METODI QUALITATIVI
Sono dei metodi che non fanno ricorso alla quantificazione, alla statistica e non hanno
a che fare con numeri, ma con dati testuali. In pratica i metodi qualitativi non hanno
l'obbiettivo della verifica delle ipotesi e non tendono alla formulazione di leggi
generali. Tra i metodi qualitativi rientrano tecniche/strumenti: interviste strutturate,
semi strutturate e non strutturate, osservazione partecipante, osservazione a distanza
e focus group. L'intervista si dice che strutturata quando l'intervistatore segue una
traccia di domande predefinita senza dare possibilità all'intervistato di margine di
manovra o intervento se non all'interno della struttura predefinita dal ricercatore a
priori. In caso di intervista semi strutturata l'intervistatore permette all'intervistato di
muoversi, seppur in modo limitato, ovvero senza seguire in modo stringente una
traccia. In questo caso esiste una traccia definita dal ricercatore, ma l'intervistatore
offre all'intervistato un lieve margine di manovra. Nell'intervista non strutturata chi
risponde ha ampio margine di libertà. L'intervistatore pone una o due domande ed
evita di interrompere. È anche detta intervista narrativa.
OSSERVAZIONE PARTECIPANTE: ha origine nell'antropologia culturale, infatti il
ricercatore è in questo caso immerso nel contesto da lui studiato. In pratica,
l'osservatore partecipa attivamente alla vita quotidiana del fenomeno che sta
studiando o del gruppo che sta indagando, fingendosi parte integrante di esso, e
osservando le dinamiche dall'interno. Individua e spiega i meccanismi
comportamentali e le norme che determinano come i soggetti interagiscono tra di loro
e nell'ambiente.
OSSERVAZIONE A DISTANZA: non c'è sovrapposizione tra il ruolo di ricercatore e il
membro effettivo del gruppo o della società oggetto di studio. Rientra tra le tecniche
di osservazione ma in questo caso il ricercatore mantiene un distacco emotivo e
cognitivo rispetto a ciò che studia. Salvaguarda l'oggettività che rappresenta in
generale il punto debole dell'approccio qualitativo.
FOCOUS GROUP: esiste un moderatore che propone uno specifico argomento da
discutere ad un limitato gruppo di persone. Generalmente i focus group coinvolgono
dai cinque ai dodici partecipanti scelti in base a caratteristiche salienti rispetto al tema
di ricerca che si vuole approfondire. La discussione viene normalmente ripresa con una
telecamera, allo scopo di analizzare anche il non verbale e le dinamiche del gruppo
stesso. Il ruolo del moderatore può anche essere attivo.
CRITICHE ALL'APPROCCIO: criticato con riferimento alla "non oggettività" insita nella
natura della tecnica che la rende non ripetibile, non generalizzabile e non falsificabile.
Non vi è interesse o pretesa di definire o evidenziare regole, leggi universali o
previsioni da generalizzare a un'intera società o gruppo di persone. In pratica non è
considerato un elemento importante la rappresentatività del campione selezionato. Il
metodo di ricerca nella ricerca qualitativa è legato all'interpretazione che il ricercatore
ha della natura della realtà psico sociale ed è dunque legato alla possibilità che la
realtà ha di essere conosciuta. Qualitativa o quantitativa? Nella ricerca quantitativa
l'obbiettivo generale è quello di verificare delle ipotesi, generalizzando i risultati
facendo stretto riferimento ad una qualche teoria. Nella ricerca qualitativa invece
l'obbiettivo è quello di esplorare e descrivere i fenomeni.
METODI MISTI
Identificati come più efficaci e produttivi rispetto allo studio dei fenomeni psicologici e
sociali. (quantitativa e qualitativa).
Esempio: supponiamo di voler studiare lo stress psicologico in una popolazione di
insegnanti di scuole medie. L'approccio misto prevede una prima fase di indagine
qualitativa per la comprensione delle specifiche situazioni di stress psicologiche nello
specifico contesto sociale in cui questi devono operare. Successivamente un approccio
qualitativo si propone di indagare i costrutti specifici per la proposta di un intervento
strutturato. Nella prima fase gli psicologi optano per dei focus group con 5/7
partecipanti selezionati tra coloro che hanno manifestato problemi(non clinici) dello
stress psicologico. Gli psicologi ritengono anche necessario effettuare una serie di
interviste semi strutturate a 20 insegnanti presi casualmente nella scuola che ha
commissionato lo studio. Dai focus emergono delle situazioni di stress: gestione della
classe, gestione del tempo, rapporto con i genitori degli studenti, rapporto con i
colleghi e problematiche amministrative legate alla burocrazia. Dalle interviste semi
strutturate emergono problemi e possibili aree di intervento con riferimento a:
strategie di coping, sviluppo della resilienza, gestione dei rapporti interpersonali e del
divario intergenerazionale e gestione delle dinamiche esterne(famiglia). La ricerca
qualitativa offre l'opportunità di ampia comprensione dei fenomeni indagati.
MISURAZIONE FONDAMENTALE: una misurazione si dice fondamentale quando
consente di compiere le operazioni di addizione e sottrazione. Addizione e sottrazione
implicano una concatenazione degli oggetti misurati e quindi la concettualizzazione di
un'unità di misura. Inoltre, affinchè ci possa essere una misura è necessario un
sistema di riferimento almeno bidimensionale ad esempio: forza e massa, espansione
di un liquido e temperatura, items e persone.
Grandezze:
Estensive: sono divisibili in parti, sono sommabili, sono direttamente misurabili e sono
dotate di un'unità campione sulla quale operare in termini additivi.
Intensive: Non sono direttamente osservabili, non sono sommabili ma sono graduabili.
Le variabili psicologiche, i costrutti sono astrazioni teoriche: sono variabili latenti che
vengono inferite sulla base di qualche teoria dal comportamento dell'individuo o di un
gruppo.
Immaginiamo di volere indagare il rapporto tra intensità emotiva ed ottimismo.
Sappiamo dalla letteratura che l'intensità emotiva può essere misurata attraverso la
dilatazione della pupilla. E sappiamo che l'ottimismo può essere misurato tramite un
questionario che contiene una specifica scala ottimismo che rappresenta da 0 a 100
quanto una persona è ottimista. La differenza sta tra le due misurazioni esposte , nel
primo caso avrò una misurazione di tipo metrico(infatti la dilatazione può essere
espressa in millimetri), nel secondo caso la scala di un questionario, pur facendo
riferimento a una misura, non abbiamo una scala definita universalmente e ci
dobbiamo preoccupare di definire cosa rappresenti un ipotetico valore ottenuto.
Ovvero: se ottengo un ottimismo di 57 cosa posso dire? Il problema delle misure
psicologiche non è la misurazione di se per se, piuttosto il sistema di riferimento. La
prima misura esposta è rappresentata in millimetri e abbiamo un sistema di
riferimento che fa corrispondere all'unità (1 millimetro) una quantità ben definita e
osservabile. In questo caso facciamo riferimento al sistema metrico decimale. La
seconda misura è rappresentata in una qualche unità non definita. Tuttavia questi
valori non possono essere arbitrariamente stabiliti dal ricercatore sulla base del senso
comune.
COSA SIGNIFICA MISURARE?
Misurare significa assegnare valori numerici ad oggetti o eventi secondo regole che
consentono di rappresentare le proprietà degli oggetti tramite le proprietà del sistema
numerico.
Sistema empirico: si fa riferimento all'insieme di dati raccolti e disponibili. Il processo
di raccolta di dati in psicologia è indispensabile perché permette di definire i costrutti
psicologici sulla base di specifici domini di conoscenza e indagine. Se esaminiamo
l'ottimismo lo facciamo empiricamente nel momento in cui raccogliamo dei dati per
formare un sistema di riferimento rispetto alla realtà indagata. Questa realtà è relativa
alla nostra indagine specifica e va dunque relazionata al luogo e al tempo storico che
stiamo considerando: in psicologia non ci sono universali.
Sistema numerico: si fa riferimento all'insieme di valori assegnati ai dati raccolti. Fa
riferimento a delle convenzioni matematiche e a delle astrazioni numeriche. Ad
esempio il sistema di riferimento potrebbe essere: insieme dei numeri Naturali
compresi tra 0 e 100(estremi inclusi). In questo caso sappiamo che i valori che fanno
parte del nostro sistema saranno 101 numeri: 0, 1…
MISURAZIONE: con la misurazione facciamo corrispondere al sistema empirico un
sistema numerico, tale per cui ad un valore empirico viene assegnato un valore
numerico. Nel mettere in relazione il sistema empirico con il sistema numerico, la cosa
difficile è stabilire una relazione tra i due sistemi che sia univoca. Il ricercatore deve
scegliere, tra le proprietà dei numeri, quelle che teoricamente si accostano meglio alle
caratteristiche del costrutto che vuole misurare. Questa operazione non è sempre
semplice e richiede una conoscenza pregressa del costrutto di riferimento: per questa
ragione i ricercatori fanno sempre riferimento alle teorie preesistenti. È importante,
però, che la scienza sia additiva, ovvero che sia fondata su teorie e metodi precedenti.
Non avendo un riferimento a un sistema relazionale universale, un costrutto
psicologico è per definizione teorico ma misurabile empiricamente tramite metodi
scientifici validati e quanto più stabili e robusti possibili. In psicometria si studiano una
vasta serie di tecniche statistico matematiche atte a definire le relazioni tra un
sistema empirico e uno numerico. Una volta definito un punteggio ad un test è
possibile calcolarlo facendo riferimento a specifiche procedure appositamente
preparate dagli esperti di psicometria.
MISURARE IN PSICOLOGIA
I questionari e il sistema metrico è spesso usato come unità di misura di fenomeni
strettamente legati o legabili ai costrutti psicologici di riferimento; spesso il sistema
numerico è costituito da numeri reali e i suoi sottoinsiemi; spesso gli psicologi usano
anche sistemi numerici non basati su numeri ma su semplici etichette che
rappresentano le possibili variazioni del costrutto psicologico di riferimento.
MISURAZIONE E OSSERVAZIONE IN PSICOLOGIA
Quando si parla di osservazione in psicologia spesso si fa riferimento specifico
all'osservazione del comportamento. L'obbiettivo specifico è quello di cercare di
quantificare le osservazioni del comportamento oggetto di studio. Tutte le osservazioni
del comportamento conducono a quattro tipi di misure: latenza, frequenza, durata e
intensità.
LATENZA: è l'intervallo di tempo che intercorre tra la presentazione di uno stimolo e il
verificarsi di uno specifico evento. Esempi: i tempi di reazione, in molti test
neuropsicologici si registra il tempo che intercorre tra la presentazione di uno stimolo
e la prima risposta del soggetto, il tempo trascorso dalla presentazione di una
decisione e una scelta ottimistica o pessimistica.
FREQUENZA: è il numero delle volte in cui si presenta un determinato evento. Esempi:
il numero di risposte di un certo tipo ad un test; il numero di comportamenti di un
certo genere; il numero di volte che mi sono comportato in modo ottimista e il numero
di volte in cui mi sono comportato in maniera pessimista.
DURATA: è la quantità di tempo in cui un singolo comportamento viene mantenuto.
Esempi: ampiezza di un'onda cerebrale; comportamento di gioco; comportamento
ottimistico o pessimistico e la sua durata.
INTENSITà: è più difficile da definire e misurare, spesso viene confusa con la
frequenza, ovvero si assume la frequenza come indicatore di intensità della
caratteristica da misurare. Esempi: i picchi delle onde cerebrali; le scale di
atteggiamento; la percentuale di ottimismo in una determinata situazione.
METODO: se volessimo dunque misurare il comportamento ottimistico dovremmo
innanzitutto definire cosa intendiamo per ottimismo, poi dovremmo decidere cosa
osservare del comportamento e infine stabilire come quantificare il comportamento.
Dunque, mentre la valutazione dello psicologo può essere semplicemente narrativa,
una misurazione implica la costruzione di una variabile che rappresenti una variazione
dell'osservazione del comportamento. L'osservazione senza misurazione è sempre
possibile in psicologia e molto utile quando gli scopi sono clinici e quando lo psicologo
è interessato a interpretare l'individuo piuttosto che il fenomeno. Il tal caso lo
psicologo esperto potrà raccogliere utili informazioni e costituire un report narrativo
delle sue impressioni e deduzioni. Lo psicologo, anche quando non effettua
misurazioni, non fa riferimento al senso comune o alle proprie deduzioni, ma si basa
su solide teorie, pratiche e conoscenze.
CAMPIONAMENTO
Misurare i costrutti psicologici tramite un approccio empirico implica una raccolta dati.
Questa raccolta implica un campionamento, ovvero un'operazione di estrazione di un
campione da una popolazione di riferimento. Popolazione: tutti gli elementi a cui si
rivolge il ricercatore nella sua indagine. Campione: un sottoinsieme di elementi
estratto da una certa popolazione di interesse. Le tecniche di indagine statistica si
basano sul campionamento. Si parte dal presupposto che, di un fenomeno d'interesse,
non è possibile osservarne tutte le manifestazioni, per cui è necessario selezionarne
solo una piccola parte. Studiando questa piccola parte di osservazioni si cercherà di
trarre conclusioni generalizzabili a tutto il fenomeno complessivo, assumendo che le
osservazioni raccolte siano un campione rappresentativo di tutto il fenomeno.
Indichiamo in generale con N il numero di rilevazioni effettuate per un dato fenomeno
x e con xi ogni osservazione. È dunque spesso una questione di fattibilità soprattutto
nel margine del costo e del tempo a disposizione per indagare un certo fenomeno.
Campionare, in tal caso, consente al ricercatore di fare delle ipotesi sulla popolazione
di riferimento basandosi sui dati del campione della popolazione che si penserà essere
rappresentativo della popolazione da cui è stato estratto.
METODI DI CAMPIONAMENTO
Riguardano le modalità che il ricercatore adotta per individuare il campione, ovvero i
soggetti che prenderanno parte all'esperimento e ai quali quindi verranno
somministrati i trattamenti previsti. Metodi: campionamento casuale, campioni ad hoc
e casuale stratificato.
1)CASUALE: ogni elemento di una popolazione ha la stessa probabilità di essere
estratto per formare il campione. Questo tipo di campionamento può essere
effettuato: con reinserimento(il soggetto estratto della popolazione di partenza viene
reinserito prima dell'esecuzione della estrazione successiva) e senza reinserimento(il
soggetto estratto della popolazione di partenza non viene reinserito prima
dell'esecuzione della estrazione successiva). Quando i soggetti non vengono inseriti
dopo l'estrazione si rischia di alterare le caratteristiche della popolazione originaria e
di modificare la distribuzione di probabilità.
2)CASUALE STRATIFICATO: richiede un'iniziale divisione della popolazione in sub
campioni, e poi all'interno di ogni strato viene effettuata un'estrazione casuale. La
popolazione viene suddivisa arbitrariamente in gruppi più piccoli sulla base di un certo
criterio che si pensa possa essere importante per la ricerca. È una metodologia usata
principalmente nei sondaggi politici perché permette di rappresentare adeguatamente
tutti i sottogruppi presenti nella popolazione.
3)CAMPIONI AD HOC: viene detto anche di convenienza perchè ci si accontenta di
coloro che vogliono partecipare alla ricerca, soggetti facilmente reperibili. In questo
caso è necessario procedere con cautela alla generalizzazione.
POPOLAZIONE
L'esempio più semplice di popolazione è l'insieme degli individui attualmente in vita
che popola il nostro pianeta: la popolazione mondiale. Sottoinsiemi ovvi sono quelli
caratterizzati dai sottoinsiemi di popolazioni: popolazione europea(EU) e
statunitense(USA). Ma anche sottoinsiemi di sottoinsiemi(i singoli stati): popolazione
italiana(in Europa) e francese(in Europa). Spesso la popolazione di riferimento viene
caratterizzata per attributi specifici riguardanti ogni elemento possibile: pop. Degli
individui di razza caucasica, di razza asiatica, di omosessuali, di individui di sesso
maschile, di studenti o dirigenti(razza, preferenze sessuali, genere, professione). Non
bisogna pensare alla popolazione come a uno specifico attributo che identifica un
sottoinsieme della più vasta popolazione mondiale, ma piuttosto come a un insieme di
caratteristiche/attributi atti a definire un riferimento specifico dell'indagine compiuta.
CAMPIONE
Rispetto alle popolazioni di riferimento individuate, un campione rappresenta una
porzione di individui che viene estratto casualmente dal ricercatore. Ad esempio se la
popolazione di riferimento sono gli studenti maschi, il ricercatore potrebbe condurre
l'indagine su alcune scuole scelte a caso dove recarsi e selezionare casualmente
alcuni studenti tra quelli di sesso maschile. Se il ricercatore opta per le scuole di un
territorio allora: o dichiara che la popolazione di riferimento è quella di quello specifico
territorio(studenti maschi della Lombardia) oppure sta ipotizzando che per la sua
indagine non vi siano differenze tra studenti maschi di vari territori.
INDAGINI DI POPOLAZIONE
L'indagine di un'intera popolazione non richiede l'operazione di campionamento. In tal
caso tutti i risultati prodotti saranno riferiti all'intera popolazione indagata. Casi
classici di indagini sulla popolazione sono i censimenti, che riguardano l'intera
popolazione di uno Stato e che normalmente vengono effettuati ogni dieci anni, per
indagare lo stato socio economi
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