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I Vangeli
Il telo di Anablatha
“Dopo essermi avvicinato vidi una lucerna accesa, così domandai che luogo fosse quello. Mi dissero che era una chiesa, allora decisi di entrare per pregare: trovai che lì dentro avevano appeso presso la porta un lungo telo tinto e dipinto che portava l’immagine di un uomo a somiglianza di Cristo oppure di un qualche santo: però non ricordo con precisione. Non appena la vidi mi arrabbiai molto, constatando che dentro una chiesa era stata appesa l’immagine di un uomo contro l’autorità delle Sacre Scritture; così tirai giù quel telo e consigliai caldamente ai custodi di dare quel panno in beneficenza perché fosse usato per avvolgere e seppellire il cadavere di qualche defunto povero”.
Il mandylion di Edessa
“Essendo venuto a conoscenza di Gesù e della sua potenza di guaritore, il re Abgar di Edessa desidera vederlo perché afflitto da una grave malattia; e così gli manda una lettera per mezzo di un suo corriere chiamato Anania, nella quale gli esprime la sua solidarietà per le sofferenze che i giudei gli stanno procurando e sapendo che i suoi nemici lo stavano cercando per farlo morire, gli offre asilo illimitato presso di lui. Il sovrano aveva anche ordinato ad Anania di ritrarre Gesù nella maniera più somigliante possibile, per poterne vedere l’immagine, l’aspetto reale, i capelli, e tutto il resto. Anania raggiunse Gesù e gli consegnò la lettera, però non riuscì a rappresentare le sue fattezze in un dipinto. Allora Gesù, letto dentro il suo cuore chiese di lavarsi. Gli dettero un tetràdiplon, e dopo essersi lavato si asciugò il viso: essendo rimasta impressa in quella sindòn la sua immagine, Gesù la consegnò ad Anania. Anania la portò ad Abgar e quella immagine ebbe il potere di guarirlo dalla sua malattia”.
Da Edessa a Costantinopoli
Costantinopoli
“Oh sommo sacrilegio! Buttavano per terra le sacrosante immagini di Cristo e dei suoi servi, le pestavano sotto i piedi, se c’era qualche ornamento fatto di materiali preziosi lo strappavano via e poi tiravano le icone per le strade in modo che i passanti le calpestassero anche loro, oppure le bruciavano per cuocersi i cibi! Ma ciò che è più abominevole al cospetto di Dio e detestabile per l’orecchio dei devoti, è che saltavano sulla mensa dell’
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