Sposta la frontiera delle possibilità produttive verso destra
20. Si descriva la Frontiera delle possibilità produttive e le determinanti dei suoi spostamenti.
La frontiera delle possibilità produttive è l’insieme delle combinazioni di due beni ottenuti con il pieno
impiego dei fattori produttivi disponibili.
La frontiera delle possibilità produttive non è stabile nel tempo ma può spostarsi in seguito a differenti cause,
riassumibili sostanzialmente in: 1. Variazione del livello di specializzazione; 2. Variazione nella disponibilità
di fattori produttivi. Nel primo caso risulta fondamentale il ruolo della tecnologia. Infatti, nuove invenzioni
in ambito industriale, forniscono la possibilità di produrre di più a parità di dotazioni di fattori produttivi
(spostando la FPP verso destra). Nel momento in cui le medesime invenzioni diventano di uso comune, le
maggiori possibilità produttive potrebbero venire meno (spostando la FPP verso sinistra).
Si rappresenti graficamente e si descriva la funzione di offerta. Quali variabili incidono sulla sua
‘27.
posizione?
Le variabili che incidono sono:
un aumento della quantità offerta comporta per le imprese, normalmente, un aumento dei costi (unitari) di
produzione. Di conseguenza le imprese sono disposte ad aumentare la quantità offerta solo in presenza di un
prezzo maggiore. • una diminuzione della quantità offerta comporta per le imprese, normalmente, un
riduzione dei costi (unitari) di produzione. Di conseguenza le imprese sono disposte a Le “altre condizioni”
comprendono: – la tecnologia – i prezzi dei fattori produttivi – la regolamentazione pubblica • La curva di
offerta del mercato è la somma orizzontale delle curve di offerta delle singole impresedurre la quantità
offerta dato un prezzo minore.
28. Si rappresenti graficamente e si descriva la funzione di domanda. Quali variabili incidono sulla sua
posizione?
La relazione fra prezzo di un bene e la quantità domandata dello stesso (a parità di altre condizioni).
Caratteristica fondamentale … La relazione è negativa: • un aumento del prezzo provoca una riduzione della
quantità domandata • una riduzione del prezzo provoca un aumento della quantità domandata
21. Si rappresenti graficamente il surplus dei consumatori e il surplus dei produttori, dandone una
definizione.
Rappresentano un benessere in quanto è dato dalla differenza tra prezzo massimo disposto a pagare e prezzo
minimo disposto a vendere e prezzo di equilibrio raggiunto sul mercato
22. Si rappresenti graficamente un eccesso di domanda, dandone una definizione
Se il prezzo di mercato è inferiore al prezzo di equilibrio si ha un eccesso di domanda, in quanto la domanda
eccede l’offerta.
23. Si rappresenti graficamente un eccesso di offerta, dandone una definizione
Nell’eventualità in cui il prezzo di mercato sia diverso dal prezzo di equilibrio si verifica un disequilibrio
temporaneo che si definisce eccesso. Se il prezzo di mercato è superiore al prezzo di equilibrio si ha un
eccesso di offerta, in quanto l’offerta eccede la domanda.
22. In riferimento all’elasticità della curva di domanda si spieghi la relazione che esiste tra elasticità e
ricavi totali;
Se la curva di domanda è elastica, un aumento del prezzo corrente porta a una diminuzione più che
proporzionale della quantità domandata.Di conseguenza, il ricavo totale diminuisce.
Se la curva di domanda è anelastica, un aumento del prezzo corrente porta a una diminuzione meno che
proporzionale della quantità domandata.Di conseguenza, il ricavo totale aumenta.
23. In riferimento all’elasticità della curva di domanda:
a) Se ne dia una definizione sia in termini algebrici che letterali;
l’elasticità della domanda può essere definita come «la variazione percentuale della quantità domandata in
seguito ad una variazione di un punto percentuale del suo prezzo».
b) Si indichino i valori che può assumere;
L’elasticità della domanda è negativa, data la relazione inversa tra prezzo e quantità. Per semplicità di analisi
viene espressa in modulo, ovvero positiva e può assumere i seguenti valori: L’ELASTICITA’ DELLA
DOMANDA η = 0 0 ≤η ≤1 η → ∞ η ≥1 η =1
c) Si indichino le variabili da cui dipende.
Prezzo e quantità
24. Si descriva il teorema di Barone.
Il teorema di Barone, elaborato nel 1912 dal napoletano Enrico Barone, dimostra l'inefficienza
economica di imposte indirette che determinano la distorsione dei prezzi dei beni sul mercato.
17. In riferimento all’elasticità incrociata della domanda al prezzo:
a) Se ne dia una definizione sia in termini algebrici che letterali;
L’elasticità incrociata della domanda rispetto al prezzo di altri beni «esprime la variazione percentuale della
quantità domandata di un bene i-esimo al variare di un punto percentuale del prezzo di un bene j-esimo» e
può essere così determinata: L’ELASTICITA’ INCROCIATA DELLA DOMANDA Qi Pj Pj Qi Qi Pj ∆ ∆ η
, = Qi = quantità del bene i-esimo Y = reddito del consumatore
b) Si classifichino i beni in funzione del valore assunto dall’elasticità;
Elasticità maggiore di 0 B. Sostituti;
Elasticità minore di 0 B. Complementi
Elasticità uguale 0 B. indipendenti
c) Si indichino le variabili da cui dipende.
PX;PY
18. Si analizzi la relazione tra la spesa del consumatore e l'elasticità della domanda al prezzo.
Le variazioni di prezzo di un bene incidono sulla spesa che il consumatore sostiene per il suo acquisto in
modo differente, a seconda del valore assunto dall’elasticità della domanda. Per illustrare la relazione tra
spesa ed elasticità si consideri il caso di una domanda lineare. Infatti, lunga tale funzione è possibile
osservare tutti i valori assunti dall’elasticità: • In corrispondenza dell’intercetta verticale (con Q=0) la
domanda è perfettamente elastica • In corrispondenza dell’intercetta orizzontale (con P=0) la domanda è
perfettamente rigida • Muovendosi dall’intercetta verticale verso l’intercetta orizzontale l’elasticità
diminuisce
19. In riferimento all’elasticità incrociata della domanda al reddito:
a) Se ne dia una definizione sia in termini algebrici che letterali;
Il caso più rilevante è l’elasticità incrociata della domanda rispetto al reddito. L’elasticità incrociata rispetto
al reddito «esprime la variazione percentuale della quantità domandata di un bene i-esimo al variare di un
punto percentuale del reddito del consumatore» e può essere così determinata:
b) Si classifichino i beni in funzione del valore assunto dall’elasticità;
Maggiore di Zero B. Normale
Minore di Zero B. inferiore
c) Si indichino le variabili da cui dipende.
Prezzo e reddito
24. Quali sono le caratteristiche di una società di capitali?
Le società di capitali si distinguono in: • Società per azioni (spa) • Società a responsabilità limitata (srl) •
Società in accomandita per azioni (sapa). Nelle società di capitale le qualità personali dei soci perdono di
importanza ed i soci incidono nelle scelte aziendali in base alla quota di capitale da essi sottoscritta.
Le caratteristiche delle società di capitale sono l’opposto di quelle della società di persone, ovvero: • i soci
sono responsabili limitatamente al denaro o ai beni conferiti nella società (capitale sottoscritto); • il potere di
amministrazione è dissociato dalla qualità di socio: tale potere è articolato in una pluralità di organi
(assemblea dei soci, consiglio di amministrazione, amministratori); • la qualità di socio è liberamente
trasferibile;
25. Quali sono le caratteristiche di una società di persone?
Le società di persone si distinguono in • Società semplice • Società in nome collettivo (snc) • Società in
accomandita semplice (sas). Le caratteristiche principali delle società di persone sono le seguenti: • i soci
sono responsabili illimitatamente e solidalmente per le obbligazioni della società verso i terzi; • il potere di
amministrazione (controllo) è collegato alla qualità di socio; • la qualità di socio non è trasferibile senza il
consenso degli altri soci; • la società non ha personalità giuridica propria distinta da quella dei soci.
22. Si descrivano le funzioni attinenti alla gestione caratteristica.
la gestione caratteristica si possono individuare le seguenti funzioni: • Approvvigionamento • Produzione •
Vendita • Logistica • Amministrazione • Ricerca e sviluppo
23. Si descrivano le variabili di un'organizzazione.
La progettazione di un’organizzazione necessita di configurare le variabili organizzative, che rappresentano
gli strumenti con cui attuare le strategie di coordinamento e di controllo delle varie unità organizzative. Le
principali tipologie di variabili organizzative sono: • La struttura • I meccanismi operativi
24. Quali sono gli organi che definiscono la governance di una società di capitali? Quali funzioni
svolgono?
Nelle società di capitali, le più rilevanti nel nostro ordinamento economico, la governance è affidata a più
organi, quali: • L’assemblea dei soci • Il consiglio di amministrazione • Il collegio sindacale.
L’assemblea dei soci, di norma riunita a cadenza annuale, svolge tre funzioni fondamentali: •
L’approvazione del bilancio annuale; • La nomina degli amministratori e dei sindaci; • La determinazione del
compenso da attribuire ad amministratori e sindaci.
Il consiglio di amministrazione ha il potere esecutivo e ha il compito di attuare le direttive dell’assemblea dei
soci. Esso può essere rappresentato da una sola persona (chiamato amministratore delegato) o, più
comunemente, da più soggetti (chiamato comitato esecutivo) e gode di ampia autonomia nella gestione della
società. Il collegio sindacale è l’organo di controllo che deve sorvegliare l’amministrazione della società,
vigilare sull’osservanza della legge e dell’atto costitutivo da parte degli amministratori ed accertare la
regolare tenuta della contabilità sociale.
Può essere accentrata o decentrata
15. Quali sono le caratteristiche di un’organizzazione funzionale?
La struttura funzionale è una forma organizzativa accentrata, in cui la direzione generale delega alcune
funzioni a singole unità organizzative che corrispondono alle diverse fasi del processo di acquisizione-
trasformazionevendita, secondo un principio di ripartizione specialistica dei compiti.
16. Quali sono le caratteristiche di un’organizzazione a matrice?
La struttura a matrice è una combinazione fra l'organizzazione funzionale e quella divisionale con cui si
cerca di sfruttare i vantaggi di entrambe, ridefinendo le relazioni fra le diverse unità organizzative. I vantaggi
di questa struttura sono: • La possibilità di ottenere un'elevata specializzazione delle risorse con un maggiore
coordinamento; • L'elevata flessibilità ai mutamenti dell'ambiente esterno. Gli svantaggi, invece, sono: • La
difficoltà di bilanciare il potere fra le due dimensioni della matrice; • I possibili conflitti fra le diverse linee di
autorità; • Gli elevati costi dovuti alla maggiore complessità organizzativa.
17. Quali sono le caratteristiche di un’organizzazione divisionale?
La struttura divisionale prevede la costituzione di unità organizzative, definite divisioni, caratterizzate da
ampia autonomia strategica ed operativa (ma non hanno indipendenza nel reperimento di tali risorse) . Ogni
divisione è specializzata in relazione: • Una linea di prodotto • Un'area geografica • Un segmento di mercato.
La direzione generale ha, conseguentemente, il compito di definire la strategia complessiva (gestione del
portafoglio prodotti) e raccogliere le risorse finanziarie da allocare alle divisioni, che dovrà valutare.
18. Si spieghino i tre modelli di governance.
Nelle società di capitali, le più rilevanti nel nostro ordinamento economico, la governance è affidata a più
organi, quali: • L’assemblea dei soci • Il consiglio di amministrazione • Il collegio sindacale. L’assemblea
dei soci, di norma riunita a cadenza annuale, svolge tre funzioni fondamentali: • L’approvazione del bilancio
annuale; • La nomina degli amministratori e dei sindaci; • La determinazione del compenso da attribuire ad
amministratori e sindaci.
Il consiglio di amministrazione ha il potere esecutivo e ha il compito di attuare le direttive dell’assemblea dei
soci. Esso può essere rappresentato da una sola persona (chiamato amministratore delegato) o, più
comunemente, da più soggetti (chiamato comitato esecutivo) e gode di ampia autonomia nella gestione della
società. Il collegio sindacale è l’organo di controllo che deve sorvegliare l’amministrazione della società,
vigilare sull’osservanza della legge e dell’atto costitutivo da parte degli amministratori ed accertare la
regolare tenuta della contabilità sociale.
19. Quali sono le caratteristiche di una società cooperativa?
Questo tipo di società ha come caratteristica distintiva lo scopo mutualistico e non lucrativo perseguito dai
soci. Tale scopo mutualistico si concretizza in due aspetti: • La previsione di una percentuale massima di utili
ripartibili tra i soci; • L’offerta di beni e servizi o la fornitura di occasioni di lavoro ai propri soci a
condizioni più vantaggiose di quelle che otterrebbero dal mercato. La previsione di un limite massimo di
capitale sottoscritto da parte dei soci; • La previsione di un limite minimo di soci; • La variabilità del capitale
sociale in relazione all’ingresso e all’uscita dei soci.
17. Si descriva una funzione di produzione, evidenziando le differenze tra breve e lungo periodo.
La funzione di produzione esprime la relazione tra il volume prodotto di un bene o di un servizio e la
quantità di fattori produttivi impiegati. Definendo il volume di produzione come output e i fattori produttivi
come input, la funzione di produzione evidenzia una relazione input-output.
I principali fattori produttivi impiegati nella produzione sono:
• I beni e i servizi intermedi quali materie prime, semilavorati, energia
elettrica e materiali di consumo;
• Il lavoro diretto ed indiretto;
• Il capitale fisico ovvero tutti i beni ad utilizzo ripetuto quali i fabbricati, i
macchinari e gli impianti;
• Il capitale finanziario cioè le disponibilità monetarie da investire
nell’attività d’impresa.
Questi fattori produttivi possono essere raggruppati in due macro
categorie, quali il lavoro e il capitale
Per breve periodo, si intende un arco temporale caratterizzato dalla libera disponibilità di alcuni fattori
produttivi mentre altri fattori produttivi sono disponibili in quantità fissa. Per lungo periodo, si intende un
arco temporale in cui TUTTI i fattori produttivi sono liberamente disponibili in quantità variabile.
18. Si spieghi la legge dei rendimenti marginali decrescenti.
Rendimenti di scala decrescenti. L'incremento delle quantità di impiego del fattore produttivo determina un
incremento meno che proporzionale della quantità del prodotto finito. Ad esempio, un incremento del 10%
della
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Paniere verificato di Principi di economia - Risposte aperte svolte
-
Paniere Macroeconomia
-
Risposte aperte paniere di principi di economia
-
Paniere Microeconomia - risposte aperte