Vertigine parossistica posizionale (VPP)
La forma più frequente che esista come causa di vertigine viene definita vertigine parossistica posizionale benigna.
Definizione
È una malattia alla cui base vi è la presenza di depositi endolinfatici all’interno dei canali semicircolari e che si caratterizza con episodi parossistici di vertigine oggettiva in seguito a movimenti del capo.
Anatomia patologica
Tutti i reperti che abbiamo di patologia dell’orecchio interno derivano da analisi su persone morte. Questa fotografia, invece, è di un paziente vivo, operato con apertura del canale semicircolare posteriore, in cui la macula otica è stata aperta; si vede del materiale biancastro che occupa il canale semicircolare, in un paziente che aveva questa malattia.
- Le prime osservazioni di questa malattia sono degli anni '30 ed erano descrizioni cliniche di un fenomeno di vertigine parossistica, quindi di breve durata, molto intensa e di tipo posizionale, cioè legata a cambiamenti di posizione.
- Alla fine degli anni '60 è stata riscontrata, nel cadavere di persone che avevano questa malattia, la presenza di alcuni corpuscoli [il “materiale biancastro” prima nominato] appoggiati sulla cupola del canale semicircolare posteriore e questa patologia è stata definita quindi “cupololitiasi”, cioè una calcolosi del recettore ampollare dei canali semicircolari.
- Dall'82 il termine utilizzato è invece "canalolitiasi", perché si è visto che questi corpuscoli non sono appoggiati sulla macula del canale semicircolare, ma sono all'interno del canale semicircolare, con quindi litiasi di quest’ultimo.
Caratteristiche della patologia
La patologia è caratterizzata dalla presenza di corpuscoli più pesanti dell’endolinfa, che si depositano nel punto più declive. Quando il soggetto cambia posizione, essi si spostano per gravità; l’esempio più banale è quello dei soprammobili che definiamo “palle di neve”. Il movimento della testa equivale al movimento di questo soprammobile e, facendola girare, si ha il movimento dei corpuscoli, più pesanti del liquido, che quindi si spostano per cercare il punto più declive e fermarsi in una nuova posizione.
Immediatamente si capisce che è una vertigine legata a cambiamenti di posizione (quindi posizionale) e di breve durata (quindi parossistica) perché dura quei 30-40 secondi, che è il tempo che impiega il materiale a raggiungere la nuova posizione. Dopodiché il sistema va in stand-by, non c’è più movimento e la vertigine passa. Quando si ritorna alla posizione di partenza, di ha nuovamente vertigine.
Questi corpuscoli sono formati da otoliti, cioè i frammenti ossificati che sono inglobati nella gelatina che ricopre la macula dell’utricolo (ovviamente non del sacculo, il quale è collegato con la coclea!); un distacco degli otoliti sarebbe alla base della penetrazione di questi corpuscoli nei canali semicircolari e dell’innescarsi di questa litiasi.
Epidemiologia
Il 50% circa dei pazienti con vertigini oggettive è affetto da questa patologia, che può presentarsi in forma mono- o bilaterale [quest’ultima forma in meno del 10% dei casi].
Nella stragrande maggioranza dei casi (90-95%), il canale interessato è il canale semicircolare posteriore (CSP), poiché esso parte dal fondo dell’utricolo, dal quale si staccano i corpuscoli; è quindi molto facile la loro penetrazione nel CSP. In un numero ridotto di casi il canale interessato è quello laterale, molto raramente quello anteriore.
Sintomatologia
La patologia si manifesta con vertigine oggettiva, spesso molto violenta, addirittura invalidante (è una stimolazione periferica acutissima), di breve durata (30-40 secondi; nei casi più gravi basta una piccola rotazione del capo per innescare la vertigine, ma nella maggior parte dei casi è sopportabile), posizionale.
Patogenesi
I movimenti che inducono la vertigine sono quelli fatti sull’asse del canale interessato siccome nella stragrande maggioranza dei casi è il CSP, sono chiaramente dei movimenti di estensione e rotazione del capo; il movimento più comune è il coricarsi a letto, ovviamente l’altro momento critico spesso è quando ci si alza.
Durante la giornata, i problemi sono più contenuti e riconducibili prevalentemente all’alzare ed abbassare la testa. La patologia non è più chiamata benigna perché è comunque estremamente fastidiosa e tende spesso a ripresentarsi più volte. Ma non è neanche maligna perché è una banalità, anche se è certamente mutata la modalità di vita, soprattutto se si ripresenta più volte.
Diagnosi
L'esame obiettivo è del tutto normale. La diagnosi viene fatta eseg...
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