Persistenza della tradizione e modernità:
Tony Garnier, Adolf Loos, Auguste Perret
Tra fine XIX e inizio XX secolo I territori e le città occidental sono investiti dalla realizzazione del più grande numero di interventi
infrastrutturali e urbani della storia (strade, ponti, acquedotti, ospedali, servizi e residenze) grazie ai processi di diffusione della
produzione industriale e dello sviluppo tecnologico. La storia dell’architettura contemporanea però solitamente si concentra su
pionieri e monumenti del Movimento Moderno (Van der Rohe, Le Corbusier, Gropius, etc.) selezionando così una piccolissima parte
delle architetture del tempo: Garnier, Loos e Perret non divennero mai archistar ma i maestri del Movimento Moderno si
ispireranno a loro e sul loro messaggio di architettura moderna. Edoardo Persico già negli anni ’30 con questi tre personaggi parlava
di Protorazionalismo ma, comunque, analizzare questi autori come padri dei maestri della modernità li presenterebbe come “padri”
di loro coetanei.
Questi tre autori effettuano ricerche geniali, ma non affermano comunque una rottura drastica con la tradizione e nella
riproposizione di approcci legati al passato trovano elementi di ispirazione fondamentali per le loro scelte. Frampton, per esempio,
propone l’espressione “Razionalismo classico” a proposito di alcuni filoni di ricerca presenti in Austria, Germania e Francia di questo
periodo.
Bisogna pensare che però con questi autori si inizia a costruire un’architettura che tende ad andare contro la tradizione seguendo il
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filone, perlopiù ideologico e teorico, delle avanguardie e che troverà il compimento con il Movimento Moderno. Simbolo di questa
voglia di cambiamento radicale è la I guerra mondiale, durante la quale però, come in ogni guerra, non si costruisce ma si distrugge.
Tony Garnier
Tony Garnier nasce in un quartiere popolare di Lione nel 1869,
nel pieno sviluppo urbano legato alla produzione industriale
della città francese. Studia all’accademia di Belle arti di Lyon e
successivamente vince un premio per poter continuare gli studi a
Parigi, città nella quale rimane affascinato e colpito dalle opere
per l’esposizione universale del 1889 come la Tour Eiffel e la
Galerie des Machines di Contamin e Dutert. Nel 1899 con il
progetto per la sede centrale di una banca di stato Garnier vince
il Prix de Rome per andare a studiare nella culla dell’architettura
antica: Roma. Durante il suo soggiorno romano egli elabora un
progetto di urbanistica per la costruzione di una città
contemporanea per 35.000 abitanti sempre legata ad una
concezione di architettura estesa, cioè un’architettura che Ospedale
percepisce la connessione tra tutti gli edifici e le infrastrutture
(strade, edifici residenziali e pubblici, parchi, ecc.) L’urbanistica era una scienza nuova all’epoca che inizialmente riguardava solo
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l’esistente ma nessuno aveva mai progettato una città dal nulla .
Nel 1904 Garnier torna a Lyon e presenta il progetto per Une Cité Industrielle che perfezionerà fino al 1914, pubblicandola nella
versione definitiva del 1917. Garnier nella Cité Industrielle progetta una città ex novo
partendo dalla condizione dell’abitante così sottolineando la sua vicinanza politica alle idee
socialiste, infatti la sua città la immagina in una società in cui sia risolto il problema del
controllo pubblico del suolo e dei principali mezzi di produzione. Garnier propone una città
senza chiese, tribunali, prigioni e caserme ma collocata in uno spazio fisico reale (sud-est
della Francia) in un luogo simile alla regione di Lione tra valli affacciate sul mare. Elementi
fondamentali sono la presenza di una fonte energetica (una diga con una centrale Quartiere residenziale
idroelettrica), di materie prime, di industrie, strade, linee ferroviarie e fluviali anche per il
1 In ogni campo culturale si ha questo rinnovamento come nel campo musicale con Schönberg, padre del metodo
dodecafonico.
2 Ricorda gli interventi sulle città esistenti di Parigi, Barcellona, Vienna, Londra e Torino.
3 Si era avvicinato a questa idea solamente Le Doux con il progetto per le Saline di Chaux.
commercio. La costruzione degli edifici segue una visione razionalista, cioè vengono costruiti secondo la loro funzionalità
(Gropius e la Bauhaus). Urbanisticamente la città è costruita come una griglia così da poterla ampliare e i modelli abitativi sono
replicabili con bassi costi. Nella parte centrale della città pone un centro non storicizzato ma con tutte le sedi dei servizi
(Biblioteche, Amministr
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Tony Garnier e Auguste Perret
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