28/09
rapporto tra educazione e testo. Smontare la morale del senso comune di ciò che si intende per
pedagogia ed educazione. Sentimento moralistico. La PEDAGOGIA insegna come è meglio
comportarsi; detentore del sapere morale. questa è una connotazione che suscita fastidio e distanza
perché non siamo facilmente disposti a farci dire come dobbiamo essere.
I STEREOTIPO:
Si riduce l’educazione a una questione di comportamento, si ha un rapporto, più che una morale,
con il moralismo. EDUCATORE= Colui che sa e sanziona.
II STEREOTIPO:
Sovrapposizione tra PEDAGOGIA (Scienza che si occupa di didattica, sistema di istruzione),
EDUCAZIONE E ISTRUZIONE !interpretazione parziale! La didattica è un sapere pedagogico
specialistico.
III STEREOTIPO:
Saperi o metodi che riguardano il nucleo familiare. Noi veniamo educati dalla famiglia che ci
insegna a stare al mondo fino alla scolarizzazione avanzata. Noi diventiamo così a causa di altri
fattori che ci influenzano rispetto ai quali siamo agenti.
COS’è E COME NASCE UNO STEREOTIPO?
Nasce quando qualcosa di complesso e problematico, che ha bisogno di tempo, interpretazione e
conoscenza per essere compreso, viene semplificato (per esigenza apparentemente innocente di
parlare in modo semplice).
Quando semplifichiamo, tradiamo la complessità del concetto. Semplificazione
diffusa=CHIACCHIERA (tradisce e altera il discorso, e a forza di essere semplificata diventa altro).
EDUCAZIONE E PEDAGOGIA nascono dalla cultura ellenico-classica, e da allora ai giorni nostri
non hanno cessato di trasformarsi. Questo accade perché l’educazione e la pedagogia sono
strettamente connesse con situazioni storico-economico-sociali e culturali del proprio tempo da
sempre.
Per la pedagogia= CROCE diceva dell’arre “tutti sanno cosa essa sia, ma non sanno darne una
definizione” eppure la lunga storia fino ad oggi ha modificato i contenuti tanto dell’educazione,
quanto della pedagogia, che come oggetto di studio ha l’educazione.
EDUCAZIONE
Nell’antica Grecia esistevano almeno due concezioni educative:
1)SOFISTA: la verità e la forza dell’idea dipendono dalla capacità retorica, di essere convincenti.
2)la verità non è detenuta da nessuno, ma viene tirata fuori dal dialogo. Non pre-esiste, questo
estrarre, educere è l’educazione.
Queste due visioni del mondo sono antitetiche ed esemplari:
1) Affinare le proprie capacità, imparare a valorizzare aspetti di sè e questo progressivo
miglioramento, se praticato da tutti, migliora il mondo in cui viviamo. EDUCAZIONE->
apprendimento permanente o OTTIMIZZAZIONE.
2) Tutto rimane impregiudicato, nessuno sa se lo sforzo individuale porterà al miglioramento,
più mistero perchè molta più problematicità. Se ci sarà miglioramento, sarà dipeso da
ciascuno degli attori del dialogo (cioè attore sociale), ma non si sa se accadrà.
EDUCAZIONE-> corda tesa, dose di incertezza sui risultati perchè fare fatica educativa? È
un utile ed è giusto.
Noi agiamo in funzione del bene e dell’utile. Riguarda ogni soggetto in profondità, quello che noi
diventiamo/siamo. L’educazione, come l’identità, è qualcosa in divenire, composta di tanti elementi
intrecciati tra loro. BISOGNA TENTARE COMUNQUE DI DEFINIRLA. Si oscillerà tra
EDUCAZIONE non esemplificabile e che l’educazione debba essere parzialmente afferrabile
Relatività diversa da relativismo(scetticismo)-> tutti si equivale, non esiste un’idea prevalente.
Posizioni antidogmatiche che fanno del principio di non imposizione uno dei principi cardine.
La nostra prima esigenza è definire e afferrare; e ciò che è indeterminato è moralmente deviante.
Educazione è una Questione di trovarsi= qualcuno che insegna e qualcuno che impara.
L’educazione è inevitabilmente una relazione intersoggettiva.
La società= insieme di individui o no? La pedagogia non è figlia della psicologia e viceversa.
Noi usiamo le parole di cui non conosciamo il significato culturale, ma corrente. Colui che insegna
non cerca consenso perchè quando lo fa in realtà si impenna il rischio di autocompiacimento.
L’educazione ha tanti elementi che la compongono e pertanto la definizione non può mai essere
univoca. Rapporto tra divenire soggettivo e divenire sociale.
29/09
Lessico di vita quotidiana= figlio involontario e dell’educazione ricevuta dalla scuola e dalla
famiglia, e ciò che ha fatto di noi quello che siamo in relazione all’ambiente. Inoltre è sottoposto a
sollecitazione cognitive e rappresentazioni di cose da cui non può svegliarsi. Facciamo nostre
lingua, i segni, i pensieri... Senza accorgercene, perchè siamo educati dal mondo in cui viviamo in
maniera prepotente.
Quando nominiamo la parola “PROBLEMA” (ha in sè una connotazione negativa, è ostacolo. Gli
intellettuali lo risolvono, i furbi lo evitano/aggirano) -> istintivamente pensiamo alla soluzione,
perchè abbiamo assorbito la concezione matematicistica/scientista del significato di problema.
L’ educazione è un problema, in concezione umanistica, perchè è qualcosa di difficilmente
risolvibile. Non si necessita di una procedura logica per sciogliere il nodo dell’educazione.
In matematica-> risolviamo problemi con procedure logiche corrette per risolverlo; il risultato è
giusto se la procedura e il calcolo sono corretti. (Non ha a che fare con il problema umanistico)
La definizione più completa di educazione è PROBLEMA, a causa della molteplicità di fattori che
costituiscono l’educazione; fattori che sono in relazione tra loro, quindi rendono l’educazione
complessa e problematica e richiede una COMPRENSIONE E NON UNA SOLUZIONE.
COME COMPRENDERLO? ESISTE UN MODO PIU’ GIUSTO?
UMILTA’ INTELLETTUALE= consapevolezza che pone in condizione di umiltà, cioè percepire in
pieno il significato del termine problema.
Ciascuno di noi sa cos’è l’educazione, ma non sa darne una provenienza e una definizione; non sa
da dove arriva il disagio, quando si scontra con una pari convinzione di valore opposto. Tutti questi
aspetti sono complessi nell’EDUCAZIONE. Bisogna distinguere gli ambiti per riferire concezioni
diverse di educazione.
NO EDUCAZIONE= PSICOLOGIA, BUOME MANIERE, MORALISMO, NON SOLO
APPRENDIMENTO
SI EDUCAZIONE= STRUMENTO ISTITUZIONALE, COSTRUTTO SOCIALE
Il costrutto sociale è qualcosa di costitutivo e serve a costruire relazioni civili. Grazie all’educazione
si sviluppano le civiltà è a tutti gli appartenenti di essa viene data una certa visione del mondo, che
nasce da rappresentazione naturale diversa.
Le interpretazioni della natura sono cambiate, migliorate, si sono affinate le conoscenze e anche le
rappresentazioni; i confini sono rimasti quelli delle origini, cultura orientale e occidentale possibile
perchè dalla più ampia o più piccola sono state tramandate dall’educazione, ecco perchè costrutto
sociale.
Questo serve a tenere unita la società, perchè con l’educazione impariamo a vivere nella società.
Altro polo antimonico= individuo/soggetto che senza educazione=ANIMALI quindi esigenza, ma
un’altra versione di questo bisogno, quello individuale, perchè ognuno sente l’esigenza di darsi
forma, di diventare qualcuno.
POLI SEMPRE IN CONTRASTO:
SOCIETA’= educati ad adattarsi alla realtà e a fare massa. Destinati all’omologazione. Fine ispirato
all’educazione dal punto di vista sociale per correggere le divergenze.
INDIVIDUO= desideri/orizzonti- 1) ASSECONDARE per consolidare il nostro posto nel mondo o
adattamento sociale. 2) CERCARE altra forma per quella realtà, non prevista perchè quando
veniamo al mondo = nasciamo in un contesto. Non si tratta di retaggio sociale, ma avere diverse
percezioni. La scuola è il luogo di aggregazione delle differenze: ci accorgiamo che l’educazione
ricevuta non è l’educazione perchè l’ambiente in cui è scresciuto non è come tutti gli altri. Può
succedere solo a scuola. Riproduzione sociale= tendenza generale che il figlio di un mestiere, farà
quello.
L’educazione serve a mantenere uno status di appartenenza o a miglioramento. QUALE FINE HA
L’EDUCAZIONE? RIPRODUZIONE SOCIALE O EMANCIPAZIONE SOCIALE?
Formazione del soggetto: quanto il soggetto è consapevole e quando comincia? Quanta parte di me
devo all’educazione ricevuta? Se non ci si pone la domanda non si è maturi.
Educarsi= sapere come siamo stati educati. Non è ovvio, non si può rispondere provocatoriamente.
Interrogarsi su che forma ha l mondo in siamo cresciuti. Mettere a disposizione della nostra
intelligenza, quello che abbiamo imparato. Differenze e dissonanze tra noi e la nostra famiglia.
Identificazione di una persona con ruolo che ha nella società= retaggio protestante. Esigenza di
educarsi con non coincidenza tra il mio mestiere e quello che sono io. Per semplificare, ai nostri
tempi si divide quello che siamo a lavoro e cosa facciamo nel tempo libero. L’educazione in termini
soggettivi: non si può fare a meno di quello che viene da fuori; ci appartiene radicalmente:
EDUCAZIONE ETERODIRETTA.
Noi siamo il mondo in cui siamo stati educati e l’auto-educazione come presa di distanza; nei secoli
prevaleva una delle due.
Nel ‘900 la rivoluzione è stata talmente forte, che ora non si ha più un’ideale educativo, perchè
prima era sia fine che mezzo. MAESTRI DEL SOSPETTO:
-FREUD-> ribaltamento concezione psicologica
-NIETSCHE->ribaltamento concezione morale
-MARX->ribaltamento concezione economica
30/09
L’educazione: costrutto sociale e progetto soggettivo a definizione tipica occidentale come il fatto
stesso della scolarizzazione. Educazione come strumento di governo perchè PERSUASIONE.
Rispetto a costruire la società (uno dei grandi scopi educativi di sempre), le masse non potevano
anche essere istruite per governare; ciò spettava a pochi. SCUOLA DI MASSA=’900esca. CHI
DEVE SAPERE COSA? Questione di libertà e gestione delle libertà sociali e individuali.
Chi sa di più,ha più possibilità(Don Milani)
VUOL DIRE: che se so molto, affino una modalità intelligente di leggere la realtà.
PERCHE’: se acquisto capacità di capire ciò che accade, in virtù del fatto che so molte cose in più
guardo in molti modi la stessa cosa = ho più possibilità perchè vedo più cose degli altri. Se ho le
stesse possibilità degli altri, non progetto la mia esistenza oltre. EDUCARE= avere a che fare con
QUALE E QUANTO sapere io voglio elargire ( governo istituzionale)-> regimi
totalitari=educazione come strumento molto potente. Avere libero accesso all’istruzione-> è già un
orientamento democratico dell’istruzione e dell’educazione ed è una conquista recente perchè dà
possibilità. Si ha una visione democratica progressista ed è compito dell’individuo mettere a fronte
questa possibilità. L’educazione è qualcosa per cui ne va di grandi questioni, come quella della
libertà di accedere e libertà di comprendere (difficilmente coglibile). ALDO GARGANI(GE):
CAPIRE E’ CESSARE DI CAPIRE non è afferrare qualcosa, ma un cambiamento di stato ( quando
smettiamo di essere dentro l’apprendimento). Quando diciamo HO CAPITO è perchè siamo usciti
dalla logica sequenziale e abbiamo visto da un punto di vista mai considerato prima.
L’educazione non esiste senza istruzione
Noi ci educhiamo a una certa rappresentazione del mondo e per farlo concorrono FAMIGLIA,
SCUOLA E LINGUAGGIO, cioè quello che filtra dal mio modo di guardare il mondo. Il fatto di
capire, quindi cambiare stato, è difficile. Tante volte ci arrendiamo, quando non capiamo: non si può
rinunciare a capire perché si affida la propria libertà di sapere a qualcun altro. Rifiutarsi di capire è
una resa personale e non è colpa di nessun altro se non nostra. Che ruolo ha la nostra intelligenza?
Quello di interpretare.
Il dotto è colui che sa, che esibisce il suo sapere, fa del sapere tutta una caratteristica della sua
personalità.
Il colto, invece, usa il suo sapere per comprendere, quindi non la mostra, ma la archivia e la usa in
base alle situazioni.
Non sono “ruoli” interscambialbili per la loro progettualità diversa. Nella mia capacità di stare al
mondo è compreso che io diventi qualcosa di più (il modo in cui mi sono educato) del lavoro che
svolgo: il lavoro è una componente sociale di adattamento alla propria cultura di appartenenza.
COMPONENTE INDIVIDUALE: come gestisco ciò che so, come me la vedo con il mio ambiente
di appartenenza.
La cultura, intesa in senso ampio, dipende da cosa intendiamo come cultura. Essa ci suggerisce da
dove veniamo, dove siamo e dove andremo. La forma che io costruisco per il mio destino, è l’atto di
fare cultura. Poco tempo fa la scuola era strutturata e pensata in un certo modo; è cambiata perché
frutto di una visione della cultura. Che peso ha avuto la FAMIGLIA, LE MIE ABITUDINI E
L’INDOTTRINAMENTO FAMILIARE nella mia vita? Sicuramente importante perché è
educazione.
Cosa progetto per me e per la mia esistenza? La concezione culturale deriva da un preciso momento
storico-culturale preciso es. l’attuale sistema scolastico deriva da una certa elaborazione che ha uno
scopo sociale (INVARIANTE NELLA STORIA DELLA CULTURA)
Quando e come deve essere il cittadino italiano di domani? Quando rispondo penso e “istituisco”
l’idea di scuola. Di che cosa ci sarà bisogno domani? La scuola risponde ai bisogni di domani.
Risponde a una visione prospettica della realtà per cui nel ‘900 si è stabilito che la miglior cosa per
il progresso fosse specializzarsi il più possibile di una piccola cosa e così si sono moltiplicate le
opzioni di scuola secondaria e l’università si è amplificata--> elaborazione culturale e prevale in
circostanze storiche, economiche e sociali di un certo tipo (EU del ‘900).
5/10
PEDAGOGIA: non è la stessa cosa dell’educazione non sono sinonimi oggi ha una connotazione
negativa. Che cos’e la pedagogia generale? Ha radici nell’antica cultura greca: il pedagogo era
educatore e precettore (dispregiativo perché legato a funzione moralistica, prevalentemente
istruzione e controllo e sviluppo morale della personalità=moralista) oggi non si trova più, ha una
precisa connotazione di figura antica al saldo di un padrone benestante che eseguiva l’educazione
dei figli maschi (perché l’educazione o istruzione era appannaggio della futura classe dirigente).
INSEGNANTE è diverso da EDUCATORE, l’educatore nei centri sociali, terzo settore, figura
differente dall’assistente sociale. Cura e presa in carico della persona in ogni struttura che si occupa
di marginalità sociale. PEDAGOGISTA: studioso dell’educazione.
CONTEMPORANIETA’: INTRECCI TRA PEDAGOGIA E SCIENZE DELL’EDUCAZIONE. La
pedagogia ha una lunga tradizione e l’educazione è il centro dell’attenzione culturale. Oggi(’70 del
‘900) in Italia nasce un forte dibattito sullo statuto identitario: trattato per pedagogisti di stabilire di
cosa sia oggi. Esito di processo culturale che si sviluppa lungo tutto il ‘900 in Europa in termini di
orizzonti/approcci culturali-->NEOPOSITIVISMO (con questa etichetta si allude a una visione del
mondo che coinvolge tutte le scienze, sia dure, sociali e umanistiche.), esso ha una straordinaria
presa nel ‘900, pervasiva nella concezione della cultura. Che influenza ha sulla percezione
culturale? Quali conseguenze ha in pedagogia? Come questa percezione ha rappresentato la realtà?
Nasce dal fatto che per avere dignità culturale, è necessario o auspicabile potersi definire come
scienza. La pedagogia può dirsi scienza? Cosa fa di una disciplina, una scienza? queste domande
riguardano la pedagogia in quanto tale, ma in Italia ha una peculiarità in più: potente influenza del
retaggio idealistico.
FIGLI DELL’IDEALISMO GENTILIANO: Giovanni Gentile era riformatore scolastico
fascista(scuola come istruzione di massa di base che consentisse a chiunque di leggere, scrivere e
contare) polso del senso di riforma della scuola. Prima ha guardato la società del suo tempo,
l’economia e le famiglie della geografia italiana e i bisogni di una popolazione analfabeta.
La riforma gentile riproduce il sistema di una classe già esistente. L’imposta culturale e pedagogica
era marcatamente idealista, quindi filosofica. Pedagogia=filosofia
Nel dopoguerra c’è anche emancipazione culturale: rispetto a ogni disciplina, avviene uno
spaccamento della posizione idealista-> perché strumento culturale del fascismo. Questo succede in
Italia, quando in Europa si affaccia il neopositivismo in contrasto con l’idealismo.
Dignità culturale la dà ciò che è scienza; indebolimento delle posizioni culturali ed espressioni
come poesia, letteratura, filosofia non erano scienze e non hanno intenzione di ambire alla
scientificità. La pedagogia che finora era stata filosofia, si trova ad un bivio. Dibattito fitto, toni
aspri e desiderio di emancipazione (abbandono e contrasto con filosofia e la pedagogia cessa di
essere filosofia). Comportamenti determinati da uno stimolo=esperimenti con il cane. Approccio
che ha fondato il comportamentismo. Avvio di altri studi più complessi sul funzionamento della
mente umana causata da effetti esterni. Effetto del neopositivismo.
6/10
Avviene una rinascita della pedag