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Introduzione al realismo

L’immagine simbolo del realismo: “Gli spaccapietre” 1849 di Gustav Courbet (opera distrutta durante un bombardamento della Seconda Guerra Mondiale), è un'opera manifesto particolarmente forte. L’artista non esita a mostrarci le difficili condizioni di vita del ragazzo e dell’uomo (camicie strappate, scarpe vecchie), è un'opera molto grande. È un'opera di denuncia; Courbet, che è di fede anarchica, vuole mostrare le dure condizioni di vita in cui si trovano questi spaccapietre, loro sono gli ultimi della società, quindi rappresentarli in grande dimensione come veniva fatto per la pittura di Storia non è una cosa da poco.

Il realismo però non è solo denuncia (non deve per forza rappresentare gli ultimi), il realismo è un atteggiamento, avere a che fare con le cose che succedono effettivamente nella vita di tutti i giorni senza arretrare di fronte a niente.

Altre forme di realismo

Opere significative

  • “L’Angelus” Millet 1857-1859: tutta la carica di denuncia che c’era negli spaccapietre qui non c’è, qui è presente una cristiana rassegnazione, pregano convinti del fatto che gli ultimi saranno i primi e che ci sarà una giustizia divina (la vita è dura, ma credo a un riscatto nell’aldilà della vita).
  • “Verso il mercato” di Constant Troyon 1859: mostra una vita della campagna in maniera molto suggestiva (controluce, pecore illuminate), è lo sguardo che hanno verso la vita della campagna i cittadini benestanti, ignorando la vera durezza della vita del contadino.
  • “Castello di Windsor ai tempi moderni: la regina Vittoria, il principe Alberto e la principessa Vittoria” di E. H. Landseer 1842-45: questa è un’opera realista nel senso che non ci mostra la regina Vittoria in trono con lo scettro e dietro la parata militare, ci mostra un momento di vita quotidiana della famiglia reale. È comunque un dipinto ufficiale, ma non inteso come nella pittura di Storia, questo perché è un fatto che succede nella vita quotidiana.
  • “Sull’Omnibus” di H. Daumier 1864: è considerato uno dei massimi protagonisti del realismo. In realtà si deve fare una distinzione tra realismo e naturalismo. Il naturalismo è cercare di introdurre il dato naturale, quello che il mio occhio vede, in maniera il quanto più possibile fedele. Il realismo: avere un atteggiamento per il quale si vuole avere a che fare con il reale (con quello che succede), esempio la rabbia, la gioia, il dolore sono delle sensazioni reali che noi proviamo anche se evidentemente non si possono trascrivere naturalisticamente, ma non per questo viene meno (es. gioia e sedia, la gioia non ha volto). Daumier ovviamente non ha visto dei personaggi da fumetto, con tratti caricati e frastagliati lui evidentemente li trascrive in una forma non naturalistica ma ha assolutamente a che vedere con il reale, perché quello che l’artista vuole dirci è: “Guarda la situazione di chi sull’Omnibus è costretto a spostarsi, della gente povera che vive in quell’epoca 1864”.
  • “Le Marteleur” di Constantin Meunier 1886: è un lavoratore tanto quanto lo Spaccapietre, però ha un atteggiamento diverso, è un lavoratore molto consapevole dell’importanza del suo ruolo nella società. L’artista ce lo propone come un contrapposto classico (Policleto), ma allo stesso tempo di una persona consapevole di quello che sta facendo, ha una posa decisa.
  • “Rivolta (ai cancelli di un parco)” di Käthe Kollwitz 1897: la gente che stacca i sampietrini dalla strada per poterli lanciare, quindi vuol dire che c’è anche questa dimensione di denuncia. Ovviamente è realismo, ma non naturalistico, sono tutte figure molto caricate.
  • “L’oratore dello sciopero” di Emilio Longoni 1891: avere a che fare con quel che accade nel reale, quindi la mancanza dei diritti (Italia).

Difficoltà di definizione del realismo

Il manifesto del realismo è il dipinto “Gli Spaccapietre” di Courbet.

Dopo di che nel 1920 Naum Gabo e Anton Pevsner (due fratelli russi scultori, molto innovativi saranno i primi a utilizzare materiali plastici nella scultura perché sono ingegneri e quindi conoscono dei materiali innovativi per quell’epoca), realizzano delle opere e il Manifesto che parla del loro lavoro si chiama “Manifesto del Realismo” che dice:

Col filo di piombo in mano, con gli occhi infallibili come dominatori, con uno spirito esatto come un compasso, noi edifichiamo la nostra opera come l’universo conforma la propria, come l’ingegnere costruisce i ponti, come il matematico elabora le formule delle orbite. È per questo che nella creazione degli oggetti noi togliamo loro l’etichetta del proprietario, del tutto accidentale e posticcia, e lasciamo solo la realtà del ritmo costante delle forze insite in essi.

Per loro il reale vero è quello che è eretto dalle costanti, dalle grandi forze dell’universo ed è quella la realtà pura, cioè il fatto che ci sia un uomo o una donna che passeggiando per la strada non è tanto la realtà, è una manifestazione occasionale che non cambia la sostanza che l’universo è eretto dalle grandi forze di gravità. Dunque, questi due fratelli, cercano di andare alla realtà profonda/essenziale.

Il realismo è anche il movimento che si chiama I Nouveaux Réalistes. Quello che vogliono dire è che la vera realtà è la carcassa dell’automobile, César “Compressione” 1964 il nuovo realismo possibile nel 1960 è: “... l’avventura appassionata del reale percepito in sé (quindi la carcassa automobilistica) e non attraverso il prisma della trascrizione concettuale o immaginativa (non è un dipinto della carcassa, non è una raffigurazione astratta è semplicemente la carcassa dell’automobile)”.

“Marcella” di Kirchner 1910: è un'opera non naturalistica, non trascrive naturalisticamente ciò che lui vede (non ha capelli verdi, linee marcate, contorno blu, bidimensionale), ma trascrive in mezzi NON naturalistici l’inquietudine, la tensione, il male di vivere di questa ragazzina che dopo la morte del padre è costretta a prostituirsi per vivere. È un'inquietudine che ha da un lato l’artista e dall’altro la ragazzina, questa è tutt... "

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/03 Storia dell'arte contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher meli.tulipano di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'arte contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Accademia di belle arti Santagiulia o del prof Sacchini Paolo.
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