Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

dovete dimenticare perché sarà

importantissimo nella vostra attività. Il

bambino non è capace di descrivere il

dolore: voi gli chiedete se si tratta di un

dolore puntorio o gravativo, ma lui non è

capace di dirlo. Non solo ma non vi è mai

un rapporto specifico né con l’esercizio

fisico, né con lo stress, né coi pasti. In

genere l’attività del bambino viene

interrotta da parte di questo dolore. Vi sono

altre caratteristiche che sono estremamente

preziose, a mio avviso, per arrivare alla

diagnosi, che sono:

1. la durata di ciascun episodio

2. il dolore non sveglia mai di notte

(direi che questo è un altro concetto

importantissimo, che non dovete mai

dimenticare, perché vi aiuterà a porre la

vostra diagnosi in positivo)

3. è un dolore però che per converso

provoca difficoltà ad addormentarsi: il

bambino richiede la presenza della

madre, vuole essere consolato, ecc.

4. vi sono atteggiamenti motori a volte

grossolani e questi impongono una

diagnosi differenziale nei confronti di

una crisi isterica vera e propria (quando

il bambino assume atteggiamenti

dismorfici, si ripiega su se stesso, ecc.).

I sintomi associati più comuni sono il

rigurgito, la flatulenza, la diarrea, però

possono essere anche del tutto assenti. E

questo è il quadro clinico. Nell’anamnesi di

questi bambini vi sono alcuni dati che io

reputo molto preziosi per porre diagnosi.

Prima di tutto associazione con la cefalea:

non è raro che la storia di questi bambini sia

inframmezzata da episodi di dolore e

cefalea. Meno importante è invece la

presenza di una storia familiare o personale

di ulcera oppure una storia familiare o

personale di colon irritabile. In questo

tentativo di fare una diagnosi positiva,

vediamo in maggior dettaglio quali sono i

fattori che sembrano scatenare il dolore,

anche se è facile rilevarli nell’anamnesi.

Abbiam detto una malattia fisica recente

(per es. gastroenterite o un’intolleranza al

lattoso o ad altri carboidrati, che nel

bambino è un fenomeno molto comune:

quando il bambino riferisce dolori

addominali ricordatevi tutti quanti questi

carboidrati: il saccaroso, il sorbitolo, il

fruttoso, l’amido, ma io direi soprattuto il

sorbitolo contenuto nelle merendine, nelle

caramelle e nei dolciumi in commercio,

compresi i gelati. Inoltre è contenuto in

tutte le bevande gassate. E quindi

ricordatevi che questi sono tutti cibi

sicuramente scatenanti), l’aerofagia, la

presenza di medicamenti presi di recente,

oppure la semplice costipazione.

Però vi sono anche degli stress, diciamo,

psicosociali. Uno di questi può essere la

morte di una persona vicina, la separazione

dei genitori, una malattia fisica o un

handicap nei genitori o in un fratello,

problemi scolastici, problemi di povertà e

problemi finanziari, un trasloco che se

effettuato anche solo all’interno del paese

di origine, ma in diversi ambienti,

rappresenta una situazione che crea stress.

Vi sono dei fattori che svolgono un ruolo di

potente rinforzo. Chiaramente, voi capite, il

bambino che ha dolore soffre realmente,

ma in quel momento egli è circondato da

mille attenzioni dei genitori che cercano di

consolarlo: ciò rappresenta un elemento di

rinforzo positivo. Il rinforzo durante il

dolore, le cure, le coccole, il fatto di non

andare a scuola (molto comune che il

bambino non venga mandato a scuola

anche per un mese) e ciò è molto grave

perché questo dà un maggior rinforzo,

benché non voluto. In realtà poi a casa il

bambino ha una sua attività normale, si

diverte e fa tutto ciò che vuole. Ma che cosa

andare a cercare noi? All’esame

dobbiamo

obiettivo si rileva il dolore alla palpazione

(dolorabilità), ma se andate a cercare un

punto specifico non lo trovate

assolutamente. Non vi è resistenza alle

manovre palpatorie e voi all’esame

obiettivo dell’addome noterete la negatività

di tutte queste cose che andate a cercare. E

cioè le ernie della linea alba, la presenza di

epato-splenomegalia, il dolore costo-

vertebrale per il fenomeno

dell’imbricamento delle ultime coste (che è

una causa importante di dolore in questa

regione). Ancora noterete assenza di dolore

nel quadrante addominale inferiore destro

(appendicite). Mancanza di fistole e ragadi

anali, che possono essere indizio di morbo

di Crohn. Mancanza di ano papuloso

aperto, che può indicare anch’esso malattia

rettocolitica. Le feci palpabili nel retto che

indicano evidentemente un quadro di stipsi,

che può portare anche all’encopresi.

Sangue nelle feci, che logicamente mi

farebbe pensare ad una malattia

infiammatoria cronica. Direi che l’esame

obiettivo deve portare in sostanza ad

indagare tutti quanti questi fenomeni per

permettere un giusto orientamento

diagnostico. Vediamo allora quali sono alla

fine i criteri per poter porre una diagnosi.

Intanto dovete documentare che si tratta di

un quadro di tipo cronico. Poi deve

collocarsi in quell’epoca della vita che

abbiamo detto (5-14 anni grosso modo) con

le caratteristiche che abbiamo visto. Le

evidenze (le prove) della presenza di fattori

scatenanti, fisici o psicologici, quali

l’intolleranza al lattoso e/o problemi

scolastici, accompagnati dal rinforzo

ambientale positivo (ad es. i genitori che

coccolano più del solito il bambino quando

è malato). L’esame fisico normale,

compreso l’esame ano-rettale. E per finire,

ovviamente, gli esami di laboratorio

normali. Ma quali sono gli esami si

laboratorio? Qui bisogna intendersi, perché

spesso questi piccoli pazienti vanno a fare

una serie di esami poco o nulla pertinenti.

Bisogna fare una conta completa (esame

emocromocitometrico), la VES, l’analisi

l’analisi

delle urine con la urinocoltura,

parassitologica delle feci, il breth test (per

individuare l’intolleranza al lattoso).

Vediamo ora quelle che gli americani

chiamano red flags (bandierine rose), cioè

quegli elementi che logicamente portano a

preoccuparsi. Chiaramente quando un

medico cura un paziente cronico pensa

sempre: “Non starò sbagliando? Questo

bambino non avrà piuttosto una malattia

seria, per esempio una malattia

infiammatria cromica, un tumore o qualche

altra cosa che io non riesco a capire e che

tutti questi problemi?”

gli sta creando


PAGINE

16

PESO

111.32 KB

AUTORE

nolyta

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Esame: Pediatria
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (ordinamento U.E. - 6 anni)
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nolyta di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pediatria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Gabriele D'Annunzio - Unich o del prof Chiarelli Francesco.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Pediatria

Pediatria - addome acuto clinica
Appunto
Pediatria - le vaccinazione dell'infanzia
Appunto
Pediatria - la vaccinazione
Appunto
Pediatria - epilessia addominale
Appunto