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di centro-sinistra, con la sua destra e sinistra. Sottolinea la giustizia sociale, pari opportunità, la

pianificazione economica e la direzione da parte dello stato di industrie e servizi (elettori, classe

operaia, sindacati e parte della classe media, solitamente scozzesi, gallesi del sud e operai delle

industrie del centro e nord Inghilterra). Tuttavia il sostegno tradizionale, basato sulla classe o

sull’ideologia di sinistra, non si confà con le configurazioni presenti. Negli anni 90 il partito

laburista si accattivò un diverso tipo di elettorato (classe media del nord Inghilterra e conservatori)

che fece parlare di nuovo laburismo sicuramente più spostato al centro. Blair infatti si distanziò dai

sindacati e dalla gestione statale delle fabbriche. Il vecchio partito non ha perso il suo elettorato, ma

tale divisione ha fatto nascere tensioni. Il partito conservatore è di centro-destra e anch’esso ha

un’ala più di sinistra e una di destra. Sottolinea la libertà economica e le soluzioni private alla

previdenza sociale. I conservatori divennero più radicali con la Thatcher e Major ma le divergenze

nel partito, soprattutto nelle questioni riguardanti l’EU, crearono tensioni. Il sostegno viene

principalmente dalle imprese e dalle classi medio-alte ma anche da un certo numero di lavoratori

qualificati e donne. La roccaforte conservatrice è a sud dell’Inghilterra. Con Blair, i conservatori

subirono una dura sconfitta e non ottennero seggi dal nord del Galles e solo pochi dalla Scozia. Il

partito liberal-democratico si formò nell’88 quando il vecchio partito liberale e quello social-

democratico si unirono n un partito. Il leader attuale è Nick Clegg e il partito è visto come una forza

alternativa basata sul centro-sinistra. La sua forza è nei governi locali, nelle libertà civili e nelle

riforme costituzionali (sono in genere europeisti, progressisti e attenti alla salvaguardia

dell’ambiente). È relativamente forte nel sud ovest dell’Inghilterra, in Scozia e Galles ed è

sicuramente il terzo partito più forte dal 29. Nonostante il successo delle elezioni dei governi locali,

non sono riusciti a fare breccia nei comuni e nei parlamenti europei. Se si riforma il sistema

elettorale e si passa alla rappresentanza proporzionale, il loro potere potrebbe crescere. Anche i

partiti minori sono rappresentati nella camera dei comuni come democratici liberali, Sinn Féin, il

partito nazionale scozzese, gallese, il DUP etc... Un tempo, la classe sociale e la famiglia erano

fattori importanti nel comportamento elettorale britannico, ora invece si parla di altri parametri

come il possesso di proprietà, lo status lavorativo etc... Il parti che vince più seggi alla camera dei

comuni, generalmente forma il governo anche se non ha la maggioranza assoluta. Un partito che

supera il 33 o raggiunge il 40% dei seggi, ha buone possibilità di attuare le proprie politiche senza

troppi attriti (maggioranza assoluta sugli altri partiti messi insieme). Nelle elezioni generali del

2010, nessun partito poté formare potenzialmente un governo stabile e si ebbe un hung Parliament,

parlamento appeso. Ciò costrinse i conservatori (36%) a coalizzarsi con i lib-dem (23%) mentre

Gordon Brown presentò le dimissioni alla regina che nominò Cameron primo ministrò. È il primo

governo di coalizione dalla seconda guerra mondiale. Il leader dei liberal-democratici divenne vice

primo ministro. I due partiti fissarono il loro mandato di coalizione a 5 anni e la camera dei comuni

invece votò a maggioranza 55% per nuove elezioni generali e chiesero la riduzione dei comuni

650>600. Chiesero una più equa divisione delle circoscrizioni e un Referendum sul voto alternativo

(ovvero cambiare il sistema di elezione dei comuni, quello maggioritario uninominale a unico turno,

con uno detto alternativo in cui l’elettore può numerar in ordine di preferenza massimo 3 candidati

di una lista). Il gruppo minoritario più grande rimase il partito laborista che divenne l’opposizione

ufficiale. I due partiti (in questo caso coalizione più laburisti) si siedono frontalmente su seggi

schierati uno di fronte all’altro, dietro abbiamo i sostenitori back bencher. Alcuni partiti non

apprezzano questo stile di confronto e supportano una politica di consensi. Il partito di opposizione

può tentare di far cadere il governo indebolendolo e votando contro le leggi, ma solitamente ciò non

avviene dato che il partito di maggioranza è appunto numericamente più forte. Nel parlamento la

disciplina viene controllata dai capigruppo che vengono scelti dai leader dei partiti e agiscono sotto

la direzione di un capogruppo generale. Questi informano i membri sugli affari parlamentari

imminenti e si impegnano a mantenere forte il voto generale del partito, all’interno dei comuni,

assicurandosi che i membri partecipino ai dibattiti più importanti. I membri ricevono avvisi dai

capogruppo circa l’importanza di un voto in una particolare votazione e se risultano assenti durante

la votazione di un tema importante preceduto da un avviso di “three-line whip”, ordine tassativo di

voto, il membro in questione può essere espulso. I capigruppo trasmettono le opinioni dei

backbench ai leader del partito per non creare disguidi interni. La disciplina di partito è forte tra i

comuni e debole nei Lord. Fuori dal parlamento abbiamo delle organizzazioni dei partiti locali o

nazionali che possono influenzare. Anzi promuovono i partiti soprattutto durante le elezioni quando

le circoscrizioni selezionano i propri candidati.

The UK government

Il governo UK è il ramo esecutivo del sistema politico. Esso serve tutto il territorio nazionale e

dell’Unione ed è composto da membri del partito di maggioranza. La sede è a Londra, Whitehall,

dove c’è la residenza ufficiale del primo ministro, Downing Street (10) e dei ministri. Il governo

conta circa 100 ministri che possono essere scelti dalle due camere e nominati dal re sotto consiglio

del primo ministro. Una volta nominato il primo ministro (leader del partito di maggioranza) egli

deve ottenere la fiducia delle camere. Ha l’autorità di scegliere e allontanare i ministri e il dovere di

controllare il processo politico. Il primo ministro siede tra i comuni, come la maggior parte dei

ministri, e può essere interrogato o essere considerato responsabile per le azioni di governo. E’ il

filo che lega il re al parlamento e tale convenzione continua con l’incontro settimanale con il re in

cui si parla degli affari di governo. dato il potere che riesce a concentrare sulle sue mani, il primo

ministro viene volte paragonato ad una carica presidenziale con pieni poteri che sovrasta il

parlamento e i dipartimenti. Tuttavia c’è un sistema di controllo e contrappesi e dei dispositivi

interni ed esterni al parlamento che possono far cadere la leadership. Il consiglio dei ministri è un

piccolo corpo esecutivo che comprende circa 20 ministri scelti e capeggiati dal primo ministro. Es:

ministro delle finanze, segretario di stato per gli esteri e gli affari del Commonwealth, segretari di

stato per gli affari interni o per l’istruzione che sono scelti attualmente da entrambi i partiti della

coalizione. Il consiglio nasce dal precedente consiglio reale ma quando il re, con la nascita e

crescita dei partiti si fece da parte, il consiglio prese le forme attuali. Qui viene dibattuta e decisa la

futura opera del governo dal momento che il primo ministro è garante dell’attuazione di una certa

agenda politica. Nell’attuale situazione è leggermente alterata dal momento che il vice primo

ministro appartenente al partito di coalizione, potrebbe dire la sua in merito alle decisioni prese in

consiglio. Nonostante le sedute del consiglio siano “segrete”, i ministri lasciano trapelare

informazioni tramite i media. Il consiglio affronta così vaste tematiche ma spesso i dibattiti sono

concentrati sulla politica estera e molte decisioni vengono prese nei dipartimenti dai ministri e i loro

tecnici, questo fa si che il ministro non sia poi cosi onnipresente e potente. Nella situazione attuale

di coalizione, il consiglio è più un organo collegiale e i temi principali vengono discussi

pubblicamente, ciò rende più attivo e partecipe il parlamento, che occupa parte del ramo esecutivo. I

ministri e i loro dipartimenti sono i mezzi tramite cui viene attuata l’opera di governo. i dipartimenti

sono gestiti dagli amministratori di stato che sono a tutti gli effetti dipendenti di stato, funzionari.

Lavorano a Londra e in tutto il Regno Unito e fanno capo al loro ministro. In caso di cambio di

governo non è detto che debbano essere sostituiti dal momento che devono essere politicamente

neutrali e attuare in modo imparziale le decisioni del governo eletto. Ci sono 500.000 funzionari in

UK, metà di essi sono donne ma solo poche di loro raggiungono posizioni di rango elevato. Il cuore

dell’amministrazione statale è l’ufficio del consiglio (cabinet office) il cui segretario è il capo

dell’amministrazione. Quest’ultimo organizza gli affari di questo ufficio e coordina la politica di

alto livello. In ogni dipartimento o ministero, il segretario permanente e i suoi assistenti sono

responsabili dell’attuazione della politica di governo. i funzionari non hanno una buona immagine

pubblica e la loro efficienza è spesso criticata e soprattutto provengono per la maggior parte dalla

Oxbridge University e formano una sorta di casta. Viene spesso richiesto di ridurre il numero e di

limitare il loro potere di fare politica anche perché possono essere manipolati dai partiti. Molti

aspetti del lavoro amministrativo sono stati trasferiti alle agenzie esecutive di Londra e in tutto il

UK, che hanno un ruolo amministrativo come Driver and Vehicle Licensing Agency di Cardiff e gli

uffici di previdenza sociale.

UK parliamentary control of government

La combinazione tra bipartitismo, consiglio dei ministri e disciplina di partito sembrano fornire un

equilibrio tra governo efficiente e responsabilità pubblica. I governi, sia conservatori che laburisti

sono diventati sempre più predisposti nel fare approvare le proprie politiche in parlamento. La

costituzione teoricamente stabilisce che il parlamento debba controllare l’esecutivo. Tuttavia,

ammenoché non ci sia un governo a bassa maggioranza, una rivolta parlamentare o dell’opinione

pubblica non riuscirebbero a scalfire un governo o una coalizione basata su una maggioranza

assoluta. La camera dei Lord, poi, ha solo il potere di ritardare o porre emendamenti sulla

legislazione governativa (nonostante negli ultimi anni i lord abbiano bloccato diversi progetti di

legge). Alcuni richiedono un parlamento più forte che riesca ad arginare quella che talvolta viene

chiamata dittatura elettorale. Ciò potrebbe essere raggiunto tramite un sistema elettorale di

rappresentanza proporzionale o tramite una politica di più ampie intese e conferendo al parlamento

dei poteri più forti. Nel quadro attuale l’opposizione può solo sperare di persuadere l’elettorato a

non votare quel governo nelle elezioni successive. La mozione di sfiducia in tale contesto sarebbe

inutile. Si possono tuttavia esaminare i programmi di governo durante il question time nella camera

dei comuni, dove il primo ministro (per 30 minuti il mercoledì) può essere interrogato dai leader

dell’opposizione e dai suoi membri. Il governo però può tergiversare o mentire e la sua reputazione

può essere persa, questa è un’opportunità retorica e politica più che di analisi. Questo dispositivo

può dunque polarizzare l’opinione pubblica da una parte o dall’altra. Nel 1967 fu fatto un tentativo

per cercare di limitare l’esecutivo tramite la creazione di un commissario parlamentare per

l’amministrazione, che può investigare le presunte cattive opere di governo male eseguite ai ministri

o dai loro funzionari. Ma tale carica non ha forti poteri e il pubblico non ha diretto accesso a queste

analisi, sebbene l’istituzione di questa carica possa servire da monito. Nel tentativo di migliorare la

situazione furono istituite delle commissioni permanenti di membri parlamentari che esaminano i

progetti durante le varie procedure. Viene istituito nel 79 e consta di 14 commissioni permanenti

che sono composte dai membri della maggior parte dei partiti e monitorano l’amministrazione e la

politica dei principali dipartimenti governativi. Negli ultimi anni stanno dimostrando di essere

indipendenti nel monitorare il lavoro dei funzionari e dei ministri, soprattutto per il fatto che

possono divulgare e indagare sulle spese e sulle proposte legislative e i loro rapporti possono

nuocere alla reputazione del governo. nell’ultimo periodo sembrano aver rafforzato il potere del

parlamento.

Devolved structures

Il trasferimento dei poteri (alcuni) venne inizialmente introdotto in Irlanda. Questo a causa del

sentimento nazionalista e delle sommosse che nell’800 portarono i cittadini a volere una propria

legge interna con un proprio parlamento a Dublino. I primi tentativi fallirono finché nel 1921

l’Irlanda fu suddivisa nello stato libero d’Irlanda (successivamente Repubblica d’Irlanda) e Irlanda

del Nord e in questo periodo quest’ultima ottenne un trasferimento di potere per sempre, rimanendo

nel Regno Unito e un proprio parlamento. Il nazionalismo crebbe anche in Scozia e Galles negli

anni 60. Il precedente governo laburista creò nel 1999 (dopo un referendum) un parlamento elettivo

con potere legislativo e finanziario (sulla variazione delle tasse) in Scozia, e un’assemblea non

legislativa e non finanziaria in Galles. Anche l’Irlanda del Nord nel 1998 ottenne una sua assemblea

che ha una certa autorità legislativa ed esecutiva inclusi i poteri, precedentemente riservati al

governo di Londra, sulla politica, sicurezza, prigione, giustizia penale che furono devolute da

Westminster nel 2010. Ciò consente a questi paesi di decidere sui loro affari interni come

istituzione, sanità, trasporti, ambiente e governo locale. Tuttavia Westminster conserva quasi

integralmente alcuni poteri sulla difesa, sulla politica estera, previdenza sociale, tassazione,

politiche economiche di ampio livello e l’immigrazione. Le norme e le procedure (eccetto quelle

elettive che tendono a prediligere il sistema di rappresentanza proporzionale) nelle strutture

devolute sono generalmente simili a quelle di Londra. Attualmente l’assemblea gallese ancora

manca di poteri “autonomi” e ciò ha creato degli iniziali problemi politici che sembrano essersi

chetati anche se l’opinione generale gallese vuole un’autorità legislativa propria. L’assemblea

dell’Irlanda del Nord è stata sospesa nel 2000 e 2001 soprattutto a causa (e nel 2004) del mancato

tentativo di chiedere il disarmo dell’IRA (Irish Republican Army) così la zona è ancora sotto diretto

controllo di Londra. Tuttavia l’assemblea è stata ripristinata nel 2007 anche se il trasferimento del

potere politico e di sicurezza è stato un punto di scontro. Il parlamento scozzese ha inizialmente

attratto delle critiche poiché visto inefficiente e troppo controllato da Londra. Ora però sta

diventando più indipendente, ha un posto a Westminster con il partito nazionale scozzese e ha un

primo ministro. Ha oltretutto formulato una propria legislazione sull’istruzione (tasse studentesche)

e sulle questioni sanitarie (cure per anziani) che è anche molto differente da quella UK. Alcuni

dicono che tali strutture semi autonome sono inadeguate e che il governo laburista che le ha istituite

non ha fatto i conti con le possibili implicazioni future. Londra attua le proprie politiche nelle varie

regioni tramite agenzie di sviluppo regionale, e queste regioni potrebbero chiedere ad un certo

punto una propria autonomia sul modello di Scozia, Irlanda e Galles. Anche se per ora non sembra

probabile. Sebbene ci sia stata una separazione di poteri non si può parlare di federalismo

britannico, anche se di fatto si tratta di semi-federalismo. Inizialmente si pensò che questo

trasferimento potesse portare alla rottura del Regno Unito e all’indipendenza delle altre entità.

Londra è gestita da un sindaco, attualmente Boris Johnson, eletto che agisce sotto l’autorità della

Grande Londra, autorità anch’essa devoluta. Il sindaco non ha lo stesso potere esecutivo e

finanziario dei sindaci americani ed è nominato solo in poche città anche se l’attuale coalizione al

potere si sono dimostrati propensi ad espandere il numero dei sindaci cittadini e a sviluppare la

democrazia “devoluta” anche in altre zone.

Local government

In GB c’è stato un sistema governativo locale per secoli, o in una forma o nell’altra. Iniziò con la

divisione dell’Inghilterra dagli anglosassoni in larghe contee e distretti che erano organizzati dai

rappresentanti locali del re. Poi nell’800 il governo si è sempre più rinforzato e oggi fornisce servizi

in tutto il Regno Unito (istruzione, sanità etc..) tramite le strutture elette. I governi locali in

Inghilterra sono amministrati da personale professionale e da un personale non professionale eletto

tramite sistemi a due livelli: i consigli distrettuali e delle contee. Scozia e Galles hanno 32 e 22

autorità unitarie, l’Irlanda del Nord 26. Tali organismi però sono attualmente troppo dipendenti dal

controllo e dai fondi di Londra e non provvedono a se stessi come prima.

International relations

La posizione colonialista del UK all’inizio del 900 era in relativo declino: Canada e Australia

avevano già ottenuto lo status di dominion autonomo e il crescente nazionalismo e desiderio di

auto-determinazione in Africa e Asia, pervase gli inglesi a decolonizzare l’impero. E soprattutto gli

inglesi dovettero riconoscere il loro ruolo subalterno rispetto alle superpotenze e il loro ridotto

status all’indomani delle guerre, la guerra fredda e i problemi sociali ed economici interni.

Cercarono dunque di trovare una nuova identità soprattutto in relazione all’Europa. Alcuni legami

con le colonie d’oltremare continuano sotto forma di Commonwealth con cui U intrattiene

tradizionali rapporti commerciali, mentre altri sono nuovi.

Foreign and defence policy

La posizione attuale della GB nel mondo è quella di un paese di misura media che sta affrontando

una crescente competizione commerciale dei paesi in via di sviluppo. Ha il sesto posto al mondo

come potenza economica. C’è chi ancora crede che si possa riottenere una posizione influente d

livello internazionale. Alla fine del 900 il governo laburista di Blair passò ad una politica estera

meno unilaterale ed aggressiva fatta di partnership e di enfasi sui diritti umani nei conflitti

internazionali e sulla cooperazione globale contro il terrorismo. Alcuni affermano che tali compiti

assunti non siano economicamente sostenibili e che la politica estera di GB e la sua immagine

internazionale non corrisponda alla realtà. Le sue azioni di mantenimento della pace nei Balcani, in

Afghanistan, Sierra Leone e Iraq (e soprattutto queste), hanno talvolta incontrato l’opposizione

dell’opinione pubblica e scettiscismo. L’attuale guerra in Afghanistan sta comportando elevati costi

umani ed economici e ci si sta chiedendo se non sia meglio far finire la guerra e risparmiare uomini

e soldi per risolvere problemi interni. La preoccupazione posta sulla politica estera e sulla difesa,

riflette la sua posizione di centro negli scambi e nell’economia internazionale. È interessata a

mantenere stabili rapporti commerciali, economici e politici nel mondo. Britain è una grande

esportatrice di beni e servizi. Investe all’estero ma importa anche molti alimenti e manifatture.

Questa sua posizione è forte anche all’interno dell’Unione Europea. L’ago quindi si è spostato

dall’azione unilaterale alla persuasione e cooperazione internazionale. Anche se di recente GB ha

preso qualche decisione aggressiva e unilaterale come l’azione nelle Falkland nell’82. E la politica

estera britannica può talvolta riflettere dei propri interessi egoistici e faziosi. Gli USA sono spesso

stati alleati degli UK, anche se talvolta si sono ideologicamente scontrati (guerra in Vietnam, il

coinvolgimento britannico nell’invasione di Suez etc..). Tuttavia i politici inglesi sono determinati a

mantenere l’influenza americana (militare e di sicurezza) in Eu e nella Nato per mantenere una

stabilità internazionale. I sondaggi ci dicono che però negli ultimi anni un sempre maggiore numero

di inglesi sta prendendo le distanze dall’America e ritiene come alleato più vicino l’Europa. Si

pensa anche che in pochi casi la politica estera americana coincida con gli interessi di altre nazioni.

L’adesione britannica all’EU infatti ha rafforzato i rapporti con quest’ultima. Nel 2009 il trattato di

Lisbona ha rafforzato le funzioni politiche e istituzionali dell’UE creando un presidente del

consiglio europeo e un alto rappresentante per gli affari esteri. L’UE sta dunque muovendosi verso

una politica unificata non senza difficoltà interne agli stati membri. UK è membro di diverse

organizzazioni tra cui le Nazioni Unite, la cui carta è stata alla base della sua politica estera dal 45

(nonostante le critiche sulla risoluzione irachena). È un membro permanente del consiglio di

sicurezza delle nazioni unite tramite il quale sostiene le risoluzioni di pace, controllo delle armi,

disarmo, operazioni di mantenimento di pace e i diritti dell’uomo. Le agenzie delle Nazioni Unite

discutono anche temi inerenti all’ambiente, terrorismo, sviluppo energetico, risorse mondiali etc...

La più grande alleanza per quanto riguarda la difesa è la NATO che comprende 26 membri. Fu un

deterrente contro il patto di Varsavia Sovietico e si prefigge di fornire ai propri membri una più

grande sicurezza rispetto a quella che ogni singolo membro agendo da solo potrebbe ottenere. La

politica di difesa britannica si basa sulle strategie Nato a cui il Regno Unito affida la maggior parte

delle sue forze armate e dei fondi per la difesa. Nonostante la distensione del post muro di Berlino e

le nuove tecnologie usate dalla NATO, il UK è determinato a mantenere attivo un proprio esercito e

armamentario (sia convenzionale che nucleare) sia per usarli come deterrenti che per possibili

emergenze. Con Blair si è discusso se fosse necessario avere un organo simile nell’UE, ma ci si è

chiesto che ruolo dovesse avere rispetto alla NATO e se questo possa bloccare l’influenza

americana in Europa. Questo però risulta molto costoso soprattutto dal momento in cui le forze

armate sono sempre più richieste negli impegni globali tramite la NATO e le truppe risultano esigue

e gli equipaggiamenti poco adatti per brevi interventi. Le armi nucleari sono costose e molto

criticate, ma sembra che UK manterrà la strategia del nucleare finché non verrà abolita su basi

globali. UK può operare anche fuori dalla NATO e dall’Europa, sebbene anche questo sia molto

dispendioso. Nonostante ciò UK ha dimostrato di saper rispondere prontamente in situazioni

d’emergenza esterne: Falkslands, guerre del Golfo e Afghanistan, anche se in tali situazioni le

prestazioni o le strategie non furono delle migliori e in Afghanistan e Iraq ci fu una mancanza di

uomini e risorse. Le scelte del UK sono di ritirarsi dagli impegni globali, ridurre le spese di difesa,

creare una forza militare combinata piuttosto che unità separate o cooperare di più con paesi come

Francia. A causa della recessione degli ultimi anni tuttavia sembra più probabile un taglio delle

spese di difesa.

The empire and Commonwealth

L’impero britannico è stato costruito in 4 secoli dal 1500 sebbene si possa dire che la vera

colonizzazione sia iniziata nel 1100 con la dominazione interna delle isole dagli inglesi e le

conquiste militari europee. A ciò seguono le attività commerciali e gli insediamenti in nord America

e nel sud America. In questo periodo furono esplorate anche parti d’Africa, Asia e le indie

occidentali e nel tempo molte divennero colonie. Entro l’800 l’impero britannico e i possedimenti

vari abbracciavano ¼ della popolazione mondiale. Alla fine dell’800 e nei primi anni del 900

Canada, Australia, Nuova Zelanda e Sud Africa divennero domini autonomi e poi raggiunsero

l’indipendenza. Questi vedevano la Gran Bretagna come la madre patria e nutrirono una condivisa

affinità. Poi questo tipo di rapporto si è trasformato al momento dell’indipendenza, anche se spesso

quelli commerciali ed economici rimasero. Nel 1931 l’impero divenne Commonwealth britannico

delle nazioni e l’indipendenza venne poi gradualmente data alle altre colonie. India e Pakistan nel

47, i territori africani tra i 50 e i 60 e più tardi le indie occidentali. Raggiunta l’indipendenza,

potevano tutti scegliere se rimanere entro il Commonwealth e la maggior parte lo fece. Alcuni

protettorati e possedimenti rimangono ancora sotto forma di colonia: Falklands e Gibilterra tra le

tante. Il Commonwealth è un’associazione volontaria di 54 Stati indipendenti (GB compresa). Non

ha leggi scritte, né un parlamento eletto. Il lascito britannico è evidente tuttavia nelle ex colonie dal

punto di vista dell’istruzione e del sistema legale, sebbene pochi mantennero la forma parlamentare.

Il Commonwealth comprende 1/3 della popolazione mondiale sebbene sia rappresentato come una

famiglia di nazioni. Esse hanno condiviso un passato di lotte per l’indipendenza e tuttora ci sono

guerre tra queste ex colonie. Il re britannico è il capo non politico del Commonwealth e ha vari ruoli

costituzionali in diversi paesi, ma ha fondamentalmente un ruolo cerimoniale ed è un simbolo

unificante che tiene tutti insieme in tempi di crisi. I primi ministri dei membri del Commonwealth si

incontrano ogni 2 anni in differenti parti del mondo. I problemi vengono discussi e talvolta risolti.

C’è un segretariato del Commonwealth a Londra che coordina la linea politica insieme a altre

società, istituti, associazioni, università e biblioteche che collaborano in progetti comuni.

L’immigrazione dai paesi del Commonwealth continua, mentre l’emigrazione da UK si è molto

ridotta. L’inglese e le sue varietà sono lingue del Commonwealth e dei giochi del Commonwealth

(che si tengono ogni 4 anni). Ci sono molti programmi congiunti tra UK e Commonwealth sia dal

punto di vista di volontariato che ufficiale in agricoltura, ingegneria, istruzioni etc... Tuttavia

quando negli anni 60 UK tentò di entrare in EU ciò ridusse l’importanza di GB in seno al

Commonwealth e non c’è più un così forte senso di solidarietà e propositività. Questo può rendere

dubbio il futuro di tale associazione. Prima del 73 (ingresso in EU di UK) UK aveva accordi

commerciali preferenziali con il Commonwealth, l’ingresso in EU stabilì la fine di tale stretto

rapporto anche se alcuni accordi continuano ma il centro dell’interesse britannico si è spostato

ormai in EU.

The European Union (EU)

Dopo le guerre distruttive sorse l’ideale di un’Europa con delle istituzioni politiche ed economiche

forti, atte a creare pace e prosperità dopo secoli di antagonismi interni. Le basi furono poste nel 57,

quando 6 paesi firmarono il trattato di Roma, formando la comunità economica europea (ECC). UK

non firmò ma aiutò a formare l’associazione europea di libero scambio (EFTA) nel 59. All’epoca

GB vedeva il suo futuro nei rapporti commerciali col Commonwealth e in una relazione speciale

con gli USA. Negli anni 60 i problemi sociali ed economici similari in Europa e in GB,

avvicinarono quest’ultima all’EU. Tuttavia l’ingresso UK nell’ECC venne sospeso dal voto

contrario di De Gaulle che era critico nei confronti del rapporto USA e UK (soprattutto dei loro

accordi sulle armi nucleari) e soprattutto vedeva rivali nella leadership dell’ECC. De Gaulle si

dimise nel 69 e nel 70 si riaprirono i nuovi negoziati con un governo inglese conservatore ma aperto

all’Europa. Nel 72 il parlamento votò a favore dell’ingresso, nonostante una vasta opposizione

pubblica e politica, ed entrò nell’ECC insieme alla Repubblica d’Irlanda. Sotto il governo laburista

di Wilson, venne fatta un’ulteriore analisi sul consenso ECC tramite un referendum, il primo della

storia britannica, nel 1975. Vinsero i pro. L’ECC inizialmente si basava su progressi economici e

per armonizzare le istituzioni: commercio comune nel carbone, acciaio, agricoltura, abolizione delle

tariffe doganali e aiuti alle zone depresse della comunità. Le più povere regioni britanniche

beneficiarono di questi fondi. Nell’86 venne fondato il mercato comune europeo dove i beni, servizi

e capitali potevano liberamente attraversare i confini nazionali entro quella che poi venne definita

Comunità Europea. Negli ultimi anni quasi il 60% degli export UK vanno in EU e più del 50% è

importato. Nel 92 il trattato i Maastricht non solo sigillò la già avviata integrazione politica, ma per

mezzo di tale trattato la comunità europea divenne l’attuale Unione Europea. Questo portò ad una

moneta comune, l’euro, ad una Banca Europea e a comuni, politiche sociali esterne e di difesa

adottate oggi da 28 paesi. Nel 94 l’integrazione economica del Mercato Unico europeo è stata estesa

a Islanda, Norvegia e Liechtenstein tramite l’area economica europea. Concorrono al

funzionamento dell’UE: il consiglio europeo, il consiglio dei ministri, la commissione europea, il

parlamento e la corte giudiziaria europea. Nel 2009 il trattato di Lisbona creò un presidente

permanente del Consiglio europeo e un alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la

sicurezza. Il consiglio europeo è formato dai primi ministri dei paesi membri e si incontrano spesso

per discutere e accordare politiche macroscopiche. Il consiglio dei ministri è il corpo principale per

l’attuazione della politica e per le proposte di legge, ed è composto dai ministri degli esteri dei paesi

membri. La commissione (sotto un presidente nominato) è il fulcro amministrativo dell’UE e

propone programmi e politiche al consiglio dei ministri. Comprende commissari scelti dagli stati

membri per gestire alcuni settori: politiche competitive o agricoltura. Il parlamento EU è eletto con

una legislatura di 5 anni. Avvisa il Consiglio dei Ministri sulle proposte della commissione,

stabilisce il budget UE ed esercita il controllo sul consiglio e la commissione. Il parlamento è

l’unico organo eletto ed ora ha anche un potere di veto sulle politiche EU. UK ha circa 70

europarlamentari, la corte giudiziaria comprende giudici nominati dagli stati membri. Interpretano

le leggi EU e i trattati, risolvono dispute concernenti la legge EU e i conflitti tra gli Stati membri e

l’UE. La corte ha costruito un solido corpus di precedenti legali europei che sono direttamente

applicabili all’interno dei singoli stati membri. Le polemiche in UK sono ancora accese su il budget

europeo ( ridotto dalla Thatcher ma in revisione), polemiche agricole e di pesca ma anche su

un’integrazione politica e economica più vasta. Per alcuni l’UE minaccia la sovranità e

l’indipendenza UK e invade i diritti legali nazionali e gli interessi. Gli eurofili invece vogliono

l’integrazione economica e politica in Europa e ritengono che solo con quest’ultima un paese di

piccole-medie dimensioni possa ottimizzare le prestazioni nell’industria agricola e verso un mondo

sempre più globalizzato. I partiti più grandi sono tutti pro europei sebbene si siano create forti

discrepanze interne sulla questione. Il paese è attualmente cosi strettamente legato all’Europa che

un suo ritiro potrebbe essere difficile in termini pratici, sebbene costituzionalmente possibile. Lo

scorso governo laburista voleva una forte EU in cui Brit aveva un ruolo centrale; sostenne il trattato

di Lisbona, l’allargamento dell’UE e fu inizialmente a favore dell’Euro. Era contro ad un super

stato federale e favorì il consiglio dei ministri come organo decisionale e fu contro l’ampliamento

dei poteri del parlamento europeo. Nel 1999 però tale governo prese la decisione di vedere da

lontano l’esperimento euro ed eventualmente proporre un referendum. Le attuali statistiche dicono

che una maggioranza è contro sia all’euro che al trattato di Lisbona, materia sulla quale il governo

avrebbe, secondo molti, dovuto porre un referendum. La costituzione originale e il trattato di

Lisbona avrebbero: dato un’identità legale e l’autorità all’UE; creato una carta dei diritti vincolante;

assicurava la presenza di un presidente e un ministro degli esteri full time; formalmente

riconosciuto la supremazia della legge europea su quella nazionale. Sebbene la costituzione fu

respinta da Olanda e Francia, il trattato di Lisbona venne accettato da tuti nel 2009. Dall’entusiasmo

degli anni 80, UK attualmente risulta la nazione convinta nell’UE. Solo una piccola maggioranza

vuole rimanere in Europa mentre il resto pensa che ci sia stata poca informazione ai tempi

dell’adesione sul tipo di istituzione e che ad ogni modo doveva esser fatto un referendum.

L’affluenza alle urne per votare gli europarlamentari in UK è stata la più bassa.

The Republic of Ireland and Northen Ireland

L’Irlanda e l’Irlanda del Nord sono storicamente inseparabili e soprattutto grandi rivali. Nel 900 con

la progressiva fine dell’Impero britannico e l’ingresso britannico in EU, i rapporti tra Inghilterra e le

irlande divenne problematico sebbene la Repubblica d’Irlanda sia più strettamente coinvolta nel

processo politico con UK per l’accordo del Good Friday del 1998. Nel 1100 l’Irlanda fu prima

controllata dall’Inghilterra anglonormanna. Da allora cominciarono le ribellioni contro il

colonialismo inglese politico e militare. La situazione precipitò nel 1500, periodo in cui l’Irlanda

Cattolica rifiutò di accettare la riforma protestante. Il colonialismo e la religione furono due solide

ragioni per odiarsi. Nel 1600 Oliver Cromwell contrastò i ribelli in Irlanda e continuò la politica di

piantagione tramite cui ad inglesi e scozzesi venivano date terre e diritti a scapito degli irlandesi le

cui rivolte erano bloccate dai “coloni” inglesi. I discontenti dei coloni protestanti divennero una

minoranza politica in Irlanda, vista interamente, e una maggioranza nell’Ulster. Nel 1690 il

protestante William d’Orange contrastò le sommosse cattoliche nella battaglia di Boyne, garantendo

una maggiore protestante nell’Irlanda del Nord. L’Irlanda era allora un paese agricolo, ma non

sempre le piantagioni di patate riuscivano e la carestia della metà dell’800 provocò morte ed

emigrazioni, e la popolazione si ridusse alla metà per il 1901. I restanti chiesero maggiori

autonomie nei loro affari e gli Irlandesi nei seggi di Westminster chiesero insistentemente una

propria legislazione e un’assemblea a Dublino. Tale questione dominò la politica inglese dal tardo

800 al primo 900 e portò a battaglie nell’Irlanda del Nord protestante ed unionista, che temeva che

un’Irlanda indipendente e unita sarebbe stata dominata dai cattolici nazionalisti. Alla fine nel 21

l’Irlanda fu divisa in due parti: le 26 contee del Sud dell’Irlanda divennero lo stato libero d’Irlanda e

membro del Commonwealth. Poi divenne Repubblica d’Irlanda, neutrale nel secondo conflitto

mondiale, e lasciò il Commonwealth nel 49. Le 6 contee nel nord divennero Irlanda del Nord e

costituzionalmente parte del UK. Fino al 72 avevano un parlamento a maggioranza protestante

vicino Belfast, che era responsabile dell’amministrazione delle provincie. Dopo la seconda guerra

mondiale, l’Irlanda del Nord si sviluppò in agricoltura e nell’industria i centri urbani si allargarono

e sorsero dei primi distretti cattolici, ma protestanti organizzati. Sotto il partito Ulster unionista

mantennero il monopolio del lavoro, della polizia, dei sevizi pubblici e dei consigli locali. I conflitti

ripresero nell’Irlanda del Nord nel 68-9 con dimostrazioni inizialmente non settarie, che chiedevano

libertà civili. Poi la violenza prese le forme del vecchio conflitto. Da una parte si formò l’ala

provvisoria dell’esercito repubblicano irlandese (IRA) e altre fazioni nazionaliste sostenuti da molti

repubblicani e cattolici. L’IRA era illegale in entrambe le Irlande ed era per la riunificazione

dell’Irlanda. La sua ala politica legale era rappresentata a Sinn Féin. Fino all’accordo di pace del 98,

l’IRA aveva intrapreso una campagna di bombe, spari e assassini. Dall’altra parte invece c’erano i

gruppi parlamentari e protestanti e i partiti unionisti, tutti fedeli alla corona. Anch’essi in risposta

alle violenze ma anche per sottolineare le proprie richieste, sono ricorsi ad attacchi terroristici e a

radicalizzazione. Le truppe britanniche e la polizia di Ulster, che doveva controllare questi

trambusti e prevenire il terrorismo, furono accusati di fomentare queste azioni e furono spesso

attaccate. Dal 72 l’Irlanda del Nord rispose all’autorità di Londra e il suo parlamento fu sospeso. Le

assemblee e gli esecutivi dell’Irlanda del Nord avevano cercato invano di promuovere una

cooperazione cattolico-protestante, ma tali sforzi fallirono soprattutto per l’intransigenza

protestante. Anche il governo britannico promosse iniziative simili, cercando di coinvolgere il

governo irlandese e nel 1985 ci fu l’accordo Anglo-Irlandese con la finalità di risolvere i problemi

per realizzare un governo devoluto per l’Irlanda del Nord, ma questa cooperazione tra i due governi

fu vista dagli unionisti come un passo verso la riunificazione irlandese e quindi si opposero al

trattato. La Repubblica di Irlanda oggi vede tale obiettivo come un fine che col tempo verrà

raggiunto mentre la GB continua a sottolineare che nessun cambiamento sarà effettuato,

ammenoché non saranno i cittadini a stabilire la riunificazione dell’Irlanda tramite referendum. I

dati statistici attuali rivelano una maggioranza protestante, più del 60% e una minoranza di cattolici.

La dichiarazione di Downing Street del 1993 dei governi britannici e irlandesi, fu un altro tentativo

di fermare le violenze e di portare tutti i partiti al tavolo di conferenza per discutere del futuro

dell’Irlanda del Nord. Questo portò alla riaffermazione dei precedenti principi. Ma, barandosi su

una tregua protestante, i laburisti nel 1997 convinsero i cattolici e i nazionalisti a fare lo stesso.

Nell’98 a Belfast si tenne una conferenza con i partiti delle due fazioni “Good Friday Agreement”.

A Dublino e a Londra i referendum basati su tale conferenza passarono e venne istituita

l’Assemblea dell’Irlanda del Nord. Il Nord Irlanda votò ampliamente a favore e anche la

Repubblica d’Irlanda, contenta della semi-autonomia dell’altra Irlanda. Nello stesso anno furono

eletti più di 100 membri all’assemblea cl metodo di rappresentanza proporzionale. L’assemblea

ottenne dunque un potere legislativo ed esecutivo, salvo per alcuni poteri riservati che spettano al

parlamento di Londra (vigilanza e questioni di giustizia). Furono creati altri organi come il

consiglio Britannico-Irlandese e la conferenza intergovernativa britannico-irlandese. Istituzioni che

mettevano insieme gli elementi etnici e culturali delle isole. Comprende i governi Irlandesi e UK,

l’assemblea dell’Irlanda del Nord, del Galles e il parlamento scozzese, il governo dell’isola di Man

e i corpi governativi delle Channel Islands. Nel 2000 tuttavia l’assemblea dell’Irlanda del Nord fu

sospesa per mancanza di progressi sul disarmo delle armi detenute illegalmente, principalmente

dall’IRA. Fu reimpostata l’autorità diretta di Londra e sebbene qualche volta i poteri devoluti

tornarono, altre armi e scandali furono attribuiti ai nazionalisti del nord e tra il 2002 e il 2007

l’assemblea fu sospesa e il Peace Agreement fu sull’orlo del collasso. Nel 2005 l’IRA annunciò di

voler mettere fuori uso le proprie armi e fermare le azioni militari, ma nonostante alcuni

miglioramenti i più radicali di entrambe le parti continuarono le violenze. IRA e Sinn Féin

(nazionalisti) e il Democratic Unionist Party (DUP) durante le elezioni generali britanniche del

2005, aumentarono la loro rappresentanza in parlamento. Alla riapertura dell’assemblea dell’Irlanda

del Nord (2007) il DUP guadagnò 36 seggi e Sinn Féin 28 e si formò un esecutivo che vedeva alla

presidenza del consiglio il leader DUP e alla vice presidenza il leader Sinn Féin. Con ciò si

raggiunse una tregua e nel 2010 anche la sicurezza e la polizia divennero poteri dell’assemblea

irlandese devoluti da Londra. Nonostante ci siano ancora conflitti fra le parti, il trasferimento dei

poteri e il compromesso politico sembrano funzionare ragionevolmente.

The legal system

Le statistiche degli ultimi anni ci dicono che la preoccupazione pubblica è rivolta principalmente

verso il crimine, l’uso eccessivo di alcol, violenze ingiustificate su strada e bullismo. La maggior

parte non è soddisfatta degli accorgimenti e misure del governo e delle strutture legali. Ogni

nazione ha un sistema legale separato e dopo il trasferimento dei poteri, le leggi saranno peculiari e

su misura per ogni stato, sebbene ci siano ancora leggi obbligatorie (sulle materie riservate) che

provengono da Londra e sono valide su tutto il territorio UK. Si prenderanno in analisi i sistemi

legali di Inghilterra e Galles (simili) e li si paragoneranno a quelli di Irlanda del Nord e Scozia

(quest’ultimo molto diverso poiché mantenne storicamente il suo apparato legale). I casi giudiziari

si dividono solitamente in civile e penale. I civili possono essere risolti per negoziazione o

patteggiamento prima del processo, oppure da un giudice (e una giuria spesso) dopo il processo. Il

caso penale si risolve con l’arresto o una multa: tali pene dovrebbero funzionare da deterrente.

Legal history

Il sistema legale britannico è indipendente dai rami esecutivo e legislativo. Il suo ruolo è

interpretare e applicare la legge e servire i cittadini. Tale sistema è stato storicamente accusato di

sostenere velatamente gli interessi politici, di mettere in primo piano la proprietà anziché i diritti

umani, di incoraggiare i ritardi e dunque le spese legali, di discriminare i poveri e gli svantaggiati e

di non essere adatto alla situazione attuale e ai cambiamenti sociali. Il sistema si è modificato

durante i secoli in risposta alle strutture sociali e le veloci evoluzioni attuali richiedono una certa

solerzia soprattutto dal punto di vista penale, ma anche in quello civile si vede l’incremento

esponenziale dei divorzi, separazioni ed in generale dei litigi. Storicamente furono messi come

pilastri due postulati: la legge deve essere amministrata dallo stato nelle corti nazionali; i giudici

devono essere indipendenti dal controllo reale e politico. La centralizzazione dello stato fu

raggiunta dai monarchi anglo-sassoni, che istituirono il Common Law e i diversi codici legali. Le

prime corti erano situate a Londra dove avevano a che fare il diritto canonico, penale, civile e

commerciale ma vi era un bisogno di tali strutture anche fuori da Londra per l’applicazione della

legge nazionale. Entro la fine del 1100, i giudici di Londra viaggiarono per l’Inghilterra e

decidevano dunque i casi localmente. Nel 1327, Edward III nominò dei magistrati (giudice di pace)

in ogni contea, che potevano ospitare dei presunti criminali nelle carceri fino all’arrivo del giudice

di Londra che dava la sentenza finale. I poteri di questi magistrati furono poi estesi e fecero

funzionare un sistema di corti penali locali con i giudici di Londra. Non furono prese misure

analoghe per le corti locali civili. Non furono istituite fino al 1846. Con l’aumento della

popolazione, della mole di processi e la complessità economica e sociale, le corti sociali civili

richiesero una maggiore efficienza. Il numero delle corti locali e di Londra si rivelò però

confusionale per gli accavallamenti delle funzioni in Inghilterra e della legge. I periodi di maggiore

riforma furono il 1873, quando ci fu una revisione completa della corte, e il 1970, quando ulteriori

cambiamenti portarono all’attuale sistema di Inghilterra e Wales. Simili sviluppi avvennero in

Scozia e Irlanda. La seconda preoccupazione era quella di rendere indipendenti il ramo giudiziario

dagli altri. Inizialmente i re erano responsabili della legge: interferivano spesso con il processo

legale e potevano licenziare i giudici. L’indipendenza venne raggiunta nel 1701 con l’Act of

Settlement, che rendeva i giudici irremovibili dal loro ufficio. Attualmente tale atto non vale per i

“junior judges” mentre gli altri giudici che commettono reati solitamente si dimettono. Negli ultimi

decenni ci sono state lotte tra i governi e i giudici, che vogliono mantenere l’indipendenza

dall’esecutivo.

Sources of British law

Le fonti del diritto inglese/gallese sono 3: la più antica è il Common Law basata sulle varie usanze

dei primi coloni e invasori. Dopo la conquista normanna fu codificato (common law) in forma

scritta dai giudici tramite le sentenze. Quei principi sono ancora validi e guidano gli attuali giudici

all’interpretazione della legge che in caso di falle può es ampliata. Ma oggi normalmente tale

compito spetta alla corte suprema, la più alta corte d’appello. La tradizione di seguire il precedente

può talvolta portare a leggi conservatrici e poco adatte alle condizioni attuali (ecco perché

l’importanza di una corte suprema mitigatrice). La legge positiva era inizialmente scritta o

approvata in varie forme dal re, poi il parlamento prese gradualmente il superamento sul monarca

quanto a potere legislativo e il diritto positivo si compose di atti parlamentari che proliferarono

nell’800 e 900 con i nuovi sviluppi tecnologici e sociali. Gran parte della legge britannica attuale

deriva dal diritto positivo. Alcuni atti di Westminster sono ancora applicabili su tutto il territorio UK

e sono superiori alla maggior parte delle altre forme di legge (tranne la legge europea). Quando GB

entrò nella comunità economica europea nel 73, la legge dell’UE divenne parte della legge

britannica e anzi si riservavano la precedenza sulla legge interna e i giudici, in caso di conflitto tra

legge parlamentare e legge EU, dovevano scegliere quest’ultime. Le due forme di legge (interna ed

esterna) coesistono, sebbene il 75% della legge britannica è mutuata dall’UE. La legge scozzese

deriva da norme e regole modellate sia sul modello romano che su quello inglese. Le fonti sono il

judge-made law, i trattati legali autorevoli, la legge europea e la legislazione. Le prime due

costituiscono la Common Law scozzese e sono simili a quelle britanniche. La legislazione

comprende gli atti del parlamento scozzese (in grado di legiferare sulle materie devolute), e gli atti

di Westminster. La legge dell’Irlanda del Nord è simile a quella inglese/gallese solo che oltre a

rispondere del diritto positivo UK, l’Irlanda del Nord possiede un’assemblea molto più autonoma

rispetto alle altre e ha anche un certo potere legislativo ed esecutivo.

Court structures in England and Wales

Il sistema (inglese-gallese) delle corti è diviso in due parti: quella penale e quella civile. Esse

agiscono sotto direttive centrali del ministero della giustizia.

Criminal courts

Ci sono due gradi di corti penali. La più bassa è anche quella più indaffarata ed è la corte dei

magistrati, che gestisce la maggior parte dei casi dal momento che sono crimini minori in genere. I

crimini maggiori vengono invece affrontati dalla corte più alta, quella corona. La prima serve le

aree locali in Inghilterra e Galles ed è gestita dai giudici di pace o dai giudici distrettuali, per la

maggior parte laici, lavorano part-time, sono scelti tra i cittadini (ricevono un affiancamento prima

di lavorare), tengono udienze senza giuria, non ricevono uno stipendio (solo le spese). Dunque non

è una posizione di prestigio, e ciò evita giri di soldi ed interessi e soprattutto è un sistema in cui un

cittadino viene giudicato da un altro cittadino e non un professionista. I magistrati vengono

nominati in modo temporaneo dal Gran Cancelliere del ministero della giustizia, che riceve

l’approvazione dal Lord giudice capo della corte d’Inghilterra e del Galles, che viene consigliato dai

comitati locali. Inizialmente i magistrati erano bianchi e di classe medio-alta che avevano attività

importanti; oggi le cose sono molto diverse. La corte dei magistrati ha in media 3 giudici di pace ai

fatti e decretano una sentenza (se necessaria). Questi sono consigliati da addetti legalmente

qualificati che sono funzionari full-time ed elementi professionali all’interno del sistema. L’aiutante

non deve essere coinvolto nel processo decisionale dei magistrati ma ha solo il ruolo di consigliere.

Ogni persona accusata penalmente deve prima presentarsi alla corte dei magistrati, che possono

trattare casi anche di crimini semi-minori. In gravi casi sta al magistrato decidere se inviare

l’indagato al secondo appello, la corte della corona. I magistrati hanno un potere limitato: possono

imporre multe fino a 5000£ per ogni crimine o arrestare persone fino ad un massimo di un anno.

Solitamente i magistrati preferiscono non imprigionare quando è possibile imporre una multa. Le

sentenze variano di zona in zona e questo, insieme al fatto che i giudici siano in realtà non

professionisti, ha destato una certa polemica contro tale sistema. Alcuni preferirebbero figure

professionali, altri dicono che non cambierebbe niente in tal caso, perché professionalità non è

sinonimo di giustizia. Un’altra funzione importante di questi giudici è quella di decidere su casi.

Tali casi vengono seguiti dai media che non devono svelare l’identità dell’accusato altrimenti

incorrono in una serie di pene. Tali magistrati possono gestire materie civili anche se limitatamente

(divorzio, problemi familiari, incidenti). I giudici distrettuali invece sono avvocati qualificati e

funzionari full-time pagati dallo stato, solitamente non sono affiancati e tengono udienze e decidono

casi nelle maggiori città. Le corti della corona, come la corte criminale centrale di Londra (Old

Bailey), sono 80 e sono amministrate direttamente dal ministero. Ha competenza su tutti i reati

maggiori e la decisione finale spetta ad una giuria di 12 cittadini e poi viene approvata dal giudice.

In Scozia, i crimini minori sono trattati da giudici laici della pace nelle corti distrettuali (uguale alle

corti di magistrati). La corte degli sceriffi invece si occupa di casi più seri (ma può sentire casi

minori da solo) ed è affiancato da una giuria di 15 membri. I casi più seri, come omicidio e stupro,

sono gestiti dalla Alta Corte di Giustizia (nelle città più grandi) e sono sentiti da un giudice e una

giuria di 15 persone laiche. Le corti dell’Irlanda del Nord seguono il sistema inglese-gallese, tranne

per piccole differenze.

Criminal appeal courts

La struttura egli appelli è un dispositivo utile per evitare errori di giudizio, ma il numero di tali casi

sta crescendo e ciò origina accanimento mediatico e preoccupazione. Tali casi sono causati da errori

della polizia, da eccessive pressioni da parte di essa nell’indurre a confessare e dalla non affidabilità

di alcune prove forensi. Le corti d’appello sono criticate per la gestione di alcuni appelli, cosi è

stato istituito un organo indipendente, la Commissione di Revisione dei casi penali, creata nel 1995.

Questa rivede i presunti errori di giustizia e riporta il caso alle corti d’appello, che può annullare la

reclusione e ordinare nuovi processi. L’appello ad una corte più alta può essere costoso e richiede il

permesso della corte più bassa. Si può richiedere un appello contro la detenzione o una sentenza

appellandosi a fatti o leggi. Se la richiesta va in porto, la corte di grado più alto può annullare la

detenzione, ridurre la condanna o ordinare un nuovo processo. La richiesta può essere fatta in senso

contrario: per richiedere una pena maggiore. Le corti della corona ascoltano gli appelli della corte

dei magistrati ed entrambe potrebbero, in materia di legge, fare appello alla sezione dell’autorità

reale. Gli appelli della corte della corona alla sezione penale della corte d’appello, possono

eventualmente passare alla Corte Suprema, la più alta corte del sistema English-Wales (e in alcuni

casi anche del sistema scozzese e Irlanda del Nord). In tal caso fino a 5 corti supreme (5 su 12)

sentono il caso e la loro decisone è definitiva. In Scozia l’Alta Corte di Giustizia a Edimburgo tratta

casi penali, ed è anche la Corte Suprema per gli appelli penali. L’Irlanda del Nord ha le sue corti

d’appello ma spesso utilizza la corte suprema di Londra.

Civil courts

Le procedure civili nel sistema inglese-gallese avvengono o nelle corti delle contee (che gestiscono

il 90% dei casi civili) o nelle alte corti. Le azioni e le spese sono molto meno complesse al primo

grado e per la maggior parte dei casi si trova un compromesso prima del processo. Spesso le corti

civili gestiscono anche casi di discriminazione e di impiego. English-Wales sono divise in 250

distretti e ognuno ha una corte di contea. Queste gestiscono casi di divorzi, famiglia, proprietà,

contratti etc... e il giudice distrettuale siede da solo sia alle udienze che in sessione decisionale.

L’alta corte di giustizia ha il suo centro a Londra, ma ha rami sparsi in Inghilterra e Galles. È divisa

in 3 sezioni specializzate in materie specifiche: la sezione dell’autorità della regina ha un’ampia

competenza, inclusi contratti e casi di negligenza; la sezione della corte della cancelleria tratta

diritto commerciale e materie finanziarie e di successione; la sezione familiare che tratta di

problemi domestici, matrimoni, divorzi, proprietà, affidamento etc... In Scozia, la corte dello

sceriffo tratta quasi tutti i casi perché la sua competenza non è finanziariamente limitata, sebbene

l’alta corte di sessione possa anch’essa decretare. In Irlanda del Nord l’alta corte gestisce tutti i casi

civili.

Civil appeal courts

L’alta corte ascolta gli appelli della corte dei magistrati e delle corti delle contee. Tuttavia in genere

il caso viene passato solitamente alla corte d’appello (sezione civile), che gestisce i casi di tutte le

corti più basse. Può modificare le decisioni o ordinare nuovi processi. Da qui in rari casi si passa

alla corte suprema tramite permesso della precedente corte o dalla stessa corte suprema. In Scozia

gli appelli civili sono: lo sceriffo, corte di sessione e la corte suprema di Londra. L’Irlanda ha una

struttura simile a English-Wales, alla corte suprema e quella nazionale e quella di Londra.

Civil and criminal procedure in England and Wales

Le procedure civili e penali sono simili in tutto il Regno Unito.

Civil procedure

L’azione civile nelle corti di contea o nell’alta corte, comincia quando il citante fornisce documenti

con dettagli di eventuali rivendicazioni sull’imputato. Se l’imputato difende l’accusa, vengono

preparate le carte per il processo e il giudizio. La corte stabilisce il peso dell’azione e il risarcimento

e chi perde paga le proprie spese e quelle della parte vincente. Le procedure civili sono state

semplificate dal 1999 a causa dei ritardi e dei costi che tali ritardi comportavano. Molto lavoro

dell’alta corte è stato trasferito alla corte di contea e sono state attuate nuove forme di accordo più

veloci ed economiche. Ciò fa si che moltissime dispute in realtà si risolvano fuori dai tribunali.

Criminal procedure

I crimini sono contro la legge dello stato, ed è lo stato che di solito porta una persona in tribunale.

Prima dell’85 tale ruolo era svolto dalla polizia di English-Wales che ora è stata sostituita dal

Crown Prosecution Service (CPS). È indipendente dalla polizia, finanziato dallo stato e composto

da avvocati di stato. Il CPS e il suo direttore (Director of Public Prosecutions – DPP) stabiliscono se

procedere col processo. L’arresto viene fatto dalla polizia o avviene in flagranza, in tal caso

qualsiasi persona (cittadino o meno) può arrestare il criminale e consegnarlo alle autorità. La polizia

non può interrogare né detenere presunti imputati alla centrale, se questi non sono stati arrestati.

Una volta arrestato, il criminale deve sapere quali sono i propri diritti e poi essere accusato di

qualche reato, poi possono essere portati alla corte dei magistrati entro 24h. in casi gravi e dopo

l’arresto, la persona può essere trattenuta fino a 96h. dopo tale periodo, il sospettato deve essere

rilasciato se non sono state rilasciate accuse. Quando una persona si presenta davanti alla corte dei

magistrati prima di un processo, i giudici possono accettare o rifiutare la cauzione. Se viene rifiutata

il soggetto è messo in custodia o in un riformatorio o in prigione. In caso contrario il soggetto viene

librato fino ad una successiva verifica davanti alla corte, che può talvolta richiedere garanzie

dell’accusato circa la sua condotta durante il periodo di rilascio. La cauzione è un diritto di tuti

coloro che sono stati accusati ma che non sono stati trovati colpevoli. Spesso il timore è quello che

alcuni, il cui diritto di cauzione è stato vietato, nel processo successivo possano essere trovati non

colpevoli. Il sistema dunque detiene i presunti criminali in riformatorio per non affollare le carceri.

C’è anche il timore che pagando una cauzione, le persone in questione siano libere di compiere altri

crimini. I processi penali nelle corti dei magistrati e della corona sono pubblici. I media non

possono commentare ma devono limitarsi a descrivere le procedure della corte. L’accusato si

presenta al banco degli imputati e viene dichiarato colpevole o innocente più spiegazione annessa.

In Scozia abbiamo anche un’altra dicitura, “non dimostrato”, quando non ci sono prove sufficienti

per arrestare un soggetto, ma i giudici non sono convinti dell’innocenza dell’imputato. L’accusa e la

difesa dell’indagato è gestita da un avvocato nella corte dei magistrati (solicitor) oppure da un

barristers (solicitor advocate) nelle corti di altro grado (Corona). È possibile difendersi da soli.

Ognuna delle due parti deve portare dei testimoni che possono essere interrogati dall’altra parte.

L’imputato ha diritto a rimanere in silenzio durante la fase di arresto, accusa e processo ma in tal

caso lo si avvisa che il suo silenzio potrebbe essere usato a suo sfavore in tribunale. Infatti in tal

caso il giudice o l’avvocato possono fare commenti che possono influenzare la giuria e dei

magistrati. I giudici e i magistrati controllano gli equilibri e le influenze all’interno del processo e

nella lotta tra difesa e accusa. Conducono le procedure in modo consono senza interferire o essere

faziosi. Dopo la conclusione dei casi, i magistrati decidono sia verdetto che sentenza, mentre i

giudici delle corti della corona solitamente fanno un quadro generale, poi aspettano il verdetto della

giuria che viene solitamente confermato e letto pubblicamente dal giudice sotto forma di sentenza,

oppure può posticipare la sentenza se non è d’accordo. Nella maggior parte dei casi il verdetto è

raggiunto.

The jury

La giuria è un elemento importante nella giustizia britannica anche se ormai in declino nei casi

civili (eccetto nei casi di frode o diffamazione). Nei casi criminali della corona vengono scelti 12

giurati in una lista di 30 cittadini presi a caso dai registri elettorali. Se non raggiungono un verdetto,

la giuria viene sciolta e se ne forma una nuova. Dunque un soggetto può essere processato 2 volte

per un reato. Il giudice può accettare anche una votazione di maggioranza e non unanime quando la

giuria impiega più di due ore, ma solo se il rapporto è pari a 10 su 12. La giuria non stabilisce né la

pena né la sentenza, solo in alcuni casi civili dove è richiesto il risarcimento. Questo sembra

salvaguardare la giustizia e la democrazia, anche se vengono mosse delle critiche sull’alto numero

di assoluzioni. La giuria potrebbe essere intimidita o minacciata e alcuni vorrebbero sostituirla con

un gruppo di esperti. Il governo laburista precedente ha cercato di ridurre il potere della giuria e

spesso è il giudice che pronuncia una sentenza, senza giuria nei processi minori.

Legal aid and access to legal services

Nel 49 fu creato un sistema di sussidi per le spese legali di coloro che non possono permettersele.

Ciò avviene nei casi di basso reddito e ovviamente dall’esito del processo dal momento che il

colpevole, nonostante abbia anche lui il diritto ai sussidi, talvolta può essere messo in condizione di

pagare un risarcimento. Alcuni dicono che tali aiuti siano stati ridotti e che molte agenzie legali si

siano ritirate dal sistema perché non redditizio. Dati gli enormi costi gli aiuti vengono concessi

sempre meno e solo ai più bisognosi.

Law and order

Crime and punishment

La Gran Bretagna presenta molti più crimini violenti rispetto all’EU e per la sicurezza pubblica

vengono spese somme molto alte e questo tema è al centro della politica e dei programmi dei partiti.

Negli ultimi anni tuttavia c’è stata una diminuzione delle violenze contro persone, cose o violenze

in macchina e anche un calo nella detenzione di armi. Si è verificato tuttavia un incremento quanto

ad abusi sessuali e atti di violenza sui minori. La pena di morte è stata abolita nel 1965, da li la

camera dei comuni ha votato sempre contro la re-imposizione. 1 britannico su 4 vorrebbe di nuovo

la pena di morte mentre molti la rivorrebbero solo come punizione contro crimini imperdonabili

come la pedofilia, terrorismo, omicidio di adulti o bambini e stupro.

Law enforcement and the police

Le forze armate in GB sono subordinate al governo civile e sono usate solo in situazioni di

emergenza e di difesa. Un’eccezione è stata quella del 69, quando supportarono il servizio di polizia

reale del Nord Irlanda. Ci sono tuttavia proposte che vorrebbero l’intervento combinato di polizia e

militari per contrastare il crimine organizzato riguardante droga, clandestinità e hacking. Il compito

di mantenere l’ordine spetta principalmente alla polizia civile. La più antica forza di polizia è la

polizia metropolitana fondata nel 1829 per combattere i crimini di Londra. Da essa sono cresciute le

forze moderne. Non c’è una singola polizia nazionale ma ben 52 forze indipendenti che operano

nelle contee e aree regionali, mentre la polizia metropolitana gestisce Londra. Le forze regionali

(che potrebbero essere ridotte tramite assimilazione) sono sotto il controllo politico dei comitati di

polizia locali. L’azione giornaliera è gestita dal commissario capo che ha indipendenza

organizzativa e responsabilità per le azioni di forza. Poi abbiamo i comunity support officer che


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