PARODONTOLOGIA DEFINITIVO
ANATOMIA DEI TESSUTI PARODONTALI
Il parodonto (o periodonto, da peri=intorno, odontos= dente) comprende i seguenti tessuti: la gengiva, il
legamento parodontale, il cemento radicolare, l’osso alveolare. Quest’ultimo è formato da due componenti: l’osso
alveolare proprio e il processo alveolare. L’osso alveolare proprio, chiamato anche osso fascicolato, continua nel
processo alveolare e forma la sottile lamina ossea che riveste l’alveolo del dente.
La funzione principale del parodonto è di mantenere attaccato il dente al tessuto osseo dei mascellari e di
conservare l’integrità della superficie della mucosa masticatoria della cavità orale. il parodonto, chiamato anche
apparato di attacco o tessuti di supporto del dente, forma un’unità funzionale, biologia e di sviluppo che va
incontro a determinati cambiamenti con l’età ed è soggetta ad alterazioni morfologiche che dipendono da
alterazioni funzionali e dell’ambiente orale.
Lo sviluppo dei tessuti parodontali avviene durante lo sviluppo e la formazione dei denti. L’ectomesenchima
assume un ruolo dominante per il successivo sviluppo. Dopo la formazione della lamina dentale ha inizio una
serie di processi (stadio della gemma, stadio del cappuccio, stadio della campana con sviluppo della radice) che
portano ala formazione del dente e dei suoi tessuti parodontali, incluso l’osso alveolare proprio.
Esperimenti hanno dimostrato che ogni informazione necessaria per lo sviluppo del dente e del suo apparato di
attacco risiede nei tessuti dell’organo dentale e nell’ectomesenchima circostante. Dall’organo dentale si forma lo
smalto, dalla papilla dentale il complesso dentina-‐polpa, dal follicolo dentale l’apparato di attacco (cemento,
legamento parodontale e osso alveolare proprio).
Lo sviluppo della radice e dei tessuti di supporto parodontali segue quello della corona.
GENGIVA
La mucosa orale non ha soluzioni di continuità con la cute delle labbra e con le mucose del palato molle e della
faringe. È costituita da mucosa masticatoria, comprendente la gengiva e il rivestimento del palato duro, dalla
mucosa specializzata, che copre il dorso della lingua, e dalla parte di mucosa restante, chiamata mucosa di
rivestimento.
La gengiva è quella parte di mucosa masticatoria che ricopre il processo alveolare e circonda il colletto dei denti.
È costituita da uno strato epiteliale e da uno strato sottostante di tessuto connettivo, chiamato lamina propria. La
gengiva raggiunge la sua forma e la sua organizzazione definitive in concomitanza con l’eruzione dei denti.
In direzione della corona, la gengiva appare di colore rosa corallo e termina con il margine gengivale libero, che
ha un contorno festonato. In direzione dell’apice, la gengiva continua con la mucosa alveolare (mucosa di
rivestimento), che appare lassa e di colore rosso più scuro, da cui è separata per mezzo di una linea di confine
generalmente ben riconoscibile, chiamata giunzione mucogengivale o linea mucogengivale.
Nel palato non è presente una linea mucogengivale perché il palato duro e il processo alveolare mascellare sono
ricoperti dallo stesso tipo di mucosa masticatoria.
La gengiva si distingue in:
-‐ gengiva libera
-‐ gengiva aderente
Quella libera è di colore rosa corallo, ha superficie opaca e consistenza compatta. Ne fanno parte il tessuto
gengivale presente sulle superfici vestibolare e linguale o palatale dei denti e la gengiva interdentale che forma le
papille. Sulle facce vestibolare e linguale, la gengiva libera si estende dal margine gengivale in direzione
dell’apice fino al solco gengivale libero, che è situato allo stesso livello della giunzione smalto-‐cemento. La
gengiva aderente è delimitata in direzione apicale dalla giunzione mucogengivale.
Il margine gengivale libero è spesso arrotondato in modo da creare una piccola invaginazione o solco. Dopo la
completa eruzione del dente, il margine gengivale libero è localizzato sulla superficie dello smalto in direzione
coronale, a circa 1,5-‐2mm dalla giunzione smalto cemento.
La forma della papilla interdentale è determinata dai rapporti di contatto fra i denti, dall’ampiezza delle loro
superfici approssimali, e dal decorso della giunzione smalto-‐cemento.
Nelle regioni anteriori hanno forma piramidale, mentre nelle posteriori (molari) sono più appiattite.
Le gengiva aderente è delimitata in direzione coronale dal solco gengivale libero o (quando non presente) da un
piano orizzontale posto a livello della giunzione smalto-‐cemento. Il solco gengivale clinico è presente solo nel 30-‐
40% degli adulti.
Le gengiva aderente si estende in direzione apicale fino alla giunzione mucogengivale, dove continua con la
mucosa alveolare. Ha consistenza compatta e colore rosa corallo, mostrando spesso piccole depressioni
superficiali che rendendo la superficie punteggiata le conferiscono un aspetto a “buccia d’arancia”. È saldamente
fissata all’osso alveolare e al cemento sottostanti per mezzo di fibre connettivali che la rendono praticamente
immobile rispetto al tessuto sottostante. La mucosa alveolare, di colore rosso più scuro, situata in sede apicale
rispetto alla giunzione mucogengivale, è invece scarsamente aderente all’osso. Quindi risulta mobile nei
confronti del tessuto sottostante.
L’ampiezza verticale della gengiva varia nelle diverse zone della bocca. Nell’osso mascellare la gengiva
vestibolare è generalmente più ampia nell’area incisiva e più stretta nella zona adiacente ai premolari. Nella
mandibola la gengiva linguale è particolarmente stretta nell’area dei denti incisivi e ampia nella regione dei
molari. L’intervallo di ampiezza è di 1-‐9mm.
Si è riscontrato che all’età di 40-‐50 anni la gengiva aderente è significativamente più ampia di quella misurata
all’età di 20-‐30anni. Poiché la giunzione mucogengivale, valutata in rapporto con il bordo inferiore della
mandibola, rimane stabile nel corso degli anni, l’aumento di ampiezza della gengiva che si verifica con l’età può
indicare che i denti, come risultato dell’abrasione occlusale, vadano incontro a una lenta eruzione nel corso di
tutta la vita.
Anatomia microscopica
La gengiva libera comprende tutte le strutture tissutali epiteliali e connettivali situate coronalmente a una linea
orizzontale che passa a livello della giunzione smalto-‐cemento. L’epitelio che riveste la gengiva libera può essere
differenziato in:
-‐ epitelio orale (prospicente la cavità orale)
-‐ epitelio orale sulculare (rivolto verso il dente ma non in contatto con la sua superficie)
-‐ epitelio giunzionale (attraverso cui si realizza il contatto fra gengiva e dente)
una caratteristica morfologica dell’epitelio orale e di quello sulculare orale è la presenza di digitazioni epiteliali
(che separano le creste epiteliali), che sono invece assenti nell’epitelio giunzionale.
Porzione di epitelio orale che ricopre la gengiva libera: squamoso, stratificato, cheratinizzato. Può essere diviso
sulla base del grado di differenziazione delle cellule che producono cheratina in:
-‐ strato basale
-‐ strato delle cellule spinose
-‐ strato delle cellule granulari
-‐ strato delle cellule cheratinizzate.
I nuclei cellulari sono assenti negli strati più esternià epitelio ORTOCHERATINIZZATO.
Spesso le cellule dello strato corneo però contengono residui di nucleià epitelio PARACHERATINIZZATO.
Oltre alle cellule produttrici di cheratina (90% della popolazione cellulare dell’epitelio orale) si riscontrano:
-‐ melanociti
-‐ cellule di Langerhans
-‐ cellule di Merkel
-‐ cellule infiammatorie
presentano spesso una morfologia stellata e hanno estensioni citoplasmatiche di forma e aspetto vari.
Le cellule dello strato basale hanno forma cilindrica o cuboide e sono in contatto con la membrana basale che
separa l’epitelio dal tessuto connettivo. È nello strato basale che l’epitelio si rinnova chiamato quindi anche
à
strato germinativo, può essere considerato il compartimento delle cellule progenitrici dell’epitelio.
I cheratinociti sono sottoposti a un processo di continua differenziazione nel loro passaggio dallo strato basale
alla superficie dell’epitelio. Quindi, una volta che il cheratinocito ha lasciato la membrana basale, non può più
dividersi, ma mantiene la capacità di produrre proteine. Nello strato granulare il cheratinocito non presenta più
l’apparato per la sintesi delle proteine e la produzione di energia e si trasforma improvvisamente in una cellula
piena di cheratina che si desquama dallo strato corneo distaccandosi dalla superficie dell’epitelio.
Al contrario dell’epitelio della gengiva, la mucosa alveolare è priva dello strato corne
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