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Set domande aperte diritto bancario

Lezione 4 domanda 11: Le diverse funzioni degli istituti bancari

Gli istituti bancari sono intermediari tra soggetti in surplus finanziario e soggetti in deficit finanziario. Svolgono diverse funzioni tra cui la funzione monetaria e la funzione di liquidità.

Lezione 5 domanda 11: Il ruolo delle banche

Il capitale può arrivare agli imprenditori o agli altri soggetti interessati attraverso il mercato o attraverso gli intermediari (ruolo predominante spetta alle banche). A seconda del ruolo rivestito dalle banche o dai mercati finanziari si distinguono sistemi con prevalenza delle banche o sistemi con prevalenza dei mercati. Quando gli imprenditori ricorrono all'intermediazione bancaria per ottenere il capitale necessario per la propria attività, il rischio di un eventuale mancato rientro del capitale graverà sull'istituto bancario e non sul singolo risparmiatore che ha depositato in banca il proprio denaro.

Risposta alternativa (più dettagliata): In base alle diverse attività compiute dalle banche è possibile effettuare una classificazione (seppur ancora generica) delle stesse: banche "specializzate" e banche "universali".

  • Nelle prime (banche specializzate) rientrano tutti gli istituti bancari che pongono in essere prevalentemente un’attività tradizionale di intermediazione.
  • Vengono, invece, definite banche universali tutti quegli istituti che, oltre a svolgere un ruolo di intermediazione classica, pongono in essere anche attività nel settore dei servizi di investimento.

Tra le banche che rientrano nella famiglia delle banche universali, un particolare tipo di modello è quello della banca mista tedesca. Caratteristica precipua di tale modello di banca è l’assunzione di un rapporto duraturo con le imprese che ricorrono al finanziamento, tanto che è frequente il fenomeno di acquisizione da parte dei soggetti investitori di partecipazioni nelle stesse banche. Il modello di banca maggiormente diffuso nel Regno Unito è quello della banca commerciale che, come detto, svolge prevalentemente l’attività bancaria "classica" rappresentata dalla raccolta di depositi e dalla concessione dei prestiti. Il modello bancario italiano si differenzia da entrambi i modelli, tedesco e inglese. Vale in questo caso il Principio di specializzazione temporale ovvero occorre distinguere tra aziende di credito, a cui era riservata l’operatività nel breve termine e istituti di credito speciale, caratterizzati da un’operatività nel medio-lungo termine. Non vale più il Principio di separazione tra banca e industria secondo cui la banca non può direttamente esercitare un’attività industriale e non può avere il controllo di un’impresa industriale. Tale principio è stato abolito a seguito del recepimento di una direttiva europea (con la l. n. 52 del 1996).

Lezione 6 domanda 11: I modelli di banca

In base alle diverse attività compiute dalle banche è possibile effettuare una classificazione; si distingue, dunque, tra banche specializzate e banche universali. Nelle prime rientrano tutti gli istituti bancari che pongono in essere prevalentemente un'attività tradizionale di intermediazione. Le seconde, invece, riguardano tutti quegli istituti che, oltre a svolgere un ruolo di intermediazione classica, pongono in essere anche attività nel settore dei servizi di investimento.

Lezione 7 domanda 11: Il modello di banca nelle diverse epoche storiche

A partire dal XII secolo, si comincia a registrare una sempre maggiore diffusione di mercati specializzati in operazioni finanziarie come la concessione di crediti al fine di consentire il differimento dei pagamenti. Nel medioevo si sviluppò una prima attività bancaria. In un primo momento tale attività era esercitata da enti religiosi e consisteva nella concessione di prestiti grazie ai proventi derivanti dalla gestione di beni immobiliari. La diffusione delle attività finanziarie avvenne soprattutto grazie all'attività dei mercanti che lavoravano con capitale proprio e solo in misura minore con capitali derivanti dai depositi effettuati. I cambiavalute erano soggetti che offrivano il cambio di valute estere con moneta locale e guadagnavano applicando tariffe per questi servizi. Nel XVI secolo fu significativo il ruolo assolto da soggetti privati che prestavano denaro in cambio di interessi. In questo periodo si registra anche la nascita dei monti di pietà (istituzioni che effettuavano prestiti dietro pegno).

Lezione 8 domanda 11: Gli istituti di emissione e lo sviluppo delle banche nel XIX secolo

Gli istituti di emissione si sono sviluppati in seguito all'attività di alcuni intermediari a partire dalla seconda metà del XVII secolo, soprattutto in Inghilterra. La Bank of England rilasciava come prova delle passività sussistente un titolo al portatore che conferiva a quest'ultimo un diritto ad ottenere a vista un pagamento in moneta di una cifra pari a quella riportata nel titolo. Grazie agli istituti di emissione si è sviluppata la creazione di moneta dal credito. All'inizio del XIX secolo si affermano le banche di deposito. Questi istituti concedevano prestiti attraverso le risorse che pervenivano tramite la stipulazione dei contratti di deposito.

Lezione 9 domanda 11: La banca moderna in Italia

Si suddivide lo sviluppo della banca moderna in Italia in diversi periodi.

  • Un primo periodo comincia con l’unità d’Italia e termina nel 1926: anno in cui viene emanata la prima legge bancaria (R.D.L. 7/9/1926 n.1511 ed il R.D.L. 6/11/1926, n. 1830). In questo lasso di tempo, è possibile constatare come l’impresa bancaria italiana fosse assoggettata al diritto comune. Non sussisteva un diritto bancario volto a dettare norme specifiche.
  • Un secondo periodo va dal 1926 al periodo precedente all’emanazione della legge bancaria 1936-1938. Tali anni sono stati caratterizzati dalla grande crisi economica che ha modificato in maniera significativa il ruolo degli istituti bancari. Anche in Italia, venne unificata la competenza ad emettere i titoli di banca. Ciò avvenne nel 1926, quando venne individuato nella Banca d’Italia l’unico soggetto autorizzato all’emissione di tali titoli. Al contempo si assistette all’emanazione dei provvedimenti per la tutela del risparmio.
  • Inoltre, venne emanata la prima legge bancaria, caratterizzata dall’imposizione di particolari regole di gestione e del controllo pubblico sulle banche affidato alla Banca d’Italia. A seguito della crisi del '29, seguì in Italia un periodo di risanamento bancario che va dal 1931 al 1936, caratterizzato dalla creazione di un Ente pubblico (l’Istituto per la ricostruzione industriale) che in un primo momento rilevò le partecipazioni azionarie detenute dalle tre maggiori banche di deposito italiane divenendo l’azionista di controllo delle principali società industriali italiane e, di poi, acquistò azioni delle stesse tre banche, diventando azionista unico di Banco di Roma, Banca Commerciale e Credito Italiano.

Lezione 10 domanda 11: Dalla legge bancaria del 1936 ai primi anni '90

Nel 1936 venne emanata una nuova legge bancaria che rimase inalterata fino al 1993 quando nacque il TUB. La legge era stata emanata per perseguire un obiettivo di stabilità. Il periodo successivo che va dagli anni '40 agli anni '90 si caratterizza per la rigida difesa del principio di separatezza tra banche e industria. Negli anni '70 si avvertì la necessità di modificare le regole del sistema bancario; infatti, si cominciò a registrare la nascita dei prodotti finanziari e dei nuovi servizi di investimento. Furono istituite anche l'Antitrust, la Consob e Covip.

Lezione 11 domanda 11: Dalla legge bancaria del 1936 ai primi anni '90

Nel 1936 venne emanata una nuova legge bancaria che rimase inalterata fino al 1993 quando nacque il TUB. La legge era stata emanata per perseguire un obiettivo di stabilità. Il periodo successivo che va dagli anni '40 agli anni '90 si caratterizza per la rigida difesa del principio di separatezza tra banche e industria. Negli anni '70 si avvertì la necessità di modificare le regole del sistema bancario; infatti, si cominciò a registrare la nascita dei prodotti finanziari e dei nuovi servizi di investimento. Furono istituite anche l'Antitrust, la Consob e Covip.

Lezione 12 domanda 11: Le fonti e il diritto bancario

Le fonti dell’ordinamento italiano possono essere classificate secondo diversi criteri. In applicazione del criterio gerarchico, al vertice di un’immaginaria piramide gerarchica, si trovano la Costituzione e le leggi costituzionali. Le fonti primarie del diritto gerarchicamente sotto-ordinate rispetto alla Costituzione sono:

  • Legge;
  • Decreti legge;
  • Decreti legislativi nazionali e leggi regionali.

Fra le fonti secondarie assumono particolare rilievo: - i regolamenti; - e, da ultimo, gli usi e le consuetudini. Particolarmente importante è il ruolo della normativa europea nell’ambito del diritto bancario, contenuta nei Trattati che hanno un valore in astratto assimilabile a quello delle costituzioni nazionali. Nei trattati è dettata la disciplina delle fonti di diritto derivato che sono rappresentate:

  • Dai regolamenti (assimilabili alle fonti primarie);
  • Dalle direttive;
  • Dalle decisioni;
  • Dalle raccomandazioni;
  • Dai pareri.

Lezione 13 domanda 11: Le obbligazioni bancarie

Le obbligazioni bancarie rappresentano la forma alternativa di raccolta del risparmio più diffusa nel mercato italiano. In seguito all'emanazione del TUB, ogni istituto bancario ha la possibilità di emettere obbligazioni. La legge prevede che alle obbligazioni bancarie non si applichi gran parte delle norme previste per quelle emesse dalle società. Le obbligazioni bancarie possono essere definite come titoli rappresentativi di un debito e sono annoverabili tra i titoli di credito. Si tratta di titoli per cui è prevista una durata minima e dunque rientrano tra i titoli di credito a medio/lungo termine.

Lezione 13 domanda 12: I buoni fruttiferi ed i certificati di deposito

I buoni fruttiferi e i certificati di deposito sono titoli rappresentativi della sussistenza di un deposito bancario. Il TUB disciplina un'ampia possibilità di emettere titoli rappresentativi di deposito. Peraltro, nella prassi gli unici titoli che concretamente vengono emessi sono proprio i buoni fruttiferi ed i contratti di deposito. Per entrambe le tipologie di titoli è previsto un limite massimo di durata pari a 5 anni, essendo gli stessi emessi sulla base di un rapporto individuale che, nella maggioranza dei casi, è a breve termine.

Lezione 13 domanda 13: I pronti contro termine

Si tratta di operazioni che comportano la vendita di una determinata quantità di titoli con il contemporaneo riacquisto entro un termine prestabilito di un pari quantitativo di titoli della stessa specie da parte della medesima controparte ad un prezzo stabilito.

Lezione 13 domanda 14: Le obbligazioni bancarie

Le obbligazioni bancarie rappresentano la forma alternativa di raccolta del risparmio più diffusa nel mercato italiano. In seguito all'emanazione del TUB, ogni istituto bancario ha la possibilità di emettere obbligazioni. La legge prevede che alle obbligazioni bancarie non si applichi gran parte delle norme previste per quelle emesse dalle società. Le obbligazioni bancarie possono essere definite come titoli rappresentativi di un debito e sono annoverabili tra i titoli di credito. Si tratta di titoli per cui è prevista una durata minima e dunque rientrano tra i titoli di credito a medio/lungo termine.

Lezione 13 domanda 15: I buoni fruttiferi ed i certificati di deposito

I buoni fruttiferi e i certificati di deposito sono titoli rappresentativi della sussistenza di un deposito bancario. Il TUB disciplina un'ampia possibilità di emettere titoli rappresentativi di deposito. Peraltro, nella prassi gli unici titoli che concretamente vengono emessi sono proprio i buoni fruttiferi ed i contratti di deposito. Per entrambe le tipologie di titoli è previsto un limite massimo di durata pari a 5 anni, essendo gli stessi emessi sulla base di un rapporto individuale che, nella maggioranza dei casi, è a breve termine.

Lezione 13 domanda 16: I pronti contro termine

Si tratta di operazioni che comportano la vendita di una determinata quantità di titoli con il contemporaneo riacquisto entro un termine prestabilito di un pari quantitativo di titoli della stessa specie da parte della medesima controparte ad un prezzo stabilito.

Lezione 13 domanda 17: Gli strumenti più diffusi per la raccolta del risparmio

Il contratto tipico per la raccolta del risparmio è il contratto di deposito bancario. Già dalla metà degli anni '70 gli istituti bancari iniziarono a raccogliere il risparmio con modalità diverse rispetto al contratto di deposito. Ci si riferisce all'emissione di titoli come i certificati di deposito e i buoni fruttiferi. Oltre ai contratti di deposito, pronti contro termine, certificati, buoni del tesoro, obbligazioni.

Lezione 13 domanda 18: Le forme contrattuali alternative al deposito bancario

Abbiamo diversi modelli negoziali per la raccolta del risparmio, rappresentati in larga parte dai titoli di credito. Nel diritto dei contratti si è, infatti, registrato un ricorso sempre maggiore ai contratti atipici. Detti contratti si sono spesso dimostrati essenziali per trovare un migliore contemperamento dei diversi interessi delle parti contrattuali a fronte delle nuove esigenze da soddisfare nella realtà empirica.

Lezione 13 domanda 19: L’esercizio dell’attività di intermediazione creditizia: le forme contrattuali

L'attività di intermediazione creditizia può essere esercitata con diverse forme contrattuali ciascuna delle quali può essere riferita all'attività di raccolta del risparmio o dell'esercizio del credito. Il contratto tipico per la raccolta del risparmio è il contratto di deposito bancario. Già dalla metà degli anni '70 gli istituti bancari iniziarono a raccogliere il risparmio con modalità diverse rispetto al contratto di deposito. Ci si riferisce all'emissione di titoli come i certificati di deposito e i buoni fruttiferi.

Lezione 14 domanda 11: L’attività di erogazione del credito

Nel TUB è possibile riscontrare diversi riferimenti ad attività che sono riconducibili all'esercizio del credito. Queste attività, pur essendo diverse tra loro, vengono utilizzate al fine di garantire al soggetto richiedente una determinata somma di denaro e all'istituto di credito la possibilità di poter percepire un determinato tasso di interesse.

Lezione 14 domanda 12: Tipologie di attività di erogazione del credito

L’attività di intermediazione creditizia, oltre che con la raccolta del risparmio, viene posta in essere mediante l’erogazione del credito. Tale attività, tuttavia, non è oggetto di una disciplina volta a definirne i caratteri generali. Il testo normativo di riferimento, più volte citato nella precedente lezione, il TUB, contiene all’art. 10 solo un generico riferimento che si sostanzia in una formula ampia foriera di diverse interpretazioni. Pur in mancanza di una disciplina specifica, nel Testo Unico Bancario è possibile riscontrare diversi riferimenti ad attività che, pur diverse tra loro, sono tutte riconducibili all’esercizio del credito. Dette attività, infatti, pur essendo diverse tra loro, vengono utilizzate al fine di garantire:

  • Al soggetto richiedente una determinata somma di denaro;
  • E all’istituto di credito la possibilità di poter percepire un determinato tasso di interesse.

Tra le diverse tipologie di attività di erogazione del credito, il TUB ne disciplina alcune. Si pensi a:

  • Il prestito (art. 1, comma 2, lett. f n. 2);
  • Concessione di credito e fidi (art. 137, comma 2);
  • Impieghi (artt. 35, comma 2, e 150, comma 5);
  • Concessione di finanziamenti (artt. 38 e ss., art. 106, comma 1).

Lezione 14 domanda 13: Tipologie di attività di erogazione del credito

L’attività di intermediazione creditizia, oltre che con la raccolta del risparmio, viene posta in essere mediante l’erogazione del credito. Tale attività, tuttavia, non è oggetto di una disciplina volta a definirne i caratteri generali. Il testo normativo di riferimento, più volte citato nella precedente lezione, il TUB, contiene all’art. 10 solo un generico riferimento che si sostanzia in una formula ampia foriera di diverse interpretazioni. Pur in mancanza di una disciplina specifica, nel Testo Unico Bancario è possibile riscontrare diversi riferimenti ad attività che, pur diverse tra loro, sono tutte riconducibili all’esercizio del credito. Dette attività, infatti, pur essendo diverse tra loro, vengono utilizzate al fine di garantire:

  • Al soggetto richiedente una determinata somma di denaro;
  • E all’istituto di credito la possibilità di poter percepire un determinato tasso di interesse.

Tra le diverse tipologie di attività di erogazione del credito, il TUB ne disciplina alcune. Si pensi a:

  • Il prestito (art. 1, comma 2, lett. f n. 2);
  • Concessione di credito e fidi (art. 137, comma 2);
  • Impieghi (artt. 35, comma 2, e 150, comma 5);
  • Concessione di finanziamenti (artt. 38 e ss., art. 106, comma 1).

Lezione 14 domanda 14: L’attività di erogazione del credito

Nel TUB è possibile riscontrare diversi riferimenti ad attività che sono riconducibili all'esercizio del credito. Queste attività, pur essendo diverse tra loro, vengono utilizzate al fine di garantire al soggetto richiedente una determinata somma di denaro e all'istituto di credito la possibilità di poter percepire un determinato tasso di interesse.

Lezione 15 domanda 11: Il leasing

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Scienze giuridiche IUS/05 Diritto dell'economia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Flower25 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto bancario e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Corcioni Nicola.
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