Paradise Lost 1667/74
Milton, pur educato in un ambiente puritano come il Christ’s College di Cambridge, sviluppò fin dalla giovane età un profondo e critico interesse per la religione e la filosofia. Questo lo portò a rinunciare agli ordini sacri, avvicinandosi progressivamente alla poesia. Milton nasce nel 1608 e vive in modo decisamente attivo il periodo della guerra civile inglese, scatenata dalla sete di assolutismo di Charles I, che già nel 1629 aveva tentato di abolire il Parlamento e di imporre l’anglicanesimo a Scozia e Irlanda. Quando queste ultime si ribellano, Charles è costretto a chiedere aiuti finanziari al Parlamento, che in cambio chiede di non essere più destituito. Al rifiuto del re, nel 42, scoppia la guerra civile.
Milton, rientrato dai viaggi in Europa a causa del tumulto in patria, decide di dedicarsi completamente alla politica in sostegno dei Puritani scrivendo pamphlets in cui espone il suo punto di vista: “nessuna linea guida o diocesi può essere migliore per il popolo e la nazione della Bibbia stessa letta senza filtri.”
La carica di Lord Protettore conferita a Cromwell gli permette in realtà di esercitare un potere quasi assoluto e di fatto fa sì che sia lui a decidere per la neonata repubblica parlamentare inglese, tanto che alla sua morte, nel 1660, il parlamento permette a Charles II di riprendere il trono. Milton si sente profondamente deluso dal fallimento delle idee puritane, oltre a trovarsi disoccupato e agli arresti. Questa posizione di sconfitto influisce molto sulla letteratura di Milton; essendo lui uno dei grandi sconfitti della storia, decide di dedicarsi ad un’opera che trascende qualsiasi concetto di nazione a cui tanto aveva aspirato.
Pre-scegliendo la materia epica, Milton sceglie un genere storico che non c’entra più nulla con la sua epoca, ma che è anzi fuori moda, suscitando una percezione di quasi rottura che aumenta il pathos dell’opera. Paradiso perduto è quindi considerato una delle più grandi ed originali opere della letteratura inglese. Così commentata da William Blake: «Dio, e in libertà dei diavoli e dell’Inferno, è perché egli era un vero Poeta e stava dalla parte del diavolo senza saperlo».
L'angelo ribelle e il paradigma eroico
L’angelo ribelle per eccellenza in Milton rappresenta il prototipo degli eroi negativi che troveranno poi diffusione nella letteratura romantica e nel XX secolo. La figura di Lucifero si ribella, smuovendo i suoi compagni, cercando di far aprire loro gli occhi dinanzi alla loro condizione di totale obbedienza, sottomissione e sudditanza, guidando i compagni verso la libertà personale. Milton conferisce a Lucifero qualità come il coraggio e l’iniziativa, il non cedere alla sconfitta e la volontà di ribellarsi all’(in)giustizia divina, che lo rendono un vero e proprio eroe dell’epica classica.
Ribelle contro l’autorità politica del re e quella religiosa della Chiesa, Satana è anche specchio dell’anima di Milton, simpatizzante di Cromwell, durante la Glorious Revolution. Paradise Lost nasce, dunque, come grido di rottura, come richiesta di riacquistare la propria libertà individuale, minacciata dalle dinamiche socio-politiche del XVII secolo. Fu in questo clima di pesante controllo e di rinnovato fervore spirituale che Milton, dunque, usa Satana che cade e poi rinasce come metafora: la caduta è quella del secolo, il Seicento, in cui cominciavano a crollare le maggiori istituzioni, Stato e Potere, la cui crisi culminerà nella rivoluzione intellettuale degli Illuministi. La rivendicazione della libertà resta comunque fulcro dell’opera che si può racchiudere in uno dei più bei versi di sempre, facente parte del monologo di Satana, dopo essere stato scagliato nell’Inferno: “Better to reign in Hell than serve in Heaven. Meglio regnare all’Inferno che servire in Paradiso.”
Caratteristiche di Paradise Lost
Paradise Lost, poema epico pubblicato per la prima volta nel 1667, è suddiviso in 10 libri. La seconda edizione appare nel 1674 suddivisa in 12 libri, che presentano all’inizio il loro ‘argument’. L’opera appare infatti per la prima volta senza alcuna spiegazione in prosa per il lettore, un’anticipazione della materia trattata in ciascun libro, e pertanto lo stampatore chiese a Milton alcune ‘spiegazioni sommarie’ dei vari libri, e queste furono aggiunte all’edizione successiva del poema.
L’intera opera è caratterizzata da una forte impronta autoriale, che si differenzia dalle altre opere del genere epico, per la forte presenza di Milton. Questo lo renderà l’eroe dei poeti romantici di due secoli dopo, paladini dell’io poetico. Nell’opera l’importanza dell’uomo diventa fondamentale, tanto che Satana spesso viene accostato ad Achille. Tuttavia analizzando l’opera si capisce quanto Milton non voglia celebrare l’eroe epico, ma cerchi di portare alla luce l’uomo comune (Adamo), padre di tutti ed il primo a sbagliare nella storia.
Tipiche dello stile di Milton sono le similitudini, in particolare quelle abaxtra. La similitudine è una strategia retorica che caratterizza l’opera epica in generale, ma Milton spesso la crea partendo da una già consolidata nella lett precedente, per poi aggiungervi qualcosa di suo, che sottolinea l’intervento dell’autore. Nell’introduzione alla seconda edizione dell’opera, con la nota ‘THE VERSE’, Milton spiega la sua scelta di non utilizzare rime, preferendo il verso libero per la sua maggiore flessibilità.
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