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Criminologia clinica

Introduzione alla criminologia

Criminologia è: studio del criminale e del crimine; Approccio sistematico per analizzare la natura e la distribuzione di varie forme di crimini e la tipologia di diversi individui criminali.

Analisi e approcci

Non solo più descrittivo, ma anche valutativo. Per rispondere alla domanda, per esempio: un individuo che commette crimini sessuali e uno che commette rapine a mano armate, sono diversi? Hanno caratteristiche in comune? Per tutto questo bisogna appunto usare caratteri valutativi, e non solo descrittivi.

Cause e leggi

Analisi delle cause del crimine; Studio delle leggi penali, le quali si modificano a seconda dei paesi, cultura, tempi. Sono socialmente costruiti. Dei vari processi di applicazione e amministrazione della giustizia; Riconoscimento delle vittime del crimine, con una considerazione per l'estensione, natura e distribuzione del processo di vittimizzazione.

Politiche e pratiche punitive

Investigazione delle varie forme di politiche e pratiche punitive e disciplinari, nella loro applicazione ed efficacia. Studio del comportamento criminale e delle persone coinvolte.

Criminologia clinica

Si parla di criminologia clinica perché si fa riferimento all'individuo, alla persona, alla sua storia di vita, nel contesto nel quale hanno subito e imposto il loro comportamento criminale, il quale è solo un aspetto del crimine. Il criminale è la persona che si comporta in modo antisociale e criminale nel suo ambiente di vita. Per comportamento criminale si intende l’espressione di un possibile funzionamento psicologico relazionale e sociale problematico.

Autocontrollo e psicopatologia

La cosa che differenzia noi (non criminali) e i criminali è la nostra capacità di autocontrollo. Colui che mette in atto un solo crimine anche molto grave, è soggetto a malfunzionamento psicologico? Il comportamento criminale può essere un funzionamento psicologico se l'individuo cronicizza il suo comportamento, e lo prolunga nel tempo, dove c'è più possibilità di ricaduta criminale. Se il crimine è espressione di un momento di sofferenza, è meno probabile che venga riemesso in atto, perché è causato da uno sfogo/aumento della frustrazione che sfocia in un atto criminale. L'associazione reato e psicopatologia o problematica mentale non è diretta e non è costante.

Paradigmi della carriera criminale

Paradigmi fondamentali della carriera criminale (successione di reati che una persona compie durante l’arco della sua vita, reati che possono essere sistematizzati nel tempo). Non è mai troppo presto per intervenire e non è mai troppo tardi per intervenire. Prima c'è la persona e poi il crimine.

Dinamiche e processi

L'aspetto giuridico è fondamentale: la criminologia studia anche le dinamiche e i processi criminali da diverse prospettive (dalla parte della vittima, della società e del criminale). Studia la produzione della legge, la rottura della legge e la reazione della società alla rottura delle leggi, che sono i pilastri della criminologia da un punto di vista giuridico. Senza una legge che stabilisce che un comportamento è criminale e dice ciò che è giusto o sbagliato, sarebbe impossibile agire anche a livello psicologico.

Penalizzazione e depenalizzazione

I comportamenti tendono ad essere maggiormente penalizzati se sono sessuali e quindi la depenalizzazione di un reato come atti osceni, dà l'idea di come la visione sociale del rispetto interpersonale stia cambiando a seconda dell'orientamento politico. Perciò la criminologia è condizionata dalla visione culturale politica e sociale ed è dunque importante discriminare quelli che sono gli aspetti scientifici da quelli prettamente politici.

Studio delle reazioni individuali

La criminologia clinica studia le reazioni individuali e criminali dell'individuo e cerca di capire perché essi rispondono in modo antisociale e criminale a situazioni sociali.

Statistiche criminali

Le statistiche criminali sono dei punti fermi e ci aiutano a capire come il comportamento va in una direzione o in un’altra e c'è una mediazione che è quella della denuncia perché ci sono dei reati che sono perseguibili in maniera diretta (non richiede la denuncia della vittima).

Evoluzione delle leggi

Prima del '96 rispetto alla violenza sessuale c'erano dei reati (masturbazione, atti osceni) che non prevedevano la penetrazione considerati reati contro la morale pubblica, ma non contro la persona e dunque la cornice culturale definiva ciò che era penalmente perseguibile e cosa no. Dopo la legge del '96 è emersa una maggiore sensibilità nei confronti dei reati di questo tipo e si parla oggi di violenza sessuale indipendentemente dal tipo di rapporto sessuale, naturalmente dove le caratteristiche dei reati possano portare ad aggravanti o meno.

Denuncia e numero oscuro

L'aspetto della denuncia è quindi fondamentale perché i reati sessuali hanno il più alto tasso di numero oscuro, ovvero la proporzione di reati effettivamente commessi in un periodo di tempo ma senza denuncia e quindi giuridicamente non esistono (il numero di reati che non conosciamo). Il numero grigio, invece, è la proporzione di persone che commettono reati di cui però il nome è sconosciuto, che è ultimamente cresciuto, però riguardo reati minori.

Intimità e violenza

In molti casi la dinamica violenta viene facilitata dall'intimità che c’è tra la vittima e l'aggressore.

Professor Donald West

Professor Donald West: emerito professore di criminologia clinica che ha cercato di capire l’evoluzione del comportamento antisociale, attraverso la dimensione temporale e non solo basandosi sul comportamento criminale. Bisogna ricostruire temporalmente la storia dell'individuo. Egli crede che la criminologia clinica si riferisca allo studio delle caratteristiche degli individui che rispondono alle loro circostanze sociali con un comportamento criminale e, dunque, il tutto non dipende solo da dinamiche interne, ma anche contestuali.

Scelta e consapevolezza

Noi vogliamo focalizzarci sull'individuo in quanto possessore di scelta di ciò che fa e decide di non fare, a meno che non ci siano condizioni tali da portare a una minore consapevolezza del proprio comportamento.

Epistemologia criminologica

Epistemologia criminologica: ciò che ci chiediamo non è cos’ha fatto l'individuo (spetta alla legge), noi ci chiediamo perché un individuo inizia a commettere reati (momento in cui il soggetto mette in atto il comportamento antisociale per la prima volta); perché continua in un percorso criminale (recidivo e persistenza necessari per considerare una persona criminale; quanto è rilevante per noi studiare una persona che ha commesso un reato e dopo quello smette o studiare un’altra che dopo aver commesso il reato e dopo essere stato punito, continua a mettere in atto comportamenti criminali, evolvendosi fino ad arrivare a reati più gravi da un punto di vista clinico, psicopatologico.

Recidivismo

Perché ricadono nel reato? Il recidivismo può essere un fallimento del sistema penale, che non è stato in grado di punire sufficientemente il criminale. La pena deve causare una condizione di vita peggiore rispetto a quella che l’individuo potrebbe avere se non avesse commesso il reato (deterrente).

Desistenza

Recidivismo e persistenza sono gli unici elementi che ci possono far capire cosa succede prima della carriera criminale e dopo. Perché un individuo desiste dal commettere reati? Desistenza come processo che porta l’individuo a decidere di non commettere più reati, in maniera continua; non ne esiste certezza, poiché l'unica certezza che l’individuo abbia davvero deciso di smettere di commettere crimini è la sua morte. Si fa sempre riferimento alla dimensione temporale.

Studiare la carriera criminale

Cos'è che la criminologia è in grado di studiare e cosa invece deve ancora approfondire e studiare e che è quindi rimasto inesplorato? Abbiamo due percorsi per studiare la carriera criminale:

  • Reale e sostanziale (ciò che la psicologia è in grado di fare, analizzando la persona);
  • Ufficiale (impronta giuridica che ci dice che la persona ha commesso determinati reati condannati).

L'ideale sarebbe studiare entrambi i percorsi, e questo si può fare con gli studi longitudinali e quando si possono confrontare queste fonti (sociale, giuridica) si vede che spesso non c'è sovrapposizione, perché capita che la carriera criminale ufficiale non coincida con quella dichiarata dall'individuo.

Complicazioni del contesto criminologico

Il contesto criminologico ha una complicazione che non può essere risolta, cioè che a differenza della clinica dove il paziente decide di parlare di sé per aiutarsi, nella criminologia noi interroghiamo l'individuo (anche contro la sua volontà) per cercare di capire cosa è successo, poiché mai un individuo criminale andrà dallo psicologo per farsi aiutare a capire il rischio di ricaduta. Anzi, queste persone si incontrano o in tribunale, o per ricerche e quindi l'incontro è funzionale a rappresentare il meglio di loro stessi. Per cui se il criminologo non riesce a distinguere ciò che il soggetto dice questo può condurre a valutazioni inappropriate, non scientificamente provate. Non c’è una condizione di privacy e inoltre non c'è una divisione temporale di appuntamenti in cui parlare, ma ho solo un breve periodo di tempo, quindi capita spesso che non si arrivi al reale racconto dei fatti da parte del paziente.

Ambiti giuridico e psicocriminologico

Le differenze tra ambito giuridico e psicocriminologico: In ambito psicocriminologico, incontriamo il paziente in quanto ha commesso un reato, secondo il principio di ricerca della verità, dove il focus è sulla persona che ha messo in atto il comportamento, l'interesse è quello della promozione della responsabilità e lo scopo quello di garantire i benefici. In ambito giuridico, il focus è sul comportamento, l'interesse è la determinazione della colpevolezza e attribuzione della responsabilità.

Diniego e reati sessuali

DINIEGO = non ammetto il reato; la non ammissione del reato può essere dovuta dal senso di vergogna o umiliazione, la voglia di non essere puniti o, a volte, perché davvero non è stato commesso. Nei reati sessuali, gli individui che negano sono meno problematici di quelli che ammettono, perché chi ammette pensa che ammettendo sia risolto il problema, sostenendo di non avere bisogno di aiuto e spesso solo quelli che cadono nel DROP OUT, cioè nell'abbandono del trattamento, negli altri reati solitamente chi nega mostra difficoltà maggiori.

Similarità tra ambiti giuridico e psicocriminologico

Le similarità tra ambito giuridico e psicocriminologico sono che: il comportamento criminale è un comportamento che emerge dalla sofferenza, nascendo dal comportamento umano e dalla storia di vita. Nel criminologico la sofferenza è lasciata da parte, perché il compito penale è giudicare, mentre quello psicologico è valutare, poiché prima della condanna penale definitiva non si può curare, poiché considerato ancora innocente. Solo dopo la condanna si può pensare ad un intervento. Ci sarebbe il bisogno, ma non le condizioni e la domanda.

Custodia cautelare

Custodia cautelare: in Italia se c'è il rischio che la persona indiziata possa essere pericolosa, o commetta reati gravi all'interno del contesto viene messo in carcere, appunto in custodia.

Casi di studio

Studiamo perché un individuo mette in atto un comportamento criminale. Lo faremo in futuro attraverso due casi: il caso Izzo e quello di Stefania Bertani.

  • Caso Izzo (serial Killer): dopo 30 anni di carcere aveva assunto un comportamento modello di detenzione. Stringe amicizia con un carcerato che lo porterà nel 2005 a commettere un nuovo reato. A luce della valutazione psichiatrica gli era stata concessa la semi libertà: usciva, lavorava e tornava in carcere.
  • Caso di Stefania Bertani (area di Como): omicidio della sorella e occultamento di cadavere. Ha tentato di uccidere i genitori due volte.

Sir. Leon Radzinowick

Nel 1959 fonda l’istituto criminologi di Cambridge, centro più importante al mondo. È stato il primo professore accademico al mondo, uno dei criminologi più famosi. Individuò nel 1961, alla base della criminologia:

  • Scarsità di sostegno allo studio del crimine anche nei paesi più sviluppati. L’Italia ha un basso tasso di criminalità e poca domanda per questi corsi. Torino è il primo e unico corso in Italia. Qui non sono presenti studi longitudinali perché mancano i fondi. Il comportamento violento non si presenta all’improvviso, è un comportamento che si forma nel tempo. Gli studi scientifici avrebbero potuto limitare la formazione di questi comportamenti.
  • Perché spendere per gli studi scientifici quando abbiamo le carceri e possiamo escluderli dalla società rinchiudendoli?
  • Non volersi arrendere davanti alla possibilità di fare studi scientifici sulla criminalità nonostante lo scetticismo generale. La ricerca può andare avanti se c’è determinazione, poiché è importante ed ha bisogno di grandi numeri.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/05 Psicologia sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher jerago93 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Criminologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Zara Georgia.
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