Fisiologia
Parte I
Biofisica del neurone e della cellula muscolare
1. Meccanismi di trasporto trans-membrana (diffusione semplice, canali ionici
passivi, e controllati, diffusone facilitata, trasporto attivo primario e
secondario).
La membrana citoplasmatica è costituita da un doppio strato di fosfolipidi, che sono
impermeabili all’acqua, questi sono formati da una testa idrofila, ed una coda idrofoba.
Grazie a questa configurazione, vengono presentate all’acqua, che si trova all’esterno della
membrana, soltanto le teste (idrofile). Proprio per questo motivo, le sostanze polari (cioè
elettricamente cariche), non possono oltrepassare la membrana, mentre possono
attraversarla le sostanze non polari, come ad esempio ossigeno e anidride carbonica.
Esistono diversi tipi meccanismi di trasporto trans membrana:
-‐ La diffusione semplice, si tratta di uno spostamento passivo di molecole che vanno da
una zona ad alta concentrazione, verso una a minor concentrazione, fin quando non
viene raggiunto un equilibrio dinamico (cioè si ha una situazione di equilibrio, in cui
avvengono piccoli spostamenti). È detta anche diffusione passiva, in quanto sfrutta
soltanto l’energia cinetica delle particelle che vengono spostate.
-‐ Canali ionici passivi: i canali ionici sono proteine integrali di membrana, sono formati
da diverse subunità, le quali circoscrivono un canale che permette il passaggio
selettivo di ioni. Questi canali sono detti passivi poiché sono sempre aperti, il flusso
ionico è determinato da una forza elettrochimica esistente nei due versanti della
membrana. La loro apertura influenza l’equilibrio chimico ed elettrico della cellula
determinando flussi di ioni che generano modificazioni rapide del suo potenziale
transmembrana. Ogni canale riesce ad essere specializzato per una singola specie
ionica, e ad essere molto veloce. La selettività dei canali non è sempre uguale e va
distinta di volta in volta. I canali tramite questo meccanismo, rendono la membrana
permeabile, ma in modo selettivo.
-‐ Canali ionici controllati (Gated): Sono detti canali controllati poiché si tratta di canali
specifici, che possono essere aperti o chiusi, in quanto possiedono un meccanismo che
ne regolano l’apertura a seguito di precisi stimoli di natura elettrica. Questi canali
sono classificati in base ai meccanismi che li controllano, esistono dunque:
Canali controllati chimicamenteà Il canale viene aperto nel momento in cui una
sostanza specifica si lega, mentre si richiude nel momento in cui questa si slega. È un
procedimento che avviene all’esterno della membrana. (Una delle principali azioni dei
neurotrasmettitori può essere quella di aprire i canali ionici, e quindi cambiare la
permeabilità della membrana).
Canali controllati per Fosforilazioneà(Si tratta di un procedimento molto simile al
precedente, che però avviene all’interno della membrana). Le sostanza che si trovano
all’interno della membrana si legano ed il canale viene aperto, nel momento in cui
queste si slegano, il canale viene richiuso.
Canali controllati elettricamenteà Rispondo alla variazione di polarizzazione della
membrana. Una parte del filamento proteico è carico positivamente, e quindi è
sensibile alle variazioni di voltaggio, per questo motivo è anche detto sensore di
voltaggio. Se all’esterno della cellula il campo elettrico è carico positivamente, il
sensore rimane all’esterno, se invece il campo elettrico all’esterno della cellula è carico
negativamente, il sensore fuoriesce. In generale il canale può passare da aperto a
refrattario, a chiuso, ma è impossibile che da refrattario (inattivo) possa tornare ad
essere aperto.
Canali controllati meccanicamenteà Si tratta di canali in cui una parte è
meccanicamente connessa. Sono abbastanza rari e li troviamo soprattutto nei recettori
tattili, nella sensibilità ai suoni e nella sensibilità ai movimenti della testa.
-‐ Diffusione Facilitata: si tratta un processo secondo il quale una sostanza si lega a una
proteina, la quale cambia conformazione facendo aprire il canale verso l’interno della
cellula, così da far passare le molecole, che possono slegarsi. Una volta slegatasi la
sostanza in questione, la proteina potrà riprendere la sua conformazione originale. Le
proteine che hanno questo tipo di compito sono chiamate proteine carrier
(trasportatori). Il vantaggio di questo processo per diffusione facilitata è il passaggio di
sostanze più complesse, lo svantaggio è che si tratta di un processo abbastanza lento.
-‐ Trasporto Attivo Primario: Si parla di Trasporto attivo primario nel momento in cui
uno ione o una molecola attraversa la membrana controgradiente di concentrazione,
ossia procedendo da una zona a bassa concentrazione verso una ad alta
concentrazione, ciò comporta un consumo di ATP (La molecola di ATP si lega e si
divide in ADP+Pi, e viene trasportata controgradiente). Questo significa che la stessa
molecola che sta operando controgradiente di concentrazione, sta anche consumando
ATP. Esistono diversi tipi di pompe, tra cui la più importante è la Pompa Sodio-
Potassio.
-‐ Trasporto Attivo Secondario: è detto anche cotrasporto, e avviene quando vengono
trasportati allo stesso tempo due tipi di ioni. Uno di questi viene trasportato
controgradiente e l’altro secondo gradiente. Possiamo avere due diverse condizioni:
Simporto: entrambi gli ioni vanno nella stessa direzione.
Antiporto: i due ioni vanno in direzioni diverse.
*Anche la Pompa Sodio-Potassio potrebbe essere considerata un cotrasporto, visto che
vengono trasportati contemporaneamente due ioni, in realtà però sia il Sodio che il
Potassio vengono trasportati controgradiente, e la molecola consuma ATP, quindi si
ha un Trasporto Attivo Primario.
2. Potenziali cellulari (potenziale di membrana, potenziale d’azione)
Il potenziale di membrana: è una differenza di potenziale elettrico, tra l’interno e l’esterno
della membrana cellulare. Questa differenza è rilevata perché avviene uno sbilanciamento
di cariche tra interno ed esterno della cellula. L’interno ha un potenziale negativo rispetto
all’esterno; si tratta di una separazione di cariche elettriche, rappresentate dagli ioni, che
si distribuiscono diversamente ai due lati della membrana. Questo gradiente elettrico
rappresenta una delle due forze motrici (l’altra è il gradiente di concentrazione) che guida
il passaggio di ioni attraverso la membrana: un potenziale negativo tende ad attirare verso
l’interno della cellula particelle cariche positivamente, e a respingere invece cariche
negative. Il passaggio di ioni da un lato all’altro della membrana avviene attraverso canali
ionici che, a seconda del tipo di regolazione, si distinguono in canali passivi (sempre
aperti) e canali attivi (ad apertura controllata). La presenza sulla membrana di canali
passivi, genera un potenziale di riposo, ossia un potenziale di membrana in assenza di
cariche elettriche, che è sempre negativo. Questa differenza viene mantenuta quando il
neurone non genera impulsi, il potenziale di riposo di un tipico neurone corrisponde
mediamente a -65 mV. Quando si verifica un evento che determina l’apertura di canali
attivi, possono verificarsi due situazioni:
1) il lato interno della membrana diventa ancora più negativo, determinando
un’iperpolarizzazione. In tal caso la cellula diventa temporaneamente meno eccitabile;
2) il lato interno della membrana diventa meno negativo, determinando una
depolarizzazione: il potenziale di membrana può invertire la polarità e diventare
positivo (+20 mV). Quando la depolarizzazione supera un valore soglia, si innesca un
potenziale d’azione.
Si può arrivare anche ad un potenziale di equilibrio, nel momento in cui la differenza di
potenziale elettrico equilibra esattamente un gradiente di concentrazione ionica. Ogni
ione ha il suo potenziale di equilibrio, cioè il potenziale elettrico stabile che verrebbe
raggiunto se la membrana fosse permeabile solo a quello ione. Conoscendo la carica
elettrica dello ione, e la differenza di concentrazione attraverso la membrana, è possibile
dedurre facilmente se l’interno della cellula sia positivo o negativo al potenziale di
equilibrio. Il valore esatto del potenziale di equilibrio in mV può essere calcolato
attraverso l’equazione di Nernst, che prende in considerazione la carica ionica, la
temperatura ed il rapporto tra la concentrazione ionica esterna ed interna. All’interno
della cellula troviamo il potassio e le proteine (che non possono uscire), mentre
all’esterno si trovano il sodio (che non può entrare) e il cloro. Il potassio si muove
liberamente, e se la concentrazione è uguale, si ha la stessa probabilità che K+ entri o esca.
Il potassio spinto da un gradiente di concentrazione, tende ad uscire, ma all’esterno trova
gli ioni Na+ che ne ostacolano la fuoriuscita.
Il potenziale di membrana è il responsabile di numerosi processi che riguardano il
trasporto di ioni. Per le cellule eccitabili, inoltre, ha un ruolo chiave nel generare segnali
elettrici che si trasmettono sia nello stesso neurone che fra un neurone e l’altro ed è alla
base dell’attività del sistema nervoso. Il segnale elettrico infatti è rappresentato da una
variazione velocissima e transitoria del potenziale di membrana, denominata potenziale
d’azione, che si trasmette poi lungo la membrana.
Sappiamo che la membrana è diversamente permeabile allo ione Sodio (Na+) e allo ione
Potassio (K+), molto permeabile al potassio e poco al sodio. Dunque risulta evidente che
il potenziale di membrana neuronale dipende dalle concentrazioni ioniche sui due lati
della membrana. Il potassio (K+) è più concentrato all’interno, mentre Sodio (Na+) e
Calcio (Ca2+) sono maggiormente concentrati all’esterno. I gradienti di concentrazione
ionica sono indotti dall’azione di pompe ioniche presenti nella membrana neuronale. Per
la neurofisiologia cellulare sono particolarmente importanti due tipi di pompe: la pompa
sodio potassio e la pompa del calcio. La pompa sodio-potassio è un enzima che idrolizza
ATP in presenza di Na+ all’interno della cellula. L’energia chimica liberata da questa
reazione mette in funzione la pompa, che scambia gli Na+ interni con i K+ esterni.
L’azione di questa pompa assicura che i K+ siano concentrati all’interno del neurone e
che gli Na+ siano concentrati all’esterno. È importante sottolineare che questa pompa
spinge gli ioni contro il loro gradiente di concentrazione. Questo lavoro richiede
l’impiego di energia metabolica. La pompa del calcio è anch’essa un enzima, che trasporta
attivamente Ca2+ fuori dal citoplasma attraverso la membrana cellulare. Grazie a questo
meccanismo la concentrazione di Ca2+ all’interno della cellula è ridotta ad un livello
bassissimo.
Il potenziale d’azione: è una modifica del potenziale di riposo, di breve durata, che si
genera nelle cellule eccitabili in risposta ad uno stimolo capace di depolarizzare la
membrana. La depolarizzazione della cellula durante il potenziale d’azione è causata
dall’entrata di ioni sodio attraverso la membrana, la ripolarizzazione è causata dall’uscita
degli ioni potassio. Una depolarizzazione oltre il valore di soglia *, fa insorgere il
potenziale d’azione, caratterizzato dall’inversione della polarità di membrana. (Il
potenziale d’azione ha una durata diversa a seconda del tipo di tessuto in cui si trova).
Il potenziale d’azione è caratterizzato da:
-Fase di Depolarizzazione: il potenziale di membrana diviene progressivamente meno
negativo fino a raggiungere valori positivi,
-Fase di Ripolarizzazione: il potenziale torna ad un valore di riposo. Comprende una fase
di iperpolarizzazione, durante la quale il potenziale raggiunge valori più negativi del
potenziale di riposo.
Grazie a queste caratteristiche il potenziale d’azione è considerato un fenomeno “tutto o
nulla”, nel senso che c’è o non c’è, e quando insorge viene mantenuto sempre uguale a se
stesso, non può cambiare in ampiezza. La variazione dell’informazione nervosa dunque
non dipende da un cambiamento dell’ampiezza del potenziale d’azione ma da un
cambiamento della frequenza con cui esso insorge.
Come funziona il potenziale d’azione nella realtà?
Quando la membrana viene depolarizzata fino al livello di soglia, si verifica un aumento
di conduttanza per gli ioni sodio. Questo permette agli Na+ di entrare e quindi avviene la
depolarizzazione del neurone. L’aumento di conduttanza è molto breve, e questo spiega la
breve durata del potenziale d’azione. Il processo di reintegrazione del potenziale di
membrana negativo viene integrato da un aumento di conduttanza per il K+, che
permette al Potassio di lasciare velocemente il neurone depolarizzato.
Per verificare tale teoria basta misurare la conduttanza della membrana per il sodio e per
il potassio durante il potenziale d’azione. Per effettuare tale misurazione fu introdotto un
dispositivo di blocco per il voltaggio. Questa tecnica permise di fissare il potenziale di
membrana di un assone rispetto a qualunque valore prescelto. Misurando le correnti che
fluivano attraverso la membrana, gli scienziati furono in grado di stabilire quali
cambiamenti avvenissero nella conduttanza della membrana rispetto a differenti
potenziali di membrana.
Caratteristiche del potenziale d’azione
Soglia. Il potenziale di membrana raggiunge il livello di soglia e i canali voltaggio
• dipendenti selettivi per il sodio si aprono. Così, la permeabilità ionica della membrana
favorisce il sodio rispetto al potassio.
Fase crescente. Quando l’interno della membrana è caratterizzato da un potenziale
• elettrico negativo, vi è una considerevole forza che agisce sugli ioni Na+. Tali ioni
entrano improvvisamente nella cellula attraverso i canali per il sodio causando una
rapida depolarizzazione della membrana.
Potenziale a punta. Poiché la permeabilità relativa alla membrana favorisce
• notevolmente il passaggio del sodio, il potenziale di membrana si sposta ad un valore
vicino a E che è superiore a 0 mV.
Na
Fase decrescente. L’attività dei due tipi di canale contribuisce al verificarsi della fase
• decrescente. Per prima cosa i canali selettivi per il sodio si inattivano. In secondo luogo
i canali per il potassio si aprono. Quando la membrana è fortemente depolarizzata si
verifica una significativa forza sugli ioni K+, per cui questi ioni escono dalla cellula
attraverso i canali aperti e il potenziale di membrana diventa nuovamente negativo.
Iperpolarizzazione. I canali voltaggio-dipendenti selettivi per il potassio si aggiungono
• alla restante permeabilità al potassio della membrana. Poiché la permeabilità al sodio è
bassa, il potenziale di membrana si sposta verso E , causando un’iperpolarizzazione
k
relativa a potenziale di membrana a riposo fino a che i canali per il potassio si
chiudono di nuovo.
Periodo refrattario assoluto. I canali per il sodio si disattivano quando la membrana
• diventa fortemente depolarizzata. Essi non possono venire attivati nuovamente e non
si può verificare un altro potenziale d’azione fino a che il potenziale di membrana non
diventa sufficientemente negativo da attivare i canali.
Periodo refrattario relativo. Il potenziale di membrana rimane iperpolarizzato fino a
• che i canali per il potassio si chiudono. Di conseguenza, è necessaria una maggiore
corrente depolarizzante per portare il potenziale di membrana a livello di soglia.
*nel frattempo sullo sfondo sta lavorando la pompa sodio-potassio, che mantiene i gradienti di
concentrazione ionica, i quali durante il potenziale d’azione guidano gli ioni sodio e potassio
attraverso i loro canali
*Soglia: depolarizzazione minima che la membrana deve raggiungere perché possa insorgere un
potenziale d’azione.
3. Modello elettrico del neurone (resistenza e capacità di membrana, costante
di tempo, costante di spazio, conduzione assonale, conduzione saltatoria)
Il modello elettrico della membrana è strutturato secondo diversi elementi, tra i più
importanti troviamo la Resistenza di Membrana e la Capacità di Membrana. Per quanto
riguarda il neurone, le tre resistenze più importanti sono la resistenza al Sodio, al Potassio
e al Cloro. Tutti questi ioni passano, anche se in maniera diversa, attraverso la membrana.
Il potassio può passare molto facilmente rispetto al sodio e al cloro che passano con
maggiori difficoltà. Quindi troveremo una minor resistenza per il Potassio, ed un’alta
resistenza per il Sodio ed il Cloro.. La facilità o difficoltà con cui si sposta una corrente
ionica è data dal numero di canali ionici che ci sono per una determinata specie ionica.
Ade esempio il Sodio passa difficilmente poiché ci sono pochi canali, mentre i canali per
il Potassio sono più numerosi. Più canali ci sono sulla membrana, e più ioni passano, in
questo caso si ha una bassa resistenza. Se i canali sono pochi, passeranno meno ioni, e in
tal caso si avrà una resistenza alta. DEF. Quindi possiamo dire che la resistenza di
membrana è un ostacolo al passaggio degli ioni, e che quindi lavora quando c’è una
situazione dinamica, ovvero quando c’è corrente.[Se prendo due neuroni (uno di
superficie maggiore rispetto all’altro) e ipotizzo che in entrambi ci sia la stessa
distribuzione di canali. Imponendo che da un neurone all’altro la densità di canali per
unità di superficie sia la stessa, la resistenza di membrana deve essere uguale alla
resistenza specifica di membrana.[Se ho un neurone grande e uno pi
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