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Unità didattica B: La penisola italiana tra la fine dell'antico regime e le esperienze repubblicane

Lezione 13, 22 Ottobre 2012

Rivoluzione francese

Premesse

Anche la rivoluzione francese porterà a compimento alcune situazioni che già avevano messo in crisi l’antico regime.

  • Sistema tripartito: appartenenza di ceto: accettazione di alcuni comportamenti.
  • A partire dagli anni '50 vi è un furioso dibattito nobiltà commerciante. Libretto dell’abate Foyes. È anacronistico ormai pensare che il nobile non possa commerciare. Garantire livello di ricchezza dignitoso per la nobiltà. Crisi dell’identità nobiliare.
  • Il '700: lotta giurisdizionalista. Ingerente ridimensionamento delle autorità ecclesiastiche, del clero regolare [Maria Teresa d’Asburgo]. Nobiltà ridimensionata sotto un punto di vista politico.
  • Sostituzione delle diete con una burocrazia scelta dallo stato centrale.
  • Fiscalità: il motore delle riforme del 1700 come ricavare denaro: problema della Francia, dell’Austria, della Spagna. Assetto istituzionale sta aumentando le richieste.
  • Aumento dell’esercito, aumento delle spese. Risorse recuperate aumentando i prelievi e ridimensionando i privilegi. Nobiltà: privilegio fiscale. Ma ora è necessario aumentare il numero dei contribuenti. Inoltre, incarceramento dei beni della chiesa denaro pronto all’uso.
  • Criteri di ripartizione più equi. Introduzione del catasto: rilevamento dei beni immobili esistenti all’interno dello stato. Primo catasto moderno: Milano. I proprietari terrieri diventano uguali davanti al fisco.
  • 1760: Entra il catasto nelle leggi. 42 anni per renderlo esecutivo, poiché se entra in vigore il catasto, tutti i privilegi andrebbero annullati. Feroce lotta politica.
  • Rivoluzione americana: importanti istituzioni nuove. Gli USA sono i primi che prendono incarico la divisione dei poteri di Montesquieu.
    • Legislativo (congresso)
    • Esecutivo (presidente)
    • Giudiziario (corte suprema)
  • Garantire l’equilibrio dei poteri. Nuovo modello sociale e politico. Concetto di censo, chi abbia reddito non più distinzione sociale. Non esiste la nobiltà.

Francia nella seconda metà del '700: Le diverse ragioni di malessere

  1. Aumento prezzo grano
  2. La reazione signorile
  3. Tradizionalismo contadino
  4. Scristianizzazione delle masse
  5. Aumento dell'alfabetizzazione
  6. Rallentamento della mobilità sociale
  7. Frustrazione della plebe nobiliare
  8. (Sul breve periodo) 1788-89 crisi determinata da cattivi raccolti

Lezione 14, 25 Ottobre 2012

Progetti di riforma fiscale

Problema del deficit dello stato bilancio in rosso che non si riusciva a pianificare, poiché il sistema fiscale realizzato fino ad allora non consentiva di aumentare le entrate. Due strategie di riforma:

  • Turgot (1774-1776): incremento entrate come naturale effetto dello sviluppo economico liberista che non andò a buon fine a causa delle resistenze dell’alta finanza e dei parlamenti; riduzione delle spese e degli sprechi e nell’immediato ricorso al prestito dei banchieri ginevrini.
  • Necker (1776-1781): sfoltimento degli uffici, modernizzazione burocrazia, istituzione di un sistema di controlli sui fondi e sulle casse, ridurre le spese di corte. Progetto sul lungo periodo: nell’immediato non sanavano il bilancio. Ricorre al credito nel mondo della finanza ginevrina. Nel 1781, Necker pubblica il bilancio dello stato, ritoccato, per dimostrare una situazione meno drammatica. Fu un errore colossale. Ciò produce malcontento generale: vi erano scritti anche i nomi di coloro che avevano finanziamenti dallo stato. Il progetto di Necker fallì.

Tentativi falliti anche dai successori:

  • Joly de Fleury (1781-1783): inasprimento fiscale (nuove imposte), ma non regge più: non si può spremere ulteriormente i contribuenti.
  • Charles Alexandre de Calonne (1783-1787): nuova imposta fondiaria proporzionale alla rendita e gravante senza eccezioni su tutti i proprietari e ripresa misure liberistiche di Turgot. Il deficit dello stato ha raggiunto i 100 milioni di franchi: il 50% del prelievo fiscale è destinato agli interessi del debito pubblico. Calonne pensa di poter introdurre un’imposta fondiaria proporzionale alla rendita eliminare i privilegi fiscali. Nel 1787, il re convoca un’assemblea temporanea e provvisoria di notabili, che avrebbe dovuto approvare questo progetto. Così non fu: disconoscono la proposta di Calonne e ci si avvia a una soluzione estrema: ricorrere alla rappresentanza dello stato e quindi riconvocare gli Stati Generali. Questo è già un passo verso la rivoluzione.

La convocazione degli Stati Generali

Gli Stati Generali, un’istituzione tradizionale, non erano stati più convocati dal 1614. I monarchi avevano regnato senza convocarli. In quell’anno la monarchia era fragile a causa della debolezza del monarca stesso (era appena salito al trono Luigi XIII). Il 1 maggio 1789 a Versailles, ci furono i primi problemi:

  • I cahiers de doleances
  • Le modalità di convocazione: voto per ordine o per testa?

Tutto ciò che riguarda gli Stati Generali è diventato oggetto di pubblico dibattito politico. C’è una Francia in cui è radicato il concetto di opinione pubblica (aumento giornali, alfabetizzazione, informazione). L’Assemblea Nazionale Costituente (giugno):

La rivoluzione istituzionale

Richiesta avanzata dal terzo stato di riunirsi tutti e tre i ceti in un’assemblea collegiale e di votare congiuntamente. Fino ad allora era prevista la riunione e il voto disgiunto, cioè i ceti si esprimevano in maniera del tutto autonoma. Di conseguenza, la coalizione clero-nobiltà assicurava ingiustizie. Il terzo stato chiese di raddoppiare i suoi membri per poter passare dal voto per ceto, ma per testa. Ogni voto, indipendentemente dall’appartenenza a un ceto o a un altro, era importante. Il monarca ovviamente non ci sta, e per evitare un’unione congiunta tra il terzo stato e una parte del clero (che comunque aveva membri più umili che stava dalla parte del popolo), vieta al clero e al terzo stato di riunirsi, chiudendo fisicamente la sala in cui il terzo stato era solito riunirsi. Questo reagisce. Si autonomina Assemblea Nazionale, fino a diventare Assemblea Costituente con altri membri del clero e della nobiltà. Si riuniscono nella sala della pallacorda (da qui il giuramento di pallacorda), promessa di non sciogliere l’Assemblea finché non avessero riscritto una costituzione (viene sostituito il sistema istituzionale della monarchia assoluta in una monarchia costituzionale, e quindi limitata del potere “assoluto” del monarca). Il sovrano inizia i preparativi per un colpo di stato: chiama a Versailles (dove c’erano gli Stati Generali) una serie di reggimenti dell’esercito per sciogliere forzatamente l’Assemblea. Da qui si passa alla...

La rivoluzione municipale

Insurrezione di Parigi, in particolare la presa di Bastiglia (luglio): Il popolo di Parigi insorge: la città di Parigi è il punto di riferimento della politica e società della Francia. Se Parigi si muove, i guai sono all’orizzonte. Richelieu: primo ministro di Luigi XIII, «la grande bestia». Un’eventuale insurrezione parigina avrebbe provocato diversi problemi, ricordando la rivolta del 1648, quando il re dovette fuggire e la città andò nelle mani dei parlamentari. Il sovrano, consapevole del pericolo, decide di rinunciare all’atto di forza.

La rivoluzione contadina e la grande paura (20 luglio - 4/10 agosto)

Fu imprevedibile. Insurrezione delle campagne motivata da:

  • Timori pericolo invasioni eserciti stranieri;
  • Presenza dei briganti (presunta o reale che fosse);
  • Paure motivate o meno (studi sulla mentalità, Marc Bloch, George le Fèvre).

La Grande Paura travolge le campagne francesi: la prima cosa che fanno è assaltare i castelli e i roghi agli archivi. Anche gli esponenti del terzo stato erano nella fascia più alta della popolazione non nobile: il primo esito di questa paura che pervade anche Versailles e l’assemblea lì riunita è la decisione del 4 agosto 1789: emanazione del decreto che stabilisce la FINE DEL FEUDALESIMO e l’abolizione di ogni privilegio che si opponeva a un’idea di uguaglianza. Finisce ufficialmente l’ANCIEN REGIME. Questo segna il passaggio ad un nuovo modello di società, che danno l’avvio all’idea della politica così come la conosciamo noi oggi. Il 26 agosto vi è il riconoscimento dei diritti dei cittadini: uguali di fronte alla legge. Conseguenza dell’editto del 4 agosto.

  • Divisione dei poteri post Montesquieu;
  • Dichiarazione che la sovranità compete al popolo.

Questi elementi nuovi alimentano il clima di rivoluzione politica. Tentativi di assediare Versailles, avviene una nuova insurrezione popolare: le donne si riversano per le strade protestando contro il caro vita. Il 5 e il 6 ottobre marcia da Parigi a Versailles, obbliga il sovrano a firmare la nuova costituzione, stabilisce la nuova corte a Parigi, per rendere più controllabile il monarca.

L'attività legislativa dell'Assemblea

  1. Problema finanziario: incameramento dei beni della chiesa ed emissioni di buoni del tesoro (gli assegnati) validi per il loro acquisto; deprezzamento e inflazione degli assegnati elementi essenziali della crisi socio-economica rivoluzionaria; così come la vendita dei beni nazionalizzati lega alla causa rivoluzionaria i numerosi acquirenti. Lega al carro della rivoluzione tutti coloro che si trovavano a migliorare la propria condizione: i territori presi dalla chiesa vengono venduti a ricchi impresari per risanare le casse statali. Si apre il mercato della terra a una nuova categoria di proprietari, borghesi, che investono in questo mercato e creano le condizioni per una nuova borghesia terriera. Stessa cosa in Inghilterra, 1550 nascita della GENTRY, piccoli mercanti che acquistano terre messe in vendita dallo stato, nasce così un nuovo ceto sociale.
  2. Riforma della Chiesa, 12 luglio 1790:
    • Costituzione civile del clero: clero francese chiamato a prestare giuramento di fedeltà all’Assemblea (7 vescovi su 130; 50% parroci);
    • Cariche elettive, corrispondenza amministrazione civile ed ecclesiastica tentativo di imporre alcuni modelli di amministrazione: cariche elettive, non più parroci di nomina vescovile.
    • Stipendiati = funzionari pubblici (causa della spaccatura tra clero costituzionale e refrattario > base dei movimenti controrivoluzionari) Spaccatura nel mondo ecclesiastico, perché solo in una piccola parte del territorio ciò avviene effettivamente.
  3. Imposta fondiaria proporzionale al valore delle proprietà, un’imposta sulla ricchezza mobile e una patente sulle professioni (tuttavia le operazioni catastali sarebbero state avviate solo nel 1808 e concluse negli anni ’30). Cercare di riavviare le finanze dello stato. Tornano alcune riforme già tentate in precedenza, tipo Calonne.
  4. Liberalizzazione mercato del lavoro (soppressione corporazioni).
  5. Istituzione 83 dipartimenti di superficie equivalente (divisi in 6 o 9 distretti, cantoni e comuni) tutti dotati di consigli elettivi. Ripensamento dell’organizzazione periferica dello stato. All’interno di questi dipartimenti si opera un’ulteriore divisione in distretti, poi cantoni, poi comuni. Con modelli uniformi in tutto il territorio francese. Tutte le capitali dovevano raggiungersi entro una giornata di cavallo da qualsiasi punto nel dipartimento. Ciascuno dei dipartimenti, a parte qualche eccezione, prende il nome dai fiumi che attraversano i territori.
  6. Riforma giudiziaria (soppressi i Parlamenti):
    • Fase partecipativa della rivoluzione. Si aboliscono i parlamenti e con esso il marasma giudiziario del diritto francese. S’introduce un sistema razionale che assomiglia al nostro.
    • Potere giudiziario completamente separato da quello amministrativo ed esecutivo: ruoli nell’amministrazione inoltre, vi è una divisione della giustizia appello, fissazione modello tripartito i cui passaggi sono ben stabiliti;
    • Soppressione venalità cariche;
    • Giudici elettivi come le cariche diventano elettive nel mondo ecclesiastico, così vale la stessa cosa nell’ambito dell’amministrazione e giuridico;
    • Giuria popolare;
    • Abolizione corporazioni, matrimonio civile e divorzio.
    • Non muta, invece la condizione della donna, mentre successivamente verrà riconosciuta l’emancipazione di ebrei e neri tra 1791 e 1792.
  7. Unità pesi e misure (da i circa 800 dell’antico regime) > sistema metrico decimale stabilito per l’occasione (sottomultiplo del meridiano terrestre).
  8. Costituzione emanata nel settembre del 1791. Non c’è il suffragio universale, ma il diritto di voto è garantito a coloro che pagassero un minimo d’imposta: erano circa i 2/3 dei maschi adulti. Escluse le donne, le persone manipolabili come domestici: si partiva dal presupposto che fossero troppo condizionabili dai proprietari. Questo modello si esprimeva anche in maniera più marcata alle assemblee primarie, dove gli elettori eleggevano un rappresentante che poteva dimostrare di pagare imposte equivalenti a 10 giornate di lavoro disponibilità finanziaria per coloro che venivano eletti, e che eleggevano a loro volta consiglieri vari. L’esito elettorale di questa prima tornata vede la realizzazione di una monarchia costituzionale.
  9. Il re non ha più il diritto di dichiarare guerra o stipulare alleanze, ma elegge i ministri e ha potere esecutivo.

Lezione 15, 29 Ottobre 2012

Dalla monarchia costituzionale (4.IX.1791) alla repubblica (2.IX.1792)

Problemi:

  • La costituzione del 1791: la limitazione dei poteri sovrani e la nascita dell’Assemblea legislativa
  • Problemi e tensioni dell’Assemblea legislativa:
    • Crisi economica: che nel '91 non è migliorata. Cattivi raccolti, svalutazione della carta moneta che inizia a perdere potere d’acquisto, aumentando il carovita;
    • Crisi religiosa (frattura tra clero refrattario e rivoluzionario);
    • Crisi politica (tra chi pensava che la ri...
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/02 Storia moderna

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