11. Si richiede di descrivere i differenti tipi di onde sismiche
Durante la formazione di una faglia viene rilasciata l’energia accumulata che viene trasmessa in tutte le
direzioni attraverso la propagazione di onde sismiche.
Le onde sismiche si differenziano in base alle modalità di propagazione. Si possono distinguere onde di
compressione, onde di taglio, onde di Rayleigh e onde di Love.
Onde di compressione: dette anche longitudinali, primarie o ‘onde P’, hanno velocità e direzione parallela
allo spostamento dell’elemento di volume investito dall’onda, con successive compressioni e rarefazioni. Le
onde P si propagano con velocità:
in cui:
EED = modulo di rigidezza a compressione monodimensionale (modulo edometrico) del
mezzo di propagazione;
ρ = densità del mezzo
Onde di taglio: dette anche trasversali o ‘onde S’ , sono connesse ai fenomeni deformativi di tipo
distorsionale e sono caratterizzate da una direzione di propagazione perpendicolare allo spostamento
dell’elemento di volume investito dall’onda. La loro velocità di propagazione è pari a:
in cui:
G = modulo di rigidezza a taglio del mezzo di propagazione;
ρ = densità del mezzo
Quando le onde P e S giungono in superficie all’epicentro, generano delle onde superficiali; dall’epicentro
comincia a propagarsi un treno di onde superficiali concentriche:
onde Rayleigh (onde R), che inducono le particelle investite a compiere orbite ellittiche e sono responsabili
delle scosse ondulatorie;
onde Love (onde L), che provocano un’oscillazione orizzontale, trasversale rispetto alla direzione di
propagazione dell’onda, e sono responsabili delle scosse sussultorie.
12. Si richiede di descrivere come viene localizzato l’epicentro di un terremoto
Si definisce epicentro il punto in superficie situato verticalmente al di sopra dell’ipocentro. Il tempo che
intercorre tra l’arrivo delle onde P e quello delle onde S ci fornisce la distanza dell’epicentro. Siccome
questo intervallo di tempo aumenta con la distanza, esso permette ai sismologi – conoscendo le registrazioni
di dati di tre o più stazioni – di localizzare l’epicentro stesso.
Lezione 003
01. La scala Richter attribuisce
Una misura qualitativa dell’intensità sismica
Una misura qualitativa dell’amplificazione locale dei terreni in sito
Una misura quantitativa dell’intensità sismica
Una misura quantitativa dell’incidenza della densità abitativa
02. Nella scala Mercalli modificata, gli effetti riscontrabili in termini di danno agli edifici dipendono
anche
Dalla profondità dell’epicentro
Dalla profondità dell’ipocentro
Dalla la densità di abitazione
Dal tipo di faglia (se diretta o inversa)
03. Nella determinazione della Magnitudo Locale (ML) il sisma di riferimento dà luogo a
Un’ampiezza minima di 1 mm su un sismografo W-A a distanza di 1000 km dall’ipocentro
Un’ampiezza massima di 1 mm su un sismografo W-A a distanza di 10 km dall’epicentro
Un’ampiezza massima di 1 mm su un sismografo W-A a distanza di 100 km dall’epicentro
Un’ampiezza massima di 1 mm su un sismografo W-A a distanza di 100 km dall’ipocentro
04. Nella scala Mercalli modificata, gli effetti riscontrabili in termini di danno agli edifici dipendono
anche
Dall’amplificazione locale dell’epicentro
Dalla profondità dell’epicentro
Dall’amplificazione locale dei terreni in sito
Dall’amplificazione locale del cemento armato della struttura
05. Tra i parametri ingegneristicamente rappresentativi di un evento sismico vi sono
Ampiezza, amplificazione locale e distanza ipocentrale
Ampiezza, contenuto in frequenza e durata dell’evento
Lunghezza d’onda caratteristica e tipologia delle onde sismiche
Distanza epicentrale, tipologia di onda sismica e profondità focale
06. La Magnitudo delle onde di superficie è
Proporzionale al logaritmo del massimo spostamento del terreno (in mm)
Proporzionale al logaritmo del minimo spostamento del terreno (in mm)
Inversamente proporzionale al logaritmo del massimo spostamento del terreno (in m)
Proporzionale alla potenza del massimo spostamento del terreno (in m)
07. Il logaritmo dell’Energia Sismica E è
Proporzionale alla distanza epicentrale
Proporzionale alla magnitudo delle onde di superficie Ms
Inversamente proporzionale alla magnitudo delle onde di superficie Ms
Inversamente proporzionale al sisma di riferimento
08. Si richiede di descrivere quali sono le misure quantitative dell’intensità sismica correlate più o
meno direttamente all’energia liberata dal terremoto
Le misure quantitative dell’intensità sismica, correlate più o meno direttamente all’energia liberata dal
terremoto, sono:
- la magnitudo locale M (Richter, 1935)
L
in cui:
A = ampiezza massima dello spostamento prodotto dal sisma, misurata con uno
strumento standard (sismografo Wood-Anderson);
A = ampiezza massima registrabile alla medesima distanza dall’epicentro (r=P)
0
con un sismografo Wood-Anderson, per il sisma di riferimento
Per sisma di riferimento si intende un terremoto che dà luogo ad una ampiezza massima A0=1 mm su un
sismografo Wood Andersen (periodo proprio 0.7s) posto ad una distanza di 100 km dall’epicentro.
- la magnitudo delle onde di superficie (Gutemberg e Richter, 1936)
in cui:
A = massimo spostamento del terreno (mm);
Δ = distanza epicentrale del sismografo
- la magnitudo di momento M (Kamamori, 1977)
w in cui:
M = momento sismico, definito come: M = τ S D
0 0 f
Con:
τ = resistenza a rottura (media) del materiale lungo la faglia che ha generato il sisma
f
S = ampiezza della superficie di rottura
D = spostamento medio lungo la faglia
Nota: M ha le dimensioni di un momento ma rappresenta piuttosto il lavoro totale compiuto dalle
0
sollecitazioni agenti lungo la faglia durante il terremoto; come tale risulta ben correlato con l’energia
liberata dal sisma.
- l’energia del terremoto (Gutemberg e Richter)
in cui:
M = magnitudo delle onde di superficie
S
09. Si richiede di descrivere le differenza tra la scala Mercalli modificata e la scala Richter
La Mercalli modificata e la Richter sono due scale di intensità sismica, basate su criteri classificativi diversi:
la prima, nata prima dell’introduzione della moderna strumentazione per la registrazione dei movimenti del
terreno (sismografi), è, infatti, di tipo empirico, e fondata sulla valutazione visiva dei danni prodotti dal
terremoto; la seconda, invece, è di tipo quantitativo, in cui le misure dell’intensità sismica sono tutte
correlate più o meno direttamente all’energia liberata dal terremoto.
08. Si richiede di descrivere la tettonica a placche
La crosta terrestre è in continua evoluzione poiché la forma e la posizione dei continenti varia nel tempo. La
litosfera (crosta + mantello rigido) non è un corpo continuo ma è suddivisa in placche (circa 15) che possono
coinvolgere contemporaneamente aree continentali e aree oceaniche, oppure solo le une o le altre. La
litosfera rigida poggia sull’astenosfera a comportamento viscoelastico. All’interno di quest’ultima si possono
perciò formare delle correnti convettive dovute a differenze di temperatura che provocano il movimento
passivo delle placche tra loro. Le rocce del mantello terrestre sono rimescolate continuamente secondo le
leggi della convezione: il materiale più caldo risale verso la superficie dove, cedendo calore all’atmosfera, si
raffredda diventando denso e pesante per ridiscendere negli strati più caldi del pianeta e ricominciare il ciclo.
S’instaurano così i movimenti circolari delle celle convettive.
Si può immaginare che la litosfera, fredda e rigida, possa “galleggiare” sul sottostante mantello caldo e
plastico, dove movimenti convettivi frammentano la litosfera e sospingono le placche tettoniche. Sotto la
litosfera c’è quella parte del mantello chiamata astenosfera; le sue rocce parzialmente fuse si comportano
come un liquido ad alta viscosità, meno denso e più plastico rispetto al mantello sottostante, una sorta di
cuscinetto a sfere sul quale le placche possono scorrere e “galleggiare” sospinte dalle correnti convettive. Le
placche galleggiano perché più fredde, meno dense e dunque più leggere (a parità di volume) rispetto al
sottostante mantello astenosferico, in accordo con il ben noto principio di Archimede.
Due sono gli effetti della tettonica delle placche: la sismicità e il vulcanesimo, due fenomeni che si scatenano
sulla superficie fredda e rigida della litosfera,
09. Cosa si intende per sistema arco-cordigliera?
Nel sistema arco-cordigliera lo scontro avviene tra una placca di tipo oceanico e una di tipo continentale. La
placca che si inflette è sempre quella di tipo oceanico perché di densità maggiore. si forma un arco
magmatico, situato all’interno del continente, determinando la formazione di una catena montuosa (es.
Cordigliera delle Ande).
10. Si richiede di descrivere cosa si intende per orogenesi
L’orogenesi è l’insieme di processi che porta alla formazione di catene montuose e si verifica quando due
placche si scontrano tra loro. Esistono due tipi di catene montuose:
- Catene montuose marginali : tipo Cordigliera delle Ande, che si formano in sistemi arco-cordigliera e
sono caratterizzati da uno stile tettonico a faglie;
- Catene di tipo Alpino e Appenninico : derivate dalla obduzione tra due placche continentali e
caratterizzate da uno stile tettonico a pieghe e a falde.
11. Si richiede di descrivere la struttura interna della terra
Grazie all’analisi dei fenomeni di riflessione e rifrazione delle onde sismiche P e S, si è scoperto che la terra
è costituita da involucri concentrici che dall’esterno verso l’interno sono:
Crosta: con uno spessore variabile da pochi km, sotto gli oceani, fino ad un massimo di 60 km sotto i
continenti (caratterizzata sismicamente da bassa velocità di propagazione);
Mantello: si estende da 30 a 2900 km di profondità. Esso può essere suddiviso in due parti: il mantello
superiore, fino a circa 700 km, e il mantello inferiore, fino alla discontinuità di Gutenberg. (nel quale le
velocità delle onde sismiche sono più elevate);
Nucleo: suddiviso nucleo esterno, allo stato fuso, con un raggio di circa 2270 km; nucleo interno, rigido ed
elastico, dello spessore di 1200 km, con una temperatura prossima al punto di fusione, ma che si comporta
come un solido per l'elevatissima pressione.
Lezione 005
01. I magmi che danno origine a rocce intrusive
scendono fino alla camera magmatica e si arrestano
risalgono e solidificano sotto la superficie terrestre
scendono e non riescono a solidificare
risalgono e solidificano sulla superficie terrestre
02. Il camino vulcanico di un vulcano
collega la camera magmatica con l'esterno
collega i dicchi con l'esterno
collega la camera magmatica con l'interno dell’astenosfera
collega la camera magmatica con l’interno della litosfera
03. L’attività effusiva è tipica
dei vulcani che emettono lave pliniane
dei vulcani che emettono lave piroclastiche
dei vulcani che emettono lave acide
dei vulcani che emettono lave basiche
04. I vulcani a scudo si formano quando
la lava è basica e viene eruttata tranquillamente
la lava è acida e viene eruttata con attività esplosiva
la lava è acida e viene eruttata tranquillamente
la lava è basica e viene eruttata con attività esplosiva
05. Una caldera deriva da
riempimento della camera magmatica e conseguente sollevamento dell'edificio vulcanico
svuotamento dell'edificio vulcanico e conseguente svuotamento della camera magmatica
svuotamento della camera magmatica e conseguente sprofondamento dell'edificio vulcanico
riempimento della camera magmatica e conseguente riempimento dell'edificio vulcanico
06. Uno strato-vulcano deriva da
un'alternante emissione di lave basaltiche e prodotti basici
una continua emissione di prodotti piroclastici
un'alternante emissione di lave e prodotti piroclastici
una emissione di lave basaltiche
07. Il magmatismo nelle aree oceaniche
è essenzialmente acido
è essenzialmente basico
è essenzialmente neutro
è essenzialmente aeriforme
08. I magmi che danno origine a rocce effusive
risalgono e solidificano sulla superficie terrestre
risalgono e solidificano sotto la superficie terrestre
scendono e danno luogo ai plutoni
danno luogo a vulcanesimo plutonico intrusivo
09. Si richiede di descrivere i tipi di attività vulcanica
Due sono le tipologie di attività vulcanica principali:
- l’attività effusiva, tipica dei vulcani che emettono lave basiche. In genere i prodotti piroclastici sono scarsi,
mentre c'è un'intensa produzione di lava fluida che scende velocemente dai pendii poco inclinati,
espandendosi a grandi distanze. I gas si liberano facilmente in modo graduale. Le lave basiche spesso
fuoriescono in superficie non attraverso un camino posto centralmente, ma attraverso una spaccatura lineare
della crosta, dando luogo a eruzioni lineari.
- l’attività esplosiva, tipica dei vulcani che emettono magmi acidi (ricchi di silice e di gas), poca lava (che si
accumula nei pressi dell'edificio), ma abbondanti prodotti piroclastici. L'attività è accompagnata da violente
esplosioni.
10. Si richiede di descrivere la struttura di un vulcano
Un tipico vulcano presenta una camera magmatica, dove si accumula la lava risalita dalle zone profonde. La
camera è collegata con l'esterno tramite un camino vulcanico, che si apre in corrispondenza di una bocca
centrale e, a volte di bocche laterali. Quando la bocca è di grandi dimensioni si chiama cratere. La forma
specifica del vulcano, cioè l'edificio vulcanico, dipende dal tipo di lava.
I vulcani non sono soltanto subaerei, ma esistono anche quelli sottomarini, dove è più difficile seguirne
l'evoluzione. I vulcani sottomarini possono far gorgogliare e intorbidare l'acqua, produrre onde sismiche e, in
qualche caso, generare nuove isole.
11. Si richiede di descrivere i principali tipi di edifici vulcanici derivanti da eruzione a condotto
centrale
I principali tipi di edifici vulcanici derivanti da eruzione a condotto centrale sono:
- vulcano a scudo: si formano quando la lava è basica e viene eruttata tranquillamente dando luogo a veri e
propri torrenti di lava, per cui presentano una base molto ampia e i versanti sono poco inclinati, come i
vulcani hawaiani;
- strato-vulcano: si formano quando c'è un'alternante emissione di lave e prodotti piroclastici, caso tipico
di lave abbastanza acide; questi vulcani presentano la base relativamente stretta e i pendii abbastanza
ripidi, questo perché la lava tende a ristagnare nei pressi dell'edificio. Il Vesuvio e lo Stromboli hanno
queste caratteristiche;
- cupola di ristagno: si tratta di un rigonfiamento che si forma all'interno del cratere quando la lava è molto
viscosa;
- cono di cenere: si forma quando l'eruzione libera solo prodotti piroclastici, ed è caratterizzato da pendii
molto ripidi e da un'altezza ridotta;
- caldera: si tratta di uno sprofondamento dell’edifico vulcanico, che può essere determinato
dell'emissione di lava così ingente da provocare uno svuotamento della camera magmatica (“caldera di
sprofondamento”). In seguito la caldera può essere riempita d'acqua, andando a formare un lago. Ne sono
un esempio i laghi di Nemi e di Vico. Le “caldere di esplosione”, invece, si formano quando la lava
acida si solidifica nel condotto provocando un tappo che viene fatto saltare, insieme al condotto, dalla
pressione dei gas sottostanti
12. Che cosa si intende per nube ardente nell’ambito dell’attività vulcanica?
È il caso tipico di colata piroclastica, dove i piroclasti, mescolati ad una grande quantità di gas, non vengono
gettati in alto, ma ricadono rapidamente lungo i fianchi dell'edificio rotolando a grandissima velocità. La
parte basale più densa è detta valanga ardente. La nube ardente ha effetti distruttivi notevoli.
Lezione 006
01. La classificazione delle rocce intrusive viene fatta in base
alla composizione fisico-meccanica
alla superficie specifica
alla composizione mineralogica
alla profondità
02. Il granito è
Una tipica roccia sedimentaria intrusiva
Una tipica roccia magmatica effusiva
Una tipica roccia magmatica intrusiva
Una tipica roccia metamorfica effusiva
03. Nelle rocce intrusive il magma
cristallizza dentro la crosta terrestre
solidifica in superficie dopo l’eruzione da un vulcano
provoca una faglia sismica
si disperde in aria
04. Nelle rocce filoniane
la solidificazione del magma avviene quando la lava arriva in superficie
la solidificazione del magma avviene ad elevate profondità
la solidificazione del magma non avviene
la solidificazione del magma avviene a modesta profondità all’interno di corpi magmatici di ridotta
estensione
05. Le rocce magmatiche effusive si differenziano dalle intrusive essenzialmente
perché diventano ignee con il passare del tempo
perché si sono solidificate in profondità invece che in superficie
perché si sono solidificate in superficie invece che in profondità
perché si sono restano nella camera magmatica
06. Si richiede di descrivere i tre principali gruppi in cui si suddividono le rocce
A seconda della loro origine, le rocce sono suddivise in tre gruppi fondamentali:
- rocce magmatiche: sono il prodotto finale del consolidamento di un magma, massa fusa di composizione
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