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I 3 principi della radioprotezione

Lo scopo della radioprotezione è di eliminare e ridurre i rischi biologici individuali e collettivi dovuti alle radiazioni di origine naturale o artificiale. I tre principi sono:

Giustificazione delle attività

Fare meno esami possibili se non indispensabili. Chiedersi se l’esame è stato già fatto, se c’è bisogno di farlo adesso. È stato spiegato il problema? È lecito esporre a radiazioni gli accompagnatori, serve fare una RX ai bambini e giovani in quel momento?

Ottimizzazione della radioprotezione

Ogni esposizione alle radiazioni deve essere tenuta tanto bassa quanto è ragionevolmente possibile (ALARA = As Low As Reasonably Achievable). Bisogna stare attenti però a non abbassare troppo la potenza dei raggi perché altrimenti non si vedrà bene.

Limitazioni delle dosi individuali

L’equivalente di dose ai singoli individui non deve superare i limiti raccomandati per le varie circostanze (si sa che per determinati esami, superando certi limiti ci sono dei danni biologici provati). Per ogni utente c’è un limite di dose annua.

Effetti stocastici (random)

È un danno che non è detto che si verifichi, forse l’organismo lo potrebbe sistemare. Non esiste una dose soglia al di sotto della quale un fatto non accade; la gravità della patologia non è proporzionale alla dose assorbita, mentre lo è la probabilità che ciò accada.

Due tipi di danno

  • Somatici (carcinogenesi: leucemie, tumori tiroide, mammella, polmone, ossa, cute)
  • Genetici (sterilità dato che può colpire epitelio germinale; mutazioni e aberrazioni cromosomiche)

Effetti letali su embrione e feto tra 0 e 9 giorni, malformazioni tra 10 giorni e 6 settimane (durante embriogenesi quindi) o disturbi di accrescimento tra la 6 settimana e la nascita (ritardo mentale, carcinogenesi nei primi 10 anni).

Curiosità: i tessuti più ricchi di acqua sono più sensibili alla radiazione e anche i tessuti dove avviene più mitosi, cioè gli epiteli.

Pregi e difetti della radiologia convenzionale

Nel sistema convenzionale il contrasto è determinato dalle caratteristiche sensitometriche della pellicola, dal suo trattamento e dalla sua esposizione. Venivano usate lastre di vetro, molto pesanti e necessitavano di spazi e gente che teneva in ordine l’archivio.

Nel sistema digitale il contrasto può essere manipolato a piacere con i processi di windowing (post-processing); si riesce così ad ovviare alla limitazione dell’occhio umano che riesce a discriminare meno di 20 livelli di grigio. Il sistema digitale rende possibile il trasferimento delle immagini ad altri reparti connessi in rete (prima si dovevano trasportare invece le lastre di vetro); la post-elaborazione dell’immagine (calcoli di distanze, aree, volumi) con possibile riduzione della ripetizione degli esami; il reperimento rapido di... (testo tagliato).

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Scienze mediche MED/37 Neuroradiologia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher fafo8787 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Radiologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Istituto di Osteopatia - TCIO o del prof Visconti Dario.
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