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Dettagliati appunti sul Regno Unito e in particolare su:
-Evoluzione forma di governo
-Differenza tra Governi del Gabinetto e Governi del Primo Ministro
-Devolution basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Caravale dell’università degli Studi La Sapienza - Uniroma1, Facoltà di Scienze politiche. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Diritto costituzionale comparato docente Prof. G. Caravale

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secondo coscienza, questo comporta che all’interno della Camera Alta vi sia sempre una maggiore

opposizione nei confronti dei disegni di legge del Governo.

Vi è una convenzione costituzionale che disciplina i rapporti tra le due Camere dal punto di vista del

procedimento legislativo: i Lords non si devono opporre ai disegni di legge presenti nel programma

elettorale del partito che ha vinto le elezioni; essendo una convenzione, è stata disattesa varie volte.

Bicameralismo: non è paritario per quanto riguarda il procedimento legislativo, la Camera dei Comuni ha

poteri maggiori rispetto alla Camera Alta che sono stati affermati con le leggi del 1911 e del 1949. Ma i

Comuni cercano spesso di trovare un accordo con i Lords, tanto che dal 1911 sono solo 7 le leggi che sono

state approvate solo dalla Camera dei Comuni.

Il bicameralismo non è paritario neanche nel controllo dell’Esecutivo: esiste rapporto fiduciario tra il

Governo e la sola Camera dei Comuni, ma è paritario nel controllo della documentazione che proviene

dall’Unione Europea e cioè, quando nel 1973 il Regno Unito è entrato in Europa, ha stabilito dei meccanismi

di controllo di tutto il materiale che proviene dall’UE ,e dalle allora Comunità, che deve essere approvato al

Consiglio dei Ministri europeo che dà molto spazio alla Camera dei Lords: quest’ultima si è specializzata

nell’esame della normativa che proviene da Bruxelles e Strasburgo. Questo controllo è da collegare col

principio di Sovranità del Parlamento. Questo principio ha subito una serie di limitazioni nel corso del

tempo.

La prima limitazione è stata quella dell’ingresso del Regno Unito in Europa nel 1973, in quanto il Regno

Unito ha dovuto riconoscere come fonte del diritto anche gli atti europei e quindi anche atti che non

provengono dal Westminster. La normativa europea può essere direttamente applicabile (regolamenti) o

non immediatamente applicabile, in questo caso ci deve essere l’intervento del Parlamento e del Governo

allo scopo di recepire la nuova normativa e renderla applicabile. Per far sì che ciò non contrasti col Principio

della Sovranità del Parlamento ci sono due soluzioni:

 Quando un Ministro britannico deve andare in Europa per decidere qualcosa, il voto del Ministro

può essere espresso solo se ha avuto l’assenso del suo Parlamento. Si rispetta la sovranità del

Parlamento coinvolgendolo prima che il meeting europeo abbia luogo

 Per quanto riguarda l’applicazione del diritto europeo nella sua fase discendente, la legge del 1972

prevede che tutti quegli atti, come le direttive, che hanno bisogno di un recepimento da parte di

una fonte interna, vengono recepiti attraverso un atto normativo esecutivo e, dunque, non

attraverso una legge, ma attraverso un decreto del Governo. La legge del 1972 conferisce al

Governo una delega aperta e permanente, affinché recepisca attraverso un suo atto regolamentare

tutta la normativa europea. Ma di fatto, nel Regno Unito come in tutti gli altri Paesi dell’Unione,

vale il principio per il quale, in caso di contrasto tra fonte nazionale e fonte europea, si deve

disapplicare la legge nazionale e applicare il diritto europeo.

La partecipazione del Regno Unito all’Unione Europea è andata quindi senza dubbio a minare il principio

della Sovranità del Parlamento, in quanto il giudice nazionale deve comunque applicare la legge europea e

non la legge inglese. Si dice che il Parlamento inglese ha rinunciato temporaneamente alla sua sovranità,

non è una rinuncia definitiva: in qualsiasi momento il la legge del 1972 può essere abrogata del 1972 e

uscire dall’Unione Europea.

Approvazione delle Leggi

La principale distinzione, ereditata anche negli Stati Uniti, è quella tra Public Act e Private Act.

Il Public Act vale per tutti, il Private Act ha come oggetto una particolare collettività o dei casi molto

specifici e particolari.

Il disegno di legge (Bill) può essere presentato o dal Governo o da un deputato. Nel primo caso il disegno di

legge ha la quasi matematica certezza di essere approvato, inoltre la maggior parte dell’iniziativa legislativa

è nelle mani dell’Esecutivo, questo perché in una forma di Governo a prevalenza dell’Esecutivo c’è un

sistema tendenzialmente bipartitico che garantisce il successo dei disegni di legge governativi e i

regolamenti parlamentari della Camera dei Comuni limitano la possibilità per il singolo parlamentare di

presentare disegni di legge.

Lo Human Rights Act è una legge del 1990 (faceva parte del pacchetto di riforme presentato da Blair) che

entrò in vigore nel 2000: recepisce la Convezione europea dei diritti dell’uomo del 1950 all’interno

dell’ordinamento britannico, significa che tutte le leggi inglesi devono essere interpretate alla luce

dell’alienazione dei diritti presenti nella Convenzione.

Con lo Human Rights Act viene fornito al giudice inglese un nuovo strumento interpretativo diverso rispetto

al passato: mentre in precedenza doveva applicare solo la legge del Parlamento, adesso nel momento in cui

questa è applicata, il giudice deve vedere se quella legge è compatibile con le fonti superiori, ad esempio se

quella legge è incompatibile con la Convenzione, emana un Declaratoria, ossia fa una dichiarazione

specificando i motivi per i quali quella legge è incompatibile. Una declaratoria di incompatibilità verrà poi

sottoposta al Parlamento che dovrà decidere se abrogare la legge considerata incompatibile con i diritti

umani. Il Parlamento può comunque approvare una legge che viola i diritti umani per garantire, ad

esempio, il Diritto alla Sicurezza. Oltre all’ingresso nella Comunità Europea, lo Human Rights Act ha

permesso al giudice britannico di valutare le leggi inglesi con la Convenzione Europea dei diritti dell’Uomo,

quindi vi sono due nuovi strumenti che non appartenevano ai criteri tradizionali di interpretazione.

Legge del 2005: ha introdotto la Corte Suprema.

Perché un Paese abbia la possibilità di accedere all’UE, si richiede la presenza di una organo giudiziario

indipendente. Con difficoltà si è accettato il modello inglese di confusione dei poteri come compatibile sia

con la Convenzione europea, sia con quanto veniva richiesto ai paesi che richiedono di aderire all’Ue, per

questo Blair ha ideato questa riforma con la legge del 2005.

La Corte Suprema ha iniziato a funzionare nel 2009, i suoi componenti sono 12 giudici che erano

componenti del Comitato giudiziario della Camera dei Lord, sono solo giudici, non più legislatori. Hanno

ereditato competenze che spettavano al Comitato giudiziario della Camera dei Lord più altre competenze in

materia di valutazione circa la compatibilità delle leggi del Parlamento scozzese, gallese e nord irlandese

con quanto attribuito.

Il Lord Cancelliere è il Ministro di Giustizia, le funzioni legislative e giudiziarie gli sono state levate: ha solo

funzioni esecutive, e non è più il Presidente della Camera dei Lord, può essere anche un componente della

Camera dei Comuni. Prima era sia Ministro che giudice, ora solo Ministro; inoltre il potere di nomina dei

giudici, che gli era stato attribuito prima per tradizione, gli è stato sottratto perché adesso è a carico di una

Commissione che seleziona i giudici e li propone al Lord Cancelliere.

Devolution: ha portato a un erosione del principio della sovranità parlamentare verso il basso,

introducendo altri Parlamento locali in Scozia, Galles e Irlanda del Nord). Fino al 1998 il tipo di stato del

Regno Unito era stato fortemente unitario, centralizzato, non esisteva un livello intermedio di Governo tra

il Governo locale e quello nazionale.

Dal 1998 è stata introdotta la Devolution: vi è stata una devoluzione di competenze di competenze dal

centro alla periferia nei confronti di realtà nazionali. La Devolution è stata anche asimmetrica: prevede il

conferimento di competenze diverse alle diverse realtà locali e non riguarda tutto il territorio, ma riguarda

solo Scozia, Galles e Irlanda del Nord.

Scozia

Scozia e Inghilterra sono unite dal 1707 (unione formale), ma che risale al 1603 quando diviene Re di

Inghilterra il Re di Scozia Giacomo IV.

L’unione formale prevede l’abolizione del Parlamento scozzese ma la Scozia ha mantenuto una sua

autonomia del proprio sistema di Corti e anche una propria Chiesa.

La questione di avere un Parlamento in Scozia: nasce soprattutto a partire dal XX secolo perché in Scozia

era stato scoperto il petrolio. Aumentò quindi l’interesse economico del resto del Regno, ma ciò rese anche

maggiormente pressante la questione.

Nel 1934 nasce il Partito Nazionalista Scozzese: il suo obiettivo era l’Indipendenza della Scozia, ma alle

elezioni di Westminster era partito che non ottenne molti consensi, solo negli anni ’70 ottenne qualche

seggio in Parlamento. Il Pns ha cercato di condizionare la politica nazionale fino all’ottenimento di una

legge (1978) che prevedesse l’introduzione di un Parlamento scozzese con alcuni poteri.

La legge del 1978, prima di essere esecutiva, necessitava di un voto referendario in cui almeno il 40% dei

cittadini scozzesi votasse a favore del Parlamento.

Il referendum si tenne nel 1979, non si raggiunse la maggioranza richiesta e la legge non entrò in vigore. La

conseguenza fu che il Governo Laburista andò sotto in un voto di fiducia. Questo governo era infatti

appoggiato dal Pns. E’ l’unico caso in cui un Governo è stato sfiduciato dalla Camera dei Comuni. Nel 1979

salì al potere la Thatcher e la questione della Devolution fu accantonata a causa della contrarietà del partito

conservatore.

Le elezioni del 1997 vinte dai laburisti di Blair ripropone la questione dell’introduzione del Parlamento

scozzese. Ha prima luogo il referendum, che, avendo esito positivo, dà il via all’approvazione della legge del

1998 che introduce Parlamento e Governo scozzese.

Lo Scotland Act introduce un Parlamento monocamerale dotato di potestà legislativa primaria (potere di

approvare leggi) nelle materie riservate. Il modello di ripartizione delle competenze è quello deli Stati Uniti:

elencate tutte le materie che spettano a Westminster, le materie residuali spettano alla Scozia.

Le legge del 1998 ha ribadito che il Parlamento di Westminster rimane l’unico Parlamento Sovrano del

Paese, l’Assemblea di Edimburgo ha poteri che derivano da una legge del Parlamento di Londra: in qualsiasi

momento il Westminster può approvare una legge che abroga lo Scotland Act.

Il Parlamento di Westminster rimane sovrano in quanto lo Scotland Act prevede una temporanea

limitazione alla Sovranità, ma Westminster non può tornare indietro in qualsiasi momento.

Il Parlamento di Londra può approvare leggi nelle materie delegate al Parlamento scozzese, previo parere

del Parlamento di Edimburgo .

La forma di governo scozzese è un parlamentarismo: il governo scozzese deve avere la fiducia del

Parlamento scozzese. L’esecutivo è formato dal Primo Ministro e da alcuni Ministri, dura in carica 5 anni e

non 4 come previsto prima della legge del 2011. Nel 1999 ci sono state le prime elezioni per l’Assemblea

scozzese con un sistema elettorale misto tra sistema maggioritario e proporzionale, ciò ha reso difficile che

un partito possa ottenere la maggioranza assoluta (risultato ottenuto solo una volta alle elezioni del 2011).

Ci sono stati sempre governi di coalizione o minoritari.

Nel 1999 nel 2003 a livello nazionale e a livello scozzese le elezioni sono state vinte dal Partito Laburista con

maggioranza relativa. Alle elezioni del 2007 la maggioranza relativa viene ottenuta dal Pns per un solo

seggio sul partito laburista. Il progetto del Pns era quello di rendere indipendente la Scozia.

Contemporaneamente a livello nazionale è stata istituita la Commissione con lo scopo di capire come abbia

funzionato la devolution in Scozia nei primi dieci anni. La Commissione ha proposto il conferimento di

maggiori poteri alla Scozia, soprattutto in materia fiscale. Nel 2012 la proposta diventa legge: a partire dal

2016 i poteri in materia finanziaria del Parlamento scozzese.

Le elezioni del 2011 del Parlamento scozzese sono state vinte dal Pns con maggioranza assoluta, subito

dopo chiesero il referendum per l’indipendenza della Scozia dal Regno. Ma il Parlamento scozzese non ha la

potestà di indire un referendum del genere. Cominciò quindi una lunga trattativa col premier Cameron.

L’accordo di Edimburgo del 2012 permise al Parlamento scozzese di indire un referendum. Il referendum

del 18 settembre 2014 vide perdere gli indipendentisti. Ma la questione scozzese non può dirsi conclusa:

durante la campagna referendaria i partiti nazionali si sono impegnati a promettere alla Scozia ulteriori

poteri in caso di vittoria del No.

Se il Si avrebbe garantito indipendenza a scapito di molte incertezze sul nuovo Stato, il No ha garantito la

permanenza della Scozia nel Regno e l’ottenimento di nuovi poteri. Il giorno dopo il referendum, Cameron

ha istituito una Commissione per studiare il conferimento di nuovi poteri all’Assemblea scozzese: il

rapporto di questa Commissione verrà approvato nella prossima legislatura in quanto tutti i partiti sono

d’accordo. E’ quindi ancora aperta un’evoluzione della Devolution.

Galles

Nel 1997 vi fu un referendum per chiedere ai cittadini del Galles se volessero un Parlamento (che non aveva

potestà legislativa primaria, ma secondaria: doveva prima intervenire una legge di Londra che conferisse il

potere al Parlamento gallese, nelle materie riservate, di approvare una legge che il Galles vuole approvare.

E’ quindi una Devoluzione asimmetrica. Anche in Galles vi è un’evoluzione della Devolution. Nel 2006 è

stata approvata una legge che ha conferito potestà legislativa primaria al Parlamento gallese. Questo

potere è stato conferito gradualmente, ha comportato la necessità di un nuovo referendum (nel 2011

l’Assemblea del Galles ha ottenuto la potestà legislativa). Nel dicembre 2014 una legge del Parlamento di

Westminster ha conferito al Galles una potestà legislativa molto limitata anche in materia finanziaria.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'amministrazione e dell'organizzazione
SSD:
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher boldrinit di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto costituzionale comparato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Caravale Giulia.

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