Movimento movimento
La vita umana si manifesta attraverso il movimento, ma a cosa serve il movimento:
Sviluppo delle capacità intellettive
Attraverso la percezione sensoriale, ovvero sviluppando le vie sensoriali e tramite la costruzione di schemi di movimento legati alle esperienze pratiche, abituo il bambino ad approcciarsi con il mondo e a studiarlo.
Miglioramento/mantenimento del nostro organismo
Favorisce sviluppo/conservazione delle principali funzioni organiche.
- Apparato osseo: Sviluppo delle ossa in lunghezza (statura) e larghezza. Ogni stimolo funzionale porta ad una modifica dell’osso.
- Apparato articolare: Fin dall’infanzia l’essere umano ha una buona flessibilità; con la crescita muscolare le cose si complicano, ma tramite stretching si può interferire positivamente sul mantenimento della mobilità articolare. Al raggiungimento di un’età anziana, conviene fare attività fisica per sollecitare la flessibilità articolare.
- Apparato muscolare: Tono posturale, sollecita i nostri muscoli per avere una adeguata posizione in contrasto alla forza di gravità.
- Apparato cardiocircolatorio: In età infantile si sviluppa, per poi migliorare un’adeguata funzionalità dell’apparato e infine mantenerlo.
- Apparato respiratorio: Conoscenza, miglioramento e mantenimento della funzionalità; migliora i tempi di recupero dopo lo sforzo.
Sviluppo delle capacità di interazione con gli altri
Il movimento è la prima forma di comunicazione fin da bambini; non verbale, paraverbale 55% funzione, 35% (tono della voce) verbale e 10% funzione. La funzione comunicativa del movimento può essere spontanea o costruita. La prima è tipica del nostro carattere, degli atteggiamenti, del gesticolare ed è soggettiva, mentre la seconda si presenta in ambito sportivo, quando non si può parlare.
Miglioramento delle capacità motorie
La crescita motoria è soggettiva, viene condizionata dal patrimonio genetico o dall’attività sportiva quotidiana (l’ambiente). Per far sì che si migliorino le proprie capacità motorie, occorrono dei prerequisiti del movimento: strutturali e funzionali; i primi trattano l'anatomia del corpo (scheletro, muscoli, SNC, ecc.), gli altri trattano la consapevolezza del nostro corpo, la coordinazione e l’equilibrio.
Strutture del movimento
Si suddividono in:
- Posture (totale): Eretta, in ginocchio, ecc.
- Schemi posturali (parziali): Flettere, estendere, addurre, abdurre, ecc. (abduzione: allontanarsi un arto del corpo, adduzione viceversa)
- Schemi motori di base: Camminare, strisciare, ecc.
- Attitudini: Di volo, di appoggio, ecc.
Movimento come mezzo educativo
Il movimento è un mezzo di educazione globale, in quanto influisce sulla crescita motoria (automatizzazione, ovvero l’acquisizione di abilità complesse automatizzate attraverso forme motorie riflesse) e sull’acquisizione dello schema del corpo (sviluppo motorio).
Movimento come mezzo per la formazione della personalità
Influisce sulla crescita intellettiva (maturazione del SNC), sullo sviluppo delle capacità psicomotorie, ovvero sensoriali, cognitive, crescita sociale (memorizzazione, analisi e pensiero), sulla crescita affettivo morale (rapportarsi, conoscere, fidarsi) e sulla capacità di gestire le emozioni (rispetto).
Classificazione del movimento
- Motricità riflessa (automatica): In risposta ad uno squilibrio, si suddivide in movimenti massivi (che coinvolgono più parti del corpo e non hanno scopo) e movimenti segmentari (movimenti articolati).
- Motricità volontaria (controllata): Attraverso una raccolta di informazioni esterne si giunge ad una fase esecutiva, per poi arrivare alla trasmissione degli impulsi nervosi alla muscolatura del corpo.
- Motricità automatizzata: Attraverso la ripetizione di movimenti che diventano spontanei, otteniamo la motricità automatizzata, ovvero quei movimenti che avvengono in risposta a degli stimoli esterni. A determinati input (sensoriali) il sistema di controllo automatizzato agisce attuando un pattern (programma motorio) prelevato da questo sistema di memoria.
Sistema sensoriale
- Vie esterocettive: Della sensibilità (visiva, uditiva, tattile, ecc.)
- Vie propriocettive: Informazioni sul tono muscolare, equilibrio, ampiezza articolare
- Vie enterocettive: Fame, sete, dolore
Le vie esterocettive sono:
- Analizzatore visivo: Focale (focalizza un punto) o ambientale (periferico)
- Analizzatore uditivo: Percezione
- Analizzatore tattile: Informazioni su temperatura, pressione, ecc.
- Analizzatore propriocettivo: Percezione spaziale, senso di movimento del nostro corpo.
Sistemi di memoria
Memoria sensoriale (a breve termine, memoria a breve termine e memoria a lungo termine). (STSS, STM e LTM).
Ora vedremo un paio di concetti sul movimento forniti da esperti:
- Demeny: Lo studio del movimento deve avere basi scientifiche e l’esercizio rende di più se armonico e coordinato.
- Herbert: Propone il ritorno alla natura (poiché osservando gli indigeni scopre che hanno una salute individuale). Gli esercizi proposti devono avere forme naturali e aiutare la risoluzione dei problemi quotidiani.
- Vayer: Concetto di psicomotricità: più un bambino conosce il proprio corpo, più lo utilizza per interagire con gli altri.
- Parlebas: Concetto di sociomotricità: rivaluta le attività ludiche considerandole formative e socialmente utili. Lo sport è educativo, aiuta l’allievo a strutturare comportamenti che influiscono sulla società.
- Le Boulche: Prima definizione di scienza del movimento umano. Il ruolo della corteccia celebrale nel controllo dei meccanismi dell’azione volontaria e automatizzata è trascurabile. La memoria motoria è articolata in film mentali, creati da ognuno di noi con le esperienze di movimento.
Capacità motorie
Le capacità motorie influenzano l’efficienza di una funzione, implicando il controllo, la conduzione e la durata dell’attività di movimento e si dividono in 3:
- Senso percettive
- Intellettive
- Motorie
Capacità motorie
E possiamo fare due distinzioni di:
- Coordinative: Sono determinate dai processi che controllano e regolano il movimento e dipendono dal grado di maturazione di SNC (sistema nervoso centrale) e SNP (sistema nervoso periferico).
- Condizionali: Determinano la durata, la quantità e l’intensità della prestazione sportiva. Allenando queste capacità, si va incontro ad un aumento di livello dell’accumulo di sostanze di degradazione muscolare che entrano nei processi di combustione, aumento quantitativo delle molecole di ATP ADP, l’apporto di ossigeno minore aumenta anche con una conseguente produzione di lattato.
Le capacità motorie coordinative si sviluppano meglio in età infantile, sono soggettive e possono essere allenate. Determinano la durata (resistenza), quantità e intensità (forza e velocità) e sono condizionate dal metabolismo. Di capacità motorie coordinative ne conosciamo principalmente 7:
- Capacità di reazione
- Capacità di equilibrio
- Capacità di movimento
- Combinazione del movimento
- Capacità di ritmizzazione
- Capacità di orientamento
- Capacità di trasformazione del movimento
Capacità di reazione: Ci consente di reagire motoriamente ad uno stimolo il più velocemente possibile: è formato da un tempo totale (TT) necessario per percepire, identificare ed elaborare uno stimolo esterno e valutare la giusta risposta. Il TT è composto dal tempo di reazione (TR) e il tempo di movimento (TM).
Il tempo di reazione è considerato come il tempo necessario per identificare lo stimolo (percezione) non preceduto da un preavviso, selezionare la risposta (scelta) e programmazione della risposta (programmazione); solitamente è superiore ai 120 ms.
I TR si classificano in semplici e complessi: il TR semplice associa una sola risposta motoria ad uno stimolo sensoriale e sono i più veloci in quanto si aggirano fra i 120/190 ms, i complessi entrano in gioco quando ad uno stimolo le alternative stimolo-risposta sono più di una e in questo caso il TR è la misura di tempo che un soggetto impiega per percepire ed identificare uno stimolo per poi elaborare una risposta giusta ed aumentando le opzioni di risposta, proporzionalmente aumenta il tempo richiesto per rispondere.
Ci sono molti fattori che influiscono sul TR, ad esempio quando un attacco avviene sempre nello stesso modo diventa prevedibile diminuendo i TR della difesa avversaria.
Il tempo di movimento è l’intervallo di tempo fra l’inizio e la fine di un movimento in reazione ad uno stimolo (risposta motoria). Alcuni tempi di movimento, in contesti sportivi, sono inferiori ai 100 ms, talmente bassi da non consentire all’avversario di rispondere.
Altri fattori che influenzano i TR sono:
- Capacità attentiva, ovvero il grado di attenzione focalizzata che ci mettiamo verso lo stimolo
- Numero delle alternative stimolo-risposta, riguarda l’identificazione dello stimolo, la selezione e programmazione della risposta ed è il momento maggiormente influente sull’esecuzione di una risposta motoria corretta. Due o più flussi di informazioni possono entrare contemporaneamente nel sistema attentivo ed essere elaborati nello stesso istante. In determinati casi si può parlare dell’effetto stroop, ovvero l’identificazione di due stimoli (ISI, intervallo di tempo fra due stimoli fra loro ravvicinati), ma uno di questi si presenta come una “finta” illudendo l’avversario e aumentando i suoi TR sul secondo stimolo. Nel momento di selezione della risposta, sono due i meccanismi principali per coordinare due azioni contemporanee, l’elaborazione controllata che richiede attenzione, e l’elaborazione automatizzata lenta, ovvero il frutto dell’apprendimento basato sull’allenamento, sulla ripetizione di un movimento ed è veloce, non richiede attenzione ed è spontanea.
- Degli studi hanno dimostrato che ad una doppia stimolazione ravvicinata, esiste un periodo refrattario psicologico, che si presenta come il ritardo della reazione al secondo stimolo inversamente proporzionale all’ISI (tempo tra i due stimoli); il tempo per risposte motorie coordinate agli stimoli è di circa 300 ms.
- Compatibilità stimolo-risposta, più la risposta è naturale e compatibile, più i TR sono veloci
- Quantità dell’esercizio, in quanto la ripetizione dell’esercizio favorisce la sua automazione e comporta i TR più brevi
- Natura dell’esercizio, tipologia e grado di difficoltà nell’atto motorio.
La capacità di reazione può essere allenata, e in determinate condizioni può essere utile: la capacità di reazione si allena rispondendo a stimoli diversi mirati, mentre quella indiretta si automatizza per via dell’abitudine del movimento.
Legge di Hick: Stabilisce una relazione tra TR e stimolo-risposta. Studio di Schmitt e Wrisberg: Consiste nello studio di una doppia stimolazione ravvicinata (non contemporanea); esiste un periodo refrattario psicologico (ritardo della reazione al secondo stimolo) inversamente proporzionale all’ISI (tempo tra i due stimoli).
Capacità di equilibrio
È identificato come il processo percettivo-motorio mediante il quale il corpo si mantiene in equilibrio il contrasto con la forza di gravità tramite la coordinazione dei gruppi muscolari. Principalmente l’equilibrio si definisce statico o dinamico, in quanto il primo non è altro che la capacità del corpo di mantenere una posizione ferma mentre la seconda è l’abilità di mantenere una situazione di stabilità durante il movimento; affinché il corpo resti in equilibrio è fondamentale che la proiezione del suo baricentro (baricentro: punto in cui si può immaginare concentrato il peso di un corpo) cada all'interno della base d’appoggio e diversi fattori influiscono su questa condizione:
- Posizione del baricentro del corpo, un corpo sarà tanto più stabile quanto il baricentro è basso, più vicino al suolo
- Dimensione ed orientamento della base di appoggio, tanto più è grande, tanto più ci consente il mantenimento della posizione, e quindi c’è maggior equilibrio
- Allineamento, posizione e movimenti del corpo, quando i segmenti corporei in fase statica sono allargati, c’è maggiore equilibrio (maggior distribuzione del peso corporeo), in fase dinamica l’allineamento vicino alla linea di proiezione del baricentro favorisce l’equilibrio
- Linea di proiezione del baricentro a terra, tanto più è centrata, tanto siamo stabili, viceversa più è “periferica” nella base di appoggio, più siamo in condizioni di equilibrio precario.
Inerente alla capacità di equilibrio, ci sono delle componenti neurofisiologiche molto importanti e sono 4 analizzatori automatici importanti:
- Analizzatore vestibolare, che rileva la propria posizione e gli improvvisi cambi di direzione creando una concezione dello spazio circostante (orientamento nello spazio e nel movimento)
- Analizzatore tattile, che ci informa sul peso del corpo sugli appoggi a terra
- Analizzatore cinestetico, che ci informa sulle possibili variazioni di contrazione provocate da una perdita di equilibrio
- Analizzatore visivo, che ci consente di anticipare e prevenire eventuali squilibri che potrebbero manifestarsi elaborando in poco tempo una soluzione e quindi ci consente di prepararci psicologicamente attivando soluzioni posturali velocissime (100ms).
È possibile migliorare le capacità di equilibrio? Sì, esistono strategie per migliorare le capacità attraverso situazioni motorie che comportino riduzioni, instabilità ed elevazione della base di appoggio, variazione volontaria nell’allineamento dei segmenti corporei, preclusione dell’uso della vista e combinazione dei precedenti fattori. C’è da dire che bisogna avere dei prerequisiti strutturali e funzionali per ottenere la capacità di equilibrio, nonché l’integrità funzionale dell’apparato locomotore (unione tra apparato scheletrico e muscolare) e del sistema nervoso.
Capacità di combinazione
La funzione è quella di ordinare e collegare tutti gli atti motori parziali per dare vita ad un'unica azione. La capacità di combinazione, la troviamo in realtà anche nei movimenti “parziali” (flessione dell’avambraccio ad esempio) poiché include la contrazione di diversi muscoli per
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