O
SSI DI SEPPIA
1925 = prima edizione
Pubblicata a Torino, editore Piero Gobetti.
Questi aveva già accolto sulla rivista “Primo tempo”, tre anni prima, alcuni testi montaliani
(Accordi, Corno inglese).
1928 = seconda edizione
Pubblicata a Torino, editore Ribet.
Accompagnata dall’introduzione di Alfredo Gargiulo.
Nell’edizione sopprime una poesia e ne aggiunge sei nuove, due a conclusione della prima
sezione con il titolo “Altri versi” e quattro nella sezione conclusiva che da “Meriggi” si trasforma in
“Meriggi e ombre”.
1931 = terza edizione
Pubblicata a Lanciano, editore Carabba
1942 = quarta edizione
Pubblicata a Torino
La composizione del libro viene collocata tra il 1916 e il 1927.
L’edizione definitiva comprende sessanta testi organizzati in sei sezioni:
- In limine, con funzione introduttiva
- Movimenti, tredici testi
- Ossi di seppia (ossi brevi), ventidue testi
- Mediterraneo, nove testi costruiti quale unico poemetto organico
- Meriggi e ombre, quindici testi per lo più lunghi suddivisi in tre sottosezioni
- Riviere, con funzione conclusiva
Le quatto sezioni centrali sono sviluppate in parallelo, non vi è un’evoluzione da una sezione
all’altra e nemmeno un concatenamento tra loro.
→
Ossi di Seppia scarto, non più oggetto, qualcosa che rimane di ciò che un tempo era vivo ed
ora non lo è più
Interpretazione testo = l’ambiguità non rappresenta un errore
più significati o interpretazioni non necessariamente si distinguono
l’uno dall’altro
Interpretazione metaletteraria:
Ad essere morta non è la vita vera, bensì la vita vissuta che è stata tradotta in letteratura.
→
Letteratura cristallizzazione, tomba della vita
La vita muore una volta tradotta in poesia
Claudio Cencetti sostiene che l’Immagine degli Ossi di Seppia ha una correlazione con la filosofia
di Bergson.
Il protagonista degli Ossi può essere visto come un antieroe, possibile alter ego di Arsenio.
→ modifica, incupendolo, il proprio punto di vista sul mondo, ma non giunge ad una conclusione
per la vita, approda a conclusioni solo negative.
M OVIMENTI
Sezione più composita ed eterogenea.
Testo semi-introduttivo che apre la prima sezione con “I limoni” (manifesto poetico).
Filo rosso che in qualche modo congiunge tutte le altre poesie della sezioni.
Il termine “Movimenti” va inteso in senso tecnico.
→ parti in cui è divisa una sinfonia
Montale ha maturato l’interesse per la musica durante i suoi studi di canto.
Musica collegata al Simbolismo, corrente sviluppata in Francia nel 1800.
→ Baudelaire,Verlaine
É un’eredità del Romanticismo secondo la quale esiste una correlazione simbolica tra realtà e
poesia. Il mondo non deve essere guardato con gli occhi della ragione, bensì con strumenti diversi
per capire il significato intrinseco e profondo delle cose.
La musica usa i suoni ed è correlata al Simbolismo proprio perché collegata alle sensazioni.
→ “Accordi” (1922)
O S
SSI DI EPPIA
Poesie brevi comunemente chiamati Ossi brevi.
Non hanno titolo, si identificano con il primo verso.
Quasi sempre suddivise in strofe (spesso quartine).
Montale li dispose tendenzialmente in ordine cronologico.
Primo testo = introduttivo/ Ultimo testo = conclusivo
Nel 1925 erano dedicati a Emilio Cecchi, critico letterario 12 anni più grande rispetto a Montale.
Lo conobbe nel 1923 in seguito ad una recensione di un suo libro.
Sono da molti posti sulla cima della scala poetica dei valori montaliana.
M EDITERRANEO
La composizione risale al 1924, è da considerarsi quale testo unitario più che come serie.
Unico poemetto suddiviso in 9 parti monostrofiche.
Le strofe sono libere, le rime che ci sono, sono poco significative, a volte banali.
Due personaggi: l’io che si rivolge al mare Mediterraneo.
Tutte le parti tranne la prima utilizzano il ‘tu’, l’io si rivolge al mare in questa maniera.
Mare = prima è per l’io un padre amato
in seguito l’io si ribella al padre per affermare la sua propria identità
Si tratta di un distacco dalla radice, un percorso di dolorosa ma necessaria crescita interiore.
Crescere significa assumere un ruolo sociale, un’identità.
→ fine del mondo dell’infanzia e ingresso nell’età adulta
É presente il rifiuto del simbolismo e la consapevole accettazione della propria limitatezza poetica.
Il poemetto è ricco di citazioni filosofiche e letterarie.
É stato visto come un possibile sottotesto religioso.
→ perdita della grazia a causa del primo peccato originale dell’uomo con la redenzione
dell’umanità grazie a Cristo
→ perdita e riacquisizione della grazia
Dedicato a Bazlen che voleva rappresentare una sorta di gemellaggio tra Tirreno e Adriatico,
Genova e Trieste.
L’io avanza verso il mare titubante, con prudenza e circospezione.
Alla fine si sente il riso di due ghiandaie.
→ suono di derisione
Solo alla fine ci si rende conto che i versi erano prodotti da animali.
→ ripresa dell’animalesco, in questo caso hanno un senso negativo
prendono in giro l’io per la sua diversità
M O
ERIGGI E MBRE
Divisa in tre sottosezioni:
- I
- II = Arsenio (capolavoro)
- III
Sono poesie lunghe con titolo.
1925 = solo Meriggi
motivo del cambiamento spiegato dai testi aggiunti in seguito (connotazione funebre)
→ Arsenio, Morte…
Dedicata a Sergio Solmi, critico letterario e traduttore conosciuto nel 1917 e amico
di Montale
E M
UGENIO ONTALE
Nasce a Genova il 12 ottobre 1896, sesto e ultimo figlio di Domingo Montale e Giuseppina Ricci.
Appartiene ad una famiglia borghese: il padre gestisce con due cugini una ditta che importa
prodotti chimici, resine e acqua ragia.
A partire dal 1905 trascorre l’intera stagione estiva a Monterosso.
Dopo le elementari si iscrive alle scuole tecniche dell’Istituto Vittorino da Feltre gestito dai Padri
Barnabiti.
1915 = si diploma ragioniere senza particolare entusiasmo
→ Lettera della sorella Marianna:
“Da piccolo non poteva applicarsi agli studi e così non gli abbiamo fatto fare gli studi classici
perché sono lunghi e non si possono lasciare a mezzo. Ora gli si è svegliata la voglia di
imparare ed è malcontento di avere fatto le tecniche e l’istituto”.
L’inclinazione per la letteratura inizia a farsi spazio nell’animo del poeta.
→ Montale compie le prime letture significative alla Biblioteca Comunale Berio, alla Società di
Letture e Conversazioni Scientifiche, alla Biblioteca Universitaria (letture onnivore e disordinate)
Questo fu un primo periodo di formazione, tra la fine della scuola e la partenza per la guerra.
In questi anni alla passione letteraria si aggiunge quella per la musica che rimarrà una costante
nella vita di Montale.
→ rende lezioni di canto dal maestro Francesco Sivori
La sorella Marianna fu un vero riferimento per il poeta, sia affettivo che spirituale, era iscritta dal
1916 alla facoltà di Lettere e Filosofia.
Importante documento del periodo = “Quaderno genovese”.
→ scritto nel 1917, ma pubblicato solo nel 1983
annota impressioni di lettura, giudizi, primi spunti creativi
1917 = Montale è dichiarato abile al servizio militare e viene arruolato.
Anche se l’esperienza diretta della guerra sarà limitata a pochi mesi, Montale avrà modo di
mostrare la sua tempra di buon soldato comandando un posto avanzato nei pressi del villaggio di
Valmorbia, in Trentino.
→ 26 maggio 1920 = Montale viene congedato con il grado di tenente
Nell’estate dello stesso anno conosce Anna Degli Uberti a Monterosso.
10 novembre 1920 = primo articolo di critica letteraria su “Trucioli” (Camillo Sbarbaro)
pubblicato sulla rivista ‘L’azione’
1923
Marzo = dona a Francesco Messina e Angelo Barile due fascicoli identici.
→ “Rottami”
Contengono “Meriggiare pallido e assorto”, “Non rifugiarti nell’ombra”
“Ripenso al tuo sorriso” e “I limoni”
Luglio = dona a Messina una seconda plaquette di versi che non si chiamerà più
“Rottami” bensì “Ossi di Seppia”
La morte di Eugenio Sivori lo spinge a interrompere lo studio del canto.
Alcune amicizie hanno ripercussioni importanti sul percorso culturale e sulla carriera poetica di
Montale: il critico Angelo Barile, Roberto Bazlen (gli fa conoscere l’opera di Svevo e la cultura
mitteleuropea: Kafka, Musil), Messina e Solmi che diverrà uno dei critici più acuti dello scrittore
genovese.
1924
31 maggio = su “Il Convegno” compaiono cinque liriche con il titolo di “Ossi di Seppia”
A Viareggio frequenta Enrico Pea mentre a Carrara, a casa di Cesare Vico Lodovici, incontra
Paola Nicoli, moglie di un architetto e se ne innamora.
1925
Gobetti pubblica a Torino “Ossi di Seppia”.
Montale firma il manifesto degli intellettuali antifascisti redatto da Benedetto Croce.
Approfondimenti
→
D’Annunzio punto di riferimento di un’intera generazione
Montale dice che Gozzano ha saputo attraversare D’Annunzio, il passaggio solitamente obbligato
ai poeti.
→ non si poteva far finta che non esistesse
Ossi di Seppia può essere letta come un rovesciamento della raccolta “Alcyone” (principale
risultato poetico dannunziano).
Alcyone
→ diario poetico di un’estate in Versilia (vissuta effettivamente da D’Annunzio)
mostrano la bellezza lussureggiante del paesaggio
Ossi di Seppia = riscrivono l’Alcyone in tono minore
il paesaggio è descritto attraverso minimi elementi
L’ora meridiana torna in entrambi con connotazioni diverse:
- →
D’Annunzio meriggio = massima esaltazione sensuale/ immedesimazione nella natura/
ebbrezza panica
- →
Montale annichilimento di sé, momento in cui i sensi sono stanchi e addormentati, inabilitati
nell’unirsi con la natura
L P N P , D’A
A IOGGIA EL INETO NNUNZIO
Un uomo e una donna si ritrovano senza indumenti in una foresta, quando sono all’improvviso
sorpresi dalla pioggia.
Lessico = alto e sostenuto
numerose ripetizioni (ritmo ipnotico)
→
I due diventano alla fine parte della natura alberi bagnati dalla pioggia
Esattamente come questa poesia rappresenta D’Annunzio, “I Limoni” rappresentano Montale.
In quest’ultimo tuttavia non vi è mai il preziosismo, non si dedica a cercare il termine raro o
particolare tanto ambito da D’Annunzio.
“Ascolta” = ripetizione che impone silenzio nell’uditorio (“Ho qualcosa di importante da dire”)
→
“Ascoltami” = nella poesia “I Limoni”, prima era “Ascolta” fu modificato da Montale in un
secondo momento, “Ascoltami” ha un tono più confidenziale.
L’ultimo Montale di Satura è ben diverso rispetto a quello delle raccolte precedenti (Ossi di Seppia,
La Bufera e Altro).
→ “Le prime raccolte le ho scritte in abito da sera, le altre in pigiama”
1.
Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove su i pini
scagliosi ed irti,
piove su i mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,
piove su i nostri vólti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l’anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
t’illuse, che oggi m’illude,
o Ermione.
2.
Odi? La pioggia cade
su la solitaria
verdura
con un crepitìo che dura
e varia nell’aria
secondo le fronde
più rade, men rade.
Ascolta. Risponde
al pianto il canto
delle cicale
che il pianto australe
non impaura,
né il ciel cinerino.
E il pino
ha un suono, e il mirto
altro suono, e il ginepro
altro ancóra, stromenti
diversi
sotto innumerevoli dita.
E immersi
noi siam nello spirto
silvestre,
d’arborea vita viventi;
e il tuo vólto ebro
è molle di pioggia
come una foglia,
e le tue chiome
auliscono come
le chiare ginestre,
o creatura terrestre
che hai nome
Ermione.
3.
Ascolta, ascolta. L’accordo
delle aeree cicale
a poco a poco
più sordo
si fa sotto il pianto
che cresce;
ma un canto vi si mesce
più roco
che di laggiù sale,
dall’umida ombra remota.
Più sordo, e più fioco
s’allenta, si spegne.
Sola una nota
ancor trema, si spegne,
risorge, trema, si spegne.
Non s’ode voce dal mare.
Or s’ode su tutta la fronda
crosciare
l’argentea pioggia
che monda,
il croscio che varia
secondo la fronda
più folta, men folta.
Ascolta.
La figlia dell’aria
è muta; ma la figlia
del limo lontana,
la rana,
canta nell’ombra più fonda,
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su le tue ciglia,
Ermione.
4.
Piove su le tue ciglia nere
sì che par tu pianga
ma di piacere; non bianca
ma quasi fatta virente,
par da scorza tu esca.
E tutta la vita è in noi fresca
aulente,
il cuor nel petto è come pèsca
intatta,
tra le pàlpebre gli occhi
son come polle tra l’erbe,
i denti negli alvèoli
son come mandorle acerbe.
E andiam di fratta in fratta,
or congiunti or disciolti
(e il verde vigor rude
ci allaccia i mallèoli
c’intrica i ginocchi)
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su i nostri vólti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l’anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
m’illuse, che oggi t’illude,
o Ermione.
1.
Taci = Espressione che chiede l’ascolto
Bosco = Silenzioso e disabitato, ci sono solamente loro due
→
Parole = Parole nuove quelle prodotte dagli alberi bagnati dalla pioggia
→
Pioggia suonatore che usa gli alberi come se fossero strumenti
Mirti = Pianta sacra a Venere
Coccole = Bacche
→
Silvani = Silvestri come se fossero già arborei
Ermione = Nome fittizio
Scelte linguistiche e lessicali sempre alte e sostenute
2.
Pianto = Alla pioggia corrisponde il canto delle cicale.
→ corrispondenze simboliste
Suono = Ogni differente albero emana un suono diverso al venire in contatto con la pioggia
→
Auliscono = Profumano alta scelta lessicale
3.
Cicale = Le cicale diminuiscono il volume del loro canto a causa dell’aumento della pioggia, ma
inizia a salire un altro suono misterioso che non è ancora preciso e comprensibile
Figlia dell’aria = La cicala
Figlia del limo = La rana
4.
Esca = Sembra che tu fuoriesca da una corteccia
P , M
IOVE ONTALE
Riscrive in modo parodico la poesia prima citata. Lo fa nel 1971, quando l’aureola di D’Annunzio
era ben scomparsa da tempo (calo di reputazione dovuto anche all’adesione al partito fascista).
Utilizza anafore (figura retorica consistente nella ripetizione di una o più parole all'inizio di frasi o
parti di frasi o versi consecutivi).
Tono basso (amplia il campo del poetabile).
Piove indifferenziatamente perché nel mondo moderno non ci sono differenze.
1.
Piove. È uno stillicidio
senza tonfi
di motorette o strilli
di bambini.
2.
Piove
da un cielo che non ha
nuvole.
Piove
sul nulla che si fa
in queste ore di sciopero
generale.
3.
Piove
sulla tua tomba
a San Felice
a Ema
e la terra non trema
perché non c’è terremoto
né guerra.
4.
Piove
non sulla favola bella
di lontane stagioni,
ma sulla cartella
esattoriale,
piove sugli ossi di seppia
e sulla greppia nazionale.
5.
Piove
sulla Gazzetta Ufficiale
qui dal balcone aperto,
piove sul Parlamento,
piove su via Solferino,
piove senza che il vento
smuova le carte.
6.
Piove
in assenza di Ermione
se Dio vuole,
piove perché l’assenza
è universale
e se la terra non trema
è perché Arcetri a lei
non l’ha ordinato.
7.
Piove sui nuovi epistèmi
del primate a due piedi,
sull’uomo indiato, sul cielo
ominizzato, sul ceffo
dei teologi in tuta
o paludati,
piove sul progresso
della contestazione,
piove sui works in regress,
piove
sui cipressi malati
del cimitero, sgocciola
sulla pubblica opinione.
8.
Piove ma dove appari
non è acqua né atmosfera,
piove perché se non sei
è solo la mancanza
e può affogare.
1.
Piove = Piove senza rumori, come all’inizio della poesia di D’Annunzio
2.
Nuvole = Il cielo è completamente coperto
3.
Tomba = Riferimento a Drusilla Tanzi
Trema = Film Luchino Visconti “La terra trema”
Terremoto che ha colpito il delice (Sicilia) nel 1968
4.
Lontane stagioni = Mondo dell’Alcyone
Greppia = Mangiatoia dove chi ha una carica la usa per i suoi scopi personali ed inter
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Informatica Umanistica
-
Informatica umanistica
-
Riassunto esame, libro consigliato Linguistica italiana, Palermo; informatica umanistica
-
Informatica - esercitazione