Parassitologia
Studia i parassiti e le interazioni con gli ospiti recettivi.
Parassita
Organismi, nella maggior parte sono degli animali, quelli pluricellulari, che sfruttano un altro organismo a cui causano un danno. Il parassitismo è una associazione biologica tra il parassita (il patogeno) e l’ospite biologico che viene danneggiato. Il parassita trae vantaggio da questa associazione.
Oppure, parassita: qualunque organismo vivente appartenente al regno animale (tranne i protozoi), che trascorre tutta o parte della sua vita su o all’interno di un altro animale, danneggiandolo.
Classificazione del parassitismo
Il parassitismo può essere classificato in base alla necessità dell’ospite:
- Obbligato: vivono e sopravvivono solo parassitando un ospite (es. i vermi intestinali)
- Facoltativo: possono vivere sia come tali, sia come animali a vita libera (esempio larve di mosca)
Parassitismo erratico e accidentale
I parassiti hanno un loro sito preferenziale in genere; a volte succede che sbaglino strada e si abbia un parassitismo erratico; questo causa dei quadri clinici atipici.
C’è anche un parassitismo accidentale, cioè in alcuni casi non sbaglia il sito, ma l’ospite! In quest’ultimo caso, molto spesso l’esito è fatale.
Infezione e infestazione
Infezione: protozoi.
Infestazione: tutti gli altri parassiti.
Forme di parassitismo obbligato
- Permanente: vivono sull’ospite o in esso per tutta la vita. È importante saperlo perché la trasmissione avviene per contatto diretto.
- Periodico: solo una fase di vita del parassita ha vita parassitaria. Il resto avviene in ambiente (per esempio, le pulci, che sono nell’animale solo nello stato di adulti; il resto sono in ambiente! Perciò si deve disinfestare tutto! Uova, larve e pupe).
- Temporaneo: per esempio le zanzare. Arrivano, pungono, mangiano e vanno via. Sono a contatto con l’ospite solo per brevissimo tempo.
Ciclo biologico del parassita
Vita di un parassita secondo i diversi stadi della propria vita. Tra i diversi parassiti, esiste il ciclo biologico diretto e l’indiretto.
Ciclo biologico diretto
Il parassita passa da una generazione all’altra in maniera diretta, senza passare da altri animali. Per esempio cane → cane.
Ciclo biologico indiretto
Prevede la presenza di un ospite intermedio nel corso dell’evoluzione del parassita. È quell’animale in cui il parassita svolge una parte della propria vita allo stadio immaturo (non si riproduce in esso sessualmente), ma o muta o si riproduce con altre modalità (non con i gameti). Per molti parassiti, l’ospite intermedio è di interesse medico veterinario!
Quindi, la malattia parassitaria non è causata solo dal parassita adulto, ma può essere causata anche dalla forma non adulta.
Ospite paratenico
Esiste anche l’ospite paratenico, un animale che ha una funzione biologica cruciale per alcune malattie parassitare. Per esempio, elurostrongilosi del gatto, verme che vive negli alveoli polmonari; si accoppiano negli alveoli polmonari e la femmina depone le uova in essi. Dalle uova fuoriescono le larve che risalgono tutto l’apparato respiratorio e arrivano alla faringe, vengono deglutite e vengono eliminate con le feci, vive e vitali. Lo sviluppo prosegue nell’ospite intermedio (animale che si nutre delle feci o ci camminano del gatto) lumache e chiocce; in esse la larva compie delle mute in stadi successivi fino a raggiungere lo stadio infestante per il gatto. Qui interviene l’ospite paratenico, cioè quell’animale che si nutre di un ospite intermedio ed al suo interno il parassita rimane vivo, vitale ed infestante ma non continua il ciclo biologico. Il gatto si infesta predando l’ospite paratenico.
Tempo di patenza e prepatenza
- Tempo di patenza: periodo che dal momento in cui c’è l’infezione/infestazione è possibile rilevare la presenza del parassita nell’animale.
- Tempo di prepatenza: tempo che intercorre tra il momento dell’infezione/infestazione e il momento in cui è possibile rilevare la presenza del parassita nell’animale. È diverso dal tempo di incubazione → (infezione segni clinici) → periodo
Per esempio: prepatenza 2 mesi che intercorre tra l’infestazione ed il momento in cui siamo in grado di rilevare il patogeno. Ci sono malattie che hanno un periodo di incubazione più corto rispetto a quello di prepatenza; quindi, abbiamo i sintomi ma non possiamo fare diagnosi.
Vettore
Organismi che sono in grado di veicolare e trasmettere un patogeno. Per esempio la zecca. Possono essere:
- Biologici: in esso il parassita compie una fase del suo ciclo biologico, si riproduce.
- Meccanici: trasportano meccanicamente il parassita da una parte all’altra.
Azione patogena dei parassiti
- Spoliatrice o sottrattiva: per esempio zecche, ancylostomi, diphillobotrium latum [cestode].
- Tossica: eliminano sostanze di rifiuto o sostanze tossiche che gli servono per esercitare l’azione parassitaria.
- Irritativo-traumatica: per esempio gli ancylostomi che mangiano la mucosa intestinale. Larve di mosca (non la classica), che vivono attaccate alla mucosa gastrica e la ledono con uncini e spine.
- Meccanica, compressiva e ostruttiva.
- Dismetabolica: alterano il metabolismo degli animali e lo fanno perché si nutrono selettivamente di alcuni nutrienti. (es. giardia)
- Allergizzante: per esempio gli acari.
Evasione del sistema immunitario
Alcuni parassiti riescono ad eludere il sistema immunitario dell’ospite e riescono a svilupparsi. Per esempio, quelli che riescono a svilupparsi solo nei giovani perché hanno un SI meno efficiente rispetto a quello degli adulti. Altri vivono normalmente all’interno di un organismo e si circondano di una barriera che gli consente di non essere attaccati dal SI.
In alcuni casi i parassiti vanno a localizzarsi in alcune zone del corpo dove il sistema immunitario non è attivo, per esempio nelle vie biliari del fegato. Le infestazioni epatiche sono tipiche degli animali da reddito. Alcuni sono in grado di sopravvivere e moltiplicarsi anche nelle cellule del sistema immunitario, per esempio la Leishmania.
Tipologie di parassiti
Protozoi Trematodi Cestodi Nematodi Artropodi:
- Protozoi: organismi unicellulari che possono essere trasmessi sia direttamente sia indirettamente.
- Trematodi: organismi pluricellulari infestanti. Vermi piatti non segmentati. Nella maggior parte sono ermafroditi e causano delle malattie epatiche.
- Cestodi: organismi pluricellulari, vermi piatti segmentati (sono le tenie, per lo più). Parassiti ermafroditi che causano malattia nell’uomo e negli animali sia nello stadio adulto che larvale.
- Nematodi: parassiti tondi dotati di celoma, apparato digerente, muscolare, sistema nervoso, sessi separati.
- Artropodi: 2 categorie: insetti e aracnidi.
Leishmaniosi
Le leishmaniosi sono un gruppo di malattie causate da protozoi del genere Leishmania, dell’ordine Kinetoplastida. Contiene un organello detto kinetoplasto, contenente del DNA. L’organello si vede al microscopio e se lo vediamo possiamo fare subito diagnosi. A livello funzionale, contiene la parte di DNA che serve al parassita di identificare le sostanze che lo proteggono dall’azione fagocitaria del sistema reticoloendoteliale.
Esistono diverse specie di Leishmania presenti nel mondo e tutte sono in grado di infettare l’uomo e sono tutte trasmesse dai flebotomi ed hanno diversa localizzazione geografica. La specie di nostro interesse è Leishmania infantum del gruppo L. donovani.
Tropismo delle leishmaniosi
Generalmente le leishmaniosi sono suddivise per tropismo:
- Viscerale
- Cutanee
- Mucocutanee
La distinzione non è rigida perché i gruppi hanno un tropismo prevalente, ma non è detto che da un tropismo viscerale non si passi ad un cutaneo o mucocutaneo. L. infantum fa parte del gruppo con tropismo viscerale. Il cane è una vittima della Leishmania, non è un ospite serbatoio!
Distribuzione geografica
È una malattia tipica del bacino del Mediterraneo, non c’è in centro/nord Europa perché fa troppo freddo per i flebotomi. Ma iniziano ad esserci i primi casi. Non c’è in USA, anche se ci sono dei focolai isolati, pur non avendo i flebotomi.
Forme di Leishmania
L. infantum è un protozoo (unicellulare) che si ritrova in natura in due forme principali:
- Amastigote: forma immobile che vive nei macrofagi. Ci sono due strutture circolari che sono il nucleo ed il kinetoplasto. Individuando queste due strutture è possibile fare la diagnosi!
- Promastigote: ha il flagello, ma non la vedremo mai perché è la forma infettante che vive nei flebotomi.
Ciclo biologico della Leishmania
Nelle zone endemiche ci sono i cani infetti con L. infantum e i flebotomi pungendoli, assumono anche i macrofagi del derma contenenti gli amastigoti di leishamania. Nell’intestino del flebotomo, gli amastigoti si trasformano in promastigoti e si moltiplicano nella forma infettante. Una parte di essi (definiti promastigoti metaciclici) si localizzano a carico della valvola alla base dell’apparato buccale. Quando il flebotomo succhia il sangue, i promastigoti nella valvola non gli consentono di succhiare il sangue, ma intanto escono ed infettano il cane. Il flebotomo non riuscendo a mangiare, cerca un altro cane, ecc.
Il serbatoio naturale di L. infantum (cioè che mantengono in natura) sono i canidi selvatici (soprattutto la volpe) e il ratto. Inoltre, i cani infetti sono infettanti per i flebotomi anche se non hanno segni clinici!
Specie di flebotomi
Esistono due generi di flebotomi principali:
- Flebotomus: quello che è presente da noi
- Lutzomyia
In Italia ci sono diverse specie di flebotomi, in particolare Flebotomus perniciosus, è il più diffuso al nord, centro e sud Italia. Al nord è prevalente Ariasi, questo è importante da capire a fini di profilassi! Perché se io uso un antiparassitario verso il Flebotomo, ci sono durate diverse a seconda delle diverse specie! Se siamo al nord e si usa un repellente che non protegge verso questa specie, l’animale sarà scoperto!
I flebotomi non sono presenti tutto l’anno, ma c’è un range nel Sud Italia (maggio-ottobre) e a Nord (giugno-settembre). Pungono solo dal crepuscolo all’alba! Depongono le uova ovunque ci sia umidità e ombra.
Saltellano in Asia, non sono come le zanzare che volano ed hanno un range di volo molto ridotto, al massimo 1 km aiutati dal vento. Ciò vuol dire che se in una zona arriva un cane con Leishmaniosi e ci sono flebotomi, nel raggio di 1 km tutti i cani sono a rischio! Infatti, la Leishmaniosi si diffonde a macchia di leopardo con macchie che hanno un range di circa 1 km.
La Leishmaniosi non è una zoonosi, è una metazoonosi perché è necessario l’intervento di un vettore per la trasmissione all’uomo. I cani infetti rappresentano la fonte di infezione per i flebotomi tra gli animali domestici. Ci sono altri serbatoi come le volpi, i ratti.
Vie di trasmissione secondarie
Esistono delle vie di trasmissione secondarie (non sono le principali!):
- Trasfusioni di sangue
- Trasmissione verticale: da madri infette possono nascere raramente cucciolate infette. Per questo non si fanno mai accoppiare le cagne con Leishmaniosi.
- Trasmissione sessuale: non si fanno accoppiare cani se uno dei due è infetto.
Meno frequenti:
- Morso dei cani: se uno dei due è infetto, il morso può essere una via di trasmissione.
- Pulci e zecche: è stata ipotizzata che la puntura o il morso di queste possa essere fonte di infezione, perché era stato ritrovato DNA di Leishmania all’interno di alcune di loro. Ma era una trasmissione di tipo passivo, non hanno capacità vettoriale.
NB. I tempi di trasmissione da flebotomo a cane sono pressoché immediati, cioè quando punge, la trasmissione del parassita è immediata; questo è molto importante per quanto riguarda la prevenzione.
Reazione del sistema immunitario
Nel momento in cui un flebotomo punge il cane, Leishmania ha come target tutte le cellule del sistema reticoloendoteliale (macrofagi). Viene fagocitata dai macrofagi, ma è in grado di sopravvivere all’interno dei macrofagi, ma si moltiplica anche. In un cane con Leishmaniosi, il parassita è presente un po' in tutti i macrofagi (derma, milza, cell del Kuppfer, cell. midollari, interstizio) e si diffonde a livello sistemico.
Ciò che accade nel cane dipende da come il SI è in grado di contrastare l’infezione perché all’interno dei macrofagi il parassita si divide fino a lisare le cellule (è in grado di sopravvivere al burst respiratorio poiché sulla superficie presenta delle molecole in grado di proteggerla da esso e di proteggerla dalla lisi operata dal complemento), in questo modo si moltiplica e lisa i macrofagi causando dei processi infiammatori.
Accade che nel momento in cui si instaura un processo infiammatorio nei primi macrofagi che vengono distrutti, il destino del cane è di fronte ad un bivio che dipende dal suo SI. Ogni cane è diverso dall’altro e risponde diversamente. In realtà cani che vengono da linee genetiche che vivono in zone endemiche o iperendemiche, sono più resistenti (es. il Cyrneco dell’Etna).
Il cane attiva il proprio SI attivazione dei linfociti Th1 (cellulo mediata) o Th2 (umorale).
Risposte immunitarie
| Cani in cui prevale la risposta umorale | Cani in cui prevale la risposta cellulo-mediata (Th1) |
|---|---|
| Si svilupperà la forma clinicamente evidente, perché gli anticorpi non sono protettivi, anzi sono dannosi. La forma è tanto rapida quanto è rapida l’espansione dei linfociti B che producono gli anticorpi (plasmacellule); tanto più è rapida la forma, tanto più è grave. | La Leishmaniosi si ferma! |
Questi sono i due estremi, non c’è una linea netta di demarcazione. Ci sono anche cani in cui la Th2 è lenta e progressiva, cioè si infettano e rimangono clinicamente sani e lungo, ma che poi possono sviluppare una leishmaniosi clinicamente evidente, magari anche non grave! Ciò vuol dire che anche i cani non sintomatici ma infetti, devono essere monitorati!
Espansione clonale di Th2
L’espansione clonale di Th2 è dannosa perché attiva le plasmacellule, c’è la produzione degli anticorpi, iperproduzione di anticorpi non protettivi (sono o autoanticorpi che mirano soprattutto globuli rossi e piastrine e piastrinopenia), ma producono anche le interleuchine. IL-4 attiva l’espansione clonale dei linfociti. IL-10 sopprime i macrofagi e l’immunità cellulo mediata! Tanto sarà elevato il livello di questi, tanto meno i macrofagi saranno in grado di processare Leishmania. Ma i macrofagi cmq presentano in superficie gli antigeni di Leishmania, si formano immunocomplessi che precipitano e causano problematiche a carico di reni, occhio e articolazioni.
Sindrome causata da processi patologici
È una sindrome causata da diversi processi patologici che sono produzione anticorpi non protettivi, immunocomplessi e processi infiammatori nei tessuti a causa della distruzione dei macrofagi infetti.
Cani nelle aree endemiche
In aree endemiche noi avremo due gruppi di cani:
- Cani che hanno la malattia conclamata: cani che possono morire. Titolo anticorpale altissimo come anche la carica parassitaria.
- Cani asintomatici e infetti: bassi livelli anticorpali e carica parassitaria molto ridotta, ciò non vuol dire che non fungano da fonte di infezione per i flebotomi!
Sintomatologia
Cani che vivono in zone endemiche vengono categorizzati in:
- Cane mai venuto a contatto con Leishmania, negativo a tutto.
- Cane esposto: clinicamente sano e negativo a tutti i test per Leishmania, ma è sieropositivo con un titolo anticorpale inferiore ad un cut-off (che varia in base ai laboratori, in genere però è di circa 1:160 con immunofluorescenza). Sono quei cani che vanno monitorati con attenzione. No trattamento terapeutico.
- Cane infetto: animali per cui siamo sicuri che ci sia Leishmania. Sono sani clinicamente, ma sono positivi per il parassita o hanno un cut-off almeno 3-4 volte superiore o positività per PCR. Le tecniche di biologia molecolare non sono mai la prima scelta diagnostica, a meno che non si tratti di malattie in particolare (perché in ambulatorio non ci possiamo mettere a fare queste cose!!). Trattamento terapeutico non per forza, dipende da diverse variabili come il nostro scrupolo, il proprietario, il cane.
- Cani malati: cani infetti che hanno anche almeno un segno clinico compatibile e/o una alterazione di laboratorio compatibile e/o una alterazione renale compatibile. Sì trattamento terapeutico.
In genere i flebotomi pungono su orecchie o tartufo (lepri ottimo serbatoio di Leishmania).
Quadri sintomatologici
Esistono diversi quadri sintomatologici, ogni cane è diverso dall’altro; non è possibile generalizzare però si possono individuare delle categorie di segni clinici (4) all’interno delle quali ci sono tutta una serie di manifestazioni sintomatologiche più o meno frequenti.
Segni clinici frequenti
- Ulcere cutanee o delle mucose oro-nasali ed estremità degli arti, perché c’è il processo infiammatorio a carico del derma (distruzione macrofagi), tipicamente a carico delle orecchie, in genere la punta, perché più irrorata e perché essendo le estremità, in condizioni di freddo, diminuisce la temperatura alle estremità e meno funzionano i macrofagi; quindi, è più facile che si rompano e ci sia un processo infiammatorio.
- Perdita di peso: legato alla replicazione del virus a carico del GALT enterite. Oppure a carico delle cellule del Kuppfer (fegato), in cui ci sono i macrofagi e quindi epatite.
- Linfoadenopatia: aumento volume linfonodi periferici per il processo infiammatorio.
- Lesioni oculari dovute sia a processi infiammatori, sia a deposizione degli immunocomplessi; uveiti, glaucoma con opacità corneale.
- Epistassi: perché gli immunocomplessi precipitando causano delle vasculiti (che fanno anche aggravare le ulcere!).
- Zoppia eventuale: lesioni articolari per gli immunocomplessi o per onicogrifosi (crescita abnorme delle unghie).
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