01/05 Descrivere sinteticamente i contenuti delle varie fasi della progettazione di un
sistema meccanico che soddisfi la seguente richiesta da parte del committente:
“Necessito di una macchina che mi consenta di scaricare o caricare velocemente i
container di una nave mercantile.”
Identificazione dei requisiti e delle necessità del committente
Studio dello stato dell’arte
Definizione degli obiettivi
Definizione delle specifiche
Ideazione e invenzione
Analisi
Scelta della soluzione migliore
Progettazione dettagliata
Prototipazionee test
Produzione
RISPOSTA: La progettazione meccanica è un'applicazione di principi scientifici e di
tecnologie per la definizione di un congegno, di un processo o di un sistema,
sufficientemente dettagliata da permettere la sua realizzazione. Un possibile approccio
sistematico è quello di strutturare il problema della progettazione in un processo
costituito da diverse fasi. Il processo non è lineare ma iterativo ovvero, durante lo
svolgimento delle varie fasi della progettazione possono emergere problematiche che
impongono la ridefinizione di alcuni aspetti e quindi la ripetizione di una o più fasi
precedenti. Le varie fasi sono: IDENTIFICAZIONE DEI REQUISITI E DELLE NECESSITA'
DEL COMMITTENTE (il committente fornisce indicazioni riguardo le sue necessità.
Queste indicazioni possono essere vaghe e prive di dettagli). STUDIO DELLO STATO
DELL'ARTE (Una delle fasi più importanti della progettazione. DEFINIZIONE DEGLI
OBIETTIVI (Dopo aver raccolto le richieste del cliente e dopo aver indagato sullo stato
dell'arte si passa ad una definizione più strutturale di quali sono gli obiettivi da
raggiungere) DEFINIZIONE DELLE SPECIFICHE (Si passa alla formulazione di alcune
specifiche sulle performance per definire cosa il sistema deve essere in grado di fare).
IDEAZIONE E INVENZIONEA (si cerca di stilare una varietà di potenzioli soluzioni
costruttive senza preoccuparsi in questa fase della loro funzionalità e senza scendere
eccessivamente nei dettagli. Il lavoro di gruppo in questa fase aiuta.) ANALISI (Si
analizzano la funzionalità e le performance delle soluzioni costruttive proposte nella
fase di ideazione e invenzione.) SELEZIONE (In base ai risultati dell'analisi svolta nella
precedente fase deve essere scelta la soluzione costruttiva migliore.) PROGETTAZIONE
DETTAGLIATA( Si progetta e si disegnano tutti i componenti del sistema, dei vari sotto-
assiemi e dell'assieme complessivo). PROTOTIPAZIONE E TEST(Si costruisce un
prototipo del sistema meccanico progettato su cui effettuare test di varia natura.
Questi test devono tenere conto delle variabili ambientali di esercizio (temperatura,
umidità ecc). PRODUZIONE (Il progetto è pronto per passare alla fase di produzione
che può essere di poche o numerose unità).
01/06 1 – Operatrice 2 – Energetica generatrice a fluido 3 – Operatrice 4 –
Energetica motrice a fluido 5 – Energetica generatrice a fluido 6 – Energetica
motrice a fluido 7 – Energetica motrice a fluido 8 – Operatrice
02/10
Nello studio della meccanica delle macchine, quali sono le differenze tra un
problema di analisi e un problema di sintesi?
RISPOSTA: I problemi tipici studiati dalla meccanica applicata alle macchine
possono essere rincondotti ai due tipi fondamentali: - Problemi di analisi (dato il
meccanismo e l'equazione oraria di uno o più membri, l'analisi dei meccanismi
consiste nel determinare la legge del modo dei punti di ogni membro e le forze e
coppie agenti sui vari membri). - Problemi di sintesi (la sintesi consiste nel creare il
meccanismo che soddisfi le specifiche di progetto ovvero i requisiti di partenza. Le
specifiche di progetto possono consistere nella legge del movimento di uno o più
punti del meccanismo, negli angoli di trasmissione, nella posizione dei perni a
telaio ecc).
02/11
Nello studio della meccanica delle macchine, quali sono le differenze tra uno
studio cinematico e uno studio dinamico?
RISPOSTA: La cinematica è lo studio del movimento senza tener conto delle forze
che lo producono. In genere si assume l'ipotesi dei corpi rigidi e le masse
ininfluenti. E' dato dalla somma di equazioni algebriche non lineari di posizione più
le equazioni algebriche lineari di velocità e accelerazione. La dinamica è lo studio
della trasmissione del movimento sotto l'azione delle forze applicate. E' dato dalla
somma di equazioni differenziali più le equazioni algebriche.
02/12
Descrivere, fornendo esempi, un problema di analisi cinematica inversa e uno di
analisi dinamica diretta.
RISPOSTA: L'analisi cinematica consiste nella determinazione delle posizioni, delle
velocità e delle accelerazioni dei membri del meccanismo che sono supposti rigidi.
Lo studio viene chiamato diretto se a partire dalla conoscenza del moto dei motori
viene calcolato il movimento in uscita della macchina (per esempio il moto di un
dispositivo terminale o di un cedente), nel caso opposto lo studio viene chiamato
inverso. Ad esempio la Cinematica inversa è il processo di determinazione dei parametri di un
oggetto articolato e flessibile, che soddisfino il raggiungimento di una posa desiderata, in base al
posizionamento delle sole estremità.
L'analisi dinamica diretta consiste nella determinazione del moto dei membri del
meccanismo per effetto delle forze agenti, comprese le forze d'inerzia, nota la
distribuzione delle masse e considerando rigidi i membri del meccanismo che si
suppongono dotati di massa. La variabile di riferimento è il tempo. I corpi dotati di
massa sono quindi considerati rigidi, ma si ammette di poter concentrare le
caratteristiche di elasticità in elementi privi di massa (sistema a parametri
concentrati). Dal punto di vista algebrico si tratta di risolvere un sistema di
equazioni differenziali alle derivate ottali, spesso non lineare, nel caso in cui la
macchina ha un solo grado di libertà tale sistema si riduce ad una sola equazione
differenziale. L'analisi ha come obiettivo la determinazione della legge del moto
(spostamenti, velocità e accelerazioni) e dello stato di sollecitazione (tensioni,
deformazioni) dei membro di un meccanismo elastico in movimento in funzione
delle forze esterne a cui lo stesso è soggetto, includento gli effetti delle
deformazioni elastiche sulle forze d'inerzia. Le forze di inerzia sono valutate con
riferimento alle accelerazioni effettive (ovvero senza ulteriori ipotesi
semplificative).
02/13
Dare la definzione di moto in transitorio, moto a regime e moto ciclico.
RISPOSTA: Il moto in transitorio si verifica nella fase di avviamento o di arresto
delle macchine ed è generalmente un moto vario. Il moto a regime può essere
"uniforme o assoluto" se l'atto di moto di tutti i membri si mantiene costante in
qualunque intervallo di tempo, oppure "periodico" se l'atto di moto di tutti i
membri si ripete dopo un intervallo di tempo (periodo). Il moto ciclico si dice ciclico
se, dopo l'avvio da qualsiasi posizione relativa, i membri di una macchina
passando attraverso tutte le posizioni che possono assumere ritornano alla loro
posizione relativa originale. Può essere continuativo se durante ogni successivo
ciclo nn si arresta. Intermittente se durante ogni ciclo si arresta per un intervallo di
tempo finito. Alternativo se ad ogni ciclo si inverte il verso del movimento.
03/01
Descrivere le fasi e le relative approssimazioni presenti nel passaggio da sistema
reale a modello fisico e successivamente da modello fisico a modello
RISPOSTA: Il passaggio da sistema reale a modello fisico comporta una
successione di approssimazioni: 1. Trascurare i piccoli effetti, ovvero eliminare le
interazioni tra componenti o fra il sistema e l'esterno che provochino effetti
trascurabili sul comportamento del sistema. 2. Ammettere che il sistema non
modifichi l'ambiente esterno e non vari quindi allo stesso tempo l'azione
dell'ambiente sul sistema. 3. Sostituire caratteristiche concentrate a caratteristiche
distribuite (equazioni differenziali ordinarie invece che alle derivate parziali). 4.
Ammettere dipendenza linerare tra le variabili (es. molle considerate lineari anche
se in realtà non lo sono). 5. Assumere parametri tempo-invarianti. 6. Trascurare
incertezze e disturbi. Dal modello fisico si passa a quello matematico con una
procedura generale che consiste nei seguenti passaggi: 1. Scegliere le variabili
fisiche (consentono di esprimere gli scambi energetici, tra i componenti e tra
questi e l'esterno, e gli accumuli di energia). 2. Imporre le condizioni di congruenza
per tradurre i vincoli del sistema. 3. Imporre le condizioni di bilancio per il sistema
(o bilancio energetico o delle forze, pressioni ecc). 4. Imporre le equazioni
costitutive (legame tra le variabili della potenza).
04/16
Un vincolo bilaterale è detto olonomo se limita direttamente solo le posizioni del
sistema e quindi non compare nella sua equazione la dipendenza dalle velocità per
esempio è olonomo un vincolo che realizza la condizione di rotolamento senza
strisciamento di un rullo rigido su un piano. “”””In generale il rullo ,se vincolato a
rimanere a contatto con il piano, ha 2 gradi di libertà se, invece, si impone la
rotazione senza strisciamento del rullo sul piano, viene introdotta la
corrispondente equazione di vincolo Vc =0 che lega la velocità di avanzamento del
rullo alla sua velocità angolare””””
04/17
Un vincolo bilaterale è detto anolonomo se limita anche le velocità dei punti oltre
alle posizioni del sistema, perché un vincolo risulti effettivamente anolonomo
occorre che la sua equazione di vincolo (alle derivate prime rispetto al tempo)
risulti non integrabile mentre è anolonomo il vincolo di rotolamento senza
strisciamento di una sfera rigida su un piano. I vincoli anolonomi, imponendo delle
restrizioni solo sulle velocità dei punti del sistema, non impediscono il
raggiungimento di alcuna posizione e non fanno diminuire il numero di g.d.l.
05/01
Spiegare la differenza tra vincolo olonomo ed anolonomo fornendo esempi delle
due tipologie
RISPOSTA: Un vincolo bilaterale è detto olonomo o geometrico o di posizione se
limita direttamente solo le posizioni del sistema e quindi non compare nella sua
equazione la dipendenza dalle velocità, mentre è detto anolonomo o cinematico o
di mobilità se limita anche la velocità dei punti. Un esempio di vincolo olonomo è il
disco su piano: in generale il rullo, se vincolo a rimanere a contatto con il piano, ha
2 gradi di libertà, se invece si impone la rotazione senza strisciamento del rullo sul
piano, viene introdotta la corrispondente equazione di vincolo Vc=0 che lega la
velocità di avanzamento del rullo alla sua velocità angolare. Un esempio di vincolo
anolonomo è la sfera su piano: la sfera vincolata a rimanere a contatto con il piano
ha 5 gradi di libertà. Se si impone il vincolo che la sfera rotoli senza strisciare sul
piano, viene anche in questo caso introdotta la corrispondente equazione di
vincolo Vc=0 che lega le velocità lineari ed angolari della sfera.
05/02
Quali tipologie di vincoli sottraggono g.d.l al sistema e quali invece non ne
sottraggono? Motivare la risposta fornendo alcuni esempi semplici.
RISPOSTA: I vincoli olonomi bilaterali sottraggono al sistema tanti gradi di libertà
quante sono le corrispondenti equazioni di vincolo. Quelli unilaterali invece non
diminuiscono i gradi di libertà del sistema (per esempio un punto vincolato a
muoversi all'interno di una stanza ha ancora tre gradi di libertà). I vincoli
anolonomi imponendo delle restrizioni solo sulle velocità dei punti del sistema, non
impediscono il raggiungimento di alcuna posizione e quindi anch'essi non fanno
diminuire il numero di g.d.l.
05/03
Spiegare la differenza tra vincolo bilaterale ed unilaterale
RISPOSTA: Un vincolo è detto bilaterale se le restrizioni imposte al sistema si
rappresentano tramite sole equazioni (es: un punto vincolato ad una linea, corpo
con un punto fisso) mentre un vincolo è detto unilaterale se compare almeno una
disequazione (es: corpo appoggiato ad un piano o vincolato a stare all'interno di
una sfera).
05/04
Spiegare la differenza tra vincolo interno ed esterno
RISPOSTA: Un vincolo è detto interno se è dovuto alla costituzione del corpo stesso
(es: rigidezza) ed esterno se è dovuto alla presenza di altri corpi.
05/05
Indicare come è possibile descrivere l'orientamento di una terna rispetto ad
un'altra attraverso gli angoli di Eulero e gli angoli areonautici.
RISPOSTA: Per descrivere l'orientamento di una terna {XB, YB, ZB} in OB rispetto
ad una terna {XA,YA;ZA} in OA è spesso comodo fornire direttamente i 3 versori
degli assi coordinati. Questi possono essere raccolti nella matrice di rotazione.
I 9 componenti della matrice di rotazione R sono legati in realtà da 6 relazioni
(modulo unitario e mutua ortogonalità) per cui si preferisce spesso fornire
direttamente 3 parametri indipendenti, come ad esempio gli angoli aeronautici
(baccheggio, rollio, imbardata) o gli angoli di Eulero.
05/06
Dare la definizione di vincolo
RISPOSTA: Chiamiamo vincolo ogni dispositivo che limita le posizioni e le velocità
dei punti del sistema meccanco: pertanto la presenza di un vincolo tra i membri 1
e 2 riduce la mobilità relatva dei membri stessi. I vincoli possono essere espressi
analiticamente mediante relazioni fra le coordinate e le velocità di punti del
sistema. Un vincolo è detto bilaterale se le restrizioni imposte al sistema si
rappresentano tramite sole equazioni. Unilaterale se compare almeno una
disequazione. Interno se è dovuto alla costituzione del corpo stesso. Esterno se è
dovuto alla presenza di altri corpi.
06/12
Indicare le diverse tipologie di contatto possibili
RISPOSTA: In relazione alla geometria di contatto si hanno: contatti puntiforme
(ese. cuscinetto a sfere o ingranaggio sghembo elicoidale). Contatti lineari
(esempio cuscinetti a rulli o camma- piattello) e contatti superficiali(es. pattino-
guida) o di combaciamento (es. vite - madrevite).
06/13
Fornire alcuni esempi di coppie cinematiche inferiori e superiori
RISPOSTA: Si definiscono coppie elementari o inferiori quelle coppie rigide che
sono realizzabili tramite contatti di superficie. Le superfici coniugate sono rigide,
identiche e combacianti e sono necessariamente superfici cilindriche, di
rivoluzione o elicoidali. Coppie cinematiche inferiori R (rotoidale), P (prismatica), S
(elicoidale), C (cilindrica), F (piana), G (sferica). Si definiscono superiori le coppie
cinematiche che non sono inferiori. Esse non sono in alcun modo realizzabili
tramite contatti di superficie ma esclusivamente tramite contatti lineari o
puntiformi. Tutte le coppie tra membri non rigidi sono superiori (per esempio:
accoppiamento puleggia-flessibile, fluido-condotti di turbina). Gs (sferica guidata),
Ca (camma piana), Gs-Ca (sfera cilindro guidati), G-C (sfera cilindro), F-C (piano
cilindro), G-F (sfera piano).
06/14
Quali sono le coppie cinematiche definite elementari? Illustrarne il funzionamento
e fornire esempi riguardanti la loro applicazione.
RISPOSTA: Le coppie cinematiche elementari sono la Coppia Prismatica (Es:
accoppiamento albero-mozzo attraverso un profilo scanalato dove l'unico grado di
libertà residuo è lo scorrimento assiale dell'albero rispetto al mozzo o viceversa).
La Coppia Rotoidale (Es: Cerniera realizzata tramite cuscinetto radente dove i
cuscinetti radenti sono solitamente costituiti da bronzine. La bronzina, di materiale
tenero, viene accoppiata con un perno di un materiale più duro), o un altro
esempio di coppia emaca rotoidale è la cerniera realizzata tramite cuscinetto
volvente, sono costituiti da due anelli(interno ed esterno) e da elementi di tipo
volventi(sfere, rulli, rulli conici e rullini) hanno dei valori di attrito inferiori a quelli
dei cuscinetti radenti. La Coppia Elicoidale come l’accoppiamento tra vite e
madrevite, nel quale la vite è vincolata in modo tale da poter solamente ruotare
intorno al suo asse. La madrevite è vincolata e può solo traslare lungo il suo asse.
Un esempio pratico è il martinetto meccanico a vite.
06/15
Spiegare la differenza tra accoppiamento di forma e di forza.
Dal punto divista realizzativo le coppie cinematiche si distinguono: tra gli
accoppiamenti di forma che sono in forma chiusa e gli accoppiamenti di forza che
sono in forma aperta. Tutte le coppie possono essere realizzate in entrambi i modi :
gli accoppiamenti di forza sono monolaterali ed il contatto è mantenuto da
opportuni forze e momenti.
06/16
Dare la definizione di coppia cinematica
RISPOSTA: Si definisce coppia il sistema formato da 2 membri contigui collegati. Se
tra di essi esiste un movimento relativo (cioè il sistema ha almeno 1 g.d.l) si ha
una coppia cinematica. Le coppie sono caratterizzate dallo spostamento relativo
dei membri a contatto, che dipende dalla forma delle superfici che sono in contatto
durante
il moto: tali superfici sono dette coniugate. Uno stesso spostamento relativo fra i
membri può essere ottenuto con differenti coppie di superfici conugate: l'effettiva
forma costruttiva ha influenza sulla trasmissione delle forze, l'usura, l'ingombro
ecc. Dal punto di vista cinematico si distinguono contatti di strisciamento, di
rotolamento e contatti d'urto. Dal punto di vista realizzativo invece accoppiamenti
di forma (in forma chiusa) e di forza (in forma aperta).
07/06
Spiegare il concetto di meccanismo associato
RISPOSTA: Un meccanismo A composto da due membri mobili a contatto
attraverso una coppia di tipo camma piana ha la stessa mobilità di un meccanismo
B in cui tali membri sono collegati a
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