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LA VERTIGINE

Vertigine oggettiva

È un’asimmetria funzionale con una sintomatologia caratterizzata dalla sensazione di rotazione

dell’ambiente rispetto all’individuo.

Abbiamo 2 vestiboli che funzionano in modo simmetrico in condizioni normali, in assenza di

stimolazioni roto-acceleratorie. Quando questa condizione subisce delle modificazioni, si può avere

una vertigine di 2 tipi:

1. La FORMA DEFICITARIA è conseguente ad un improvviso deficit funzionale vestibolare

unilaterale (si realizza una sindrome vestibolare armonica deficitaria). È come se si girasse

su una sedia verso SX, se il deficit fosse a DX. In tal caso si ha un nistagmo le cui fasi lente

andrebbero verso il lato malato mentre le rapide “batterebbero” verso il lato sano e il

soggetto tenderebbe a cadere dal lato malato deficitario.

2. La FORMA IRRITATIVA, meno frequente, è dovuta ad un improvviso aumento dell’attività

vestibolare basale (sindrome vestibolare armonica irritativa). Se giro verso DX, ho eccesso

di attività verso DX e un’inibizione dell’altro lato, si ha nistagmo le cui fasi rapide battono

verso il lato malato e il soggetto, una volta messo in piedi, tende a cadere dal lato sano.

La vertigine oggettiva è quasi sempre di origine periferica; raramente però si manifesta anche in

seguito a lesioni acute dei nuclei vestibolari (ischemia del tronco), in questo caso è molto più grave

e si associa a sintomi e segni neurologici solo 2/3 casi all’anno in Italia).

È di solito una vertigine intensa, ad insorgenza improvvisa. Una condizione acuta non può durare

più di qualche giorno(da alcuni secondi a 5 giorni massimo) perché altrimenti sarebbe incompatibile

con la vita. Infatti ad essa sono spesso associati disturbi neurovegetativi debilitanti come la

nausea, il vomito, la diarrea, la difficoltà di alimentarsi, l’ipersudorazione che portano ad

un’aumentata perdita di liquidi, compromettendo la qualità di vita del paziente ancor più della

vertigine stessa. Grazie ai fenomeni di compenso vestibolari tuttavia, la situazione tende a

risolversi o a ridursi nel giro di pochi giorni.

Altri disturbi dell’equilibrio

• Instabilità;

• Incertezza nel movimento;

• Oscillopsia [è correlata a un deficit vestibolare bilaterale e si manifesta perché viene meno il

controllo riflesso dei movimenti oculari da parte dell’organo vestibolare durante i rapidi

movimenti del capo il soggetto riferisce di vedere gli oggetti in oscillazione durante la

marcia o la corsa];

• Episodi Sincopali.

Sono di solito di origine centrale o extravestibolare, raramente intensi, di solito più gravi se

colpiscono tronco cerebrale e cervelletto. Possono essere sia parossistici sia cronici.

Caratteristiche della vertigine

• MODALITÀ DI INSORGENZA: fattori scatenanti della vertigine sono soprattutto movimenti

del capo (vertigine parossistica posizionale il paziente sta male coricandosi), del tronco, e la

marcia.

Esempi: vertigine presincopale da ipotensione ortostatica, data da vasodilatazione, causa

presincope, fosfeni e possibilità di caduta (il paziente sta male alzandosi bruscamente,

soprattutto anziani e donne).

• DURATA: in base alla durata distinguiamo le forme:

PAROSSISTICHE (dalla durata di secondi o minuti);

 ACUTE (da alcune ore a pochi giorni);

 SUBCONTINUE (più di alcuni giorni, non continuativamente);

 CRONICHE (per periodi prolungati).

N.B.: le forme subcontinue e croniche non sono mai OGGETTIVE perché altrimenti, dopo

una settimana, i soggetti sarebbero morti.

• NUMERO DI EPISODI:

Forme a crisi singola (per lesione vestibolare acuta irreversibile);

 Forme episodiche (ogni accesso corrisponde al riacutizzarsi della patologia alla base).

• MODALITÀ DI RISOLUZIONE [ciò che differenzia le due modalità è il tipo di lesione

labirintica]:

molto rapida, per spontaneo ripristino della funzionalità normale vestibolare, non appena

 cessa la sofferenza vestibolare (soggetti co

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Scienze mediche MED/31 Otorinolaringoiatria

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