Primo 1900
Caratterizzato da una forte critica della società di massa, condotta con toni apocalittici, spiega il grande disagio che vivono gli intellettuali in questi anni. Infatti, perdono il loro ruolo tradizionale e vista questa crisi si parla sempre di loro che o si contrappongono alle masse o si scontrano. Il primo 1900 è caratterizzato da un forte sviluppo della tecnica che porta alla richiesta di un numero sempre più ampio di intellettuali, che però fanno parte della piccola e media borghesia, quindi parte della massa. Si vede una forte diversificazione delle classi e divergenze che tolgono importanza alla classe intellettuale. Infatti, diventa sempre più raro il valore di intellettuale che risponde ai grandi quesiti umani.
Se alla fine del 1800 gli intellettuali erano importanti, nel 1900 ci sono due fratture: una verticale, tra intellettuali e la massa, e una orizzontale tra le culture scientifica ed umanistica. Finisce col perdersi ogni tipo di comunicazione. Si sviluppa il vitalismo, diventano importanti concetti di vita, e sono alla base della scienza analitica.
Bergson e il vitalismo
Importante è il francese Bergson, che scrisse "L'evoluzione creatrice". Egli vede il prodotto di uno slancio vitale che ha investito la materia, il principio ha un carattere creativo al di là dei rapporti causa-effetto della scienza. Solo l’intuizione, che sviluppando un atteggiamento di simpatia tra noi e gli altri esseri umani, ci può portare ad una compenetrazione reciproca.
James e il pragmatismo
Si sviluppa anche il pragmatismo, sostenuto e sviluppato dall’americano James. Egli critica la concezione della conoscenza come specchio di dati oggettivi e la considera strumento per l’azione, quindi ciò che si fa è ciò in cui è meglio credere.
Sorel e il sindacalismo
Nel primo 1900 si sviluppa il sindacalismo di Sorel, che nel suo saggio del 1907 contrappone alle idee socialiste il mito dello sciopero che deve abbattere il capitalismo. Analizza le masse e i comportamenti che si muovono per suggestione emotiva.
Benedetto Croce e la filosofia italiana
In Italia si afferma il pensiero di Benedetto Croce (1866-1942). Benchè sia lontano dal razionalismo, svaluta profondamente la scienza, opera attraverso degli pseudo concetti, ossia caratteri che non hanno niente a che fare con la coscienza che alloggia nello spirito.
Fenomenologia ed esistenzialismo
C’è la fenomenologia, il cui fondatore è Husserl, che sottolinea che bisogna far riferimento all’iniziativa immediata, cioè è importante il fenomeno. L’esistenzialismo, di cui iniziatore è Heidegger, rivolse la propria attenzione verso la situazione angosciosa dell’uomo che si trasforma in un essere per la morte.
Empirismo logico o neo positivismo
Si sviluppa anche un empirismo logico o neo positivismo, questo atteggiamento pone il sapere scientifico al centro dei propri interessi. Nasce a Vienna e si diffonde anche a Berlino, pone l’esperienza alla base di ogni conoscenza ed esclude qualunque speculazione metafisica. Oggetto fondamentale di questa filosofia è il linguaggio perché si vuole precisare a quali condizioni le nostre affermazioni sul mondo sono dotate di senso. Il compito del linguaggio è quello di chiarire i fondamenti metodologici della ricerca scientifica e formalizzare i suoi passaggi logici.
Rivoluzione scientifica ed Einstein
Nel primo 1900 si verificano grandi rivoluzioni, viene messa in discussione la conoscenza. Fino a Galilei era il puro rispecchiamento della realtà, ma Einstein la rivoluziona nel 1905. Dice che ogni misura di velocità e dimensioni è relativa alla posizione dell’osservatore, quindi non esistono uno spazio e un tempo assoluti, che quindi non ci possono dare una misura vera del tempo e dello spazio. Questa teoria di Einstein arriva alla legge sull’energia.
Principio della complementarità e indeterminazione
Sul piano epistemologico si arriva al principio della complementarità, fatto da Bohr, che dice che a livello atomico l’energia può essere formata da onde e particelle. Quindi la scienza non descrive le cose come stanno ma fa una teoria su come potrebbero essere, costruisce dei modelli corrispondenti ed è importante cosa esprimono. Il principio dell’indeterminazione di Heisenberg dice che l’osservazione del lettore influisce le cose osservate ed è impossibile rappresentarle.
Scienze umane e sociologia
Questo linguaggio scientifico crea ancora più distacco tra letterati e scienziati. Si sviluppano le scienze umane che cercano di comprendere le sensazioni umane, ma se prima le scienze matematiche e umane erano insieme, adesso sono separate. Si evolvono la sociologia e la psicologia. Un grande sociologo è Weber, egli rivede le posizioni di Marx, la colonna portante della società non è l’economia ma sono altri fattori. Un altro paese sono gli Stati Uniti che sono stati interessati dallo studio dell’integrazione delle minoranze etniche e il lavoro. La sociologia si frammenta in diverse scuole: alcune della psicologia limitano il programma di ricerca all’elaborazione dei dati statistici e si adeguano ad un modello fisico-matematico.
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