Che materia stai cercando?

Psicobiologia dei disturbi comportamentali

Appunti di psicobiologia dei disturbi comportamentali basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Vallar dell’università degli Studi di Milano - Unimi, facoltà di Psicologia, Corso di laurea in scienze e tecniche psicologiche. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Psicobiologia dei disturbi comportamentali docente Prof. G. Vallar

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Insensibilità nei confronti degli altri

vi sono persone più o meno empatiche, sia maschi che

femmine. Tipicamente, gli individui estremamente

empatici sono di sesso femminile, ciò è legato soprattuto

alla prole. Per misura l’incompetenza sociale vi sono dei

test.

Baron-Cohen: tipicamente, nelle code, individui

estremamente empatici tendono ad essere di sesso

femminile. Vi sono livelli che indicano l’incompetenza

sociale patologici. Sono stati sviluppati dei test, definito

come test delle gaf,dove vi sono delle storie con delle gaf,

con delle cattiverie e neutre e il paziente deve saper

riconoscere le varie storie. Per distinguere le varie storie ci

immedesimiamo negli altri e per empatia cerchiamo di

evitare la tristezza. Tali test sono stati fatti a pazienti con lesioni prefrontali e a quelli con lesioni orbitofrontali. I

pazienti con lesione orbitofrontale sono incompetenti socialmente, perché non provando mai senso di colpa e

rimorso non sono in grado di modulare il loro comportamento. Loro conoscono le regole, ma non sono in grado di

utilizzare queste informazioni emotive per la regolazione del comportamento.

Teoria della mente (Baron-Choen): consiste nell’abilità di comprendere gli stai mentali di altri individui, e

predirne i comportamenti. Due sottocomponenti della TOM possono essere danneggiate selettivamente: una

componente cognitiva e una componente affettiva. I pazienti con SA sembrano incapaci di comprendere le

sensazioni e le emozioni degli altri, e mancare cioè della TOM motiva. Una dimostrazione di questa insensibilità è

fornita della mancata risposta autonomica quando i pazienti con sociopatia acquisita sono posti davanti a scene

dalla forte valenza emotiva. Nonostante il loro deficit a cogliere i segnali sociali ed emotivi di disapprovazione nei

confronti del loro comportamento, i pazienti con psicopatia acquisita in genere conservano integre le loro

conoscenze astratte circa le regole morali e le convenzioni sociali. I pazienti possono rispondere appropriatamente

quando si tratta di indicare il comportamento. In altri termini, i pazienti con sociopatia acquisita sembrano aver

conservate le conoscenze circa le regole da seguire nelle relazioni con gli altri, ma non agiscono secondo tali

conoscenze, in quanto presenterebbero un deficit della comprensione emotiva, e dunque dei sentimenti di tipo

prosociale, divenendo incapaci di prevedere le conseguenze emotive e materiali delle proprie azioni.

Anche svelare troppo di se stessi è da considerarsi un'incompetenza sociale, perché ci mettono in imbarazzo e si

ha mancanza di empatia. Hanno un danno nella self-insight.

Studio condotto da Donatella Scabini e Robert Knight sul

senso della privacy/intimità

hanno condotto uno studio su pazienti con lesione orbitofrontale

e che non hanno nessuna privacy, ossia che non tengono conto

dell’imbarazzo che suscitano nell’altro raccontando fatti

personali.

Studio delle intuizioni su se stessi in pazienti con danni

orbitofrontali: i partecipanti prima eseguivano un compito di

competenza sociale che richiedeva loro di conversare con uno

sperimentatore che non conoscevano bene. Dopo aver eseguito

il compito e riferito le loro impressioni sull’appropriatezza del

loro comportamento sociale ed emotivo, i partecipanti

guardavano un video relativo alla loro prestazione in quel

compito. A differenza degli altri partecipanti cerebrolesi e dei

partecipanti sani di controllo, i pazienti con danni orbitofrontali

provavano imbarazzo dopo aver visto i loro errori sociali

registrati su video.

Cervello morale

Cervello morale: insieme di strutture centrate sulla corteccia orbitrofrontale (per quello che riguarda la

valutazione delle proprie reazioni emotivi), corteccia prefrontale (valuta l’ambiente), solco temporale superiore

(elabora espressioni facciali, body-language, tono emotivo della voce e tutto ciò che ci consente di decifrare gli

16

altri) e i neuroni specchio (fungono da interfaccia). Queste informazioni vengono elaborate in serie e in parallelo

ad informazioni più emotive (fame, sete, rabbia).

Basi neurali della compassione

Compassione: sentimento di empatia che fa parte della nostra corteccia morale. Chi non prova compassione è

sociopatico. La corteccia del cingolato è importante per la compassione.

Imbarazzo, indignazione, colpa servono come rinforzo negativo, in modo da comportarsi in modo più decoroso. Il

cervello deve essere sensibile al feedback negativo. Compassione verso un povero orfanello.

Proviamo compassione perché ci

rappresentiamo tutta la sua storia. Abbiamo una

prima valutazione cognitiva. Con la regione

temporale valutiamo il body-langue. Queste

informazioni vengono poi valute da strutture

che elaborano la tristezza e pietà che vengono

poi manifestate con compassione. Se non si

attiva il cingolato non proviamo compassione.

Recenti studi di immagini funzionali hanno mostrato

che queste rappresentazioni sono costantemente

attivate da diverse emozioni morali: compassione,

imbarazzo indignazione, lealtà, corteccia anteriore del

cingolato (compassione), corteccia anteriole

prefrontale (compassione), lobo antero-temporle,

corteccia orbitofrontale, solco temporale superiore

(imbarazzo) e ipotalamo (indignazione). In tutte e 4 le

situazioni è presenta la corteccia orbitofrontale, la

corteccia temporale.

Corteccia frontale ventromediale e apprendimento da rinforzo

Senso di colpa e rimorso servono come rinforzi negativi. Affinché questo avvenga, il cervello deve essere

sensibile al feedback negativo. In questo studio hanno studiato pazienti con lesioni ventromediali rispetto a

controlli. Vi sono coppie di singoli che sono arbitrariamente associati in modo positivo o in modo negativo. Dopo

la prima fase di apprendimento, vie è la fase di test senza feedback. Se il paziente che evidenzia una maggioranza

di risposte date a singoli che erano stati influenzati positivamente. Se il paziente non mostra mai di aver appreso

ad evitare la risposta negativa significa che hanno un deficit a livello ventromediale.

Il lobo frontale ventromediale è critico per imparare dalle esperienze negativa. Durante la fase di apprendimento, i

partecipanti scelgo tra due stimoli Hiragana, e ricevono informazioni sulle probabili schede mostrate. “A” era

corretta nel 85% dei casi, mentre “B” era corretta nei 15% dei casi e così via. Una volta imparato il criterio loro

muovevano in una fase in cui erano possibili appaiare 6 personaggi Hiragani che erano mostrati. I partecipanti

selezionavano uno stimolo da ogni paio, ma non ricevevano feedback. La proporzione di prove i cui “A” era

selezionato in tutte le prove coinvolte nuovi accoppiamenti di “A”con altri stimoli era la misura dell’imparare

17

dai feedback positivi. La proporzione di prove nel quale “B” era coinvolto nelle prove e includeva nuovi

appaiamenti indicava la misura dell’imparare dai feedback negativi. 03/04/2017

Studio su violazione delle norme in pazienti con atrofia

corticale

Nonostante sia i pazienti con

lesioni della corteccia FTLD

che gli adulti sani valutassero

egualmente gli scenari

positivamente pilotati come

accettabili, i pazienti con

lesioni della corteccia FTLD

giudicavano gli scenari

negativi più accettabili

rispetto a quanto ritenessero gli adulti sani.

L’atrofia corticale in pazienti affetti da degenerazione lobare frontotemporale con disordine sociale (in blu) è

sovrapposta alle regioni del cervello attive in studi fMRl su adulti sani che si sottopongono a giudizi su scenari

sociali negativi (qui mostrate in arancione).

Grossman (et al., 2010) ha indagato il ruolo della VMPFC nell'interpretazione del feedback a valenza negativa nel

corso di processi decisionali sociali in controlli sani vs. pazienti che presentavano una degenerazione lobare

frontotemporale (FTLD, da frontotemporal lobar degeneration).

Questi pazienti fanno commenti socialmente inappropriati, si impegnano in un comportamento socialmente

inaccettabile, e spesso mostrano poca comprensione degli effetti di questi comportamenti, nonostante le loro

conseguenze sociali (e, a volte legali).

Dapprima, i partecipanti giudicavano 20 situazioni sociali passare avanti agli altri in una coda per l’acquisto dei

biglietti in un cinema o infrazioni minori delle leggi (non rispettare un semaforo rosso) su una scala da 1 a 5 per la

loro accettabilità sociale.

A questi scenari, sono state poi aggiunte delle opzioni che venivano o negativamente pilotate (ad esempio,

passare con il semaforo rosso alle 2 del mattino, quando una macchina della polizia staziona nell’incrocio) o

positivamente pilotate ( ad esempio, passare con il semaforo rosso alle 2 del mattino, quando state trasportando di

fretta un bambino malato al proto soccorso. 18

L’uso delle tecniche di neuroimmagine

negli studi criminologici

“Sono imputabile dal punto di vista giuridico quando

concorrono fattori genetici o socio-ambientali?”

Neuroscienze giuridiche: questi pazienti non hanno delle

lesioni conclamate e bisogna decidere se sono imputabili

sulla loro condotta o se ci sono delle situazioni che portino

ad una diminuzione della loro responsabilità penale. Si

fanno considerazioni sul rischio sociale e sul rischio

biologico. Si hanno cause che possono portare al

comportamento criminale, sia dal punto di vista

ambientale che da un punto di vista genetico (sia sociali

che biologici). Se si ha predisposizione e nessun valore

protettivo allora si è giustificati (in minima parte).

“Sono imputabile se non ho abbastanza materia grigia?”

è stato evidenziato

che in pazienti

con disturbi di

attività

antisociale, ad un

controllo della

loro materia

grigia, ne hanno molto di meno, anche rispetto a pazienti che fanno uso di

droghe. Vi è la necessità di dover stabilire se abbiano una minor

responsabilità difronte alla legge.

Vi sono quindi due punti di vista: neuroscienziati che sostengono che le

neuroscienze possano stabilire se una persona è più o meno responsabile e

neuroscienziati che non sostengono tale collegamento.

Teoria della disfunzione paralimbica di Kiehl

Kent Kiehl → psicopatia: disfunzione del sistema paralimbico, ossia un disordine

della personalità complesso che si caratterizza dall’essere disinibiti, mancanza di

empatia, mancanza del senso del rimorso, promiscuità. Nello psicopatico sono

disfunzionali la corteccia orbito-frontale, l’insula, il cingolato, l’amigdala, la

corteccia temporale (legata alle emozioni) 05/04/2017

Queste tecniche vengono prodotte ai vali livelli di un processo, come prove che

testimoniano un certo stato mentale passato, riferito al momento del delitto.

Neuroscienze giuridiche e forensi

1. fornire prove del fatto che esiste una pregiudiziale inconscia dei giudici, delle giurie, dei pubblici

ministeri, e degli avvocati difensori

2. dare indicazioni sull'attendibilità ( e la non attendibilità della memoria e della percezione che ha delle

implicazioni per ciò che concerne le testimonianze oculari

3. fornire informazioni sull’attendibilità ( e la non attendibilità) della “prova della verità” (psicofisiologia)

19

4. determinare la presenza di un’attenuante rispetto alla responsabilità di un imputato, di predirne il

comportamento futuro e di determinare chi risponderà a quel tipo di trattamento mediante

neuroimmagini.

→ stabilire la colpevolezza o l’innocenza dell'imputato.

É attendibile l’uso delle neuroimmagini?

1. È possibile indicare un particola punto di una

scansione cerebrale e stabilire con il 100% di

accuratezza che un particolare pensiero o

comportamento deriva dall’attività in quell’area. Vi

sono troppe differenze individuali nella connettività

neuroanatomia funzionale e strategie elaborative.

Nell’esempio, i soggetti hanno studiato liste di

parole e devono recuperarle. La corteccia prefrontale

sinistra è più attiva nella codifica di informazioni

episodiche, la corteccia prefrontale destra è implicata

nel recupero delle informazioni. Quando si va a vedere il

singolo soggetto nel compito di recupero, si

nota che le zone non corrispondono a quelle

teoriche.

VWFA (proverbio et al. 2008) studio condotto sulla

lettura. Le regioni illuminate rappresentano dove si ha la

regione della parola. Nella media si trova nella corteccia

temporale. Nei singoli soggetti si ha attivazione

molto diverse, chi a sinistra, chi a destra e chi in ambedue le

parti.

2. Troppe differenze test/retest. Compito di memoria di riconoscimento: a seconda del tempo si ha diversa

correlazione delle aree cerebrali attivate.

3. La mente, le emozioni ed il modo di pensare cambiano costantemente, ciò che viene misurato al momento

della scansione non riflette cosa accadeva al momento del crimine. Il cervello è sensibile a molti fattori

che possono alterare le scansioni: la caffeina, il tabacco, l’alcol, le sostanze stupefacenti ( o, più

ingenerale, le sostanze neurotrope e psicotrope, inclusi i farmaci), la fatica, la strategia, il ciclo mestruale,

disturbi concomitanti, stati nutrizionali, ecc.

4. Le immagini cerebrali sono pregiudizievoli. Alcuni studi hanno mostrato ce quando degli adulti leggono

delle spiegazioni di fenomeni psicologici, tali spiegazioni vengono valutate più positivamente e

considerate importanti se nel materiale letto viene mostrata una scansione cerebrale, anche quando le

immagini on hanno nulla a che fare con quelle spiegazioni. Di fatto, spiegazioni scorrette sono accettate

più di buon grado in presenza di una scansione cerebrale.

Effetto pregiudizievole delle neuroimmagini in ambito

decisionale

L’effetto delle neuroimmagini su giudizi: i partecipanti di questo studio leggono articoli scientifici fittizi con

presenza o meno di immagini. La maggior parte delle persone risulta essere quasi d’accordo con lo studio

presentato se esso è accompagnato da immagini e grafici.

Un caso di riduzione della pena per alleli sfavorevoli MAO-A

Caso Stefania Albertani: ha ucciso la sorella bruciandola e cercato di uccidere i genitori. Grazie alla risonanza si è

notato che la persona imputata ha il volume del cingolato più piccolo, rispetto ad un gruppo di 10 donne sane

(ricordare che la psicopatia è legato al cingolato). Con analisi del DNA si è scoperto che il gene MAOA (dove

20

MAO è responsabile della diminuzione della dopamina nel cervello) aveva un’attività molto bassa e quindi era

propensa ad avere un atteggiamento più violento. Molti neuroscienziati non sono convinti dell’utilizzo delle

neuroimmagini in questo senso.

MAO-A è un flavoenzima che degrada le ammine neurotrasmettitori, come dopamina, norepinefrina, serotonina.

È un regolatore chiave nelle normali funzioni cerebrali

Il gene MAO-A è definito anche come gene guerriero. Vi è un collegamento tra la bassa attività di MAOA e

l’autismo. Altre malattie associate includono Alzheimer, aggressione, attacchi di panico, disturbo bipolare,

depressione, deficit nell’attenzione e iperattività. La scarsa attività di MAO-A in combinazione con esperienze di

abuso durante l’infanzia portano ad un incremento nel rischio di sviluppare un comportamento aggressivo da

adulti. Alti livelli di testosterone, uso di tacco durante la maternità, condizioni di povertà, bassi livelli di QI,

l’abbandono della scuola possono incrementare il comportamento violento negli uomini che hanno una bassa

attività degli alleli.

Comportamento criminale ed epigenetica

Epigenetica (relazione tra geni e ambienti e come essi possano svilupparsi nel corso dell’esistenza). L'epigenetica

probabilmente svolge un ruolo importante nella espressione del gene MAOA tramite metilazione nelle donne. Gli

studi hanno collegato la metilazione del gene MAOA con la nicotina e dipendenza da alcol nelle donne.

Un secondo promotore MAOA VNTR, P2, influenza la metilazione epigenetica solo nelle donne che affermano di

aver sperimentato abusi quando ero minori e quindi in grado di influenzare sintomi di disturbi della personalità.

Ciò si verifica solo nelle donne. Figli di persone che hanno subito gravi traumi hanno modificazioni del DNA.

MAO-A può modificarsi sulla base di abusi infantili, sessuli, che nella vita adulta possono dar luogo a stati

psicotici.

Il problema della responsabilità penale

 la responsabilità individuale è il prodotto di un cervello che funziona in modo normale

 danni cerebrali conseguenti a lesioni ictus o un disturbo dei neurotrasmettitori, possono influenzare le

normali funzioni

 a causa di ciò deriva una induzione delle facoltà mentali.

 La persona con una lesione cerebrale, quindi, ha una minor responsabilità. È questa linea di ragionamento

che viene utilizzata ai fini attenuanti rispetto alla colpa.

 Nei casi criminali, in particolare, l’imputato deve anche avere una “mens rea” o un reale intento malvagio

(movente).

Caso: Charles Whitman. Ha ucciso sua madre mediante pugnalate e colpi di pistola. Rientrando a casa ha ucciso la

moglie nel sonno. Il giorno seguente ha ucciso altre persone. In totale ha ucciso 14 persone e ferito 30. Mediante

la autopsia post-mortem si è notato che aveva un glioblastoma che comprimeva l’amigdala (responsabile del

comportamento rabbioso). Il tumore si sviluppava al di sotto del talamo e comprimeva l’ipotalamo, il quale,

quando alterato, è collegato ad un incremento dell’appetito e a difficoltà nel dormire. Il fatto che il tumore

comprimesse l’amigdala era anche sintomo della sua incessante voglia di scrivere (ipergrafia).

Sonnambuli killer

Caso: Steven Steinberg. La moglie lo faceva impazzire perché spendeva troppo in shopping. Ha ucciso la moglie

nel mezzo della notte, con 26 coltellate. Durante il processo ha dichiarato la non colpevolezza per motivi di

insanità temporanea, non si ricordava di aver commesso l’omicidio. È stato completamente scagionato. Gli

antidepressivi riducono la porzione di sonno REM e aumenta la probabilità di essere sonnambuli.

I giudici hanno dovuto imporre la sentenza di "colpevoli ma folli" in casi che in precedenza andavano sotto il

vecchio modello di "pazzia temporanea". In questi giorni, una persona colpevole, ma mentalmente insana, deve

scontare una pena in un istituto mentale che può essere lungo uguale al periodo in cui sarebbero dovuti essere in

carcere.

Sonnambulismo: disturbo del sonno che si manifesta nella presenza di azioni motorie, anche complesse, ma che

vengono effettuate in una situazione di incoscienza dovuta al sonno. Gli occhi possono essere aperti e si verifica

21

soprattuto nello stadio 4 del sonno. Quando vi è il delta nella corteccia prefrontale siamo incoscienti e non siamo

responsabili, perché la parte del cervello morale sta dormendo. Nello stadio rem vi è invece attivazione corticale

della corteccia. È stato scoperto che il talamo e il cingolato hanno attività anormali durante il sonnambuliso,

collegati all’abilità di compiere movimenti semplici. Si può venir scagionati quando si parla di automatismo,

superare gli ostacoli, prendere oggetti. Nel caso in cui si compiano funzioni di movimento troppo complessi non si

è scagionati.

Metodi di lie-detection

Uno degli altri ambiti in cui le neuroscienze forensi si avvalgono delle conoscenze scientifiche e fisiologiche,

sono i metodi di lie-detection:

 misurazione del livello di arousal e delle emozioni associate alle menzogne (tecniche di brain finger

printing)

 registrazione dei processi cognitivi associati alla memoria e al riconoscimento di informazioni

 valutazione delle aree coinvolte nella menzogna.

Gli psicopatici hanno una riduzione delle risposte affettive, sono quelli che più facilmente superano la prova della

macchina della verità. Quando mentiamo, si attivano dei sistemi di controllo, in quanto bisogna negare delle

informazioni che il cervello possiede, si devono mettere in atto dei meccanismi di soppressione del

comportamento impulsivo, ossia l’area prefrontale del cingolato.

Effetto vecchio/nuovo parietale nel brain fingerprinting

Brevetto di Farwell, 1994. Presupposto: quando qualcuno riconosce un’informazione (immagine, parola) come

familiare, nel suo cervello nasce una risposto di tipo “Aha!”. Tale risposta è caratterizzata da una specifica onda

erebrale ota come P300. Il brain fingerprinting quindi si caratterizza come una tcnica di memory-detection

piuttosto che di lie-detection in quanto restituisce un risultato in termini di:

 informazione presente

 informazione assente

Studio Mado Proverbio: in un interrogatorio si è molto ansiosi, soprattuto se si è accusati ingiustamente

“incapacità di discriminare verità e bugia quando siamo emozionati”. Per cercare di stimolare il comportamento

emotivo, bisognava mentire alla metà delle domande che erano domande sia neutre o emotigene. Si è scoperto che

vi è una risposta nel cervello, n400 il cui generatore è la corteccia prefrontale sinistra e il cingolato. Quando le

domande erano emotigene scompariva questa differenza tra “sto dicendo la verità e sono sincero”, il fatto di dover

mentire si sovrapponeva al valore emotivo della domanda.

22

Malattia di Huntigton

 1842: prima descrizione (Waters)

 1872: corea (di Hunngton)

 1983: cromosoma

 1993: gene

Il descrittore della malattia è stato un medico nord americano, Geroge Huntigton. A livello scientifico venne prima

scoperto il cromosoma e successivamente il gene

La prima descrizione fu fatta da G. Huntgton: sintomi motori dati da movimenti involontari. (slide)

Malattia neurodegerativa rara del sistema nervoso centrale caratterizzata da:

1. modificazioni di personalità e comportamento (e alterazioni psichiatriche)

2. demenza

3. movimenti involontari (coreo atetosici)

Prevalenza in Europa= 3-7 individui ogni 100 mila abitanti.

Trasmissione ereditaria autosomica dominante: solo il 5-6 per mille non ha storia familiare (il fatto che vi sia una

storia familiare nei pazienti ha anche implicazioni psicologiche importanti. Una persone ventenne che ha una

storia familiare sa che potrebbe avere la malattia). Inizio della malattia 30-40, ma 5% prima dei 15 anni e 30%

dopo i 50 anni.

Braccio corto del cromosoma 4, ripetizione triplette (trinucletide) CAG nel gene dell’Huntingtina (una proteina

la cui funzione è ignota), la cui lunghezza determina anche l’età di esordio (36 ripetizioni o +, manifestazioni

cliniche certe per >40 ripetizioni. Dopo le 40 ripetizioni si avranno della manifestazioniz cliniche certe).

L'esordio della malattia avviene a circa 30-40 anni. In una ridotta porzione avviene prima dei 15 anni e in 1/3

dei casi avviene dopo i 50 anni.

Si ha atrofia della testa del caudato e del putamen: perdita dei

neuroni GABAergici.

Gli HD hanno un genitore HD. Il 50% dei figli sarà affetta da HD.

Essendo la malattia autosomica dominante,vi è probabilità del 50%, sia

per i maschi che per le femmine, di essere affetti dalla malattia.

La corea di H è dovuta a un singolo gene. H è dominante, h è

l’allele normale recessivo. dato che gli alleli provengono uno

dalla madre e uno dal padre:

 Hh manifestazione della malattia

 hh non affetti

Con lo sviluppo della malattia i neuroni degenerano e muoiono.

A causa della corea di Huntington vi sono neuroni che si

sviluppo in modo abnorme, presentano meno assoni e dendriti.

23

È un neurone mutante che non si danneggia fino

all’esordio della malattia. Ad un certo punto

incomincia a degenerare, appaino le manifestazione

cliniche e la cellula muore. La degenerazione potrebbe

essere determinato dalle caratteristiche del gene

alterato. Quante più triplette ci sono tanto prima si

manifesta la malattia.

La lunghezza della ripetizione della tripletta CAG è

inversamente correlata con l’età di esordio della M. di

H. questa relazione è illustrata con approssimazione

dell’età di esordio, basate sulla lunghezza della

ripetizione della tripletta. JHD= juvenile H. d.

L'esordio della malattia è, nella grande maggioranza

dei casi, in un'età che si colloca tra i 20 e 40 anni. L'età

d'esordio è variabile e dipende dalla variabilità delle

ripetizione della tripletta. Se la tripletta si ripete poco si ha un late onset, la malattia si manifesta tra i 50 e gli 80

anni, che è estremamente raro. Se le triplette sono tra 40 e 49 si manifesta all'incirca tra i 30 e40 anni. Vi sono

anche esordio infantile, adolescenziale ed esordio precoce.

Grafico che guarda l’andamento della malattia dal punto di vista

della diagnosi. In ordinate vi è la gravità della malattia e in

ascisse si ha il tempo. Ci sarà un momento, che è il momento in

cui compaiono i segni clinici, dove ci si accorge che il paziente

è malato. Questi segni clinici sono preceduti da segni subclinici,

che a loro volta sono preceduti da alterazioni neuropatologiche.

1) Sintomi e

segni motori

 movimenti involontari estremità distali e volto che con il tempo si

diffondono prossimalmente

 marcia instabile; ubriaco

 Volto: alza un sopracciglio, chiude occhio, gira il capo, sporge la

lingua, labbra imbronciate

 estensione muscoli lunghi del dorso

 parlare e deglutire: disatria e disfagia

 Bradicinesia (lentezza) e acinesia (difficoltà a iniziare movimenti)

 aumento tono muscolare: torcicollo

 Tics

Le strutture coinvolte in questa malattia sono diverse, ma le principali sono: la testa del nucleo caudato assieme al

putamen (struttura che forma il corpo striato e i gangli della base), il globo pallido e il talamo.

24

Risonanza a 3tesla: mostra la testa del nucleo caudato e il putamen, che sono

separate dal braccio anteriore della camera interna e medialmente al putamen vi è il

globo pallido che ha una parte esterna e una parte interna. Vi è anche il talamo, che è

costituito da numerosi nuclei che difficilmente sono distinguibili in modo

radiologico. Con risonanza si riesce a distinguere il nucleo anteriore (che è collegato

a processi di memoria) e il nucleo pulvinar.

Vi è un'alta distribuzione di nuclei sottocorticali anteriori.

All'interno tra le stretture che sono alterate dalla malattia viene fatta una distinzione

tra i circuiti che connettono il corpo striato e la corteccia frontale fra una via diretta

e una via indiretta. le frecce scure indicano la via diretta, che connette il talamo

con la corteccia frontale con lo striato dorsale e lo striato ventrale il globo pallido

interno e il pallido ventrale. la connessione con la corteccia frontale riguarda

prevalentemente la corteccia frontale dorso-laterale, la ventrale e in parte la

premotoria. parti differenti della corteccia frontale sono connessi con parti

differenti del corpo striato. la corteccia motoria e premotoria, la prefrontale e

dorsale, l'orbitofrontale e la ventro mediale. vi è un'importante connessione tra lo

striato e la corteccia frontale. La via indiretta, indicata

in azzurro chiaro,

connette anche altre

strutture sottocorticali: globo pallido esterno, il pallido

ventrale, il nucleo subtalamico e le strutture elencate in

precedenza.

interruzione di vie che hanno sia delle funzioni

inibitorie che funzioni eccitatorie. le funzioni inibitorie

sono mediate da GABA e le funzioni eccitatorie sono

mediate da glutammato.

non è detto che alterazioni eccitatorie e inibitorie si

manifestino in eccitazione e in inibizione.

vi un bilanco complesso ra eccitazione ed inibizione,

che sembrerebbe coinvolgere prevalentemente la via

indiretta.

Natural History of neurodegenerative disorder: è possibile che la funzionalità dei neuroni declini più o meno

progressivamente nella fase preclinica, finchè si arriva ad un punto in cui sono presenti le manifestazioni cliniche

e quindi si procede co la diagnosi. la diagnosi si manifesta in quanto i punteggi clinici salgono e diventano più

gravi. ciò non significa che necessariamente non siano presenti altri segni, (functiona imaging: dopamine

transporte, anche in una fase preclinica è possibile individuare segni di alterazione).

2) Sintomi e segni comportamentali e psichiatrici

Precoci, anche prima dei motori. Presenti nel 33-76% dei pazienti.

 Irritabilità (I segno) da litigi a vere aggressioni, non motivato dalla situazione

 depressione: perdita di peso, inerzia

 ansia (34-61%), bassa autistna, sensi di colpa

 comportamento passivo: apatia

 suicidio

Il quadro clinico completo è simile alla schizofrenia con allucinazioni paranoideee acustiche. Difficoltà di

deglutizione e nel maneggiare il cibo, ma anche perdita di neuroni ipotalamici.

25

3) Demenza

I sintomi cognitivi compaiono ance 15 anni prima della diagnosi motoria e snon associati a marker biologici

(atrofia cerebrale, aumento GH insulino-simile, ecc)

Soprattutto funzioni esecutive,che sono funzioni frontali. Il disturbo della via indiretta a livello corticale interessa

principalmente il lobo frontale.

 Ianificazione: incapaci di organizzare la vita

 Mancanza di flessibilità

 Incapacità di giudizio

 Deficit di attenzione sostenuta, come allocare le risorse

 Memoria preocedurale: abilità che consente la memorizzazione di competenze e schemi motori, in

assenza di consapevolezza. Lo studi di questi pazienti ha consentito di dimostrare che strutture come il

corpo striato, in loro danneggiati, sono particolarmente importanti nella memoria procedurale.

3) Altri deficit cognitivi e sensoriali

 Incapacità a stimare il tempo, difficoltà nella percezione del tepo: una volta puntuali, non riescno a a

stimare la durata di un’attività. Anche 15 anni prima dei sgni motori.

 Velocità dell’elaborazione cognitiva: quasi ogni compito cognitivo o motorio che richiede velcoità è

sensbile al progredire della malattia.

 Emozioni: uno dei segni più precoci è la compromissione della capacità di individuare le emozioni delle

espressioni facciali o del tono della voce. È cormpromessa l’identificazione.

 Compromissione dell’olfatto.

4) Comunicazione

si parla di comunicazione e non di linguaggio, i quanto non hanno afasia, ma è un disturbo di comunicazione

dovuto ad alterazioni del "pensiero".

Richiede una complssa integrazione di pensiero, controllo muscolare e respirazione. HD può compromettere tutti

e tre. I deficit più marcati nel linguaggio sono:

 Articolazione (parlare in modo chiaro)

 inizio della conversazione

 Organizzazione e compressione del discorso: che cosa avviene

Modificazioni neuropatologiche

Tali malattie sono collegate alla morte neuronale di un neurone già malato .

analisi mediante risonanza analizzata statisticamente, dove si considera come effetto principale lo status del gene

H, sulle modifiche del volume della sostanza grigia col passare del tempo. col passare del tempo vi è una

riduzione del volme di alcune srutture cerebrali, che sono il putamen, la testa del caudato, la parte pù ventrale del

mesencefalo e la sustaza nigra.

 Riduzione di peso del cervello di 400g

 atrofia caudato e putamen

 perdita neuroni strati profonrdi corteccia (dalle unimodali alle polimodali)

 ippocampo e talamo

 corpo calloso

 Neuroni GAB/encefalina che proiettano l pallido laterale (via indireta: corea)

26

 corteccia cingolata anteriore (disturbi dell’umore)

Marker elettrofisiologici

Impersistenza motoria: per un certo periodo il paziente riesce a mantenere una certa posizione, ma dopo breve

tempo non riescono più a mantenere la posizione stabile richiesta. rappresenta un deficit del movimento.

Il quadro neuropsicologico sembrerebbe essere quello di un paziente con lesioni a livello frontale. Il quadro

psichiatrico è molto simile a quello della depressione, schizofrenia.

Soppressione dell'attività alfa, ampiezza ridotta e prolungata dei potenziali uditivi, ridotta ampiezza dei potenziali

visivi. Mancanza di inibizione a seguito di risposta. L'ampiezza dell'onda p300 (legata a processi inibitori) è

ridotta. Ridotta ampiezza dell'N400 legata a processi di memoria.

I marker fisiologici sono coerenti con il comportamento, ma non costituiscono un elemento diagnostico.

Riconoscimento di emozioni

La capacità di riconoscere le emozioni degli altri è un’abilità sociale. Ci sono emozioni di base che sono cross-

curturali.

Emozione del disgusto

Portatori del gene (e non) sono stati studiati in una serie di test. Non differiscono in nulla:

 memoria

 fluenza verbale

 denominazione

 riconoscimento di volti

Ma hanno una compromissione generale nel riconoscere le espressioni facciali. Studiate separatamente, il disgusto

è compromesso significativamente.

Quindi i gangli della base hanno un ruolo fondamentale ma studi fMRI più recenti mostrano una ridotta

attivazione dell’insula.

Nei soggetti portatori del gene della malattia, che non si è ancora manifestata clinicamente, vi è una minore

attivazione, ad un'esame di risonanza magnetica, della corteccia insulare durante la percezione di persone

disgustate.

Vi è una mancanza di conoscenza semantica delle cose che provocano disgusto, paura e rabbia.

Il meccanismo patologico comporta una morte neuronale. Vi sono delle aree cerebrali, la cui riduzione del volume

è correlata al riconoscimento del disgusto.

l'insula non è selettiva per il disgusto.

→ paroxetina viene utilizzata come antidepressivo

I pazienti affetti da M. di H. possono anche 27

–presentare difficoltà nel produrre espressioni di disgusto

–non riconoscere non solo l’espressione visiva di disgusto, ma anche l’uditiva,

–non avere la capacità di assegnare l’etichetta “disgusto” a una scena, (mancanza di conoscenza “semantica” delle

cose che provocano disgusto)

Forma giovanile

I sintomi compaiono prima dei 20 anni. l’esordio: disturbi del comportamento e di apprendimento a scuola.

 Ipocinesia, la corea appare solo nella seconda decade.

 Frequenti crisi epilettiche

 Ripetizione CAG>55.

 Nel 75% dei casi è affetto il padre

Decorso clinico

I. stadio preclinico (test del riconoscimento delle emozioni)

A. a rischio (50 %) un genitore affetto: ansia, incertezza

B. portatore del gene: ha la ripetizione CAG

C. fase di transizione: modificazioni nel comportamento, sensazione di modificazioni cognitive,

modificazioni motorie

II. stadio clinico

A. stadio clinico I: primi sintomi neurologici, cognitivi o psichiatrici; core il più prominente,

indipendente, peso psicologico per la famiglia

B. stadio clinico II: disturbi motori generalizzati, iniziale dipendenza fisica, peso fisico e psicologico

famiglia, morte (suicidio)

C. stadio clinico III: grave disturbo motorio generalizzato, totale dipendenza fisica, peso soprattuto

fisico per la famiglia, morte.

Valutazione clinica

Unfied Huntington Disease Rating Scale (UHDRS). Consiste di:

 parte motoria

 comportamentale

 cognitiva: esplora le regioni frontali

 funzionale: viene molto utilizzata con le scale ADL (scale della vita quotidiana). Con queste scale si cerca

di capire come il paziente interagisce con gli oggetti della vita quotidiana.

Consapevolezza di malattia

 ci sono pazienti che hanno un deficit e sono consapevoli di quel deficit, mentre ci sono pazienti che hanno

quel deficit e non ne sono consapevoli

 Accordo tra quanto riferisce il paziente e il valutatore circa la presenza di sintomi e segni (motori,

comportamenti “frontalmente-mediati”) in pazienti sintomatici a fasi diverse della progressione della

malattia.

 (Non) Accordo: anosognosia o inconsapevolezza di m.

 chiedere al paziente se ha dei deficit e quanto sono gravi. Nella fase iniziale della mattia, le valutazioni

del paziente e dell'osservatore sono simili e il paziente si rende conto. quando i deficit sono più gravi,

28

quello che succede è che il paziente valuta i propri deficit come meno gravi. ciò è sintomo d una mancata

consapevolezza della malattia.

 Deficit di consapevolezza in fasi più avanzate • Gli osservatorie valutano come più gravi, rispetto alle

valutazioni dei pazienti – i deficit motori – i comportamenti “frontalmente-mediati”

Counselling genetico

1. consulto con un genetista clinico in collaborazione con neurologo e psicologo. L'esame genetico è

risolutivo perché consentirà di dire se il paziente svilupperà la malattia o meno. Tutte le prove

comportamentali, elettrofisiologiche, radiologiche, originano da studi di confronti con soggetti portatori o

affetti con un gruppo di soggetti sani.

2. dopo 4-6 settimane nuovo consulto includendo un prelievo di sangue

3. dopo 8 settimane consulenza con rivelazione

criteri di esclusione dalla procedura:

 età inferiore ai 18 anni

 grave malattia psichiatrica

 pressioni esterne

tabella che esamina i

vari livelli della

malattia dalla

prospettiva di un

bambino figlio di un

genitore affetto. Le

idee di suicidio

compaiono nella fase

pre-sintomatica (si

rende conto di avere

dei deficit). nelle fasi

successive le idee di

suicidio calano

perchè il suo disturbo

frontale fa si che non

si renda conto dei

deficit. fase di

assestament:

Diagnosi prenatale

 fra la 10-12 settimana di gravidanza (villi coroidei)

 fra la 15-17 amniocentesi

Terapia

 Haloperiodolo: blocca i recettori per la dopamina (conta GB)

 tetrabenazina: deplezione dopamina pre sinaptica e blocca i recettori post sinaptici

 peggiora con la L-dopa eccetto che nelle forme rigide di Westphal

 Fluoxetina per la depressione

 sperimentale: coenzima Q10 (antiossidante, cofattore nel trasporto mitocondriale), miglioramento

cognitivo rispetto a chi non lo assumeva. 29

Malattia o morbo di Wilson

Storia:

 1912: degenerazione progressiva epato-lenticolare

 1948: correlazione fra m. di Wilson e sovraccarico di rame

 1953: ereditarietà autosomica recessiva

 1993: gene dell’ATP7B

Malattia ereditaria del metabolismo del rame. Il metallo si accumula in molti organi (fegato, SNC, cornea, ossa):

1.Danno epatico

2. Disturbi neurologici di vario grado

Le manifestazioni cliniche sono dovute all’accumulo del rame nel fegato e nel cervello

Prevalenza= 1:30.000

Trasmissione ereditaria autosomica recessiva: la frequenza del gene è 1

su 90 nella popolazione sana. Inizio 8-18 anni (forma epatica), prima età

adulta (neurologica), ma spesso è un misto delle due forme. Braccio lungo

del cromosoma 13, mutazione (300 diverse) del gene ATP7B, che codifica

ATPasi trasportatrice del rame. Il rame viene incorporato nella

ceruoplasmina (livelli bassi). Provoca ridotta escrezione biliare del rame,

responsabile dell’accumulo epatico. Il rame si può accumulare anche a

livello del cervello, dei reni e della cornea.

Alterazioni neuropatologiche: atrofia della tesa del caudato e del putamen.

I fratelli di un individuo affetto, con genitori sani, hanno ¼ di probabilità di essere a loro volta affetti.

Patogenesi

 1-2 mg di rame al giorno a livello intestinale

 si lega ad aa o proteine e trasportato nel fegato a tessuti periferici

 serve come cofattore per molti enzimi (ossidazione mitocondriale: citocromo C ossidasi; dopamina beta-

idrossilasi: produzione catecolamine). Deficit di rame ha gravi conseguenza (malattia di Mankes

cromosoma X). 30

 i rame libero è dannoso e provoca stress ossidativo

 la principale proteina regolatrice dell’omeostasi del rame è l’ATP7B, un trasportatore del rame localizzato

nell’apparato del Golgi (trans-memebrana degli epatociti).

 Varie mutazioni nel gene dell’ATP7B provocano modificazioni nella sequenza degli aminoacidi associati

con alterazioni della proteina

 non si sa come si accumuli e come sia tossico nel cervello.

Test diagnostici

 clinica e neuroimmagini

 esami di laboratorio

 anello di KF (lampada a fessura dell’oculista)

 rame urinario

 ceruloplasmina serica (anche il 10-20% degli eterozigoti hanno una riduzione e il 5-15 dei pazienti può

averla normale)

 concentrazione rame libero

 neuroimmagini

Terapia

Dieta priva di alimenti ricchi in rame associata a Chelanti del rame

– penicillamina, trietilene tetramina diidrocloruro (trientina) o zinco).

Prognosi

– eccellente per i pazienti che iniziano il trattamento prima che si verifichino danni gravi ai tessuti.

31

Fenilchetonuria

Primo disordine metabolico associato a grave ritardo

mentale (QI≤50, scoperto da Folling nel 1934, chiamato così

da Penrose nel 1935. La misura del QI è una misura

aspecifica, utile dal punto di vista della diagnosi, ma non

fornisce informazioni su quali componenti sia compromesse

a livello neuronale). è una malattia autosomica recessiva:

un singolo gene sul cromosoma 12 (assente o inattivo:

fenilalanina idrossilasi).

Incidenza 1:10000-20000 con ampio grado di variazioni

etniche. Prevalente fra i discendenti dei celti e centro-

Europa (raro negli afro-americani e asiatici).

Viene chiamata anche oligofrenia fenilpiruvica.

Vi possono essere due portatori non affetti che possono dar

luogo, con probabilità di 1/4 ad un figlio affetto

La

fenilalaninaidrossilasi è un enzima che consente la conversione della fenilalanina in tirosina. Dalla tirosina

vengono sintetizzati dei mediatori chimici come la dopamina e le catecolammine, dalle quali discendono i disturbi

comportamentali che vengono osservati. Si ha quindi una notevole aumento della fenilalanina nel sangue. Il

processo di sintesi viene fatto nel fegato.

L’assenza di pigmento nella cute e nei capelli è dovuto al deficit nella produzione di melanina, per

32

l’assenza di fenilalanina idrossilasi, l’enzima su cui si

verifica la mutazione. Compromette anche la sintesi di

colesterolo, aumenta l’acqua nella mielina.

Patogenesi del danno cerebrale non ben chiara:

-tossicità diretta di Phe

-effetti secondari e terziari dell'iperfenilalaninemia

→ sbilancio competitivo con i ridotti livelli di tirosina e

serotina cerebrali

→ secondaria alterazione della sintesi proteica neuronale,

mielinica e dei nt

→ alterata sintesi di dopamina e catecolamine

Risultato:

-difetto di mielinizzazione e di sviluppo dendritico

alterazione dei nt cerebrali

L’accumulo di fenilalanina è tossico per il SNC. L’eccesso

di fenilalanina compete con i sistemi trasportatori. Carne, pesce, pollo, uova e prodotti caseari

hanno un contenuto elevato di fenilalanina. Se il trattamento inizia a pochi giorni dalla nascita le

funzioni cognitive sono migliori.

I neonati non hanno alcun sintomo. Se lasciati senza trattamento, i sintomi includono:

ritardo mentale e ritardo di sviluppo

• eczema

• microcefalia

• guance sporgenti e mascella prominente

• denti spaziati

• occhi azzurri e capelli biondi

Prognosi ottima se PKU trattata precocemente con dietoterapia. Per questo motivo in Italia è

obbligatorio lo screening neonatale (Legge Quadro n. 104 del 1992). Tutti i neonati vengono testati

a circa tre giorni dalla nascita, prelevando poche gocce di sangue dal tallone. Sono subito sottoposti

a una dieta con latte speciale e diventano vegetariani.

Diagnosi: 33

nel 90% dei casi il bambino, se di etnia caucasica presenta: pelle chiara, capelli biondi, occhi

• azzurri.

Phe è un inibitore competitivo della Tasi, enzima chiave nella sintessi di melanina

• È un esempio di come una malattia genetica può determinare alterazioni cognitive. Quadro

• clinico : microcefalia e albinismo

Ritardo mentale e deficit di apprendimento

• Iperattività

• Anomalie EEG e crisi epilettiche: vari tipi, tra cui spasmi

• infantili

• Odore di muffa, urine e sudore (a causa dell’acido fenilacetico e fenilpiruvico, un chetone)

• Ipopigmentazione ed eczema

Molti studi convergono su un pattern di disturbi comportamentali dei pazienti PKU non trattati

simile all’ADHD (Bassi livelli di dopamina nella corteccia prefrontale). Include:

ridotto span di attenzione

• scarsa tolleranza alla frustrazione

• distraibilità

• iperattività e irrequietezza

• Deficit di concentrazione

• azioni stereotipate

PKU e ADHD

Hanno eziologia radialmente diversa ma fenotipi sovrapponibili

• hanno in comune ridotti livelli di aa, grandi nel cervello, deficit di dopamina e sostanza

• bianca

hanno un mal funzionamento del sistema inibitorio

• i deficit in comune sono: attenzione, pianificazione e inibizione.

Successivamente -1

Microcrania

• irritabilità e instabilità emotiva

• auto-etero aggressività

• ritardo mentale grave e progressivo

• ipeattività

• movimenti afinalistici

• comportamenti di tipo “autistico”

vi è un mix di ritardo e di alterazioni di tipo emotivo e psichiatrico.

Successivamente -2

ipertono con riflessi osteo-tendinei accentuati

• spasticità: in circa 1/3 dei pazienti

• →

convulsioni: in circa ¼ dei pazienti. Deficit di serotonina, GABA e dopamina

• abbassamento della soglia convulsiva. 34

Vi sono delle alterazioni diffuse e di vario genere della sostanza bianca e che portano ad una

sofferenza globale della sostanza bianca con atrofia della corteccia. Questo sta alla base del quadro

neuropsicologico che si osserva.

Studio su 27 pazienti affetti con un fenotipo metabolico di diversa gravità esaminati in età variabile

e il QI è variabile (legato alla terapia).

In un confronto tra i pazienti affetti e i controlli, vi è una diminuzione globale del volume del

parenchima cerebrale in toto, sia della sostanza grigia che della sostanza bianca.

Vi sono delle riduzioni nella corteccia motoria, premotoria e nel talamo.

Modello di disfunzione prefrontale

Il deficit si localizza a livello prefrontale e dato che il mediatore che

manda è la dopamina, si ipotizza che il deficit potrebbe interessare:

 via nigrostriatale (minuto 3)

 via mesocorticale:

 via mesolimbica

La carenza di fenilalanina idrossilasi comporta una riduzione di

tirosina e ad una ridotta genesi di dopamina.

 I livelli di PHE sono alti e quelli di tirosina bassi

 La tirosina è un precursore della dopamina e di altri neurotrasmettitori

 Si ha depelezione di dopamina

 Impatto sulla corteccia prefrontale e quindi sulle funzioni esecutive

 fMRI mostra ridotta captazione di dopamina, correlazione fra problem-solving e livelli PHE

Anomalie della sostanza bianca

 C’è alta prevalenza di anomalie della sostanza bianca (iperintensità) (sprt frontale periventricolare)

 le funzioni cognitive e motorie dipendono dalle fibre di connessione per la trasmissione delle

informazioni.

 La patologia è diffusa quindi sono compromesse vie multiple: abilità motorie e coordinazione velocità di

elaborazione memoria e apprendimento, attenzione.

 Non correla con QI, ma i PKU trattati precocemente senza patologia o patologia liitta alla SB posteriore

periventricolare hanno solo lievi deficit cognitivi, mentre quelli con patogolia diffusa frontale hanno

compromissioni più gravi.

Deficit neuropsicologici in PKU

 Qi basso

 rallentamento psicomotorio: incremento di tempi di reazione di scelta

 prestazione scadente a test “esecutivi”

 soluzioni di problemi

 ragionamento astratto

 disturbi emotivi, depressione (livelli bassi ma cronici)

35

 eccesso di ansia, paure, reazioni fobiche (agorafobia), senso di diversità, scarsa immagine di sé,

isolamento, mancanza di

autonomia.

 In parte dovuto alla natura

stressante della malattia, ma un

contributo neurobiologico

indipendente non può essere

escluso per l’alterazione di

dopamina e serotonina.

In questo studio i pazienti sono stati

confrontati con i fratelli non affetti, in

modo da ottenere un confronto non

viziato. Si nota che il QI dei pazienti è

più basso sia rispetto a quello dei

fratelli che a quello dei genitori; lo stesso vale per le abilità di lettura, di spelling e per le abilità matematiche.

Working memory. Studio che nei bambini con disfunzione prefrontale associata a PKU. Si ipotizza vi sia

un’alterazione della working memory vengono presentati degli stimoli verbali, degli oggetti e delle esposizioni

spaziali in successione crescente. Il soggetto deve riconoscere gli oggetti nella stessa sequenza. Nei pazienti affetti

da PKU rispetto ai soggetti di controllo vi è una capacità della

working memomory che è leggermente minore.

Il deficit aumenta relativamente con l’aumentare con l’età. Nei

soggetti di controllo l’aumento non è così netto, ma molto

graduale.

Ipotesi di ritardo e di deficit: nell’ipotesi di ritardo la prestazione

è inizialmente scadente ma poi recupera. La retta parte scadente

ma poi recupera e il gap si colma. Nel caso di deficit la

prestazione parte alta ma poi il gap si allarga.

La prestazione è scadente in test come Tower of london, test di

ricerca visiva, test di categorizzazione, test di apprendimento

motorio, test di copia. A tutti questi test vengono dati un

punteggio complessivo. La prestazione è scadente, soprattuto nei test classificati come esecutivi. Il test Wisconsy

permette di identificare che i pazienti affetti dalla malattia commettono degli errori di preservazioni, considerati

come un indice di disturbo di processi esecutivi localizzai nella corteccia frontale.

La corteccia frontale è anche coinvolta in compiti di apprendimento.

Risultati scolatici:

 58% fa peggio del suo livello

 fanno pochi progressi e meno sforzo

 i soggetti non in dieta peggiorano nella lettura e restano stabili nello spelling (ma quelli a dieti

migliorano)

 tutti peggiorano (aumenta la differenza) in aritmetica.

 Il deficit predominante nella matematica potrebbe dipendere da:

 alterazioni frontali (woring memory e attenzione)

 alterazione parietali (deficit visuo- spaziali e numerici)

 sul kinguaggio ci sono dati contrastanti: si svilupperebbe normalmente in quelli trattati precocemente

 memoria e apprendimento: CVLT e rievocazione figura, che potrebbe dipendere dalle funzioni esecutive

→ non usano strategie efficaci. 36

Go-no go task

è una situazione in cui si istruisce il soggetto a fornire una risposta in particolari condizioni. Devono rispondere il

più velocemente e in modo idoneo alla forma bersaglio.

Il paziente affetto da PKU risponde più spesso al no-bersaglio rispetto al soggetto di controllo. La capacità di

inibire delle risposte è una capacità tipicamente prefrontale, ciò indica che vi è una compromissione di una parte

dei processi esecutivi a livello prefrontale che controllano, inibendo, questo tipo di risposte.

N-back task

viene presentata una serie di stimoli e il soggetto risponde quando lo stimolo attuale è uguale a quello apparso n

stimoli prima.

 Dall’avvento del trattamento dietetico, la sintomatologia autistica e psicotica non caratterizza più questi

pazienti.

 Prima si credeva di poter sospendere la dieta a 6 anni

 se si sospende la dieta si alterano sia le capacità cognitive sia altri aspetti di funzionamento.

 Se sospendono la dieta a 6 anni, si osserva un declino nel funzionamento sociale (socializzazione e abilità

di comunicazione).

 Il QI dei pazienti con PKI e M=86,5 e il 21% è nel range della deficienza mentale.

 Anche quelli che proseguono la dieta comunque hanno minore autonomia, rendimento inferiore a scuola,

scarsa tolleranza alla frustrazione, scarsa motivazione. Rispetto alla popolazione generale anche quelli

con trattamento precoce hanno una prevalenza maggiore di disturbi del comportamento.

Malattie dovute ad alterazioni cromosomiche strutturali

 sindrome di Angelman

 sindrome di Prader-Willi

 sindrome di Williams

Il concetto di associazione tra sintomi e segni ha origine nella medicina clinica:

 un particolare insieme di segni si verifica con frequenza elevata, costituendo una sindrome.

 La S è utile per la diagnosi, in quanto suggerisce un meccanismo patogenetico comune, e/o la lesione di

un’area specifica.

Sindrome di Angelman

è un’importante sindrome neurogenetica con una prevalenza relativamente alta, senza preferenza geografica.

1:10000 / 1:20000. Importanti disabilità e mancato sviluppo dell’eloquio. Sindrome della “happy puppet”.

Pediatra inglese Angelman, descrisse tre bambini con un pattern simile di ritardo mentale, crisi eilettiche, atassia,

riso facilmente provocato, eloquio assente e caratteristiche dismorfiche del volto. Li chiamò “bambini marionetta”

perché simili alle marionette:

 la testa piatta

 i movimenti a scatti

 la lingua protrusa

 gli scoppi di riso

Gli ricordavano un quadro nel museo di Castelvecchio di Verona di Giovanni Francesco Caroto che rappresentava

un ragazzino felice che stringeva una marionetta (fanciullo con pupazzo)

37

Caratteristiche clicniche

 ritardo dello sviluppo, severo dal punto di vista funzionale

 disordine nel movimento, movimenti tremuli degli arti, movimenti veloci a scatti

 unicità comportamentale: combinazione di risate e sorrisi frequenti, comportamento apparentemente

felice, personalità ipereccitabile. Spesso dei movimenti delle mani con comportamento ipermotorio.

 Compromissione dell’eloquio, con utilizzo minimo o nullo delle parole. Abilità recettive e di utilizzo di

modalità non verbali di comunicazione più elevate di quelle verbali.

 Sono frequenti, in più dell’80% dei casi, una microcefalia, collegata ad un pattern specifico di alterazioni

genetiche

 presenza di convulsioni già all’età inferiore di 3 anni

 alterazione dell’EEG

 disturbi associati: questi pazienti sono affascinati dall’acqua e dalle superfici riflettenti.

Le caratteristiche principali di AS risultano dalla espressione o funzione alterata dell’allele ereditato dalla madre

UBE3A, che esercita una predominante espressione (di origine materna) in

 cervello fetale umano

 corteccia frontale adulta

Meccanismi che alterano UBE3A

 Delezione di 15q11.2-q13 (65–75%)

 Disomia uniparentale (paterna) (UPD) del cromosoma 15 (3–7%)

 Mutazioni di UBE3A (5–11%)

 Difetti di imprinting (3%)

Tratti dismorfici

 Compaiono a 1-4 anni

 Età media alla diagnosi è 6 anni

 Evolvono nei primi 5 anni e includono:

 brachicefalia con circonferenza testa < 25° centile

 bocca larga con denti spaziati, incisivi superiori sporgenti perché la lingua li spinge

 mento appuntito e prognatismo 38

 labbro superiore sottile, occhi infossati con strabismo nel 40%, spesso azzurri

 Cheratocono negli anziani

Sviluppo psicomotorio e segni neurologici

 Alla nascita normali ma a volte pesano 200- 300 g meno

 Lingua protrusa in avanti, bocca aperta e mani che sbattono mentre camminano

 Marcia atassica, lenta, gambe rigide, braccia alzate e gomiti e polsi flessi, tronco ipotonico

 Scoliosi (40-70% negli adulti)

 Buona salute e aspettativa di vita normale

 Ritardo mentale e rallentamento nelle tappe evolutive

 Siedono senza sostegno a 12 mesi, strisciano a 18-24 mesi, camminano a 4 anni

 Vocabolario ridotto a di 1-2 parole, ma “buona” comprensione di comandi e frasi semplici. Imparano a

comunicare con gesti

Caratteristiche comportamentali

 Parossismi di prolungati scoppi di riso facilmente provocati: iniziano a 10 settimane e diventano più

evidenti nei primi 6-12 mesi

 Tutti i pazienti sono “felici” e sorridono spesso

 Iperattività e disordini del sonno

 Amano l’acqua, gli specchi, la plastica e le superfici riflettenti

 Gli adulti hanno un comportamento felice, con parossismi di riso, anche se meno frequenti che nel

bambino. Sono molto curiosi.

 L’iperattività cambia in un comportamento più quieto

 Sanno usare forchetta e cucchiaio, (s)vestirsi e andare in bagno regolarmente se abituati (qualcuno anche

di notte)

 Sonno

 Ridotto bisogno di sonno (5-6 ore per notte).

 Problemi:

 inizio e mantenimento

 risveglio precoce

 Ridotti livelli di melatonina

 La gravità dell’epilessia correla con i disturbi del sonno

 La pubertà avviene in epoca normale e ci sono caratteristiche sessuali secondarie normali

 Tratti del volto più pronunciati

 prognatismo, mento appuntito, labbro inferiore sporgente, occhi infossati

Effetto della familiarità sul comportamento sociale in AS

 Effetti dell’interazione sociale

 Non ridono quando soli, ma stimolati dal contatto con gli adulti

 Apparentemente quando l’adulto parla, tocca, sorride, ha contatto visivo, la persona SA sorride e ride

di più rispetto a quando l’adulto parla solamente o sta seduto vicino

39

 Socializzazione: non comportamenti antisociali come per altre persone con ritardo mentale

 Le persone AS: non cercano il contatto con gli occhi della madre rispetto a uno sconosciuto; guardano

l’adulto indipendentemente che parli o meno, che sia la madre o uno sconosciuto; hanno >

comportamento di approccio con la madre, ma solo quando c’è il contatto con gli occhi

Crisi epilettiche

 In circa 80% dei pazienti

 Esordio: 1 mese-5 anni (M=2-3 aa)

 Convulsioni febbrili nella 1° infanzia (circa 40%)

 Successivamente: crisi tonico-cloniche, assenze atipiche, crisi miocloniche*

 Più difficili da controllare nei pazienti con delezione (valproato e clonazepam)

 *I due tipi più frequenti nell’adulto

Pattern EEG

Tre caratteristiche EEG specifiche

 Persistenti attività ritmiche 4-6/s che raggiungono>200μV senza ottundimento

 Prolungate scariche di attività delta ritmica trifasica a 2-3/s con elevata ampiezza di 200- 500μV in

regione frontale, a volte associate a scariche (complessi punta-onda)

 Punte posteriormente, spesso suscitate dalla chiusura degli occhi

AS. neuroimmagini

TIC: in genere normale, talora lieve atrofia

MRI (maggiore capacità di visualizzazione): anomalie della mielinizzazione → ritardo/ riduzione; diminuità

densità o diametro assonale.

Vi sono anomalie nelle vie del linguaggio (vie ventrali)

Correlazione fenotipo/genotipo

Delezione su cromosoma 15

 microcefalia, convulsioni, difficoltà motorie (e.g., atassia, ipotono muscolare, difficoltà di alimentazione),

deficit di linguaggio (eloquio assente), ritardo nelle tappe evolutive

 Delezione più ampia àipopigmentazione clinica

 Persone AS con delezioni più ampie (e.g., punti di rottura BP1–BP3 [classe I]) possono avere più deficit

di linguaggio o tratti autistici di quelli con punti di rottura BP2–BP3 (classe II)

Disomia uniparentale UPD

 Crescita fisica migliore e.g., minor probabilità di microcefalia, meno difficoltà di movimento e atassia,

meno (ma non assenza di) epilessia

 Minor deficit di linguaggio (pronunciano alcune parole)

 Tratti dismorfici meno pronunciati, ma caratteristiche comportamentali tipiche

 Obesità (di rado grave) nella tarda infanzia

Deficit di imprinting

 Non microcefalia, ipopigmentazione, crisi,

 meno ritardo di sviluppo e migliori abilità comunicative (fino a 50-60 parole e frasi semplici)

40

 obesità (di rado grave) nella tarda infanzia

Mutazione UBE3A

 Quadro clinico tra delezione e UPD

 crisi e microcefalia, non ipopigmentazione

 migliori abilità comunicative e motorie

Trattamento

Alimentazione

 Educazione comportamentale e motoria

 Trattamenti farmacologici: Antiepilettici

 Solitamente non trattamenti farmacologici per comportamenti ipermotori e iperattività

 Linguaggio il problema principale: Sviluppo della comunicazione non verbale (ad es., uso di figure,

display grafici…) 41

Sindrome di Prader-Willi

Descritta per la prima volta da Prader, Labhart and Willi (1956). è a più comune causa genetica di obesità. Ha

un’incidenza di 1:15000-25000. interessa ugualmente uomini e donne.

La descrizione originale prevedeva:

 bassa statura

 ipotono

 ipogonadismo

 ritardo mentale

Fino a 2-4 anni: sviluppo ridotto (ipotono musolare e difficoltà a succhiare).

Oltre i 3-4 anni: aumento di appetito e alimentazione → iperfagia

Sintomi e segni somatici e psicologici:

 Tratti dismorfici

 Deficit di crescita e maturazione sessuale

 Ritardo mentale

 Difficoltà di apprendimento

 Comportamento maladattivo

 Iperfagia

Aspetti genetici

Nella SPW non sono espressi i geni paterni, normalmente attivi. Normalmente, invece: i geni ereditati dalla madre

sono inattivi a causa dell’imprinting genetico. I geni del cromosoma 15 (q11-q13) ereditati dal padre sono attivi.

Delezione di un cromosoma 15q11-q13. Qyesta delezione ha una frquenza di circa 1 su 10mila. Delezioni di

questa tagli sono ai limiti del rilevamento microscopico. Ai fini diagnostici occorre quindi utilizzare metodi di

citogenetica molecolare. Quadro clinico

 Disturbo complesso multi-sistemico

 L’aspetto clinico nell’infanzia differisce da quello nell’adulto.

 Manifestazioni da insufficienza ipotalamica

 Ipotonia: insorgenza prenatale, neonatale e infantile

 Ipogonadismo: Prenatale alla nascita ipoplasia genitali; Sviluppo puberale anomalo

42

 Feto: Scarsi movimenti fetali, posizione fetale anomala

 Neonato: Letargia, pianto debole e scarsa allerta, riflessi osteotendinei ridotti/assenti, scarso

succhiamento (iponutrizione)

Disturbo complesso multi-sistemico. L’aspetto clinico nell’infanzia differisce da quello nell’adulto

 Iperfagia e obesità (grasso su addome, natiche

Manifestazioni da insufficienza ipotalamica→ e fianchi)

obesità]

→ [Problemi cardiaci e circolatori dovuti allʼeccessiva

 → da carenza di ormone della crescita (GH): alla nascita entro limiti (in seguito

Bassa statura

mediamente 155 cm maschi, 148 m femmine)

 Volto caratteristico

Aspetto dismorfico→ ( e strabismo)

 Manifestazioni da insufficienza ipotalamica (non solo)

 Ipopigmentazione (capelli, occhi)

 Elevata soglia al dolore

 Problemi di regolazione della temperatura

 Anomalie articolari e scoliosi, osteoporosi

 Disturbi del sonno# (apnea)

 Maggiore stanchezza e sonnolenza diurna

Aspetto bambino di 8 anni: Diametro frontale stretto

 Fessure palpebre a mandorla

 Ponte nasale stretto

 Bocca rivolta in basso con labbro superiore sottile

 Spalle cadenti

 Ginocchio valgo con bordi della gamba dritti

 strabismo

Fasi nutrizionali:

 Fase 1: La persona SPW si nutre poco, ha difficoltà a succhiare ed è ipotonica

 Fase 2 iperfagia che conduce a obesità

La distinzione può essere più articolata, fino a 7 fasi nutrizionali

Sviluppo in due fasi: da 0-2 anni

Fase ipotonica

 Nascita post-termine e basso peso alla nascita

 ipotonia

 suzione debole, disinteresse per il cibo

 letargia (svegliarlo per mangiare)

 pianto flebile

 Riflessi ridotti o assenti

 Siede a 12 mesi

 Cammina a 24 mesi 43

 caratteristiche comportamentali: cordialità, indolenza affettuosità

Sviluppo in due fasi: dopo i 3 anni

Fase iperfagica

 Iperfagia, mai sazi → disturbo= mancanza di

senso di sazietà

 Soglia del vomito elevata

 Peso elevato

 Ipotono muscolare

 Scarsa inclinazione a esercizio fisico

 Frequenti preoccupazioni per il cibo…come

trovare cibo

Alterazioni comportamentali

Fase iperfagica

 temper tantrums (episodi d’ira improvvisa e

incontrollata)

 comportamento sociale inappropriato

 bugiardi

 autolesionismo

 testardaggine

Sviluppo linguistico

 Difficoltà articolatorie di vario tipo e.g., problemi nelle consonanti)

 Scarsa intellegibilità dell’eloquio, in parte dovute a Ipotonia e Saliva viscosa

 Pronuncia acuta e nasale, Talvolta problemi anche in comprensione

Deficit cognitivi e comportamentali

Ritardo di sviluppo mentale (RM)

 RM lieve- moderato (QI= 50- 70)

 notevole variabilità (in ≈40% RM borderline)

 QI abbastanza stabile con l’aumentare dell'età

Disturbi comportamentali

 Umore stizzoso, testardo

 Disturbi ossessivocompulsivi, ad es. rituali 44

associazione peculiare di sintomi e segni. È un disturbo complesso mutisistemico, nel quale l’aspetto clinico

nell’infanzia differisce molto da quello dell'adulto:

 ritardo di sviluppo e mentale (QI basso <65)

 disturbo del comportamento (stizzoso, ritardo, disturbi ossessivo

compulsivi)

Il rischi di ritardo mentale tra lieve e moderato è elevato.

La maggioranza dei soggetti si colloca con un QI tra i 50-60. vi sono dei

singoli pazienti o particolarmente scadenti, oppure dei pazienti relativamente

preservati.

Vi sono solo 6 pazienti (in questo studio) che hanno un QI oltre 80. In

qualunque patologia esiste un’ampia variabilità individuale all’interno del

deficit.

Abrant Behaviour Checklist ABC: suddivisione delle variazioni

comportamentali in 5 classi:

irritabilità, agitazione, letargia,

comportamento stereotipato,

iperattività, linguaggio

inappropriato. I pazienti malati

sono più irritabili e agitati e

hanno un linguaggio

inappropriato. Questo

approccio, di quantificare i

deficit comportamentali,

permette di valutare l’efficacia

dei trattamenti terapeutici e le

modificazioni dell’ambiente di qualunque genere.

I soggetti con sindrome di Preder-willi sono iperattivi, autolesionisti, pigri, inattivi, hanno degli scoppi d’ira,

linguaggio ripetitivo, depressi, non prestano attenzione alle istruzioni, le richieste che fanno vanno esaudite

immediatamente, grida e urla per ferite minori.

Elenco di sintomi ossessivo compulsivi: necessità di parlare, accumulo di cibo, ripetitività, tendenza eccessiva

all’ordine, alla pulizia, al contare e al controllare. La differenza fra il gruppo di PWS e il gruppo di controllo è

significativa. Comportamenti compulsivi in soggetti

normali TD e nei soggetti con sindrome di

PWS e in altri soggetti malati di sindrome

di down DS. I soggetti PWS hanno più

disturbi ossessivi compulsivi rispetto a TD

e DS. Esiste una relazione fra disturbi

comportamentali e l’assetto genetico. Il

gene che è mancante, o alterato, nella

sindrome di PW controlla anche il

comportamento, in quanto la sua alterazione

determina comportamento ossessivo

compulsivo. Il confronto con un’altra

sindrome permette di eliminare alcuni

fattori che possono tratte in inganno. Il fatto

di osservare delle differenze permette di

concludere che il deficit (comportamenti

compulsivi) sono associati a quel tipo di danno genetico.

Caratteristiche comportamento

per l’iperfagia: necessario di un continuo controllo esterno per rischio comportamenti

• inadeguati 45

instabilità emotiva: difficoltà di gestione dell’aggressività causata d frustrazioni anche lievi

• Comportamenti oppositivi

• Rischio di sviluppare ossessioni e compulsioni

Questi disturbi sono simili a quelli dati da lesioni frontali e dalla demenza fronto-temporale. I

disturbi dell’appetito aumentano con l’aumentare dell’età. Anche alcune delle stereotipia aumenta

con l’aumentare dell’età, come anche la pulsione all’accumulo.

Età adulta

tendenza a stare da soli: deficit di social

cognition

ipoattività

• mancanza di energie o

• affaticabilità

depressione grave

• episodi psicotici

• comportamento compulsivo

Altri elementi diagnostici di supporto

alta soglia al dolore

• ridotto vomito

• problemi nel controllo della temperatura

• scoliosi/cifosi

• osteoporosi

• abilità inusuali con puzzle

• menarca tardivo

Differenze cognitive secondo il genotipo

Il QI è globalmente basso, ma i pazienti con trisomia

uniparentale, sono relativamente preservati di QI

rispetto a quelli con delezione.

46

Confronto tra delezioni e non-delezioni. Si nota che vi è una leggera tendenza nelle delezioni ad avere un QI più

alto. I diversi meccanismi che causano la sindrome, possono avere diverse manifestazioni a livello di deficit

cognitivo.

Le differenze osservate a seconda del genotipo sono:

 → punti di debolezza: comprensione

delezione e completamento di figure; digit span, digit symbol,

symbol search.

 punti di forza → vocabolario

 non delezione. debolezza: disposizione di figure e

ragionamento.

 forza: informazione e somiglianza

Nei soggetti con delezione, rispetto ai soggetti con trisomia, vi

è una particolare compromissione dei giudizi di comparità

numerica (pari o dispari).

In generale i soggetti con delezione sono maggiormente

compromessi.

Memoria di lavoro e

funzioni esecutive sono

gravemente compromesse

sta ad indicare che in

questi soggetti siano

molto simili a pazienti

con lesioni frontali. Compito di memoria e di apprendimento

47

Differenze comportamentali secondo il genotipo

I soggetti con delezione di tipo I hanno più problemi comportamentali e psicologici degli individui di tipo II o

UPD, + Comportamento compulsivo e QI inferiore Studi di neuroimmagine

A seguito di TAC non si osservano particolari alterazioni.

Grazie a studi di ricerca si sono osservate della alterazioni, ma tali dati non si possono utilizzare a livello

diagnostico in quanto gli esprimenti sono condotti a livello di gruppo e non del singolo individuo. Si è notato che

si ha una riduzione del volume della sostanza grigia a livello frontale.

Studio di soggetti con PW i quali presentavano a livello individuale, una risonanza strutturale senza lesioni

cerebrali, si osservano lesioni a livello del cingolo e nelle regioni temporali mediali. Presentavano una riduzione

delle attività cerebrali di base. 48

In questo studio hanno anche cercato di mettere in relazione

le alterazioni del flusso con i disturbi comportamentali. Si è

notato che vi è una forma di relazione tra l’ipoperfusione di

alcune aree cerebrali. I problemi comportamentali e le

interazioni sociali di queste persone, potrebbero dipendere

da una ridotta funzione di queste aree cerebrali.

Si osserva che vi è una riduzione del flusso nell’insula di

sinistra, nel talamo di destra e nel cervelletto. Si potrebbe

pensare che dato che la corteccia dell’insula è coinvolta nei

processi emozionali, allora i disturbi della sfera

comportamentale potrebbero dipendere dall’alterazione di

questa zona. È un'associazione molto generale e vaga.

Esistono anche delle aree in cui il flusso cerebrale e più alto

nei pazienti con PW e sono il giro angolare di destra, giro

angolare di sinistra, regioni frontali medie e inferiori di

sinistra. La correlazioni con queste informazioni è poco

chiaro, ma potrebbe dirci che il disturbo di queste persone

dipende da regioni che sono ipo-funzionanti e altri iper-

funzionanti che potrebbe essere un correlato neurale dei

disturbi comportamentali cognitivi di questi soggetti.

È stata mesa in relazione la gravità del comportamento anomalo alimentare (asse verticale) e il flusso regionale

cerebrale nell’insula di sinistra. Si vede che quanto più

è ridotto il flusso cerebrale nell’insula tanto più grande

è il disturbo alimentare. Ciò non esclude che anche altre

strutture siano coinvolte, ma è un tentativo di dare una

spiegazione di tipo causale

La riduzione anomala del flusso cerebrale dell’insula di

sinistra può essere uno dei correlati neurali del

comportamento anomalo di iperfagia.

Mediante risonanza funzionale e soggetto a riposo,

viene messo in evidenza il default network in assenza

di attività specifiche. Si nota che la connettività

funzionale aumenta in alcune aree e diminuisce in altre e si nota che vi sono delle aree ricorrenti come la corteccia

orbito frontale, l’ippocampo, l’insula in cui vi è un aumento della connettività, il precuneo (parte posteriore del

lobo parietale), corteccia prefrontale-dorso laterale e ventro-laterale. Vi sono delle alterazioni sia nel senso di

aumento che di diminuzione, che interessano sia il sistema limbico, la corteccia frontale e parietale e l’insula. Tale

studio non mette in correlazione con alterazioni comportamentali.

In generale nei PW vi è una diminuzione della connettività, ma non sempre si verifica.

Studio condotto su persone obese, per vedere se esistono dei correlati neurali dell’obesità. Come indicatore è stato

preso un indice di massa corporea e si è visto che aumentando IBM vi è una diminuzione della connettività

funzionale nel giro del cingolo e un aumento nel precuneo esiste una relazione tra la connettività temporale e

l’indice di massa corporea. 49

Alterazioni del comportamento alimentare nella SPW

In questo studio si è cercato di vedere se esistessero dei correlati neurali dell’iperfagia di questi soggetti PW. Una

delle caratteristiche dell’iperfagia è che dopo aver mangiato si continua a mangiare. Per ottenere uno studio di

correlati funzionali, il momento cruciale è dopo il pasto. Questo studio è stato condotto dopo i pasti, dopo aver

verificato che nella condizione prima del pasto non vi fossero delle differenze tra pW e i soggetti normali. Si è

visto, che i soggetti PW, dopo il pasto, hanno un’attività maggiore per immagini di cibo, nell’amigdala di destra,

nella corteccia orbitofrontale di destra e nelle corteccia prefrontale bilaterale. Il confronto viene fatto con una

baseline, dove i soggetti guardano immagini non di cibo. Si vede una maggiore attivazione dell’amigdala di destra

e nella corteccia frontale. Questa alta attivazione di strutture potrebbe essere la causa del comportamento

iperfagico.

Dopo mangiato, le persone SPW mostrano iperfusione di regioni anche facenti parti del cervello limbico, connesse

con la regolazione del comportamento

alimentare (amigdala, PF medial). Ma i

meccanismi di sazietà non funzionano

normalmente.

Le differenti cause genetiche si

manifestano anche a livello di differenti

attivazioni comportamentali in relazione

al cibo e questo potrebbe costituire una

base per spiegare le differenze in questi

sintomi.

Regioni più attivate post-pranzo

(a) DEL > UPD: mPFC destra

(b) UPD>DEL: DLPFC sin

La transizione dal fenotipo iniziale

(iponutrizione, peso ridotto) a quello

tardivo (iperfagia e obesità) → HP: mancanza del senso di

sazietà e attivazione eccessiva di vie neurali di rinforzo

(reward) dall’assunzione di cibo (come sostanza da abuso) La

OFC ha un ruolo nel circuito di apprendimento stimolo-

risposta ed è iperattiva post-pranzo in PWS.

Mancanza del senso di sazietà e/o attivazione eccessiva di vie neurali legate al rinforzo dall’assunzione di cibo

dovuti a

 Effetto diretto del genotipo PW sulle vie ipotalamiche coinvolte nei processialimentari

 → innalzamento della soglia per la

Modifiche prenatali dei geni che regolano il bilancio energetico

sazietà

Il basso peso alla nascita dovuto ad anomali della placenta. La denutrizione fetale si manifesterebbe poi come

obesità in un ambiente ricco di cibo.

Vi è anche una disfunzione ipotalamica, anche se non è strutturalmente alterata. L’iperfagia può essere causata da

un’anomalia ipotalamica, non visibile, con un mancato senso di sazietà. I livelli di grelina (prodotta nello

stomaco) sono aumentati nei bambini iperfagici e negli adulti con SPW prima e dopo i pasti. La grelina aumenta

con il digiuno e si riduce post pranzo: induce appetito attraverso le vie di regolazione nell’ipotalamo. Ma

regolando…………………

Vi sono anche alterazioni a livello dei neurotrasmettitori:

 Riduzione dei recettori per il GABA, sprt a livello ipotalamico anteriore e mediale (centro della sazietà)

 Disregolazione dell’inibizione gabaergica delle strutture coinvolte nel disturbo ossessivo-compulsivo

 Il gene per il recettore gabaergico è in effetti coinvolto nella delezione

50

Starvation Hypothesis

 La denutrizione fetale si manifesterebbe come obesità in un ambiente ricco di cibo.

 Siccome non c’è un duraturo senso di sazietà per mancanza di meccanismi neurologici, il corpo può

percepire scorrettamente di essere in uno stato di fame e mangiare non appena il cibo è disponibile.

Questo coincide con la teoria dell’enterocezione compromessa.

 Il basso peso alla nascita dipenderebbe da anomalie della placenta.

 Una teoria che può spiegare la precoce difficoltà di crescere bene e il ridotto peso neonatale è che il

difetto genetico porta a fame in epoca fetale e conseguentemente anomalo sviluppo cerebrale, forse come

conseguenza di un’adeguata funzione placentare.

 L’intero fenotipo potrebbe essere spiegato con un’anomia monogenica: Insensibilità alla leptina che

modula i circuiti che interessano l’assunzione di cibo per ridurre la percezione di ricompensa del cibo. I

suoi alti livelli si associano a bassi livelli di neuropeptide Y ipotalamico e di altre proteine

Questo disturbo alimentare è complesso e dipende da diversi fattori,

 periferico: alterata o ridotta percezione del senso di sazietà. Questa alterata percezione potrebbe derivare

da denutrizione fetale dovuta a cause genetiche dovuta ad una disfunzione placentare

 alterazione delle attivazioni e delle disattivazioni di alcune aree corticali che potrebbero essere connesse

con il sistema di rinforzo per cui il comportamento nei conforti del cibo, potrebbe essere analogo al

comportamento di abuso di sostanze.

Aspetti neurologici

 15%presenta crisi epilettiche

 disturbi del sonno

 ipersonnia

 narcolessia con cataplessia nel 35%), apnee ostruttive e centrali, risposte ventilatorie anomale allʼipossia,

alterazioni del sonno REM (ridotti REM), sonnolenza diurna

 Possibile relazione con il sistema ipotalamico: neuroni contenenti ipocretina, che mantiene la veglia e

neuroni che regolano l’assunzione del cibo

Trattamento

Trattamenti comportamentali

 Psicoterapia [alterazioni comportamentali] 51


PAGINE

81

PESO

8.55 MB

AUTORE

yetapia

PUBBLICATO

6 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecniche psicologiche
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher yetapia di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicobiologia dei disturbi comportamentali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano Bicocca - Unimib o del prof Vallar Giuseppe.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Psicobiologia dei disturbi comportamentali

Riassunto esame psicobiologia dei disturbi comportamentali, prof Papagno, libro consigliato Psicobiologia del comportamento normale e patologico
Appunto
Riassunto esame psicobiologia dei disturbi comportamentali, prof Maravita, libro consigliato Psicobiologia del comportamento normale e patologico
Appunto
Esame di Psicobiologia dei disturbi comportamentali, prof Papagno
Appunto
Riassunto esame psicologia fisiologica, prof. Proverbio, libro consigliato Neuroscienze cognitive, Gazzaniga
Appunto