle che superano le difficoltà,

non quelle che non le hanno.

I genitori sono chiamati a dar ai figli le radici e le ali: le radici sono costituite in gran parte dalle tradizioni e dai

rituali, che consentono al ragazzo di sentire che la vita è prevedibile e stabile, le ali sono uno strumento per volare

verso il futuro.

La scuola ha il mandato fondamentale di elaborare cultura, trasmettere conoscenze, favorire una sana crescita dei

giovani, una scuola che costituisca fattore protettivo promuove rapporti di stima fra adulti e giovani, di

collaborazione fra coetanei, di coinvolgimento e partecipazione verso il futuro.

Per Boris Cyrulnik il germe della resilienza nasce nei bambini che hanno molto sofferto, dal contatto con una

persona che sappia accogliere e sostenere, guidare il loro percorso di rinascita, accettando il dolore espresso dal

racconto dei vissuti; questa persona è chiamata “tutore della resilienza: il suo compito sarà quello di far prendere le

distanze dalla situazioni dolorose, di far intravedere una nuova prospettiva, di far sviluppare fiducia nelle persone.

Il gruppo dei pari può diventare strumento per attività di condivisione, di crescita comune, di solidarietà. La

comunità può essere un autorevole promotore di interventi di promozione del benessere dei giovani con leggi,

finanziamenti, potenziamento dei servizi, facilitazione del lavoro di rete fra gruppi, organizzazioni e istituzioni.

Riuscire a crescere felicemente nonostante le difficoltà richiede delle “abilità” di resilienza che possono essere

apprese.

Gli educatori sono stimolai a focalizzarsi di più sui punti forza dei ragazzi piuttosto che sui punti di debolezza e

ad accrescere le capacità di superamento delle difficoltà.

Il messaggio da mandare ai ragazzi in difficoltà è: “tu hai le possibilità per farcela a superare le difficoltà, io ho

fiducia in te”. Costruire la resilienza significa costruire relazioni positive e questo richiede consapevolezza e

competenza da parte degli insegnanti.

Tradizionalmente gli insegnanti ricevono formazione nella didattica, attualmente i loro bisogni formativi si

concentrano sulla formazione alla relazionalità, sullo sviluppo di abilità di comunicazione efficace, sulla

risoluzione dei problemi, sulla prese di decisione.

Alvod e collaboratori hanno ideato per l’APA una serie di proposte per genitori ed insegnanti:

Creare relazioni

• Favorire competenze di aiuto

• Mantenere una routine quotidiana

• Prendersi tempo per sé

• Insegnare a prendersi cura di sé

• Darsi degli obbiettivi

• Coltivare una positiva visione di sé

• Saper mantenere la prospettiva futura e alimentare la speranzosità

• Cercare occasioni per scoprire se stessi

• Accettare che i cambiamenti fanno parte della vita

I bambini in età prescolare sono abili a esprimere con le parole le ansie, le paure; se il bambino è più grande, nell’età

della scuola elementare, può scontrarsi coi compagni che lo deridono, lo isolano o attaccano con episodi di bullismo,

gli va trasmessa sicurezza sull’affetto; quando un ragazzo frequenta le scuole medie può essere ancora vittima di

episodi di prevaricazione, può confrontarsi con insuccessi scolastici, affrontare lo stress di un corpo che cambia,

bisogna dargli piccole responsabilità e farlo sentire al sicuro; per gli adolescenti i discorso diventa più difficile:

ascoltarli, rassicurarli e comprenderli li aiuta a superare le difficoltà.

Alcuni suggerimenti ai giovani per costruire la resilienza:

Coltivare le amicizie

• Dedicare tempo a se stesso

• Creare “un’oasi di pace”

• Organizzare un programma da seguire

• Avere cura di se stesso

• Conservare il controllo delle situazioni

• Esprimere se stesso

• Aiutare qualcuno

• Guardare al futuro

• Tenere spento i televisore

La resilienza non preserva dalle difficoltà della vita, aiuta soltanto a superarle

Nel testo Resiliency in Action gli autori presentano alcuni progetti attuati nella scuola per lo sviluppo della

resilienza: ogni essere vivente è un sistema caratterizzato da due funzioni in apparente contraddizione:

Tendenza omeostatica

• Capacità di trasformazione

Queste due funzioni interagiscono tramite circuiti di retroazione positiva e negativa.

Quando un evento negativo rompe l’equilibrio, avviene una “rottura” che porta ad un cambiamento: la presenza di

fattori positivi può portare a una ricostruzione con ritorno all’omeostasi o una reintegrazione adeguata, cioè a una

trasformazione con rafforzamento dell’individuo.

Varie fasi della teoria:

Resilient Youth: rivolto a giovani di quartieri urbani degradati

• Resilient Schools/Youth Organizations Training: sono coinvolti insegnati

• Resilient Families Training: per genitori e famigliari

• Resilient Youth Club: campus multiculturale

• Resilient Youth Curriculum: moduli per la scuola secondaria

Al termini della sperimentazione i risultati sono risultati molto soddisfacenti, i punti principali del curriculum

sono: Comprendere il processo della resilienza

• Scoprire la propria possibilità di resilienza

• Stabilire relazioni interpersonali

• Scoprire il valore del “sogno”, dei desideri da realizzare, dell’avere passione per ciò che si fa e per la via

• Il paradigma della resilienza

• Imparare a risolvere in maniera creativa i problemi

• Cambiare il proprio modo di vivere

I libri “Il potere del sogno”e “ Cambiare il proprio modo di vivere, dando largo spazio all’affettività” pongono

l’attenzione sull’importanza che l’adolescente assolva quattro compiti di sviluppo:

Trovare un adulto che diventi una figura di riferimento, fonte di conforto, sostegno, rafforzamento

1. Prevedere in base alle proprie attitudini un percorso lavorativo

2. Stabilire relazioni intime

3. Elaborare un “sogno” per il futuro

4.

Il sogno può non realizzarsi perché mancano le possibilità nella realtà o perché utopistico, ciò può portare a

distacco o insoddisfazione e ad un cambiamento che si ispira al sogno e lo adatta alle esigenze della realtà.

Viene presentato ora un corso per genitori che ha come obbiettivi:

Sviluppare competenze genitoriali

a) Accrescere la conoscenza di sé come genitore e la consapevolezza della specificità della funzione

b) genitoriale

Sviluppare competenze comunicative ed empatia

c) Aumentare la capacità di risolvere problemi e prendere decisioni

d) Coltivare la capacità di raccontarsi e di condividere esperienze

e) Promuovere la resilienza

f)

Il corso si svolge a due livelli:

Centrato sulle competenze fondamentali relative alla genitorialità, alla relazione e alla comunicazione

1. Centrato sulla coppia genitoriale, sul ciclo di vita della famiglia, sulla resilienza, sul gruppo e sulla sua

2. conduzione

Primo modulo: la genitorialità:

Si introducono conoscenze sulla psicologia evolutiva con particolare attenzione all’età dei figli dei partecipati.

Secondo modulo: risorse e valorizzazione:

si riprendono e approfondiscono le conoscenze sulla psicologia dell’età evolutiva a seconda delle esigenze del

gruppo. Si approfondiscono la tematica della genitorialità come costruzione di coppia, come affettività e

normatività. Si evidenzia come la genitorialità sia una condizione irreversibile e quanto l’impegno perduri anche in

presenza di una separazione.

Terzo modulo: relazione e comunicazione:

Si affrontano la relazione e la comunicazione secondo la modalità presentata ne corso di formazione per operatori

della casa – famiglia.

Quarto modulo: l’adolescenza:

Si fa riferimento a teorie, ai compiti di sviluppo sia dei figli che dei genitori, si insiste su concetti come “impresa

evolutiva congiunta, separazione reciproca, protezione flessibile, orientamento personalizzato”.

Modulo conclusivo: restituzione:

Riflessione su quanto consolidamento, trasformazione, avvicinamento ha prodotto il corso.

Vi è poi un secondo livello de corso che agisce per dare ai genitori quelle conoscenze e consapevolezze che portino

loro stessi e i figli ad affrontare eventuali difficoltà, tramite acquisizione di capacità quali:

Saper dare importanza alle relazioni affettive, famigliari, amicali, sociali

a) Sviluppare le competenze di aiuto

b) Interrogarsi sui propri bisogni, desideri, obbiettivi

c) Considerare i cambiamenti come parte necessaria della vita

d) Vedere gli avvenimenti in prospettiva e coltivare la Speranzosità

e)

Primo modulo: la resilienza

Si fa riferimento alle teorie sulla resilienza, ci si sofferma sui suggerimenti a genitori e insegnanti.

Secondo modulo:Le difficoltà come crescita:

Le famiglie serene, come le persone, non sono quelle che non hanno problemi e difficoltà ma quelle che le risolvono e

li superano. As avversità superate ci si sentirà rafforzati e più soddisfatti di se stessi.

Terzo modulo: le relazioni sociali:

I rapporti fra gli individui costituiscono la base della vita sociale. Se positivi favoriscono il benessere psicofisico e

la salute mentale, forniscono sostegno emotivo, contribuiscono alla costruzione dell’identità sociale, sono essenziali

nel determinare soddisfazione per l’esistenza.

Quarto modulo: il cambiamento

Il cambiamento è sempre presente nella nostra esistenza, anche se non tutti i cambiamenti sono voluti e piacevoli è

bene coglierne le potenzialità. Tra genitori e figli i rapporti cambiano, si evolvono con la crescita dei ragazzi, ed è

sano e funzionale che ciò avvenga.

Quinto modulo: conclusioni:

Nel secondo livello si è parlato poco di resilienza e si è molto lavorato sulle dimensioni della resilienza per

contribuire a costruirla attraverso le attività esperienziali.

CAPITOLO V: il gruppo nella costruzione della resilienza


PAGINE

16

PESO

47.10 KB

AUTORE

gbanak

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in filosofia
SSD:
Università: Genova - Unige
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher gbanak di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Genova - Unige o del prof Rossi Cassottana Olga.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Pedagogia generale

Pedagogia generale
Appunto
Pedagogia generale
Appunto
Ermeneutica completa M
Appunto
Introduzione alla filosofia morale I modulo
Appunto