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PSICODINAMICA

riassunti

La psicologia è paragonabile alla sessualità infantile (Freud) ---> perversa poiché tratta di qualsiasi

argomento, e polimorfa.

Concezioni e significati diversi:

1. Psicologia: studio dei fenomeni psichici. È la scienza del comportamento umano in tute le sue

manifestazioni, sia normali che patologiche. Non esiste “LA” psicologia, bensì “LE” psicologie

poiché i modelli teorici e metodologici sono molteplici.

2. Psichiatria: è la cura dell'anima. Branca moderna della medicina che si occupa delle

malattie mentali. ----> visione organicistica.

3. Psicoterapia: processo interpersonale, consapevole e pianificato volto a influenzare disturbi

del comportamento e situazioni di sofferenza con mezzi prettamente psicologici, per lo più

verbali, in vista di un fine elaborato in comune.

4. Psicoanalisi: è un metodo di indagine della mente. Esplicita il significato inconscio delle

parole, azioni, sogni e fantasie. Si avvale della metodologia clinica dell'osservazione.

FREUD 1856-1939

Le due ipotesi fondamentali della psicoanalisi:

1. Il principio del determinismo psichico o causalità: nella nostra mente nulla avviene per

caso, ogni evento psichico è determinato da quelli che lo hanno preceduto. Tutti i fenomeni

mentali sono in connessione “causale” con gli altri eventi precedenti. La “non connessione” tra

i fatti non esiste nella vita mentale.

2. La coscienza è un attributo eccezionale piuttosto che regolare dei processi psichici: molto

di ciò che passa per la nostra mente è inconscio e sconosciuto. L'inconscio emerge come

fenomeno stabile e permanente della vita psichica; l'inconscio è inoltre la sede delle forze

dinamiche che cercano di esprimersi e manifestarsi nei comportamenti coscienti.

LA STRUTTURA DELLA MENTE

inconscio

PRIMA TOPICA

Freud propone l'ipotesi

che l'apparato preconscio

psichico sia costituito

da tre sistemi: conscio

1. L'inconscio: è la sede del proibito, del vietato e i suoi contenuti lottano continuamente per

essere soddisfatti attraverso il comportamento o il pensiero. La lotta tra i contenuti da vita al

conflitto intrapsichico che può dare origine all'ansia ed ai sensi di colpa, quando la

repressione non è efficace possono nascere dei sintomi nevrotici. I contenuti dell'inconscio sono

costituiti da un nucleo primitivo popolato dai fantasmi originari. Freud ritiene che la presenza

di questi fantasmi sia limitata a pochi temi: il rapporto con i genitori, la seduzione, la

castrazione. Sono contenuti universali. I contenuti dell'inconscio sono regolati dal puro

principio di piacere e quindi non tengono conto della realtà.

2. Il preconscio: è separato dall'inconscio dalla censura, la barriera che non consente ai

contenuti dell'inconscio di passare al preconscio senza subire trasformazioni. I contenuti del

preconscio sono in parte derivati dei contenuti inconsci. Il pensiero preconscio diventa conscio

attraverso la formazione di immagini mentali o il collegamento con il linguaggio.

3. Il conscio (la coscienza): rappresenta il più alto livello di organizzazione mentale: riceve le

informazioni dal mondo esterno e dal mondo interno. Il transito dei contenuti dal sistema

preconscio alla coscienza, è possibile attraverso il superamento della censura. Il sistema

conscio comprende la consapevolezza e l'integrazione di percezioni esterne e di sensazioni

interne, osservazioni sui propri desideri, memorie, fantasie, processi del pensiero.

SECONDA TOPICA

Il modello strutturale:

Freud propone l'ipotesi secondo

la quale in funzionamento Super-io

psichico è il risultato di un

gioco di forze contrapposte:

da una parte ci sono i Io

desideri pulsionali, dall'altra la

consapevolezza delle esigenze

della realtà e delle regole Es

morali. ES

Costituisce la parte pulsionale dell'apparato psichico, i suoi contenuti sono inconsci, da una parte

ereditari e innati, dall'altra acquisiti in quanto respinti dalla coscienza perché intollerabili. I contenuti

dell'Es in quanto inconsci sono disorganizzati, contraddittori, acronici e funzionano secondo il

principio di piacere e con il processo primario. All'inizio tutta la psiche è dominata dall'Es,

successivamente, con il processo evolutivo si differenzia prima l'io e poi il Super-io. Secondo Freud,

l'Es è alimentato dalla libido, di natura essenzialmente sessuale.

IO

Il suo compito è di soddisfare il più possibile le richieste provenienti dall'Es, dal mondo esterno e dal

Super-io. Le funzioni dell'Io sono: il controllo della soddisfazione dell'eccitazione pulsionale

attraverso la motilità, l'elaborazione del pensiero e la trasformazione in azioni concrete, la capacità

di induzione e di astrazione, la capacità linguistica, la capacità di differire la soddisfazione dei

bisogni, la capacità di sopportare la frustrazione. I meccanismi di difesa rappresentano le

strategie utilizzate dall'Io per assolvere i suoi compiti. L'Io funziona secondo il principio di realtà.

SUPER-IO

E' l'istanza che rappresenta la coscienza morale; la componente della psiche che si contrappone

all'Io giudicandolo criticamente, esercita funzioni di censura, di auto-osservazione e propone modelli

ideali. Controlla e codifica inoltre, le tendenze antisociali provenienti dall'Es, per adeguarle alle

richieste dell'ambiente. Si organizza progressivamente durante l'infanzia non è né innata, né

ereditaria. Comprende le regole, i principi, le proibizioni, i tabù, gli ideali imposti dal mondo

esterno, le norme sociali interiorizzate. Funziona secondo il principio di realtà.

IL PROCESSI PRIMARIO E SECONDARIO

Sono le modalità di funzionamento dell'apparato psichico; essi si collocano lungo un continuum, infatti

è impossibile definire dove finisca l'uno e dove inizi l'altro. La trasformazione del processo primario

in secondario è un processo lento che fa parte dello sviluppo dell'Io.

Il processo primario: è la forma di pensiero più arcaica e primitiva associata all'inconscio. L'Es è

regolato dal processo primario per tutta la vita mentre l'Io lo utilizza solo nei primi anni. È energia

allo stato libero che può non solo scaricarsi facilmente, ma anche spostarsi su rappresentazioni

diverse e reinvestire le rappresentazioni legate alle esperienze di soddisfacimento del desiderio, in

accordo con il principio di piacere.

Il processo secondario: si sviluppa gradualmente durante i primi anni di vita ed è caratteristico

delle operazioni dell'Io maturo. Le rappresentazioni sono investite più stabilmente, il soddisfacimento

viene differito consentendo la valutazione di diverse possibili soluzioni. Aumenta la capacità di

tollerare la frustrazioni e aumenta l'uso del pensiero logico.

L'ECONOMIA DELLA MENTE

Uno dei maggiori contributi della psicoanalisi consiste nell'aver riconosciuto l'esistenza di forze

psichiche che possono entrare in conflitto tra loro. Inoltre spetta sempre alla psicoanalisi la

comprensione della vita psichica e dei processi psicopatologici in particolare. Ancora all'inizio del XX

secolo era diffusa negli ambienti scientifici la teoria che, i disturbi psichici e in particolare le nevrosi,

fossero il risultato di una “degenerazione ereditaria”.

IL CONFLITTO: si verifica quando nel soggetto si contrappongono esigenze interne contrastanti che

scatenano una lotta tra o nelle strutture mentali all'interno della personalità. Il conflitto può essere:

1. Esterno: quando si scatena tra l'individuo e alcuni aspetti dell'ambiente in cui si vive.

2. Manifesto: quando il contrasto è cosciente, per esempio fra due sentimenti in contraddizione.

3. Latente: quando ha luogo sotto il livello della coscienza, e può esprimersi o in un conflitto

manifesto deformato, o concretizzarsi in un sintomo. Tale conflitto esiste in termini topici tra

l'Es e l'Io cioè tra rappresentazioni pulsionali che premono per trovare soddisfazione.

L'opposizione tra Es e Io è una costante della vita psichica. Il passaggio da una situazione

conflittuale a un conflitto vero e proprio, si ha quando la rappresentazione pulsionale intollerata

assume maggiore intensità ed esercita una pressione eccessiva contro la barriera censoria, oppure

quando l'Io si presenta indebolito e fragile, non in grado di fronteggiare la pressione stessa.

L'ANGOSCIA: è una reazione emotiva spiacevole distinta dall'ansia e dalla paura provocata da

una situazione traumatizzante o dall'attesa di un pericolo proveniente da oggetti o situazioni

indefinibili e provoca frustrazione e insicurezza. È spesso accompagnata da fenomeni fisiologici:

tensioni, rossori, pallori, palpitazioni cardiache, etc.. è un fenomeno psicologico che provoca disturbi

organici. È una reazione dell'Io ad un insieme di eccitazioni interne ed esterne. Alla base

dell'angoscia c'è un sentimento di pericolo e di insicurezza legati alla situazione che l'individuo vive

in un determinato momento. Freud propone due teorie sull'angoscia.

Prima teoria dell'angoscia: nel 1895, Freud considera l'angoscia come il risultato di un processo

interamente biologico in cui qualsiasi interferenza nella scarica della tensione libidico-sessuale causa

un accumulo di eccitamento che trova sfogo sotto forma di angoscia.

Seconda teoria dell'angoscia: nel 1926, Freud considera l'angoscia come una risposta dell'individuo

ad una reazione di pericolo e sostiene che la libido non si trasforma in angoscia, ma che questa

nasce ed è esperita dall'Io che può provare angoscia in relazione al mondo esterno (angoscia

reale), in relazione all'Es e agli impulsi libidici avvertiti come pericolo interno (angoscia nevrotica) e

in relazione al Super-io (angoscia morale). L'eliminazione del segnale d'angoscia comporta la messa

in atto di idonei dispositivi per fronteggiare efficacemente l'Es divenuto invadente e minaccioso: si

tratta dei meccanismi di difesa, agiti dalla parte inconscia dell'Io.

I MECCANISMI DI DIFESA

Il processi di difesa sono volti a preservare l'equilibrio dell'apparato psichico e a proteggere

l'individuo dalle richieste istintuali dell'Es avvertite come pericolose. Si organizzano durante lo

sviluppo: quando si presenta una situazione di pericolo interno o esterno che induce l'individuo ad

utilizzare strategie per evitare l'emergere dell'ansia. Hanno luogo per opera della parte profonda

dell'Io contro le esigenze pulsionali dell'Es, quindi sono inconsci.

1. La rimozione: è l'operazione con la quale l'Io cerca di respingere o mantenere nell'inconscio

dei contenuti legati ad una pulsione, in quanto il soddisfacimento della pulsione stessa

rischierebbe di provocare una situazione di dispiacere. Opera inconsciamente per mantenere

fuori dalla consapevolezza i desideri, fantasie o sentimenti inaccettabili percepiti come

pericolosi. In tal modo questi contenuti non diverranno mai consci se non attraverso il lavoro

analitico. Vi sono due tipi di rimozione: primaria o secondaria. Per primaria si intende un

processo arcaico, responsabile delle prime formazioni inconsce, ed opera nella prima

infanzia. Ha come effetto la formazione del rimosso originario.

2. La formazione reattiva: è un meccanismo inconscio che attua un comportamento cosciente,

esattamente opposto al desiderio inconscio intollerabile; il controinvestimento quindi ha per

oggetto un elemento che opera a livello conscio. La ripugnanza, il senso del pudore, lo

scrupolo morale sono sue manifestazioni; così come la stessa costituzione del Super-io è in

gran parte dovuta alla formazione reattiva.

3. Lo spostamento: è il meccanismo mediante il quale l'energia pulsionale viene trasferita da

una rappresentazione all'altra: sentimenti inaccettabili sono così sostituiti ed investiti in

oggetto sostitutivo. Il processo avviene nell'inconscio dove l'energia è libera e lo spostamento

è l'espressione della mobilità delle cariche del processo primario. La rappresentazione

disturbante viene separata dal suo affetto che viene spostato su di un'altra meno

disturbante, ma legata alla prima da una catena associativa. È uno dei meccanismi

fondamentali della deformazione onirica che agisce sostituendo una figura emotivamente

significativa con una neutra. es. meccanismi di spostamento nei sogni.

4. La sublimazione: consiste nella neutralizzazione e soddisfazione dell'energia libidica e

aggressiva che viene deviata verso nuovi scopi o oggetti socialmente più accettabili dall'Io e

dal Super-io. Consente l'arricchimento dell'Io e favorisce l'integrazione della personalità.

5. La proiezione: è un meccanismo arcaico utilizzato come difesa in situazioni di conflitto e

consiste nell'attribuire ad altri desideri o tendenze, rappresentazioni pulsionali che non si

vuole riconoscere come proprie. È attiva sin dai primi anni di vita del bambino. Un uso

massiccio della proiezione è riscontrabile nelle forme paranoidi: l'Io proietta sulla realtà

esterna i contenuti minacciosi interni, quindi si difende costruendo un mondo persecutorio più

tollerabile di quanto non sia la percezione della propria distruttività; anche nella fobia

esistono processi proiettivi. Se la proiezione non opera correttamente comporta la perdita

dell'esame di realtà.

6. L'isolamento: è il meccanismo mediante il quale un pensiero, un comportamento viene

privato delle sue connessioni con altri pensieri o comportamenti, oppure viene svuotato del

suo contenuto affettivo. Con l'isolamento l'Io intende prendere le distanze dal contenuto

conflittuale, eliminando le connessioni associative con altri contenuti ad esso collegabili. Si

manifesta con l'interruzione del filo del discorso, la pausa, le formule e i rituali che mirano a

separare un certo atto da quelli che lo precedono e lo seguono. È tipico della nevrosi

ossessiva; due tipici esempi sono: casi di doppi personalità e la separazione tra le

componenti sensuali e le componenti affettuose della sessualità. Ci si concentra a favore

della razionalità. Se usato correttamente è un meccanismo sano, si isola la parte emotiva a

favore della razionalità.

7. La negazione: è il procedimento con cui il soggetto, pur formulando un proprio desiderio,

pensiero, sentimento sino a quel momento rimosso continua a difendersene negando che gli

appartenga. Opera quando la rimozione fallisce per cui il contenuto rimosso emerge alla

coscienza, ma l'individuo erige una seconda barriera difensiva; alla negazione tentano di

opporsi la percezione e la memoria. Nell'adulto questo meccanismo è spesso patologico

perché risulta compromesso l'esame di realtà, a meno che non sia transitorio e momentaneo.

La negazione attraverso la parola consente di negare la realtà trasformandola nel suo

contrario.

8. Annullamento retroattivo: è il meccanismo con cui il soggetto si sforza di fare in modo che i

pensieri, parole o atti appartenenti al passato non siano avvenuti utilizzando a tal fine un

pensiero, una parola, un atto di significato opposto. Es. soggetto che si rimprovera di aver

sprecato denaro comprando un capo di abbigliamento e non osando farsi rimborsare

restituendo l'acquisto si consola comprandone un altro. -----> meccanismo consolatorio. In tale

meccanismo si distinguono due momenti: nel primo prevale un tipo di pulsione, nel secondo

domina quella opposta. L'Io si allea con una pulsione opposta a quella originaria, legata

cioè alla rappresentazione da cui si difende.

LO SVILUPPO PSICOSESSUALE

Il modello di sviluppo della libido proposto da Freud è di tipo epigenetico: nel passaggio evolutivo

le nuove strutture si sviluppano formando, con le precedenti, un tutto unitario e coerente. Freud

propone la suddivisione in fasi dello sviluppo libidico coerente con il processo biologico di

maturazione. Ciascuna fase è legata alla zona erogena che in quel periodo svolge un ruolo

principale nella vita libidica. Per zona erogena si intende ogni parte del corpo e del rivestimento

cutaneo mucoso, che opportunamente stimolata, provoca eccitamento

pulsionale, quindi una sensazione di piacere. È una fonte pulsionale

le parti del corpo legate alla soddisfazione dei bisogni organici.

LA ZONA ORALE

E' la prima zona che viene investita come fonte pulsionale, è stimolata dalla

suzione. Quando il bambino fa l'esperienza della suzione, il piacere che prova

genera lo stato di bisogno e di eccitazione pulsionale che ne induce la ripetizione.

Il piacere che provoca la suzione è indipendente dalla necessità di nutrirsi: ciò è

evidente quando si osserva la funzione calmante che ha sul neonato il succhiarsi il

pollice o il ciuccio. Fissazione ---> es. fumo/ feticisti ZONA ANALE

Comprende l'estremità inferiore del canale

alimentare ed è connessa al controllo degli sfinteri.

Viene investita pulsionalmente in un tempo successivo

rispetto alla zona orale. La sua stimolazione è legata

alla espulsione/ritenzione delle feci.

ZONA FALLICA

E' stimolata dalla minzione/manipolazione; viene investita dopo la zona anale

e comprende il glande e la clitoride. Lo sviluppo normale comporta che l'individuo

affronti le problematiche di ciascuna fase prima di passare a quella successiva.

Quando ciò non avviene può insorgere un “blocco” ad un certo momento

dello sviluppo. Tale fenomeno viene definito fissazione. Inoltre se un bambino

raggiunge una fase più avanzata di sviluppo, ma torna indietro alle precedenti

perché non riesce a stabilizzarvisi si verifica il fenomeno della regressione.

LA FISSAZIONE

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher eleonora.demarco di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicodinamica dello sviluppo e relazioni familiari e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Garbarini Chiara.
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