UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DÌ PALERMO
Lezioni di programmazione
e controllo
A.A. 2011/2012 1
CAPITOLO I
Introduzione alla programmazione e controllo
Introduzione - Le due tipologie di programmazione e controllo - Il processo di programmazione e controllo -
I meccanismi causali del successo dello sviluppo e della crisi - La divisione della disciplina programmazione
e controllo. 2
Programmazione e Controllo introduzione:
Un importate professore di programmazione e controllo di nome Brunetti affermava che: " La razionale
conduzione di un azienda consiste semplicemente in due cose definire gli obiettivi da conseguire nel tempo, e
seconda cosa guidare costantemente l'azienda verso gli obiettivi che si sono prefissati." L'imprenditore o il
manager non sono quei soggetti che sbrigano più menzioni ma sono quei soggetti che hanno una visione di
cosa occorre raggiungere per dare successo alla propria impresa quindi gli obiettivi da perseguire e
chiaramente in seconda battuta una volta fissati gli obiettivi condurre concretamente l'azienda verso il
raggiungimento di questi obiettivi. La prima delle due attività che svolge l'imprenditore o il manager è
dunque la programmazione consistente nel fissare gli obiettivi che possono portare successo all'impresa. La
seconda parte dell'attività è avendo chiaro gli obiettivi da raggiungere condurre concretamente l'azienda
verso il raggiungimento di questi obiettivi, questa seconda attività è il controllo. Il concetto di
programmazione può sembrare più diretto, mentre quello di controllo meno allora basta intendere il controllo
come un pilota che sappia controllare appunto la sua auto su qualsiasi terreno e in qualsiasi condizione, che
tradotto in termini aziendali vuol dire sapere governare bene la propria azienda per poterla far crescere
tramite la mia volontà e non la volontà degli eventi; e quindi l'azienda va diretta nella direzione che noi
vogliamo, chiaramente vi sono eventi esterni imprevedibili ma in previsione di questi o quando essi si
verifichino la nostra cultura aziendale deve essere in grado di farci governare in momenti di crisi, ciò non
toglie che l'impresa è da governare! Programmazione e Controllo è governo consapevole e conoscenza del
mezzo, la conoscenza dell'azienda è dunque fondamentale per programmare e controllare.
Vi sono altri tipi di programmazione e controllo di tipo più burocratico che non vengono affrontati in questa
materia come L'auditing, le grandi aziende come quelle pubbliche e le banche che offrono il fianco a varie
tipologie di rischi come quello giuridico ed economico, questa forma di programmazione e controllo dunque
non ha l'obiettivo di guidare l'azienda verso certi risultati ma ha l'obiettivo di evitare che l'impresa incorra in
determinati errori/rischi procedendo quindi con la creazione di procedure ben precise, per cui l'auditing si
occupa di verificare l'esattezza della procedura ed è per questo che tale forma di programmazione e controllo
non è oggetto del nostro studio. Questo ci fa comprendere come programmazione e controllo vanno studiate
insieme in quanto strumentali, infatti non ha senso programmare qualcosa senza poi controllarla, ne tanto
meno il viceversa controllare qualcosa che non si è programmato a priori.
Le due tipologie di programmazione e controllo:
Esistono fondamentalmente due tipologie di programmazione e controllo una strategica e una direzionale:
• Programmazione Strategica: Consiste nello stabilire tutti gli obiettivi che hanno a che fare con la
formula imprenditoriale e quindi con la struttura, sistema di prodotto, sistema competitivo, sistema
degli interlocutori sociali ed il binomio della prospettiva di ricompensa e dei contributi richiesti. La
programmazione strategica viene attuata quindi solo dai vertici dell'azienda;
• Programmazione Direzionale: L'obiettivo della programmazione direzionale è quello di dividere
ogni obiettivo strategico in tanti obiettivi concreti, da assegnare a persone concrete in tempi concreti,
se ciascuna di queste persone raggiungerà il suo obiettivo particolare nei tempi definiti, l'obiettivo
strategico sarà raggiunto. La programmazione direzionale a differenza di quella strategica va
effettuata su tutti i livelli gerarchici.
• Controllo Strategico: Consiste nella verifica che la strategia che abbiamo scelto è e continua a essere
la migliore, il che comporta anche vedere se gli obiettivi strategici li stiamo raggiungendo o meno
ma non è solo questo perché può capitare che si iniziano a seguire gli obiettivi con una strategia e
nel tempo la medesima non sia più la migliore, il controllo strategico va effettuato sempre e soltanto
dagli organi di vertice; 3
• Controllo Direzionale: E' la verifica se gli obiettivi della programmazione direzionale sono
perseguiti o meno, poiché è dal loro perseguimento che viene fuori il raggiungimento dell'obiettivo
strategico e quindi a cadenze di tempo ben precise trimestri, semestri o annualmente si vede se
ciascuno nella propria sfera di responsabilità abbia conseguito ai propri obiettivi particolari.
Parlare di controllo di gestione è molto errato perché questo concetto trascende dal concetto di
programmazione che non viene menzionato e che è invece come detto fortemente correlato.
La programmazione e controllo serve dunque a condurre in modo razionale e consapevole l'azienda, la
consapevolezza in questo contesto può sembrare banale, ma è proprio l'imprenditore che deve imparare che
l'azienda è governabile e deve essere governata altrimenti gli eventi esterni condurranno l'impresa e ciò non è
accettabile. Lo studio della programmazione e del controllo è dunque fondamentale per portare le aziende al
successo, ora il successo delle aziende è fondamentale non solo perché porta profitto al proprietario del
capitale ma è fondamentale perché un territorio nel quale molte aziende vanno bene e dove le aziende
pubbliche funzionano bene non lo dobbiamo guardare semplicemente come una sorta di lavoro per fare
arricchire qualcuno ma lo dobbiamo vedere come un qualcosa che se gestito in un certo modo fa bene a chi è
dentro l'azienda ma anche a chi sta attorno all'azienda e quindi governare bene un azienda è di interesse
sociale.
Il processo di programmazione e controllo:
La programmazione e il controllo non è solo strumento di governo, ma è anche strumento di
approfondimento della conoscenza. Governare un azienda senza conoscerla e senza conoscere il territorio nel
quale l'impresa opera è del tutto errato. La capacità di un imprenditore o di un manager di governare un
azienda e la qualità del suo lavoro è profondamente condizionata dalla qualità delle diagnosi che esso riesce
a fare della sua azienda, e dell'ambiente in cui opera, e queste diagnosi possono essere realizzate solo a
seguito di un processo di studio e apprendimento, per fare il quale bisogna essere disponibili a farlo appunto.
Quindi come fa l'imprenditore a dirigere l'azienda verso gli obiettivi posti? e quali pensieri occupano la sua
mente e sentimenti il suo cuore? L'imprenditore deve quindi essere in grado di osservare e quindi apprendere
la situazione reale della sua azienda e del suo ambiente, nell'osservare l'azienda e l'ambiente si colgono
elementi che colpiscono e che possono essere quantitativi o per esempio variazioni, cogliendo dei sintomi
che sono frutto di studio e osservazione che devono essere continui nel tempo, e questi sintomi raccolti gli
consentono di potere fare delle riflessioni e da questi sintomi l'imprenditore si da una spiegazione su quanto
sta accadendo attorno a lui, in questo modo l'imprenditore / manager può paragonare la diagnosi del
momento attuale con gli obiettivi che vuole raggiungere, paragona cioè la situazione reale con quella
desiderata e tramite il divario tra le due situazioni egli prende le sue decisioni in modo che la situazione reale
che percepisce si trasformi in quella desiderata, chiaramente questo processo mentale deve essere attuato
continuamente, in assenza della continuità le diagnosi fatte sulla situazione attuale e quindi le decisioni che
prende per far si che la situazione attuale si trasformi in quella desiderata si rilevano errate. L'imprenditore
dunque deve essere disponibile a conoscere e questo processo appena visto è il processo di programmazione
e controllo, quindi oltre alla capacità di saper fare una diagnosi corretta l'imprenditore o il manager deve
vedere i sintomi e da questi intuire la situazione, non basta dunque conoscere la situazione reale ma
l'imprenditore deve comprendere cosa sta accadendo e cosa deve fare per far si che la situazione reale
corrisponda a quella desiderata. Questo "capire" che cosa sta succedendo attraverso i sintomi che coglie
dall'osservazione della realtà interna (aziendale) ed esterna (ambientale) e da questa comprensione capire
allora cosa fare per governare l'azienda nel raggiungimento degli obiettivi preposti, per fare ciò
l'imprenditore oltre a conoscere la situazione reale deve conoscere tre cose fondamentali che sono i
meccanismi causali attraverso i quali si ottengono: il successo, lo sviluppo e la crisi. Se l'imprenditore
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dunque non sa quale sia il meccanismo causale da seguire per il successo e da cosa dipenda avere successo e
se non sa neanche come sviluppare il successo e non conosce neanche i meccanismi che portano a una crisi
per evitarla o comunque per uscirne allora l'imprenditore non può governare. Quindi se l'imprenditore non sa
i meccanismi causali che portano al successo, allo sviluppo e alla crisi non può arrivare agli obiettivi. Quindi
la conoscenza della situazione conoscere i meccanismi causali che portano allo sviluppo, successo e crisi e
capire tramite ciò come trasformare la situazione reale in quella desiderata sono strumenti base a finche
l'imprenditore / manager possa governare la sua impresa in modo razionale e consapevole.
I pensieri che l'imprenditore dovrebbe sempre avere in mente sono quindi:
• Quale è lo stato di salute della mia azienda?
• Quali sono le cause che spiegano il suo benessere o il suo malessere?
• Quali sono le reali e concrete prospettive di successo che mi propongo per l'azienda, e in rapporto a
queste prospettive in che situazione si trova l'azienda? e in quale situazione invece dovrebbe
trovarsi?
• Quali sono i problemi chiave di cui devo occuparmi per far si che detta situazione desiderata divenga
reale? e quindi per mantenere la mia azienda su un sentiero di successo, ovvero per consentirle uno
sviluppo o ancora per prevenire o sanare una situazione di crisi;
• Stiamo effettivamente mettendo in atto le azioni ritenute necessarie per attuare il cambiamento, la
trasformazione o comunque il programma deliberato?
• Quali sono i risultati delle azioni fin ora svolte?
• Sono in linea con gli obiettivi che si erano programmati?
• Occorre intervenire per rendere più efficiente e/o più efficace il processo di realizzazione del
programma di adeguamento?
Chiaramente queste domande devono essere formulate sulla base di dati qualitativi e quantitativi e non sulla
base di sensazioni. Queste domande l'imprenditore deve farsele sempre e chiaramente deve darsi delle
risposte, per fare questo occorre spazio mentale e disponibilità all'apprendimento. Nella realtà dei fatti molto
spesso l'imprenditore o il manager di piccole imprese specialmente accentra su di se molti compiti e
mansioni per cui accanto a queste domande da porsi vi possono essere incombenze di tipo fiscali,
burocratiche ecc che deve fare pure lui, sennonché le incombenze di tipo fiscale giuridiche e burocratiche
sono quasi sempre accompagnate da scadenze fisse che se non rispettate comportano penali e quindi
inevitabilmente nel tempo la vita dell'imprenditore / manager viene sopraffatta da queste incombenze di
carattere pratico, ma non perché queste ultime siano più importanti ma solo perché sono accompagnate da
scadenze fisse da rispettare, mentre le domande reali che dovrebbe porsi (vedi sopra) non hanno scadenze
ovviamente la conseguenza è che con il tempo l'imprenditore vada perdendo di vista il suo vero ruolo che è
quello di porsi queste domande.
I meccanismi causali del successo dello sviluppo e della crisi:
Come detto la conoscenza dei meccanismi causali del successo dello sviluppo e della crisi, sono alla base per
governare un azienda, in modo responsabile e razionale andiamo quindi ad analizzare nel dettaglio i
meccanismi.
Il successo:
In generale qualsiasi cosa ha successo cioè funziona bene nella misura in cui risponde a pieno alla sua
ragione d'essere, ogni cosa non ha successo se è famosa o se è ricca, ma è di successo nella misura in cui ciò
per cui è stato fatto lo fa al meglio. Una azienda nasce come si sa per soddisfare bisogni allora il suo
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successo consiste nel sapere soddisfare questi bisogni al meglio delle possibilità, ma che tipo di bisogni deve
soddisfare un azienda? I bisogni che l'azienda soddisfa sono di tre categorie fondamentali:
• I bisogni legati alla funzione d'uso dei prodotti o dei servizi che l'azienda produce;
Al centro dell'attività di un azienda vi deve sempre essere una attività produttiva di un qualcosa, allora la
prima categoria di bisogni che l'azienda deve essere in grado di soddisfare sono tutti quei bisogni che si
possono direttamente o indirettamente connettere con il risultato dell'attività produttiva dell'azienda. Il
termine bisogni da questo punto di vista è un termine che deve essere inteso in modo molto vasto questo
perché non sempre di ciò che l'azienda produce c'è bisogno, ma vi può essere un attesa o un desiderio. Allora
esiste una correlazione fra il livello di desiderio o utilità di ciò che l'azienda produce e il livello di denaro che
le persone sono disposte a spendere per averlo, la quantità di denaro che le persone sono disposte a spendere
per quel bene o servizio costituiscono il valore. Allora esiste una connessione tra la capacità dell'azienda di
produrre cose utili o desiderate e il valore che essa è in grado di creare. L'azienda crea valore nella misura in
cui riesce a produrre qualcosa che viene desiderato tanto da spingere le persone a spendere in misura
maggiore a quello che è costato all'azienda produrre quel bene o servizio. Le aziende producono sempre
qualcosa ma il fatto di produrre non si traduce obbligatoriamente in creazione di valore perché se i beni o
servizi prodotti non sono desiderati dalle persone per cui le stesse non spendono denaro per acquistare i beni
il valore non si produrrà mai e al contrario non essendo i costi coperti dai ricavi l'azienda finirà
progressivamente per distruggere il suo capitale e quindi il suo valore fino alla morte. Un azienda quindi per
avere successo deve innanzitutto soddisfare i bisogni legati ai clienti attuali e potenziali, in quest'ottica un
azienda ha successo nella misura in cui i clienti cercano, desiderano e comprino il prodotto. Ma chiaramente
affinché il cliente cerchi e acquisti il prodotto serve ovviamente che il medesimo sia di buona qualità a meno
che non siamo gli unici a produrre quel bene, ma non basta solo la buona qualità in una realtà concorrenziale
come quella attuale, serve dunque creare un prodotto qualitativamente migliore rispetto ai miei concorrenti.
Allora in realtà per essere utile un azienda in questa prima dimensione del successo deve fare in modo di
produrre qualcosa di diverso dal mio concorrente, in qualcosa che il pubblico vorrebbe ma che i miei
concorrenti non realizzano, quindi l'azienda deve trovare il modo per differenziare il prodotto in modo da
avvicinarsi ancor di più alle attese dei clienti almeno quelli per i quali quel particolare è fondamentale.
Quindi un obiettivo fondamentale da porsi è quello di riuscire a fare benissimo il mio prodotto o servizio e
differenziarlo da quello del mio concorrente e per differenziarlo lo strumento a disposizione e sono le
competenze e caratteri distintivi che siano difendibili e che possano quindi portare a pensare a vantaggi
competitivi da potere dare al mio prodotto in modo da fargli acquisire caratteri di dominanza. Competere
deriva dal latino cum petere vuol dire andare nella stessa direzione questo vuol dire che competere non
significa lotta per il miglior prodotto ma gareggiare con il mio concorrente per creare un prodotto o servizio
migliore del suo. Quindi se si arriva a creare un prodotto uguale a quello del mio concorrente ma con un
qualcosa in più e allora ci sarà una fascia di clientela che cercherà quel particolare dettaglio e quella clientela
sarà dell'imprenditore e allora questa competitività dipende dai vantaggi competitivi che ha il prodotto e
l'imprenditore stesso deve conoscerli perché appunto è grazie a quelli che può ottenere successo ma questo
non basta perché l'imprenditore deve conoscere i vantaggi competitivi anche dei suoi concorrenti.
• I bisogni legati alle esigenze ed aspettative di coloro che collaborano direttamente o indirettamente
alla sua "vita" e cioè, alla sua attività e quindi all'istituzione e alla gestione nel tempo della
medesima.
Questi bisogni chiaramente si riferiscono ai bisogni di tutti coloro che collaborano con l'azienda. Tra
quelli che collaborano con la azienda il principale sopratutto nelle medie e piccole imprese è
l'imprenditore e la sua famiglia. L'imprenditore si aspetta dalla sua azienda di averne indietro non solo il
capitale investito ma di più, aspettandosi di potere condurre una vita più che dignitosa per lui e la sua
famiglia, ma non è solo il lato economico che spinge l'imprenditore a esserlo infatti l'imprenditore ha
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