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Le categorie di Aristotele

Introduzione alle categorie

Aristotele e Kant ci presentano due prospettive filosofiche contrapposte. La teoria delle categorie risponde alla domanda: cosa è una "categoria"? Cosa significa "categorizzare"? Esempio di descrizione di un'aula: sostanze, quantità, qualità (attributo, proprietà), fatto, evento - lavagna, lunga 16 m, luminoso, lezione, persone, ciò che percepiamo, cattedra, treno che parte (=nel tempo), bacio. "Grande" può essere inteso come caratteristica, proprietà; oppure come relazione ("essere accanto"). "Essere studenti" è sempre una relazione: si ha una relazione con qualcos'altro (in questo caso con l'università), così come "essere doppio" (es. libro).

Le lettere dell'alfabeto (in astratto A, B, C), il cerchio (posso disegnarlo, ma è un modello ideale), il numero 2: sono cose astratte che non cadono sotto i sensi. Le sostanze sono le cose che percepisco. Categorizziamo: distinguiamo e ci rendiamo conto del mondo = capire, comprendere, ordinare il mondo, le cose. Le proprietà esistono in quanto esistono le sostanze, portatrici di quella proprietà. Un filosofo contemporaneo dice che "categorizzare è un atto cognitivo basilare, inevitabile": fa parte del nostro modo di essere, viviamo qualcosa come un "tipo di cosa" (es. "questo è un libro": in un singolo oggetto riconosco un tipo), anche quando diciamo o facciamo qualcosa utilizziamo le categorie.

Caratteristiche delle categorie

Caratteristica delle categorie, concetti fondamentali sotto cui cadono tutte le cose, è che hanno un numero finito: esse sono infatti 10 per Aristotele e 12 per Kant. "Nel mondo fisico, sociale, nella vita intellettuale"... "fondamentale per comprendere che cosa ci rende umani" (1987, J. La Coffe), vicino al pensiero di Kant. Comprendere significa organizzare la grande massa di percezioni che mi arrivano secondo le categorie; dipende dall'attenzione che il nostro intelletto sposta e categorizza. "Se uno degli indifferenziati (individuum = ciò che non si vede) si ferma, c'è per la prima volta un universale nell'anima" Aristotele → ogni volta che vedo un individuo, riconosco la forma, l'universale. Ordinare e distinguere.

  • Il mondo c'è, è dato per Aristotele: riconosco il mondo, ordiniamo un materiale già esistente → concezione realista.
  • Secondo Kant ciò che noi chiamiamo mondo, oggetto, è il modo in cui esperisco l'oggetto → concezione costruttivista (problema che sorge: il mondo esiste solo quando noi lo percepiamo?).

La teoria delle categorie di Aristotele è stata molto importante: infatti la storia delle interpretazioni delle categorie di Aristotele fino a Kant coincide con la storia della filosofia, che non è altro che variazioni sulla filosofia di Aristotele. Diverse interpretazioni su Aristotele: le categorie sono cose (ta onta = enti) → concezione ontologica (Bonitz); oppure concetti (interpretazione logico o semantica: classificazione dei concetti, generi sommi delle cose > costruzione piramidale del mondo: esseri viventi > animali > primati > uomo > uomini → generalizzazione che arriva fino alla sostanza, genere sommo oltre cui non posso andare, non riducibile a qualcos'altro, così trovo la categoria) → concezione logica (Apelt); o ancora termini che ricorrono all'interno delle proposizioni con cui a delle sostanze possiamo attribuire delle proprietà → concezione linguistica (Trendelenburg).

Le categorie servono per conoscere, orientarsi nel mondo, ordinare. Arete di Cesarea, commentatore di Aristotele, dice che le categorie servono per essere felici: esse sono le premesse > utili per un ragionamento > dimostrazione > discernimento tra il vero e il falso (per Arete corrispondono al Bene e al Male). Vero e falso possono essere applicati alle proposizioni (connessioni di categorie), entità linguistiche compiute > giudizio: può essere vero o falso, diverso dalle cose, es. "diamante vero/falso; banconota vera/falsa; principe vero/falso" → "falso" in questo caso è modificante, abbiamo un'altra cosa, mentre "vero" è ridondante: dipendono da come l'utente usa il linguaggio, ma una cosa è/non è. Veri o falsi sono solo i giudizi, le affermazioni, le proposizioni. Se non sono in grado di distinguere, le mie facoltà teoretiche e pratiche sono eliminate così come la filosofia. Il massimo piacere per Aristotele e Arete è conoscere che conduce alla felicità: hanno una concezione ottimista.

Vita e opere di Aristotele

Le categorie sono molto generali perché Aristotele sosteneva l'esigenza di una filosofia prima che si occupasse degli enti nella loro massima astrazione, ma ci sono anche categorie più specifiche per discipline più specifiche (cfr biologia che anche Aristotele studiò). Molti dei testi di Aristotele sono appunti di lezioni che lui teneva, presi dagli studenti. Il codice più antico di Aristotele (IV sec. a.C.) che abbiamo risale al IX sec. a.C. Aristotele nacque nel 384/3 a.C. a Stagira (per questo detto "lo Stagirita"), figlio di Nicomaco, medico di corte presso il re macedone. Il padre muore quando Aristotele è molto giovane. Nel 367/6 a.C. va ad Atene e studia all'Accademia di Platone per vent'anni. Ma Platone non era sempre ad Atene, infatti fece molti viaggi in particolare a Siracusa. Alla morte di Platone nel 347 a.C. Aristotele lascia l'Accademia. Molto probabilmente le categorie sono un'opera giovanile del periodo dell'Accademia (esse fanno parte dell'Organon), cui succede il periodo dei viaggi che compie con altri accademici (Atarmeo, Nasso), periodo in cui compone opere sugli animali. Nel 343/2 a.C. Filippo II chiama Aristotele per essere il precettore di Alessandro Magno, non per molto tempo (cfr iconografia in cui Aristotele è cavalcato da Fillide, madre di Alessandro). Alla morte di Filippo, Alessandro è il reggente e Aristotele torna ad Atene (egli ha un meteco ad Atene e può ritornarvi perché Alessandro ha preso il potere di Atene). Nel 335/4 apre il Liceo che guida per dodici anni: in questo periodo compone opere che presuppongono un pubblico, di carattere dialettico (con affermazioni e confutazioni).

La dialettica era importante per la formazione dell'uomo politico: conoscere i tropi, i modi di dire. Presuppone un avversario nei suoi dialoghi. Alla morte di Alessandro nel 323, ad Atene prese potere il partito antimacedone, ed Aristotele se ne andò via "per impedire ad Atene di compiere un secondo peccato contro la filosofia". Morì nel 322 a.C.

Le categorie sono concetti. Oggi distinguiamo in maniera netta tra linguaggio (permette la comunicazione di pensieri, altrimenti solipsistici), scritto o orale; pensiero e mondo. Le categorie sono state interpretate come ontologiche (cose), logico-semantiche (concetti), linguistico-grammaticali (termini). Nel '900 queste tre concezioni sono state riprese: Trendelenburg, per cui le categorie nascono da una riflessione sulla struttura del linguaggio, è stato ripreso dal linguista francese Bolvenist. Le categorie sono categorie di lingua e di pensiero per Trendelenburg: persona, lavagna sono sostantivi (sostanza); luminoso è un aggettivo (qualità); avverbi di luogo e tempo corrispondono allo spazio e al tempo; il verbo corrisponde alla categoria dell'agire. Apelt fu ripreso nel '900 in un articolo di un polacco Desvil che sosteneva l'interpretazione semantica. Anche Bonitz fu ripreso.

Kant ha un pensiero diverso da Aristotele che, influenzato dalla mentalità greca, sosteneva che il mondo era dato (non vi era l'idea di creazione nel mondo greco, non c'è un soggetto che crea, cfr solo il demiurgo in Platone che ordina). Per Kant tolto il soggetto il mondo non c'è, per cui le categorie sono la struttura del mondo, che è così come si struttura secondo la mia percezione: i dati sensibili recepiti tramite i cinque sensi sono passivi e su di essi opera l'azione dell'intelletto che struttura il mondo secondo le categorie. Il mondo viene fatto secondo le categorie. È diverso il concetto di ordine rispetto alle categorie di Aristotele (cfr testo delle categorie).

Gli scritti di Aristotele: in origine 106 rotoli in papiro, poi di questi solo una parte è sopravvissuta, soprattutto quella usata a lezione (opere esoteriche o acroamatiche). Non abbiamo nessuno scritto pubblico (scritti essoterici), ma solo quelli interni alle scuole (è successo il contrario rispetto a Platone per cui le scuole di Tubinga, Milano e Kramer hanno ipotizzato che ci fosse la stessa distinzione tra dottrine esoteriche ed essoteriche di Aristotele): sono appunti e trascrizioni degli allievi, fatta eccezione per la "Metereologia".

Evoluzione del suo pensiero: tentativi di divisione cronologica che non hanno avuto l'approvazione unanime così come per Platone. Si possono individuare sì degli scritti giovanili, ma i testi sono sullo stesso piano (nessuno nega l'altro), dunque è difficile fare una scansione temporale. Gli editori hanno messo insieme varie parti. Poi i testi sono stati trascritti > canone importante dei copisti. Pubblicazione in antichità > pubblica lettura.

La trasmissione delle opere di Aristotele

Aristotele era chiamato "il lettore" nell'Accademia. La lettura mentale è nata poi nei monasteri, mentre una volta la lettura era parlata. Aristotele faceva estratti anche di altre opere: ci aiuta così ad avere testi di altri filosofi (ovviamente con la sua interpretazione). Ma Aristotele dettava, non scriveva lui (cfr testo di Canfora "Il copista come autore"); ma il copista non trascrive passivamente, ci mette del suo.

"Non abbiamo copie originali dei testi greci e romani e nemmeno della Divina Commedia (cfr Principe, solo 17 manoscritti in Europa)". Non si sa qual è il testo vero. "Il vero lavoro del filologo consiste nell'avvicinarsi all'originale" → ma esiste? Canfora mette in dubbio ciò, ovvero l'esistenza di un unicum. Uno scrittore inglese dice come una volta la pubblicazione di un libro era un evento meno definito rispetto ad oggi; infatti lo scrittore antico teneva per molto tempo in revisione il proprio testo; c'è una lunga storia di rifacimenti che mettono in dubbio la pretesa di unicità dell'originale. Gli allievi non furono semplici scrivani. I testi allora non ricevevano una revisione editoriale. "Il copista è colui che materialmente scrive il testo". "Il copista diventa protagonista attivo e coautore". Cfr testo "Piermenais" di Borges, copiatura del Don Chishotte, "la storia madre di tutte le nostre dottrine": significato diverso tra Cervantes e Borges (che dà questa definizione dopo Hegel). Es. per Aristotele "ousia" = sostanza = sostrato, ma usa questo termine anche per la città, ma in età ellenistica il termine poi è già codificato. "Simbolo" in greco ha un significato giuridico: esso indica l'osso dell'astragalo che si spezzava tra i contraenti di un contratto, il simbolo dunque assume così un significato giuridico. Quando un segno possiede un significato diventa un simbolo. Probabilmente il copista usa al posto della parola "simbolo" la parola "segno", ma è diverso dal significato originale. Canfora parla di "errori concettuali" del copista, ad esempio l'anacoluto viene lasciato tale oppure integrato.

L'archetipo (la copia più antica sopravvissuta) è un antecedente della tradizione superstite che ha prodotto una discendenza: esso sta a metà strada tra il testo o i testi prodotti dall'autore e il testo che abbiamo sotto gli occhi, in Aristotele risale al IX sec. d.C., 1200 anni dopo Aristotele. Il percorso che noi ricostruiamo è il "segmento di una più lunga traiettoria"; "improvvisi sprazzi di luce": tradizione indiretta. Ad es. il vangelo di Marco termina con la morte di Gesù, la parte dopo è stata aggiunta. "Archetipo: comune antecedente della tradizione superstite": quello sopravvissuto che ha avuto poi una discendenza, "esemplare qualunque non molto più vecchio della tradizione superstite". "Scheggia qualunque di quell'incessante processo", "abisso: separa l'archetipo dall'originale", più vicino a noi rispetto all'originale. Negli anni tra il 40 e il 20 a.C. edizione delle opere di Aristotele ad opera di Andronico di Rodi, iniziano con la logica. Con la morte di Aristotele la sua biblioteca fu ereditata da Teofrasto che la lasciò a Meneo di Scepsi in Asia Minore (attuale Turchia). È probabile che lui vendette molte opere alla biblioteca di Alessandria che poi andarono distrutte nell'incendio. Alla biblioteca furono ceduti i testi pubblicati: per questo sono andati persi. A Meneo rimasero gli appunti che i suoi successori conservarono nella cantina. Tra il II e il I sec.a.C. Il bibliofilo Apellicano ne fece la prima edizione e poi le opere passarono a Silla il quale, quando saccheggiò Atene, portò i testi a Roma: opera di trascrizione ad opera di Andronico di Rodi che in seguito fece la prima edizione degli scritti esoterici.

Aristotele non era tenuto tanto in alto in quanto non erano tante le sue opere. Furono pubblicate in età ellenistica quando prevaleva una concezione sistematica del sapere articolato in Logica, Fisica ed Etica. La Logica è detta "organon", in quanto è uno strumento per la filosofia: essa è costituita dai testi "Analitici" che constano di 6 libri dei quali il primo libro sono "Le categorie" (è stato Andronico di Rodi a mettere insieme più parti dello stesso argomento, infatti tra due libri c'è una sutura fatta dall'editore). Dopo la "Fisica" e la "Biologia" segue la cosiddetta "Metafisica", composta da 14 libri, detta così in quanto i suoi "biblia" stanno "metà tà fusikà" (dopo la Fisica); da Aristotele era detta "Filosofia Prima". Infine l'Etica è costituita dai testi dell'"Etica di Nicomachea" e dall'"Etica Eudemia"; e dalla "Politica". A questi tre raggruppamenti si aggiungono a parte i libri della "Retorica" e della "Poetica". Ma Aristotele non ha mai concepito un testo come la Metafisica. Dopo la pubblicazione dei testi ad opera di Andronico di Rodi ci furono le prime traduzioni in arabo, fino ai primi commentari. Cfr "La ricerca di Averroè" di Borges in cui il protagonista non riesce a capire la tragedia. Ci fu una gran mole di commentari che si somma alle opere di Aristotele. Molte interpretazioni quasi si sovrappongono al testo. L'edizione oggi usata risale a quella del 1831 elaborata da I. Beker (Berlino) che divise la pagina in due colonne, A e B. Es: 1-a, 28 = pagina 1; colonna A; riga 28. Per Platone citiamo ancora secondo l'edizione di Aldo Manuzio, di 500 anni fa, che divise la pagina in sezioni (a, b, c, d, e). Nel '900 il canone fu fissato dalle edizioni della Oxford University Press a cura di Minio Paluello nel 1949, il quale cerca di avvicinarsi all'archetipo.

Le categorie di Aristotele e la loro importanza

Le "Categorie" rappresentano il primo dei 6 libri dell'Organon. Andronico di Rodi fu il decimo scolarca del Liceo e conosce la filosofia del maestro: cerca di far combaciare la sua idea del sistema con quella di Aristotele che elaborò nel sesto libro della Metafisica la classificazione delle scienze in: teoretiche (medicina, fisica, biologia); pratiche (etica) e poietiche (Poetica, Retorica). Questo schema viene seguito da Andronico. La Logica è lo strumento che bisogna conoscere per poter comprendere le scienze. Attraverso la Logica conosco il modo di argomentare che mi serve per valutare le teorie e confrontarle. Per Andronico l'anima è unita al corpo. Tutto ciò che nasce muore, ciò che non nasce non muore → l'astratto non cambia (es. cerchio, numero 2). C'è la scienza teoretica anteriore alla matematica che studia le cose astratte, la teologia (metafisica). Ciò che è eterno e immobile (cfr primo motore immobile) non è nel mondo sublunare, perché nel mondo sublunare ci sono le cose che mutano. La Logica doveva essere un'introduzione e le Categorie sono introduzione. Elementi atomici della proposizione sono i termini/parole → categorie. Quando compongo dei termini ho una proposizione.

LOGICA: TERMINI (CATEGORIE, 1) → PROPOSIZIONI (DE INTERPRETATIONE, 2) → SILLOGISMI (ANALITICI PRIMI E POSTERIORI, 3-4)

5: TOPICI (sillogismo dialettico diverso dal sillogismo scientifico che si basa sulle opinioni notevoli, degli scienziati; differenza tra la verità, aletheia, e l'opinione, doxa)

6: CONFUTAZIONI SOFISTICHE

Organizziamo opinioni a cui diamo un certo valore o importanza. I discorsi sono una combinazione di proposizioni; mentre la proposizione è una combinazione di termini. Le categorie sono i concetti più generici e vasti, ma dal numero limitato. Nella struttura della Logica si va dal generico al particolare.

L'editore fu Andronico di Rodi che organizzò le opere di Aristotele in Logica-Fisica e Biologia-Metafisica-Etica e Politica-Retorica e Poetica. La fisica, la matematica, la filosofia della sostanza, cioè la filosofia prima, fanno parte delle scienze teoretiche; l'etica e la politica delle scienze pratiche; la poetica (riflessione sul teatro, in particolare sulla tragedia) delle scienze poietiche. L'estetica è una disciplina accademico-filosofica nata a metà '700 (da Baundat), che all'epoca di Aristotele dunque non esisteva (essa corrisponde alla poetica: ne scrisse una anche Leon Battista Alberti), come non esisteva nemmeno il termine "logico", ma solo "loghiké" = il dialettico. L'Organon è composto di 6 testi:

  • "Categorie" (Cat.): 1 libro;
  • "De interpretatione" (De In.):
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/01 Filosofia teoretica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher P!X di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Propedeutica filosofica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi "Carlo Bo" di Urbino o del prof Raspa Venanzio.
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