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Procedura penale - Domande Appunti scolastici Premium

Appunti contenenti 284 domande di procedura penale per il ripasso dei concetti principali per l'esame di Procedura penale. Gli argomenti trattati sono i seguenti: gli elementi essenziali o costitutivi del reato, le forme di manifestazione del reato, gli atti di indagine compiuti dal pubblico ministero e dalla polizia giudiziaria.

Esame di Procedura penale docente Prof. P. Scienze giuridiche

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ESTRATTO DOCUMENTO

34) Quando il pubblico ufficiale è autorizzato a far uso delle armi e degli altri mezzi

di coazione fisica?

Quando sono in corso una violenza o una resistenza, il pubblico ufficiale agisce al fine di

adempiere un dovere , l’uso delle armi o dei mezzi di coazione fisica è necessario e

proporzionato. Se A oltraggia l’agente di polizia giudiziaria B senza alcuna manifestazione di

violenza, B non può far uso legittimo di armi, ma non può far uso neppure di altri e meno

offensivi strumenti di coazione fisica. Consente l’impiego della forza fisica in presenza di

reati ovvero di “violenza o resistenza”, il mezzo deve essere sempre necessario e

proporzionato.

35) Cosa si intende per stato di necessità?

Consente a chi si trova in una situazione di grave pericolo di uscirne, anche addirittura,

commettendo reati a scapito di terzi innocenti e non aggressori.

36)In quali circostanze non è inoltre punibile colui che commette reato?

Non è punibile colui che commette reato la cui consumazione o tentativo abbia luogo a causa

di caso fortuito (evento imprevedibile), forza maggiore (evento irresistibile), costringimento

fisico (mediante violenza), errore di fatto (salvo che il fatto sia previsto come delitto colposo ,

errore determinato dall’altrui inganno, reato impossibile ed erroneamente supposto, consenso

dell’avente diritto.

37) Quali sono i soggetti necessari del processo penale?

Il processo penale ha, per protagonisti, tre soggetti : il pubblico ministero che è l’accusatore ;

l’imputato che è l’accusato ; il giudice che risolve il contrasto esistente tra i primi due. Mentre

il giudice è un organo imparziale e terzo, il pubblico ministero e l’imputato sono le parti

necessarie del processo, fanno valere due pretese contrapposte : il pubblico ministero la

pretesa dello Stato di punire chi ha commesso il fatto costituente reato (pretesa punitiva),

l’imputato, la sua contro pretesa alla libertà, alla sua estraneità al fatto. Nello svolgimento dei

ruoli assegnati il pubblico ministero e l’imputato fruiscono, rispettivamente, dell’ausilio della

polizia giudiziaria e del difensore.

38) Quali sono le funzioni della polizia giudiziaria?

La polizia giudiziaria ha la funzione di ricercare le fonti di prova e di compiere attività ed

accertamenti volti a consentire il pubblico ministero di stabilire la fondatezza della notizia di

reato.

39) Qual è il compito del difensore?

Il difensore ha la funzione di assistere tecnicamente l’imputato e di consentire che il processo-

duello giudiziario si svolga “ad armi pari” : cosa che non potrebbe accadere se dovessero

fronteggiarsi un accusatore competente come il pubblico ministero e un accusato digiuno di

diritto come l’imputato.

40) Quali sono i soggetti eventuali del processo penale?

Possono essere definiti soggetti eventuali la cui presenza nel procedimento può essere

spontanea o provocata e non è mai indispensabile , essi sono : il testimone, il perito, il

consulente tecnico, l’interprete, l’ufficiale giudiziario, la persona offesa del reato, la parte

civile(il danneggiato del reato può esercitare l’azione civile), il responsabile civile(il soggetto

che risponde del fatto altrui, tenuto al risarcimento, esempio : genitori, tutori, padroni,

proprietari ecc.) e il civilmente obbligato per la pena pecuniaria(soggetto obbligato, in caso di

insolvibilità del condannato, al pagamento dell’ammenda

41) A quali figure è attribuito l’esercizio della giurisdizione penale?

Per il processo di primo grado: il giudice per le indagini preliminari (gip), il giudice per

l’udienza preliminare (gup), il giudice di pace (gdp), il tribunale in composizione monocratica

(giudice singolo) il tribunale in composizione collegiale (tre giudici), la corte di assise (giudice

collegiale, nel quale il collegio è composto da un presidente e da un giudice a latere

(Magistrati di carriera) e da sei giudici popolari.

In appello: dalla corte di appello (giudice collegiale, tre giudici) che è competente nei casi in

cui vengono impugnate le sentenze emesse dalle preture e dai tribunali ;dalla corte di assise

d’appello(giudice collegiale stessa composizione corte d’assise) che è competente nei casi in

cui vengono impugnate le sentenze di corte d’assise.

L ‘organo supremo della giustizia :la corte di cassazione che assicura l’esatta osservanza e

l’uniforme interpretazione della legge. Essa è giudice di legittimità in quanto non giudica sul

fatto ma sul modo in cui il diritto è stato applicato al fatto. Quando ritiene che tale

applicazione non sia stata corretta, la corte di cassazione ha il potere-dovere di cancellare il

provvedimento che davanti ad essa è stato impugnato.

42) Cosa si intende per competenza penale?

La misura entro cui il giudice può legittimamente esercitare la giurisdizione. La competenza è

disciplinata secondo criteri che tengono conto : della natura e della gravità dei reati (per

materia) , del territorio in cui il fatto si è verificato (per territorio). dell’esistenza di particolari

rapporti fra più procedimenti (per connessione).

43)Cosa è la competenza per materia?

Consiste nella ripartizione della competenza dei reati in primo grado fra le diverse categorie di

giudici ordinari (pretore tribunale e corte d’assise). La ripartizione è secondo un criterio

quantitativo (che ha riguardo all’entità della pena prevista per ciascun reato) e un criterio

qualitativo (che ha riguardo soprattutto alla natura e alla specie del reato). Il giudice ha

competenza per materia limitata ai reati di più lievi .Il tribunale in composizione monocratica

ha competenza per i reati puniti con pena massima non superiore a quattro anni di

detenzione o con pena pecuniaria (sola o congiunta alla predetta pena detentiva) -(criterio

quantitativo) , oltre a un gran numero di reati fra i quali, l’omicidio colposo, il favoreggiamento

reale , la resistenza e la violenza o minaccia a pubblico ufficiale , furto , truffa , (criterio

qualitativo). Alla corte di assise è competente per i reati più gravi, per i quali la legge

stabilisce la pena dell’ergastolo o della reclusione non inferiore nel massimo a ventiquattro

anni, fatta eccezione per il tentato omicidio delitti in materia di sostanze stupefacenti. Al

tribunale in composizione collegiale tutti gli altri reati che non appartengono alla competenza

della corte d’assise, dei tribunali o del giudice di pace oltre che la cognizione, indipendente

dal limite di pena stabilito dalla legge, dei delitti dei pubblici ufficiali contro la pubblica

amministrazione, eccezion fatta per le competenze dei tribunali per i minorenni ed i tribunali

militari.

44) Cosa è la competenza per territorio?

Consiste nell’attribuzione del potere di decidere su un reato a quel giudice, competente per

materia, che essendo insediato sul territorio in cui il fatto reato è stato commesso , ha destato

maggior allarme sociale ed é più facile ricercare le prove. La competenza per territorio è

determinata dal luogo di consumazione del reato (se il reato non è stato consumato ma solo

tentato, è competente il giudice del luogo in cui è stato compiuto l’ultimo atto diretto a

commettere il delitto. Il territorio compreso nella competenza dei vari giudici è delimitato : dal

distretto, per la corte d’appello ; dal circondario, per il tribunale; dal circolo, per la corte di

assise ; dalla circoscrizione, per la corte di assise di appello. Ad esempio, perciò il tribunale

esercita le sue funzioni nell’ambito di un territorio denominato circondario ; la corte di assise,

invece, nell’ambito di un territorio denominato circolo e comprendente di solito più circondari.

45)Cosa è la competenza per connessione?

Attribuisce ad un unico giudice il potere di decidere su procedimenti connessi, collegati fra

loro da vincoli e serve ad evitare che debbano essere celebrati più processi in relazione a fatti

che presentano elementi comuni e per i quali è perciò opportuna la trattazione unitaria.

Esempio : se l’omicidio è stato commesso a Torino da più persone in concorso tra loro, la corte

di assise di Torino non celebrerà tanti processi quanti sono gli imputati, ma un simultaneo

processo a carico di tutti ; così come la competenza del tribunale di Roma per il furto di auto,

sarà assorbita, per connessione, da quella della corte di assise di Torino se il furto di auto

compiuto a Roma risulta commesso per eseguire l’omicidio a Torino.

46) Cosa è e da chi viene esercitata l’azione penale?

Il pubblico ministero esercita l’azione penale , formula al giudice la richiesta di decidere su

una accusa (l’imputazione) elevata a carico di un soggetto (imputato). Il processo inizia

quando l’azione penale viene esercitata. Spetta al pubblico ministero condurre, con l’ausilio

della polizia giudiziaria, le indagini preliminari su una notizia di reato e poi, al termine di

queste e in alternativa : richiedere l’archiviazione quando la notizia di reato è infondata

;esercitare l’azione penale quando ritiene invece di aver acquisito elementi idonei a sostenere

l’accusa in giudizio.

47) Da chi sono esercitate le funzioni del pubblico ministero?

Nelle indagini preliminari e nel procedimento di primo grado le funzioni di PM sono esercitate

da: procuratore della Repubblica presso il tribunale ,dal procuratore della Repubblica presso il

tribunale dei minorenni ; dal procuratore della Repubblica presso il tribunale militare ;dal

procuratore generale presso la corte d’appello e dal procuratore nazionale antimafia (nei casi

di avocazione).Nei giudizi di impugnazione le funzioni di PM sono esercitate: dal procuratore

generale presso la corte d’appello ; dal procuratore generale presso la corte di cassazione ;

dal procuratore della Repubblica che ha presentato le conclusioni nel procedimento di primo

grado nelle ipotesi in cui egli stesso ne fa richiesta e il procuratore generale presso la corte

d’appello lo ritiene opportuno. Il pubblico ministero esercita le proprie funzioni nello stesso

ambito di competenza del giudice. Può dirsi perciò che Il procuratore della Repubblica presso il

tribunale svolge le attività di indagine e di accusa in ordine ai reati di competenza del

tribunale e della corte di assise. Per i delitti di mafia le funzioni di indagine e di accusa sono

sempre svolte dal procuratore “distrettuale” pubblico ministero presso il tribunale del

capoluogo del distretto (come per il G.I.P.) , per il giudice del dibattimento invece è

competente quello previsto dalle regole generali.

48)Chi sono gli ufficiali di polizia giudiziaria?

I dirigenti, i commissari, gli ispettori, i sovrintendenti e gli altri appartenenti alla Polizia di

Stato ai quali l’ordinamento dell’amministrazione della pubblica sicurezza riconosce tale

qualità. Gli ufficiali superiori e inferiori e i sottufficiali dell’Arma dei Carabinieri, del Corpo

della Guardia di Finanza e del Corpo Forestale dello Stato, nonché agli appartenenti alle

predette forze di polizia ai quali l’ordinamento delle rispettive amministrazioni riconosce tale

qualità. Il personale appartenente al ruolo degli ispettori e dei sovrintendenti del Corpo di

Polizia Penitenziaria , il sindaco dei comuni ove non abbia sede un ufficio della Polizia di Stato

ovvero un comando dell’Arma dei Carabinieri o del Corpo della Guardia di Finanza. Sono

agenti di polizia giudiziaria Il personale della Polizia di Stato al quale l’ordinamento

dell’amministrazione della pubblica sicurezza riconosce tale qualità ; I Carabinieri, le Guardie

di Finanza, gli Agenti e gli Assistenti del Corpo di polizia penitenziaria, le Guardie Forestali e,

nell’ambito territoriale dell’ente di appartenenza, le Guardie delle provincie e dei comuni

quando sono in servizio.

49) Quali sono le competenze esclusive degli ufficiali di polizia giudiziaria?

Possono procedere a : ricezione di denunce, referti, querele(rinunce o remissioni) e istanze di

procedimento assunzione di sommarie informazioni dall’indagato, nonché l’assunzione dal

medesimo di notizie e indicazioni utili sul luogo o nell’immediatezza del fatto ; perquisizioni

(di iniziativa o delegate),(salve ipotesi eccezionali)acquisizione di plichi e blocco di

corrispondenza ; accertamenti e rilievi urgenti sullo stato dei luoghi, cose e persone ;

sequestri (salve ipotesi eccezionali) ;immediata liberazione dell’arrestato o del fermato ;

ricezione delle dichiarazioni dell’imputato in stato di arresto o detenzione domiciliare ovvero

custodito in luogo di cura ; assunzione di informazioni da persona imputata in procedimento

connesso o di reato collegato ; assunzione, su delega del pubblico ministero,

dell’interrogatorio dell’indagato in stato di libertà ; esecuzione delle operazioni di

intercettazione di comunicazioni e conversazioni(salve ipotesi particolari in materia di

criminalità organizzata e di minaccia telefonica) ; Solo gli ufficiali di polizia giudiziaria possono

poi svolgere funzioni di pubblico ministero nella udienza dibattimentale davanti al pretore.

50) Quali sono i compiti sia degli ufficiali che degli agenti di polizia giudiziaria?

Possono procedere a : identificazione dell’indagato e del potenziale testimone ;

accompagnamento in ufficio dell’indagato e del potenziale testimone ; esecuzione di rilievi

dattiloscopici, fotografici, antropometrici e di altri accertamenti per l’identificazione

dell’indagato ; ricezione della dichiarazione o elezione di domicilio dell’indagato ; ricezione di

spontanee dichiarazioni dall’indagato ; assunzione di sommarie informazioni dalle persone

informate sui fatti ; esecuzione di ordini dell’autorità giudiziaria ; arresto in flagranza ;

ricezione di dichiarazione di querela resa oralmente sul luogo in caso di arresto ; fermo di

indiziato di delitto ; adempimenti materiali conseguenti l’arresto (come ad esempio avviso ai

familiari e al difensore). nei casi di particolare necessità ed urgenza, perquisizioni,

accertamenti urgenti sullo stato dei luoghi, cose e persone, sequestro penale ; Nei

procedimenti per delitti di criminalità organizzata e di minacce telefoniche, coadiuvare su

richiesta di chi vi procede (pubblico ministero o ufficiale di PG), l’esecuzione di intercettazione

di conversazioni e comunicazioni.

51) Qual è il ruolo degli ausiliari di polizia giudiziaria?

La polizia giudiziaria può avvalersi di ausiliari qualora non intenda, o non sia in condizione, di

procedere ai rilievi, alle operazioni e agli atti che richiedono specifiche cognizioni tecniche ,

persone idonee alle quali è vietato rifiutarsi di prestare la loro opera. L’ausiliare deve : essere

persona idonea dal punto di vista delle capacità tecniche e della idoneità morale (non idoneo

moralmente : il minorenne, l’interdetto, l’infermo di mente, chi è sottoposto a misure di

sicurezza etc.).Presentarsi ed espletare l’incarico ricevuto : è fatto salvo il giustificato motivo,

ma in caso di rifiuto, omissione o ritardo, è configurabile, a carico dell’ausiliare, il reato di

rifiuto di atti d’ufficio. Mantenere il segreto in ordine all’atto o all’operazione compiuta.

L’ausiliare assume la veste di pubblico ufficiale in quanto chiamato temporaneamente ad

esercitare una pubblica funzione, quantomeno di natura amministrativa, se non giudiziaria.

Anche quando si avvale dell’ausiliare, l’ufficiale o l’agente di PG assume la paternità dell’atto,

spetta a lui formulare i quesiti necessari, controllare l’attività del tecnico, riportare il tutto sul

verbale (o annotazione) le operazioni effettuate e i risultati conseguiti. L’art. 348 autorizza la

polizia giudiziaria ad avvalersi di ausiliari sia quando compie atti di iniziativa sia quando

compie atti a seguito di delega del pubblico ministero. Fra gli ausiliari, rientrano : L’artigiano

(fabbro), il chimico-tossicologico, il medico, l’interprete etc.

52) Cosa è il giudizio abbreviato?

E’ un procedimento speciale diretto ad evitare il dibattimento. Il giudizio abbreviato è un

procedimento fondato sull’accordo delle parti. L’accordo non riguarda l’esito del processo ma

solo il rito da adottare. Il giudizio abbreviato è denominato anche patteggiamento sul rito. Il

giudizio abbreviato presuppone un accordo a rinunciare al dibattimento e far decidere il

processo nel corso dell’udienza preliminare utilizzando come prove tutti gli atti contenuti nel

fascicolo delle indagini.

53) Quali sono i presupposti del giudizio abbreviato?

I presupposti del giudizio abbreviato sono :

1) la richiesta dell’imputato e il consenso del pubblico ministero (accordo delle parti) a

rinunciare al dibattimento e far decidere il processo nell’udienza preliminare utilizzando come

prova gli atti delle indagini.

2) un quadro probatorio che consente al giudice di definire il processo allo stato degli atti

(fonti di prova).

3) che il reato non sia punibile con l’ergastolo, ma con una qualsiasi pena detentiva

temporanea (reclusione o arresto) o con una pena pecuniaria (multa o ammenda).In questo

caso, per stabilire se il giudizio abbreviato è ammissibile, il giudice deve tener conto della

pena che la legge prevede “in astratto” per un determinato reato (pena edittale) e non di

quella determinata “in concreto” all’esito del processo.

54) Qual è la differenza tra il patteggiamento e il giudizio abbreviato?

A differenza del patteggiamento vero e proprio, il giudizio abbreviato non deve

necessariamente concludersi con una dichiarazione di responsabilità dell’imputato, ma può

anche concludersi con una sentenza di proscioglimento.

55) Quali sono le caratteristiche del giudizio abbreviato?

Le caratteristiche del giudizio abbreviato sono :

- la sede nella quale si svolge il giudizio abbreviato quella dell’udienza preliminare (non

pubblica)

- in caso di condanna, l’imputato che ha richiesto il giudizio abbreviato ha diritto ad ottenere

la riduzione di un terzo della pena . La riduzione della pena rappresenta il premio offerto dal

legislatore all’imputato che ha collaborato all’economia processuale.

-poiché la finalità del giudizio abbreviato è quella di rendere più rapida la definizione del

processo, sono stati previsti dei limiti all’appellabilità delle sentenze. I limiti valgono sia per il

pubblico ministero che per l’imputato. Il pubblico ministero non può appellare le sentenze di

condanna che non abbiano modificato il titolo del reato. Si pensi al caso del reato di tentato

omicidio, il PM non può appellare se il trasgressore è stato condannato per il reato contestato.

Può invece appellare se il trasgressore è stato assolto o , se è stato condannato per il reato

meno grave di lesioni colpose. L’imputato non può appellare le sentenze di condanna alla sola

pena pecuniaria ovvero le sentenze di proscioglimento.

56) Cosa è il patteggiamento e quali sono i suoi presupposti?

Il patteggiamento prevede l’applicazione della pena su richiesta delle parti. I presupposti sono

:

1) l’accordo delle parti (la richiesta dell’imputato o del pubblico ministero - o di entrambi

congiuntamente - e il consenso della parte che non ha formulato la richiesta) a definire il

procedimento con una sentenza che applichi all’imputato una pena determinata e, più

precisamente, la pena sulla cui specie e misura è intervenuto l’accordo delle parti.

2) la valutazione favorevole del giudice circa la ammissibilità della richiesta.

57) Quali sono le caratteristiche del patteggiamento?

Le caratteristiche del patteggiamento sono :

1) A differenza del giudizio abbreviato che è ammissibile per tutti i reati punibili con pena

diversa dall’ergastolo, il patteggiamento è consentito entro limiti più ristretti. Al

patteggiamento, infatti, può farsi ricorso quando al reato è applicabile una : sanzione

sostitutiva : semidetenzione (max 1 anno), libertà controllata (max 6 mesi), conversione in

pena pecuniaria (max 3 mesi) ; pena pecuniaria (multa o ammenda) ; pena detentiva

(reclusione o arresto) purché, in quest’ultimo caso, la pena determinata in concreto (e cioè

valutando tutte le circostanze e la speciale diminuente fino a un terzo, prevista per l’imputato

che concorda con questo particolare modo di definizione del processo) non superi i due anni di

reclusione o di arresto.

2) Le sedi nelle quali può svolgersi il patteggiamento sono varie perché l’accordo può sorgere

sia nella fase delle indagini preliminari sia nell’udienza preliminare, sia ancora

successivamente, fino alla dichiarazione di apertura del dibattimento.

3) la sentenza con la quale il giudice applica la pena richiesta è generalmente inappellabile e,

pur essendo equiparata ad una sentenza di condanna, non comporta taluni effetti che da

questo tipo di condanna generalmente conseguono (esempio : non conseguono né il

pagamento delle spese processuali né l’applicazione di misure di sicurezza e di pene

accessorie. Decorsi cinque anni, la sentenza comporta poi l’estinzione del reato e di ogni

effetto penale.

4) Il vantaggio è rappresentato dalla possibilità per l’imputato di ottenere una riduzione fino

ad un terzo della sanzione.

58) Cosa è il procedimento per decreto?

Il procedimento per decreto evita sia il dibattimento che l’udienza preliminare.

1) esso può trovare applicazione nei casi in cui si procede per reati perseguibili d’ufficio, per i

quali è prevista una pena pecuniaria ovvero, alternativamente, una pena detentiva o

pecuniaria. (esempio : per una rapina, la pena detentiva e quella pecuniaria sono previste

congiuntamente : sicché non può emettersi decreto penale ; si pensi invece al reato di lesioni

colpose, qui la pena detentiva è prevista solo in alternativa. Può emettersi decreto penale) ;

2) se il pubblico ministero ritiene che per il reato debba applicarsi solo la pena pecuniaria,

chiede al gip di pronunciare un decreto penale che condanni l’imputato alla pena indicata

nella richiesta. La richiesta del pubblico ministero rappresenta il presupposto del decreto.

59) Quali sono i procedimenti speciali diretti ad evitare l’udienza preliminare?

Sono il giudizio direttissimo , il giudizio immediato.

60) Cosa evita il giudizio direttissimo?

Il giudizio direttissimo evita l’udienza preliminare perché presuppone una situazione di

evidenza probatoria che renderebbe scontato l’esito dell’udienza stessa.

61) Quali sono i presupposti del giudizio direttissimo?

I presupposti del giudizio direttissimo sono (alternativamente) :

- l’arresto in flagranza dell’imputato nonché, in caso di imputato minorenne, anche il suo

accompagnamento a seguito di flagranza ;

- la confessione dell’imputato resa dal medesimo in un qualsiasi interrogatorio condotto : dal

pubblico ministero - dal gip (quando il soggetto è in stato di custodia cautelare o nel corso

udienza di convalida del fermo) - dalla polizia giudiziaria su delega del pubblico ministero.

Nei casi in cui è ammissibile il giudizio direttissimo, il pubblico ministero , se si tratta di

persona arrestata in flagranza :

- la presenta davanti al giudice del dibattimento per la convalida e il contestuale giudizio

entro 48 ore dall’arresto ;

- la presenta al giudice del dibattimento non oltre il 15° giorno dall’arresto dopo aver ottenuto

autonomamente la convalida da parte del gip.

62) Cosa è il giudizio immediato?

A pari del giudizio direttissimo, anche il giudizio immediato salta l’udienza preliminare.

63) Quando viene saltata l’udienza preliminare?

L’udienza preliminare viene saltata in quanto :

-lo richiede il pubblico ministero e il gip ritiene il quadro delle prove a carico così evidente da

far dedurre che la celebrazione dell’udienza preliminare avrebbe un esito scontato giudizio

immediato a richiesta del pubblico ministero;

-lo richiede lo stesso imputato che, in tal modo, sceglie di rinunciare a una fase del processo

posta a sua garanzia e della quale può pertanto disporre autonomamente se non lo ritiene per

sé vantaggiosa ( giudizio immediato a richiesta dell’imputato). Ad Esempio, l’imputato può

ritenere l’udienza preliminare non vantaggiosa quando teme che l’esito possa essergli

sfavorevole e condizionare il convincimento del giudice del dibattimento ; oppure quando

pensa che ad essa, che è celebrata in camera di consiglio, sia preferibile l’udienza pubblica.

64) Come può essere il giudizio immediato?

Nel giudizio immediato :

a) a richiesta dell’imputato :

- i presupposti sono rappresentati dalla rinuncia dell’imputato all’udienza preliminare e dalla

richiesta di giudizio immediato,

- il gip non ha alcun potere di valutazione ed è vincolato a emettere il decreto di giudizio

immediato ;

b) a richiesta del pubblico ministero :

-i presupposti sono che dall’iscrizione della notizia di reato alla trasmissione della richiesta di

giudizio immediato alla cancelleria del giudice non siano trascorsi più di 90 giorni ;

- che la prova appaia evidente.

Può pensarsi, ad esempio, ai casi di arresto in flagranza e di confessione per i quali non può

procedersi a giudizio direttissimo per l’intervenuto decorso dei termini.

65)Cosa è il procedimento davanti al giudice in composizione monocratica?

Il procedimento davanti al giudice in composizione monocratica può farsi rientrare fra quelli

speciali in quanto è caratterizzato anch’esso dalla tendenza alla semplificazione del modello

ordinario.

66) Quali sono gli organi del procedimento davanti al giudice in composizione

monocratica?

Le funzioni giudiziarie sono composte di tre distinti organi al pari di quanto accade nello

schema tipico del processo. Anche nel procedimento davanti al giudice in composizione

monocratica, sono perciò sdoppiate le funzioni del pubblico ministero e del giudice (giudice

del dibattimento e gip). Gli organi del procedimento pertanto sono :il procuratore della

Repubblica; il gip; il giudice in composizione monocratica.

67) Quali sono le caratteristiche del procedimento davanti al giudice in

composizione monocratica?

Le principali caratteristiche del procedimento sono che i termini delle indagini preliminari non

possono superare mai i 18 mesi ; è previsto l’istituto del tentativo di conciliazione. Quando si

procede per reati perseguibili a querela, il pubblico ministero può far comparire avanti a sé il

querelante ed il querelato (che hanno diritto di farsi assistere dal difensore) per accertare se

vi è spazio per una composizione del loro contrasto (con la remissione di querela da parte

dell’uno e l’accettazione della remissione da parte dell’altro). Se il tentativo di conciliazione

ha esito positivo, il pubblico ministero chiede l’archiviazione. Altre caratteristiche sono che

l’udienza preliminare è esclusa e al termine delle indagini, il pubblico ministero trasmette gli

atti al gip :

-con richiesta di archiviazione, o con richiesta di decreto penale di condanna, oppure emette

lui stesso decreto di citazione a giudizio .

-il decreto di citazione in giudizio deve, fra l’altro, contenere l’avviso che, qualora ne ricorrano

i presupposti, l’imputato può chiedere il giudizio abbreviato o l’applicazione della pena

patteggiata o presentare domanda di oblazione.

-il dibattimento, sempre che vi sia l’accordo delle parti, può svolgersi senza il ricorso

all’esame incrociato di testimoni, interpreti, periti, consulenti tecnici e parti.

-il giudizio direttissimo può svolgersi negli stessi casi indicati per il processo ordinario.

Nel procedimento davanti al pretore è però previsto che, nell’ipotesi di giudizio direttissimo a

seguito di arresto in flagranza, la presentazione al giudice dell’arrestato possa avvenire in due

forme alternative :

-direttamente a opera degli ufficiali o agenti di polizia giudiziaria che hanno eseguito l’arresto

o che hanno ricevuto in custodia l’arrestato ;

-ad opera dello stesso pubblico ministero(ove questi abbia ordinato che l’arrestato sia posto a

sua disposizione).

68) Qual è la funzione del giudice di pace?

E’ attribuita al Giudice di Pace la competenza per gli affari civili e penali allo scopo di

alleggerire il carico di lavoro dei giudici togati. Al Giudice di Pace è attribuita la competenza

penale in numerosi reati.

69) Cosa può autorizzare il pubblico ministero nei confronti della polizia

giudiziaria?

Il P.M. può autorizzare l’Ufficiale di P.G. a: Rilasciare l’autorizzazione allo svolgimento di tali

atti; Compiere personalmente l’atto richiesto e quindi investire la P.G. per il prosieguo delle

indagini; Non concedere l’autorizzazione (per mancanza, ad esempio, dei presupposti per il

compimento dell’atto richiesto); Procedere personalmente alle indagini.

70) Quando ha inizio un procedimento penale?

Il procedimento penale ha inizio con l’acquisizione della notizia di reato da parte della polizia

giudiziaria o del pubblico ministero.

71) Quali sono i compiti della polizia giudiziaria durante le indagini preliminari?

Alla polizia giudiziaria spetta in particolare :-impedire che il reato venga portato a

conseguenze ulteriori ;- compiere gli atti necessari ad assicurare le fonti di prova raccogliendo

ogni elemento utile alla ricostruzione del fatto e alla individuazione del colpevole.

72) In che modo il pubblico ministero compie le indagini preliminari?

Il pubblico ministero può compiere le indagini preliminari: personalmente ; delegando alla

polizia giudiziaria specifici atti ; impartendo alla polizia giudiziaria direttive di indagine. Le

indagini compiute dal pubblico ministero e dalla polizia giudiziaria mirano a consentire al

pubblico ministero di assumere le sue determinazioni in ordine all’esercizio o meno dell’azione

penale. Non servono invece a formare la prova. Gli atti di indagine della polizia giudiziaria o

del PM, normalmente, hanno un valore solo all’interno della fase in cui sono svolti (indagini

preliminari), ma non all’esterno di essa.

73) Cosa si intende per dibattimento?

Il dibattimento è la sede destinata alla formazione della” prova” mediante l’esame incrociato

delle parti. Ciò non comporta peraltro che gli atti di indagine non possano avere alcuna

utilizzazione anche in dibattimento. Gli atti di indagine possono essere utilizzati dal PM e dai

difensori per contestare il contenuto della deposizione resa in dibattimento e al fine quindi, di

stabilire la credibilità della persona esaminata.

74)Quando gli atti di indagine possono essere utilizzati in dibattimento?

Gli atti di indagine possono essere utilizzati in dibattimento quando : si tratta di atti dei quali

non è possibile la ripetizione in dibattimento (perquisizioni, sequestri);dopo, le contestazioni

del PM e dei difensori, continua a sussistere difformità tra le dichiarazioni rese in dibattimento

e quelle rese in precedenza dallo stesso soggetto.

75) Quando terminano le indagini preliminari?

I confini temporali delle indagini, sono :quanto al momento iniziale, dalla iscrizione del nome

della persona alla quale è attribuito il reato nel registro delle notizie di reato ; quanto al

momento finale, dallo scadere di sei mesi, un anno, due anni o quattro anni da quella

iscrizione. Il termine delle indagini è di un anno quando si procede per i delitti di più grave

allarme sociale.

76) Quando possono essere prorogate le indagini preliminari?

Il termine delle indagini preliminari (sia esso di sei mesi, di un anno, di 2 anni o di 4 anni) può

essere prorogato una o più volte su richiesta del pubblico ministero. La richiesta di proroga

contiene l’indicazione della notizia di reato e l’esposizione dei motivi che la giustificano. Deve

essere notificata (a cura del giudice) all’indagato e alla persona offesa del reato che, nella

querela o denuncia o successivamente, ha dichiarato di volerne essere informata. La

notificazione della richiesta di proroga non è prevista quando si procede per uno dei delitti di

mafia. Per tali delitti opera il regime differenziato della cosiddetta proroga coperta. La proroga

è concessa o negata dal giudice per le indagini preliminari (GIP). La prima proroga, di durata

non superiore a sei mesi, può essere concessa per qualsiasi giusta causa. Le altre, solo

quando la giusta causa consiste nella particolare complessità delle indagini o nella oggettiva

impossibilità di concluderle.

77) Qual è la durata massima delle indagini preliminari?

In totale, computate tutte le proroghe, la durata delle indagini non può superare i diciotto

mesi. Il termine di durata massima delle indagini può essere di due anni solo quando le

indagini riguardano i delitti per i quali, in assenza di proroghe, il termine ordinario delle

indagini è di un anno (anziché di soli sei mesi), oppure le indagini che richiedono il

compimento di atti all’estero.

78) Cosa si intende per chiusura delle indagini preliminari?

Entro i termini fissati per la conclusione delle indagini, il PM, valutati i risultati delle indagini

compiute, deve operare la scelta tra l’archiviazione o l’esercizio dell’azione penale. Se non

effettua alcuna scelta, il procuratore generale presso la corte di appello deve esercitare il

potere di avocazione (prendere a se) e svolgere lui, le indagini indispensabili formulando le

richieste entro trenta giorni.

79) Cosa avviene al termine delle indagini preliminari?

Al termine delle indagini, il pubblico ministero deve dunque operare la sua scelta circa le

richieste da formulare al giudice per le indagini preliminari (GIP). Sia che si tratti di

procedimento ordinario che davanti al pretore.

80) Quando il pubblico ministero sceglie la richiesta di archiviazione?

il PM opterà per la richiesta di archiviazione quando è: in presenza di una generica

infondatezza della notizia di reato ; quando manca una condizione di procedibilità (querela....)

; quando il reato è estinto ; quando il fatto non è previsto dalla legge come reato ; quando

sono ignoti gli autori del reato.

81) Quando il pubblico ministero adotta l’azione penale?

Se, al termine della fase delle indagini preliminari, il PM ritiene di aver acquisito elementi

idonei per sostenere l’accusa, esercita l’azione penale formulando l’imputazione

e :richiedendo il rinvio a giudizio dell’imputato, con la conseguente fissazione dell’udienza

preliminare (davanti al GUP) ; imboccando uno dei procedimenti speciali. E’ questo il

momento in cui inizia il processo vero e proprio e in cui la persona sottoposta alle indagini

(indagato), acquista la qualità di imputato. Dell’assunzione della qualità di imputato il PM

deve dare notizia all’interessato.

82) Come viene esercitata l’azione penale?

L’azione penale viene esercitata mediante la richiesta di rinvio a giudizio, essa viene

depositata nella cancelleria del giudice assieme al fascicolo che contiene tutta la

documentazione dell’attività di indagine (fascicolo delle indagini).

83) Qual è il compito del GIP?

Con la richiesta di rinvio a giudizio, si apre una fase giurisdizionale nella quale il GIP, nel pieno

del contraddittorio delle parti, verifica se l’ipotesi di accusa formulata dal PM appare o no

fornita della fondatezza che giustifica il giudizio.

84) Qual è la sede per verificare la fondatezza dell’accusa?

La sede destinata alla verifica della fondatezza dell’accusa è l’udienza preliminare. L’udienza

preliminare si svolge in camera di consiglio, senza la presenza del pubblico e con la

necessaria presenza del PM e del difensore.

85) Cosa stabilisce il GIP a seguito dell’udienza preliminare?

A seguito dell’udienza preliminare il GIP pronuncia : Sentenza di non luogo a procedere (vedi

casi di archiviazione) ; decreto che dispone il giudizio (il provvedimento è motivato e contiene

la data di comparizione dell’imputato davanti al giudice competente per il dibattimento. A

seguito del decreto che dispone il giudizio, viene formato il fascicolo per il dibattimento.

86) Cosa è il fascicolo per il dibattimento?

Nel fascicolo del dibattimento è raccolto un esiguo numero di atti, tra questi : la querela ; i

verbali degli atti non ripetibili (perquisizione, sequestro) ; i verbali assunti con l’incidente

probatorio(testimonianza a futura memoria, verbali assunti all’estero a seguito di rogatoria) ;

il corpo del reato o le cose pertinenti il reato il certificato generale del casellario giudiziale. Gli

atti inseriti nel fascicolo del dibattimento, sono i soli che il giudice della fase dibattimentale

potrà conoscere prima dell’apertura del dibattimento e che insieme agli atti compiuti o

acquisiti nel dibattimento stesso, potrà utilizzare pienamente ai fini della decisione. Non potrà

invece visionare gli altri atti acquisiti nella fase delle indagini preliminari, per impedire che il

giudice del dibattimento possa formarsi il suo convincimento prima del dibattimento,

attraverso la lettura degli atti compiuti nella fase delle indagini e quindi senza il

contraddittorio delle parti.

87) Qual è la finalità delle indagini preliminari?

Le indagini preliminari hanno finalità investigativa. Essa non serve, infatti a raccogliere le

prove da utilizzare per la futura decisione del giudice, ma solo a compiere gli accertamenti

investigativi necessari a consentire al pubblico ministero di stabilire se una notizia di reato è

fondata e impone quindi l’esercizio dell’azione penale(l’inizio del processo vero e proprio). Gli

atti compiuti durante la fase delle indagini, non hanno in sé alcun valore di prova ai fini della

decisione del giudice, ma un valore soltanto all’interno della fase in cui essi sono compiuti :

con un conseguente divieto (salvo alcune eccezioni) di una loro utilizzazione originaria (già

dall’inizio del dibattimento) agli effetti del giudizio per fondare su di essi la decisione del

giudice.

88) Chi provvede all’attività investigativa?

All’attività investigativa provvedono la polizia giudiziaria e il pubblico ministero, le sue

caratteristiche sono : non si svolge necessariamente attraverso il compimento di atti tipici

(diretti, consueti, come sono, ad esempio, una perquisizione, una ispezione, un sequestro...) :

Essa può consistere infatti anche in atti atipici (non consueti, indiretti) e attività informali

purché non vietati (pedinamenti, intercettazioni,...). Quando l’attività di indagine consiste in

atti atipici, informali, può essere documentata anche mediante semplice annotazione anziché

mediante verbale.

89) Quali sono le funzioni del pubblico ministero?

Il pubblico ministero svolge funzioni di investigazione e di accusa pubblica ed è destinato ad

essere parte nel processo, in posizione di parità con le altre parti e, in specie, con l’imputato.

Non gli spettano poteri di decisione e di formazione della prova : poteri che spettano solo al

giudice-terzo e cioè colui che è arbitro imparziale della contesa fra le parti. Né gli spettano

poteri sulla libertà personale dell’indagato/imputato. Ad esempio , il pubblico ministero non ha

il potere di disporre la custodia in carcere di un indagato, ma solo il potere di richiederla al

giudice. Ha solo il potere-dovere di fermo di un indagato, un potere che al pari di quello

dell’arresto in flagranza, è provvisorio, urgente ed eccezionale. Nel modello processuale

vigente il pubblico ministero è solo organo di investigazione e di azione penale con funzioni

direttive della polizia giudiziaria che è l’altro organo deputato delle indagini.

90) Qual è il ruolo del GIP?

Ha il potere di formare la prova e di incidere sui diritti costituzionali garantiti

dell’imputato-indagato. Non svolge né funzione di investigazione né funzione di accusa e che,

invece, è rigorosamente estraneo alla contesa tra le parti (pubblico -ministero-imputato).

Questo ruolo di assoluta terzietà è attribuito dal codice al giudice per le indagini preliminari,

un giudice monocratico (singolo) privo di qualsiasi funzione investigativa e che interviene, nel

corso e all’esito delle indagini, solo quando ne è richiesto dalle parti e si tratta di esercitare un

controllo sulle indagini stesse o sui loro risultati. Il gip non è dunque un organo delle indagini,

su queste ha solo funzioni di controllo. Il gip interviene : in funzioni di garanzia delle posizioni

di libertà dell’indagato ; in funzione di controllo e garanzia sui tempi di svolgimento delle

indagini e sull’esercizio dell’azione penale. Si pensi ai casi in cui il gip autorizza la proroga

delle indagini o la loro riapertura. Oppure a quelli in cui decide sulla richiesta di archiviazione

o sul rinvio a giudizio in sede di udienza preliminare, di giudizio immediato o di decreto penale

di condanna. Il gip è l’organo delle indagini sia in pretura che in tribunale. Quello presso il

tribunale svolge le sue funzioni anche con riferimento ai procedimenti per reati di competenza

della corte d’assise.

91)Da chi sono svolte nei procedimenti di mafia le funzioni di GIP?

Nei procedimenti di mafia, le funzioni di gip sono svolte da un magistrato operante nel

tribunale del capoluogo del distretto di corte di appello (gip distrettuale). Il GIP è invece

organo con poteri di decisione nella fase successiva alla chiusura delle indagini e nell’esercizio

dell’azione penale in quanto chiamato in udienza camerale (non pubblica), sia a decidere sul

rinvio a giudizio dell’imputato al termine dell’udienza preliminare sia addirittura a pronunciarsi

sulla responsabilità dell’imputato in caso si faccia luogo al giudizio abbreviato o

all’applicazione della pena su richiesta delle parti (patteggiamento). Questa duplicità di ruoli

distingue il giudice per le indagini preliminari dagli altri giudici ordinari ai quali spettano

sempre poteri di decisione, connessi, per lo più, allo svolgersi di una udienza dibattimentale

(che è pubblica).

92) Cosa svolge in via eccezionale il GIP?

In via eccezionale, il gip svolge anche un ruolo che è tipico del giudice del dibattimento.

Seguendo i modi del dibattimento (contraddittorio delle parti - esame incrociato) egli è infatti

competente ad assumere con incidente probatorio, talune prove che non sono rinviabili al

dibattimento (fonti di prova in quanto create durante la fase delle indagini preliminari e che,

se non assunte in incidente probatorio, non potrebbero divenire prova in dibattimento).

93)A quale esigenza risponde l’incidente probatorio?

L’istituto dell’incidente probatorio risponde all’esigenza di conservare una prova che potrebbe

andare dispersa se fosse differita sino alla celebrazione del dibattimento. Mediante l’incidente

probatorio il gip compie un atto che potrebbe essere tardivo tentare di compiere in

dibattimento e il cui compimento da parte della polizia giudiziaria o del pubblico ministero,

invece, non potrebbe produrre effetti ai fini della decisione del giudice (poiché si confi

gurerebbe come atto di indagine, fonte di prova e non prova, in quanto manca il

contraddittorio delle parti).

94) Quando si verificano i casi di incidente probatorio?

I casi di incidente probatorio sono tassativamente elencati e si verificano quando: la prova

sarebbe esposta a deterioramento; l’acquisizione della prova sarebbe impossibile;

l’acquisizione della prova determinerebbe una sospensione troppo lunga del dibattimento. Ad

esempio, il pubblico ministero o l’indagato possono richiedere al gip di procedere con

incidente probatorio se temono che prima del giudizio lo stato dei luoghi si modifichi o il

testimone o il pentito venga minacciato o corrotto ; ovvero se temono che prima del giudizio

si verifichi la morte del testimone già ammalato; ovvero, ancora, se il mezzo di prova consiste

in una perizia molto complessa che può essere espletata solo in più di 60 giorni.

95)Dove sono acquisiti gli atti compiuti con incidente probatorio?

Gli atti compiuti con incidente probatorio sono, fin dall’inizio, acquisiti al fascicolo del

dibattimento e hanno la stessa utilizzabilità di quelli compiuti in giudizio, in quanto l’incidente

probatorio prevede il contraddittorio (sono presenti il difensore e il pubblico ministero e nella

gran parte dei casi ha diritto di assistere anche l’indagato), esso, però fa scoprire al pubblico

ministero la direzione delle indagini. Occorre quindi, fare un uso molto accorto dell’incidente

probatorio. Pubblico ministero e polizia giudiziaria devono valutare attentamente se ricorrere

ad esso o rischiare che la prova si inquini o si deteriori o divenga impossibile la ripetizione.

96) Qual è il compito del difensore durante le indagini?

Il difensore garantisce che gli atti vengano svolti secondo legalità e in modo corretto, creando

le condizioni perché il processo si svolga ad armi pari; egli svolge parallelamente agli organi

pubblici, una autonoma indagine difensiva rivolta a preparare il materiale di prova da

sottoporre al giudice. Il diritto all’assistenza tecnica implica il diritto alla nomina del difensore.

Il diritto alla nomina sorge non appena l’indagato e la persona offesa hanno notizia del

procedimento penale e prescinde, quindi, dal compimento di atti specifici. In presenza di

situazioni o atti di particolare rilevanza investigativa, il codice prevede però che la polizia

giudiziaria e il pubblico ministero abbiano l’obbligo di informare l’indagato del suo diritto di

nomina e assistenza di un difensore.

97) In quali casi bisogna nominare un difensore?

Il difensore si nomina: quando una persona non indagata rende dichiarazioni indizianti

(emergono indizi di reità a suo carico), in tali ipotesi la persona viene invitata a nominare un

difensore e avvertita che delle dichiarazioni rese, potranno essere svolte indagini nei suoi

confronti; oppure nei confronti dell’arrestato o del fermato, quando deve essere compiuto un

atto garantito.

98)Cosa è l’informazione di garanzia?

L’informazione di garanzia non serve a far conoscere all’indagato la sussistenza di

investigazioni a suo carico. Serve invece, a far in modo che l’indagato possa nominare un

difensore di fiducia per essere da questi assistito nel compimento di determinati atti. Non è

dovuta perciò con riferimento alle indagini in quanto tali, ma con riferimento ad un atto

singolo. Il pubblico ministero dovrà, in sintesi, inviarla prima del compimento di: un

interrogatorio, un confronto, una ispezione, una perquisizione, un sequestro, un accertamento

tecnico non ripetibile; atti ai quali il difensore ha diritto di assistere.

99)Cosa contiene l’informazione di garanzia?

L’informazione di garanzia contiene la elencazione delle norme di legge violate, l’indicazione

della data e del luogo del fatto addebitato e l’invito ad esercitare la facoltà di nominare un

difensore di fiducia.

100) Come può essere il difensore dell’indagato?

Il difensore dell’indagato può essere di fiducia o di ufficio. Se l’indagato non nomina un

difensore di fiducia o ne rimane privo, il giudice, il pubblico ministero o la polizia giudiziaria

designano un difensore d’ufficio.

101) Come avviene la designazione del difensore?

La designazione avviene rivolgendosi all’ordine degli avvocati di zona. Le spese per l’avvocato

d’ufficio sono gratuite se il reddito annuo dell’indagato non supera i 10 milioni di lire elevabili

di 2 milioni per ognuno dei familiari conviventi. Se non ricorrono tali presupposti l’interessato

ha l’obbligo di retribuire il difensore d’ufficio che gli viene nominato.

102) Quando la polizia giudiziaria provvede alla designazione del difensore di

ufficio?

La polizia giudiziaria provvede alla designazione del difensore di ufficio solo quando deve

procedere ad un atto per il quale è previsto il preventivo avviso al difensore (sommarie

informazioni rese dall’indagato). La polizia giudiziaria non provvede invece alla designazione,

quando si tratta di atti a iniziativa per i quali il preventivo avviso non è previsto (perquisizioni,

sequestri).

103) Quando il pubblico ministero provvede alla designazione del difensore di

ufficio?

Esempi: se la polizia giudiziaria procede a iniziativa a una perquisizione (atto per il quale

l’avviso non è previsto) si limita a informare l’indagato che ha facoltà di farsi assistere da un

difensore. Se l’indagato non lo nomina, la polizia giudiziaria non deve designare il difensore

d’ufficio. - In caso di arresto o fermo, la polizia giudiziaria avverte l’arrestato o il fermato della

facoltà di nominare un difensore di fiducia. Se l’indagato non lo nomina, la polizia giudiziaria

non designa però il difensore d’ufficio (alla polizia giudiziaria non spetta compiere alcun altro

atto). - Se la polizia giudiziaria deve assumere le dichiarazioni dall’indagato e il difensore non

compare, va designato un sostituto. La designazione spetta al pubblico ministero.

104) Cosa si intende per diritto alla difesa?

Il diritto alla difesa, implica, accanto al diritto alla nomina del difensore, il diritto del difensore

stesso di assistere ai singoli atti di indagine e il diritto al colloquio con il proprio assistito.

105) Cosa si intende per diritto di assistere agli atti?

Il diritto di assistere agli atti consiste nel diritto del difensore ad essere presente al

compimento degli atti di indagine della polizia giudiziaria o del pubblico ministero. Il Codice di

procedura penale indica espressamente a quali atti il difensore ha diritto di assistere. In

assenza di indicazioni espresse, il diritto di assistere deve essere escluso. Può allora dirsi

che ;A taluni atti il difensore ha diritto di assistere previo avviso;ad altri atti ha diritto di

assistere senza preventivo avviso; ad altri ancora non ha diritto di assistere.

106) A quali atti può assistere il difensore?

Il difensore ha diritto di assistere previo avviso alle sommarie informazioni rese dall’indagato -

Ha diritto di assistere senza preavviso alle perquisizioni. - Non ha diritto di assistere alle

sommarie informazioni rese da potenziali testimoni, alle individuazioni e in genere a tutti gli

atti atipici di polizia giudiziaria. Costituisce ulteriore applicazione del diritto alla difesa tecnica,

il diritto dell’imputato al colloquio con il suo difensore. Per regola generale, il diritto al

colloquio sorge immediatamente e non è subordinato ad alcun permesso o autorizzazione.

Anche quando l’imputato non è libero, sorge, cioè, fin dall’inizio della esecuzione della misura

della custodia cautelare ovvero subito dopo l’arresto in flagranza o il fermo e anche prima che

il giudice o il pubblico ministero sentano l’indagato.

107) Come viene assicurato il diritto al colloquio?

Per assicurare il diritto al colloquio, si prevede l’obbligo per la polizia giudiziaria di informare

immediatamente il difensore (di fiducia o di ufficio) dell’esecuzione dell’arresto in flagranza,

del fermo o della custodia cautelare. Il diritto al colloquio può essere differito solo quando

sussistono specifiche ed eccezionali ragioni di cautela (ad esempio, grave pericolo di

sviamento delle indagini). Il differimento non può essere superiore a sette giorni ed è disposto

dal pubblico ministero o dal giudice con decreto. Esempio: il difensore che lo chieda va

immediatamente ammesso al colloquio con l’arrestato o il fermato.

108) Quando la polizia giudiziaria non può consentire accesso al difensore?

La polizia giudiziaria può non consentire l’accesso al difensore solo se sussistono specifiche ed

eccezionali ragioni di cautela (è ancora in corso l’identificazione - vi è il pericolo che

trattandosi dello stesso difensore di due arrestati, egli possa involontariamente inquinare le

loro dichiarazioni prima dell’interrogatorio del pubblico ministero).

109) Quante modalità di documentazione sono previste per gli atti di indagine?

Per gli atti d’indagine sono previste due modalità di documentazione:annotazione e verbale.

L’annotazione equivale a un appunto scritto redatto senza particolari formalità. Il verbale è

un tipo di documentazione molto più rigoroso ed è il riassunto delle attività compiute dall’

ufficiale o dall’agente di PG nell’esercizio delle sue funzioni e può essere redatto in forma:

integrale (l’atto è riprodotto nella sua completa e totale espressione); riassuntiva

semplice(l’atto è riprodotto in forma sintetica);riassuntiva complessa (l’atto è riprodotto in

forma sintetica, ma è contemporaneamente effettuata la riproduzione fonografica).

110) Cosa è l’annotazione?

L’annotazione è il modo ordinario di documentazione dell’attività a iniziativa della polizia

giudiziaria diversa da quella consistente in atti utilizzabili in giudizio (processo, dibattimento)

o comunque garantiti (presenza difensore). Documenta le attività svolte dagli ufficiali ed

agenti di PG nei casi in cui non è richiesta la redazione di un verbale. Oltre al contenuto

proprio dei verbali, l’annotazione contiene l’esposizione in breve del risultato dell’attività di

indagine. Di tutte le attività svolte, comprese quelle dirette alla individuazione delle fonti di

prova, la PG redige annotazione anche sommaria con le modalità ritenute idonee ai fini

dell’indagine. In particolare, l’annotazione serve a documentare l’attività informale o rivolta

all’individuazione delle fonti di prova (la prova vera e propria viene formata nel dibattimento).

111) Cosa deve contenere l’annotazione?

Tutti i tipi di annotazione devono necessariamente contenere : l’indicazione dell’ufficiale o

dell’agente di polizia giudiziaria che ha compiuto le attività di indagine ; l’indicazione del

giorno, l’ora, il luogo in cui le attività di indagine sono state eseguite ; le generalità e le altre

indicazioni personali utili per l’identificazione del soggetto dal quale la polizia giudiziaria ha

eventualmente assunto dichiarazioni ; la enunciazione succinta del risultato delle attività di

indagine.

Esempi : Se sente l’indagato o un potenziale testimone, la polizia giudiziaria deve sempre

verbalizzare. Se effettua una perquisizione la polizia giudiziaria deve sempre verbalizzare.

Nell’annotazione invece sono riportate le dichiarazioni che la polizia giudiziaria ha ricevuto o

assunto dal potenziale testimone nel corso dell’attività investigativa. Sotto l’aspetto del

contenuto, l’annotazione ricalca la relazione di servizio. Sotto altri aspetti, la differenza è,

però, sostanziale. Con la relazione di servizio l’ufficiale o l’agente di polizia giudiziaria fa

conoscere (riferisce) al superiore gerarchico (appartenente al suo ufficio) il suo operato. Con

l’annotazione invece, documenta l’atto compiuto e cioè formalizza la sua attività

indipendentemente da qualsiasi “riferirne” ad altri.

112) Cosa è il verbale?

Il verbale è l’esposizione delle attività compiute dall’ufficiale o dall’agente di polizia giudiziaria

nell’esercizio delle sue funzioni, esso documenta le attività svolte e/o le dichiarazioni ricevute.

113) Che cosa contiene il verbale?

Il verbale deve contenere : la menzione del luogo, anno, mese, giorno e ora di compilazione ;

generalità degli ufficiali o agenti di polizia giudiziaria ; descrizione delle operazioni compiute

e/o delle dichiarazioni ricevute ; attestazione della avvenuta lettura dell’atto ; sottoscrizione

degli ufficiali o agenti di polizia giudiziaria e delle persone intervenute.

114) Quali sono le altre caratteristiche del verbale?

Va tenuto presente che se alcuna delle persone intervenute non vuole o non è in grado di

sottoscrivere deve esserne fatta menzione nel verbale con l’indicazione del motivo. La

sottoscrizione non può essere apposta con mezzi meccanici o segni diversi dalla scrittura.

Deve inoltre sottolinearsi che : in caso di verbalizzazione di dichiarazioni occorre indicare 1)

se esse sono state rese spontaneamente o previa domanda (in tale caso è riprodotta anche la

domanda), 2) se la dichiarazione è stata dettata dal dichiarante ; 3)se il dichiarante si è

avvalso dell’autorizzazione a consultare note scritte ; se il verbale consta di più fogli va

sottoscritto alla fine di ogni foglio ; le cancellature eventuali potranno essere fatte in modo da

lasciare leggere le parole cancellate ; le aggiunte e varianti al verbale prima della sua

chiusura potranno essere effettuate mediante postille ; le aggiunte e varianti al verbale dopo

la sua chiusura e sottoscrizione, potranno essere effettuate solo con la riapertura e la nuova

sottoscrizione di tutti gli intervenuti ;

115)Quando il verbale è nullo?

Il verbale è nullo quando : vi è incertezza assoluta sulle persone intervenute ; se manca la

sottoscrizione del pubblico ufficiale (chi ha redatto il verbale). Sanzioni disciplinari sono

previste per chi redige un verbale con negligenza o in caso di sua nullità.

116) Come deve essere redatto un verbale?

Il verbale è redatto in forma integrale o riassuntiva, mediante stenotipia o con altro mezzo

meccanico ovvero, in caso di impossibilità di ricorrere a tali mezzi, con la scrittura manuale.

117) Cosa si intende per verbale in forma integrale?

In forma integrale sono redatti i verbali che non contengono dichiarazioni e che si limitano a

rappresentare un complesso di operazioni compiute o constatate da chi ha redatto il verbale

stesso (ad esempio, i rilievi, una perquisizione, un sequestro). In forma integrale o riassuntiva

complessa sono redatti i verbali che contengono dichiarazioni e che documentano gli atti di

polizia giudiziaria a iniziativa o delegati, ad esempio, le dichiarazioni spontanee, le

informazioni assunte dall’indagato

118) Cosa si intende per verbale in forma riassuntiva?

In forma riassuntiva semplice quando si verifica una indisponibilità degli strumenti di

riproduzione o per i quali non è specificata la forma riassuntiva complessa ma per i quali non

sarebbe sufficiente la sola annotazione. La modalità ordinaria di documentazione è il verbale

riassuntivo semplice. Non possono però essere redatti in forma riassuntiva semplice gli atti

che incidono sulla libertà personale dell’indagato (spontanee dichiarazioni rese dall’indagato)

o che possono essere utilizzati in giudizio ai fini della decisione del giudice (perquisizioni,

sequestri). Per tali atti, la forma di redazione è il verbale integrale ovvero in forma riassuntiva

complessa.

119) Quando viene scritto un verbale?

Denunce, querele; sommarie informazioni e dichiarazioni spontanee ricevute dalla persona

nei cui confronti vengono svolte le indagini; informazioni assunte da persona informata sui

fatti ovvero da persona imputata in procedimento connesso o di un reato collegato;

perquisizioni e sequestri; identificazione dell’indagato e di altre persone, acquisizione di plichi

o corrispondenza, accertamenti urgenti sui luoghi, sulle persone o cose;verbale di

notificazione; verbale relativo a violazione amministrativa; verbali di arresto o di fermo;

verbale operazioni esecuzione custodia cautelare; verbale operazioni intercettazioni,

conversazioni, comunicazioni; verbale di vane ricerche; verbale interrogatorio verbale di

consegna ad istituto di custodia; verbale di immediata liberazione; verbale di acquisizione e

apertura plichi; verbale di confronto.

120) A cosa serve la documentazione degli atti di polizia giudiziaria?

La documentazione degli atti di polizia giudiziaria è posta a disposizione del pubblico

ministero e da questi conservata in apposito fascicolo, mentre copia è trattenuta presso

l’ufficio di polizia giudiziaria e di essa l’ufficiale o l’agente di polizia giudiziaria che l’ha redatta

potrà servirsi, previa autorizzazione, in “aiuto alla memoria” quando verrà chiamato in

dibattimento come testimone.

121) Quando si incorre nel reato di falsità ideologica?

Quando, nella redazione del verbale o della annotazione, l’ufficiale o l’agente di polizia

giudiziaria: attesta falsamente che un fatto è stato da lui compiuto od è avvenuto in sua

presenza; attesta come da lui ricevute dichiarazioni a lui non rese;omette o altera

dichiarazioni da lui ricevute; attesta comunque falsamente fatti dei quali l’atto è destinato a

provare la verità

122)Quando è chiamata e come avviene la testimonianza della polizia giudiziaria?

Il giudice del dibattimento non conosce gli atti delle indagini, ma deve formarsi il proprio

convincimento sulla base di quanto avviene davanti ai suoi occhi, quindi, gli ufficiali e gli

agenti di polizia giudiziaria, dovranno ricostruire in dibattimento l’attività di indagine da essi

compiuta e sottoporsi, come tutti gli altri testimoni, all’esame incrociato ; vale a dire alle

domande e alle contro domande che le parti hanno facoltà di rivolgere per saggiare

l’affidabilità delle dichiarazioni rese. E’ ben vero che l’ufficiale o l’agente di PG potranno

essere autorizzati a consultare in aiuto alla memoria, i documenti da loro redatti (ad esempio,

le relazioni di servizio, le annotazioni...).L’ufficiale e l’agente non potranno limitarsi a

pronunciare stanche e ripetitive formule di conferma degli atti assunti durante le indagini (del

tipo : confermo gli atti) e che, di conseguenza, l’esito di molti processi potrà dipendere

direttamente dalla credibilità della testimonianza resa dalla polizia giudiziaria. Tanto più

l’ufficiale o l’agente sarà professionalmente preparato a reggere le domande tanto più

agevole sarà per il pubblico ministero dimostrare l’attendibilità della sua accusa.

123) Cosa si intende con il termine polizia?

Si intende l’attività che lo Stato e altri enti pubblici svolgono per assicurare le condizioni di un

ordinato e tranquillo vivere sociale. Questa attività può essere diretta : a prevenire condotte

in grado di turbare l’ordine e la sicurezza pubblica ; a reprimere le violazioni già verificatesi di

norme penali impedendone gli ulteriori effetti.

124)Cosa si intende per attività di polizia giudiziaria?

L’attività di polizia giudiziaria si qualifica come attività di polizia giudiziaria quando è diretta a

reprimere reati già commessi , impedendo eventuali effetti ulteriori, ricercandone gli autori e

compiendo quanto altro può servire per rendere possibile l’applicazione della legge penale.

125) Cosa si intende per attività di polizia amministrativa?

Quando è diretta a prevenire il compimento di illeciti. Fra le attività di polizia amministrativa

ha particolare rilievo il settore della polizia di sicurezza diretta ad impedire le condotte illecite

che creano maggiore allarme sociale e che mettono in pericolo gli interessi essenziali per la

vita dei cittadini (ordine pubblico, sicurezza delle persone e della proprietà, prevenire i pericoli

che le condotte dei cittadini possono arrecare alla sicurezza e alle incolumità pubbliche oltre

che al mantenimento dell’ordine costituzionale e alla tutela della proprietà).

126)Quando interviene l’attività di polizia giudiziaria?

Interviene quando si è verificata una violazione della legge penale che l’attività di

prevenzione della polizia amministrativa - è in specie della polizia di sicurezza - non è riuscita

ad evitare. Non è invece attività di polizia giudiziaria quella svolta dopo il verificarsi di un fatto

(qualificabile come illecito civile o amministrativo) per il quale la legge prevede una sanzione

di tipo diverso da quella qualificata come reato. In materia di “ordine pubblico”, va precisato

che con tale denominazione si vuole indicare l’ordine sociale così come stabilito dal diritto,

oppure il suo assetto ed il regolare andamento della vita sociale, nonché l’armonica e pacifica

coesistenza dei cittadini.

127)Qual è la ripartizione delle funzioni di polizia giudiziaria?

L’attività della polizia giudiziaria è diretta alla ricerca ed all’acquisizione delle fonti di prova

oltre che al compimento di un complesso di attività e accertamenti indirizzati a permettere al

pubblico ministero di stabilire la fondatezza della notizia di reato e di decidere se dare inizio o

no, al processo penale. Nell’ambito di questa finalità, le funzioni (i compiti) della polizia

giudiziaria possono essere suddivisi in :

a) attività di informazione : essa consiste nell’ acquisizione e nella comunicazione della notizia

di reato ;

b) attività di investigazione : essa consiste nella ricerca delle fonti di prova e degli autori dei

reati ;

c) attività di assicurazione : essa consiste nel mantenere la disponibilità dei risultati delle

investigazioni evitando che gli stessi vadano dispersi (sequestri, arresti in flagranza...) ;

d) attività di natura preventiva : essa consiste nell’impedire che i reati vengano portati a

conseguenze ulteriori (esempio : si blocca il ladro, che dopo aver rotto il deflettore di un auto,

sta per impadronirsi di cose che sono al suo interno) ;

e) attività disposta o delegata dall’autorità giudiziaria : essa consiste nelle attività e negli atti

che la polizia giudiziaria è legittimata a compiere su investitura del pubblico ministero, dopo

che questi ha assunto la direzione delle indagini (attività che il pubblico ministero avrebbe il

potere di compiere direttamente e personalmente, ma di cui ritiene invece opportuno

investire la polizia giudiziaria).

128) Come può essere distinta l’attività di polizia giudiziaria?

L’attività di polizia giudiziaria può essere distinta in : attività di iniziativa ; attività delegata.

129) In cosa consiste l’attività di iniziativa?

Consiste nel compimento di qualsiasi legittima attività, di informazione, investigazione e

assicurazione diretta alla ricostruzione del fatto e alla individuazione del colpevole.

130) Come puo’ essere ripartita l’attività di iniziativa?

Può essere ripartita in :

a) attività autonoma : è l’attività compiuta, dopo l’acquisizione della notizia di reato e sino a

quando non intervengono le direttive del pubblico ministero ; le direttive possono : non

intervenire mai, intervenire o immediatamente dopo la comunicazione della notizia di reato o

prima della chiusura delle indagini. Per direttiva si intende l’istruzione impartita dal pubblico

ministero alla polizia giudiziaria e che, per questa, si limita a fissare l’obbiettivo di indagine,

lasciando però indeterminata l’attività operativa da svolgere per perseguirlo. Tipico esempio

di direttiva può essere quello in cui, avvenuta una rapina, il pubblico ministero chiede alla

polizia giudiziaria di verificare (direttiva) l’affidabilità della pista secondo la quale il basista

della rapina può essere uno dei dipendenti ; la polizia giudiziaria resta libera di scegliere i

mezzi e il tipo di investigazione più idonei per raggiungere l’obbiettivo indicatogli.

b) attività guidata : è, dunque, l’attività che la polizia giudiziaria svolge nell’ambito delle

direttive impartite dal pubblico ministero ;

c) attività successiva : è l’attività svolta dalla polizia giudiziaria sulla base di quanto richiesto

da elementi successivamente emersi (una sorta di ripristino dell’attività autonoma);

d) attività parallela : è l’attività autonoma che la polizia giudiziaria compie, dopo aver ricevuto

le direttive del pubblico ministero e indipendentemente da queste, in attuazione di proprie

idee investigative.

131) Cosa si intende per attività delegata?

Consiste, nel compimento, da parte della polizia giudiziaria, di specifici atti ad essa delegati

dal pubblico ministero intervenuto nella direzione delle indagini.

132) Quali sono i limiti dell’attività di iniziativa?

Alla polizia giudiziaria, però, è fatto divieto di compiere a iniziativa, i seguenti atti :

l’assunzione di sommarie informazioni dall’arrestato o dal fermato ; l’ispezione personale ;

l’interrogatorio in senso tecnico ; le perquisizioni e le ispezioni negli uffici dei difensori ; le

intercettazioni di conversazioni e comunicazioni ; i sequestri presso i difensori e i consulenti

tecnici ;

133) Come sono gli atti di indagine compiuti dal pubblico ministero e dalla polizia

giudiziaria?

Gli atti di indagine compiuti dal pubblico ministero e dalla polizia giudiziaria, sono segreti fino

a quando l’indagato non può averne conoscenza e comunque non oltre la chiusura delle

indagini preliminari. La regola subisce due eccezioni :Quando è necessario per la prosecuzione

delle indagini, il pubblico ministero può infatti disporre la segretazione di atti non più coperti

dal segreto ovvero, all’inverso, la desegretazione di atti ancora segreti. Di un atto coperto dal

segreto e del suo contenuto è vietata qualsiasi forma di pubblicazione e cioè qualsiasi forma

di comunicazione col mezzo della stampa o con altro mezzo di diffusione . Quando l’atto non è

più coperto dal segreto, può esserne pubblicato il suo contenuto ; può essere pubblicato

anche in se stesso solo quando ricorrono determinate condizioni : quando è conosciuto dal

giudice del dibattimento o, se non si procede al dibattimento, dal gip (ad indagini concluse, si

procede o con l’archiviazione o col giudizio abbreviato o patteggiamento).

134) Cosa comporta la violazione dell’obbligo del segreto?

La violazione dell’obbligo del segreto è sanzionata penalmente art.326 c.p. Esempi : risponde

del reato di rivelazione di segreti d’ufficio l’ufficiale o l’agente che rivela a un giornalista il

contenuto di una dichiarazione che ha ricevuto nel corso di indagini tuttora in corso e della

quale l’imputato non ha ancora potuto acquisire conoscenza ; Non si realizza il reato di cui

sopra, se l’ufficiale di PG riferisce a un giornalista il contenuto di un verbale di un

interrogatorio, non segretato, del quale l’imputato ha conoscenza ; il reato si realizza, invece,

se l’ufficiale di PG non si limita a riferirne il contenuto del verbale, ma consegna copia

dell’atto (in questo caso l’atto, infatti, l’atto è stato rivelato in se stesso e non solo nel suo

contenuto).

135) Quali sono i soggetti per cui vale l’obbligo del segreto?

L’obbligo riguarda la polizia giudiziaria, il giudice, il pubblico ministero, il cancelliere, ma tutti

coloro che, per qualsiasi ragione, sono venuti a conoscenza di un atto di indagine o del suo

contenuto come i potenziali testimoni, il difensore, l’indagato.

136) Cosa si intende per attività di informazione?

Comprende due distinti aspetti : quello dell'acquisizione della notizia di reato da parte della

polizia giudiziaria e quello della comunicazione della notizia di reato dalla polizia giudiziaria al

pubblico ministero.

137) Cosa si intende per acquisizione della notizia di reato e come avviene?

Corrisponde al compito di informarsi (prendere notizia dei reati). La notizia di reato può essere

ricevuta o acquisita di iniziativa. Nel primo caso, la polizia giudiziaria ha un ruolo passivo di

ricezione di notizie di reato qualificate (ricezione denuncia). Nel secondo caso acquisizione

della N.d.R. d’iniziativa, la polizia, svolge invece, un ruolo attivo, poiché il veicolo e la fonte di

informazione appresa non sono qualificati e quindi, esigono un complesso di verifiche e di

indagini prima di assurgere a notizia di reato, si tratta di notizie non qualificate di reato

mediante normali servizi di vigilanza e controllo ovvero normali attività di polizia

amministrativa, alle informazioni confidenziali, alle notizie giornalistiche.

138) Cosa si intende per comunicazione della notizia di reato e come avviene?

Costituisce dunque il secondo aspetto delle attività di informazione della polizia giudiziaria e

consiste nell’obbligo di riferire la notizia criminis all’autorità giudiziaria (P.M.). La polizia

giudiziaria deve effettuare la comunicazione della notizia di reato al Pubblico Ministero nelle

seguenti modalità : immediatamente nei casi di urgenza (arresto, fermo, accompagnamento)

ovvero quando si tratta di uno dei gravi reati ove è prevista la custodia cautelare

obbligatoria ; al più tardi entro 48 ore dal compimento dell’atto quando la polizia giudiziaria

ha compiuto un atto garantito (per il quale è prevista l’assistenza del difensore) ; senza

ritardo (appena possibile e cioè senza ingiustificabili indugi), in tutti gli altri casi.

139) Cosa si intende per ritardata informativa?

Quando la comunicazione della notizia al pubblico ministero avviene con indugio

ingiustificabile, idoneo a compromettere la persecuzione del reato. Alla polizia giudiziaria

competono poteri di approfondimento della notizia di reato, di conseguenza non vi è un

ingiustificabile ritardo nella informativa tutte le volte in cui la informativa stessa è stata

preceduta da accertamenti di polizia giudiziaria volti ad approfondire la notizia di reato ( si

pensi ai casi in cui la polizia giudiziaria, acquisita la notizia di reato, provvede a svolgere

accertamenti sulle modalità di svolgimento del fatto, sulla condotta tenuta dal suo autore.

Prima dell’informativa quindi, alla polizia giudiziaria non sono precluse quelle verifiche rapide

che consentono una corretta e non approssimativa qualificazione del fatto e delle circostanze

che lo accompagnano.

140) Come può essere comunicata la notizia di reato?

La notizia di reato è comunicata in forma scritta, è comunicata in forma orale solo quando

sussistono ragioni di urgenza. In tal caso però, alla comunicazione orale deve seguire senza

ritardo la comunicazione scritta corredata dalla documentazione delle attività compiute.

141) Come può essere data l’informativa?

Se si verifica un omicidio l’informativa va data immediatamente anche in forma orale seguita

senza ritardo da quella scritta. - se si verifica uno scippo e non sussistono ragioni di urgenza,

l’informativa va data per iscritto e senza ritardo - se si verifica uno scippo e la polizia

giudiziaria procede alla perquisizione (atto garantito) del domicilio del sospettato,

l’informativa va data al più tardi entro 48 ore dal compimento dell’atto. Dalla inosservanza

dell’obbligo di informativa ne consegue una responsabilità penale oltreché responsabilità

disciplinari.

142) Perché è importante una corretta individuazione della notizia di reato?

Solo una corretta interpretazione di tale concetto consente infatti :-alla polizia giudiziaria di

individuare entro quali limiti la sua preliminare attività investigativa può svolgersi in assoluta

autonomia e senza far sorgere l’obbligo di riferire al pubblico ministero ; al pubblico ministero

di iscrivere nel registro solo quelle informative che costituiscono effettivamente notizie di

reato e impongono di conseguenza sia le indagini preliminari che la loro chiusura con un

procedimento di archiviazione o con l’esercizio dell’azione penale. Anche quando la PG ha

ritenuto sussistere una notizia di reato e ne ha riferito al PM quest’ultimo resta arbitro di

valutare se l’informativa ha davvero rilevanza penale.

143) Quando si iscrive una notizia nel registro delle notizie di reato?

Solo in caso di valutazione positiva, in caso contrario la si iscrive nel Registro degli atti non

costituenti notizia di reato, trasmettendo poi gli atti all’archivio senza richiedere al giudice un

formale provvedimento di archiviazione. Il problema della riconoscibilità della notizia di reato

si pone in concreto solo per le notizie non qualificate, a determinare l’obbligo di informativa

non basta che la PG abbia acquisito notizia sommaria e imprecisa di un fatto, attorno al quale,

sono necessarie ulteriori investigazioni.

144) Quando non si può parlare di notizia di reato e obbligo di informativa?

Quando: si è in presenza di segnalazioni relative a ipotesi di reato prospettate come probabili

e future, che non si riferiscono ad un reato già commesso o in corso di commissione. Si è in

presenza di una notizia imprecisa e sommaria che non consente l’immediata individuazione di

una notizia di reato.

145) Quando si può parlare di notizia di reato e di obbligo di informativa?

Quando la notizia di reato ha profili di concretezza che l’U.P.G. o l’A.P.G. non potrebbe

sostenere di non essersi reso conto. Omettendo l’informativa l’U.P.G. o l’A.P.G. realizzerebbe il

reato di omessa denuncia.

146) Cosa contiene l’informativa della notizia di reato?

L’informativa contiene necessariamente : gli elementi essenziali del fatto e gli altri elementi

raccolti ; l’indicazione delle fonti di prova e delle attività compiute ; il giorno e l’ora di

acquisizione della notizia di reato. Eventualmente anche le generalità, il domicilio e quanto

altro vale per l’identificazione : dell’indagato ; della persona offesa ;di coloro che sono in

grado di riferire su circostanze rilevanti per la ricostruzione del fatto.

147) Come deve essere presentata l’informativa?

All’ informativa va allegata la documentazione relativa alle attività di indagine compiute. La

documentazione delle attività compiute deve essere sempre allegata all’informativa scritta

quando questa segue senza ritardo, l’ informativa che è stata data immediatamente in forma

orale per ragioni di urgenza, ovvero, perché si tratta di uno dei delitti di particolare allarme

sociale.

148) Quando sorge l’obbligo di riferire l’informativa?

L’obbligo di riferire sorge anche nel caso in cui sia conosciuta la notizia di reato, ma non

ancora l’autore del reato. Quando la informativa trasmessa dalla polizia giudiziaria possiede le

caratteristiche della notizia di reato, il pubblico ministero provvede ad iscriverla nell’apposito

registro.

149) Perché il contenuto delle iscrizioni nel registro non può essere comunicato

subito?

Il contenuto delle iscrizioni nel registro non può essere comunicato fino a quando la persona

alla quale il reato è attribuito non assume la qualità di imputato. Per evitare all’indagato di

subire pregiudizi da una condizione processuale che potrebbe essere definita anche con una

archiviazione; di impedire che, attraverso i dati del registro, lo stesso indagato o eventuali

terzi possano venire a indebita conoscenza della pendenza delle indagini.

150) Quando l’informativa può essere subito comunicata?

Per esigenze del procedimento :dalla disposizione che impone l’obbligo di informativa da

parte del pubblico ministero all’autorità dalla quale dipende l’ufficiale o l’agente di polizia

giudiziaria, quando si tratta di personale dipendente dai servizi per le informazioni e la

sicurezza militare o democratica; quando all’imputato, alla persona offesa e ai rispettivi

difensori, la ragione del divieto di comunicazione delle iscrizioni prevista deve ritenersi venuta

meno una volta che essi abbiano avuto legittima e formale conoscenza delle indagini pendenti

; deve essere notificata a cura del giudice all’indagato e alla persona offesa del reato se nella

querela o nella denuncia ha dichiarato di volerne essere informato la richiesta di proroga delle

indagini preliminari, non prevista se trattasi di delitti di mafia, per tali delitti opera il regime

differenziato della cosiddetta proroga coperta.

151) Quali sono le funzioni del pubblico ministero e della polizia giudiziaria

riguardo alle notizie di reato?

Il pubblico ministero e la polizia giudiziaria non hanno solo il dovere di prendere notizia dei

reati di propria iniziativa, ma anche quello di ricevere le notizie di reato ad essi presentate o

trasmesse.

152) Qual è la differenza tra denuncia-referto e querela-richiesta-istanza?

La denuncia e il referto hanno una semplice funzione informativa ; la querela, la richiesta,

l’istanza e l’autorizzazione a procedere sono presupposti iniziali per il compimento degli atti di

indagine preliminare.

153) Quanti tipi di denuncia esistono?

Vi sono due tipi di denuncia : quella da parte di pubblici ufficiali e quella da parte di privati. La

denuncia da parte di pubblici ufficiali e incaricati di pubblico servizio presenta le seguenti

caratteristiche : l’autore può esserne solo il pubblico ufficiale il pubblico ufficiale non deve

appartenere alla polizia giudiziaria. La denuncia è obbligatoria per i reati perseguibili d’ufficio

appresi nell’esercizio delle proprie funzioni .La presentazione o la trasmissione della denuncia

deve essere fatta al pubblico ministero o a un ufficiale di polizia giudiziaria. La denuncia deve

avere forma scritta.

154) Cosa si intende per denuncia da parte dei privati?

La denuncia da parte di privati è l’atto con il quale ogni persona porta a conoscenza

dell’autorità giudiziaria un reato perseguibile d’ufficio del quale ha notizia. L’autore può

essere qualunque persona che abbia avuto notizia di un reato perseguibile d’ufficio. Nella

generalità dei casi la denuncia è facoltativa (obbligatoria nei casi in cui il cittadino italiano

abbia avuto notizia di un delitto contro la personalità dello Stato per il quale la legge prevede

la pena dell’ergastolo....). La persona che presenta la denuncia ha diritto di ottenere

attestazione della ricezione. La denuncia può essere presentata sia in forma scritta che orale.

Per la denuncia da parte di privati non è previsto un contenuto formale tipico e il denunciante

può limitarsi alla semplice esposizione del fatto.

155) Cosa è il referto?

Il referto può essere definito come la denuncia obbligatoria di chi esercita una professione

sanitaria. L’autore può esserne solo il medico, il chirurgo, l’ostetrica, il farmacista, l’infermiere,

l’assistente sanitario, il veterinario. E’ obbligatorio : quando il soggetto, nell’esercizio della

professione sanitaria, ha prestato la propria assistenza od opera nei casi di un delitto

perseguibile d’ufficio. L’obbligo del referto, quindi, non sussiste per i reati perseguibili a

querela (esempio : lesioni colpose, salvo che i termini di guarigione superino i 40 giorni) i

medici e gli altri esercenti una professione sanitaria sono esonerati dall’obbligo di referto tutte

le volte in cui il referto esporrebbe a procedimento penale la persona alla quale è stata

prestata assistenza (casi in cui l’assistenza viene prestata a chi commette il reato e non

all’offeso del reato).

156)Cosa è la querela?

La querela è la dichiarazione, raccolta, per iscritto o resa oralmente, con la quale la persona

offesa dal reato chiede espressamente che si proceda in ordine a un fatto previsto dalla legge

come reato (fa richiesta di punizione). La querela configura una condizione di procedibilità di

un reato per il quale non debba procedersi d’ufficio.

157) A chi va presentata la querela?

La querela va presentata al pubblico ministero o all’ufficiale di polizia giudiziaria o, all’estero,

a un agente consolare.

158) Quali sono i compiti dell’autorità che riceve la querela?

L’autorità che riceve la querela deve provvedere all’attestazione della data e del luogo della

presentazione, alla identificazione della persona che propone la querela e alla trasmissione

degli atti al Pm. Anche per la querela chi la presenta ha il diritto di ottenere l’attestazione

della ricezione.

159)Qual è il termine della querela?

Il diritto di querela deve essere esercitato, entro tre mesi dal giorno della notizia del fatto che

costituisce reato.

160)Qual è il Contenuto della querela?

Oltre al fatto-reato, le eventuali notizie circa il suo autore e le fonti di prova, deve risultare la

manifestazione non equivoca di volontà del querelante che si proceda contro il fatto-reato e si

punisca il colpevole.


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AUTORE

giangiko

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza (GROSSETO - SIENA)
SSD:
Università: Siena - Unisi
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giangiko di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Procedura penale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Siena - Unisi o del prof Scienze giuridiche Prof.

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