Risposte aperte paniere di
ECONOMIA APPLICATA
Economia
Docente: Laino Antonella
A quali conclusioni giunge il modello sull’intervento pubblico? – Sulla base degli assunti
del modello, gli interventi pubblici che agiscono su (s) o su (n) non elevano la crescita. Una
volta raggiunto lo stato stazionario nessun tipo di elemento, neanche interventi di politica
economica, può variare il tasso di crescita del reddito pro-capite, perché tale tasso è pari a
(g) che è elemento esogeno al modello.
A quali conclusioni giungono gli studi di Pasinetti? – ha sviluppato un modello che lega il
cambiamento strutturale a fenomeni endogeni, soprattutto dovuti all’apprendimento e alla
diffusione di nuova tecnologia. La struttura produttiva del sistema economico è
rappresentata da un gruppo di settori integrati a livello verticale, in corrispondenza dei
diversi beni a consumo finale: la dinamica strutturale è individuata come processo continuo
cui è sottoposto il sistema produttivo. L’integrazione verticale dei flussi tra le diverse
industrie permette di limitare la complessità del sistema, in modo che le forti
interdipendenze tecnologiche siano equivalenti a un’economia di puro lavoro. L’analisi
strutturale svolta da Pasinetti è sviluppata ritenendo neutro il ruolo istituzionale, per porre
l’accento sulle caratteristiche naturali del sistema economico: l’aggettivo naturale è qui
utilizzato in modo da vedere le istituzioni e le organizzazioni come ininfluenti rispetto allo
sviluppo economico cui cercano di conformarsi.
A quali conclusioni giungono i modelli sviluppati dalla nuova organizzazione industriale? –
l’approccio della nuova organizzazione industriale rileva che la riduzione della
concentrazione può portare a un eccessivo tasso di innovazione, e ad un livello di
innovazione per singola impresa insufficiente e, quindi, inefficiente. Infatti, l’aumento della
numerosità delle imprese determina una maggiore competitività e un minor livello di
risorse da impiegare in ricerca e sviluppo. In questo senso l’operatore pubblico si trova ad
affrontare un problema di difficile valutazione, cioè individuare il numero ottimale
d’imprese la cui presenza sul mercato opera da incentivo per un livello di ricerca ottimale
socialmente.
A quali conclusioni giungono le simulazioni? – nell’analisi statica dell’economia del
benessere il monopolio non è una forma di mercato ottimale perché provoca inefficienza
produttiva e allocativa, con minor benessere per i consumatori. In un’ottica dinamica, al
contrario, è necessario esercitare un potere di mercato per lo sviluppo del progresso
tecnologico, perché le risorse da impegnare possono essere presenti solo sotto tale
condizione.
Che differenza esiste tra il concetto di crescita e quello di sviluppo? – Il primo che rileva
come i concetti di crescita e sviluppo non siano coincidenti è Schumpeter che, all’inizio degli
anni Trenta, fa riferimento alla crescita economica quando parla di un processo di
espansione produttiva, mentre con il termine sviluppo si riferisce ad un fenomeno che
porta alla trasformazione dei processi e/o prodotti.
Che differenza esiste tra informazione e conoscenza nell’approccio evolutivo –
L’informazione è un insieme di dati, anche formalizzati, mentre la conoscenza è proprio la
capacità di apprendere. Secondo l’approccio evolutivo il cambiamento, e di conseguenza
l’innovazione, hanno come elemento base la conoscenza, cioè la comprensione di
un’informazione, la sua elaborazione e il suo apprendimento. In particolare
l’apprendimento permette di fornire nuove chiavi di lettura di problemi e contesti,
sfruttando opportunità e competenze. In quest’ottica la conoscenza è specifica per ogni
impresa, adattata cioè alla storia e al contesto in cui opera e non si diffonde facilmente. Si
può quindi affermare che l’informazione è solo uno degli stadi che generano conoscenza. In
particolare è lo stadio ‘base’ della creazione di conoscenza, che parte proprio dalla
comprensione delle informazioni ricevute.
Che differenza esiste tra innovazione e invenzione? – l’invenzione rappresenta la
materializzazione di una nuova idea. L'invenzione rappresenta l'attività creativa che
produce idee che, se opportunamente adattate, permette la soluzione di problemi tecnici.
Le invenzioni generano valore perchè soddisfano un bisogno economico. Le invenzioni
generano valore perché soddisfano un bisogno economico. L’innovazione nasce nel
momento in cui si realizza il valore potenziale dell’invenzione, ovvero quando questa si
trasforma in prodotto/processo che raggiunge il mercato. L’innovazione rappresenta un
modo di realizzazione dell’invenzione.L'innovazione nasce nel momento in cui si realizza il
valore dell'invenzione, quindi quando questa si trasforma in prodotto/processo che
raggiunge il mercato.
Che differenza esiste tra innovazioni incrementali e radicali – le innovazioni incrementali
sono un miglioramento una modifica, della realtà esistente, di un prodotto. Esempio può
essere dato dalle case automobilistiche.– Al contrario, le innovazioni radicali comportano
una modifica di quanto utilizzato al momento: in alcuni casi danno origine a prodotti del
tutto nuovi permettendo la nascita di nuovi segmenti di mercato e/o nuove industrie.
Esempio di innovazione radicale può essere l’introduzione nell’ambito di automazione
bancaria degli sportelli automatici bancari cui si accede tramite bancomat.
Che differenza esiste tra innovazioni modulari e innovazioni architetturali – Le innovazioni
modulari riguardano solo le parti componenti del prodotto, mentre quelle architetturali
riguardano il cambiamento dei sistemi d’interfaccia delle diverse componenti. Le
innovazioni architetturali sono un fenomeno meno invasivo rispetto al mutamento delle
conoscenze specifiche, ma possono avere impatti anche molto importanti, soprattutto
perché spesso sono ignorate dalle imprese. In effetti, le conoscenze architetturali tendono
ad essere radicate nella struttura ed è difficile individuarne il processo di obsolescenza.
Che differenza esiste tra modello lineare e modello a catena – nel modello lineare
l’innovazione tecnologia è la risultante di un processo che inizia con la ricerca di base,
prosegue con la ricerca applicata e termina con la realizzazione e l’introduzione sul mercato
di un nuovo prodotto o processo ( pensiero neoclassico) – nel modello a catena si assegna
priorità all’individuazione del mercato potenziale del prodotto, allo studio dello stesso, in
modo da identificare l’innovazione come una combinazione nuova della conoscenza
esistente (pensiero evolutivo).
Che differenza esiste tra scienza e tecnologia? – la scienza è un bene pubblico, almeno per
certi caratteri, poiché lo scopo della ricerca che porta ad acquisirla, è quello di ottenere
risultati e divulgarli nel modo più ampio possibile. Al contrario la tecnologia è un bene
privato, che basa la sua rilevanza sulla segretezza e sulla protezione delle conoscenze
acquisite.
Che relazione esiste tra conoscenza e innovazione? – Secondo la teoria evolutiva il
cambiamento, e quindi l’innovazione, hanno come elemento di base la conoscenza, cioè la
comprensione di un’informazione, la sua elaborazione e il suo apprendimento. In
particolare quest’ultimo permette di fornire nuove chiavi di lettura di problemi e contesti,
sfruttando opportunità e competenze. In quest’ottica ogni impresa esprime una propria
“conoscenza” specifica, data dalla storia dell’unità produttiva e dal contesto in cui opera, e
questa non si diffonde facilmente, se non nei tratti comuni a tutte le imprese.
Che ruolo ha il learning by doing nei modelli di crescita endogena? – i modelli di crescita
endogena riferiscono alla presenza di fenomeni quali il learning by doing, la produttività
marginale crescente per i fattori che godono di questo beneficio. In effetti, attraverso
l’apprendimento e l’azione, i fattori produttivi applicati al processo migliorano la
produttività, rispetto alle dosi impiegate inizialmente. Le nuove teorie della crescita
considerano, quindi, il progresso tecnologico legato alla valorizzazione del capitale umano,
grazie alle esternalità create dai processi di produzione.
Che ruolo ha l’aspetto organizzativo nell’impresa che vuole innovare – Nell’ambito
dell’impresa innovativa l’aspetto organizzativo è molto rilevante perché rappresenta il
canale attraverso cui sono scambiate informazioni all’interno della struttura, in modo da
arricchire il processo di conoscenza, anche attraverso l’interazione tra i diversi elementi. E
rappresenta anche uno strumento di lettura di evidenze empiriche quali la sostanziale
rigidità che le imprese con performance soddisfacente mostrano verso il cambiamento: in
altri termini, secondo l’approccio evolutivo sono maggiormente innovative e pronte ad
afferrare le nuove opportunità le imprese neonate, non soggette a meccanismi già
strutturati.
Che valutazione è data dalle teorie della crescita endogena alle esternalità? – i modelli di
crescita endogena permettono d’internalizzare le due forme di esternalità prodotte dal
progresso tecnologico: - le esternalità positive derivanti dalla non completa appropriabilità
dei risultati dell’innovazione, responsabili del sotto-investimento in ricerca rispetto
all’ottimo sociale; - le esternalità negative che derivano dall’interdipendenza strategica tra
concorrenti: infatti, se un’impresa aumenta gli investimenti in R&S, aumenta anche, a parità
di altre condizioni, la probabilità di realizzare per prima il risultato innovativo. Al contempo,
soprattutto in presenza di mercati molto concentrati, dove è dominante il comportamento
strategico, è verosimile che anche le imprese aumentino la spesa in R&S, raggiungendo un
livello eccessivo rispetto all’ottimo sociale e, quindi, ad uno spreco di risorse.
Come è considerata la funzione delle possibilità di innovazione nel modello? – Nel
modello di Nordhaus si presume che le imprese operino in un mercato concorrenziale e
sostengono spese di ricerca per innovazioni che portano a una riduzione dei costi unitari di
produzione. la funzione delle possibilità di invenzione è esogena ed è uguale per tutte le
imprese presenti sul mercato. I costi unitari di ricerca si assumono costanti .
Come interviene lo Stato nel modello? – Nordhaus - Lo Stato interviene supportando
finanziariamente le imprese attraverso l’erogazione di un sussidio di (q) euro per ogni euro
autofinanziato dall’impresa. A queste condizioni l’impresa sceglie il livello di investimento in
ricerca tenendo conto del sussidio.
Come opera il coordinamento delle competenze? – opera attraverso routine, protocolli e
procedure, spesso non formalizzati, anche se non spontanei, legati a specifici ambiti di
azione della singola impresa. Le capacità d’integrazione sono essenziali: a niente serve
l’informazione, l’apprendimento e la conoscenza se questo sapere non è integrato a livello
di sistema complessivo, in modo da sfruttare le eventuali sinergie.
Come si definisce un sistema settoriale di innovazione secondo Breschi e Malerba? –
Breschi e Malerba nel 1997 definiscono sistema settoriale di innovazione quel sistema che
indaga i processi innovativi, i processi di selezione e interazione fra imprese, la dimensione
spaziale e il ruolo delle istituzioni. Le imprese che appartengono al sistema innovativo
settoriale (SSI) producono e sviluppano i prodotti caratteristici del settore utilizzando le
tecnologie tipiche dello stesso.
Come si determina il mark-up? – Mj=e/(e-Sj); Mj = mark-up dell’impresa j(funzione
crescente di Sj, e); S j = quota di mercato dell’impresa; E = elasticità della domanda
percepita dall’impresa.
Come si studia la dinamica industriale? – L’indagine della dinamica industriale si compie
attraverso l’analisi della struttura dell’industria osservata, con lo studio delle modalità di
ingresso e di uscita, della crescita delle imprese, della distribuzione dimensionale, della
differenza di performance.
Come sono classificati a livello europeo i paesi per valutare la performance innovativa? –
Per la valutazione della performance innovativa i paesi membri vengono classificati in
gruppi sulla base dell’innovazione media: leader, come Danimarca, Finlandia, Germania,
Svezia, con tassi di innovazione molto superiore alla media europea; paesi che tengono il
passo, come Austria, Belgio, Francia, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Slovenia, Regno
Unito, con performance in media; paesi innovatori moderati, come Croazia, Cipro,
Repubblica Ceca, Estonia, Grecia, Ungheria, Italia, Lituania, Malta, Polonia, Portogallo,
Slovacchia e Spagna, con performance inferiori alla media europea; paesi in ritardo, come
Bulgaria, Lettonia e Romania, con performance molto inferiori alla media.
Come vengono classificati i paesi sulla base degli studi di Verspagen? – paesi falling behind
(che perdono terreno) (Africa sub-sahariana), con livelli di reddito iniziali molto bassi, forte
importanza dell’agricoltura, scarsa scolarizzazione e nessun grado di innovazione. In questi
paesi, al contrario di quanto sostenuto dai modelli neoclassici, non si è attivato nessun tipo
di automatismo di crescita spontaneo; • paesi clamping on, come l’Italia, l’Irlanda e alcuni
paesi dell’America Latina, che hanno conosciuto tassi di crescita elevati, con livelli di
produttività assimilabili a quelli dei paesi leader, hanno livelli d’industrializzazione e di
istruzione elevati e un’attività creativa di innovazione, e non semplicemente un’imitazione
delle innovazioni introdotte dai leader; • paesi catch up, (paesi inseguitori) come le “tigri”
asiatiche, la Turchia, cioè paesi con produttività minori rispetto alla categoria precedente,
anche se, per effetto di un’innovazione puramente imitativa, hanno prodotto un seppur
limitato, livello di crescita.
Cos’è il milieux innovateur? – Il m.i. vede al suo interno lo sviluppo di relazioni statiche e
dinamiche con l’ambiente nel suo complesso. È un’organizzazione che comprende cultura
tecnica e know how costantemente ridefiniti attraverso apprendimento e innovazione. Le
relazioni che si attivano al suo interno permettono una riduzione dell’incertezza propria del
processo innovativo. La teoria del m.i. sostiene che la maggiore capacità innovativa da
attribuire alle piccole imprese concentrate in un determinato territorio discenda dalle
interazioni sociali, dalle sinergie interpersonali e dalla prossimità relazionale presenti in
quest’ambito: in altri termini, non sono le singole unità produttive ad innovare, ma è
l’ambiente stesso che è innovativo.
Cos’è la contabilità della crescita? – studi della contabilità della crescita2, a cui fanno
ampio riferimento gli economisti dello sviluppo, per spiegare le cause dei diversi livelli di
performance dei paesi avanzati e in via di sviluppo. La contabilità della crescita si fonda sui
modelli di crescita neoclassici: è uno strumento molto utilizzato a livello di analisi empirica
per individuare quali fattori contribuiscono e in che misura alla crescita.
Cos’è lo spin-off accademico? – Lo spin-off accademico è un’iniziativa imprenditoriale
promossa da un docente universitario e/o da un ricercatore impiegato in un centro di
ricerca, che fonda un’impresa. Un esempio su tutti il caso del Prof. Terman che alla fine
degli anni Cinquanta negli USA convince Hewlett e Packard, suoi brillanti allievi, a costituire
un’impresa.
Cosa accade se aumenta il tasso di crescita demografica? – se aumenta il tasso di crescita
demografica, (n), la retta (n+g)k diventa più ripida e il livello di (k*) si riduce. Tanto
maggiore è il tasso di crescita demografica, tanto minore sarà il livello di reddito di steady
state a cui converge il sistema economico.
Cosa accade se aumenta la propensione al risparmio? – se aumenta la propensione al
risparmio la curva sf(k) si sposta verso destra, e s’innalza il livello di stato stazionario per
unità. Quindi, tanto più alta è la propensione al risparmio, tanto maggiore sarà il livello del
reddito cui l’economia converge. Economie con elevati tassi di risparmio convergono a stati
di equilibrio con più alti livelli di reddito.
Cosa è la RBV – rappresenta un’alternativa alla vision sul vantaggio competitivo prima
brevemente illustrata, in cui il principale oggetto di analisi è l’impresa che assume decisioni
in condizioni di razionalità limitata, e che soffre di differenze di profitto rispetto ai
competitors a causa della scarsità delle risorse e della difficoltà d’imitazione. L’eterogeneità
delle competenze e delle risorse da impiegare nell’attività produttiva, secondo la RBV,
rappresenta l’elemento caratteristico per differenziare le imprese le une dalle altre: le
imprese che dispongono di maggiori risorse possono appropriarsi delle rendite differenziali.
Cosa è la replicazione? – La replicazione spaziale delle routine, cioè la loro riproduzione in
situazioni diverse permette, laddove sia possibile, lo sfruttamento di tale vantaggio su larga
scala. Se un’innovazione di prodotto, o di processo, è realizzata su una particolare linea di
produzione, o su una particolare area geografica, e permette di realizzare risultati positivi è
molto probabile che l’
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